Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 953 du 18 décembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 953/IX - Illustrazione del calendario 1990 sulle limitazioni alla circolazione degli automezzi pesanti. (Approvazione di mozione).

Presidente - Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:

MOZIONE

Premesso che entro la fine del mese di dicembre il Ministero dei Lavori Pubblici provvederà a pubblicare il Calendario 1990 delle limitazioni alla circolazione degli autoveicoli per il trasporto merci di peso superiore ai 50 quintali;

ricordatoche tale Calendario può essere integrato e modificato, per motivate esigenze, dal Presidente della Giunta regionale che deve emanare un decreto relativo alle limitazioni della circolazione dei TIR sull'intera rete stradale della Valle d'Aosta;

ricordato che occorre impedire e scoraggiare il traffico dei TIR nei giorni festivi e prefestivi ed in alcuni particolari periodi dell'anno poichè in tali giorni e periodi la rete stradale della Valle d'Aosta è interessata da un intenso movimento turistico;

evidenziato altresì che , analogamente a quanto avviene in Svizzera ed in Austria, occorre vietare il traffico notturno dei TIR sia per evitare il pericolo ed il disturbo del transito notturno, sia per evitare che attraverso la Valle d'Aosta si indirizzino quote crescenti di traffico dirottato ad ovest dai divieti svizzeri ed austriaci;

tenuto conto che la popolazione della Val d'Isarco (Sud Tirolo) con una petizione sottoscritta da 3.000 persone, ha chiesto di estendere il divieto di transito notturno dei TIR a tutto l'arco alpino ed il potenziamento del trasporto merci su ferrovia;

evidenziato che il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige ha espresso consenso ai provvedimenti restrittivi delle autorità austriache;

sottolinea la necessità che il prossimo decreto sulla circolazione dei TIR del Presidente della Giunta regionale contenga tutti i divieti previsti dal Calendario del Ministero dei Lavori Pubblici e ne introduca alcuni ulteriori per le particolari esigenze della nostra Regione e per sostenere una comune azione dei popoli dell'arco alpino contro la mole insostenibile del traffico di transito;

sottolineato altresì che occorre prendere opportuni accordi con le competenti autorità francesi per non dover più introdurre deroghe ai divieti di circolazione dei TIR e per gestire nel migliore dei modi il divieto di transito nelle ore notturne

IL CONSIGLIO REGIONALE

impegna

il Presidente della Giunta regionale:

1) ad illustrare alla Commissione consiliare per gli Affari Generali, prima dell'emanazione del Decreto, le caratteristiche del Calendario 1990 sulle limitazioni alla circolazione degli automezzi pesanti;

2) ad adottare, quali criteri per l'impostazione del Decreto, il principio di estendere i giorni e le ore di divieto indicati dalla circolare del Ministero dei Lavori Pubblici di prossima emanazione con particolare riferimento alla necessita di inserire limitazioni al traffico notturno e prefestivo;

3) a raggiungere i necessari accordi con le competenti autorità francesi per il controllo del traffico dei TIR evitando l'adozione, nel corso del 1990, di deroghe al Calendario previsto inizialmente.

Presidente - Consigliere Riccarand, il Presidente della Giunta aveva chiesto il rinvio della mozione, lei è d'accordo? No?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand per illustrare la mozione, ne ha facoltà.

Riccarand (NS) - Credo che sia opportuno discutere la mozione, anche perchè si tratta di un provvedimento che deve essere preso prima della prossima adunanza, quindi deve essere discusso adesso altrimenti non sarebbe possibile poi una ulteriore discussione in Consiglio.

La questione è molto semplice. Alla fine di ogni anno viene fatto da parte del Ministro dei Lavori Pubblici un calendario con delle limitazioni al transito dei TIR in determinati giorni dell'anno, in particolare in certi periodi festivi e in alcuni periodi prefestivi.

Questo calendario per quanto riguarda la Valle d'Aosta deve essere ripreso e, con le dovute integrazioni e correzioni, emanato dal Presidente della Giunta regionale.

