Objet du Conseil n. 695 du 25 septembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 695/IX - ISPEZIONI EFFETTUATE DAI NUCLEI ANTISOFISTICAZIONI PRESSO CASE DI RIPOSO PUBBLICHE. (Interrogazione)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Gremmo ed iscritta al punto 8 dell'ordine del giorno.
INTERROGAZIONE
ATTESO che notizie di stampa informano di ispezioni effettuate dai Nuclei Antisofisticazioni presso case di riposo pubbliche (cfr. "La Repubblica" 18 agosto pag. 17) in numero di 5 e di queste l'80% non sarebbero state dichiarate "regolari"
PREOCCUPATO per una tale possibilità;
RICHIAMANDO, anche quale rappresentante politico della categoria dei Pensionati valdostani, il pericolo che sussistano condizioni di disagio per i nostri Anziani ospiti di strutture assistenziali;
INTERROGA
il Signor Presidente della Giunta e l'Assessore competente per conoscere:
- se erano a conoscenza delle suddette ispezioni ordinate dal Ministro napoletano del Partito Liberale Italiano Sig. De Lorenzo;
- quali sono state le Case di riposo in cui sono avvenuti gli accertamenti e con quali esiti;
- infine, poiché in merito a tali ispezioni, l'esponente democristiano On. Donat Cattin ha avuto modo di fare circostanziate dichiarazioni di stampa (cfr. "L'Espresso" 20 agosto pag. 14 e segg.), quali sono le opinioni in merito della Giunta e dell'Assessorato, in particolare in relazione alle seguenti frasi: "Le ispezioni a tappeto ordinate da De Lorenzo possono essere utili ma possono anche servire a dimostrare che il sistema è allo sfacelo... quella di De Lorenzo potrebbe essere una nobile operazione ma può anche essere uno strumento col quale squalificare il sistema aprendo le porte a interessi vari: spianare la strada al carrozzino delle assicurazioni nel settore sanitario...".
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (DC):L'interpellanza del Consigliere Gremmo chiede se eravamo stati preavvertiti dal Ministero delle eventuali ispezioni nelle microcomunità per anziani e quali sono stati i risultati di tali ispezioni.
Rispondo alla prima domanda dicendo che l'Assessorato non era stato preventivamente avvisato delle ispezioni, perché, come è stato detto dallo stesso Ministero, in presenza di preavviso sarebbe come non andarne a fare alcuna. Ecco perché sono venuti a farle all'improvviso, come già era accaduto ai vari ospedali e quindi anche al nostro.
Le ispezioni che hanno avuto corso il 17 agosto 1989 sono state effettuate presso le case di riposo private: "Réfuge Père Laurent" di Aosta, "Casa di riposo Domus Pacis" di Donnas, "Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo" di Saint-Vincent, "Istituto Provvidenza" di Châtillon e presso le case di riposo pubbliche "Jean Baptiste Festaz" e "Juste Varisellaz" di Challant Saint Victor.
Con un primo telex del 21 agosto sono stati segnalati alla Regione i rilievi che seguono.
- Casa di riposo "Domus Pacis" di Donnas: nessun rilievo.
- Cottolengo di Saint-Vincent: detenzione di medicinali scaduti.
- Presso le altre microcomunità: mancata prescritta autorizzazione sanitaria sui depositi di sostanze alimentari e sui laboratori per la preparazione delle vivande (articolo 2 della legge n. 283 del 1962) .
Sulla necessità di tali autorizzazioni, l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale aveva impartito disposizioni ai Sindaci della Valle d'Aosta ed a tutte le associazioni interessate, con una lettera circolare del 20 luglio 1987, prot. n. 7072. Con lettera del 30 agosto 1989, a tutti gli enti locali gestori di comunità, centri per anziani, asili nido, collegi ed istituti, è stata ricordata la necessità dell'autorizzazione sanitaria in questione, che è rilasciata dal Sindaco, previa autorizzazione dell'USL.
Successivamente, il Ministero della Sanità ha inviato un prospetto delle merci sequestrate, con relativo importo, presso le case di riposo ispezionate, del quale posso poi eventualmente farne avere copia al Consigliere interrogante, ma del quale do comunque lettura.
"Réfuge Père Laurent" (ente pubblico). Infrazioni accertate:
- articolo 2, legge n. 283 del 1962: attivazione cucina in assenza di autorizzazione sanitaria;
- articolo 5, lettera b, legge n. 283 del 1962, in relazione al DPR 322 del 1982: detenzione paste alimentari in sacchi aperti, privi delle indicazioni obbligatorie di legge. Importo del prodotto sequestrato: 122.000 lire.
Casa di riposo "Jean-Baptiste-Festaz". Infrazioni accertate:
- articolo 10, legge n. 322: detenzione succo di mandarini in bottiglie da 1 litro, avente il termine minimo di conservazione scaduto. Importo del prodotto sequestrato: 18.000 lire.
Casa di riposo "Domus pacis": nessun rilievo.
"Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo" di Saint-Vincent. Infrazioni accertate:
- articolo 443 del Codice Penale, per detenzione di medicinali scaduti di validità. Importo del prodotto sequestrato: 60.000 lire.
