Objet du Conseil n. 65 du 14 février 1975 - Verbale

OGGETTO N. 65/75 - FINANZIAMENTI STATALI PER L'EDILIZIA POPOLARE. APPROVAZIONE DI MOZIONE.

Caveri (U.V.) - Sono presenti 21 Consiglieri. Della seduta di ieri sono rimaste da esaminare tre mozioni. Cominciamo con la mozione dei Consiglieri Chincheré e Manganoni in merito ai finanziamenti statali per l'edilizia popolare.

Mozione

Fin dal 1972, lo Stato disponeva per la Valle d'Aosta la somma di lire 1.500.000.000 di cui 800 milioni come mutui e 700 milioni in conto capitale, per la costruzione di Case Popolari in ottemperanza alla legge 865.

Considerato che detti fondi a tutt'oggi non sono stati utilizzati, il Consiglio regionale

Delibera

di impegnare la Giunta a:

1) informare il Consiglio circa la localizzazione dei programmi costruttivi e sulle ragioni per cui detti fondi, dopo oltre due anni, non sono stati utilizzati;

2) ad inoltrare urgentemente ai competenti uffici le pratiche necessarie per l'ottenimento di detti finanziamenti onde permettere l'immediato inizio dei lavori per la costruzione delle Case Popolari.

F.ti: Franco Chincheré - Manganoni Claudio

Caveri (U.V.) - Uno dei proponenti può prendere la parola sull'argomento.

Manganoni (P.C.I.) - Sto riordinando i papiri. Con la legge n. 865 venivano stanziati dei fondi da parte dello Stato da destinare alla costruzione di case, chiamiamole "case popolari", cioè ad un prezzo accessibile. Ora, alla Regione Valle d'Aosta venivano assegnati circa 717 milioni in conto capitale e 835 milioni come mutuo da parte della Cassa Depositi e Prestiti. La Regione stanziava a sua volta 800 milioni nel 1973 e 800 milioni nel 1974: gli 800 milioni del 1973 sono stati destinati alla costruzione di una casa popolare in via Chambéry per l'importo di circa 600-700 milioni che poi, con l'aumento dei costi, arriverà agli 800; gli 800 milioni del 1974 sono stati invece destinati all'acquisto della Casa Mattioda presso via St. Martin de Corléans, un condominio i cui i piani inferiori dovrebbero essere destinati a servizi come gli asili e i piani superiori ad ospitare le 16 famiglie delle Casermette. Quindi 1.600.000.000 della Regione destinati naturalmente tutti ad Aosta, caro Tonino, tu che ti lamenti sempre della Bassa Valle! Il miliardo e mezzo destinato alla Città di Aosta, l'altro, quello dello Stato sotto forma di capitale e mutui, non è stato utilizzato.

Ora io comprendo che il problema degli espropri abbia giustificato questo, perché? Perché per costruire una casa ci vogliono innanzitutto i terreni e, non essendo pronta la legge regionale che doveva correggere la "865" per gli espropri, è naturale che gli espropri non si potevano applicare e quindi non si potevano acquisire i terreni, salvo farsi strozzare, sappiamo i prezzi di oggi. Adesso però questa legge integrativa regionale è passata e quindi la si può applicare, si possono procurare i terreni per la costruzione.

Allora io chiedo alla Giunta - lo chiedevo nella mozione - di informare il Consiglio circa la localizzazione perché, se non vado errato, bisogna inoltrare a Roma questo piano di localizzazione dei programmi costruttivi. Vorremmo pertanto sapere: se questa localizzazione c'è e, qualora questo piano non ci fosse, quando si intende prepararlo, dove sono e dove vengono localizzate queste case, augurandoci che si tenga anche conto del fatto che la Valle non finisce a St. Vincent, perché prosegue anche da St. Vincent a Pont St. Martin e da Aosta a La Thuile; inoltre, quando si intende mandare avanti queste pratiche, perché mi risulterebbe che se noi non le inoltriamo in tempo, cioè prima del mese di novembre, corriamo il rischio di rimetterci gli 800 milioni, dato che altre Regioni, più diligenti della nostra - con forse meno quattrini e che quindi non possono stanziare come noi un miliardo e mezzo -, utilizzano innanzitutto quelli dello Stato. Ho detto che qui avevamo lo scoglio degli espropri; quindi, se noi non acceleriamo, va a finire che quei fondi le altre Regioni più diligenti ce li soffiano e poi la Cassa Depositi e Prestiti ci risponderà con una lettera la cui sostanza sarebbe questa: dovevate tirarvi su le braghe in tempo.

