Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 874 du 22 novembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 874/IX - Esame da parte delle Commissioni consiliare competenti della bozza di convenzione per la gestione del canile di proprietà regionale (Approvazione di mozione).

Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Chenuil e Dolchi:

MOZIONE

In data 14 luglio 1989, con deliberazione n. 6512, la Giunta regionale ha approvato una bozza di convenzione da stipulare con l'Association Valdôtaine pour la Protection des Animaux (AVAPA) per la gestione del canile di proprietà regionale.

Nel testo della convenzione si afferma che l'AVAPA è rappresentata dal sig. Renato COLLOMB, in qualità di Presidente protempore.

Poichè è pervenuta a tutti i gruppi consiliari copia di una lettera con cui cinque componenti del Consiglio direttivo dell'AVAPA diffidano il Presidente protempore dal dare corso ad una convenzione con la Regione, sostenendo che il "Presidente non è un organo decisionale dell'Associazione, bensì organo esecutivo delle decisioni assunte dagli organi previsti dallo Statuto", allo scopo di consentire una valutazione delle possibili conseguenze della nuova situazione di conflitto venutasi a creare in seno alla società che gestisce il canile regionale.

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta delibera

1) di sospendere l'emanazione dei provvedimenti attuativi della predetta convenzione;

2) di sottoporre la materia in modo documentato all'esame delle Commissioni consiliari competenti.

Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Questa mozione ha lo scopo di rendere possibile il riesame di un problema che è stato già discusso lungamente in Commissione, ma evidentemente non è stato discusso abbastanza: mi riferisco al problema della gestione del canile regionale.

Voglio ricordare i precedenti. Nel novembre 1988 la Giunta aveva presentato il disegno di legge. n. 13, che era stato poi rinviato perchè si era reso indispensabile un incontro con l'ENPA e l'AVAPA, per chiarire dei conflitti che erano insorti fra le due associazioni rispetto alla gestione del canile.

C'è stata poi nel mese di marzo 1989 la presentazione da parte della Giunta di una convenzione, che è stata rinviata dalle Commissioni, perchè si trattava di proporre delle modifiche. Voglio ricordare che questa convenzione prevedeva inizialmente una durata di nove anni, mentre in Commissione si è proposto che la convenzione stessa fosse relativa ad un periodo più breve. Di questa convenzione si è preso atto in Commissione, in attesa che la Giunta ripresentasse il disegno di legge.

Il disegno di legge 68 del maggio '89 prevedeva direttamente nel testo il fatto che la gestione del canile fosse affidata all'AVAPA. In Commissione si chiese di modificare questo disegno di legge, di modo che la legge prevedesse l'affidamento della gestione ad una associazione senza precisare a quale, e il disegno di legge venne quindi approvato il 21 giugno '89.

Il 14 luglio '89 la Giunta regionale approva una convenzione con la quale si affida all'AVAPA la gestione del canile per un corrispettivo di 125 milioni, somma che era prevista nel disegno di legge.

Voglio fare un primo ragionamento sulla procedura seguita e sulla sua validità. Abbiamo approvato come Consiglio un atto con il quale precisiamo quali sono gli atti amministrativi che devono essere sottoposti in sede referente alle Commissioni permanenti, per poi andare al Consiglio. Fra gli atti sui quali le Commissioni devono dare un parere per la trasmissione al Consiglio sono comprese le convenzioni; la sede referente è appunto quella in cui si dà un parere prima dell'invio all'organo che è competente all'approvazione. Per quello che mi risulta, la deliberazione di Giunta relativa alla convenzione, approvata il 14 luglio '89, non è ancora giunta in Consiglio e, a mio giudizio, deve essere approvata dal Consiglio per essere convalidata, altrimenti non ha compiuto il suo iter.

Rispetto al merito del problema, devo dire che la situazione è stata evidenziata al nostro Gruppo da una lettera del 20 settembre 1989 inviata da cinque componenti del Consiglio direttivo dell'AVAPA. Allegata a questa lettera si trovava un'altra lettera, con la quale le stesse persone firmatarie, componenti del comitato direttivo dell'AVAPA, avevano diffidato il Presidente protempore dal firmare la convenzione, dicendo che determinate decisioni erano di competenza del comitato direttivo e non soltanto del Presidente. Nella lettera stessa, oltre ad una serie di osservazioni fatte rispetto al modo con cui viene condotta l'AVAPA, c'è una frase che a mio avviso va tenuta particolarmente presente: "Il volontariato è stato volutamente accantonato, le persone che da anni eseguivano, ed eseguono tuttora a proprie spese personali, la maggior parte degli interventi sul territorio, intimidite prima con richieste finanziarie fuori dalla loro portata ed estromesse poi senza logica alcuna, se non quella del potere fine a sè stesso. L'immagine della associazione è compromessa sin dal suo nascere, si pensi a quali risposte potranno essere date ai circa 400 soci, i costi di gestione non più qualificabili e destinati a rappresentare l'elemento portante e condizionante di ogni attività futura, stante la mancanza totale di personale volontario".

Qui si sottolinea un fatto che a mio giudizio deve essere tenuto nella massima considerazione dal Consiglio. La Regione ha speso delle somme importanti per costruire questo canile, ha deciso con una propria legge di affidarlo ad una associazione, ha deciso di stanziare dei fondi per la gestione di questa struttura. Ha fatto questo proprio perchè riteneva opportuno coinvolgere nella gestione del canile delle associazioni, delle persone che potessero volontariamente portare il loro contributo, altrimenti sarebbe stato non impossibile per la Regione prevedere di assumere il personale a suo carico e provvedere direttamente alla gestione di questa struttura.

