Objet du Conseil n. 955 du 18 décembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 955/IX - Apprezzamento per la proposta di realizzare il parco internazionale del Monte Bianco - (Ritiro di mozione).
Presidente - Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:
MOZIONE
La catena del Monte Bianco costituisce un patrimonio naturalistico di incomparabile bellezza, di prestigio mondiale, di incalcolabile valore. Proteggere questo patrimonio e tramandarlo intatto alle future generazioni è un compito fondamentale di chi ha pubbliche funzioni di amministrazione e di governo a livello regionale, nazionale e internazionale.
La proposta avanzata dai Ministri dell'Ambiente di Italia, Francia e Svizzera di fare del Monte Bianco il primo Parco naturale internazionale del mondo è una proposta che sottolinea e valorizza questo grande patrimonio naturalistico e che può essere, se correttamente realizzata, di grande interesse per la Valle d'Aosta.
Tutto ciò premesso, il Consiglio regionale della Val-le d'Aosta
delibera
1) di esprimere apprezzamento per l'ipotesi di realizzare il Parco internazionale del Monte Bianco;
2) di sottolineare che la gestione di tale Parco deve essere affidata ad un organismo unitario in cui siano presenti, in modo significativo e maggioritario, rappresentanti delle realtà regionali territorialmente interessate (Valle d'Aosta, Savoia, Cantone Vallese) oltre che rappresentanti dei tre Stati (Italia, Francia, Svizzera);
3) di dare mandato alla Giunta regionale di concordare con le autorità regionali e statali le opportune iniziative per istituire il Parco internazionale del Monte Bianco.
Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS) - Questa mozione è stata presentata perchè tutti siamo a conoscenza, ormai da alcuni anni, di questa ipotesi di realizzare un parco internazionale del Monte Bianco. Questa proposta è stata avanzata dal Club Alpino Accademico Italiano in occasione del bicentenario della scalata del Monte Bianco, è stata poi recepita dall'Associazione Mountain Wilderness ed è stata recentemente fatta propria dai Ministri dell'Ambiente dei Governi italiano, francese ed elvetico.
C'è stata alcuni mesi fa una conferenza stampa a Milano dei tre Ministri dell'Ambiente, che hanno dichiarato che avrebbero avviato le procedure per istituire il Parco Internazionale del Monte Bianco.
Credo che su questa proposta da parte del Consiglio della Valle d'Aosta non debba venire che un consenso entusiasta rispetto ad una ipotesi di questo genere, perchè significa andare a valorizzare un patrimonio di grande valore come è la catena del Monte Bianco, ed andare a dare un riconoscimento a livello mondiale di quello che rappresenta questa catena montuosa.
Non è un caso che questa proposta sia partita dai più grandi alpinisti del mondo, che, in occasione del bicentenario, hanno sottolineato che il Monte Bianco è la culla dell'alpinismo, è un territorio che deve essere salvaguardato per essere tramandato integro alle future generazioni, mentre ci sono - e sono già evidenti - degli interventi che tendono a rovinare questo gioiello naturalistico.
Da qui, una adesione ferma e convinta che dobbiamo dare a questo progetto.
Sono state sollevate delle critiche rispetto a come è partito questo progetto, cioè rispetto al fatto che i Ministri dell'Ambiente dei tre paesi si sono fatti promotori dell'iniziativa senza una adeguata consultazione con le realtà locali. Ho participato al convegno organizzato dall'Union Valdôtaine la settimana scorsa a Courmayeur ed ho visto che questo è un problema presente sia sul versante italiano sia sul versante francese, in minor misura sul versante elvetico, dove c'è stata fin dall'inizio una maggiore concertazione fra autorità confederali e autorità cantonali. Questo è effettivamente un dato negativo, però rispetto a questo dato l'atteggiamento non deve essere quello di contrapporsi, ma di prendere atto che di fronte a questa proposta che viene da ambienti alpinistici, da associazioni naturalistiche, e che è stata fatta propria dai Ministri dell'Ambiente, dobbiamo inserirci con la nostra disponibilità e anche con delle nostre richieste.
Con questa mozione credo che per la prima volta dobbiamo dire che la Regione Valle d'Aosta è d'accordo sul fatto di realizzare un parco internazionale del Monte Bianco. Dobbiamo anche avanzare delle richieste in un certo senso e le richieste sono sostanzialmente due: la prima, che in un futuro organo di gestione le realtà locali, in particolare le realtà regionali, devono essere presenti in misura significativa ed io credo anche in misura preponderante dal punto di vista numerico; la seconda, che nella procedura per la realizzazione di questo parco, nel dibattito che va ad individuare le caratteristiche, quello che si vuole proteggere ed il modo in cui si vuole proteggere, gli organismi di gestione, accanto alla voce dei Ministeri ci debba essere la voce significativa delle realtà locali, quindi della Regione Valle d'Aosta, della Savoia, del cantone vallese, delle comunità locali, dei comuni ecc.
Credo che questo sarebbe un modo corretto di affrontare il problema: dire di sì, perchè abbiamo tutto l'interesse a far sì che questo patrimonio sia valorizzato, ma nello stesso tempo chiedere ed ottenere una concertazione, una azione comune, una partecipazione fin dall'inizio al processo decisionale.
Quindi credo che così impostata questa mozione possa essere accolta dal Consiglio e possa anche essere una carta da giocare per eliminare questa impressione - che non è solo una impressione ma che a volte appoggia anche su dati di fatto reali - che si ha all'esterno, di una Valle d'Aosta che rispetto ai problemi della tutela ambientale è ostile e privilegia un discorso di sviluppo, di intervento e di trasformazione del territorio. Sicuramente il mantenimento naturale del nostro ambiente e della nostra natura è una risorsa importantissima per il nostro futuro; con questo tipo di iniziativa secondo me andiamo a valorizzarla.
Spero che da parte del Consiglio venga un ampio consenso rispetto a questo progetto, che è il modo migliore per inserirsi da protagonisti in questa vicenda.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) - Volevo sottolineare la logica antiautonomista delle due mozioni che ha presentato il Partito di Nuova Sinistra, sia la n. 16 che la n. 17. Sono legate da un comune modo di vedere le cose per me inaccettabile.
Entro nel merito di questa, perchè sull'altra interverrò ancora visto che riguarda il Gran Paradiso, che è una questione spigolosa.
E' vero, lo ammetteva il Consigliere Riccarand, il sistema che è stato scelto di lanciare questa scatola vuota che si vorrebbe riempire poi di burocrazia e di vincoli, non è stato il più intelligente; è stato lanciato come progetto calato dal di fuori, con un battage pubblicitario tipico di mass media che conoscono poco le realtà locali, con coinvolgimento di grossi personaggi che farebbero meglio ad interessarsi della propria regione o della propria attività, e non a caso la conferenza-stampa dove questa scatola vuota la si è voluta proporre è stata fatta a Milano.