Andrione (U.V.) - La Giunta accetta la mozione, perché condivide quanto è stato detto adesso dal Consigliere Manganoni.

Vorrei dare solo alcune informazioni. In relazione alla nota della Presidenza della Giunta, l'Istituto Autonomo delle Case Popolari di Aosta comunica questo: "In riscontro alla nota del 21 u.s. si comunica che questo Istituto non ha potuto sino ad oggi procedere alla realizzazione dei programmi di localizzazione già esistenti dal 9 febbraio del 1973, deliberati dalla Regione, in quanto i Comuni interessati non hanno provveduto a mettere a disposizione, ai sensi dell'articolo 35 della legge 22 ottobre 1971 n. 865, le aree necessarie. In attesa della disponibilità dei terreni in parola, ripetutamente richiesti alle Amministrazioni comunali sin dal mese di novembre 1973, risultano iniziate le pratiche necessarie per ottenere parte dei finanziamenti a suo tempo assegnate alla Valle d'Aosta in aderenza alle norme della legge n. 865".

In data odierna la disponibilità dei fondi è pertanto la seguente: i fondi di cui all'articolo 68 ex legge n. 640 (mutuo a totale carico dello Stato), dell'importo di lire 271.000.000 e localizzati nel Comune di Aosta, hanno avuto l'adesione di massima per il mutuo da parte della Cassa Depositi e Prestiti in data 23 ottobre 1973, con invito a perfezionare la pratica entro un biennio. Qui stiamo procedendo con la massima urgenza, si tratta di terreni espropriati. Da informazioni assunte, pare - perché qui si usa molto sovente il "sembra" - che il Comune di Aosta abbia deliberato e trasmesso a questa Amministrazione gli atti relativi all'espropriazione di alcune aree in zona Pont de Pierre e St. Roch (la 167) fin dal mese del gennaio del 1974. La pratica non ha avuto esito immediato in attesa dell'approvazione della legge regionale 11 novembre 1974 n. 44, relativa alla concessione dei contributi per l'espropriazione e l'occupazione di urgenza dei terreni a norma della legge n. 865 e successive modificazioni. Le deliberazioni del Comune di Aosta sono state pertanto vistate dalla Giunta regionale solamente nel mese di dicembre del 1974, quindi sto procedendo con la massima urgenza per poter utilizzare questi fondi.

Abbiamo poi i fondi di cui all'articolo 68 ex legge n. 408, contributi per mutui dell'importo di lire 564.000.000, localizzati nei Comuni di Aosta, Brissogne, Pollein, che hanno avuto l'adesione di massima da parte della Cassa Depositi e Prestiti in data 20 novembre 1973 con invito a perfezionare la pratica entro un biennio: qui scriverò immediatamente dopo ai Comuni interessati - perché fino adesso non ho avuto il tempo - affinché mi trovino nei più brevi termini possibili le aree.

