Oggetto del Consiglio n. 1269 del 23 maggio 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1269/IX - Iniziativa per consentire ai movimenti e partiti politici la disponibilità di sale e locali pubblici (Reiezione di mozione).
Presidente - Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:
MOZIONE
I movimenti e partiti politici incontrano notevoli difficoltà soprattutto nella città di Aosta, per avere a disposizione sale e locali in cui svolgere incontri, dibattiti e manifestazioni aperte al pubblico.
Nella recente campagna elettorale per il rinnovo dei Consigli comunali in tutta Aosta era utilizzabile una sola sala pubblica e per di più in una zona periferica della città (la sala della Biblioteca di Viale Europa), sono state invece negate ai partiti e movimenti politici la sala gestita dal Comité des Traditions Valdôtaines nel palazzo municipale di Aosta, in Piazza Chanoux, la sala gestita dal B.I.M. in Piazza Narbonne, la sala e la saletta del Palazzo Regionale. Inoltre risultavano inagibili la sala Ducale del Municipio di Aosta e la sala delle riunioni della Biblioteca del Quartiere Dora.
Ne è derivata una forte penalizzazione per chi voleva usare la campagna elettorale per incontrare i cittadini discutendo di temi e problemi ben precisi in luoghi facilmente raggiungibili ed adatti per tale tipo di riunioni.
Tutto ciò premesso e sottolineato che l’attività dei movimenti e partiti politici deve essere agevolata soprattutto mettendo a loro disposizione spazi e strutture, il Consiglio regionale
delibera
di impegnare la Giunta regionale:
ad assumere le opportune iniziative ed a dare le opportune disposizioni perchè tutte le sale di proprietà pubblica oppure costruite o ristrutturate a spese della pubblica amministrazione siano concesse in uso ai movimenti e partiti politici per incontri, dibattiti e manifestazioni aperte al pubblico.
Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Con questa mozione abbiamo inteso sollevare un problema di agibilità di spazi per riunioni pubbliche da parte di partiti e movimenti politici. Ci troviamo in una situazione che a nostro avviso è un po’ assurda, per cui da una parte i movimenti politici e i partiti sono riconosciuti come soggetti importanti della società, e quindi sono oggetto di un finanziamento pubblico da parte dello Stato, e dall’altra parte vengono penalizzati nell’esercizio delle proprie funzioni, in particolare in una delle funzioni più importanti che è quella del rapporto con la cittadinanza, da parte di disposizioni della pubblica amministrazione che sono assurde.
Voglio citare alcuni esempi. Ad Aosta la sala di proprietà pubblica, dell’Amministrazione regionale (adesso l’edificio è stato trasferito al Comune di Aosta), che si trova all’interno del palazzo municipale di piazza Chanoux e che è data in gestione al Comité des traditions valdôtaines, non viene concessa in uso ai movimenti ed ai partiti politici. Chi di noi ha provato a fare domanda, si è sentito rispondere dal Comité che la sala non viene concessa ai movimenti politici ed ai partiti. Non si capisce per quale motivo un partito non possa fare una riunione se la sala è libera.
La sala del B.I.M. in piazza Narbonne, ristrutturata a spese dell’Amministrazione regionale, non viene concessa ai partiti ed ai movimenti politici per una riunione.
Questa situazione è generale e si verifica sempre; in periodo di campagna elettorale ci troviamo di fronte ad una ulteriore difficoltà per cui anche gli altri pochi locali agibili, tipo ad esempio il salone regionale o la saletta regionale, non vengono concessi, o vengono concessi con molta difficoltà.
Questa situazione fa sì che adesso, sia nella campagna elettorale per le elezioni comunali che nella campagna referendaria, in tutta la città di Aosta l’unica sala pubblica che viene concessa per le iniziative è la sala della biblioteca di viale Europa. Si tratta di una sala anche bella, che però è in una zona molto periferica, non facilmente accessibile e quindi che non si presta ad un certo tipo di manifestazioni politiche.