In passato questo decreto sulla circolazione dei TIR per tutto l'anno successivo è stato più volte utilizzato dalla Giunta regionale per estendere di fatto le possibilità di transito, cioè per ridurre i divieti che sono presenti nella normativa a livello nazionale.

A noi sembra che questa impostazione sia inaccettabile e che si debba invece andare nel senso di una restrizione del transito dei TIR.

I dati che abbiamo sull'incremento del traffico dei TIR attraverso la Valle d'Aosta sono molto eloquenti; i dati della fine novembre 1989 indicavano un transito di camion di 630.889 unità, il che significa che alla fine dell'anno avremo superato i 700mila camion attraverso la nostra Regione. Questo rappresenta un incremento di circa l'11% rispetto all'anno precedente, ed è ormai da 4-5 anni che si verifica regolarmente, anno dopo anno, un incremento mediamente del 10% rispetto all'anno precedente.

Questa situazione è destinata inoltre ad aggravarsi con i provvedimenti restrittivi che sono stati introdotti dal governo austriaco. Com'è noto, dal 1£ dicembre 1989 è vietato il transito notturno dei TIR attraverso il territorio austriaco, per cui gli automezzi vengono fermati alla frontiera tedesca o alla frontiera italiana. Questo provvedimento ha determinato un'ulteriore spinta all'aumento dei passaggi attraverso il traforo del Monte Bianco e nel corso del mese di dicembre si stanno registrando delle punte di traffico elevatissime: abbiamo già nel corso del 1989 una media di 2000 TIR al giorno attraverso la Valle d'Aosta, compresi i giorni festivi. Nel corso di alcuni giorni del mese di novembre siamo già oltre i 3500 TIR al giorno, per arrivare addirittura a 4000 TIR al giorno.

Siamo quindi a dei livelli di traffico che gli altri paesi, l'Austria e la Svizzera, ritengono insostenibili. Come sappiamo, le autorità elvetiche dal 1939 hanno introdotto il divieto di transito notturno e non consentono il transito attraverso la Confederazione Elvetica di automezzi di peso superiore alle 28 tonnellate.

Da noi invece c'è una impostazione completamente diversa: si tende a favorire e ad incentivare il transito, ed in questo senso va anche un disegno di legge, presentato recentemente dalla Giunta regionale, che mira ad aumentare i contributi alla Società Autoporto per incentivare il transito che utilizza l'autoporto di Pollein. Andiamo, quindi, in una direzione che a mio avviso è completamente sbagliata.Ormai è coscienza comune da parte di tutti quelli che si sono occupati con attenzione del problema, che il transito dei TIR rappresenta un pericolo molto grave per il sistema ecologico delle Alpi. Recentemente c'è stato un incontro di tutti i Ministri dell'Ambiente di tutti gli Stati che sono interessati al territorio alpino, cioè Jugoslavia, Italia, Austria, Svizzera, Lichtenstein, Francia e Germania, nel corso del quale tutti i Ministri hanno sottolineato fra i punti fondamentali la necessità di ridurre il traffico di merci su strada attraverso l'arco alpino, per le conseguenze negative che questo comporta. In Valle d'Aosta siamo totalmente privi di dati, di studi, di ricerche approfondite sugli effetti nocivi del transito dei TIR che adesso abbiamo, sulle emissioni inquinanti che provengono da questi TIR, sugli effetti che tutto questo ha sulla nostra realtà. E' certo però, a mio avviso, che questo traffico sta avvelenando la Valle d'Aosta; questa è la realtà.

