Oggetto del Consiglio n. 1407 del 26 settembre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1407/IX - Comunicazioni del Presidente della Giunta.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Signor Presidente, signori Consiglieri, mi associo anzitutto alle parole di cordoglio pronunciate dal Presidente del Consiglio per la scomparsa dell’On. Giancarlo Pajetta, membro della direzione del partito comunista, deputato del Parlamento italiano dal 1946 e già parlamentare europeo.
Con la scomparsa di Pajetta l’Italia perde uno dei protagonisti di questi ultimi quaranta anni di vita democratica, un combattente sincero e leale per la democrazia, per la libertà e per l’autonomia, un antifascista coraggioso che ha saputo sopportare anni di carcere per la difesa delle proprie idee e della democrazia.
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Intendo ricordare in modo particolare la figura di Cosimo Zappelli, guida alpina di grande valore, scomparso in un tragico incidente in montagna, e la guida Ubaldo Rey della cui amicizia mi onoravo.
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Profonda impressione ha pure destato la notizia degli incidenti mortali accorsi ad alcuni lavoratori della società RAV, impiegati nella realizzazione dell’autostrada. Oltre al cordoglio, che deve pur sempre esserci, ritengo doveroso assicurare l’intervento della Regione affinchè nei cantieri di lavoro siano posti in essere tutti gli interventi necessari onde evitare i gravi episodi testè ricordati.
La Giunta provvederà nei prossimi giorni a nominare un tecnico particolarmente esperto in materia, in modo che ci faccia avere una relazione specifica, cantiere per cantiere, relazione di cui darò notizia al Presidente del Consiglio perchè venga poi trasmessa a tutti i Consiglieri regionali. Senza ledere evidentemente le competenze della società RAV e dell’ANAS, ritengo che l’Amministrazione regionale abbia il dovere di fare una sua indagine, chiamiamola amministrativa, per individuare quelle che sono le eventuali carenze che ci possono essere.
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Il 21 luglio Sua Santità Giovanni Paolo II ha lasciato la Valle d’Aosta dopo un breve soggiorno. In occasione del commiato ho avuto modo di ringraziare il Papa per aver scelto per il secondo anno consecutivo la Valle d’Aosta come terra di riposo e gli ho rinnovato l’invito a voler tornare fra noi anche per l’anno prossimo, perchè la sua presenza è stata motivo di gioia profonda per tutta la comunità valdostana.
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Il 19 luglio ha avuto luogo a Courmayeur la cerimonia rievocativa del venticinquesimo anniversario dell’apertura al traffico del tunnel del Monte Bianco, alla presenza dei Presidenti della Repubblica italiana Cossiga e della Repubblica francese Mitterrand. Nel corso della cerimonia i due capi di stato hanno avuto modo di ricordare la storica data dell’apertura del traforo che ha segnato un passo in avanti nel processo di integrazione europea.
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Credo che la cosa più importante che il Presidente della Giunta possa comunicare in questo momento al Consiglio riguarda quelli che saranno definiti i rapporti stato- regione.
Nel corso del mese di settembre ho avuto modo di partecipare ad incontri a livello governativo per discutere la posizione delle regioni nei confronti della elaboranda legge finanziaria per il 1991.
In data 11 settembre ho incontrato, unitamente agli altri rappresentanti delle regioni, il Ministro degli affari regionali Maccanico in ordine alle problematiche relative all’applicazione della legge recante "Norme in materia di autonomia impositiva delle regioni a statuto ordinario e disposizioni concernenti i rapporti finanziari stato-regione".
Sempre in data 11 settembre si è svolta a Roma la riunione dell’ufficio di presidenza della conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, nel corso della quale è stata sottolineata l’esigenza di una riorganizzazione della struttura di coordinamento, al fine di rilanciarla e potenziarla.
