Objet du Conseil n. 609 du 21 juin 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 609/IX - Valorizzazione della professionalità e dell'esperienza artistica maturata in Valle d'Aosta dal "Teatro dei Piccoli". (Interpellanza).
Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:
INTERPELLANZA
PREMESSO che è pervenuta, ai Capigruppo del Consiglio regionale ed alla Giunta, una lettera di Livio Viano, animatore del "Teatro dei Piccoli", in cui si documenta la situazione di difficoltà della nota compagnia teatrale e si segnala una insufficiente azione di valorizzazione, da parte dei competenti Assessorati, della professionalità e dell’esperienza artistica accumulata in questi anni;
RILEVATO che in questi ultimi anni, in Valle d’Aosta e altrove, molti hanno potuto apprezzare l’alto livello qualitativo delle rappresentazioni del "Teatro dei Piccoli";
EVIDENZIATA la necessità di sostenere e sviluppare una positiva esperienza e di non disperdere un patrimonio culturale costruito con tanti anni di lavoro e di impegno;
il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per sapere:
1) per quali motivi non si è data finora una risposta positiva alle proposte formulate dal "Teatro dei Piccoli" per la stagione 1988-1989;
2) in che modo si intende operare per valorizzare l’esperienza costituita da anni di interessanti attività svolte dal "Teatro dei Piccoli" in Valle d’Aosta.
Presidente: Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS): E’ pervenuta a tutti i Capigruppo una lettera di Livio Viano, che è il responsabile del "Teatro dei Piccoli", accompagnata da un’ampia documentazione che dimostra, da una parte, l’attività svolta da ormai diversi anni dal Teatro dei Piccoli in Valle d’Aosta, dall’altra, la situazione di notevole difficoltà che il Teatro dei Piccoli attraversa in questo momento.
Tale situazione di difficoltà deriva da una situazione un po’ paradossale, cioè sta succedendo che, proprio nel momento in cui il Teatro dei Piccoli ottiene il massimo riconoscimento per il valore della sua attività artistica (ed è stato recentemente incluso nelle sessanta compagnie teatrali che su tutto il territorio italiano hanno diritto ad un sostegno pubblico a carattere continuativo e stabile) ed il Ministero stabilisce che questa compagnia, per il suo valore, ha diritto ad un finanziamento pubblico stabile da parte dello Stato, ecco che c’è il rischio che questa compagnia debba cessare l’attività. Questo perchè il contributo dello Stato per mantenersi è legato a determinati requisiti; sono necessarie in particolare 130 giornate recitative all’anno di spettacoli a pagamento ed un numero minimo complessivo di giornate lavorative che sono di 2500 giornate lavorative all’anno. In pratica la compagnia che usufruisce di questo finanziamento dello Stato deve dimostrare di operare tutto l’anno e di avere un certo tipo di utenza e un numero minimo di spettacoli. Se non si rispettano queste cifre, la compagnia viene radiata dall’elenco e non può più usufruire dei finanziamenti statali.
Il Teatro dei Piccoli è l’unica compagnia teatrale presente in Valle d’Aosta che ha diritto a questo intervento del Ministero del Turismo e dello Spettacolo; però ci deve essere accanto all’intervento promozionale dello Stato un intervento promozionale della Regione, altrimenti diventa difficile riuscire a rispettare gli impegni che sono propri di una compagnia sovvenzionata.
Per questo nel settembre 1988, come risulta dalla documentazione che ci è stata mandata, il Teatro dei Piccoli aveva proposto una collaborazione con l’Amministrazione regionale per realizzare nelle scuole cinquanta rappresentazioni che, sommate a quelle che il Teatro dei Piccoli avrebbe realizzato e promosso autonomamente, avrebbero permesso di arrivare alle 130 giornate recitative che sono la condizione minima per poter usufruire del finanziamento di 110 milioni dello Stato.
Invece risulta dalla tabella che è allegata a questa documentazione che nel corso del 1988-89 l’Amministrazione ha praticamente fatto svolgere al Teatro dei Piccoli soltanto cinque spettacoli, contro i ventuno della stagione precedente, i trentasei del 1986-87, i cinquantuno del 1985-86, i cinquanta del 1984-85, ecc. Quindi, la situazione che si è creata è tale per cui la compagnia del Teatro dei Piccoli, nel momento in cui ha il massimo riconoscimento a livello nazionale, rischia di avere il minimo di sostegno rispetto agli anni passati da parte dell’Amministrazione regionale, con il rischio di non poter concludere la stagione che finisce ad agosto del 1989 avendo realizzato questo obiettivo delle 2500 giornate lavorative e delle 130 giornate recitative, e quindi di non poter usufruire nè del finanziamento statale e di dover cessare la propria attività. Credo che questo sarebbe un dato negativo e non credo che l’Amministrazione regionale debba lasciare naufragare questa esperienza artistica e culturale che è stata interessante e apprezzata. Sappiamo che il Teatro dei Piccoli ha lavorato soprattutto nei confronti delle scuole materne ed elementari, che svolge un’attività di notevole interesse da oltre dieci anni in Valle d’Aosta.
