Objet du Conseil n. 3548 du 8 juillet 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3548/IX Ruolo svolto dalle entrate dell'IVA nel bilancio della Regione Valle d'Aosta. (Interrogazione)
Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand:
Interrogazione Al fine di avere un quadro completo del ruolo svolto dalle Entrate dell'IVA nel Bilancio della Regione Valle d'Aosta
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interroga
l'Assessore alle finanze per conoscere:
1) Gli introiti complessivi di IVA da importazione e di diritti doganali riscossi dallo Stato nella Regione Valle d'Aosta in ogni anno a partire dal 1981, nonché la quota che lo Stato ha versato alla Regione (in ogni anno) in base alle norme dell'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta;
2) Gli introiti complessivi riscossi dagli uffici IVA in Valle d'Aosta (con esclusione dell'IVA da importazione) in ogni anno a partire dal 1981, nonché la quota di IVA (esclusa quella da importazione) che lo Stato ha versato alla Regione (in ogni anno) in base alle norme dell'Ordinamento finanziario della Valle d'Aosta;
3) Gli introiti complessivi (distinti fra IVA e IVA da importazione) riscossi dagli uffici dello Stato in Valle d'Aosta nei primi 6 mesi del 1992;
4) Il numero di veicoli Mercedes che sono stati finora sdoganati in Valle d'Aosta a partire dal luglio 1991, suddivisi per mese, ed il relativo introito dello Stato e della regione per l'IVA da importazione e per i diritti doganali;
5) Quali cambiamenti interverranno nella riscossione dell'IVA da importazione a partire dal 1° gennaio 1993 con l'entrata in funzione del mercato unico europeo e quali saranno le conseguenze sul Bilancio della Regione Valle d'Aosta.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore al Bilancio e finanze Lavoyer, ne ha facoltà.
Lavoyer (ADP) Con riferimento all'interrogazione del Consigliere Riccarand, i primi cinque punti sono una richiesta di dati di tipo oggettivo, il quinto punto invece entra nel discorso delle scelte politiche, nel ruolo che l'Amministrazione regionale vuole assumere in questo problema. Eviterei la lettura di tutte le cifre.
Per quanto riguarda il primo punto, l'IVA è stata suddivisa dal 1981 al 1991, dividendo l'importo lordo dall'importo decurtato per i primi 2 anni, 1981 e 1982 i sette decimi, poi per i seguenti i nove decimi.
Per quanto attiene al punto due è stato fatto lo stesso schema.
Per il punto tre ci sono due cifre, che vi posso dire subito, diritti doganali 220 miliardi, IVA per operazioni locali 31 miliardi, mentre il dato sull'IVA per le operazioni locali si riferisce al 6/07/1992.
L'altro dato, i diritti doganali, è riferito al 30/04/1992.
Per quanto attiene al punto 4, sono state suddivise le entrate nei due anni 1991 e 1992, poi suddivise per mesi, con: numero di veicoli sdoganati, diritti doganali riscossi e la quota della Regione riscossa, suddivisa per mesi e con i totali complessivi.
Farò avere al Consigliere Riccarand queste tabelle.
Per quanto attiene al punto cinque: le nuove norme sull'IVA, applicabili sugli scambi intercomunitari a decorrere dal 1° gennaio 1993, sono contenute nella direttiva del Consiglio CEE 91/680.
Questa prevede che durante il regime transitorio le vendite transfrontaliere vengano tassate presso il compratore nello stato membro di destinazione.
Pertanto, considerato che la regola fondamentale è che qualsiasi vendita di beni tra stati membri dà origine ad una acquisizione dello Stato membro di arrivo, l'imposta deve essere dichiarata in quest'ultimo, mediante la dichiarazione IVA che l'acquirente compila per le sue vendite interne.
Le regole relative all'aliquota dell'IVA e alla base imponibile sono fondamentalmente quelle in vigore per la cessione di beni all'interno dello Stato di destinazione.
In conclusione, i beni forniti da una impresa di uno stato membro ad un'impresa di un altro stato membro saranno tassati nello stato membro nel quale vengono trasportati. La riscossione dell'imposta nell'importazione sarà integrata nel sistema nazionale di riscossione dell'IVA sulle vendite.
Le modalità di integrazione devono ancora essere stabilite da parte dello Stato italiano, quindi alla data odierna non è possibile definire con precisione quali saranno le conseguenze sul bilancio della Regione Valle d'Aosta.
Per far fronte all'incertezza esistente su quali saranno le conseguenze dell'entrata in funzione del mercato unico europeo sul bilancio della Regione, l'Amministrazione regionale si sta attivando principalmente in due direzioni.
Prima direzione: nei rapporti con lo Stato italiano l'Amministrazione regionale si sta muovendo al fine di ottenere eventuali trasferimenti compensativi, facendo anche riferimento alla norma prevista all'articolo 6 della legge 386 del 1989 recante "Norme per il coordinamento della finanza della regione Trentino Alto Adige.
