Oggetto del Consiglio n. 1161 del 4 aprile 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1161/IX -SOLLECITO PER FAVORIRE L'APPOSIZIONE DI TOPONOMASTICA IN LINGUA TEDESCA. (Ritiro di mozione)
PRESIDENTE:Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Gremmo ed iscritta al punto 31 dell'ordine del giorno.
MOZIONE
Il Consiglio regionale
della Valle d'Aosta
PREMESSO che da tempo l'opinione pubblica del Sudtirol richiede il ripristino della toponomastica locale solo in lingua tedesca anche per porre rimedio alla raffazzonata e provocatoria italianizzazione realizzata sotto i passati regimi,
RITENENDO che anche in questo settore debba essere attuato il dettame costituzionale che tutela le minoranze linguistiche,
RIBADENDO la necessità di operare per una effettiva tutela del patrimonio storico di ogni Comunità etnica, di cui la toponomastica è parte importante
SOLLECITA
le Autorità preposte a favorire l'apposizione della toponomastica e, in particolare, della micro-toponomastica (gruppi di masi, casali, frazioni, corsi d'acqua) in lingua tedesca.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
GREMMO (UAP):Sono dovuto ricorrere all'espediente procedurale della presentazione di una mozione per richiamare l'attenzione del Consiglio sulla negativa ricaduta di immagine che ha avuto quello che sarebbe dovuto essere un incontro tra la 1a Commissione consiliare del Sudtirolo o Provincia autonoma di Bolzano e la nostra la Commissione consiliare, cui pare, stando almeno a quanto mi è stato detto, che si sia felicemente aggregato, forse in sostituzione di altri consiglieri, il Capogruppo del Movimento Sociale Italiano.
Tra i tanti argomenti che dovevano essere trattativi era anche quello della toponomastica, che nel Sudtirolo riveste attualmente una certa importanza, perché, riallacciandomi un po' a quello che dicevo questa mattina con lei, Presidente Bich, pare poco democratico che, tanti anni dopo la caduta del fascismo, non sia stata ancora ripristinata tutta una serie di toponimi in lingua tedesca ed in particolare la microtoponimia, quella cioè relativa alle frazioni, ai corsi d'acqua ed alle piccole località.
Ebbene, questo incontro della nostra 1a Commissione consiliare con la 1a Commissione consiliare del Sudtirolo è stato presentato in un modo un po' strano da un quotidiano di notevole diffusione come "Il Corriere della Sera", su cui è stato scritto che i Valdostani, senza precisare chi, come e perché, sarebbero andati a Bolzano a negare ai Sudtirolesi qualunque appoggio in merito alla proposta che molte forze politiche del Consiglio regionale del Sudtirolo stanno portando avanti, per chiedere ed in qualche modo operare affinché la toponomastica di quella regione sia in lingua tedesca.
Secondo me, ha ragione il Consigliere Stévenin, che su "Le Peuple Valdôtain" ha scritto una nota largamente condivisibile, dove rimarcava la strumentalizzazione della vicenda ed a me è piaciuto che lo stesso Consigliere abbia poi detto: "Fallimento completo di quelli che sono andati a Bolzano a fare discorsi un po' patriottardi, perché in autunno avremo una seconda seduta di confronto con gli amici Sudtirolesi, per cercare di approfondire meglio la nostra opinione su queste cose e fare in modo che venga fugata l'immagine negativa sull'interesse politico della Valle d'Aosta rispetto al problema"
Come ho detto, io avevo presentato una interrogazione, per chiedere alla Presidenza se sembrava lecito che sui giornali fossero apparse certe notizie e se sembrava corretto che l'opinione molto personale di una singola persona fosse stata trasformata in opinione della Valle d'Aosta.
Poiché a questa mia interrogazione è stato rifiutato l'inserimento all'ordine del giorno, da parte del Presidente Bich, in quanto non riguardava la Giunta, ecco allora che io, volendo comunque dire qualcosa sull'argomento, ho preferito presentare questa mozione, che in qualche modo spiana la strada a quello che è stato detto dal Consigliere Stévenin e che è largamente condivisibile. Il fatto cioè che in autunno sia previsto un incontro ad Aosta su questi temi, in qualche modo dovrebbe servire a chiarire le cose nei confronti dell'opinione pubblica.
Tuttavia, al di là del fatto che la presentazione della mozione serviva ad attirare l'attenzione su questo problema, nessuno ci impedisce di anticipare comunque una opinione politica rispetto a questo problema.
Io non sono d'accordo con la posizione "né carne e né pesce" assunta dal giornale del Partito Comunista rispetto alla questione. Io condivido quello che scrive "Le Travail", rimarcando quello che ho già detto e del resto non può che essere così, cioè che l'opinione del Consigliere Aloisi è solamente sua; però far finta di niente e dire: "Ma, il problema della toponomastica potrebbe scavare dei solchi ed aggravare le divisioni", non presenta nei corretti termini il problema del Sudtirolo, perché lì tutta la toponomastica è in lingua tedesca, meno pochissime località, che sono mantenute in italiano, solo per testardaggine coloniale.
Certo, pesa molto il fatto che l'MSI abbia avuto nel Sudtirolo una sua avanzata elettorale in funzione antitedesca, pesa molto il fatto che, purtroppo, la demagogia missina abbia razzolato a piene mani nello scontento degli emigrati, ma secondo me le questioni di principio devono essere mantenute.