A mio giudizio, non possiamo dire di essere oggi soddisfatti di come vanno le cose. Indubbiamente già nel passato si erano presentati dei problemi, al punto che era stata fatta in Commissione una discussione convocando i rappresentanti dell'ENPA e dell'AVAPA. Oggi abbiamo una parte del comitato direttivo, che a suo dire è maggioranza dello stesso, che contesta le decisioni della nuova associazione sorta in contrapposizione all'ENPA. Mi pare che se vogliamo dare a questo problema, che riguarda un fatto di principio, un fatto di attività volontaria, una soluzione ottimale, non possiamo far finta di nulla e dire che tutto sta andando nel migliore dei modi.

Evidentemente esistono dei problemi, delle incomprensioni, dei conflitti, esiste una situazione da regolarizzare per ciò che concerne la convenzione rispetto al Consiglio; è opportuno, senza entrare nel merito di polemiche che sono state anche accese e che sollevano passioni nelle persone interessate, riprendere la discussione in un ambito in cui le cose possono essere approfondite, che è la sede della Commissione.

Con questa mozione chiediamo alla Giunta regionale di portare nuovamente all'esame delle Commissioni la convenzione, di sentire in Commissione tutte le associazioni e tutte le componenti delle associazioni interessate a questo problema, per trovare una soluzione che permetta a quelli che si occupano di queste cose, che amano gli animali, che vogliono magari portarli a passeggio e non lasciarli sempre chiusi nel canile, di fare quanto ritengono di fare spontaneamente e di trovare un accordo che rispetti lo spirito e le finalità della legge. Non abbiamo bisogno di una gestione che sia di tipo manageriale, non abbiamo in questa Regione problemi così rilevanti nel contenimento dei costi; abbiamo la necessità che ci sia serenità, spirito di collaborazione, che il volontariato trovi impulso, che l'amore e l'attenzione per gli animali possano diffondersi e non creare invece conflitti e contrapposizioni.

Credo che una discussione serena, che tenga conto delle posizioni che ognuno vorrà esprimere, potrà dare un contributo ad una soluzione equa e ragionevole di questa vicenda. Se invece non si va in questa direzione, riteniamo che gli animi si scalderanno sempre più, che la questione diventerà sempre più personalizzata e difficilmente se ne potrà uscire, se non con la decisione di portare tutto direttamente alla gestione regionale.

Facciamo un invito: non vogliamo fare polemiche con nessuno, ma vogliamo evidenziare l'esistenza di certi problemi, quindi chiediamo alla maggioranza e alla Giunta di prendere in considerazione questa proposta.

Presidente- E' aperta la discussione generale sulla mozione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (NS)- Il Consiglio aveva avuto occasione di occuparsi di questa questione del canile regionale, dell'ENPA e dell'AVAPA, già alla fine dell'anno scorso e già allora, soprattutto dai banchi dell'opposizione, era venuta una sollecitazione alla Giunta perchè esaminasse con maggiore attenzione la situazione e valutasse l'opportunità di intensificare i rapporti di collaborazione con determinati personaggi.

Questi elementi che erano venuti fuori dal Consiglio e dalle Commissioni in cui si era discusso, evidentemente non sono stati tenuti in grande considerazione da parte della Giunta, visto che il rapporto con l'AVAPA, in particolare con il sig. Collomb, si è sostanzialmente consolidato nel tempo ed ha dato luogo ad una situazione che a nostro avviso è inaccettabile.

Abbiamo discusso nello scorso Consiglio lungamente della vicenda della Centrale del Latte del sig. Polchi; qui ci troviamo di fronte ad una vicenda che per certi versi è analoga, anche se di dimensioni molto più piccole, in cui nuovamente l'interlocutore che la Giunta si è scelto e si è tenuto come partner è completamente inaffidabile.

Noi lo avevamo già detto ed era emerso molto chiaramente in Commissione l'anno scorso; questo sig. Collomb, che poi è il Presidente di questa associazione - ma il problema non è l'AVAPA, il problema è chi gestisce questa società e il modo in cui tiene i rapporti -, lo avevamo già detto ed era già emerso nelle audizioni che aveva fatto la Commissione, è sostanzialmente per quello che riguarda il settore degli animali del canile un personaggio che si può definire un grande sfasciatore di associazioni, in questo caso di associazioni per la protezione degli animali.