Volevo già addirittura andare questa estate a dire di no, quando questi ambientalisti da salotto e da poltrona, oltre che da scalate ultrasponsorizzate, sono saliti in Valle d'Aosta per insegnare a questi "sciocconi" di valdostani che non capiscono niente di come si cambia il mondo; volevo già andare lì come Consigliere regionale, poi ho preferito non fare troppe polemiche altrimenti qualcuno mi avrebbe accusato di fare il provocatore e non sono andato. Però penso che la prossima volta lo farò, perchè non è giusto che siano tutti furbi quelli che inventano l'acqua calda, mentre la gente, che è giustamente preoccupata di voler decidere in prima persona, sia sempre considerata come gente che non capisce niente.
La logica antiautonomista di quello che dice il Consigliere Riccarand è presente nel terzo punto del progetto di deliberazione, dove casca l'asino. Prima il Consigliere Riccarand cercava, furbascamente, di giocare sul discorso Prefetto/non Prefetto, e l'Assessore giustamente gli rispondeva: "Vorremmo ma non possiamo". Quando si dice che si vuole creare questo scatolone burocratico mettendo sullo stesso piano le tre realtà regionali e i rappresentanti degli Stati, cioè Italia, Francia, Svizzera, si dimostra proprio che chi dice di no ha ragione ad avere paura, perchè questo potrebbe essere l'ulteriore cavallo di Troia per introdurre in Valle d'Aosta dei vincoli ulteriori.
Un parco internazionale avrebbe senso se fosse fatto dalle tre Regioni e basta, perchè voi parlate sempre di Europa, parlate sempre di superamento degli stati nazionali, parlate di internazionalismo, e poi ogni pie' sospinto ci buttate fra i piedi lo Stato, Roma, i Ministri. E conosciamo la logica antiautonomista del Ministro all'Ambiente socialista, conosciamo il suo atteggiamento centralizzatore: sull'ambiente capiscono solo a Roma, capisce solo lui, deve arrivare come equilibratore perchè la gente locale non capisce niente.
Il mio voto contrario è motivato non nel merito della istituzione o non istituzione - certo, sono convinto che il discorso della consultazione, magari di un referendum sul tema può essere importante ed utile e certamente è grave che non sia stato fatto - ma sono contrario al fatto che si venga a proporre in una Regione autonoma l'istituzione di un qualcosa dove ci vengono di nuovo buttati fra i piedi questi famosi tre Stati: uno stato, la Svizzera, che è sicuramente federalista e democratico, e va bene, ma gli altri due stati, l'Italia e la Francia, sono pesantemente centralizzatori. Se andiamo ad offrire loro lo spunto, il pretesto, l'ulteriore possibilità di cacciare il naso da Roma, con la logica che hanno i ministeri romani, anche in questa nuova questione che riguarda la Valle d'Aosta, è inutile poi venire qui a raccontare storie, perchè si lavora sempre in una logica centralizzatrice.
Lo stesso discorso vale per la presa di posizione del Gran Paradiso, ma ne parlerò dopo.
Ho l'impressione - ho votato prima perchè sono sempre abituato a votare liberamente - sulla questione dei TIR, su cui ho una posizione precisa: sono preoccupato come altri colleghi di questa faccenda perchè non è giusto che per quattro soldi, o anche di più, di guadagno si vada a mettere a rischio un po' tutta una situazione; bisogna trovare delle soluzioni ed è per questo che ho votato. Però non voglio essere strumentalizzato da campagne che con l'ambiente c'entrano sempre molto poco e sono invece spesso pretesto per andare a mettere in discussione i poteri locali, le autonomie, la volontà che ha la gente locale di decidere sul proprio territorio.
Finchè si tratta di un raccordo fra Valle d'Aosta, Savoia e cantone vallese per quanto riguarda questo, e fra Valle d'Aosta e Piemonte per quanto riguarda il Gran Paradiso, sono perfettamente d'accordo; sono contrario perchè credo sia sbagliato e sia grave che vengano sempre cacciati in mezzo a ogni pie' sospinto i poteri centrali, che sappiamo molto bene avere un atteggiamento ostile all'autonomia.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Vallet, ne ha facoltà.
Vallet (UV) - Il y a de périodes pendant lesquelles toutes les fois qu'on entend le mot parc, ce ne sont pas de vertes forêts ou de visions idylliques que nous viennent à l'image. Peut-être il s'agit d'un réflexe conditionné, mais automatiquement on pense au parc du Grand Paradis et aux problèmes et au contentieux que le même a produit et continue à produire.
C'est donc au premier impact un refus instinctif qui se produit vers ce mot et vers tout ce que ce mot comporte.Par contre, si on est à même de dépasser ce premier moment, on réalise très vite que toute une série d'autres possibilités et d'opportunités découlent de ce mot.
En premier, fait qui n'est pas secondaire, la possibilité de protéger la nature dans le sens le plus large du mot, d'une façon tout à fait particulière, en se référant généralement à des milieux tout à fait remarquables et même parfois extraordinaires, qui méritent d'être tout particulièrement sauvegardés. Et je crois que sur ce premier point tout le monde tombe vite d'accord.
Tout le monde concorde aussi sur le fait que le massif du Mont Blanc est un de ces milieux naturels tout à fait exceptionnels, qui est nécessaire de sauvegarder.
Mais quand on arrive au passage successif, c'est-à-dire de quelle façon faut-il intervenir pour mettre en oeuvre cette sauvegarde, les choses commencent à se compliquer et elles se compliquent davantage si le premier pas qu'on fait pour aborder le problème est un faux pas. Je me réfère évidemment à la rencontre de Milan, que M.Riccarand a déjà rappelée, entre les Ministres de l'Environnement de France, Suisse et Italie, à l'occasion de laquelle l'idée de réaliser le parc international du Mont Blanc a été rendue officielle.
Le fait de nous avoir tranquillement oubliés, d'avoir oublié ceux qui avec le parc devront vivre, ou qui le parc devront de quelque façon subir, je crois est assez grave, car il n'est pas de lèse-majesté vis-à-vis de notre Région qu'il s'agit, mais, fait bien plus grave, cet oubli est la conséquence de l'attitude avec laquelle ce type de problème est abordé par le centre: on préfère toujours imposer plutôt que discuter et chercher la collaboration.
Nous ne pouvons encore une fois qu'en prendre acte et encore une fois le dénoncer.
Nous pensons que le processus pour réaliser un parc international du Mont Blanc doit être bien différent de celui de dire que par une loi-cadre un certain territoire est constitué en parc ou en réserve naturelle.
Est-ce que la Région Valle d'Aoste et les communautés locales concernées ont le droit de s'exprimer à ce propos, ou doivent accepter qu'une autre partie du territoire de la Région soit soustrait à leur compétence?