Abbiamo inoltre i fondi ex articolo 67, lettere c) e d) ex legge GESCAL, in conto capitale, il cui importo di lire 440.000.000 è destinato alla costruzione di alloggi popolari localizzati nei Comuni di Champdepraz, Verrès e Pont St. Martin. Allora qui la Regione possiede un'area nel Comune di Champdepraz e al prossimo Consiglio verrà portata la cessione gratuita di quest'area al Comune di Champdepraz perché possano almeno essere sbloccati immediatamente i fondi relativi a quella localizzazione... 131 mi sembra, sì, adesso non posso... per quanto riguarda Verrès e Pont St. Martin faremo le insistenze dovute, come per Brissogne e Pollein, affinché si trovino le aree. Nel caso che entro i 60 giorni dall'invito del Presidente della Giunta le aree non siano state reperite, io ricorderò che all'articolo 8 della legge 27 giugno 1974, n. 247 di conversione del decreto legge 2 maggio 1974 n. 115, "Norme per accelerare i programmi di edilizia residenziale", si stabilisce che con deliberazione del Consiglio comunale devono essere indicate, entro 60 giorni dalla richiesta, le aree comprese nei piani di zona sulle quali vanno localizzati gli interventi. Decorso tale termine... "provvede entro i successivi 70 giorni, su richiesta del soggetto interessato, il Presidente della Giunta regionale". Il soggetto interessato, cioè l'Istituto Autonomo Case Popolari, è favorevole perché trova giusto costruire queste case, visto che è il suo compito d'istituto. Noi, su sua richiesta, faremo quello che dobbiamo fare su queste aree qualora si dovesse continuare a fare questo gioco di "scarica barile" per cui non si riesce ad utilizzare questo miliardo e mezzo che già lo si utilizza con un certo ritardo.

La Giunta accoglie quindi questa mozione e vota a favore.

Manganoni (P.C.I.) - Per me la relazione del Presidente è stata esauriente. Volevo solamente attirare la sua attenzione su un fatto: nei piani di localizzazione ha accennato a Pollein, ma a me risulterebbe che il Consiglio comunale di Pollein ha deliberato che case popolari non ne vuole, allora... Brissogne non so, ma Pollein... allora, per evitare di segnalare Comuni i quali dicono "non ne abbiamo bisogno", bisognerebbe rivedere il piano di localizzazione segnalando solamente quelli che effettivamente intendono costruire. Io capisco che i Comuni principali siano Aosta e i centri industriali di Verrès, Pont St. Martin e magari Morgex.

Termino dicendo questo: lei, Presidente, mi pare abbia accennato di aver mandato delle lettere ai relativi Sindaci per metterli di fronte alla responsabilità; se poi queste case non si fanno, che non si scarichi su nessun altro la responsabilità di non avere i terreni non segnalati alla Giunta.

Caveri (U.V.) - Consigliere Dujany e poi Tonino.

Dujany (D.P.) - Vorrei dire due parole in merito a questo problema che avevo seguito e che ha dei rapporti naturalmente con il periodo precedente e con la Presidenza precedente, perché mi pare che qui ci sia un po' di confusione.

Per quanto riguarda le case popolari, ci sono due tipi di interventi: c'è un intervento finanziario di carattere regionale e c'è un intervento da parte dello Stato. L'intervento regionale è costituito dagli 800 milioni approvati dal Consiglio regionale l'anno scorso e da altri 800 milioni approvati nel 1973; ci sono poi gli stanziamenti dello Stato che ammontano complessivamente a circa 1.500.000.000. La Giunta regionale a suo tempo ha localizzato la costruzione di queste case con i finanziamenti previsti dallo Stato. La localizzazione, come ha precisato il Presidente della Giunta, è stata fissata nei Comuni di Pont St. Martin, Verrès, Brissogne, mi pare Pollein, e Aosta (questa è la varia localizzazione). I finanziamenti dello Stato sono in parte in conto capitale e in parte in conto mutui interessi. In questo momento, come mi pare abbia precisato anche il Presidente della Giunta, è tutto pronto, i finanziamenti e direi anche la localizzazione. A questo punto i Comuni, in accordo con l'Istituto Autonomo Case Popolari che dovrà appaltare i lavori, devono provvedere alla disponibilità dell'area.