La vicenda, anche se molti la conoscono, va raccontata, perchè è talmente grossa che è bene che nessuno possa dire di non conoscerla. L'attuale Presidente protempore dell'AVAPA, o comunque colui che decide tutto anche a nome dei soci dell'AVAPA, nel marzo 1987 era stato nominato Presidente della sezione valdostana dell'ENPA, una sezione che allora contava 178 soci, gestiva il canile, aveva un finanziamento con legge regionale, aveva dei mezzi che gestiva come ENPA, delle automobili, un furgoncino che usava per le sue attività; era, cioè, una struttura che funzionava, che attingeva volontariato, che sollecitava una partecipazione, ecc.. Nel giro di pochi mesi, diventato Presidente di questa associazione, il sig. Collomb ha distrutto tutto. Nel corso del 1988 non ha più fatto una tessera all'ENPA: da 178 si è passati a zero. Non ha neanche più ritirato le tessere per consegnarle agli associati. Non solo, ma ha trasferito, all'insaputa di tutti i soci dell'ENPA, illecitamente la gestione del canile dall'ENPA ad una società OASIS, che era presieduta da un suo capo cantiere, insieme ai beni che erano di proprietà dell'ENPA (furgoncino, ecc.). Poi ha convinto un gruppo, che era il nuovo direttivo dell'ENPA, ad abbandonare l'associazione per crearne una nuova che si è, appunto, chiamata AVAPA, innalzando motivazioni autonomistiche che bisognava fare una cosa a livello locale, non dipendere dai commissari romani e cose di questo genere.

Ha, quindi, totalmente disintegrato nel giro di un anno l'ENPA, di cui fra l'altro era Presidente, fino a che ad un certo punto è intervenuto l'ENPA nazionale ed ha commissariato la sezione della Valle d'Aosta perchè non poteva fare diversamente. Ma non solo, costituita questa nuova associazione valdostana per la protezione degli animali, cercato un finanziamento dalla Regione - diceva prima il Consigliere Mafrica che l'ipotesi era addirittura di trasformare una legge di finanziamento all'ENPA in una legge di finanziamento all'AVAPA, cosa che poi è stata modificata in Consiglio - o comunque ottenuta in qualche modo una nuova legge regionale che finanzia chi gestisce il canile ed aumenta il finanziamento a 125 milioni, il sig. Collomb ha liquidato anche i soci fondatori della nuova associazione AVAPA. In pratica, se andate a vedere chi sono i soci fondatori dell'AVAPA, vedete che sono rimasti il sig. Collomb, la moglie ed il suo capo cantiere, e tutti gli altri soci fondatori non ci sono più. La cosa emerge molto chiaramente dalla lettera che è stata mandata dai soci fondatori dell'AVAPA, da un gruppo maggioritario, e da altre persone. Questo è stato il tipo di gestione a cui la Giunta regionale con il suo comportamento ha dato il suo appoggio; è arrivata a stipulare una convenzione senza neppure portarla alla discussione ed al voto del Consiglio ed è andata avanti su questa strada.

La situazione che si è creata è giudicata molto negativamente da tutti quelli che in questi anni hanno lavorato al canile, che hanno dato la loro prestazione lavorativa a titolo gratuito e volontario, e che ci dicono che oggi la situazione è inaccettabile. I cani, da quanto ci viene detto (e non ho motivo per non credere a quanto ci viene detto), non vengono mai fatti uscire dalle loro gabbie, pur essendoci all'interno del canile un'area che è fatta proprio per fare uscire i cani dalle gabbie per certi periodi della giornata. C'è molta difficoltà a far sì che qualcuno del canile vada in giro a raccogliere i cani ammalati o abbandonati dietro chiamata; ma non solo: quando ci si presenta al canile si ha persino difficoltà a far accettare un cane da parte di chi gestisce il canile. Non c'è un adeguato controllo veterinario, assolutamente.

E poi c'è il fatto gravissimo che non si fanno più entrare da diversi mesi i volontari, che andavano sempre tutte le settimane ad accompagnare i cani a fare la passeggiata. Volontari che non devono più mettere piede perchè ci deve essere un controllo, non si capisce di che tipo, da parte del sig. Collomb o da parte di chi collabora con lui, che non ammette che altri occhi si posino sulla gestione interna del suo canile. Credo che questa sia una situazione inaccettabile sotto tutti i punti di vista.

Poi ci sarebbero molte altre cose da dire. Avevamo già discusso in passato su questi strani lavori fatti su un canile nuovo per decine e decine di milioni, fatture che sono state pagate in modo strano con un intreccio di rapporti fra ENPA, OASIS, AVAPA, che risultava quasi inestricabile; ci sono pendenze giudiziarie: sappiamo che il Commissario dell'ENPA ha citato in giudizio davanti al tribunale il sig. Collomb; ci sono quindi pendenze giudiziarie anche di questo tipo.

Credo che non sia questo lo spirito con cui deve funzionare un'associazione per la protezione degli animali, a cui si deve affidare la gestione di un canile regionale che è costato diversi soldi all'Amministrazione.

Quindi, dò il voto favorevole alla mozione presentata dal Partito comunista e ritengo che sia urgente un riesame approfondito della situazione del canile regionale in Commissione e che sia opportuno studiare i mezzi migliori per uscire da questa situazione, togliendo la gestione del canile ad una associazione, o comunque a delle persone che non hanno dimostrato di operare correttamente.

Presidente- Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI)- Non sono notoriamente un caudatario delle tesi avanzate dal PCI o da Nuova Sinistra, devo però dire oggettivamente che in questa circostanza e su questo argomento la relazione del Consigliere Mafrica, se ha peccato, è per difetto. Devo invece compiacermi con il Consigliere Riccarand che è stato più vivace nella illustrazione ed ha aggiunto qualche elemento in più, perchè in realtà questa è una vicenda tutto sommato squallida, perchè gli interessi in gioco sono piccoli e c'è solo la ricerca di un protagonismo a tutti i costi, di un piccolo protagonismo, che si vuole fare naturalmente a spese della Regione, come succede sovente nelle associazioni che sono finanziate in qualche modo dall'ente pubblico.