Et alors je pense qu'au moins sur deux points fondamentaux on doit s'éclaircir un peu les idées, avant de déclarer tout notre enthousiasme, sans condition, à cette initiative.
En premier lieu: quel type de parc et quel type de protection veut-on réaliser? En deuxième lieu: qui sera chargé de la gestion du parc même?
Sur la première question il est évident que d'études approfondies devront être réalisées, mais il va de soi que le résultat devra garantir un juste équilibre entre la sauvegarde du territoire et le développement économique et social des populations locales, car nous refusons l'idée d'un parc qui soit un système fermé, incompatible avec la présence de l'homme.
Pour ce qui est de l'institution et de la gestion, notre avis est évidemment en antithèse avec les principes auxquels s'inspire le Ministère de l'Environnement.
Nous croyons que le processus doit être exactement le contraire: on doit commencer à discuter avec les communautés locales les objectifs, les contraintes, les avantages, le périmètre, et tout le reste viendra.
S'il est vrai que l'intérêt est dans ce cas supérieur, dépassant même les confins des états, il ne faut pas tout de même oublier les plus simples règles de la démocratie: l'idée d'un parc international est bien ravissante et même fort à la mode, mais si le résultat de cette prétendue internationalisation sera celui de multiplier par trois les contraintes centralisatrices, alors nous ne sommes plus d'accord.
En discutant du décret portant applications pour le parc du Grand Paradis, M.Riccarand avait dit que les deux premiers articles était la fumée qui cachait un rôti bien différent. En examinant le point 2 de sa motion, là où il dit que la gestion du parc devra être faite par un organisme qui représente "in modo significativo e maggioritario" etc., je peux employer la même paraphrase: la présence "in modo significativo e maggioritario" des représentants des Régions n'est sûrement que des fumées dans les yeux. Une banale forme de fausse démocratie pour masquer de quelque façon une pure et simple imposition.
Nous pensons que la réalisation du parc international du Mont Blanc doit se faire en partant d'une exigence qui doit ressortir avant tout des communautés locales valdôtaines, savoyardes et valaisannes, et ne doit pas être le fruit de la politique-spectacle d'un Ministre ou de la volonté de quelque association soi-disant des Verts.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Nous sommes tous favorables à l'idée de parc, nous ne sommes pas toujours favorables à la gestion d'un parc déterminé.
Nous sommes en même temps très favorables à ce que le parc ait une gestion internationale, mais quand j'ai lu la nouvelle de l'idée du parc du Mont Blanc, je me suis demandé avant tout quel aurait été le contenu de ce parc, parce que parc, ça veut dire protection de la faune, protection de la forêt, protection de la botanique en général.
Or, pour ce peu que je connais le Mont Blanc, c'est la région la moins giboyeuse de la Vallée d'Aoste et probablement d'Europe, parce que les conditions extrêmes qui y règnent normalement empêchent qu'il y ait quelque chose qui ne soient pas les glaciers à défendre.
Ce parc serait une réserve naturelle qui serait plutôt à attacher au Ruitor, parce que si on proposait un parc du Ruitor, Valgrisenche, etc, et à travers la Grande Casse retourner d'un côté au parc du Grand Paradis et de l'autre côté à la Vanoise, on ferait une opération qui est de protection de la nature. Mais quand on veut dire qu'on défend les glaciers du Miage ou de la Bremva ou les Aiguilles du Chardonnay, on dit une chose qui n'est pas le concept de parc. A moins qu'on ne veuille faire un parc d'urbanisme et arriver jusqu'à Entrève pour empêcher les gens d'Entrèves de garder un chien chez eux, ou quelque aménité de ce genre.
Donc le parc du Mont Blanc en tant que parc pourrait être une réserve naturelle d'un côté des aiguilles des glaciers, et c'est le Ruitor, de l'autre côté du glacier de Pré-de-Bard, Valsapin, Le Liconi etc, et c'est plutôt le parc naturel du Falère, parc d'un immense intérêt et qu'évidemment avec le temps nous discuterons.
Mais si on veut défendre réellement la nature, on ne propose pas - pour épater la galerie - le parc du Mont Blanc, massif où rarement quelqu'un a pu voir un animal... oui, quelque choucas, mais ils sont protégés par eux-mêmes.
Et alors j'ai pensé qu'il avait relu les contes africaines d'Hemingway et qu'il avait inventé un felix leo pardus montanus albus, mais c'est un conte: il n'existe pas et vous imaginez quel travail aurait à faire le garde de ce parc.
Et donc il ne faut pas parler d'une façon trop superficielle et sans connaître quelle est la réalité différente du versant sud du Mont Blanc par rapport au versant nord, où les Aiguilles Rouges, Megève et de nouveau la Grande Casse peuvent représenter quelque chose, également comme la Vallée d'Entremont.
Donc, parc ce serait simplement de mettre un étiquette sur un ensemble qui peut être défendu très bien avec les lois existantes. On pourrait faire un repeuplement du côté de la Val Veny et de la Val Ferret, mais alors on appelle cela réserve naturelle et avec des frais infiniment inférieurs et sans - a mon sens - prendre le ridicule de défendre quelque chose qui n'existe pas.
Les Ministres auraient pu féliciter la Région pour la création du Parc du Mont Avic, et auraient pu proposer, d'accord avec les universités, d'études sur la forestation, d'études sur les eaux, mais évidemment ces choses-là n'intéressent pas; ce qui intéresse c'est dérouler les mécaniques écologiques face à un parterre qui est sensible à cela.
Je proposerais, à titre personnel, ceci: cette motion peut avoir une valeur au moment où nous connaîtrons exactement quelles sont les intentions, qu'est-ce qui se cache derrière une proposition qu'au point de vue naturaliste est saugrenue parce que le Mont Blanc est une paroi de granit verticale et il n'y a presque rien qui puisse vivre au-dessus. Quand nous connaîtrons les choses, nous pourrons ou bien féliciter les Ministres, ou bien proposer quelque chose bien plus valable au point de vue naturaliste.
Pour dire deux mots de la gestion, ce n'est pas l'Etat, M.Aloisi, qui gère le parc, ce sont les hommes; et les méthodes par lesquelles les hommes sont choisis donnent souvent des inconvénients graves. J'ai assisté à la lutte entre deux botanistes et ce que l'un disait était contesté par l'autre et vice versa. Ce n'est pas l'Etat dans sa majesté qui détermine certaines questions; ce qu'il faut faire c'est avoir des idées claires dans la défense de la nature et avoir une gestion qui s'occupe de cela et pas d'autres matières, notamment pas d'urbanisme, parce que pour cela il y a d'autres lois et il suffit de les faire appliquer.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Credo che dobbiamo affrontare questo problema avendo a mente due obiettivi che qui ho sentito anche ricordare negli interventi prima enunciati. Il parco ha prima di tutto la funzione di proteggere la natura, là dove ci siano fatti naturali di eccezionale valore che meritano di essere salvaguardati e che sono oggettivamente in pericolo, o rispetto ai quali c'è il pericolo di interventi sbagliati.
