Objet du Conseil n. 595 du 7 juin 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 595/IX - PROGETTO DI RECUPERO DEL PATRIMONIO REGIONALE DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA. (Reiezione di mozione)
PRESIDENTE:Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco e Riccarand ed iscritta al punto 36 dell'ordine del giorno.
MOZIONE
CONSTATATO che diventano sempre più numerose le proteste di inquilini dell'Istituto Autonomo Case Popolari per il cattivo stato di conservazione degli alloggi da loro abitati;
VERIFICATO che il bilancio dell'IACP non consente interventi di manutenzione straordinaria su un patrimonio edilizio che, in buona parte, con il passare degli anni, diventa sempre più degradato;
CONSIDERATO che una buona conservazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, oltre che rivestire aspetti di carattere sociale, rientra negli interessi generali della Regione;
Il Consiglio regionale
della Valle d'Aosta
IMPEGNA
la Giunta regionale, d'intesa con l'Istituto Autonomo Case Popolari e con le Commissioni consiliari competenti, a predisporre e finanziare un progetto di recupero del patrimonio regionale di edilizia residenziale pubblica.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.
BAJOCCO (PCI):Mi auguro che questa mozione venga approvata, perché tratta di un problema piuttosto grave. Penso che gli alloggi amministrati dallo IACP nella nostra Regione siano più di 1.000: ce ne sono, infatti, a Pont St. Martin, Hône-Bard, Champdepraz, Verrès, Issogne, Châtillon, Chambave, Aosta, Morgex e Courmayeur. Una parte di queste case è stata costruita prima della seconda guerra mondiale, una parte dopo la guerra, mentre un'altra parte è stata costruita in tempi più recenti.
Come tutti sanno, si tratta di case costruite con criteri di massima economicità e con materiali scadenti; scarsissima poi è stata la loro manutenzione. Più volte in questo Consiglio è stato sollevato il problema dei serramenti. Nelle case costruite 15 o 20 anni fa, da Pont-Saint-Martin a Courmayeur, vi è una perdita di calore pari a circa il 30% o 40%. Il sottoscritto, inoltre, più volte ha invitato i Consiglieri a visitare quegli stabili, per prendere direttamente in esame le loro manchevolezze.
I problemi sono gravi in tema di grondaie e pluviali di scarico. Gli inquilini hanno chiesto più volte al Presidente dello IACP ed al Sindaco di far riparare i tetti, perché l'acqua penetra negli ultimi piani; di far imbiancare le pareti esterne e le scale interne, che sono in una condizione di degrado poco onorevole; di far riparare le ringhiere che stanno crollando e le fogne che non scaricano; nonché di far sistemare le strade ed i piazzali, per attraversare i quali a volte occorre una barca.
Dicevo prima che, per ristrutturare tutto questo patrimonio presente nella nostra Regione, occorrono circa 5 miliardi. Sono tanti? Sono pochi? Si tratta in ogni caso di 5 miliardi che, se dilazionati in qualche anno, possono restituire delle case degne e decorose a coloro che le abitano.
Non vorrei che si dicesse che questa gente paga una minima parte dell'affitto, perché, con la legge n. 15 del 1987, anch'essa paga il dovuto, cioè quanto questo consesso ha votato, anzi paga anche piuttosto salato.
I rappresentanti di scala delle case appartenenti allo IACP, nel corso di diversi incontri con il Presidente di quell'istituto hanno ripetutamente chiesto quanto ho testé accennato, ma il 90% di tali richieste è stato respinto. Ciò non è imputabile a lui, perché, onestamente, la sua risposta è sempre stata la seguente: "A noi, come IACP, mancano i finanziamenti per poter intervenire sul nostro patrimonio immobiliare". Questo patrimonio, però, non deve essere abbandonato a se stesso. Più volte il Presidente della Regione ha detto: "Ben vengano certe richieste, perché noi siamo a disposizione per concorrere al risanamento di certi patrimoni immobiliari, sia quelli del quartiere Cogne sia quelli dello IACP".
Per quanto stabilito dalla legge statale n. 457, la Regione incamera ogni anno vari miliardi. C'è una commissione regionale, presieduta dall'Assessore ai Lavori Pubblici, che stabilisce dove indirizzare questi soldi: una parte viene assegnata alle cooperative, un'altra parte ai Comuni, mentre solo una minima parte viene assegnata allo IACP. Tuttavia, si tratta sempre di soldi che vengono utilizzati per nuove costruzioni, mentre almeno una parte potrebbe essere destinata allo IACP per la manutenzione dei propri stabili. Vorrei proprio che alcuni Consiglieri si recassero a visitare qualche caseggiato dello IACP, per rendersi effettivamente conto di persona del tipo di degrado al quale possono andare incontro queste case.
