Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1104 del 21 marzo 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1104/IX - Ritardi nel rinnovo della convenzione con la RAI per la ricezione televisiva in Valle d'Aosta dei programmi in lingua francese e in lingua tedesca. (Interrogazione).

Presidente - Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Mafrica e Riccarand:

INTERROGAZIONE

Appreso che la Convenzione Regione-RAI per la ricezione televisiva in Valle d'Aosta dei programmi in lingua francese e in lingua tedesca sarebbe scaduta da oltre un anno e che la RAI continuerebbe a trasmettere in assenza di Convenzione e senza rimborso dei costi so-stenuti;

rilevato che il ritardo nel rinnovare la Convenzione crea situazione di incertezza ed alimenta ipotesi di vario genere;

i sottoscritti Consiglieri regionali

interrogano

la Giunta regionale per sapere:

1) se è vero che la RAI ritrasmette da oltre un anno i programmi in lingua francese e tedesca senza la copertura della Convenzione e senza ricevere dalla Regione i previsti rimborsi;

2) quali sono i motivi dei ritardi nel rinnovo della Convenzione e quando si intende provvedere a tale rinnovo;

3) per quale motivo non è stato definito un accordo, anche di carattere transitorio, per il pagamento alla RAI del servizio reso in assenza di Convenzione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - La convention avec le Ministère des Postes et Télécommunications qui a été adoptée en 1988, le premier août, à l'article 23 établit que la durée des avenants à la convention conclue en application de l'article 19 de la loi 103 de 1985 est reportée jusqu'à l'entrée en vigueur des nouvelles conventions qui devront être conclues dans les six mois de l'entrée en vigueur de la présente convention.

Etant donné que la convention entre la RAI et notre Région, conclue en mai 1983, relative à la retransmission en Vallée d'Aoste des programmes conc,us dans les pays francophones, fait partie des avenants susdits, il en ressort que le service y afférent, proposé par la RAI après l'échéance du délai conventionnel qui a été le 31 janvier 1989, est dépourvu d'une réglementation contractuelle.

La question a fait l'objet d'une correspondance entre les différentes parties. J'avais adressé une série de lettres avant encore l'échéance pour rappeler qu'il fallait reprendre le discours, et surtout la demande d'une participation régionale à la rédaction de la nouvelle convention, pour pouvoir donc, comme Région, préciser quelles sont les intentions face aux changements qui se sont passés d'après 1983 jusqu'à présent pour ce qui est la loi concernant les émissions, au-delà du débat que nous sommes encore en train de suivre au niveau du Parlement.

Jusqu'à présent on a eu différentes réponses, qui concernaient la proposition d'une ébauche de convention, que la Présidence du Conseil des Ministres est en train de suivre, et face à ce retard de la part du Gouvernement on a demandé qu'il y ait la possibilité de notre Région de dire quelle est l'idée face aux différentes propositions qui seront présentées. Si par hasard les programmes en langue françaises et surtout les émissions télévisées sont à un certain niveau, alors la possibilité d'avoir une réponse des autres programmes pourrait être différente.

Tout de même je crois que d'après les obligations qui avaient été prises de la part du Gouvernement face à la requête présentée pour avoir les émissions de "Antenne 2", on ne voit pas pourquoi on doit, sans avoir une contrepartie réelle, continuer à payer nous cette convention qui prévoit la possibilité d'avoir les émissions en langue française. Par conséquent, on n'a pas encore renouvelé la convention même, car on est encore dans l'attente d'avoir des données sûres sur la base des précisions que la RAI et le Conseil des Ministres voudront nous faire.

Pour l'année 1989 on n'a pas encore prévu ni convention ni payé les frais qui dans le passé avaient été payés (à peu près 900 millions). Les émissions ont continué; on est dans l'attente de savoir quelles seront les propositions de la part de la RAI et du Gouvernement et après on pourra en discuter.

Je répète: une ébauche de convention a été présentée, on a dit que finalement on a prédisposé face aux différentes sollicitations l'ébauche définitive qui nous sera envoyée; je crois qu'on la discutera et à ce moment on pourra donner une réponse sérieuse.