Ho poi incontrato i Ministri del bilancio Pomicino e della Sanità De Lorenzo, dai quali ho ottenuto anticipazioni sulla manovra economica in corso di predisposizione.
Riguardo alla manovra economica nel settore della sanità il Ministro De Lorenzo ha avuto modo di dichiarare che il disavanzo delle USL relativo al 1987-88-89 dovrebbe essere ripianato dallo Stato, mentre per quanto concerne il 1990 tale disavanzo dovrebbe essere accollato alle regioni con una piccola modificazione di cui riferirò subito dopo.
La posizione del Governo in materia di ripiano del deficit finanziario delle USL ha suscitato indubbie preoccupazioni in ambito regionale; dopo anni di discussione la Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome ha definito nella seduta del 18 settembre 1990 all’unanimità la posizione delle regioni sulle proposte governative.
Dopo aver criticato duramente le decisioni governative ed aver evidenziato il gravissimo deterioramento del rapporto Governo-regioni, la Conferenza ha inteso sottolineare che in mancanza di un chiaro segnale politico che manifesti la volontà di una inversione di tendenza, le regioni non intendono avallare con la loro partecipazione scelte assolutamente non condivisibili e che annullano il sistema delle autonomie nel nostro paese.
Per quanto concerne i contenuti del decreto emanato dal Governo, secondo il quale il disavanzo 1990 del sistema sanitario dovrebbe essere accollato alle regioni, la Conferenza ha chiesto ed ottenuto come pregiudiziale alla prosecuzione del dialogo Stato-regioni un esplicito impegno del Governo a modificare sostanzialmente l’articolo 3 del decreto legge testè ricordato sulle misure urgenti per il finanziamento delle maggiori spese sanitarie.
Il Governo si è impegnato ad istituire una commissione mista che sta già operando e che ieri ha già operato in modo fattivo; una commissione mista - dicevo - Stato-regioni formata dai Presidenti delle regioni e dai ministri interessati che opererà su queste quattro direttrici:
- revisione del citato articolo 3 del decreto legge;
- verifica dei congegni istituzionali ed organizzativi del servizio sanitario ai fini dell’effettivo governo della spesa sanitaria, il tutto nella prospettiva di una autentica regionalizzazione del fondo sanitario;
- verifica dei problemi connessi ai ventilati tagli ed agli altri interventi lesivi delle peculiarità delle Regioni a statuto speciale;
- trasferimento sui bilanci regionali delle disponibilità finanziarie attualmente allocate nel bilancio dei ministeri per le materie di competenza delle regioni.
Sempre nel corso degli incontri romani è stata pure ribadita la disponibilità delle regioni a partecipare attivamente al processo di risanamento della finanza pubblica, purchè lo stesso avvenga nel quadro di una effettiva partecipazione delle scelte che investono gli aspetti fondamentali economico-sociali del paese.
Da tutto quanto sopra esposto si evince la volontà precisa delle regioni di assumere iniziative concrete per modificare sostanzialmente i rapporti con il Governo centrale e per ridisegnare gli assetti istituzionali dello Stato nel solco della volontà dei padri costituenti della Repubblica.
