Oggetto del Consiglio n. 1199 del 18 aprile 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1199/IX - Assegnazione di una sede e del personale per il funzionamento della Consulta regionale per la condizione femminile (Approvazione di mozione).
Presidente - Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Riccarand e Mafrica:
MOZIONE
Esaminata la richiesta della Consulta Regionale per la Condizione Femminile di poter disporre di una sede e del personale indispensabile al suo funzionamento;
Valutato positivamente il lavoro fin qui svolto da tale organismo, che opera mediante attività volontaria a favore del riequilibrio politico e sociale tra i due sessi;
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
delibera
di impegnare la Presidenza del Consiglio regionale, d’intesa con la Giunta regionale, a soddisfare urgentemente le richieste avanzate dalla Consulta Regionale per la Condizione Femminile.
Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Quando ho presentato con il Consigliere Riccarand questa mozione, non era ancora presente in Consiglio una rappresentante delle donne; poichè questo è un problema che è stato presentato dalla Consulta femminile, ritengo sia utile sentire direttamente dalla Consigliera regionale della Valle d’Aosta, che fa parte di diritto della Consulta, l’illustrazione della mozione stessa.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Monami, ne ha facoltà.
Monami Cristina (PCI) - Non la farò tanto lunga; leggo l’articolo 1 della legge del 22.7.83, firmata Andrione, che dice: "Al fine di promuovere un programma di iniziative tese a rimuovere gli ostacoli che tuttora impediscono la piena realizzazione della personalità umana e sociale della donna, è istituita la Consulta regionale per la condizione femminile". Quindi, la creazione di questo istituto, voluta da questo Consiglio regionale, suppongo abbia un senso e l’articolo lo sottolinea.
Leggo ancora l’articolo 7: "La Consulta ha sede presso il Consiglio regionale. I mezzi ed il personale necessari per il suo funzionamento saranno stabiliti da apposito provvedimento legislativo". Questo era un impegno che questo Consiglio si era preso e credo debba essere esaudito.
Sarei tentata, se i Consiglieri fossero interessati, di riferire su cosa e in che modo la Consulta si è espressa. Mi limiterò ad elencare le attività che hanno messo in piedi.
Nel marzo 1985 è stata organizzata una serata per conoscere l’attività della Commissione nazionale per la realizzazione delle pari opportunità; nel novembre 1985 un intervento al convegno: "Le politiche del lavoro a livello regionale"; nel maggio 1986 mostra fotografica dedicata al movimento femminile dal 1900 al 1946.
La Consulta si impegna nella campagna elettorale a favore delle donne in lista. Nel 1986 organizza due convegni: uno, importantissimo, sugli asili nido e l’altro, "Donne e incontri nel mondo", per far conoscere l’AIDOS (associazione italiana donne per lo sviluppo). Produce un opuscolo, "Conoscere e prevenire", sulla prevenzione dei tumori della sfera genitale, in collaborazione con la sezione valdostana della Lega contro i tumori; presenta al pubblico l’indagine conoscitiva, commissionata all’Abacus, sulla condizione della donna nel mondo del lavoro; organizza due serate per presentare le donne che scrivono, giornaliste e scrittrici; fa un’inchiesta per conoscere i dati relativi alla presenza della donna nelle amministrazioni comunali.
Nel gennaio 1988 la consulta è ancora impegnata in un convegno: "Donna e politica"; nel febbraio 1989 dedica una serata all’ecologia domestica, si occupa della messa a punto di un corso di personal computer per trenta donne valdostane imprenditrici, organizza il convegno "Anni 90", riguardante il lavoro della donna, e lavora alla messa a punto di un altro opuscolo sull’alcolismo, che verrà in circolazione fra breve.
Un altro opuscolo sul diritto di famiglia è in fase di preparazione.
Volevo sottolineare il carattere culturale, più che politico, di queste iniziative. La Consulta invece desidera trasformare questo suo impegno anche in un impegno di carattere politico; evidentemente aspetta di averne i mezzi pratici che spero questo Consiglio vorrà accordare.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, quale sottoscrittore della mozione, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Credo che su questa questione in particolare, dei locali per la Consulta, bisogna arrivare ad una decisione in tempi rapidi.