Qualcuno ha già fatto una ricostruzione meticolosa dei fatti, anzi degli antefatti; per quello che mi riguarda la sottoscrivo pienamente. C'è forse da aggiungere qualcosa.

Quando alcuni membri dell'ENPA decisero di costituire l'AVAPA, non lo fecero già con l'intenzione di seguire il sig. Collomb, ma perchè esistevano delle condizioni di conflittualità con la direzione nazionale dell'ENPA, ingenerate da un dissidio tra il sig. Collomb e un altro signore, il sig. Governale per intenderci. Già in quella sede vennero commesse una serie di irregolarità gravissime, perchè a quello che mi consta sono stati fatti dei verbali completamente falsi delle riunioni dell'associazione. Falsi nel senso che sono stati fatti a posteriori e non sono stati fatti approvare da nessuno; evidentemente, se poi le cose si fanno in famiglia, se, cioè, il marito è Presidente e la moglie fa da segretario, si possono fare tutti i verbali di questo mondo, anche a distanza di anni luce. Su questo indubbiamente in altre sedi ci sarà qualcosa da dire.

Si costituì l'AVAPA per evitare indebite intromissioni dell'ENPA nelle vicende regionali. Quindi, l'ottica era quella di costituire una associazione per la difesa e la protezione degli animali, avente sede nella nostra Regione, regionalistica diciamo così, tant'è che si chiamò Association Valdôtaine pour la protection des animaux.

Le finalità sono quelle dello statuto; c'era uno statuto, c'era un atto costitutivo, depositato, approvato. Ecco che però, non appena messa in funzione questa associazione, i difetti caratteriali che in qualche modo si erano riscontrati in precedenza - in questo caso senza più la motivazione di dover difendere la patria dall'assalto dello straniero, perchè questa era una associazione costituita nella nostra Regione con cittadini valdostani e finalità regionali - i problemi si sono riproposti negli stessi termini, cioè: disprezzo più assoluto delle regole democratiche, disprezzo dello statuto dell'associazione, dell'atto costitutivo. Perciò ad un certo punto si è tentato quello che si potrebbe definire, evidentemente con un eufemismo, perchè non si tratta di massimi sistemi, un "golpe". Si è fatto in modo che con metodi capziosi (e se non fossimo in presenza di cognomi locali direi che qui c'è l'attitudine alla sceneggiata napoletana), si sono messe in atto una serie di iniziative e di procedure che hanno fatto sì che la maggioranza dell'associazione venisse estromessa e che il rapporto con l'autorità pubblica venisse tenuto dal Presidente, peraltro sfiduciato con una lettera che è stata inviata all'Assessore in data 9 maggio '89.

Le cose sono chiare. L'Amministrazione regionale queste cose in qualche modo le conosce. Qui non si tratta di fare il processo a nessuno; questa però è una questione dove, come hanno giustamente ricordato i Consiglieri Mafrica e Riccarand, bisogna far leva sul volontariato in modo particolare, dove occorre disponibilità, altruismo, mentre qui si vuole managerializzare. Ma managerializzare che cosa? Si presenta un preventivo assolutamente inattendibile per aggiudicarsi la gestione; è inattendibile, perchè con 125 milioni, come hanno ricordato in qualche modo in questa lettera, non si può ragionevolmente gestire in tutte le sue attività il canile. Ma certamente questa offerta con questa cifra abbastanza bassa era stata fatta a fronte di una discussione all'interno dell'associazione, dove il sig. Collomb aveva chiesto ai soci di quotarsi per quattro o cinque milioni a testa per coprire il deficit dell'associazione. Evidentemente di fronte a questa proposta che era un po' discutibile (si deve gestirlo un servizio, si deve gestire sulla base del volontariato e quelli che danno il volontariato devono tirare fuori dei soldi, oltre a quelli che tirano già fuori in qualche modo, e oltre al tempo che danno gratuitamente), i soci, che poi sono cinque o sei donne casalinghe o che hanno altre attività, ma che non possono disporre di cifre così grandi perchè magari i mariti "tirano loro le orecchie" perchè già danno troppo tempo all'attività dell'associazione, si tirano un po' indietro. Attenzione, si tirano un po' indietro ma dicono che su quella cifra non si riesce a far quadrare i conti del bilancio. Ciò nonostante il sig. Collomb firma la convenzione. Non vorrei che l'avesse firmata con la riserva mentale di fare una perizia suppletiva, perchè la tecnica è questa: prima si prende una convenzione e poi si dice che manca questo, manca quello, manca quell'altro e per far quadrare i conti alla fine si presenta la parcella.

Lo so, è un piccolo problema, però è un problema di giustizia; non è logico che in questa nostra Regione chi vuole fare del protagonismo lo faccia a spese dell'ente regionale. Sono state violate le norme dell'atto costitutivo, dello statuto della società. Questo fatto è stato denunciato e non è stato preso nella minima considerazione. Mi sembra una cosa discutibile quanto meno e comunque certamente riprovevole.

Non mi si venga a dire adesso che tutto questo non lo sapevamo: lo si sapeva benissimo, perchè era stato detto in più circostanze, nelle Commissioni, e poi era stato anche annunciato con una lettera.