Mi sembra opportuno a questo punto darvi lettura dell’ordine del giorno che è stato approvato dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, che è stato poi fatto oggetto della posizione durissima che è stata assunta dalle regioni al momento della Conferenza Stato-regioni:
"La Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, nella seduta del 18 settembre 1990, ha definito all’unanimità la seguente posizione sulla manovra finanziaria 1991:
1) le Regioni rilevano in via preliminare il fatto che ancora una volta la Conferenza Stato-regioni scade a sede di audizione su proposte elaborate a livello governativo in termini generali ed approssimativi, tali pertanto da impedire una effettiva partecipazione alle scelte che investono gli aspetti fondamentali della politica economico sociale del paese;
2) rilevano che questa situazione conferma il gravissimo deterioramento dei rapporti Governo-regioni ed è chiaro indice del mancato rispetto delle regole che devono intercorrere fra soggetti di pari dignità e rilevanza costituzionale;
3) sottolineano altresì che, in mancanza di un chiaro segnale politico che manifesti la volontà di una inversione di tendenza, non intendono avallare con la loro partecipazione scelte che non condividono e che annullano il sistema costituzionale delle autonomie nel nostro paese;
4) considerano in particolare inaccettabile e non corretta la scelta unilaterale di porre a carico delle regioni i disavanzi 1990 del sistema sanitario, disavanzi derivanti da decisioni e comportamenti assunti a livello centrale;
5) chiedono come pregiudiziale alla prosecuzione dei lavori della conferenza Stato-regioni un esplicito impegno del Governo a modificare sostanzialmente l’articolo 3 del decreto legge sulle misure urgenti per il finanziamento delle maggiori spese sanitarie;
6) le regioni dichiarano infine la propria disponibilità a partecipare attivamente alle determinazioni delle politiche sottostanti alla manovra di finanza pubblica, a condizione che vengano esplicitati i criteri e modalità di attribuzioni delle competenze, delle responsabilità e delle risorse".
A questo proposito mi corre l’obbligo di comunicare che nei primi giorni del mese di settembre la presidenza dell’USL della Valle d’Aosta ha fatto pervenire a questa presidenza una richiesta (motivata in modo assolutamente preciso) di ottenere da parte della Regione un ripiano per il disavanzo 1990 di 47 miliardi, che rappresentano più del raddoppio delle spese sanitarie del 1989.
Poichè si ritiene opportuno che, ricevendo una richiesta di 47 miliardi di un disavanzo pubblico, si possa anche andare ad esaminare le motivazioni con cui questi miliardi sono stati richiesti, la Regione, in ottemperanza all’articolo 42 della legge regionale 22 gennaio 1980, n. 2, provvederà quanto prima alla nomina di verificatori, al fine di accertare la congruità fra la programmazione sanitaria regionale e l’attività posta in essere dall’USL, nonchè la corrispondenza fra costi dei servizi e relativi benefici, e infine per verificare il raggiungimento degli obiettivi socio-sanitari regionali.
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Mi corre ancora l’obbligo di comunicare che in conseguenza dell’agitazione sindacale dei doganieri si sono verificati disagi in tutta Italia. Finora in Valle d’Aosta la situazione è stata sotto controllo grazie alle intese raggiunte a fine agosto fra amministrazione delle dogane e questa presidenza, di cui riferirò in risposta ad una interrogazione del Consigliere Riccarand.
Infatti, la corrente dei transiti soggetti a sdoganamento è separata da quella dei transiti comunitari, per i quali sono stati previsti turni dei doganieri nell’intero arco della giornata. Perciò, con il regolare scorrimento dei TIR in transito comunitario i disagi sono stati minimi; solo in caso di blocco all’interno dell’autoporto si sarebbero verificate code. Fra pochi giorni sarà eliminata anche questa ultima possibilità di rischio perchè si stanno concretizzando gli interventi per fare in modo che i TIR in transito comunitario non debbano più entrare nell’autoporto.
Abbiamo saputo che l’agitazione sindacale è stata sospesa da lunedì 24 settembre; sono per ora confermate le tre giornate di sciopero per i giorni 4, 8 e 9 ottobre. Per tali giorni, qualora lo sciopero non fosse revocato, è però già previsto con decisione ministeriale l’intervento sostitutivo della guardia di finanza che provvederà agli adempimenti per i transiti comunitari.
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Come ultima cosa voglio comunicare al Consiglio che la scorsa settimana si è tenuta una riunione con i sindaci interessati alla questione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. In questa riunione si è deciso di prendere come base di trattativa con il Parco e con il Governo il piano redatto dal prof. Janin, piano che sarà trasmesso al Ministero dell’ambiente e di cui ho avuto modo già di parlare con il Ministro Ruffolo. A questo riguardo sarà definita una Commissione composta da un tecnico nominato dall’Amministrazione regionale, da un tecnico nominato dalle comunità montane interessate, un tecnico nominato dal parco e probabilmente un tecnico nominato dal Ministero dell’ambiente.