Il Teatro dei Piccoli è la compagnia teatrale in Valle d’Aosta che ha sviluppato il più alto livello di professionalità e questo gli è stato riconosciuto da tutti: è una compagnia apprezzata non solo in Valle d’Aosta ma anche fuori dalla Valle d’Aosta, anche a livello internazionale, e il suo responsabile, Livio Viano, è persona di grande esperienza e di grande abilità e capacità artistica.
Esiste anche un problema occupazionale che non è centrale rispetto a questo tipo di discorso ma che è significativo, perchè il Teatro dei Piccoli occupa stabilmente dieci persone, più altre che saltuariamente vengono impiegate nelle attività inerenti al teatro. Pertanto credo che si debba trovare una soluzione per salvare questa stagione teatrale che risulta compromessa da un rapporto che quest’anno non ha funzionato fra compagnia del Teatro dei Piccoli e Amministrazione regionale, in particolare Assessorato alla Pubblica Istruzione.
Quello che è necessario e che viene chiesto dal Teatro dei Piccoli è la possibilità di realizzare nei due mesi e mezzo che intercorrono da questo momento alla chiusura della stagione 1988-89 45 spettacoli, in modo da poter raggiungere gli obiettivi che sono alla base dei criteri posti dal Ministero per il sovvenzionamento, e in modo da poter garantire un futuro a questa compagnia. E’ chiaro che il problema è adesso di tamponare una situazione difficile che si è creata, poi bisognerà anche pensare ad una programmazione diversa a partire dall’anno prossimo. Tuttavia, se vogliamo mantenere l' esperienza interessante fatta in questi anni - magari cambiando anche se ci sono delle cose da cambiare - non possiamo lasciare naufragare questo tentativo che ha un suo valore.
Sappiamo che il teatro di prosa in Italia non può reggersi sulla base soltanto delle leggi di mercato dell’utenza: per questo esiste a livello nazionale un intervento pubblico, per questo esiste un intervento a livello regionale che già si è concretizzato negli anni precedenti in modo significativo. Quest’anno c’è stata una notevole riduzione degli interventi. A questo proposito vi cito solo un dato: nella stagione 1983-84, come risulta da queste cifre, l’Amministrazione regionale aveva sostanzialmente dato sotto forma di contributi per gli spettacoli realizzati al Teatro dei Piccoli 113 milioni, la cifra era poi aumentata negli anni successivi; quest’anno il contributo è stato di 61 milioni, IVA compresa, per i cinque spettacoli realizzati. Se consideriamo che soltanto di contributi INPS-ENPAS-INAIL il Teatro dei Piccoli paga 88 milioni per i suoi collaboratori, ci rendiamo conto che non è possibile in questa situazione per il Teatro continuare.
Mi auguro che da parte della Giunta ci sia una risposta positiva ai problemi posti da questa lettera, e dall’interpellanza con cui ho cercato di svilupparla.
Presidente: Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Pubblica Istruzione Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV): M.Viano a effectivement adressé aux membres du Gouvernement et aux Chefs de groupe un dossier, où on peut prendre acte des difficultés - nous pensons essentiellement d’organisation et de gestion - de sa compagnie théâtrale. Dans la lettre qui accompagne ce dossier il invoque un manque d’attention de la part de l’Administration régionale pour mettre en valeur l’expérience artistique de sa compagnie. A cet effet, nous remercions M.Riccarand, qui nous permet par son interpellation de revenir sur ce problème et de préciser toute une série de points et de questions.
Avant tout, je pense qu’il n’y a pas besoin de réitérer l’appréciation que le Gouvernement valdôtain, l’Administration régionale ont toujours exprimé vis-à-vis de l’activité du Teatro dei Piccoli; les différentes interventions qui au cours de ces dernières années ont été concertées pour lui permettre d’exercer son activité et donc d’être inséré dans la liste du Ministère du Tourisme et du Spectacle sont là pour en temoigner.