Ora non penso che si possa dire che non è successo niente e che tutto va bene, perchè conosco la tecnica di certi personaggi: sono umili e scodinzolanti con i potenti, vengono, raccontano la loro versione dei fatti, evitano sempre il confronto con gli altri e ringhiano poi nei confronti di quelli che non sono potenti. Questo fatto va denunciato al Consiglio; poi la Giunta faccia quello che crede, ma secondo me è opportuno che questa vicenda possa venire acclarata in Commissione in tutti gli aspetti (ce ne sono anche altri che non voglio dire questa sera in Consiglio).

Non sono il presentatore della mozione, però mi sento di invitare l'Assessore e la Giunta a prendere in considerazione le cose che questa sera sono state dette qui per semplice amore di verità e non per polemica.

Presidente- Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV)- Avant de répondre et d'entrer dans le mérite de la question, je voudrais ici rappeler M. Kaisermann, qui malheureusement après un fâcheux accident a disparu la semaine dernière. M. Kaisermann a été pendant des années Président de l'ENPA et je crois que malgré son caractère qui n'avait rien de fougueux ni de combatif, il avait su pendant ces années gérer cette association et faire face aux problèmes que la Vallée d'Aoste posait en répondant aux buts de l'association même. Malheureusement déjà à son époque l'ENPA avait été pour une première fois mise sous commissariat.

L'Administration régionale n'a jamais été mise au courant ni des raisons pour lesquelles il y avait eu ce commissariat, ni des résultats de l'enquête qui alors avait été conduite. Successivement, après la formation du nouveau directif de l'ENPA, il y avait eu des rapports avec l'Administration régionale qui avaient conduit à une loi pour pouvoir gérer le chenil régional.

La Région avait conçu la création de ce chenil justement pour faire face à un problème qui existe et qui est celui de l'abandon trop fréquent des animaux et de façon particulière des chiens.

Je crois pouvoir dire que tout au début les choses marchaient suffisamment bien; il y avait un directif de l'ENPA qui travaillait, qui répondait aux buts de l'association d'un côté et aux buts aussi que l'Administration régionale s'était posée en bâtissant ce chenil même. Et puis, à un moment donné il y a eu senteur, on ne sait pas pour quelle raison, qu'il y aurait eu de nouveau une action de commissariat de l'ENPA. C'est à ce moment-là que les personnes qui constituaient le directif de l'ENPA ont voulu constituer une nouvelle association qui puisse être détachée justement de la section romaine de l'ENPA même, pour pouvoir se gérer autonomement et pouvoir autonomement remplir les buts que l'ENPA s'était posée: d'un côté défense des animaux, de l'autre côté gestion du chenil.

Comme je disais tout au début ce conseil d'administration de l'ENPA avait travaillé; le conseil même, se rendant compte avec toute probabilité de ce qui arrivait et de cette nouvelle possibilité d'être écarté, avait constitué l'association.

Justement vers le mois de juin de l'année dernière, il y a eu un Commissaire qui est venu gérer l'ENPA, section de la Vallée d'Aoste. Il y a eu toute une série des rencontres avec le Commissaire, de rencontres avec les membres de la direction de l'AVAPA; les choses traînaient, nous étions arrivés à la fin de l'année et il fallait d'une façon ou de l'autre gérer justement le chenil.

Il y avait eu entretemps une lettre envoyée par l'alors Président de l'ENPA, qui renonçait à la convention qui avait été faite entre l'Administration régionale et ENPA même. Donc cette convention étant tombée, il fallait arriver à une nouvelle convention avec l'ENPA, ou bien avec une autre association telle que l'AVAPA.

Je ne vous cache pas que mes désirs étaient de faire une convention avec l'AVAPA, parce que je voyais ce danger d'envoi continuel de commissaires en Vallée d'Aoste et donc le fait de pouvoir travailler avec une association valdôtaine donnait l'espoir qu'avec la non intromission d'éléments étrangers on aurait pu travailler et gérer convenablement le chenil.

Le temps pressait, parce qu'on était arrivé à la nouvelle année sans qu'il y ait une solution des problèmes entre M. Collomb, en tel qu'ancien directeur de l'ENPA, et le Commissaire - dénonciation de la part de l'un, contre dénonciation de la part de l'autre -. Donc pour ne pas rester avec une structure sans gérant, au mois de janvier 1989, après avoir parlé en Junte, j'avais fait un appel d'offres pour la gestion du chenil même, en invitant l'AVAPA d'un côté et l'ENPA de l'autre.

L'AVAPA a répondu à cet appel d'offres, dont le montant je crois, M.Milanesio, on ne peut pas considérer qu'il était invraisemblable, parce que le montant qui avait été requis à l'Administration régionale n'était pas le budget à travers lequel l'association comptait de pouvoir gérer le chenil, mais c'était la contribution que l'on demandait à l'Administration régionale, en se servant d'autres conventions qui devraient être faites avec la Commune d'Aoste, et avec d'autres Communes, à travers les contributions volontaires d'associations de privés etc. Comme je disais, l'AVAPA répond à cet appel d'offres; au contraire à la date du 8 février l'ENPA a répondu qu'il ne voulait pas participer à l'appel d'offres, considérant la dissolution de la convention nulle. Or, préalablement j'avais demandé au bureau légal de l'Administration régionale de me dire si la lettre que M.Collomb, en tel que Président, avait envoyé à l'Assessorat pour annuler la convention faite, était valable ou non. Le bureau légal m'a répondu que cette lettre est valable, puisque l'une des deux parties avait renoncé volontairement à la convention même.

