Oggetto del Consiglio n. 1277 del 6 giugno 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1277/IX - QUADRO CONOSCITIVO DEL FENOMENO DROGA IN VALLE D'AOSTA. (Interrogazione)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Monami Cristina e Mafrica, iscritta al punto 8 dell'ordine del giorno.
INTERROGAZIONE
Continuano a permanere preoccupanti nella nostra Regione i sintomi di una sempre maggiore estensione del fenomeno droga (interventi delle forze dell'ordine, aumento del numero di sieropositivi, tragici casi di overdose).
Allo scopo di avere un quadro conoscitivo della situazione e dell'efficacia degli interventi messi in atto dalla Regione,
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERROGANO
gli Assessori competenti per conoscere:
1) i dati disponibili sulla attuale diffusione del consumo di sostanze stupefacenti, comparati con quelli degli anni precedenti;
2) i dati relativi alla utilizzazione delle strutture sociosanitarie operanti nel campo delle tossicodipendenze (Unità Operativa per l'assistenza ai tossicodipendenti, comunità terapeutica di Talapè);
3) i dati relativi all'organizzazione degli incontri di prevenzione previsti dal progetto Arianna ed un giudizio sulla loro efficacia;
4) se è stata data attuazione alla disposizione della legge 58/89 che prevede l'erogazione di contributi pari al 25% del costo del lavoro in caso di assunzione di ex-tossicodipendenti.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Nel dichiararmi d'accordo con i colleghi interroganti e con tutta la popolazione sulla preoccupazione per il crescente diffondersi del fenomeno droga anche nella nostra Regione, vorrei fare una premessa indispensabile e cioè che i dati statistici relativi a tale piaga sociale non sempre riescono ad avere un aggiornamento tale da rendere conto con tempismo assoluto dell’evoluzione della realtà quotidiana. E' questo un aspetto che emerge dalla lettura, anche superficiale, della documentazione che ho chiesto che mi fosse predisposta per consentirmi di rispondere all'interrogazione in oggetto e che volentieri metto a disposizione dei colleghi.
Il dato relativo ai decessi di assuntori di stupefacenti, come detto nel freddo linguaggio burocratico, segnala, purtroppo anche in questo primo semestre, un episodio tragico che ha destato pena e sgomento in tutti noi e che penso sia alla base dell'interrogazione stessa.
In fatto di diffusione degli stupefacenti viviamo in una realtà penosa e le prospettive per il futuro non ci inducono certo a facili ottimismi. Cerchiamo di fare quanto sta in noi per porre un argine al dilagare del fenomeno, ma non ce la sentiamo di fare previsioni che non avrebbero un fondamento affidabile e che sarebbero soltanto cabalistiche.
Vengo ora a rispondere punto per punto all'interrogazione.
Primo. Anche nei primi cinque mesi di quest’anno è stata sequestrata droga e si è trattato: di 63 grammi di eroina, di 1.006 grammi di cocaina, di 36 grammi di cannabis hashish e di 4 grammi di altri tipi, per un totale di 1.111 grammi di sostanze stupefacenti, oltre a 10 grammi tra fiale, compresse, dosi, ecc.
Nei cinque mesi scorsi sono state effettuate 33 operazioni di polizia contro traffico, spaccio ed altri reati connessi alla droga (legge 685/75), con 41 persone denunciate, 21 delle quali in stato di arresto.
I dati che in qualche misura possono essere correlati alla diffusione del consumo delle sostanze stupefacenti sono quelli forniti periodicamente dal Ministero degli Interni attraverso l'osservatorio permanente sul fenomeno droga. Il prospetto completo, che trasmetterò ai colleghi interroganti, mette a confronto i dati relativi al periodo 1984/1989 con quelli relativi all'ultimo semestre forniti dalle forze dell’ordine e mostra in effetti un intensificarsi delle operazioni di sequestro di sostanze stupefacenti, peraltro in gran parte destinate a mercati diversi dalla Valle d'Aosta, e dei casi di denuncia per traffico e spaccio.
Secondo: utilizzazione delle strutture pubbliche operanti nel campo delle tossicodipendenze. Dal settembre 1988, data di inizio della sua attività, l’Unità Operativa per l'assistenza ai tossicodipendenti è entrata in contatto con 445 soggetti, 441 dei quali residenti in Valle, pari al 76, 6%, e 104, pari al 23,3%, non residenti in Valle, questi ultimi in buona parte detenuti a Brissogne.
La presa in carico, con formulazione ed attuazione di un programma terapeutico-medico e psico-sociale è stata effettuata per 260 soggetti, 200 dei quali residenti, pari al 76,9%, e 60 non residenti, pari al 23,1%.
I dati anzidetti, riferiti alle stime fatte sulla base delle indagini conoscitive del 1987/88, che ipotizzavano circa n. 700 consumatori di droghe, mostrano una buona capacità del Servizio ad agganciare l'utenza. In effetti, dai dati dell'Osservatorio permanente sul fenomeno droga del Ministero degli Interni, risulta che a livello nazionale le strutture pubbliche e private percepirebbero soltanto il 20% del fenomeno globale, contro il nostro 50% dei residenti stimati come consumatori.
Pure per quanto riguarda il problema della sieropositività, dai dati della relazione presentata in seno al gruppo tecnico di lavoro AIDS per la Valle d'Aosta, emerge un andamento migliore che nel resto d'Italia.
Per quanto concerne la comunità terapeutica di Talapè e le altre strutture sociosanitarie operanti sul territorio regionale, come per altri problemi legati alla lotta contro il fenomeno droga, ho a disposizione, e la fornirò ai colleghi interroganti, la relazione relativa all'attività del 1989.