La seconda ragione è che il parco è un fatto turisticamente molto rilevante, è un elemento anche che consente di stabilire un rapporto tra uomo e natura più ricercato, più studiato, più corretto, tale da consentire di proporre quell'ambiente come un ambiente di particolare qualità della vita.
Allora, se è così, credo che il primo compito che ha questa Regione è di entrare nel merito di questi punti e di prendere coraggiosamente l'iniziativa.
Non è sufficiente allarmarsi se altri prendono l'iniziativa, oppure cercare di capire noi prima cosa vogliono gli altri, su questo non sono d'accordo con il Consigliere Andrione. Io vorrei capire cosa vogliamo fare noi, che tipo di parco proponiamo noi e che tipo di gestione, perchè la logica di pensare alla gestione di beni di questa portata come ad una gestione esclusivamente nostra non ha niente di autonomista nè di federalista.
Il problema è, quando si parla di gestione, di trovare forme in cui questa popolazione, con altre popolazioni interessate, definisce regole per gestire un bene che travalica la dimensione regionale. Questa è la concezione federalista. Allora qui sta la proposta che dobbiamo avanzare anche per quanto riguarda la gestione.
Cercherei di superare quella che è fu definita una volta la paura del parco, a cui faceva riferimento il Consigliere Vallet, e che è ben descritta in un memorabile lavoro di Enzo Modica quando era Presidente della Commissione Bicamerale, il quale cercò di capire perchè la parola faceva paura alle collettività locali. Sono per cercare di superare questa paura nel modo su cui siamo tutti d'accordo, vale a dire stabilendo quali sono gli strumenti e le regole per la gestione di questo patrimonio, perchè è del tutto anacronistico che quell'organismo determini la politica urbanistica; lo sappiamo. Si supera la cosa con gli strumenti che sono propri oggi della gestione moderna e democratica di parchi che hanno questo tipo di valore.
La proposta avanzata nell'incontro di Milano, a mio avviso, era valida, anche perchè se non ricordo male mesi prima la fece lo stesso Assessore Perrin nel convegno di Saint-Vincent sull'ambiente, promosso dalla Regione.
Quindi l'idea secondo noi è da sostenere; il Ministro dell'Ambiente sbagliò il metodo - conosciamo qual è l'atteggiamento neocentralista che sta ritornando con forza - vale a dire sbagliò nel non coinvolgere in una proposta di questo tipo le collettività interessate. Ma noi, dopo aver detto che ha sbagliato, dobbiamo proporre le nostre idee, dare la nostra disponibilità a discutere.
Non ho potuto partecipare al convegno promosso dall'Union Valdôtaine su questo tema, ma credo che il senso della proposta di riunire le comunità locali era questo, o era quello di fare una battaglia contro il parco? Io credo di no; credo sia stata una occasione per proporre con forza una funzione delle collettività locali nella decisione e poi ovviamente nella definizione delle regole.
Concludo dicendo che siamo d'accordo sulla mozione e sulla iniziativa, perchè siamo per abbandonare qualsiasi atteggiamento minoritario e per prendere coraggiosamente l'iniziativa.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (MSI) - Penso che il fatto stesso di valorizzare il parco internazionale oggetto della nostra discussione, valorizzarlo sotto tutti gli aspetti, perchè - come giustamente è stato evidenziato - è il Monte Bianco un aspetto naturale di incalcolabile valore che va salvaguardato e tutelato, trovi concordi tutti.
La proposta che è stata presentata dai Ministri dell'Ambiente di Italia, Francia e Svizzera di creare un parco nazionale in quella zona, penso che sul piano del principio ci trova tutti concordi, perchè a tutti noi sta a cuore salvaguardare queste nostre bellezze naturali.
Il problema a mio avviso non è la questione del parco o del non parco, qui è bene dirlo chiaramente. Il reale nocciolo della questione è la presunta (o tale) conflittualità fra i poteri dello Stato ed i poteri regionali. C'è la volontà da parte delle Regioni autonome di gestire in proprio il loro territorio e queste sono le posizioni che esprimono i partiti regionalisti. Dall'altra parte c'è invece la posizione dei partiti, o perlomeno del nostro movimento, di far sì che i parchi nazionali e soprattutto questo che è un parco internazionale abbiano un loro regolamento autonomo, estrapolato da quelli che sono gli interessi particolari di una singola Regione. Le perplessità che ha manifestato il Consigliere Andrione sono condivisibili: ha posto dei quesiti che devono avere delle risposte e concordiamo su quella posizione. Però è altrettanto vero che come forze politiche presenti in questa realtà dobbiamo fare anche delle proposte, dobbiamo discutere, dobbiamo chiaramente definire quelle che sono le nostre indicazioni, la nostra posizione su questo parco internazionale.
Non basta dire, come è stato detto, che si tratta di una imposizione; sovente da parte di esponenti di forze regionaliste si va troppo sul pesante, cioè si parla di imposizioni del governo centrale che non vogliamo accettare perchè siamo noi che dobbiamo gestirci il nostro territorio. No; noi siamo parte - e questo continuo a ripeterlo perchè purtroppo qui l'oggetto del contendere è su questo principio basilare - di una realtà nazionale, quindi, pur avendo le nostre particolarità, pur essendo una Regione autonoma che ha dei poteri speciali che derivano da questo particolarismo, dobbiamo far parte di questa realtà nazionale.
Nel caso specifico si tratta di un parco internazionale - non di un parco interregionale - che coinvolge tre nazioni; ed allora perchè va bene la nazione svizzera mentre invece viene posto in discussione il concetto di nazione italiana o di nazione francese? Questo per me è un falso problema; ritengo che siamo tutti d'accordo sul fatto di creare questo parco internazionale per salvaguardare la nostra natura, per cui è importante riuscire a chiarirci bene le idee di quello che vogliamo fare.
Nessuno, neanche la mozione presentata dal Consigliere Riccarand, vuole imporre delle scelte; dice soltanto che nel momento in cui si discute della possibilità di fare questo parco internazionale, si vada a sottolineare la volontà positiva di accettarlo per poi proporre quelle che sono le indicazioni, cioè che venga gestito dalle Regioni che ne fanno parte e dagli Stati che ne fanno parte. Sono due realtà che esistono, che non si possono nascondere una con l'altra o essere in antitesi fra di loro; sono due realtà che devono far parte dello stesso concetto, cioè rappresentanza regionale perchè esiste una rappresentanza regionale, e rappresenza dello stato nazionale perchè esiste la rappresentanza dello stato nazionale.
