Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1413 del 26 settembre 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1413/IX - Soluzioni per il problema dell’acqua potabile per il capoluogo regionale (Interpellanza).

Presidente - Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi:

INTERPELLANZA

a mente dei trascorsi interventi sulla situazione idrica del capoluogo regionale con riferimento ai parametri frazionali ed alla fascia collinare nonchè alla infrastruttura adduttiva dell’acquedotto Grand Combin;

visto che i processi di inquinamento dell’acqua potabile, di interruzione nell’erogazione della medesima per presunte riparazioni poste in essere ma, a quanto pare, ininfluenti ed insufficienti, sono di estrema attualità;

sentite le rimostranze legittime degli abitanti delle frazioni di Aosta, nonchè della fascia collinare che da anni subiscono promesse di interventi risolutori, sempre disattese;

considerato che ai piedi delle vette più alte d’Europa, sarebbe logico attendersi un’acqua pura, di cui essere fieri, e non già rigagnoli maleodoranti e talvolta "trattati" per renderli potabili;

e che, il consumo di acqua minerale sta dilagando proprio per i timori di fruizione di acque inaccettabili sotto il profilo della salute;

ritenuto che, il Governo regionale, dopo anni di disinteresse, sembrava intenzionato ad affrontare finalmente la problematica con la costruzione dell’acquedotto Monte Bianco, ma che a tutt’oggi perdurano inspiegabili remore e ritardi;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regio-nale

interpella

il Presidente della Giunta regionale per sapere se si intende avviare a soluzione il problema dell’acqua potabile soprattutto per il capoluogo regionale e quali interventi sono stati decisi per ovviare al contingente stato di scarsità e di poca potabilità delle acque provenienti dall’infrastruttura del Grand Combin.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (MSI) - Qui torniamo su un altro grave problema, che ormai sistematicamente viene dibattuto di anno in anno e di cui non si riesce mai a trovare una soluzione.

Abbiamo visto alcuni giorni fa un titolo sulla stampa che diceva "acquedotto miliardario sotto accusa", e sempre alcuni giorni fa "acqua ancora inquinata", insomma questa è una storia che si ripete ormai da troppo tempo.

Sono stati spesi per l’acquedotto del Grand Combin 7 miliardi, e non è poca cosa, soprattutto se si fa riferimento al fatto che questi 7 miliardi sono serviti a far sì che si debba bere l’acqua così inquinata da liquami di origine animale. E’ una cosa assurda e purtroppo sono già parecchi anni che il sottoscritto solleva questo problema con varie interpellanze, ma probabilmente lo solleva inutilmente.

Con un acquedotto che è costato 7 miliardi, fra l’indifferenza delle varie amministrazioni, soprattutto quelle del passato, i Comuni di Bionaz, Oyace, Valpelline, Roisan, Saint-Christophe e in parte di Aosta con le frazioni di Arpuilles, di Porossan e del Beauregard, si trovano a bere da anni acqua inquinata. E allora cosa dobbiamo fare?

Voglio brevemente ricordare l’iter di questa drammatica situazione e mi auguro che essa, se ci sarà la responsabilità e l’impegno da parte di questa nuova amministrazione, soprattutto dell’Assessore alla Sanità, venga definitivamente risolta.

Questa vicenda comincia nel 1985 con una petizione di alcuni cittadini di Aosta, i quali dichiarano di avere l’acqua di colore rossastro, con gusto sgradevole, con una colorazione a tratti molto intensa, tale da causare danni anche alla biancheria. L’odore era nauseabondo e la rendeva imbevibile.

La vicenda continua nel 1986, quando si dice che l’acqua potabile è inquinata in tre zone di Aosta, l’acquedotto della comunità montana Grand Combin che serve i Comuni di Roisan, Gignod e la zona est di Aosta e Saint-Christophe è inquinato. Secondo i tecnici si tratta di inquinamento batte-rico, non grave, appena al di fuori dei limiti di tolleranza, mentre l’ufficio di igiene ha predisposto tutta una serie di ulteriori controlli dai quali dovrebbero risultare anche le cause dell’inqui-namento.

Arriviamo al 7 ottobre 1986: l’acqua è inquinata per cause sconosciute. Il sig. Cerise, presidente dell’acquedotto, dichiara: "La sorgente delle acque si trova in località Crotte del Comune di Bionaz, a 2300 metri di quota, vi è quindi la massima garanzia della potabilità della sorgente. Il terreno dove sono stati eseguiti i lavori per la vasca di scarico e le opere di captazione è però molto sassoso, con un drenaggio molto alto, è stato mosso, per cui occorrerà un po’ di tempo perchè si assesti. Qui sarebbero avvenute le infiltrazioni".