Ecco allora che io, molto pacatamente e senza cercare la polemica per la polemica, mi sono permesso di inserire la questione nella mozione, anticipando quello che io mi auguro sia il parere o il giudizio che esprimeremo nel convegno, come è già stato detto questa mattina dal Presidente Bich - e mi auguro che non si sia trattato di aria fritta - quando ha affermato che si vuole portare avanti con i fatti la solidarietà all'identità delle minoranze linguistiche. Il ripristino dei nomi in lingua tedesca nel Sudtirolo - io considero un'aggravante che già in clima di nazionalismo post-guerra mondiale e di prefascismo siano stati imposti dal Tolomei toponimi in lingua italiana potrebbe essere un modo per far capire agli immigrati italiani in quella regione che ci sono delle identità storiche, culturali, linguistiche ed in questo caso legate proprio ai luoghi, che non si possono e soprattutto non si devono cancellare.
Ecco il senso di questa pacatissima mozione, che ho chiesto di mettere all'ordine del giorno.
Si dà atto che dalle ore 16,49 assume la presidenza il Vicepresidente Beneforti.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (UV):Je me rends compte, après l'intervention du Conseiller Gremmo, de la réelle volonté d'aborder ce problème, mais surtout de la volonté qui allait au-delà, c'est-à-dire de revenir sur un autre problème, celui de la rencontre des Commissions législatives du Conseil régional de la Vallée d'Aoste et du Conseil provincial de Bolzano.
Je crois que là il n'y a pas grand chose à ajouter. M. Gremmo a pu lire mon article sur "Le Peuple", mais également d'autres articles dans d'autres journaux. Je crois que tout de même il s'est agi d'une rencontre très intéressante.
Les Sud-tyroliens ne cherchaient pas notre solidarité. Les Sud-tyroliens voulaient un témoignage de ce qui s'était passé dans notre région immédiatement après la guerre du '45, c'est-à-dire le rétablissement des noms autochtones. Ils voulaient savoir ce qui s'était passé au Val d'Aoste. Nous n'avons fait autre chose que de leur expliquer ce qui s'était passé dans notre région. Voilà le tout.
Aujourd'hui je crois qu'il n'est pas le cas de voter cette motion parce que la situation est encore très compliquée. Ce serait, en ce moment, une sorte d'intromission dans des affaires qui ne sont pas encore clairs du fait qu'ils ne sont pas encore décidés. Une décision finale n'a pas encore été prise.
Il faut savoir que, par une délibération de la Junte provinciale, a été nommée une commission d'experts, de laquelle font partie le professeur Joseph Breu de l'université de Vienne, le professeur Maestrelli, qui est ordinaire de l'Université de Florence et un professeur suisse, Peter Latar, qui sont en train de travailler pour porter à l'attention du Gouvernement provincial une proposition finale. On sait qu'on a des points de vue très différents à l'intérieur du Conseil provincial, mais je dirais que même au sein du parti le plus important du Sudtirol une grande discussion est ouverte
Or je crois que, avant de prendre une décision, c'est-à-dire de voter un ordre du jour, une motion, il faudrait connaître la proposition qui va sortir d'ici quelque temps, quand les travaux de cette commission seront terminés. Alors je crois qu'on pourra, si le cas se pose et si cela nous est demandé, appuyer la proposition qui en sortira et on pourra faire une analyse sur la base de la proposition faite.
C'est bien pour cela que, tout en partageant l'exigence d'apporter notre solidarité, on veut connaître quelle sera la proposition finale.
Si dà atto che dalle 16,55 riassume la Presidenza il Presidente Bich.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
GREMMO (UAP):Una volta tanto sarò conciliante con il collega Capogruppo dell'Union Valdôtaine, ma non vorrei che qualcuno pensasse di potersi poi permettere chissà che cosa.
Comunque non voglio far polemiche e, in attesa del risultato della Commissione, ritiro la mozione.
Vorrei solo aggiungere che l'opinione pubblica del Sudtirolo per la verità non è rimasta insensibile all'opinione politica della Valle d'Aosta, perché io ho ricevuto da Bolzano un ritaglio del "Dolomiten", l'unico quotidiano della regione in lingua tedesca, che ha dato ampio spazio a quanto era successo sia rispetto all'iniziativa del Consigliere Aloisi, sia rispetto alla mia precedente iniziativa politica che il Presidente Bich, a norma di una interpretazione del Regolamento, non ha voluto mandare avanti.
A Bolzano, quindi, erano rimasti male nel leggere le dichiarazioni apparse su "Il Corriere della Sera".
A me sembrava che sollecitare l'apposizione della toponomastica di lingua tedesca fosse il minimo che si potesse fare, anche perché nella mia mozione non si entra nel merito della questione. Comunque, aspettiamo pure le conclusioni dei lavori di quella commissione.
E' importante, invece, che quanto è stato anticipato dal Presidente della 1a Commissione su "Le Peuple Valdôtain" sia poi fatto, cioè che in autunno si tenga effettivamente ad Aosta quell'incontro o convegno, nel senso che ci interessa davvero che questo incontro sia aperto a tutti i consiglieri, anche perché la delegazione che è andata a Bolzano era composta dalla 1a Commissione più un'appendice. Se l'avessi saputo o fossi stato invitato ufficialmente, ci sarei andato anch'io e certamente non avrei detto né le cose che ha detto il Consigliere Aloisi, né quello che ha detto il Consigliere Louvin, anche perché, non avendo io la competenza giuridica di Louvin, non avrei potuto fare un intervento come il suo, che, come mi è stato detto, era di notevole spessore e livello.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (UV):Je tiens à préciser que la rencontre prévue en automne ne sera pas une rencontre où l'on discutera exclusivement de la toponymie. Il s'agit de la suite de la rencontre qu'on a eue au Sudtyrol et les problèmes qu'on abordera concerneront l'autonomie et tous les autres problèmes qui intéressent les deux Commissions.
PRESIDENTE:Allora, come è già stato detto dal Consigliere proponente, Gremmo, la mozione in oggetto è da considerare ritirata.
IL CONSIGLIO prende atto