Un paio di mesi fa - o circa tre - avevo convocato il Presidente dell'I.A.C.P. ed i Sindaci dei Comuni nominati poco fa interessati a queste costruzioni al fine di sollecitare i Sindaci stessi a reperire le aree necessarie affinché l'I.A.C.P. potesse dare il via all'appalto di questi lavori per circa un miliardo e mezzo. I Sindaci si erano impegnati a dare corso a dei provvedimenti deliberativi anche perché, a seguito di questa legge regionale integrativa della "865", avrebbero potuto procedere più facilmente all'espropriazione delle aree rispetto a prima, a quando mancava questo strumento legislativo.

Il Presidente Andrione, fra l'altro, dice: "porteremo prossimamente al Consiglio regionale il trasferimento al Comune di Champdepraz della proprietà che a suo tempo è stata della Regione, affinché vi possano costruire la casa". Se permettete, io non sarei molto favorevole ad accedere a questo principio, perché se lo facciamo per il Comune di Champdepraz lo dobbiamo fare per il Comune di Pont St. Martin, per quello di Verrès e per tutti i Comuni, per cui le poche aree che l'Amministrazione regionale ha acquistato per avere del verde o destinazioni diverse rischiano naturalmente di essere trasferite in modo fittizio all'Amministrazione comunale per farci delle case popolari.

A me parrebbe più opportuno mantenere le aree acquistate dall'Amministrazione regionale a scopi di patrimonio pubblico regionale e invitare i Comuni ad utilizzare la legge n. 865 con l'opportuna integrazione da parte dell'Amministrazione regionale per acquistare altre aree su cui costruire queste case popolari. Questo perché? Perché mi pare che le difficoltà di tutte le amministrazioni ad avere disponibili aree pubbliche siano difficoltà di ogni giorno e non mi pare opportuno procedere in questo modo. D'altra parte queste stesse istanze mi sono state rivolte dal Sindaco di Verrès, dal Sindaco di Champdepraz, dal Sindaco stesso di Pont St. Martin e dal Sindaco di Aosta, che si devono tutti costruire una casa e che tendono, tutti, a non fare nessuno sforzo al fine di acquisire altre aree per costruire queste case, ma tendono a bussare alle porte della Regione per dire: "voi avete acquistato una proprietà, passatecela, su questa costruiremo un'altra casa", così impoveriamo continuamente un piccolo patrimonio. Queste sono le poche cose che volevo dire.

Mi pare che a questo punto la parola sia ai Sindaci, i quali devono cortesemente interessarsi affinché abbiano a disposizione le aree necessarie sulle quali l'Istituto Case Popolari possa procedere per la progettazione e l'appalto dei lavori entro i termini precisati dal Presidente della Giunta.

Caveri (U.V.) - Darò la parola al Consigliere Tonino e poi al Presidente della Giunta. Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Io volevo approfittare di questa mozione presentata dai Consiglieri Chincheré e Manganoni per far presente che rimane tuttora aperto il problema sollevato e discusso in quest'aula con una nostra interpellanza presentata nel mese di aprile del 1974 e che riguarda, appunto, le case popolari di proprietà dell'Ilssa Viola di Pont St. Martin.

Annuncio che presenteremo come Gruppo Comunista un'interpellanza per la prossima seduta del Consiglio, proprio per poter discutere di questo problema e per venirne in qualche modo a capo. Queste case, infatti, sono tuttora dell'Ilssa Viola che intende venderle - lo ha fatto sapere poco tempo fa - a chi ci abita dentro naturalmente, però perché questi alloggi sono in condizioni tali che non si possono acquistare a certi prezzi messi così. Avevo fatto la proposta di un incontro fra la Giunta regionale, i proprietari dell'Ilssa Viola, il Comune di Pont St. Martin e l'Istituto Case Popolari, per trovare una soluzione che potesse accontentare un po' tutti; però, come ho detto prima, annuncio già fin da adesso che presenteremo un'interpellanza su questa problematica e ne parleremo in modo specifico nella prossima seduta o in una seduta successiva.