Questo articolo prevede infatti: "Qualora l'eventuale modifica delle disposizioni comunitarie che disciplinano la imposta sul valore aggiunto relativo all'importazione, ovvero una diversa localizzazione delle esistenti strutture doganali, comportino la soppressione o riduzione del gettito riscosso nell'ambito regionale, il gettito del tributo soppresso o ridotto è sostituito ai fini della determinazione della quota fissa e della quota variabile, mediante riferimento a quote di gettito di altri tributi erariali riscossi nello stesso ambito regionale ed è da individuare di intesa con il governo, i Presidenti delle giunte della regione e delle province".
In questa direzione ci stiamo attivando in stretta collaborazione con i parlamentari valdostani.
In questo senso, un'assicurazione può venire anche dalla dichiarazione resa dal Presidente del Consiglio dei ministri nella seduta del 30 luglio del mese corrente, nella quale si afferma che, nell'armonizzare alle regole della comunità la normativa fiscale che interessa le entrate delle autonomie speciali, si dovrà provvedere ad assicurare altrimenti entrate adeguate.
A questo proposito si vuole ricordare ancora una volta e sottolineare che tale azione è ampiamente giustificata dagli alti costi delle funzioni esercitate dalla nostra regione per conto dello Stato, statali, provinciali, camerali e di prefettura, che hanno costituito d'altronde la giustificazione delle norme previste dalla legge 690 del 1981.
Vorrei ricordare al Consigliere Riccarand che, analizzando i dati contabili a consuntivo del 1990, le spese per l'esercizio di funzioni statali, provinciali e di prefettura ammontavano a circa 260 miliardi.
La seconda direzione in cui si sta muovendo l'Amministrazione regionale è all'interno del territorio regionale. Si sta esaminando il problema della riconversione dell'Autoporto, nell'ottica di utilizzare al meglio il posizionamento geografico della Valle nella nuova dimensione europea.
In particolare si stanno analizzando tre aspetti: il primo riguarda la riconversione dell'area aeroportuale per una corretta utilizzazione della stessa.
Il secondo la possibilità di riconversione del personale, attualmente impiegato in attività autoportuali.
Il terzo, da un punto di vista più strettamente finanziario, riguarda la possibilità di creare una zona franca di impresa, con l'obiettivo di far crescere l'offerta locale di prodotti industriali e di servizi alle imprese, con funzione di volano per l'economia.
Ci impegniamo fin d'ora a informare costantemente il Consiglio regionale sull'evoluzione di tali iniziative.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Ringrazio l'Assessore per la dettagliata risposta e mi riservo di esaminare i dati che sono stati forniti.
Credo che un'informazione approfondita al Consiglio sulle entrate dell'IVA e dell'IVa da importazione sia quanto mai importante, sia per l'esame e la discussione che dovremo fare in questo Consiglio del conto consuntivo del 1991, sia soprattutto per prepararci alla nuova situazione che si determinerà nella nostra regione, con la piena applicazione del mercato unico europeo a partire dal 1° gennaio 1993.
Ho sentito più volte nel passato sostenere che non sarebbe cambiato niente con il 1° gennaio 1993, perché la normativa sull'abolizione dei controlli di frontiera non sarebbero mai andata in porto. Poi si è sostenuto che comunque sarebbero state delle fasi transitorie.
In realtà più ci avviciniamo a questa scadenza e più ci rendiamo conto che ci saranno delle modificazioni profonde. Ci saranno anche situazioni di transizione, nel senso che il meccanismo, che verrà definito a partire dal 1° gennaio del 1993, non sarà definitivo e prevederà una scomparsa vera e propria del concetto di importazione. Ci sarà comunque un meccanismo che andrà a modificare gli attuali parametri e gli attuali meccanismi, con grosse ripercussioni a livello finanziario.
Abbiamo sostenuto più volte in passato che era un errore includere nel bilancio regionale gli introiti dell'IVA di importazione come se fossero una entrata normale, da utilizzare per la spesa corrente e che bisognava considerarla una entrata straordinaria, da utilizzare solo per spese di investimento.
Questa scelta non è stata fatta in passato. e ora, evidentemente, assisteremo ad una rincorsa affannosa per cercare di mantenere questa entrata, che aveva carattere di straordinarietà e di aleatorietà.
Noi pensiamo sia importante avere al più presto un'informazione ancora più approfondita. Chiediamo all'Assessore di seguire la nuova normativa, che verrà definita a livello nazionale, riguardante le modalità applicative delle nuove norme, in modo che si possa al più presto capire cosa succederà rispetto a questo capitolo dell'IVA da importazione, che attualmente è l'entrata più importante del bilancio regionale.