Le altre questioni che sono state poste sono dubbi e sono elementi di discussione che devono essere oggetto di un approfondimento da parte di questo Consiglio: che tipo di parco vogliamo, come lo vogliamo fare, in quale modo, con quale sistema e con quale tutela e garanzia anche per la nostra regione; però è un discorso che va oltre. Oggi si tratta soltanto di accettare la volontà di fare questo parco, dopo di che bisogna riunirsi, discutere, entrare nel merito.
Per quanto ci riguarda condividiamo la mozione e voteremo a favore.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Faval, ne ha facoltà.
Faval (UV) - Un petit mot seulement, aussi parce que tout ce que je pense à ce propos a été dit très bien par MM. Vallet et Andrione. Je veux ajouter seulement une petite réflexion.
Nous pensons de remercier tous ceux qui voudront bien nous aider à conserver ce que nous avons gardé jusqu'ici. Tout de même nous croyons de voir, au moins en ce qui concerne le côté italien de l'interprétation du parc international du Mont Blanc, quelque chose de paradoxal. Ce paradoxe est dans le fait que l'on prétend du côté italien justement d'éloigner, d'éliminer en quelque sorte, tous ceux qui jusqu'ici ont gardé, conservé et travaillé pour que ce patrimoine puisse se perpétuer: tous ces gens-là doivent être éloignées et doivent en venir d'autres qui chez eux en grande partie ont réussi de tout gâcher, de tout polluer et maintenant ces gens-là prétendent d'enseigner aux gens de montagne comment l'on vit en montagne.
Et cela parce qu'en plus on dirait que dans ce milieu l'on pense que ce soit scandaleux que l'on puisse vivre en montagne et de montagne.
Voilà, c'est cela que nous ne pouvons pas accepter, parce que nous ne pouvons pas subir l'attitude de quelqu'un qui, uniquement pour suivre des modes en partie, pour épater un peu les bourgeois en autre sorte, suit des idées que l'on dit dominantes. Il faut que ces gens-là viennent ici; dernièrement dans une réunion au Ministère du Tourisme, le Ministre s'est adressé à moi, me disant: "Je sais que vous êtes fâché avec M.Ruffolo". J'ai répondu: "Non, on n'est pas du tout fâché avec M.Ruffolo à propos du parc international du Mont Blanc; l'on demande plutôt à M.Ruffulo qu'il ait la disponibilité à venir chez nous pour parler avec nous, de façon que l'on puisse se comprendre mieux, et non pas prétendre de tout savoir par rapport à la montagne. Peut-être, sur la montagne nous aussi, les Valdôtains, qui depuis toujours vivons en montagne, avons quelque chose à dire".
C'est cela que nous aimerions pouvoir obtenir et par rapport à l'exigence de démontrer la façon par laquelle, face à ce problème, la Région veut se bouger, dans quelle direction la Région veut aller. La démonstration est dans les faits: le Conseil régional a voté une loi pour créer le parc du Mont Avic, nous avons d'autres propositions dans ce sens; ce que nous voulons faire est dans les décisions de ce Conseil même.
Donc le Conseil devrait demander qu'il y ait cette sensibilité, qui par ailleurs a été démontrée par exemple par le Ministre de la Confédération Helvétique. Il s'est rendu à la réunion de Milan accompagné par le Conseiller d'Etat comptétent du Canton Valais; ce que ni la France ni l'Italie ont fait.
Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.
Perrin (UV) - Je crois que sur cette proposition d'institution d'un parc international du Mont Blanc a été fait un grand battage et je crois qu'ont été employées des méthodes que ce Conseil doit repousser, parce que si nous sommes parfaitement d'accord sur la protection de l'environnement, je crois qu'il y a quand même une ligne directrice qui doit être suivie, qui est celle du consensus des populations qui vivent dans les aires naturelles que l'on veut protéger.
Or, la première nouvelle concernant une possible institution d'un parc international dans les vallées Ferret et Veny est parvenue à l'Administration régionale et aux Communes de Courmayeur, la Thuile et Pré-Saint-Didier le 20 avril dernier. Chose étrange: cette lettre ne porte pas la signature du Ministre Ruffolo, mais uniquement du dirigeant général du service de la conservation de la nature, ce qui est à mon avis significatif sur certaines façons de procéder. A cette lettre nous avons répondu à travers une lettre du Président du Gouvernement régional en date du 18 mai pour demander des éclaircissements à cet égard, quelles étaient les intentions véritables du Ministère, quels étaient les buts que l'on se posait, etc.
Il n'y a pas eu de réponse, le Ministère se n'est pas préoccupé de faire part à l'Administration régionale ou aux Communes concernées de ses véritables intentions, des buts que l'on veut obtenir, des conditions que l'on veut établir par cette éventuelle institution.
Je crois que cette méthode est à repousser, parce qu'il faut pouvoir, lorsqu'on présente un projet, l'illustrer en profondeur, pouvoir savoir quels sont les contenus.
Je disais que de la part du Ministère il n'y a eu aucune réponse à nos requêtes, il y a eu par contre toute une activité plutôt ample concernant cette initiative: une réunion à Chamonix le 20 du mois de juin, réunion de laquelle nous avons eu connaissance uniquement à travers l'amabilité du maire de Chamonix, qui en avait fait part au Syndic de Courmayeur, une réunion successive à Paris le 12 septembre dernier, une rencontre à Genève le 4 octobre dernier, une rencontre à Milan le 29 octobre dernier, mais de toutes ces rencontres la Vallée d'Aoste n'a jamais été mise au courant, elle n'a jamais été concernée.
Nous avons toujours appris par les nouvelles des quotidiens, par le battage publicitaire que l'on a fait surtout sur la dernière rencontre, et je crois que ce n'est pas la façon de procéder.
Donc, je crois que ce Conseil doit quand même stigmatiser et repousser le comportement je ne sais pas si du Ministre, du Ministère, de ce bureau, mais ce comportement prévaricateur sur les droits des population, des régions et des cantons qui sont concernés.
Je ne crois pas que ce comportement du Ministère veuille signifier que la Vallée d'Aoste ainsi que d'autres régions sont terres de conquête et que l'on veuille par là bafouer avec des décisions qui sont imposées du haut les droits élémentaires et les pouvoirs des Régions telles que la nôtre.
Cela dit, nous ne pouvons pas être contraires à l'institution d'un parc. D'ailleurs, lors du colloque international qui s'est tenu à Saint-Vincent au printemps dernier, moi-même j'avais souligné cette possibilité.