Non c'è nessun'altra zona del territorio alpino che accetta in silenzio e supinamente questa situazione e allora qui bisogna invertire rotta. A noi sembra che il calendario 1990 sia un'occasione da non mancare per indicare questa inversione di rotta.Ho visto che anche negli studi che sono stati commissionati dalla Giunta regionale nell'ambito del piano paesistico, e in particolare in uno studio, che avevo ufficialmente richiesto e che non mi è stato consegnato, ma che in qualche modo sono riuscito ugualmente ad avere, uno studio riguardante il problema della viabilità e trasporti in Valle d'Aosta, redatto dal Prof. Elio Tarulli per conto dell'Assessorato all'Urbanistica e al Turismo nell'ambito di studi del piano paesaggistico, vengono fatte delle considerazioni sul traffico dei TIR, sull'ipotesi di autostrada, sul trasporto di merci che sono coincidenti con le cose che stiamo dicendo da anni. In questi studi che voi avete commissionato ma che poi avete tenuto nel cassetto (questo studio, infatti, è stato consegnato nel mese di luglio), è scritto ad esempio questa frase: "In questa situazione, che travalica con evidenza gli interessi locali, la Valle d'Aosta si muove su linee differenti rispetto ad altre comunità in situazioni analoghe, maggiormente preoccupate degli effetti negativi dell'incremento del traffico.

Nel Tirolo, ad esempio, attraversato dall'autostrada del Brennero, non solo si rifiuta il potenziamento dell'autostrada e si pretende la messa in opera di strutture varie di protezione, ma si sta facendo strada la convinzione che sia necessario vietare il transito dei mezzi pesanti fra Germania e Italia, che dovrebbero essere trasportati su ferrovia. Mentre il Tirolo intende far applicare misure di restrizione del traffico pesante per motivi essenzialmente ambientali, che incidono pesantemente sulla qualità della vita e sull'attività turistica, di primaria importanza per il Land, la Valle d'Aosta, nella quale il turismo è ugualmente fondamentale, appoggia opere destinate a far aumentare il traffico. Si tratta di differenze di atteggiamento che meritano qualche riflessione".

E potrei citare molti altri passaggi di questo studio, che suona proprio come una critica pesante rispetto alle scelte finora fatte dall'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta.Se si vuole effettivamente porre fine a questo incremento del transito dei TIR e, anzi, invertire questa tendenza ed andare ad una riduzione del transito, bisogna saper cogliere questa occasione del calendario 1990 per introdurre alcune restrizioni. Ad esempio, occorre prevedere che la restrizione non sia più limitata soltanto ai giorni festivi, ma quanto meno anche ai giorni prefestivi. Inoltre credo che sia l'occasione anche per introdurre in Valle d'Aosta il divieto del transito notturno; non si capisce per quale motivo il transito notturno in Austria e in Svizzera è vietato, le autorità del Sudtirolo hanno espresso il loro consenso a questo divieto e sollecitano l'estensione su tutto l'arco alpino, e noi che abbiamo delle possibilità di intervento, rinunciamo ad usarle.La mozione chiede di assumere questi provvedimenti, di utilizzare questa occasione rappresentata dal calendario 1990, per dare un segnale molto preciso.

E' questo un argomento che abbiamo molte volte affrontato in Consiglio, sempre con delle risposte insoddisfacenti; mi auguro che questa volta da parte del Consiglio venga una presa di posizione molto chiara, in cui si afferma di voler dare un contributo per la riduzione del transito dei TIR attraverso le valli alpine.

Presidente - E' aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Diamo un sostegno convinto alla mozione presentata dal Consigliere Riccarand e preannunciamo che su questo tema abbiamo intenzione di proporre altre iniziative in questo Consiglio regionale, perchè si affronti un problema che sta per diventare sempre più pericoloso per la salute nella nostra regione, e per modificare un atteggiamento della Giunta regionale che riteniamo francamente assurdo e anacronistico.

E' stato già detto dal Consigliere Riccarand, questa è l'unica Regione alpina che non solo non si pone il problema di una riduzione del transito dei TIR, ma che al contrario mette in atto assurde politiche di incentivazione. Mi auguro che la Giunta e la maggioranza abbiano riflettuto sull'andamento, perchè se si riflette onestamente sull'andamento della dinamica del transito dei TIR nella nostra Regione c'è da essere allarmati.