E' per questo motivo che gli inquilini di queste case e di questi quartieri chiedono che, se lo IACP non ha la possibilità finanziaria e visto che i suoi rappresentanti sono stati votati da questo Consiglio e che il suo Presidente è un uomo di fiducia del Presidente del Consiglio regionale, questo Consiglio dia allo IACP, con dei contributi sostanziosi, la possibilità di risanare queste abitazioni e questi quartieri che da Pont-Saint-Martin sono presenti sino a Courmayeur, consentendo anche ai loro abitanti di vivere dignitosamente in una casa migliore.
Grazie.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Les considérations faites à propos de l'exigence d'intervenir pour aménager à nouveau le patrimoine existant aux différents niveaux sont certainement à partager. Je crois que dans ce sens l'Administration régionale a déjà donné son exemple pour ce qui est de son patrimoine et là où il était possible. En effet il faut distinguer de différentes attitudes et, surtout, de différents propriétaires. Il y a la propriété des Communes, celle de l'Administration régionale et celle de l'Institut Autonome des Maisons Populaires.
On parle de "patrimonio regionale di edilizia residenziale pubblica", mais ce patrimoine est en partie de l'Institut Autonome et en partie de l'Administration régionale. Evidemment ce son deux chapitres différents. Pour ce qui est du patrimoine régional, je crois qu'il y a déjà eu des investissements remarquables et les Assesseurs compétents sont en train de reprendre, dans l'ensemble, les interventions nécessaires pour prévoir, dans le budget de l'année prochaine, une intervention satisfaisante selon les requêtes des Communes où l'Administration possède son patrimoine. Je crois que à ce moment-là nous aurons la possibilité de donner une réponse positive aux questions sur ce sujet.
Pour ce qui est de l'Institut Autonome des Maisons Populaires, nous avons déjà alloué des sommés pour le réamenagement spécifique de l'Institut. Etant donné que on doit présenter une loi pour prévoir la régionalisation de l'Institut, on peut prévoir aussi le système d'intervenir d'une façon concrète et remarquable, face aux requêtes qui, en effet, existent. Je crois qu'à ce moment là on évaluera les possibilités d'intervention, les priorités avec l'Institut même et, par conséquent, on allouera la somme nécessaire.
Je pense, donc, qu'on s'abstiendra sur cette proposition. Je voudrais aussi souligner le fait que, pour ce qui est de l'attention dédiée à ce problème, on a déjà fait des pourparlers avec l'Institut et on instituera une série de Commissions qui travailleront sur ce problème, afin d'avoir la possibilité d'évaluer toutes les exigences et, ensuite, de prévoir le financement nécessaire. Donc, avec cette abstention on ne veut pas nier le fait que le problème existe, mais, au contraire, on propose d'avoir un plan à examiner avec l'Institut même.
PRESIDENT:Le Conseiller Bajocco a demandé la parole; il en a la faculté.
BAJOCCO (PCI):Vi voglio leggere queste quattro pagine...
(...Interruzione...)
Sì, proprio per la vostra astensione.
Il 2 giugno 1987, un Comitato di quartiere ha inviato la seguente lettera al Presidente ed al consiglio di amministrazione dello IACP, in Corso XXVI Febbraio n. 29:
"In più di un'occasione il Comitato di quartiere ha inoltrato le dovute richieste agli organi sopracitati, ma quelle più necessarie vengono a volte dimenticate. Le richieste sono le seguenti:
1°) ripristino e sostituzione delle guarnizioni in gomma dei serramenti;
2°) imbiancatura delle scale, più volte promessa, ma mai eseguita;
3°) verniciatura delle ringhiere esterne dei balconi;
4°) sostituzione degli attuali giochi dei bambini, dietro la Casa-Famiglia, diventati pericolosi, con altri giochi (pallamano e pallacanestro) e con asfaltatura, possibilmente colorata, dell'area;
5°) ripristino delle caditoie con lo scarico dell'acqua e pavimentazione completa del quartiere e dei marciapiedi, perché è sufficiente recarsi nel quartiere nei giorni di pioggia o di neve per rendersi conto delle pozzanghere che vi si creano;
6°) sistemazione della viabilità interna, con la predisposizione di cartelli di precedenza e di divieto di sosta, nonché la predisposizione della completa segnaletica dei parcheggi-macchina non numerati, per regolamentare meglio il posto-macchina, dando così la possibilità ai vari mezzi di trasporto di circolare meglio all'interno del quartiere (camion della nettezza urbana e dei Vigili del Fuoco, nonché autovetture della Croce rossa...);
7°) manutenzione urgente dei box, per porre rimedio all'infiltrazione dell'acqua, in seguito alla quale gli intonaci si scrostano; per risolvere questo inconveniente è necessario rimuovere la terra nel lato nord, facendo un'intercapedine; mentre per tutti gli altri muri è necessaria una manutenzione generale;
8°) come da accordi verbali presi a suo tempo, per quanto concerne l'autogestione dell'area verde, cortesemente si richiede l'intervento del Presidente nei confronti di quegli inquilini che si rifiutano di versare la quota dovuta al Comitato stesso.