Mais je crois que pour instituer un parc, il faut connaître plusieurs choses. Il faut connaître avant tout quelles sont les limites que l'on veut donner à ce parc. Or, dans la proposition qui a été avancée par le dirigeant du service de la conservation de la nature du Ministère, on inclut à travers ce parc, versant valdôtain, toute la Val Ferret et une grande partie de la Val Veny sur les deux versants orographiques. Donc on inclut à l'intérieur du parc une fois encore des zones peuplées avec tous les problèmes que cela a posé, pose et posera dans d'autres Communes insérées à l'intérieur du parc national du Grand Paradis, et je crois qu'il ne faut pas répéter ailleurs cet aspect négatif. Donc je crois qu'il nous faut être avant tout clairs sur les limites qu'on veut donner à ce parc. Là c'est nous à vouloir et à donner des indications à cela.
Il faut être clairs aussi sur les buts que l'on veut donner à ce parc: un parc pour faire quoi? La réponse, M.Aloisi, peut être claire: c'est d'un côté la conservation de la nature, mais justement ici il s'agit - M.Andione l'a dit - d'une nature tout à fait particulière, qui peut être conservée aussi par d'autres moyens. Dès que nous aurons la loi régionale sur les aires naturelles protégées, par exemple, c'est l'intention de l'Assessorat de demander la création d'une réserve minéralogique pour les glaciers et la moraine du Miage, qui est intéressante à ce point de vue et qui doit être sauvegardée. Donc des réserves avec des buts particuliers doivent être faites.
Un autre but de l'institution du parc est celui d'augmenter la qualité de la vie, mais aussi de pouvoir apporter des bénéfices aux populations locales.
Or, je crois que pour ce qui concerne le Mont Blanc à cet égard on ne peut pas dire que cette terre naturelle, magnifique, manque de touristes. Dans la proposition qui nous a été avancée par la lettre du mois d'avril il y a une longue page de restrictions qui vont influencer lourdement non seulement certains aspects - l'aspect urbanistique pour lequel par exemple nous sommes parfaitement d'accord, je crois qu'à cet égard la Val Ferret et la Val Veny doivent être mieux sauvegardées et c'est ce qui a été fait dans le passé et nous sommes là d'accord - mais aussi l'activité agro-sylvo-pastorale. Alors là je dis qu'il faut y aller doucement, il faut aller avec attention parce que l'abandon de la culture de la terre est négatif pour la conservation de l'environnement. Et il faudrait intervenir quand même lourdement à travers les finances régionales pour faire ce que maintenant la présence de l'homme dans ces vallées fait encore à travers l'activité agro-sylvo-pastorale.
Il faut se mettre avant tout d'accord sur la gestion du parc, et maintenant justement je crois que nous sommes largement ouverts à l'Europe, mais l'Europe signifie pour nous l'Europe des petits peuples, l'Europe des Régions, donc pourquoi ne pas permettre que ce soient les Régions à gérer cela? Non pour elles-mêmes, mais pour l'Europe toute entière, pour l'humanité je dirais, parce que les biens naturels n'appartiennent pas à la Commune, à la Région, à l'Etat qui les possède de façon physique, parce qu'une limite de type militaire a posé là les confins des états, mais ils appartien-nent à l'humanité et c'est l'humanité entière qui doit en jouir.
Même l'acte unique qui devra être appliqué - nous ne savons pas si pour le 1er janvier 1993 ou s'il glissera encore -introduit vraiment pour ce qui concerne la protection de l'environnement l'un des principes du fédéralisme: le principe de juste adéquation. Il dit que la Communauté Economique Européenne et les états membres doivent intervenir uniquement là où les populations locales ne sont pas en gré d'intervenir elles seules.
Le colloque que nous avons organisé en tel que mouvement de l'Union Valdôtaine à Courmayeur avec la présence des représentants des régions et des cantons intéressés à l'institution de ce parc, a dit qu'il y a la volonté et la capacité de ces régions, si les états le permettent, de gérer ce parc. Donc nous voulons nous une concertation avec les autres Régions: Savoie, Haute Savoie, Canton du Valais. Nous voulons connaître les intentions véritables des états, nous voulons savoir de quelle façon sera géré, pouvoir connaître les limites de ce parc, au delà d'une grande contradiction qu'il y a dans cette requête de la part du Ministère de l'Environnement. Parce que d'un côté le Ministre Ruffolo a propagé l'institution d'un parc international, de l'autre côté le projet portant création d'aires naturelles protégées et des parcs, qui est à la discussion en ce moment dans les Commissions compétents, pour ce qui est du Mont Blanc ne parle pas de parc international, mais de parc national. Il y a donc là une contradiction même à l'intérieur du Ministère.
Donc dans l'attente de connaître mieux toute la situation, avec la décision de la part de l'Administration régionale de prendre en main ce projet, en contactant les responsables des collectivités locales, des régions avoisinantes (Canton du Valais et les départements de la Savoie et de la Haute Savoie), dans l'attente de cela, tout en veillant à ce que l'institution d'un possible parc, qui à notre avis doit être non national mais international, puisse être faite, nous ne voulons pas nous mettre dans une position de faiblesse, en indiquant dès maintenant que, par exemple, ainsi que le point 2 dit, cette gestion doit être unitaire des trois régions, mais (ainsi que M.Riccarand demande) avec la participation aussi des membres de l'Etat. Nous voulons partir d'une position qui ne soit pas de faiblesse mais de force, en demandant que la gestion soit confiée aux régions qui sont intéressées.
Pour toutes ces causes nous nous abstiendrons sur cette motion.
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Si dà atto che alle ore 12,47 assume la Presidenza il Presidente Bich.
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Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS) - La discussione su questo importante problema ci fa vedere come il dibattito all'interno di questo Consiglio e all'interno della nostra regione sia estremamente arretrato, con delle affermazioni vecchie e superate che si continuano a ribadire e con una scarsa attenzione a tutto quello che accade intorno a noi.
Credo intanto che sia sbagliata questa affermazione che ancora oggi ha fatto l'Assessore al Turismo, per cui si dice che noi valdostani, noi popolo di montagna abbiamo mantenuto l'ambiente, abbiamo mantenuto la natura, abbiamo conservato e speriamo che qualcuno ci aiuti a conservare quello che noi finora abbiamo mantenuto. Questo non è vero, perchè storicamente le cose non stanno così: non sono mai esistite nella storia dell'umanità delle possibilità di incidere profondamente e di cambiare in modo radicale l'ambiente naturale come da pochi decenni a questa parte, e quindi il problema fra una scelta di trasformazione si pone adesso, non si poneva in passato, perchè non era nelle possibilità delle comunità, non c'erano le condizioni, non c'erano i mezzi tecnici, non c'erano gli strumenti per intervenire in modo devastante, o comunque significativo sull'ambiente. Questo si sta verificando da alcuni decenni e si sta verificando purtroppo in modo pesante anche da noi; pensiamo all'autostrada del Monte Bianco, pensiamo a tutta una serie di infrastrutture che si stanno facendo, se non sono un intervento di trasformazione radicale.