Si conoscono poi molto scarsamente gli effetti sulla salute e sull'ambiente di questo enorme passaggio di TIR. Già altre volte abbiamo ricordato che le autorità austriache, per passaggi che si aggirano dai 2500 ai 3000 TIR, hanno lanciato un grido di allarme davvero preoccupato e, ragionando sulla compatibilità di quell'ambiente e sulle esigenze turistiche di quella Regione, hanno chiesto di scendere a 1000 TIR al giorno.

Ora, noi stiamo toccando punte che superano oggi i 4000 passaggi; chiederemo una indagine scientifica seria, approfondita, per capire gli effetti dell'inquinamento del passaggio da TIR. Ormai ci sono studi avanzati nella Comunità Montana Dora Baltea canavesana, che è vicina a noi, la quale ha dimostrato che in una fascia di fondovalle confinante con la striscia autostradale l'aria non è più tale, ma è altamente inquinata da presenze e da elementi tossici. Quindi a me pare non solo naturale, ma urgente che questo Consiglio regionale si preoccupi del problema.

Ho letto anche su "L'Informatore agricolo", che è edito dall'assessorato all'Agricoltura, una piccola notizia proveniente dal Sudtirolo, dove si parla di misure antinquinamento realizzate in quella Regione lungo l'asse autostradale, per gli effetti negativi sulle colture che l'inquinamento da TIR provoca.Allora, è o non è - e mi rivolgo al Consiglio - un problema da affrontare ormai con urgenza e con la massima serietà?

Noi sosteniamo di sì, anche perchè (è notizia di questi giorni) il Parlamento si sta occupando di come affrontare questo nodo di un eccessivo passaggio di TIR nell'arco alpino, come ricordava il Consigliere Riccarand, e della necessità di andare ad un cambiamento della politica nazionale dei trasporti, rafforzando il passaggio su rotaia. Noi in che modo nel Parlamento siamo presenti per sostenere una battaglia di questo tipo? A mio avviso, prima di tutto proponendoci come una Regione disponibile a nuovi collegamenti di tipo ferroviario, ma anche come una Regione che a fronte di questo aumento intollerabile di TIR, chiede da subito una regolamentazione.

Allora, le proposte che sono contenute nella mozione oggi in discussione vanno in quel senso. Bisogna assolutamente chiedere che il sabato, giornata interessata da flussi turistici importanti, sia vietata al transito dei TIR. Ma non mi fermerei a misure di questo tipo; dobbiamo chiedere politicamente al Parlamento ed al Governo nazionale che si vada ad un serio contingentamento dei passaggi dei TIR nella nostra Regione perchè il primo dato da prendere in considerazione è quello della compatibilità ambientale, poi vengono gli altri interessi. Ora, una proposta di questo tipo deve essere avanzata presto e coraggiosamente, perchè solo in questo modo potremmo in futuro evitare di essere il canale di transito privilegiato a fronte della giusta protesta che viene da altre parti dell'arco alpino.

Per queste motivazioni siamo d'accordo sulla mozione.

Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV) - Je n'entre pas dans le mérite de certaines affirmations qui vont au delà de ce qui est demandé par cette motion, à laquelle je vais répondre très brièvement.

Il n'y a aucune difficulté à s'engager à illustrer à la Commission compétente, c'est-à-dire à la Commission pour les affaires générales, avant l'émanation du décret du Préfet, les caractéristiques du calendrier pour 1990 sur les limitations à la circulation des poids lourds.

Au moment de cette rencontre on pourra discuter la philosophie à adopter pour ce décret même et il y aura là la possibilité d'une ample discussion pour arriver aux déterminations qui doivent être prises. Pour ce qui est par contre des points 2 et 3, le calendrier des limitations à la circulation est établi par le Ministère des Travaux Publics et il est ensuite adopté localement par des décrets d'application du Préfet.