Rimanendo in attesa di avere un incontro con il Presidente, se possibile, o con alcuni membri del Consiglio di amministrazione, per esporre a voce le nostre richieste, ringraziando, porgiamo i nostri distinti saluti".
Questa lettera, come vi dicevo, è stata inviata all'IACP il 2 giugno 1987.
Al Presidente del Comitato di quartiere, signor Avati Girolamo, è stata data risposta in data 9 settembre 1987, con una lettera inviata dal Presidente dell'IACP, nella quale si dice testualmente:
"Si comunica che quanto segnalato da codesto Comitato, con lettere del 2 giugno 1987 e del 27 agosto 1987, è stato inserito nell'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio di amministrazione, indetta per il giorno 17 c.m.
Relativamente a quanto inserito, sulla chiusura di questa presidenza nei confronti del Comitato di quartiere, si precisa che le problematiche manutentive sollevate in precedenza sono sempre state esaminate e discusse in Consiglio e le conseguenti conclusioni rese note ai rappresentanti del Comitato stesso.
Si è citata ad esempio l'istanza avanzata in data 9 maggio 1986, esaminata dal Consiglio e dall'Assemblea il giorno 12 giugno 1986 (oggetto 17/a), seduta nella quale veniva preso atto dei lavori affidati, (ripristino marciapiedi e pavimentazione piazzali nei tratti maggiormente dissestati, rimozione panchine deteriorate e sostituzione delle stesse, revisione...)..."
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... Come hai detto Presidente? Dimmi, Presidente, perché non ho capito quello che hai detto.
ROLLANDIN (fuori microfono):Questa l'abbiamo già sentita.
BAJOCCO (PCI):Beh! Te la ripeto lo stesso; comunque è la prima volta che te la leggo. Del resto questa è solo la seconda lettera, perché ce ne sono altre due.
... Il Comitato di quartiere, nella riunione svoltasi presso la sede il 25 settembre 1986.
Recentemente è stata disposta la rimozione delle attrezzature giochi-bambini deteriorate, che interessano l'area verde centrale..."
Come dicevi, Mario?
ANDRIONE (fuori microfono):Ci vuole un po' più di sentimento nella lettura.
BAJOCCO (PCI):Va bene, allora diamo un po' più di sentimento.
"... allo studio predisposto dagli uffici per un programma di intervento manutentivo, atto... Distinti saluti".
Arriviamo ad una lettera inviata dal Comitato di quartiere, in data 27 agosto, al signor Presidente dello IACP ed al Presidente della Giunta:
"Sono trascorsi ormai tre mesi da quando il Comitato di quartiere chiedeva un incontro con Lei e con il Consiglio di amministrazione, per poter esaminare le richieste più volte avanzate dal Comitato stesso...".
Poiché non voglio stancare troppo i Consiglieri, dico solo che il Comitato richiedeva quanto già era stato richiesto altre volte e si lamentava dell'assenza di un incontro e di una risposta positiva.
C'è poi la risposta del Presidente della Giunta regionale, al quale era stata indirizzata per conoscenza una precedente lettera, ad un cittadino di quel quartiere, nella quale si dice:
"Osservazioni in merito ai lavori manutentivi necessari all'interno del Quartiere di viale Europa.
In relazione alla lettera del 27 agosto 1987, inviata per conoscenza a questa Presidenza e relativa all'oggetto, si comunica che il Presidente dello IACP della Valle d'Aosta, interpellato in merito alla situazione segnalata, ha fatto presente che, nella prossima adunanza del Consiglio di amministrazione dell'Istituto stesso, indetta per il giorno 17, verranno esaminati gli eventuali interventi manutentivi ai difetti all'interno del quartiere.