Allora il problema si sta ponendo oggi; è oggi che dobbiamo avere la capacità di dire se, soprattutto in determinate zone, vogliamo far prevalere un discorso di conservazione oppure un discorso di trasformazione. Questa è una scelta che è di fronte a noi, rispetto alla quale va presa una decisione.
Qualcuno si è stupito che si voglia fare un parco del Monte Bianco dove non ci sono animali, dove non c'è vegetazione; ma i parchi naturali in tutto il mondo vengono fatti anche per proteggere il paesaggio e non soltanto la flora e la fauna, vengono fatti per proteggere degli ambienti naturali unici, e il Monte Bianco è un ambiente naturale unico, che ha un prestigio non solo europeo ma mondiale, che noi dobbiamo salvaguardare nella sua naturalità e, anzi, riuscire a ripulire di alcuni elementi negativi che sono stati introdotti dall'intervento dell'uomo in tempi recenti. Allora, in questo avremmo come punto di riferimento non un generico interesse naturalistico ma l'interesse dell'umanità, dell'uomo di adesso e soprattutto delle future ge-nerazioni.
Quindi, non si tratta di una antitesi fra esigenze naturalistiche ed esigenze dell'uomo; anzi, oggi questo problema va proprio in un senso quanto mai umanistico, e credo che la preoccupazione di chi si pone oggi questo problema è in quel senso, e non è una contrapposizione rispetto agli interessi dell'uomo.
Rispetto a questa ipotesi si dice che si è tutti d'accordo, con dei distinguo però, perchè poi c'è chi si chiede cosa si intende per parco. Parco vuol dire proteggere quell'ambiente, non accettare di trasformarlo, mantenerlo nella sua naturalità. Dovremmo prendere anche atto che questa idea in due anni ha fatto molta strada, perchè di ipotesi se ne fanno tante nel mondo, ma questa ipotesi lanciata dal Club Accademico Italiano in due anni di strada ne ha fatta, perchè è stata fatta propria dai Ministri dell'Ambiente, sono stati nominati in Francia e in Svizzera dei gruppi di lavoro speciali, sono stati presi contatti, si stanno elaborando dei dossiers, per cui la cosa non è più a livello generico.
Condivido molte delle critiche che qui sono state espresse nei confronti del Ministro dell'Ambiente per il suo atteggiamento un po' disinvolto nel modo di affrontare queste cose, comunque anche lì ci sono delle scelte di peso: il fatto di inserire il Monte Bianco nell'elenco dei parchi nazionali della legge quadro è una scelta che si può discutere, ma che comunque esprime una volontà politica che c'è, rispetto alla quale non possiamo far finta di niente.
Allora, rispetto a questo si dice di voler prendere tempo, di voler stare a vedere cosa succede; ma io credo che questo sia l'atteggiamento più sbagliato se vogliamo giocare un ruolo.
L'atteggiamento non è di interrogarsi sul contenuto che questo parco avrà, su come sarà gestito: siamo noi che dobbiamo fare delle proposte, precisando i contenuti, il perimetro e la gestione che vogliamo il parco abbia. Ma se non diciamo niente, se oltrettutto rispondiamo in modo evasivo alla scarsa documentazione che ci viene mandata, se non sollecitiamo degli incontri, le cose andranno comunque avanti indipendentemente da quello diremo noi e sarà giusto che sia così.
Il sindaco di Chamonix al colloquio dell'Union Valdôtaine ha riferito della visita del rappresentante del Ministro, il quale ha proposto ai sindaci di istituire un gruppo di lavoro per esaminare la proposta; metà dei sindaci ha detto no ritenendo l'operazione pericolosa, l'altra metà invece ha detto sì e si sono messi a lavorare insieme. E noi cosa facciamo? Proponiamo semplicemente un raccordo solo a livello di tre Regioni, ma perchè? Se vogliamo fare un parco internazionale non dobbiamo prescindere dalla realtà complessiva che ci sta intorno. E allora muoviamoci a tutti i livelli.
Nella mozione si propone di dare mandato alla Giunta regionale di concordare con le autorità regionali, quindi Valais, Savoia, e con le autorità statali, perchè certamente dobbiamo farci vivi presso il Ministro dell'Ambiente, non possiamo continuare a dire Roma... Quando ci interessa qualcosa, sappiamo bene come andare a Roma a sollecitare e a chiedere, pertanto se ci interessa questa cosa dobbiamo andare là e prendere gli opportuni contatti. Nominiamo un gruppo di lavoro, mettiamoci dentro degli esperti, maggioranza e minoranza, tutto quello che vogliamo, collaboriamo su queste cose, facciamo delle proposte, perchè se non siamo propositivi, è giusto che gli altri vadano avanti.
Allora non capisco l'atteggiamento rispetto a questa mozione, che al primo punto recita: "esprime apprezzamento per l'ipotesi di realizzare il parco internazionale del Monte Bianco", e non ho sentito nessuno che in linea di principio si sia dichiarato contrario. Ma allora diciamolo; diciamo di fronte alla comunità nazionale ed internazionale che siamo d'accordo sul parco internazionale! Se invece siamo contrari, diciamolo e non diciamo invece che siamo favorevoli ma al tempo stesso che vogliamo aspettare, vedere e, se la cosa non si fa, tanto meglio, perchè in fondo mi sembra che l'atteggiamento sia questo. Invece dobbiamo dire che siamo d'accordo sul parco internazionale e che vogliamo farlo da protagonisti, perchè l'aspetto più significativo del Monte Bianco è sul versante valdostano, per cui dobbiamo avere un ruolo protagonista su questa vicenda. Ma dobbiamo saperlo svolgere questo ruolo. Quindi non capisco l'opposizione sul primo punto.
Sul secondo punto può essere fondata l'obiezione che fa l'Assessore; è vero, se si ha un'ottica di gestione esclusivamente di tre Regioni, può essere non positivo il fatto di prevedere un organismo di gestione con rappresentanze locali ed anche nazionali. Però credo che questa impostazione sia corretta, perchè dire di no ad una impostazione di questo genere significa aprire la strada ad impostazioni in cui veramente diventa minoritario il nostro ruolo.
Non capisco poi perchè al terzo punto non si voglia dare mandato alla Giunta di avviare un lavoro su questa vicenda. Non so attraverso quali procedure e attraverso quali strumenti vogliamo intervenire su questa vicenda.