Sur la base de cela, nous avons procédé à consigner provisoirement d'abord le chenil à l'AVAPA, à prévoir une nouvelle loi de financement à cette association et nous en avons discuté soit en Commission soit à ce Conseil.

Moi-même, ici au Conseil j'avais retiré à un moment donné la loi qui entretemps, pour decorrenza di termini était parvenue au Conseil, pour permettre à la Commission de discuter en même temps la loi et le texte de la convention, parce qu'évidemment c'était beaucoup plus important établir le texte de la convention que non la loi qui est une simple loi de financement.

A la date du 23 mai la Commission compétente a examiné la loi, qui entretemps avait été modifiée: financement à une association de protection des animaux, et non plus donc expressément pour l'association AVAPA. On a aussi reformulé le texte de la convention et suggéré tout une série de modifications qui ont été faites propres de la part de l'Assessorat par rapport à la convention que ensuite nous avons proposée (le 14 du mois de juillet) et que la Junte justement a approuvée.

Cette délibération de la Junte a fait son cours; M.Mafrica parle de la nécessité que la convention aurait dû venir au Conseil: à cet égard je prendrai toutes les informations légales et rien n'empêche que, si c'est ainsi, l'on revient au Conseil.

Mais je crois que justement il faut sortir de cette impasse; il faut que cette association puisse travailler de plein accord entre les membres actuels et les anciens membres. Et donc personnellement j'ai déjà convoqué les jours passés d'un côté M.Collomb, en tel que Président de l'association, pour discuter avec lui de certains problèmes, pour avoir de lui toute la documentation nécessaire. Par exemple, pour ce qui concerne M.Collomb, je conviens avec M. Mafrica qu'une association, surtout une association de protection, doit vivre de volontariat. J'ai eu des rencontres avec l'association ENPA, qui entretemps a eu un nouveau directif, et je me suis dit prêt à faire l'intermédiaire entre AVAPA et ENPA, pour que les nouveaux sociétaires de l'ENPA puissent être utiles aussi à la gestion du chenil. J'ai conseillé cela à M.Collomb et j'ai pretendu qu'il y ait du volontariat à l'intérieur du chenil. C'est sur cette requête que M.Collomb a envoyé à toutes les associés de l'AVAPA une lettre dans laquelle il demande de se rendre disponible pour du volontariat, évidemment volontariat qui doit être tant soit peu réglé pour être utile à l'association même.

J'ai eu d'autre part, puisqu'il faut essayer d'entendre les différentes cloches, une première rencontre avec M.me Milanesio, en tant que représentant d'un groupe des anciens fondateurs de l'AVAPA; nous avons longuement discuté, elle a promis toute une série de documents qu'elle me fournira assez bientôt. J'ai même dit qu'on continuera dans ces réunions, jusqu'à arriver à une confrontation entre les parties intéressées, M.Collomb et le nouveau directif de l'AVAPA, d'un côté, les membres de l'ancien directif de l'autre et évidemment le soussigné et des responsables du service compétent de l'Assessorat. Tout cela dans le but de sortir de cette impasse, d'éclaircir toutes les choses, parce qu'il est vrai qu'au mois de mai j'ai reçu une lettre d'une partie des sociétaires qui allait dans un sens, mais en même temps j'ai reç,u des lettres et des procès-verbaux qui allaient en sens contraire, et c'est justement pour cela que je prétends maintenant d'avoir toute la documentation de l'AVAPA et donc le livre des procès-verbaux, de discuter ceci d'un côté avec le directif, de l'autre côté avec M.me Milanesio et les autres membres qui ne font plus partie du directif, justement pour arriver à une confrontation et connaître la vérité. Sur les bases de cette connaissance nous pourrons établir une gestion qui soit solide du chenil même.

C'est pour cela que j'accepte cette confrontation et j'accepte en partie, en demandant de pouvoir la modifier, la motion qui est présentée, parce que, face à cette situation, je crois que c'est juste de se confronter et de pouvoir prendre, face à la Commission compétente, des décisions qui soient équitables et j'espère aussi définitives.

Je propose de modifier la partie de cette motion qui dit "a sospendere l'emanazione dei provvedimenti attuativi della predetta convenzione", parce qu'au point de vue du financement, comme il y avait une convention signée, l'argent a été versé, aussi parce qu'il fallait quand même que l'association puisse gérer le chenil. Suspendre le tout maintenant signifierait avoir le vide et donc un moment d'abandon des animaux qui sont à l'intérieur du chenil même.

Donc je demanderais aux Conseillers qui ont proposé cette motion de transformer la motion dans ce sens: "Delibera di impegnare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale:

1) a condurre un approfondito esame sul fatto di cui in premessa e sulla conduzione del canile regionale;

2) a sottoporre entro 60 giorni alle Commissioni competenti i risultati dell'esame stesso per le determinazioni del caso".

Ceci donc dans le but, à travers le service compétent et le membre de l'Assessorat qui est à l'intérieur non du comité de direction mais comme réviseur des comptes, de pouvoir examiner toute la documentation des uns et des autres, de faire les confrontations nécessaires, de porter face aux Commissions un premier examen, donc de faciliter la tâche des Commissions. Après l'examen de la relation que l'Assessorat posera à l'attention des Commissions, ces dernières pourront décider pour l'avenir de la convention et du chenil lui-même.