E’ peraltro assodato che nessuna trattativa potrà essere iniziata se non sarà posto come base il progetto Janin; al di là di questo nè la Regione nè gli enti locali interessati possono accettare qualunque inizio di trattativa. Questo è stato fatto col totale accordo delle amministrazioni locali e pertanto credo che pian piano anche questo problema, sia pure con estrema difficoltà, potrà raggiungere una sua definizione.
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Mi è pervenuta pochi minuti fa una comu-nicazione da parte dei nostri uffici romani in merito alla manovra fiscale del Governo, che dovrebbe essere definita giovedì nel corso del Consiglio dei Ministri.
Per quanto riguarda l’articolo 3 del decreto legge di cui ho accennato poc’anzi, vi è una ipotesi di lavoro che riguarderebbe il fatto che lo Stato ci addosserebbe l’80 percento dei debiti del 1990, mentre il 20 percento verrebbero addossati allo Stato ma in realtà sarebbe soltanto il ripiano del 20 percento che non ci era stato assegnato l’anno precedente.
Vi sarebbe una conferma dei tagli apportati al bilancio regionale dello scorso anno che verrebbero apportati anche quest’anno.
In più vi sarebbe una ipotesi - sono tutte ipotesi che vi dico e non sono cose certe perchè domani pomeriggio si terrà una riunione definitiva, e mi auguro che il Consiglio sia terminato in modo che con l’Assessore alle finanze possa recarmi a Roma - di sterilizzazione degli aumenti delle imposte, dell’IVA e altre imposte del genere.
Questo peraltro avrebbe un riflesso molto limitato per le regioni a statuto speciale, in primo luogo perchè qualunque sterilizzazione deve essere fatta d’intesa con la Regione, essendo materia costituzionalmente protetta, in secondo luogo perchè, comunque vadano le cose, se, ad esempio, l’IVA passasse dal 19 al 21 percento, dall’incremento dell’IVA la Regione otterrebbe il 19%, quindi con un incremento delle entrate anche in questo settore.
Sono tuttavia solo delle ipotesi.
Tutto questo potrebbe essere accettato o accettabile nella ipotesi posta come condizione sospensiva da parte di tutte le regioni, sia a statuto speciale che a statuto ordinario, che venga emanato il provvedimento di regionalizzazione della sanità.
Vi è un parere di massima positivo dei ministri economici, ma vi sono alcune difficoltà da parte del Ministro della sanità per ovvie ragioni di riduzione di competenze istituzionali.
Mi auguro che queste cose possano essere definite, anche perchè se dovesse intervenire la regionalizzazione della sanità, questa comporterebbe sicuramente una ricerca approfondita sulle divisioni delle somme che attualmente sono depositate o indicate dal fondo sanitario nazionale.
Non credo di aver da aggiungere altro, salvo dire che la situazione economica attuale dello Stato italiano è arrivata in una situazione di decozione praticamente totale, per cui si dovranno trovare delle definizioni da parte di tutti, ivi comprese le regioni.
Presidente - Ha chiesto di parlare sulle Comunicazioni del Presidente della Giunta il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.
Voyat (UV) - Chiederei al Presidente se è possibile avere copia di quanto ci ha letto ora per quanto riguarda la parte della legge finanziaria dello Stato e la parte dei deficit dell’USL. Evidentemente sulla questione dei tagli c’è un non rispetto da parte del Governo di quanto dettoci negli anni passati, che questi tagli alla Regione Valle d’Aosta devono essere limitati per l’anno 1988 e 1989 al limite massimo fino al 1990. Invece qui si vede che, anzichè il rispetto di quanto ci avevano se non proprio promesso, almeno assicurato di discutere per il non peggioramento, c’è un peggioramento di quanto già fatto negli anni 1988, ’89 e ’90.