Per quanto riguarda tutte le altre sale: il salone ducale del Municipio sappiamo che è inagibile da anni perchè deve essere ristrutturato; la sala del Consiglio comunale non è adatta perchè ha i banchi e sarebbe come fare una riunione in questo locale, e poi, approssimandosi la scadenza elettorale, viene trasformata in seggio; il salone e la saletta regionale non vengono concesse; le altre sale di proprietà pubblica non vengono date. Pertanto rimane il cinema Giacosa, che fra l’altro costa caro e non è sicuramente adatto per piccole riunioni come sono quelle che possono fare dei partiti e dei movimenti politici. Quindi si tratta di una difficoltà molto grossa.
Credo che come Consiglio dobbiamo assumere quanto meno un orientamento, che è quello di eliminare una serie di situazioni di penalizzazione per quanto riguarda l’uso delle sale di proprietà pubblica, o comunque che sono state costruite o ristrutturate con denaro pubblico, rendendole agibili. Mi riferisco in particolare, per quanto riguarda Aosta, alla sala gestita dal Comité des traditions valdôtaines o alla sala del B.I.M.. Fuori Aosta ci sono tante sale comunali con situazioni molto diversificate: ci sono dei comuni che chiedono di pagare centinaia di migliaia di lire per poter utilizzare un locale, altri no.
Credo che questo problema della agibilità dei locali pubblici sia un problema fondamentale di democrazia, per cui chiedo che il Consiglio si esprima favorevolmente a questa mozione, che esprima un orientamento di fondo, chiedendo alla Giunta di attuare le autorizzazioni necessarie perchè tutte quante le associazioni che hanno in gestione le sale pubbliche le mettano a disposizione a tutte le associazioni culturali, ma anche ai partiti ed ai movimenti politici, perchè non si capisce per quale motivo questi debbano essere discriminati.
Presidente - E’ aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) - La mozione del Consigliere Riccarand solleva una questione generale, che è quella della informazione e del rapporto con i cittadini da parte delle forze politiche.
Avevo un’osservazione che volevo fare ad alta voce e che riguarda un’altra cosa, però la inserisco qui perchè il Consigliere Riccarand ha parlato della campagna referendaria in corso.
Trovo inaccettabile che la Rai regionale non abbia attuato delle tribune di informazione sui referendum; già a livello nazionale le tribune sui referendum le fanno alle dieci di sera sul secondo canale, ma non è stata attuata in nessuna maniera una tribuna che permettesse, almeno ai gruppi presenti in Consiglio regionale, di esprimersi sui referendum.
Ritengo che questo si colleghi alle doléances che porta nella sua mozione il Consigliere Riccarand, cioè in qualche maniera il fatto di non mettere a disposizione gli strumenti di informazione pubblica - e la televisione è lo strumento più importante - impedisce ai cittadini di conoscere addirittura l’oggetto del contendere, se non al limite le diverse posizioni in corso.
Sul referendum che riguarda la questione della caccia la demagogia dei Verdi è spaventosa; poter dire che i cittadini possono non andare a votare e in questa maniera esercitano un loro diritto per vanificare - come è accaduto in Emilia Romagna - gli effetti disastrosi di questi referendum, è una cosa importante. Sono contrario alla mozione del Consigliere Riccarand, perchè inserisce una richiesta che riguarda degli organismi come il Comité des traditions valdôtaines, che secondo me fanno bene a dire che non vogliono che il loro nome venga unito ai partiti ed alle forze politiche. Quindi non voterò questa mozione, perchè a me sembra che certi organismi meno vengono assimilati, nell’opinione pubblica, ai partiti e meglio è.
Però la richiesta che faceva il Consigliere Riccarand, di permettere l’informazione ed il rapporto con i cittadini, è legittima. Più che le sale dico che il vero grande problema, la vera mancanza che vedo da parte dell’esecutivo regionale nostro, è che non si sia chiesto - legittimamente, fra l’altro - alla Rai regionale di attuare le tribune per i referendum, coinvolgendo le forze politiche presenti in regione. Già come sono gestite dalla Commissione di vigilanza, a livello nazionale, è scandaloso, perchè si fanno delle tavole rotonde in ore antelucane e con delle presenze occasionali, ma che la Rai regionale della Valle d’Aosta non faccia le tribune referendum quando dobbiamo andare comunque a votare, credo sia una cosa inaccettabile.
