Objet du Conseil n. 90 du 13 mars 1975 - Verbale
OGGETTO N. 90/75 - COMMEMORAZIONE ON. EMILIO LUSSU.
Caveri (U.V.) - Signori Consiglieri, nei giorni scorsi abbiamo appreso, col più vivo rammarico, la notizia della scomparsa di Emilio Lussu. Egli ha dedicato tutta la sua vita, il suo pensiero e la sua azione alla lotta per la libertà e la democrazia. Di lui ricordiamo l'intelligenza vivace e brillante, la vasta e profonda cultura e soprattutto l'onestà adamantina, il coraggio, l'anticonformismo, il carattere fiero ed indipendente. Noi Valdostani abbiamo per la memoria di Emilio Lussu la più grande riconoscenza poiché ricordiamo i suoi innumerevoli e battaglieri interventi sia nella Commissione dei 18, sia in Aula, all'Assemblea Costituente, in difesa del nostro Statuto. Il nostro Statuto sarebbe stato meno valido senza la presenza di Emilio Lussu, se non vi fosse stata la sua opera instancabile a favore del nostro Statuto. Anche dopo la promulgazione di tale testo costituzionale, Emilio Lussu è sempre intervenuto in difesa della nostra Autonomia ogniqualvolta era minacciata.
La scomparsa di questo grande amico della Valle d'Aosta ci ha profondamente addolorati. Le condoglianze che abbiamo espresso ai familiari, anche a nome del Consiglio regionale, non sono state una formalità che rientra nella consuetudine, ma sono state determinate dai nostri sentimenti di rimpianto e di riconoscenza.
Milanesio (P.S.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, mi sia consentito di aggiungere alcune brevi considerazioni oltre a quelle testé pronunciate dal Presidente del Consiglio sulla figura di Emilio Lussu, come antifascista, come eroe della guerra 1914-1918, come Socialista.
Emilio Lussu nacque il 4 dicembre 1890 ad Armungia, un paesino della Provincia di Cagliari, da una famiglia borghese e, come era nelle consuetudini di allora, di fronte a sé aveva due strade: quella di diventare medico o avvocato. Scelse la seconda. Frequentò l'Università di Cagliari e si laureò. Erano gli anni che precedevano l'intervento bellico dell'Italia.
Interventista, combattente, fu quello che si può definire, senza tema di smentita, un eroe nella guerra che vide l'Italia e i suoi figli migliori cadere per la difesa dell'Unità nazionale dalla minaccia austriaca. In quegli anni in Lussu maturò una coscienza politica e civile che successivamente lo portò ad organizzare, al ritorno dalla triste e sconvolgente parentesi bellica, i lavoratori della sua terra, la Sardegna, secondo uno schema politico ed organizzativo che doveva preludere alla nascita dei moderni partiti di massa. Sardista, autonomista, si oppose fin dall'inizio, tenacemente, al Fascismo. Minacciato, fu aggredito, tutti conoscono l'episodio ormai storico, indelebile del Lussu che accanto all'uomo di pensiero e di azione si oppone fisicamente all'invadenza e all'aggressione fascista, uccidendo, come venne riconosciuto dal Giudice istruttore, uno degli squadristi che lo aveva assalito. Tuttavia, anche se riconosciuto innocente, venne confinato dal Fascismo assieme ad altri illustri uomini antifascisti dell'epoca, nell'isola di Lipari e da lì, con Carlo Rosselli e Fausto Lippi scappò con una rocambolesca evasione che anch'essa resta nella storia degli scacchi dati al Fascismo imperante. Evase verso la Tunisia e poi andò in Francia come esule e lì costituì i primi centri di alternativa a quello che era il Fascismo, i primi nuclei di quella che sarebbe stata l'Italia liberata successivamente.
Lussu in quel periodo di esule affinò la sua cultura, la sua preparazione politica e scrisse due libri che non sono molto noti, perlomeno non sono molto noti ai giovani, ma che io ho avuto il piacere e l'onore di leggere, prima ancora che il cinematografo, attraverso un'opera molto bella del regista Rosi "Uomini contro", ci desse un saggio della capacità artistica e letteraria di Lussu in quel magnifico libro "Un anno sull'altipiano".
Lussu nell'esilio scrisse anche un altro notevole contributo storico e politico alla demolizione del Fascismo "Marcia su Roma e dintorni" in cui, con graffiante ironia e sarcasmo, condannava quell'episodio e quella avanzata che la democrazia Italia imbelle di allora aveva consentito, con le complicità che si attendevano alla Casa Savoia e alla borghesia capitalistica di allora.
Lussu al ritorno dall'esilio, nel quale non era mai stato evidentemente domo ma instancabilmente aveva organizzato i primi nuclei di resistenza, fondò assieme ad altri illustri uomini politici il Partito Sardo d'azione, fu Ministro nel Governo Parri e nel primo Governo De Gasperi e - lo ha ricordato il Presidente Caveri, questa mattina - per noi Valdostani è soprattutto caro il suo ricordo, la sua azione per quello che fece nella Commissione dei 18, per lo Statuto della nostra Regione e poi, successivamente, fu relatore all'Assemblea costituente dello Statuto medesimo.
Voglio ricordare di Lussu, soprattutto in questo momento, il suo valore come uomo più che come uomo politico. Fu Socialista, poi di fronte alla politica di Centro-Sinistra abbandonò il Partito Socialista e aderì allo PSIUP finché si ritirò a vita privata. Aveva già una venerabile età, ma continuò, non disdegnò di dare il suo contributo ai Partiti della classe lavoratrice e all'antifascismo militante con scritti, pensieri, opere ed anche interventi personali nelle varie manifestazioni che turbarono, hanno turbato e continuano a turbare la Capitale d'Italia.
Ebbene, di Lussu voglio ricordare l'uomo, questa singolare figura di uomo che riunisce in sé il pensiero e l'azione. È difficile nella nostra classe politica di oggi trovare altri uomini così limpidi, così cristallini, così vigorosi ed è in questo pensiero, in questo ricordo che noi Socialisti della Valle d'Aosta inchiniamo, per Lussu, le nostre bandiere e porgiamo alla vedova, Joyce, che fu compagna di lotta ed anche brillantissima scrittrice ed al figlio le nostre condoglianze più sincere.
Il Consiglio prende atto.