Per quanto riguarda la richiesta dell’USL di un ripianamento del deficit, in attesa di poter discutere la questione sarebbe opportuno da parte della Giunta di prendere almeno in considerazione il fatto di dare degli anticipi perchè la situazione sanitaria e finanziaria dell’USL non venga a peggiorare.
Sul fatto delle verifiche che diceva or ora il Presidente della Giunta non mi pronuncio per il momento, ma mi sembra che, da come spiegatoci, più che una verifica sarebbe una messa sotto tutela per quanto riguarda gli impegni fatti dall’USL finora. A mio avviso forse sarebbe più corretto discutere con l’USL questi problemi, chiedere dei chiarimenti su dati che non risultano chiari e insieme andare a verificare.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Je suis un peu surpris d’entendre que de la part du gouvernement il y a l’exigence de prévoir une espèce d’enquête sur ce qui se passe à l’Unité sanitaire locale. La surprise est due au fait que pas plus tard qu’au mois de mai il avait été décidé de la part des régions soit ordinaires qu’à statut spécial, en accord avec le ministère compétent, de faire un enquête sur les différentes unités sanitaires locales.
Parmi les unités sanitaires locales, il y en avait vingt sur le total, une était justement l’unité sani-taire locale d’Aoste. Ça a été un choix, par conséquent il y a eu des experts, des fonctionnaires du Ministère des Finances et du Ministère du Trésor qui on passé quelques semaines à Aoste et qui ont examiné dans les détails ce qui se passe à l’unité sanitaire locale.
Je crois donc de pouvoir dire que pour ce qui est des comptes-rendus et des possibilités d’examiner les modalités de travail de l’unité sanitaire locale il n’y a pas de doutes. En plus - je crois que depuis toujours il suffit de voir les relations qui existent chaque trois mois - on a soulevé le problème conséquent aux prises de position qui avaient été décidées déjà au passé à propos des frais de l’unité sanitaire locale.
A ce sujet comme Groupe on présentera une motion pour discuter soit des prises de position du gouvernement face aux problèmes sanitaires, soit pour discuter ensemble des conséquences de la sentence dont personne a parlé, la sentence du 31 juillet, qui se réfère au recours à la Cour Constitutionnelle, qui avait été présenté de la part des régions.
Face à ces problèmes il est indispensable que les Commissions compétentes soient concernées du thème et je crois que présenter le problème du déficit de l’unité sanitaire locale comme un problème qui doit être encore examiné c’est vraiment aller au delà de ce qui est la vérité.
Tout est connu, il suffit de donner les réponses adéquates à ce qui a déjà été présenté depuis des mois.
Je crois donc que sur ce thème on y reviendra; je crois que c’est important de même que le plus tôt possible les Commissions compétentes soient concernées du problème.
Je demanderais donc à l’Assesseur d’avoir la possibilité de pouvoir discuter tout de suite ce thème, afin de décider de quelle façon intervenir, car le problème plus urgent c’est celui d’intervenir du point de vue financier.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Ho preso positivamente atto dalle parole del Presidente della Giunta che c’è la volontà di riprendere un esame, una discussione sui problemi relativi al Parco Nazionale del Gran Paradiso, e che si intende usare come base della discussione lo studio predisposto dall’équipe del Prof. Bernard Janin.