Terzo. Gli incontri di prevenzione previsti dal "Progetto Arianna", approvato con legge regionale n. 6 del 1990, sono iniziati come previsto e si sono svolti nel periodo compreso tra il 12 marzo ed il 12 maggio del corrente anno. L'esito è stato soddisfacente, dopo che sono state superate alcune piccole incomprensioni iniziali. Hanno aderito le scuole medie inferiori "Cerlogne", "De Tillier" ed "Einaudi" di Aosta e quelle di Villeneuve e di Châtillon. Per le scuole medie superiori si è avuta l'adesione dell'Istituto tecnico per Geometri, dell'Istituto magistrale, del Liceo-Ginnasio, dell'Istituto d'Arte di Aosta, dell'Istituto commerciale e per geometri, nonché dell'IPR di Châtillon, degli IPR di Saint-Vincent e di Verrès, dell'Istituto tecnico-industriale e del l'IPR di Verrès, nonché del Liceo scientifico di Pont-Saint-Martin.
Sono stati così coinvolti 481 docenti e 1.622 studenti, per un totale di 515 incontri, con 5 incontri per ogni gruppo classe o gruppo di docenti, ai quali vanno aggiunti i già citati otto incontri-dibattito con i genitori degli alunni, cui dovranno seguirne altrettanti, al fine di rilevare un primo riscontro dell'attività, così come è già stato realizzato con studenti, docenti e capi d'Istituto.
Quarto. Circa l'attuazione della legge 58/89, che prevede l'erogazione, per la durata di un anno prorogabile per un altro anno, di contributi pari al 25% del costo del lavoro in caso di assunzione di ex-tossicodipendenti, l'Agenzia del Lavoro, da noi interpellata in merito, ha fatto presente che, pur essendo tale disposizione già in atto, mentre per altre fasce marginali, quali portatori di handicap, carcerati in semilibertà, cassintegrati, disoccupati di lungo periodo..., le imprese valdostane hanno fatto ricorso in modo discreto agli incentivi previsti, al momento, pur essendo state sensibilizzate al problema, per questo tipo di marginalità non è stata accertata una sola disponibilità effettiva.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Mi pare che sia confermata la preoccupazione per l'estensione che il fenomeno droga ha nella nostra Regione. Mi riservo di esaminare insieme alla collega Monami i dati numerici, anche se da una percentuale riferita dall'Assessore, sembra che l'assunzione in carico del 50% starebbe a significare che in Valle ci sono circa 520 tossicodipendenti.
(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)
.. hai detto che 260 presi in carico sono il 50% dei valdostani tossicodipendenti. Ecco, io avrei qualche riserva su questa cifra, perché credo che il numero sia più elevato, così come credo che anche il numero degli incidenti "mortali" sia più elevato, perché non tutte queste morti risultano identificate e classificate come morti per droga.
Mentre mi è sembrata abbastanza esauriente la parte sulla Unità Operativa di assistenza ai tossicodipendenti, non ho sentito nulla sulla Comunità terapeutica di Talapè. Voglio verificare se notizie relative ad una difficoltà di funzionamento sono corrispondenti al vero. Credo anche che si debba esaminare la possibilità di effettuare una discussione globale per vedere se l'insieme dei servizi fino ad ora predisposti è completo oppure se non sia più opportuno intervenire con qualche altra struttura.
Prendo inoltre atto con rammarico che non c'è stata una grande disponibilità da parte dell'imprenditoria valdostana nei confronti degli ex tossicodipendenti, visto che nessun caso ha potuto usufruire delle agevolazioni finanziarie messe a disposizione dalla legge 58/89.
Credo comunque che, oltre a queste cifre preoccupanti, la nostra attenzione debba essere rivolta verso le azioni di tipo preventivo, che possono limitare il disagio giovanile o coinvolgere i giovani in attività di comunicazione che li aiutino a sottrarsi da questa tremenda esperienza.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Monami Cristina; ne ha facoltà.
MONAMI CRISTINA (PCI):Vorrei avvisare l'Assessore e contemporaneamente anche il Presidente della V^ Commissione, qui presente, che mi pare importantissimo che tale Commissione si occupi di questo problema che coinvolge gran parte delle famiglie valdostane. Probabilmente ne discuteremo in modo più organico in sede di Commissione, ma io credo che si possa già anticipare al Consiglio che una parte della Commissione, che sarà successivamente individuata nelle persone e nel loro numero, si occuperà specificamente di questo problema, specie per far luce e per capire bene, visto che non siamo rimasti soddisfatti della risposta dell'Assessore, su cosa avviene nella Comunità terapeutica di Talapè.
Rispetto ai numeri, io mi distacco un po' dall'Assessore e dal Consigliere Mafrica, nel senso che i numeri mi interessano proprio poco, cioè, a mio parere, non vuol dire molto se ce ne sono 1.000 o 1.150. So e sappiamo tutti che ci sono questi tossicodipendenti, per cui non dovremmo esaurire il nostro compito nell'aver capito e nel divulgare il numero esatto, ma impegnarci assolutamente a risolvere questo problema.
Credo di aver capito che la non disponibilità verso gli inserimenti lavorativi, di cui ha parlato l'Assessore e come è già stato anticipato dal Consigliere Mafrica, riguardi una non disponibilità da parte degli imprenditori e non da parte dell'Agenzia del Lavoro o di ex tossicodipendenti... Ecco, volevo dire questo. Grazie.
