Objet du Conseil n. 840 du 22 novembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 840/IX - Servizi a favore di cittadini bisognosi di cure per forme tumorali (Interpellanza).
Presidente - Do lettura dell’interpellanza presentata dai Consiglieri Bajocco e Mafrica:
INTERPELLANZA
Vi sono ancora numerosi cittadini valdostani, colpiti da forme tumorali , costretti a recarsi ad Ivrea per essere sottoposti a terapia.
Sono pervenute al nostro gruppo lamentele sulla inidoneità del mezzo dell’USL che trasporta ad Ivrea queste persone, per gli scossoni che devono sopportare tutti e perchè quelli costretti a sedersi nei sedili posteriori sono sottoposti a spifferi d’aria non indifferenti.
Non si presenta poi come adeguata neppure l’organizzazione del servizio di trasporto, perchè pazienti, le cui condi-zioni fisiche e psicologiche sono di sofferenza, dopo essere stati sottoposti alla terapia prescritta, sono costretti a lunghe attese prima di poter riprendere il mezzo per il ritorno.
Ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
interpellano
l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:
1) se e possibile organizzare in Valle i servizi di terapia per i quali si è costretti a ricorrere all’USL di Ivrea;
2) se, comunque , si intende organizzare con mezzi ed orari più idonei, un servizio di trasporto destinato a persone in condizioni fisiche e psicologiche di sofferenza.
Presidente - Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.
Bajocco (PCI) - Penso che questa interpellanza sia già ricca di contenuti, ma voglio aggiungere qualcosa.
Nell'interpellanza si pongono due domande: la prima, se è possibile organizzare in Valle un servizio di terapia per il quale si è costretti a ricorrere all’USL di Ivrea; la seconda, se comunque si intende organizzare, con mezzi ed orari più idonei, un servizio di trasporto destinato a persone in condizioni fisiche e psicologiche di sofferenza.
Il problema della salute è un problema che gli amministratori devono prendersi a cuore; questo penso sia da prendere a cuore ancora di più, perchè sono coloro che si devono recare ad Ivrea ogni mattina, partendo alle ore sei e trenta, dall’ospedale dell’USL, per essere sottoposti a terapie non con soddisfazione, perchè il loro male è brutto.
Ho avuto una sorella che è morta a quarantadue anni di questo male e so cosa vuol dire per queste persone essere colpite da un male che a volte è imperdonabile.
Chiedo pertanto all’Assessore di prendere a cuore questo problema. Vorrei sapere anzitutto la ragione per cui ad Aosta non possiamo avere un centro per questa terapia; i pazienti che devono recarsi ad Ivrea devono sopportare lunghi periodi di attesa e quando escono non sempre vi è il mezzo a disposizione per riportarli indietro, ed è successo che hanno dovuto aspettare anche un’ora, un’ora e mezza.
Altre volte, se c’è chi si reca ad Ivrea per questa terapia ed ha fissato un appuntamento con un medico ad esempio a mezzogiorno, tutte le altre persone rimangono nell’atrio, in attesa. Su queste cose bisognerebbe creare, da parte dell'USL, un'organizzazione, nel senso di mettere a disposizione altri mezzi, oppure è meglio che queste persone affrontino il problema per conto proprio.
Quello che è più grave al momento è anche il mezzo di trasporto: è un mezzo antiquato, dove vi sono degli spifferi d’aria, specialmente per coloro che si siedono posteriormente. Proprio in questi giorni un anziano che si è seduto dietro non ha potuto fare la terapia per diversi giorni, proprio perchè ha preso una forte corrente d’aria alle spalle e alla schiena ed ha dovuto mettersi a letto.
Invito l’Assessore, che come politico ha da sempre seguito il problema del sociale, a prendere in considerazione seriamente la situazione di queste persone.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
Lanièce (DC) - Ho qui una pesante documentazione su tutta la questione, perchè, trattandosi di una cosa molto seria, non potevamo affrontarla leggermente.
Penso che sia inutile che mi metta a leggere tutte queste relazioni, eventualmente ne darò una copia al Consigliere.
Vorrei solo dire due cose. Ci siamo informati nuovamente presso l’USL e presso la Direzione sanitaria dell’ospedale per vedere come avvenivano questi trasporti.
Ci è stato riferito che attualmente non si riesce a modificare i tempi di trasporto, che per le otto del mattino sono sempre giunti all’ospedale di Ivrea per le prestazioni, che per accordo e convenzione fatta i nostri pazienti hanno la precedenza assoluta; solo che purtroppo non tutti gli ammalati hanno le stesse prestazioni da fare e succede che qualche volta qualcuno è in ritardo e bisogna aspettarlo. Questo per quanto concerne i tempi di trasferimento, ma con l’ospedale le cose sono abbastanza chiare.