Presidente - Se non ci sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Les requêtes qui ont été présentées de prévoir que pendant la période électorale il y ait des salles disponibles pour des débats, avaient déjà fait l’objet de l’attention des forces politiques, il y a des années. Le choix qui a été pris c’était d’interdire uniquement dans la période électorale l’utilisation des salles de propriété de l’Administration régionale pour les dernières interventions, les soi-disant comices des partis.
Je crois que pendant toute l’année la disponibilité des différentes salles est ouverte aux associations, aux partis politiques qui organisent n’importe quelle intervention.
Je dois avouer que sans doute le problème se pose et je crois que toutes les forces politiques ont eu surtout dans la période de la campagne électorale la nécessité d’avoir des salles disponibles pour faire des débats.
A présent il y a la disponibilité uniquement du salon du palais régional; la petite salle est tellement réduite qu’elle n’ajouterait pas grand-chose. Avant tout il faut la réaménager, et nous avons un projet pour l’utiliser selon les nouvelles requêtes, mais au-delà de ça, comme ligne de tendence, avec la disponibilité actuelle, on serait pour maintenir cette interdiction. Ce qui n’empêche que, si à un moment donné on avait, surtout à Aoste, dans la zone qui est la plus favorable pour des rencontres, la disponibilité de la salle du Convitto, de même pourrait être la salle prévue dans le réaménagement de l’Assessorat à l’industrie, on pourrait prévoir un règlement pour savoir comment allouer la disponibilité de la salle aux forces politiques pendant la période électorale. A présent je crois que l’affaire ce serait difficile à gérer et par conséquent on est - pour ce qui est de propriété régionale - pour maintenir la situation actuelle.
Pour ce qui est de propriété communale, donc de compétence strictement communale, on ne peut pas intervenir; je sais qu’il y a des communes qui vont prévoir une cotisation pour payer les frais conséquents à l’utilisation de la salle.
Je crois que le problème il faudra quand même l’examiner de nouveau, surtout au moment où on a une autre disponibilité. Pour l’instant de notre part on ne votera pas cette motion pour les raisons que je viens de dire.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Intanto non condivido assolutamente questo criterio e non so chi mai l’ha deciso, per cui durante le campagne elettorali, cioè nel periodo in cui c’è più richiesta, non si possono usare sale pubbliche tipo il salone regionale. Una regolamentazione per forza ci deve essere, ma non capisco perchè si deve saltare il discorso della regolamentazione e dire che è comunque vietato usare queste sale in periodo elettorale altrimenti ci sarebbero troppe richieste. Si regolamenta, si definisce un calendario. Questo è un primo punto che non condivido.
Secondo: non ho sentito nessuna risposta da parte della Giunta o da parte della maggioranza rispetto all’altra questione fondamentale che pongo con la mozione, cioè l’utilizzazione di sale che sono in edifici di proprietà pubblica o che comunque sono state ristrutturate a spese della pubblica amministrazione. Mi riferisco ad esempio alla sala pubblica data in gestione al Comité des traditions valdôtaines, oppure alla sala del B.I.M.. Non capisco perchè un gruppo politico che vuol fare un dibattito sull’autonomia della Sardegna o sull’effetto serra non può usare queste sale.
Quindi, con questa mozione poniamo anche questo problema: al di fuori della campagna elettorale, queste sale possono essere agibili ai partiti ed ai movimenti politici, oppure si vuole mantenere un divieto che non ha nessuna giustificazione? Non capisco che danno possa avere il B.I.M. se va a fare la riunione l’associazione culturale "Pinco Pallino" o se va un movimento politico; è la stessa cosa. E allora perchè il movimento politico non ci può andare e l’associazione culturale si?