Ormai, se ricordo bene, la prima volta che abbiamo discusso in sede di commissione di questo problema è stato nel 1984. Proprio all’inizio della legislatura, dopo l’istituzione della Consulta, già è stato posto con forza questo problema di avere una sede stabile, individuabile facilmente e facilmente agibile, in modo da poter raccogliere e riordinare il materiale e poter diventare un punto di riferimento stabile per quanto riguarda tutta l’attività che ruota intorno alla Consulta.
Da allora in poi sono state trovate tante soluzioni tampone, provvisorie, che poi non hanno avuto un seguito ed ultimamente la situazione non è migliorata, anzi sotto certi aspetti è peggiorata.
Questo nuovo richiamo che è stato fatto dalla Consulta con la lettera del 2 aprile 1990, in cui si sollecita la definizione di una sede e di poter disporre del personale indispensabile al funzionamento, credo non possa non trovare sollecita accoglienza da parte di tutto il Consiglio, come noi abbiamo proposto di fare con questa mozione.
Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Le problème des locaux a fait l’objet des débats au niveau du Conseil et au niveau des commissions compétentes. Le problème d’un siège pour la Consulta, qui avait déjà été soulevé il y a longtemps, avait été repris par la suite à cause du fait qu’il y avait eu des changements et par conséquent il avait fallu enlever une partie du siège de la Consulta même. Donc, ce n’est pas un argument qui vient pour la première fois à l’attention du Conseil.
A l’égard de l’activité de la Consulta tout le monde a pu suivre soit les débats que les différentes initiatives qui ont été rappelées tout à l’heure de la part de M.me Monami. En effet, pour certaines initiatives il y a eu là aussi l’appui de la Junte: je me réfère à la dernière initiative pour ce qui est du programme au niveau des ordinateurs, qui a été financée spécifiquement de la part de la Junte régionale, car elle n’était pas prévue au début dans le programme annuel qui vient présenté de la part de la Consulta même.
Par conséquent je crois que tout le monde est conscient du fait que la Consulta peut jouer un rôle, peut être le point de repère pour une série d’initiatives qui ont déjà été partagées pendant l’année dernière et qui continueront dans les années à venir.
Le problème spécifique du siège, je répète, est lié à un ensemble d’initiatives et au déplacement des locaux qui avait été étudié face aux exigences de locaux, toujours pour ce qui est du fonctionnement du Conseil et de l’Administration régionale.
A ce point on a pris certains engagements; il y a eu de la part des Chefs de groupe différentes rencontres pour voir quelles sont les possibilités (au moins en termes moyens) de donner une solution aux problèmes des locaux, pour ce qui est des exigences des Conseillers régionaux, des groupes et des employés qui doivent suivre les différents travaux. Je pense donc de pouvoir donner aussi une réponse positive dans le plus bref délai pour ce qui est du siège de la Consulta.
Je suis disponible à reprendre ces pourparlers avec le Conseil le plus tôt possible, pour trouver ensemble un siège qui soit à même de résoudre le problème de la Consulta, problème qui a été - je le répète - soulevé depuis longtemps.
Je me rends compte en même temps qu’il y a eu des difficultés qui n’étaient pas prévues au début: il y a eu le déplacement de certains bureaux de l’Administration publique, il y a eu des engagements qui avaient été pris face aux exigences des groupes; l’ensemble des difficultés a - je dois l’avouer - produit des problèmes aux logements qui avaient été prévus au début pour la Consulta même.
J’accepte l’engagement comme l’on demande, pour résoudre ensemble le problème. J’espère qu’il y ait la collaboration aussi des autres bureaux, afin de prévoir l’individuation le plus tôt possible, car autrement on risque de prendre un engagement auquel on ne peut pas donner de réponse.
De ma part je crois de donner toute la disponibilité de la Junte afin de donner une réponse dans le plus bref délai.
Presidente - Vorrei fare una dichiarazione brevissima: nella mozione si delibera di impegnare la Presidenza del Consiglio; ma la Presidenza del Consiglio non ha compiti operativi in merito al reperimento dei locali, quindi questa parte resta lettera morta, sapendo già che anche se viene posta nel deliberato della mozione, non può avere ef-ficacia.
Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all’unanimità
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