Il presidente della Comunità montana dice anche che dovranno essere fatte le arginature delle acque provenienti dai pascoli alti, per evitare che si ripetano simili inconvenienti. Siamo nel 1986: le stesse cose le sta ripetendo oggi sui giornali.

Sono trascorsi quattro anni e continuiamo a bere l’acqua inquinata da liquami di origine animale, in una regione quale è la Valle d’Aosta dove abbiamo i ghiacciai, dove dovremmo avere l’acqua pura.

Sono trascorsi anni da allora e a tutt’oggi non è stato risolto il problema. Questo è un fatto gravissimo, ho qui anche gli interventi e le risposte che mi erano state date allora dai vari assessori responsabili: l’Assessore Voyat, il quale diceva che tutti i controlli erano stati fatti e c’era il massimo impegno da parte dell’Amministrazione regionale. Ma questo non è stato fatto.

Quindi mi rivolgo in modo deciso a questa nuova maggioranza perchè non si ripetano gli errori del passato. Prendo atto che ci sono state delle dichiarazioni del nuovo Assessore che si impegna a far sì che si risolva questo problema, ma mi auguro che questo problema venga risolto definitivamente, perchè non è più accettabile questa negligenza da parte delle amministrazioni.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) - Il Consigliere Aloisi ha presentato questa interpellanza per sapere cosa si intende fare e come si intende dare soluzione al problema dell’acqua potabile nel capoluogo regionale e nella comunità del Grand Combin.

Il problema dell’acqua sotto questi due aspetti ormai si ripete, è vero, puntualmente e periodicamente, pertanto è necessario affrontarlo una volta per tutte e cercare di risolverlo. C’è un problema di potabilità e di carenza nell’erogazione, per cui questi aspetti questa maggioranza intende affrontarli e intende risolverli.

Dopo gli ultimi avvenimenti, come Assessore responsabile per la parte di mia competenza ho convocato il Presidente della Comunità montana e i sindaci interessati, abbiamo fatto un lungo confronto su tutto il problema ed abbiamo impostato la risoluzione dello stesso di comune accordo, in collaborazione tra Regione, Comunità montana e sindaci interessati.

Abbiamo deciso di vedere quali erano gli interventi immediati e provvisori, perchè è chiaro che bisogna rendere l’acqua potabile ed anche erogabile non potendo restare senz’acqua. Tali interventi riguardano la pulizia di tutte le vasche, la clorazione dell’acqua quando è necessario, la filtrazione della stessa cambiando i filtri quando è il momento, l’effettuazione di controlli analitici frequenti per verificare se l’acqua è potabile. Questo nell’immediato, in attesa di affrontare alla radice il problema dell’acquedotto.

Per affrontare alla radice il problema dell’acquedotto abbiamo stabilito degli interventi definitivi. La prima cosa che abbiamo deciso di fare, per sapere qual è la realtà che abbiamo di fronte nella zona delle sorgenti che alimentano questo acquedotto, è quella di effettuare una perizia idrogeologica della zona, con tutti gli aspetti che comporta un intervento di questo tipo.

Alla luce di quello che sarà il risultato, abbiamo deciso di fare una recinzione della zona delle sorgenti in modo che non ci sia transito nè di animali nè di altre cose che possano passare sulla zona dove esistono le sorgenti che alimentano l’acquedotto.

Per quanto riguarda l’altro problema, è vero che l’acquedotto è costato 7 miliardi; è stata una gros-sa spesa, ora c’è da fare un controllo di tutta la rete acquedottistica e non si esclude il rifacimen-to della stessa, perchè anche se è da poco che è stato costruito, a parere di certi tecnici ci sono tratti da rifare.

Questi sono in via definitiva i provvedimenti da prendere: la perizia idrogeologica, la recinzione e la revisione di tutta la rete acquedottistica della Valle del Grand Combin.

E’ chiaro che per fare questa perizia idrogeologica ci si deve affidare ad istituti specializzati e come Giunta abbiamo cercato di individuare un ente privato all’esterno della Valle che possa dirci come stanno le cose. Personalmente ho preso contatto con l’Università di Ingegneria mineraria di Bologna, che è disponibile ad effettuare questa perizia idrogeologica, e i rappresentanti di questa università saranno ad Aosta nei giorni 7 e 8 ottobre, in modo da definire il rapporto fra noi e loro per il lavoro che devono eseguire.

Inoltre, per vedere di acquisire sempre meglio acqua potabile, come Giunta stiamo procedendo all’acquisto della montagna Tacchella in Regione Montagnayes, dove ci sono delle sorgenti che possono alimentare anche l’acquedotto.