Quindi mantengo la mozione, chiedo che si voti separatamente sui tre punti della parte deliberativa e invito il Consiglio ad esprimere il consenso alla mozione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Credo che su questo argomento si stiano organizzando ed approfondendo delle prese di posizione da parte delle differenti forze politiche. Premesso che sull'ipotesi della realizzazione di un parco internazionale del Monte Bianco credo che siamo d'accordo tutti, non siamo stati invece d'accordo con il metodo che è stato seguito in questo caso e io intervengo non per fare la difesa d'ufficio del Ministro Ruffolo, difesa che francamente su questo argomento non mi sento di fare (mentre sono pronto a riconoscere al Ministro Ruffolo tante capacità, qualità in molti altri settori), ma per dire che se il Consigliere Riccarand ritenesse opportuno ritirare la mozione, probabilmente in qualche prossimo Consiglio questo argomento potrà essere riproposto, approfondito e discusso con una disponibilità maggiore da parte delle forze della maggioranza.
E' in atto una discussione e anzichè voler arrivare a tutti i costi all'approvazione di un ordine del giorno, sui cui contenuti grosso modo concordiamo, potrebbe essere opportuno il ritiro, per consentire all'intero Consiglio regionale di fare una presa di posizione che non abbia il sapore di una partecipazione polemica a questa piuttosto che a quell'altra iniziativa. Questo se ci sta veramente a cuore l'interesse della costituzione di un parco internazionale in quella zona.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) - Voglio intervenire, dopo quello che ha detto il Consigliere Milanesio, perchè sono contrario all'ipotesi di realizzare il parco internazionale del Monte Bianco e sono contrario senza sotterfugi.
Sono contrario al fatto che si voglia fare questa realizzazione, perchè il Consigliere Riccarand è molto abile nello scrivere una cosa e nel dire poi una cosa che nega quello che ha scritto, ma qui si dice chiaramente che si vogliono mettere in questo organismo le Regioni e gli Stati, e in realtà si vogliono subordinare, visto i poteri limitati che hanno le Regioni, queste ultime agli Stati. Sono anche contrario a che la Giunta vada a imbarcarsi in iniziative che anche colleghi di altri Gruppi hanno definite sbagliate.
Non so se il Consigliere Riccarand ritirerà la sua mozione, magari ne presenterò io una la prossima volta per chiedere un voto contro il parco del Monte Bianco, perchè il Consigliere Milanesio, da politico molto abile, ha fatto presente che la maggioranza è spaccata (sta discutendo, il che vuol dire che non è d'accordo), per cui è bene che l'opinione pubblica conosca quali sono le posizioni di ciascuno. E' vero che è stato fatto un convegno a Courmayeur (io non sono stato invitato, ma questo è corretto), dove sono state dette delle cose sensate, è vero che qui dei colleghi di alcuni gruppi hanno detto delle cose altrettanto sensate, ma se da una posizione sensata, viste le esigenze di patteggiare con i compagni di maggioranza, si finisce per prendere delle posizioni più sfumate, a me interessa comunque che sia chiaro (e allora lo farò io il convegno a Courmayeur) che c'è stato qualcuno che fin dall'inizio ha detto che su certe cose non vuole patteggiare.
Questo lo preciso perchè, se il Consigliere Riccarand ritira la mozione, al prossimo Consiglio ne presenterò una per fare in modo che il confronto di cui parlava il Consigliere Milanesio non avvenga fuori dalla sala del Consiglio regionale, ma al suo interno, in modo che l'opinione pubblica sappia se qualcuno fa dei passi indietro o se qualcuno va a patteggiare.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS) - Rispetto alle proposte che sono state fatte dichiaro la disponibilità da parte nostra a rinviare questo argomento al prossimo Consiglio, cioè a metà gennaio, in modo da lasciare il tempo necessario a chi avesse bisogno ancora di approfondire la questione.
Accetto quindi il rinvio al prossimo Consiglio, perchè ci possa essere una posizione più concordata.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) - A parte che la ragione del contendere è terminata perchè si è accettato il rinvio al prossimo Consiglio, volevo confermare che da parte della Democrazia Cristiana riteniamo utile l'istituzione dei parchi, non tanto per la protezione della flora e della fauna, ma proprio per quanto riguarda la protezione dell'ambiente naturale e del paesaggio. Però dobbiamo stabilire come deve essere costituito questo parco e a questo proposito disapproviamo il metodo con cui si è portato avanti questo discorso.
Per essere pronti per la prossima discussione di gennaio come Democrazia Cristiana avevamo già predisposto un gruppo di lavoro per approfondire tutti gli aspetti della istituzione di questo parco, perchè come Democrazia Cristiana anche noi vogliamo avere quegli incontri con le popolazioni e le istituzioni interessate.
Quindi, se rimandiamo il confronto a metà gennaio, anche noi saremo pronti per dire la nostra opinione fino in fondo.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Solo per precisare che questo argomento non è oggetto di nessun patteggiamento all'interno della maggioranza, perchè non ne abbiamo discusso. Ci sono delle forze politiche che hanno dei tempi di reazione più rapidi a questi problemi, forse perchè si occupano eminentemente di questi, ci sono invece altre forze che si occupano di tutti i problemi, e quindi noi abbiamo bisogno di un minimo di tempo di riflessione. Vogliamo confrontare legittimamente all'interno della maggioranza questa opinione, e all'interno del Consiglio, ben inteso.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.
Perrin (UV) - Uniquement pour comprendre, parce que je crois que la réponse donnée par M.Riccarand ne va pas dans le sens demandée par M.Milanesio, qui a demandé de retirer cette motion, non de la renvoyer à un prochain Conseil. Si c'est dans cette direction que va M.Riccarand, évidemment nous sommes pour la voter aujourd'hui.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) - In effetti c'è una contraddizione, perchè se il rinvio avviene sulla base di un testo che comunque è già stato discusso oggi, credo che è soltanto un tentativo di aggregare alla iniziativa del Consigliere Riccarand magari il partito socialista; quindi non sarebbe corretto che il Consiglio politicamente accettasse questo.
Penso che abbiamo tutti gli elementi per decidere e valutare le prese di posizione che ci sono state, di Ministri ecc.; la posizione di Nuova Sinistra non è estemporanea, per cui penso che il Consigliere Riccarand intelligentemente capirà l'importanza di mantenere la sua posizione. Quindi ha ragione l'Assessore nel dire che ormai Nuova Sinistra ha già scritto qual è la sua posizione, per cui il Consiglio può già esprimersi oggi. Un rinvio può voler dire soltanto che Nuova Sinistra può avere i voti del PSI, che magari nel frattempo, non avendo ancora preso posizione, può sentire cosa dicono a Roma e conseguentemente prendere posizione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS) - Ritiro o rinvio non cambia niente; ritiro questa mozione perchè c'è la richiesta di alcuni gruppi di avere tempo di riesaminare la questione, e la ripresenterò tale e quale al prossimo Consiglio, insieme alla mozione preannunciata dal Consigliere Gremmo e a tutti quelli che vorranno presentare iniziative.
Presidente - Il discorso del Consigliere Ric- carand è conclusivo, pertanto la mozione viene ritirata.
Il Consiglio prende atto
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