Monami (P.C.I.) - Penso che il Presidente della Giunta voglia concludere il dibattito su questo argomento. Chiedo scusa, ma ancora una volta vorrei richiamare l'attenzione dei Consiglieri sul problema specifico che, secondo me, è sempre visto in termini abbastanza ristretti.

Ieri, durante l'intervento per quanto riguarda lo snellimento delle procedure, ho fatto un intervento che mi è parso frainteso dalla Giunta e dalla maggioranza attuali, perché non era riferito né alla maggioranza, né alla Giunta, per cui giustamente la Signorina Viglino mi diceva: "mah, davanti a quei tanti milioni...". Il mio è un discorso che ha questo significato anche per quanto riguarda le case popolari. Certo, è nostro dovere sapere come vengono utilizzati questi fondi di cui dispone la Regione, se vengono utilizzati tempestivamente o stanno molti anni nelle banche anziché essere utilizzati, come purtroppo è successo - vedasi anche gli "873" e gli "874", compresi i fondi dello Stato - ma mi pare che anche qui il discorso vada leggermente allargato. Il problema della casa non è un problema contingente, che si riferisce soltanto all'utilizzazione di quei fondi, di come vengono utilizzati e con quale tempestività, ma è un problema che investe responsabilità precise e specifiche anche del Governo centrale di Roma, che si dibatte profondamente in tutta Italia. Secondo me questo problema va affrontato, sia pure nei termini con cui noi lo abbiamo affrontato, anche in termini più generali, per esempio attraverso il confronto con i Sindacati. So che i Sindacati nella loro piattaforma rivendicativa hanno posto come uno dei problemi prioritari la riforma della casa.

Qual è l'azione che noi dobbiamo fare, che la Giunta, che la maggioranza, che tutto il Consiglio deve fare nei confronti del Governo centrale perché si decida finalmente a decentrare in modo definito e assoluto anche questo problema? Non vi rifaccio qui il discorso dell'ipotesi dello scioglimento o del ridimensionamento del Ministero dell'Agricoltura, del Ministero dei Lavori Pubblici e di tutti i Ministeri di questo mondo per decentrare e regionalizzare questi servizi, ma è chiaro che un discorso che vada nella direzione della riforma totale e radicale della casa per far fronte a tutte le richieste, alle esigenze e alle istanze della gente che più ne ha bisogno, esula secondo me dal semplice studio ed esame dall'utilizzazione di quei pochi, pochissimi fondi che abbiamo a disposizione per far fronte a queste grandi esigenze.

Secondo me il discorso va allargato. Ha ragione il compagno Manganoni quando dice: "dateci conto, rendeteci conto di quei fondi e di quei soldi, di come e dove vengono utilizzati". Io vado un pochettino più in là e dico che la Giunta e la maggioranza dovrebbero essere in grado di fare intanto delle azioni e delle pressioni d'accordo con i Sindacati, aprendo con loro un confronto su questo problema per vedere qual è l'apporto e l'aiuto che possiamo dare a costoro che portano avanti la risoluzione di questa problematica e vedere anche quali sono i termini reali e possibili della Regione per intervenire in modo serio. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che la maggioranza e il Consiglio regionale debbono essere in grado di formulare proposte precise su come la Regione può intervenire con mezzi propri per coprire le carenze e le deficienze dello Stato.

Ora, secondo noi dovremmo operare in due direzioni. Intanto dovremmo riprendere in mano tutte quelle svariate leggi che consentono dei contributi per la costruzione delle case. Ad esempio, c'è la famosa legge - che non cito né per nome, né per data, perché non la so - dei famosi mutui degli 8 milioni, la famosa legge sui rustici rurali, e vi sono altre leggi di questo tipo; in passato era stato fatto un tentativo di presentare una legge organica per interventi in tal senso. Ecco, io ritengo che, oltre all'esame di queste cose importanti, sia necessario porsi come obiettivo anche un intervento deciso, pesante e insistente nei confronti dello Stato perché assolva a questi suoi compiti, perché il problema della riforma della casa è di competenza dello Stato, o in modo centralizzato, così come lo ha sempre concepito, o in modo decentrato, così come noi ci auguriamo e vogliamo che sia. Secondo noi, però, occorre anche un intervento organico della Regione che preveda una legge o una serie di interventi regolamentati non so come. Ritengo che l'unico mezzo sia solo quello della legge che raccolga e regolamenti tutta la materia, annullando semmai a monte tutta una serie di leggi, di leggine e di interventi che finiscono per costituire soltanto dei rivoli attraverso i quali le finanze della Regione purtroppo molte volte vanno disperse.