Lo stesso Presidente ha precisato altresì che le problematiche manutentive sollevate in passato sono sempre state esaminate e discusse in Consiglio e le conseguenti decisioni sono state rese note ai rappresentanti degli stessi.
Si invita pertanto la SV a portare a conoscenza degli altri componenti del Comitato di quartiere il contenuto della presente, nella speranza che le problematiche ed i problemi sollevati possano trovare definitiva soluzione".
Il problema è che, se questo IACP non ha alcuna disponibilità finanziaria, ditemi voi che cosa può fare per provvedere alla manutenzione di tutto questo patrimonio edilizio. E' vero che una parte del patrimonio amministrato dallo IACP è di proprietà dei Comuni o della Regione ed è altresì vero che la manutenzione di queste case viene fatta dai Comuni o dalla Regione. Tutte le altre case, però, sono più di 1.000 e se questo ente viene privato dei fondi che vengono dati dallo Stato alla Regione e che a loro volta dovrebbero essere assegnati allo IACP per la ristrutturazione di queste abitazioni o di questi quartieri, io non so come lo IACP possa risolvere tutti questi problemi, visto che l'Amministrazione regionale, la Giunta, il Presidente della Giunta o l'Assessore ai Lavori Pubblici, dirottano altrove questi soldi. Io mi domando come si possa provvedere alla manutenzione di questo patrimonio edilizio, quando non si dispone di una sola lira.
PRESIDENTE:Il Consigliere Bajocco ritiene che la mozione debba essere messa ai voti?
BAJOCCO (PCI):Certo!
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà
MAFRICA (PCI):E' dal 1982, cioè dall'approvazione della legge n. 182, che la nostra Regione ha la possibilità di legiferare in materia di IACP e, volendo, si poteva utilizzare l'opportunità offertaci dallo Statuto di inserire questa materia nei Lavori Pubblici.
Il Presidente della Giunta, invece, fa in sostanza il ragionamento che segue: "Voi parlate di conservazione del patrimonio residenziale pubblico, ma solo una parte di questo patrimonio è dei Comuni o della Regione, mentre un'altra parte è dello IACP. Sul patrimonio del Comune e della Regione si interviene e porteremo i programmi per interventi futuri; mentre per il restante patrimonio bisognerà predisporre un disegno di legge per la regionalizzazione dello IACP".
C'è da osservare tuttavia che, mentre avvengono queste cose, una parte del patrimonio dello IACP continua a deteriorarsi. Io credo che le date delle lettere lette dal Consigliere Bajocco dimostrano che è da tempo che gli inquilini pongono dei problemi, ma che è anche da tempo che quei problemi non vengono risolti.
Ora è curioso che la nostra Regione già da due anni, con la legge n. 15 del 1987, abbia stabilito come e quanto far pagare di affitto agli inquilini di quelle abitazioni, mentre resista alla possibilità di intervenire, probabilmente perché lo IACP è più collegato allo Stato che non alla nostra Regione. Io penso che, quando con il tempo si arriverà alla regionalizzazione dello IACP, sicuramente si dovrà intervenire su quelle case; ma, più tempo sarà trascorso a quella data, più sarà degradato quel patrimonio e maggiori saranno gli interventi finanziari.
Il Consigliere Bajocco prima parlava di svariati miliardi. Se con l'approvazione della mozione si assume l'impegno di affrontare in tempi più brevi la questione, io credo che sicuramente ci sarà poi un minore esborso finanziario e sarà più facile il recupero di quelle abitazioni. Tutto questo, ovviamente, senza parlare della questione sociale, perché non è sicuramente bello vivere in mezzo a strade dissestate, con fognature che perdono o con infissi cadenti.
Noi quindi siamo dispiaciuti del fatto che si tenga conto solo in modo parziale della mozione e non si voglia affrontare questo problema, che è uno dei tanti che noi abbiamo e che comunque interessa un migliaio di famiglie.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 26
Votanti: 5
Favorevoli: 5
Astenuti: 21 (Agnesod, Andrione, Beneforti, Bich, Faval, Fosson, Lavoyer, Limonet, Louvin, Marcoz, Martin, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Rusci, Stevenin, Trione, Vallet, Vesan, Viérin e Voyat)
Il Consiglio non approva