Les retards sont surtout dûs au fait qu'il n'y a pas eu de réponses de la part du Gouvernement, malgré les lettres de sollicitation et les contacts téléphoniques, là où on me disait qu'il y a eu tous ces changements et on attendait de savoir quel était le responsable à la RAI; finalement il a été nommé il y a quelques mois et à présent il est en train d'étudier le problème pour nous donner une réponse sérieuse. A ce moment on pourra prendre les solutions définitives face à ce problème.

De ma part je crois que ce serait utile de rappeler qu'étant donné que c'est un service public, ce serait bien que les frais pour avoir des émissions dans les langues différentes soient à la charge de la RAI et non pas de l'Administration régionale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - Qui si tratta di una questione abbastanza delicata, perchè investe il problema della informazione, quindi un terreno che è molto importante rispetto alla vita sociale della nostra Regione.

Credo che questa questione, che si trascina ormai da più di un anno, di una erogazione di un servizio da parte della RAI, richiesto a suo tempo dalla Regione senza che in contropartita questo servizio sia pagato, perchè di fatto è così, pone dei problemi che avrebbero dovuto, forse ancor prima della presentazione di questa interrogazione, essere oggetto quanto meno di una esposizione da parte del Presidente della Giunta (o di chi per la Giunta segue questa vicenda) o in Consiglio o in sede di Commissione. Invece noi apprendiamo soltanto adesso che praticamente è più di un anno che un certo rapporto instaurato e sollecitato fra Amministrazione regionale e RAI si è interrotto; non c'è più convenzione, in assenza della quale la RAI continua a ritrasmettere i programmi di Antenne 2 e della Svizzera francese, però senza quel compenso che era stato a suo tempo erogato.

Si dice che la vicenda è legata alla convenzione principale fra Governo italiano e RAI; non so se effettivamente non è possibile prevedere due livelli separati, perchè si tratta di ruoli diversi: in un caso si tratta di un problema molto preciso e delimitato, si tratta di fornire agli utenti RAI della Valle d'Aosta la possibilità di ricevere queste trasmissioni francesi e svizzere; nell'altro caso si tratta di un problema più generale di un rapporto fra il Governo italiano e il servizio pubblico radiotelevisivo, con tutte le implicazioni che esso ha.

Credo che bisognerebbe cercare di trovare una soluzione anche provvisoria, che da una parte salvaguardi la continuazione delle trasmissioni e dall'altra salvaguardi anche i diritti della RAI. E' chiaro che la RAI a questo punto potrebbe decidere di interrompere le trasmissioni, perchè è un servizio che fornisce senza nessun compenso.

Allora, proprio perchè da una parte c'è questo rischio, dall'altra c'è una situazione squilibrata, credo che questo problema vada affrontato urgentemente. Chiediamo quindi che su questo punto ci sia al più presto una illustrazione dettagliata, una presentazione di tutta la documentazione e anche della corrispondenza che è intercorsa in sede di Commissione, in modo che possiamo avere un quadro definito della situazione e vedere se è possibile sbloccare questa situazione che è inaccettabile.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Dalle parole del Presidente sono venute delle giustificazioni rispetto al ritardo di questa trattativa. Non mi è sembrato invece di cogliere una volontà determinata per giungere presto ad una soluzione.

Voglio esprimere qui una preoccupazione. Abbiamo discusso nel precedente Consiglio i rapporti fra servizio pubblico e servizi privati nel campo dell'informazione e della necessità di una legge antitrust; questa legge è in discussione in Parlamento e sta creando scompiglio all'interno della stessa maggioranza.E' una legge importante.

La preoccupazione che voglio qui esprimere è quella che, prolungandosi uno stato di incertezza nei rapporti fra l'Amministrazione regionale, la RAI e il Governo, anche in questo campo, come già in altri, si facciano avanti i privati. E' una preoccupazione che voglio esplicitare, riferendomi anche ad una battuta nota di un uomo politico che da tanti anni è sulla scena nazionale, il quale dice che a pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si indovina.

Ora, se questi ritardi sono dovuti alla consueta andatura elefantiaca della RAI, ai rapporti complessi fra amministrazioni che non riescono a sciogliere i nodi, è una cosa; se invece questi ritardi possono mettere in campo qualche altro protagonista, vorremmo rifletterci molto sopra.

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