A questo dibattito sulla casa aggiungerei un invito, una raccomandazione alla Giunta e alla maggioranza affinché si facciano promotrici di iniziative serie e concrete anche in questa direzione.

Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda il Consigliere Monami, l'incontro con i Sindacati per dibattere di questi problemi è fissato per il 19 di febbraio e già ho fatto presente in certe sedi, a Roma, che ritenevamo indispensabile la regionalizzazione dei vari istituti e tutto quanto. Sarà una battaglia lunga e difficile, però noi siamo perfettamente d'accordo di condurla con tutto il Consiglio; dobbiamo precisare un pochettino i punti sui quali fare forza e poi riferiremo al Consiglio chiedendo... come? Degli Istituti Autonomi delle Case Popolari con i fondi, cioè che dipendano dalla Regione. Si tratta, vi dicevo, di una battaglia difficile, perché lì sopra si sono incrostati enormi interessi che hanno invece tutti altri fini, tra l'altro quello di mantenere queste somme inutilizzate che sono enormi e che quindi producono... io non ho fatto nessun accenno a questi problemi per adesso, perché sono prematuri in quanto non siamo preparati, volevo solo rispondere alla mozione.

Per quanto riguarda le obiezioni del Presidente Dujany, che hanno un loro fondamento, in questo caso mi sembrano superabili poiché a Champdepraz non è che manchi il verde, a Champdepraz mancano le case e urgentissimamente, quindi secondo noi la Regione fa bene ad intervenire laddove può intervenire e in un settore che tutti consideriamo assolutamente prioritario, non solo certe forze politiche.

Per quanto riguarda invece Verrès e Pont St. Martin, dove certe zone sono già state individuate e dovrebbero essere adibite proprio a questo tipo di insediamento, alla fine dei conti il Comune ha poi soltanto da fare una delibera e da pagare quelle poche lire previste con la "865", perché l'integrazione verrà sempre dalla Regione e quindi non si fanno discriminazioni enormi tra Comune e Comune. D'altra parte, proprio in relazione all'urgenza di questi lavori, là dove possiamo cerchiamo di aiutare al massimo: questo è un po' il concetto che ci ha guidati nel seguire questa strada.

Anche per noi il problema della casa è prioritario: bisogna anzitutto avere il coraggio di fare qualche cosa di concreto, che si possa toccare, perché solo in questa maniera potremo dare un ordine di priorità e dire che abbiamo impegnato per l'anno 1975 i fondi regionali in quel dato tipo di operazioni. Visto che le risorse sono limitate e non possiamo fare tutto al tempo stesso, cerchiamo di comportarci correttamente nei confronti di tutte le forze sociali, dei Sindacati e...

Fosson (U.V.) - Quello che sto per dire non è in contraddizione con quanto affermato dal Presidente della Giunta, però vorrei sottolineare un aspetto. Concordo pienamente sul caso di Champdepraz, però dovremmo essere d'accordo, almeno come Consiglio, che effettivamente non si dovrebbero mettere a disposizione i terreni della Regione per queste finalità. Noi abbiamo tristi precedenti, proprio ad Aosta: ad una certa data, in un certo momento, una certa amministrazione - forse in quel momento per dispetto, perché l'amministrazione precedente aveva acquistato quel terreno dove poi in un secondo tempo è stato fatto il giardino dei bambini in zona Via Hôtel des Monnaies - aveva ceduto una parte di quel terreno alle case popolari pregiudicando una sistemazione che sarebbe stata ottimale per Aosta, proprio al servizio di tutti.