Pertanto credo che questa perizia, l’acquisto di questa montagna e tutte le iniziative che vogliamo portare avanti sono dettate dalla volontà politica di questa maggioranza di definire il problema nel più breve tempo possibile, per evitare che ogni anno nei mesi di luglio e agosto per queste comunità si ripetano sempre gli stessi problemi. Una volta per tutte vogliamo porre in essere quegli interventi definitivi che possano portare alla risoluzione del problema.

Per quanto riguarda l’acquedotto di Aosta ed il suo correlamento con il Monte Bianco, riferirà l’Assessore Martin in quanto di sua competenza.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore ai Lavori Pubblici Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) - Al di là delle competenze, abbiamo cercato di risolvere i problemi congiuntamente come Giunta regionale. Poichè l’interpellante cita anche l’acquedotto del Monte Bianco come possibile soluzione per il fabbisogno della cintura di Aosta (io direi anche di molti comuni che sono sulla tratta Courmayeur-Aosta), a fronte di questo problema nei giorni scorsi c’è stata una riunione fra i tecnici dell’assessorato dei Lavori Pubblici e di tecnici incaricati della progettazione dell’acquedotto del Monte Bianco per vedere di arrivare nel più breve tempo possibile (la data che ci siamo prefissati è quella della fine dell’anno) ad una progettazione definitiva di tutto l’acquedotto, per poter poi valutare i costi, i relativi finanziamenti e quindi poter appaltare i lavori.

Si tratta certamente di un’opera notevole che era già stata sollevata parecchio tempo fa, ma che poi per tante cause non aveva trovato uno sbocco; siamo intenzionati a riprenderla ed a portarla avanti. Evidentemente molte cose sono cambiate ed il consorzio che allora è stato costituito fra il Comune di Aosta ed i comuni della periferia probabilmente andrà rivisto, perchè molti comuni nel frattempo hanno provveduto in maniera diversa costruendo degli acquedotti e captando delle sorgenti che non provengono da quella zona; inoltre penso che altri Comuni si siano aggiunti ai precedenti per quanto riguarda il problema dell’acqua potabile. Quindi si tratterà di fare una valutazione nuova di tutti i comuni posti sulla tratta Courmayeur-Aosta.

Preciso che l’acquedotto potrà portare circa 500 litri di acqua al secondo fino ad Aosta, captando due sorgenti, una in Val Veny ed una in Val Ferret, e si sta vedendo se si può captare anche dell’acqua che è fuoriuscita proprio dalla costruzione del tunnel del Monte Bianco.

Sono quindi progetti che stanno proseguendo; dicevo prima che entro la fine dell’anno dovremmo avere i progetti definitivi, esecutivi, per poter poi passare alla fase operativa dei lavori. Certamente questo potrebbe risolvere in maniera definitiva il problema dell’acqua di Aosta, soprattutto se teniamo conto del problema della siccità da un lato, del problema dell’inquinamento dall’altro, e per quanto riguarda Aosta anche il problema delle tubature che fanno veramente acqua perchè sono state costruite parecchio tempo fa ed hanno bisogno di una revisione totale.

Se questo progetto sarà pronto in questi termini, potremo pensare alla sistemazione della rete idrica di Aosta abbinando sia il progetto del Monte Bianco sia la futura metanizzazione della città di Aosta, quindi scavare una volta sola e fare un lavoro definitivo sia per quanto riguarda il problema dell’acqua che per quanto riguarda il discorso del metano.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (MSI) - Prendo atto della volontà manifestata dagli assessori competenti per la soluzione di questo problema, però vorrei far rilevare un aspetto che ritengo importante. L’Assessore alla Sanità ha prospettato la soluzione in due fasi: un primo intervento immediato di pulizia delle vasche, di clorazione dell’acqua, di filtrazione della stessa, e poi un secondo per fare una perizia idrogeologica, una zona di recinzione, eccetera.

Prima di investire questi grossi "Soloni" dell’Università di Bologna, ritengo preliminare, nel momento in cui emerge da cinque anni a questa parte che l’inquinamento dell’acqua deriva da batteri di animali, la recinzione della zona onde evitare che si continui a ripetere.

Quindi la prima cosa da fare è bloccare la zona, in modo che non ci sia più l’accesso di questi animali e che perlomeno si beva l’acqua non batteriologicamente di liquame. Questa è la cosa principale.

Prendiamo atto di questa buona volontà per risolvere definitivamente questo problema ed anche per quanto riguarda l’acquedotto del Monte Bianco ci riteniamo soddisfatti di sentire che c’è la volontà di abbinare la sistemazione della rete di Aosta alla metanizzazione, per snellire i lavori ed evitare ai cittadini danni irreparabili nel traffico.

Nell’insieme mi ritengo soddisfatto anche se staremo attenti che queste volontà di intenti vadano finalmente a buon fine.

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