Istituto "Provvidenza" di Châtillon. Infrazioni accertate:
- articolo 2 della legge n. 283: attivazione cucina in assenza di autorizzazione sanitaria. Nessun sequestro.
Casa di riposo "Juste-Varisellaz" di Challand-Saint-Victor. Infrazioni accertate:
- articolo 2 della legge n. 283: attivazione cucina in assenza di autorizzazione sanitaria. Nessun sequestro;
- detenzione di confezioni di panna scadute. Importo del prodotto sequestrato: 11.000 lire.
Questo è scritto nel telex che ci è stato inviato direttamente dal Ministero su quanto è stato rilevato. Ci è stato anche detto in via ufficiosa che nessun prodotto, benché privo della scadenza, era dannoso. Questa precisazione ci può fornire una qualche garanzia.
Non ritengo poi di dover commentare le affermazioni dell'ex Ministro della Sanità, Donat Cattin, anche se fossi certo della loro integrale veridicità, né quelle dell'attuale titolare del Dicastero della Sanità.
In conclusione, posso dire che l'obiettivo della Regione è quello di garantire un'assistenza efficiente e moderna agli anziani, ospiti sia delle comunità pubbliche sia private. Che questo sia l'obiettivo prioritario è dimostrato se non altro dagli stanziamenti di fondi che annualmente vengono predisposti dalla Regione per le trentadue case di riposo e comunità in funzione in Valle d'Aosta e che fanno sì che la nostra Regione, stando a recenti studi nazionali, sia quella che impegna il maggior numero di risorse, in rapporto all'intero bilancio, nel settore degli anziani (Rapporto "Labos" del 1987, sullo stato delle politiche socio-assistenziali regionali in Italia.
A titolo di cronaca posso riferire che la spesa globale prevista per il 1989 ammonta a 17,8 miliardi, 16 dei quali per le case pubbliche ed 1,8 per le convenzioni con le case private.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
GREMMO (UAP):Ringrazio l'Assessore se mi farà avere i dati che ha letto e che confermano la mia sensazione che trattavasi di peccatucci veniali, mentre certi giornali hanno certamente enfatizzato. Un giornale, ad esempio, che non amo molto, anche perché scrive notevoli inesattezze su tutto, La Repubblica, ha sbattuto il mostro in prima pagina, tant'è che nel numero del 18 agosto diceva che in Valle d'Aosta erano state ispezionate 5 case di riposo pubbliche, ma nessuna privata, mentre i dati citati dall'Assessore sono già discordanti.
(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)
... Ecco, infatti. Sarebbe stata magari opportuna una precisazione rispetto a questa inesattezza, perché, secondo me, butta cattiva luce sulla nostra Regione, tanto più che poi il Ministro dichiarava che al Nord ed al Sud era accaduta la stessa cosa. Dalla risposta dell'Assessore, invece, mi sembra di capire che qui il fenomeno è di un certo tipo, mentre in altre Regioni è ben diverso, per cui sarebbe da puntualizzare questa circostanza. Pertanto, la sensazione che avevo io, cioè che questi blitz hanno molto fumo e poco arrosto, almeno per quanto riguarda la Valle d'Aosta, è confermata da quello che ha detto l'Assessore.
Le confermo di aver preso le dichiarazioni dell'On. Donat Cattin dall'Espresso, che ho portato qui con me in modo che lei non abbia dubbi sulla loro veridicità. Mi spiace che lei non le commenti, perché l'On. Donat Cattin, che non ha tanti peli sulla lingua, ha ipotizzato delle cose non da poco, su cui sarebbe bene fare un'attenta riflessione. Se è vero infatti che dietro questo blitz c'è il tentativo di spianare la strada dell'opinione pubblica verso la distinzione del servizio di medicina in tre livelli, con la povera gente sempre più penalizzata, quello che dice l'ex Ministro (lo cito testualmente perché non mi voglio assumere certe responsabilità: "Quella di De Lorenzo potrebbe essere una nobile operazione, ma può anche essere uno strumento con il quale squalificare il sistema, aprendo le porte a interessi vari..." è molto grave, perché denuncia un rischio di non poco conto.
Ora, io non amo molto i liberali in assoluto, ma non amo soprattutto i Ministri liberali che passano con facilità dall'ecologia alla sanità, perché credo che certe competenze non si possono inventare o improvvisare; sono rimasto preoccupato e perplesso nel leggere questa sequela di interventi.
Mi permetto poi di fare una piccola osservazione sulla frase: "Se avvertivamo, l'Assessorato avrebbe saputo dell'ispezione...". Mi sembra che essa sia offensiva, anche perché credo che l'Assessorato, l'Assessore per primo e gli enti istituzionali della Valle d'Aosta siano ben capaci di capire quello che devono dire o non dire. E' grave, quindi, che qualcuno abbia detto: "Se avvertivamo... ci sarebbe stata una fuga di notizie...". Questo può capitare da altre parti, ma non è mai capitato e, secondo me, non capita in Valle d'Aosta.