Au delà du fait qu'en ce moment on ne connaît pas encore quelles seront les jours et les heures d'interruption prévues par le Ministère des Travaux Publics, puisque la circulaire n'a pas encore été signée, on souligne le fait que le décret est de compétence du Préfet et ne peut pas être soumis à des critères ou à des conditions extérieures; donc il n'est pas possible prendre un engagement en tel sens ainsi qu'il est demandé au point 2.

Pour ce qui concerne des éventuels accords internationaux, il faut se rappeler que là il s'agit d'une compétence qui ne nous revient pas et donc des accords avec les autorités françaises; au delà de certaines ententes pratiques et temporaires pour la conduite et le comportement dans des cas et des conditions particulières qui peuvent se vérifier en certaines occasions, les accords internationaux ne sont pas de notre compétence, ni de compétence du Conseil ni du Président de la Junte. Et donc des éventuelles dérogations au calendrier, si elles ne sont pas prévues initialement par ce même calendrier, peuvent être faites seulement à travers des accords internationaux. Des éventuelles dérogations de la part du Préfet doivent se conformer à ces accords internationaux et doivent trouver accord avec les dispositions de base qui sont émanées par le Ministère des Travaux Publics.

Donc nous sommes d'accord à accepter le premier point, c'est-à-dire d'aller discuter en Commission, et nous repoussons par contre les deux points successifs, qui pourront être discutés au moment de cette rencontre avec la Commission pour les affaires générales.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (UV) - Chiedo al Vicepresidente del Consiglio di porre in votazione separatamente i vari punti del deliberato, visto che ci sono valutazioni differenziate.

Al di là di questo, non posso che esprimere la mia sorpresa rispetto alle argomentazioni sollevate dall'Assessore Perrin rispetto ai punti 2 e 3, nel senso che sono argomentazioni che sono proprio il contrario rispetto alle competenze autonomistiche ed al ruolo della Valle d'Aosta che in altre occasioni si sono sostenute.

Qui si viene a dire che questo è un provvedimento del prefetto, che riguarda le sue competenze prefettizie, e che quindi non deve essere subordinato a valutazioni di tipo politico. Ma la caratteristica dello statuto e il significato dell'accorpamento delle due funzioni è stato proprio previsto perchè questa figura del prefetto in Valle d'Aosta tenesse presente le caratteristiche particolari della Valle d'Aosta e le sue peculiarità; altrimenti che senso aveva? Tanto valeva tenere un prefetto di nomina governativa ed il Presidente della Giunta. Invece questa scelta non è stata fatta a livello statutario, a livello istituzionale, proprio perchè il prefetto potesse tenere presente le esigenze che esistono nella nostra comunità e quindi fosse un'autorità a livello locale nello stesso tempo rappresentativa di una volontà più ampia e di esigenze più collettive.

E allora credo che non si possa invocare questa differenziazione della figura a livello tecnico per dire che non può tener conto di determinate esigenze, perchè non avrebbe nessun significato. Invece proprio perchè il prefetto è anche Presidente della Giunta, non solo può, ma deve tener conto delle esigenze complessive della comunità, espresse soprattutto da questo Consiglio e dai suoi organi. Quindi in sede di Commissione, quando andremo a discutere di queste cose, noi e non solo noi (ho sentito il gruppo comunista e spero vi siano altri gruppi) ci faremo interpreti di una necessità urgente di usare questo calendario per andare a dare un segnale preciso sulla limitazione del traffico dei TIR attraverso la Valle d'Aosta.

E ancora più stupefacente è l'affermazione dell'Assessore Perrin rispetto al punto 3. Abbiamo sempre rivendicato la possibilità di stabilire accordi, convenzioni con realtà esterne all'Italia, soprattutto nell'ambito della comunità europea. Ma qui non si tratta neanche di fare un trattato internazionale, qui si tratta di assumere degli accordi di tipo operativo con le autorità di polizia francesi per evitare che i divieti non possano essere applicati. Infatti adesso succede che anche i divieti messi in calendario non vengono applicati, con la scusa che non c'è un sufficiente accordo con le autorità di polizia di frontiera francese per coordinare i flussi di traffico. Quindi si tratta di realizzare degli accordi operativi, che non implicano assolutamente un andare oltre quelle che sono le nostre competenze; anzi, si tratta di un accordo operativo ne-cessario.