Si ceux qui ont proposé la motion sont d'accord d'accepter cette modification, nous voterons en faveur de la motion.

Presidente- Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Très brièvement. Je voudrais m'associer aux paroles de M.Perrin et exprimer mon profond regret pour la disparition de M.Kaisermann.

J'en profite pour préciser quelques données du temps passé, parce que M.Kaisermann, M.lle Viglino et moi-même avons longtemps collaboré et l'épisode auquel l'Assesseur a fait allusion a été une petite dispute intérieure, une espèce de "Blitzkrieg", qui a mis l'ancienne direction de l'ENPA en minorité. Cela n'a pas été supporté, il y a eu reconvocation par le Commissaire des comices électoraux intéressés et la situation a été renversée.

A l'époque les chiens ne donnaient pas beaucoup d'ennui, parce qu'il fallait construire le chenil; il y a eu par contre quelques problemes avec les vaches, qui étaient cruellement marquées. M.Rollandin à l'époque avec beaucoup de doigté a obtenu en quelques heures que les vaches puissent continuer d'être marquées.

Le rapport que nous avons eu a été assez continu et nous avons bien collaboré avec M.Kaisermann. C'est pourquoi j'ai voulu le rappeler ce soir.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI)- Non sono il proponente della mozione, però, se devo essere sincero, come è mio costume, devo dire che la risposta dell'Assessore non mi ha soddisfatto. Non è una interpellanza questa: ci sono dei fatti che sono stati portati all'attenzione di questo Consiglio sui quali si è bellamente sorvolato. Ci siamo sentiti fare tutta una ricostruzione che conosciamo benissimo, nessuno ha detto che il tipo di gara fosse irregolare o che non sia andata a finire nel modo più corretto possibile; il problema è un altro. Ho detto e ribadisco che ad un certo momento la maggioranza del consiglio direttivo dell'AVAPA ha mandato una lettera all'Assessore rappresentando una certa situazione, e questo succedeva il nove maggio. L'Assessore non ha sentito l'interesse di riparlare con queste persone, ha invece sentito il piacere di parlare con il sig. Collomb e di iscriversi all'associazione golpista di Collomb. E' vero che non è la P2, parliamoci chiaro: non è certamente un rimprovero che posso fare all'Assessore, ma da quello che mi risulta l'Assessore appartiene alla nuova AVAPA. Ripeto, non è appartenere alla P2, sia ben chiaro, però quel ruolo di super partes che l'Assessore vuole assumere in questa vicenda mi sembra che non sia tanto proponibile.

Con questo, non ne voglio fare una questione politica, ho detto solo che ne volevo fare una questione di verità. Penso che sarebbe bene per tutti, per evitare malintesi, che questa vicenda venisse demandata alla Commissione competente e venisse approfondita in quella sede, presente l'Assessore come parte, insieme a tutti gli altri, altrimenti qui c'è qualcuno che scrive una lettera e non viene preso in considerazione, altri che arrivano e dicono che va tutto bene e vengono presi in considerazione. Ho l'impressione che questo non sia il modo più logico di funzionare, però, ripeto, non voglio fare polemiche, avevo solo da dire delle cose.

Preciso che la sig.ra Milanesio, citata dall'Assessore, è mia sorella, è la sig.ra Primerano; questi problemi li conosco perchè ne ho sentito parlare tanto, non ne ho mai fatto oggetto di una iniziativa personale, perchè ritenevo di cattivo gusto farlo, però, visto che sono un Consigliere regionale non posso sottrarmi, in presenza di una mozione, a dire le cose che penso.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - L'illustrazione che ho fatto della mozione aveva lo scopo di portare il maggior numero possibile di consensi al voto della stessa e questo è ancora l'obiettivo che noi ci proponiamo, cioè quello di poter approfondire e risolvere questo problema.

Se la questione è sul punto 1, cioè se la sospensione dei provvedimenti attuativi può creare dei problemi, siamo disposti a rinunciare al punto 1, anche se ribadisco che a nostro giudizio gli atti per cui è richiesta la sede referente in Commissione sono atti che poi devono venire all'approvazione del Consiglio.

Chiedo anche al Presidente del Consiglio di inviare al Presidente della Commissione di Coordinamento ed alla Commissione stessa copia di quel provvedimento che abbiamo preso a modifica del regolamento, con cui si elencavano gli atti che secondo questo Consiglio devono essere sottoposti alla sede referente dello stesso. Non so se la Commissione di Coordinamento, il Presidente della Commissione di Coordinamento hanno sempre presente questo elenco; gradirei che fosse ben presente e sono convinto che questa procedura non è stata ancora completata. L'Assessore faccia tutte le verifiche del caso, ma un voto del Consiglio che stabilisce quali sono gli atti che devono essere visti e votati dal Consiglio non può essere disatteso neppure dalla Commissione di Coordinamento o dal Presidente della Commissione di Coordinamento.

Per quel che riguarda il punto 2 della mozione, credo che le osservazioni fatte dal Consigliere Milanesio debbano essere tenute presenti, per cui questa procedura proposta dall'Assessore di sentire le parti separatamente e poi riferire sui suoi accertamenti in Consiglio probabilmente non soddisfa la possibilità per le Commissioni di conoscere direttamente, magari in un confronto fra gli interessati, quale effettivamente è la verità delle cose. Quindi, chiedo alla Giunta se può essere approvato il punto 2 così come era stato formulato: "a sottoporre la materia in modo documentato all'esame delle Commissioni consiliari competenti", perchè le stesse poi decidano chi sentire e come proseguire nel lavoro.