Mi permetto pertanto di sottolineare questo aspetto e dico che per Champdepraz concordo pienamente perché la situazione è diversa, ma che questo non costituisca un precedente e venga invocato dagli altri Comuni, perché effettivamente noi potremmo pregiudicare - come già si è verificato in passato, attraverso facili cessioni di terreni perché di proprietà dell'Amministrazione regionale - opere che avrebbero potuto essere a beneficio di tutta la collettività.

Dujany (D.P.) - Brevemente, perché non voglio annoiare, ma vorrei proprio raccomandare alla Giunta di tener cari quei pochi terreni che costituiscono il patrimonio regionale. Se abbiamo fatto un errore nel passato, è di non aver tenuto sufficientemente in buon conto terreni che sono stati molto opportunamente comperati dal Comune di Aosta, ma di averli considerati, di averli utilizzati in un modo abbastanza superficiale, mi pare.

Oggi a Champdepraz il problema è circoscritto, ma sappiamo che le cose si evolvono e si evolvono rapidamente. Avere un'area disponibile è sempre meglio che non averla proprio. Se a Champdepraz ci sono terreni disponibili, tanto vale che anche Champdepraz proceda allo stesso modo con cui devono procedere Aosta, Brissogne, Pont St. Martin e Verrès, altrimenti io credo che voi vi troverete come Giunta nella difficoltà dinanzi alla quale si trova ogni Giunta, la pressione della soluzione più comoda: utilizzare un'area che è già della Regione, di modo che la Regione non fa altro che passare formalmente al Comune, perché per poter costruire queste case l'area deve essere di proprietà comunale, non può essere di proprietà regionale. È una raccomandazione che mi permetto di fare. So che non è facile resistere a queste pressioni, perché naturalmente sono le soluzioni più comode, ma in genere sono scelte che in prospettiva non sono mai le migliori.

Andrione (U.V.) - Molto brevemente, chiedo scusa, ma è semplicemente per chiudere questa polemica. Mi riferisco al Comune di Champdepraz: in base allo strumento urbanistico che ha adottato, il Comune di Champdepraz dovrebbe espropriare la Regione... insomma, a un certo momento diventa un pochettino un circolo vizioso... Verrès e Pont St. Martin.

Monami (P.C.I.) - L'intervento dell'Assessore Fosson mi pare sia stato opportuno da questo punto di vista, e anche Dujany ci è ritornato. Qui vedo uno specchietto, un quadro riassuntivo degli interventi su Aosta, Brissogne, Champdepraz, Pollein, Pont St. Martin, Verrès, con a fianco a che punto sono gli strumenti urbanistici: il piano regolatore per Aosta, il piano di fabbricazione per Brissogne, per Champdepraz, per Pollein, il piano regolatore generale di Pont St. Martin... una cura particolare.

Secondo me - questo evidentemente a titolo di raccomandazione - noi dovremmo preoccuparci del grosso problema della casa, non slegandolo però dall'uso e dalla sistemazione più generale del territorio.

Faccio quindi una raccomandazione personale al Presidente, che ha anche ad interim l'Assessorato del Turismo, Antichità e Belle Arti: il discorso non è tanto quello di perfezionare una legge regionale sull'urbanistica o sull'edilizia, che comunque ha la sua importanza, quanto quello di insistere e seguire queste cose da vicino, perché i Comuni si muniscano di quegli strumenti urbanistici che diventeranno necessari e indispensabili, se vogliamo poi permettere l'utilizzazione di certi fini, poiché forse potremmo trovarci nelle condizioni di avere anche dei soldi e di non poterli utilizzare, proprio per mancanza degli strumenti suddetti. Questa è un'altra raccomandazione che farei al Presidente della Giunta.

Caveri (U.V.) - Allora possiamo procedere alla votazione? Chi è favorevole a questa mozione è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità la soprariportata mozione.