Par ailleurs, avec les considérations que nous allons faire, nous pouvons démontrer que l’Administration régionale a toujours soutenu et développé l’action de cette compagnie. Une dernière preuve de cette attitude a été fournie lors du Conseil précédent, lorsque nous avons reproposé M.Viano, qui est le responsable de cette compagnie, en tant que représentant de l’Administration régionale au sein de l’Ente Teatrale Italiano.
Pour aborder les questions qui sont posées par M.Riccarand, avant tout les propositions formulées pour l’année scolaire 1988-89 il faut fairequelques considérations sur les interventions dans le secteur scolaire, la saison culturelle, avec le montant des dépenses et donc des sommes qui ont été allouées au Teatro dei Piccoli pour ses activités, sommes qui dépassent largement les 61 millions, dont M.Riccarand faisait état tout à l’heure. Mais, au préalable, une considération de caractère général s'impose, considération sur laquelle il faudra ouvrir un débat c’est-à-dire, la pluralité des compagnies théâtrales exista au Val d’Aoste et la pluralité des requêtes qu’on nous adresse. En effet il y a le Teatro dei Piccoli avec deux formations: Teatro dei Piccoli et Approche. Tous les documents qu’on nous adresse, de liquidation de dépenses ou de versement des frais afférents au spectacle font état du groupe n° 1 ou du groupe n° 2. Il y a la compagnie Atamas, le"Teatro del Nord", le groupe "Sogni Bisogni", qui est intervenu dans les différents établissements scolaires et qui a proposé un programme d’intervention sur la nature en général, que nous avons approuvé, en collaboration avec l'Assessorat à l’Agriculture et Forêts.
Donc, je disais qu’il faut tenir compte de l’existence d’une pluralité de compagnies et de requêtes qui nous sont adressées.
Pour ce qui est du secteur scolaire, qui depuis toujours représente ou a représenté la partie fondamentale des interventions de l’Administration régionale, il faut considérer que au cours de cette année il y a eu des changements. En effet le programme proposé aux différentes écoles, nécessite une coordination entre les propositions de l’Administration régionale, d'une part et les requêtes, les exigences, les suggestions des différentes écoles, d'autre part. Au cours de ces années il y a eu modification des requêtes et des conditions: on est passé d’une situation où l’élève était considéré simplement comme spectateur, à une situation et à une requête presque unanime de la part de tous les établissements scolaires, pour que l’élève soit considéré comme un protagoniste, un acteur. Donc il y a eu une modification des requêtes des représentations théâtrales classiques on est passé à des formes d’intervention différents: ateliers, animations, laboratoires au sein des différentes circonscriptions scolaires.
Deuxième nécessité: l'insertion des propositions artistiques et culturelles à l’intérieur de la planification didactique des enseignants, pour éviter que ces mêmes interventions soient en contraste avec le travail scolaire.
Nous avons à cet effet, au mois de septembre dernier, envoyé une communication aux directeurs des circonscriptions scolaires, des écoles maternelles et primaires, aux directeurs d’école moyenne, portant sur notre intention - vu les sollicitations des différentes compagnies théâtrales - d’établir le calendrier des activités à effectuer dans les écoles au cours de cette année scolaire. Nous leur avons demandé de nous signaler le genre d’activités qu’ils jugeaient opportun de réaliser et d’insérer ces activités dans le plan didactique défini par les enseignants et approuvé par le collège des enseignants, en leur assurant le financement de ce plan par le Gouvernement dans les limites des disponibilités budgétaires.
Nous avons fixé une date, le 30 septembre, pour l’envoi de ces requêtes et nous avons également demandé aux établissements de s’adresser ou aux services des activités culturelles de l’Assessorat, ou directement aux différentes compagnies, pour tout renseignement concernant les spectacles ou activités. Notre intention était de faire face à ce moment-là aux deux aspects: l’aspect animation, laboratoire, atelier, et l’aspect des représentations théâtrales.
Une ultérieure considération sur les représentations théâtrales doit par ailleurs être faite en raison de la sécurité des salles de théâtre; je pense que l’expérience du "Statuto" de Turin est une expérience qui nous a tous frappés. Donc, on a vérifier les conditions de déroulement de ces représentations au cours des dernières années quelles étaient les conditions, en vertu des dispositions de loi, de toutes ces salles. Nous avons ensuite proposé aux établissements scolaires uniquement des spectacles du Teatro dei Piccoli, en décidant de regrouper les élèves à Aoste au ciné-théâtre Corso et à Verrès au ciné-théâtre Ideal, de façon à pouvoir compter sur des salles qui remplissaient les conditions requises par les dispositions de loi.