Chiedo la votazione separata sui tre punti, ritengo però che rimangono confermate le necessità di adottare tutti questi punti.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Una breve dichiarazione di voto per dire che discuteremo del calendario in Commissione, ed è positivo il fatto che si vada ad avere un confronto prima che questo sia emesso, perchè condividiamo le cose che diceva il Consigliere Riccarand, condividiamo la necessità di usare anche il calendario per introdurre le prime modifi-cazioni.

Sul piano generale, mi lasci dire l'Assessore che sono molto stupito e molto deluso per l'atteggiamento politico di questa Giunta regionale, che su questa materia è sostanzialmente - non riesco a trovare altre parole per definirla - subordinata agli interessi dello Stato ed ai grandi interessi economici, senza alcuna volontà di giocare una partita che tenga conto delle necessità di questa Regione ed anche della nostra autonomia.

E' sempre meno comprensibile un atteggiamento masochista dell'unica Regione italiana che, anzi, è qui a braccia aperte a proporre politiche di incentivi perchè passi un maggior numero di TIR. Questo è il tema di fondo.

Se tutto questo è fatto per avere qualche soldo in più dalle entrate del riparto fiscale, credo che sia una ben misera cosa. Mi auguro che di questo nodo si discuta al più presto e si arrivi ad una posizione sufficientemente chiara.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV) - Tout simplement pour dire qu'il ne faut pas toujours renverser les situations et faire dire ce qu'on n'a pas voulu dire. Je ne suis pas entré dans le mérite des possibilités de ce Conseil et du préfet en tel que soi-même, donc de la volonté politique qui sortira à cet égard. Justement le fait d'avoir accepté une discussion au niveau de Commission c'est pour voir celles qui sont les possibilités et donc je ne voudrais pas qu'on vient ici dire que nous sommes anti-autonomistes, que nous sommes dans les bras de l'Etat. J'ai simplement dit que malheureusement nous n'avons pas le pouvoir de faire des accords internationaux, c'est-à-dire de prendre nous-mêmes des mesures qui ne sont pas uniquement au niveau régional, mais qui embrassent les compétences des deux états et que face à cela nos pouvoirs sont réduits à l'extrême. Ce qui ne signifie pas qu'on puisse faire oeuvre de persuasion, qu'on puisse établir une ligne de conduite à proposer à qui de devoir.

Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto, procedendo con separate votazioni.

Pongo in votazione il primo punto:

Impegna

Il Presidente della Giunta regionale:

1) ad illustrare alla Commissione consiliare per gli Affari Generali, prima dell'emanazione del Decreto, le caratteristiche del Calendario 1990 sulle limitazioni alla circolazione degli automezzi pesanti;

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente - Pongo in votazione il secondo punto della mozione:

2) ad adottare, quali criteri per l'impostazione del Decreto, il principio di estendere i giorni e le ore di divieto indicati dalla circolare del Ministero dei Lavori Pubblici di prossima emanazione con particolare riferimento alla necessita di inserire limitazioni al traffico notturno e prefestivo;

Esito della votazione:

Presenti: 26

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 19 (Agnesod, Aloisi, Andrione, Beneforti, Faval, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet, Vierin e Voyat)

Il Consiglio non approva

Presidente - Pongo in votazione il terzo punto della mozione:

3) a raggiungere i necessari accordi con le competenti autorità francesi per il controllo del traffico dei T.I.R. evitando l'adozione, nel corso del 1990, di deroghe al Calendario previsto inizialmente.

Esito della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 20 (Agnesod, Aloisi, Andrione, Beneforti, Faval, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Martin, Mostacchi, Perrin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet, Vierin e Voyat)

Il Consiglio non approva

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