Siccome queste sale sono in edifici di proprietà pubblica, acquistati con denaro pubblico, ristrutturate e mantenute con denaro pubblico, siano pienamente agibili da parte dei partiti e dei movimenti politici. Non capisco per quale motivo c’è questa discriminazione.
Quindi, l’oggetto principale della mozione è questo, non è il periodo della campagna elettorale. Chiedo che la mozione venga valutata e votata alla luce soprattutto di questo problema.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Seulement pour dire que pour les autres associations culturelles, ou bien pour les organismes qui ont une gestion indépendante de l’Administration régionale, on ne s’est jamais engagé vis-à-vis de la gestion des salles qui ont été réaménagées - je cite la salle du B.I.M. - grace à l’intervention de l’Administration régionale; là la gestion a toujours été donnée au B.I.M. même.
On pourrait prendre des contacts et examiner si eux sont disponibles, voir quels sont les problèmes; je crois qu’il y a des problèmes de gestion qu’il faut examiner. Je crois que la salle, par exemple, le soir n’est pas disponible pour des raisons liées au fonctionnement de la même. Dans ce sens on pourra prendre des contacts et vérifier s’il existe une disponibilité de leur part, au-delà de la période de la campagne électorale, si j’ai bien compris la dernière proposition de M.Riccarand.
On pourra prendre des contacts avec ces associations, afin de connaître les raisons qui jusqu’à présent ont été à la base d’une interdiction de la part des organismes mêmes, car de la part de l’Adminis-tration régionale on n’a pas prévu d’interventions spécifiques.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - La mozione delibera di impegnare la Giunta regionale ad assumere le opportune iniziative ed a dare le opportune disposizioni perchè tutte le sale di proprietà pubblica, oppure costruite o ristrutturate a spese della pubblica amministrazione, siano concesse in uso ai movimenti e ai partiti politici per incontri, dibattiti e manifestazioni aperte al pubblico.
Quello che si chiede è che ci sia una iniziativa da parte della Giunta rivolta a chi gestisce queste sale, perchè siano messe a disposizione anche dei partiti e dei movimenti politici, a parità di qualsiasi altro soggetto culturale che esiste nella nostra regione.
Mi stupisco del fatto che il Consiglio, che è composto da forze politiche, non sostenga una richiesta di questo genere. Comunque, se non viene approvata la mozione, sia chiaro che dal prossimo Consiglio comincerò a chiedere volta per volta quali iniziative sono state prese nei confronti della sala di piazza Chanoux per renderla agibile, e via via per tutte le altre sale.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Nel corso dell’ultimo congresso del nostro partito era stato votato un ordine del giorno, che sottolineava l’esigenza di dotare la città di Aosta di una struttura polivalente, in cui potessero aver luogo riunioni, congressi, manifesta-zioni.
Ci pare che questa esigenza sia sempre presente ed anzi ci auguriamo che la nuova amministrazione comunale di Aosta finalmente faccia le scelte necessarie per ciò che riguarda il piano regolatore e prenda le iniziative opportune per risolvere questo problema.
Voteremo a favore di questa mozione perchè ci sembra sottolinei una questione che realmente si è posta e che ha creato difficoltà alle forze politiche nel corso di questa, ma anche di altre campagne elettorali.
Lasciare le cose così come stanno, con divieti e con difficoltà, non ci sembra essere una cosa accettabile; pensiamo che delle soluzioni possano essere trovate e consideriamo questa mozione come uno stimolo alla ricerca di soluzioni per un problema che effettivamente esiste.
Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto.
Esito della votazione:
Presenti: 27
Votanti: 5
Favorevoli: 5
Astenuti: 22 (Agnesod, Beneforti, Bich, Bondaz, Faval, Gremmo, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Marcoz, Martin, Milanesio, Mostacchi, Pascale, Perrin, Ricco, Rollandin, Trione, Vallet e Voyat)
Il Consiglio non approva.
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