L’osservazione che vorrei fare è però di questo tipo: questo studio redatto dal prof. Janin non è mai stato finora oggetto di una discussione all’interno del Consiglio regionale e di una deliberazione o di una adozione, comunque di una valutazione. E’ stata fatta lo scorso anno una presentazione alla II Commissione, dopo di che l’esame dello studio del prof. Janin non è proseguito. Credo che nel momento in cui si ritiene giustamente di riprendere in mano questo problema, sia necessario che il Consiglio regionale nel suo insieme sia investito dei contenuti dello studio predisposto dal prof. Janin e possa darne una sua valutazione, e quindi sollecito la Giunta regionale perchè avvii un iter in modo che attraverso le Commissioni e poi attraverso l’aula si giunga ad esprimere una valuta-zione complessiva del Consiglio sullo studio del prof. Janin.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Non avrei voluto intervenire ma ogni tanto, se preso per i capelli, quei pochi che mi sono rimasti, devo farlo.
Non ho parlato assolutamente di voler mettere sotto accusa nessuno; è vero quanto ha detto il Consigliere Rollandin che vi è stato un esame da parte di alcuni funzionari del Ministero delle Finanze su quanto riguarda l’USL della Valle d’Aosta, e da questo abbiamo anche appurato dei dati molto significativi. Per esempio, abbiamo appreso che per quanto riguarda la spesa sanitaria, in una media nazionale di 235mila lire a persona, la Valle d’Aosta si posiziona a livello ben inferiore sulle 160-170mila lire, mentre regioni come la Campania sono a livello di 400 mila lire per persona.
E’ evidente che non possiamo assolutamente accettare il discorso che qualche regione ha fatto, che i debiti vengono pagati da tutti. Su questo aspetto il Ministro Pomicino è stato sicuramente consenziente nel senso che ogni regione si pagherà i propri debiti, perchè sarebbe assurdo sia dal punto di vista finanziario che istituzionale che la Valle d’Aosta provvedesse a pagare i debiti della Campania, o viceversa.
Se poi qualcuno si adombra per il fatto che vogliamo applicare una legge regionale che è stata approvata dal Consiglio regionale, si adombri, ma con questo non significa che vogliamo mettere sotto accusa nessuno; vogliamo solo come Amministrazione regionale - e credo che nella nostra autonomia, al di là di quello che dicono i funzionari romani, possiamo farlo - andare a vedere le cose, visto che vogliamo amministrarci da soli.
Da questo esame sono certo che verrà fuori un fatto positivo, perchè i funzionari dello Stato, che hanno guardato i conti, non hanno fatto una cosa che deve essere tenuta nella debita considerazione, e cioè l’esame di congruità fra la programmazione sanitaria regionale e l’attività posta in essere dall’USL. Questa è una cosa ben diversa rispetto a quello che è un esame dei costi, delle fatture o cose di questo genere, che sono qui a dire saranno sicuramente tutte regolari. Però visto che la Regione autonoma Valle d’Aosta ha un suo piano finanziario, giusto o sbagliato che sia, ha un piano sanitario, ha approvato una certa legge, non vedo perchè ci sia tanto scalpore perchè si fa una verifica di questo genere.
Vorrei solo chiarire questo fatto: non vogliamo mettere sotto accusa nessuno, vogliamo soltanto fare una verifica di quello che ci è stato richiesto dal momento che nel 1989 il ripiano è stato di 21 miliardi circa, mentre quest’anno ci viene chiesto un ripiano di 47 miliardi. Questo sarà probabilmente dovuto ai contratti di lavoro, sarà dovuto ad una maggiore incidenza della farmaceutica, non lo discuto, però mi sembra opportuno che di fronte ad una richiesta di pagamento di 47 miliardi l’Amministrazione abbia il dovere di esaminare la congruità di queste cifre soprattutto in rapporto fra la programmazione sanitaria e quello che è stato fatto.
Rispondendo al Consigliere Riccarand per quanto riguarda il progetto Janin, credo che l’Amministrazione non abbia nessuna difficoltà a portare in Consiglio questo progetto per farne un esame che mi sembra opportuno ed anche giusto, in vista di queste ulteriori trattative che andremo a fare nei confronti del parco nazionale e nei confronti del Ministero dell’ambiente.
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