Nous avons organisé un service de trasport, déplac,ant les élèves vers ces deux lieux de représentation.
Côté scolaire: suggestions des écoles, participation directe des élèves, insertion dans le plan didactique des enseignants, approbation du conseil des enseignants, sécurité des locaux. Nous avons alors dressé un plan d’activité qui, regroupant atelier, animation, théâtre, a vu la participation de quelque 2 000 élèves et pour leTeatro dei Piccoli et Approche, a eu une dépense de £. 94.510.000 uniquement pour le cachet des compagnies.
Saison culturelle: nous avons inséré la compagnie "Teatro dei Piccoli" dans le calendrier de la saison culturelle, ce qui lui a permis de jouer une de ses pièces au mois de décembre dernier; pour lui permettre une deuxième représentation à l’intention des élèves, nous lui avons payé la location de la salle. Ce qui, à notre sens, démontre l’engagement de l’Administration vis-à-vis de cette compagnie, compte tenu aussi du fait que, sur un montant de dépenses pour toutes les activités théâtrales au cours de l’année scolaire s’élevant à 227 millions de lires, la somme que nous avons attribuée au Teatro dei Piccoli est de 160 millions. Cette dépense étant justifiée par la valeur artistique de ladite compagnie.
Il nous semble donc que, par rapport au projet qui nous avait été soumis au début de l’année et où l’on demandait une intervention de l’Administration régionale de l’ordre de 200 millions de lires, notre contribution de 140 millions de lires uniquement pour les cachets, constitue une réponse adéquate vis-à-vis des exigences, de la valeur artistique de la compagnie en question.
Maintenant, si le problème doit être envisagé sous le profil "Teatro dei Piccoli" seule compagnie existant au Val d’Aoste, et donc compagnie de l’Administration régionale, il faut évidemment placer la discussion sur un autre plan. Nous suivons l’évolution du projet de loi sur la réforme des activités théâtrales (le projet a été présenté au Sénat), où à l’art.28 l’on parle de "Minoranze linguistiche. Nell’ambito della tutela delle minoranze linguistiche lo Stato conferma ed estende il suo sostegno alle attività teatrali delle minoranze stesse, in particolare...". Je pense que c’est là où le problème doit être affronté. Nous avons, au cours des entretiens avec le Teatro dei Piccoli présenté ces mêmes observations, nous leur avons même demandé de prendre contact avec les autres compagnies théâtrales pour voir s’il n’y avait pas la possibilité de créer une compagnie théâtrale unique au Val d’Aoste et donc d’avoir un rapport différent vis-à-vis des interventions et des propositions; nous leur avons également dit qu’il s’agissait de tenir compte de ces interventions de l’Administration régionale, et en même temps de solliciter d’autres institutions, de diversifier leur activité, parce qu’on ne pouvait évidemment pas considérer l’Administration régionale comme la seule susceptible résoudre les différents problèmes, et l’on ne pouvait pas imposer aux écoles des spectacles ou des représentations ou des activités que ces mêmes écoles refusaient.
Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS): Non sono soddisfatto della risposta dell’Assessore all’interpellanza, perchè non ho colto nella risposta nessuna risposta in positivo rispetto alla situazione che si è creata. Cosa facciamo? Lasciamo che il Teatro dei Piccoli concluda in modo fallimentare la sua stagione, senza riuscire a raggiungere l’obiettivo che è condizione essenziale per mantenere il contributo dello Stato e per continuare ad essere nell’elenco delle compagnie finanziate in modo stabile e continuativo? Oppure interveniamo mettendoli in condizione di svolgere una serie di spettacoli in modo che questo obiettivo possa essere raggiunto? Questo è un punto interrogativo su cui credo che la Giunta regionale debba dare una risposta.