Sulla idoneità del mezzo, si tratta di un automezzo turbodiesel, che ha fatto 180mila km., e che, a detta dei tecnici, può farne fino a 500mila. Quindi, questo non ha ancora percorso la metà della sua vita. Questi sono dati tecnici, non posso smentirli. E’ logico che questi automezzi non sono molleggiati come i mezzi di trasporto di gran turismo, quindi hanno degli inconvenienti, ma come mezzo per quella capienza è quanto di meglio il mercato offra. Questo è quanto ci è stato riferito da parte dei tecnici.
Comunque, mi impegno formalmente, di comune accordo con il Presidente, con il quale mi sono incontrato per discutere di questo problema, che come sta a cuore a noi sta altrettanto a cuore all’USL, per vedere cosa si può fare per migliorare il servizio, per renderlo meno disagiato e meno penoso, perchè le persone che viaggiano è gente che va a curarsi. L’USL fa molta attenzione per i casi più gravi, che vengono trasportati con l’autoambulanza.
Per quanto riguarda l’istituzione del servizio qui da noi, che sarebbe cosa molto più semplice e risolverebbe in modo radicale tutta la problematica, bisogna tener conto purtroppo delle direttive ministeriali in materia di presidi di alta specializzazione. Per poter instaurare questi nuovi presidi per la radioterapia in materia di oncologia, bisogna avere un bacino di utenza che va da 1 milione a 1 milione e duecentomila persone, ed avere una casistica che va da un minimo di 1500 a 3000 nuovi casi annui. Questi sono gli standards fissati dal decreto ministeriale per poter avere queste terapie di alta specializzazione.
Ci possiamo impegnare, come Giunta e come USL, per vedere se nel piano dei rifinanziamenti è possibile inserire questi nuovi presidi nel piano di sviluppo di investimento finanziato con decreto ministeriale; cioè mettendo qualcosa che non ha neanche Ivrea e potendo far rientrare nel nostro bacino anche il Canavese. Questa è l’impostazione che noi daremo; eventualmente è da esaminare anche la possibilità di finanziarlo parzialmente con i fondi regionali, se non riusciamo ad ottenere tutto da parte del Ministero e del Fondo sanitario nazionale. Si deve tener conto che una cosa è l’acquisto degli apparecchi, altra cosa è l’organico, che è spaventoso in quanto prevede trenta medici, quaranta infermieri, cinque ingegneri e quattro fisici. Quindi l’operazione comporta, oltre al costo di installazione, un costo di personale negli standards previsti per questa alta specializzazione.
Comunque è un impegno che vogliamo affrontare e portare avanti e certamente quanto prima riferiremo al Consiglio le eventuali soluzioni trovate, che sono pur sempre quelle che riguardano i trasporti, mentre per quanto riguarda il discorso degli investimenti del nuovo programma vedremo se si può inserire ed avere il benestare da parte del Ministero.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.
Bajocco (PCI) - Ho ascoltato con attenzione l’ultima parte, in cui l’Assessore ci diceva che sarà esaminato un nuovo programma per vedere di istituire ad Aosta questo servizio.
Ritengo, proprio perchè siamo una Regione autonoma, che dobbiamo cercare di avere anche certi servizi autonomi. Questo è un servizio di cui l’Amministrazione regionale deve farsi interprete; i fondi regionali oggi ci sono e sono dell’avviso che ci saranno anche domani, perchè la salute del cittadino è una cosa veramente importante.
Non mi preoccupa per nessuna ragione il problema dei trenta medici, degli ingegneri e di tante altre cose: piuttosto evitiamo di fare altre opere che sono meno importanti, ma cerchiamo di prenderci a cuore il problema della salute.
Per quanto riguarda l’altro aspetto, cioè quando mi si dice che è un automezzo che può fare 500mila km e che a tutt’oggi ha percorso solo 180mila km. e che ne ha ancora molti da percorrere, vorrei ricordare che vi sono dei mezzi che dopo 2000 km devono essere cambiati, proprio perchè la casa non ha indovinato il giusto tipo di automezzo. Questo è un mezzo che non è indovinato, perchè uno che è chiuso all’interno di un'auto non può per nessuna ragione prendersi dei reumatismi; non ci possono essere degli spifferi d’aria a meno che non si apra la porta o la finestra.
Ho capito che l’Assessore ha preso a cuore questo problema e mi auguro che quanto prima arrivi con un programma per vedere di portare nella nostra Regione questo servizio, ma il problema immediato è di vedere che questo mezzo sia idoneo ed efficiente, in modo che questa povera gente non debba alzarsi dal sedile percorrendo certe strade della nostra Regione. Questo deve essere un mezzo morbido, gli ammortizzatori non devono essere quelli dei TIR. Mettetevi al posto di questa gente: dopo un’ora di terapia, quando escono hanno bisogno di qualcosa di accogliente.
Quindi invito l’Assessore ad acquistare un mezzo efficiente, in attesa di portare il servizio ad Aosta.
***