Non mi pare che ci sia una volontà preconcetta nei confronti di nessuno, c'è solo la volontà di chiarire le cose, di dare una soluzione ad un problema che appassiona centinaia di persone in questa Regione, che hanno questo sentimento e questa volontà di occuparsi degli animali.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (NS) - Molto rapidamente, dichiaro di non essere assolutamente soddisfatto del tipo di risposta che l'Assessore ha dato alle argomentazioni che sono state presentate sulla discussione di questo argomento. Mi sembra che ancora una volta si sia voluto scantonare da una serie di problemi gravi che ci sono. In particolare, credo che i colloqui di cui ha parlato l'Assessore con Collomb non mi pare che abbiamo scaturito in questo periodo delle decisioni positive.

Per quanto riguarda la questione del volontariato, l'Assessore è a conoscenza di una lettera in data 31 ottobre 1989, con cui il sig. Collomb fa sì formalmente una apertura al volontariato, ma in realtà si rivolge alle associazioni protezionistiche, alle persone disponibili, per informarle che il volontariato, se proprio vogliono farlo, può consistere soltanto in lavori umili, in somministrazione di cibo, recupero per le strade di animali randagi, lavori manuali, ecc., cioè proprio le attività che normalmente non fanno i volontari, che si occupano soprattutto di accompagnare fuori i cani.

Quando da un punto di vista formale sembra che si voglia cambiare rotta, in realtà si mantengono e si ripropongono le vecchie situazioni. Quindi ritengo che sia necessario che su questo argomento la discussione in Commissione vada fatta rapidamente, in tempi brevi, e che sia la più aperta possibile, in modo che sia la Commissione stessa a poter sentire tutte le persone e tutti i soggetti che sono interessati e che sono in causa in questa vicenda.

L'ultima osservazione che volevo fare è questa: ero stato informato che in questa associazione ultimamente erano entrati dei funzionari regionali, però (non so se ho capito bene quello che diceva il Consigliere Milanesio) sembra che lo stesso Assessore si è iscritto a questa associazione. Su questo vorrò avere dei chiarimenti, perchè se questo è vero, mi sembra un fatto di una inopportunità totale. Non riesco a capire come possa esserci un Assessore che è parte in causa all'interno di una associazione a cui viene affidato in gestione un servizio dall'Amministrazione. Su questo vorrei avere un chiarimento.

Presidente - Al Consigliere Mafrica, quale uno dei Consiglieri proponenti della mozione, faccio presente che siamo in presenza della fattispecie dell'art. 105, punto 2, dove è detto che, nel caso di presentazione di emendamenti sostitutivi, il proponente può chiedere che sia votato il testo della mozione. Ritengo che a questo punto il Consigliere debba fare una scelta: se accettare l'emendamento proposto dall'Assessore, oppure mantenere il testo.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Chiedo che sia possibile fare una piccola sospensione, per concordare un testo nella riunione dei Capigruppo con la Giunta.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

Perrin (UV) - Ce que j'avais proposé, si on enlève le point n° 1 de la motion du parti communiste, équivaut grosso modo à la même chose.

Pour pouvoir présenter à la Commission, il faudra qu'il y ait un examen préalable de la part de l'Assessorat, ce qui était mon point n° 1. Le point n° 2 de la motion et ce que j'avais indiqué disent plus ou moins la même chose, et donc en modifiant ultérieurement: "a sottoporre la materia in modo documentato all'esame delle Commissioni entro 60 giorni".

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Rimarrebbe quindi: "Delibera di impegnare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale a sottoporre la materia in modo documentato all'esame delle Commissioni consiliari competenti entro 60 giorni".

Ritiro la proposta di sospensione, credo che si possa accettare questo testo, essendo inteso che le Commissioni stabiliranno, dopo la presentazione da parte dell'Assessore, come procedere nell'esame della materia.

Presidente - Pongo in votazione la mozione nel testo così modificato:

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MOZIONE

In data 14 luglio 1989, con deliberazione n. 6512, la Giunta regionale ha approvato una bozza di convenzione da stipulare con l'Association Valdôtaine pour la Protection des Animaux (AVAPA) per la gestione del canile di proprietà regionale.

Nel testo della convenzione si afferma che l'AVAPA è rappresentata dal sig. Renato COLLOMB, in qualità di Presidente protempore.

Poichè è pervenuta a tutti i gruppi consiliari copia di una lettera con cui cinque componenti del Consiglio direttivo dell'AVAPA diffidano il Presidente protempore dal dare corso ad una convenzione con la Regione, sostenendo che il "Presidente non è un organo decisionale dell'Associazione, bensì organo esecutivo delle decisioni assunte dagli organi previsti dallo Statuto", allo scopo di consentire una valutazione delle possibili conseguenze della nuova situazione di conflitto venutasi a creare in seno alla società che gestisce il canile regionale.

Il Consiglio della Valle d'Aosta delibera

di impegnare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale a sottoporre la materia in modo documentato all'esame delle Commissioni consiliari competenti entro 60 giorni.

Esito della votazione:

Votanti, presenti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

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