So che il Teatro dei Piccoli riceve delle proposte oltre che dalle scuole, anche da proloco, aziende di promozione turistica, ecc., per degli spettacoli teatrali. Non è possibile, ad esempio, prefigurare nei due mesi della stagione estiva una campagna di spettacoli teatrali, in modo da consentire al Teatro dei Piccoli di raggiungere questo obiettivo? Questa è una domanda che io pongo, perchè il problema è di vedere se vogliamo che questa compagnia possa chiudere trovando un riequilibrio nella sua stagione teatrale oppure no. Le cifre sono quelle che ho su questa tabella e che in parte l’Assessore ha contestato per quanto riguarda l’ammontare dei finanziamenti, ma non ha contestato per quanto riguarda il numero degli spettacoli. Le cifre indicano che c’è stata una trasformazione completa dei rapporti, perchè si è andati dalle 50-51-36-30 rappresentazioni degli anni passati, a 5 rappresentazioni commissionate dall’Amministrazione regionale. Evidentemente questa compagnia teatrale ha sviluppato un tipo di attività, un certo tipo di professionalità, un certo tipo di iniziative, basandosi non solo ma anzitutto su un rapporto di un certo tipo con l’Amministrazione regionale, con le scuole, e le cifre indicano che quest’anno c’è stato un tracollo.
L’Assessore dice che probabilmente non c’è stata una richiesta da parte delle scuole; anche lì bisognerebbe andare a vedere come vengono fatte le proposte, perchè un conto è andare all’inizio di settembre a chiedere alle scuole cosa loro interessa nel campo dell’animazione teatrale, un conto è fare loro una proposta in questi termini:"Esiste questa compagnia che ha sviluppato una sua particolare competenza, una sua particolare professionalità, è disposta a fare queste cose; voi siete interessati ad utilizzarla?" Credo che in questo secondo caso la risposta sarebbe stata di segno completamente diverso da quella che c’è stata rispetto a questa generica circolare del 6 settembre.
Quindi, non credo che ci sia stato un rifiuto da parte delle scuole rispetto alla proposta del Teatro dei Piccoli; sostanzialmente questa proposta non è stata presentata nei termini adatti perchè potesse essere recepita. Se invece si fosse fatto quel discorso e fosse venuto un rifiuto, in quel caso non c’era nessun problema: bastava dire che questa è una esperienza che ormai è fallita, non ha più significato e allora chiudiamo. Non capisco però perchè nello stesso tempo si dice di apprezzare quello che è stato fatto.
Rispetto a tutta un’altra serie di cose che ha detto l’Assessore dei rapporti con il gruppo Approche, lì la discussione andrebbe fatta con calma, mettendo in fila una serie di cifre e vedendo anche quello che era successo in passato; però il problema di fondo è di vedere a questo punto se da parte dell’Amministrazione si vuole farela scelta per questa stagione di salvare questa esperienza, oppure no. Se il Teatro dei Piccoli dovesse chiudere, sarebbe un fallimento non solo per il Teatro stesso, ma sarebbe un fallimento per una esperienza che l’Amministrazione regionale ha promosso negli anni ’70, ha continuato a portare avanti per tutti gli anni ’80, dalla quale adesso improvvisamente prende le distanze.
Se ci sono, come dicevo nella presentazione alla interpellanza, delle cose da modificare, degli atteggiamenti che possono cambiare, benissimo; credo che per il prossimo anno scolastico si possa pensare ad un cambiamento. Però direi di fare attenzione a non buttare a mare l’esperienza più valida in campo teatrale con un rapporto didattico significativo e con anche una innovazione rispetto all’aspetto linguistico, perchè questa compagnia si è sforzata di fare del teatro bilingue in questi anni. Credo che uno sforzo vada fatto, quindi concludo invitando la Giunta a valutare la possibilità di un intervento straordinario ed urgente per consentire alla compagnia o attraverso un finanziamento diretto, o attraverso una serie di rappresentazioni, di chiudere in positivo questa stagione e di non andare incontro ad un fallimento rispetto alle cifre che vengono chieste dal Ministero del Turismo.
Un’ultima osservazione che vorrei fare riguarda solo marginalmente la compagnia del Teatro dei Piccoli; è una cosa che vorrei contestare all’Assessore e che riguarda le circolari inviate ai direttori delle scuole rispetto a questi spettacoli teatrali. Ho notato che nel sollecitare le scuole ad esprimere il loro interesse rispetto a questi spettacoli teatrali in genere, si fa riferimento sempre e soltanto a spettacoli teatrali bilingui o in lingua francese. Non credo che questo sia corretto; cioè esiste lo spettacolo in lingua francese, esiste lo spettacolo bilingue, ma non credo che sia legittimo da parte dell’Assessore di escludere dalla programmazione didattica e dall’interesse della Regione uno spettacolo in lingua italiana. Mi sembra che questo sia un modo di fare in contrasto con gli stessi principi del nostro statuto. Chiedo formalmente all’Assessore, quando si tratterà di riaffrontare questo problema nel prossimo anno scolastico, di correggere questa impostazione che è ingiustamente discriminante.
