Objet du Conseil n. 61 du 13 février 1975 - Verbale

OGGETTO N. 61/75 - SOLLECITA CORRESPONSIONE DEI CONTRIBUTI REGIONALI NEL SETTORE DELL'AGRICOLTURA. APPROVAZIONE DI MOZIONE.

Mozione

Visto il rilevante ritardo con cui l'Amministrazione regionale corrisponde i contributi per l'acquisto di macchinari ed attrezzi agricoli, per l'abbattimento del bestiame da risanare, ecc. trascorrendo, in non pochi casi 12, 18, anche 20 mesi;

Considerato il danno derivante agli aventi diritto che devono, nel frattempo, ricorrere a prestiti bancari affrontando interessi passivi del 15-18%, rimettendoci poi una percentuale ancora superiore dovuta alla continua svalutazione della moneta;

Riconosciuta l'urgenza di rimediare a tali inconvenienti in modo particolare nel campo dell'agricoltura che ogni giorno deve affrontare nuove difficoltà per sopravvivere, il Consiglio regionale

Delibera

di impegnare la Giunta a corrispondere detti contributi agli aventi diritto entro e comunque non oltre tre mesi dalla data di presentazione della domanda.

F.ti: Tonino Aldo - Crétier Egidio - Manganoni Claudio

Caveri (U.V.) - Chi domanda la parola? La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Non è necessario illustrarla lungamente, perché sono problemi che tutti conosciamo. I contributi, i sussidi, in moltissimi casi si fanno aspettare (e lo abbiamo scritto qui): 12, 18 e anche 20 mesi; se poi andiamo nel campo dei tetti in ardesia, allora lì non si contano più a mesi, ma addirittura ad anni.

Ora io penso che, se noi continuiamo di questo passo, un giorno non troppo lontano i nostri figli forse rimpiangeranno la burocrazia romana. Per evitare di arrivare a quel punto io direi: alleggeriamo queste pratiche, andiamo a vedere dove si arenano e si insabbiano, scuotiamo dove bisogna scuotere e facciamo in modo che a chi chiede questi contributi e questi sussidi, se non ha diritto gli si risponda no, e se ha diritto gli si versino in un tempo ragionevole, che noi abbiamo proposto in tre mesi.

Marcoz (U.V.P.) - Mi chiedo se i Consiglieri presenti non abbiano un pizzico di presunzione: cambia la Giunta, cambia la maggioranza ed ecco che ti arrivano certe mozioni che a mio avviso dovevano già essere fatte non oggi, parecchi mesi fa! Comunque c'ero anch'io, e il mio spirito, il mio animo abbastanza buono e generoso non vuole addentrarsi in queste cose qui. Cercherò più che altro di prendere questa mozione come una mozione illustrativa, in quanto è bene che il Consiglio si renda conto di come avvengono certi fatti e di come avviene la prassi normale della disamina delle varie domande.

Compatibilmente con le esigenze tecnico-amministrative contabili, dovute ai necessari controlli e sopralluoghi per l'accertamento della sussistenza dei requisiti previsti per ottenere la concessione delle provvidenze richieste, le domande degli operatori agricoli vengono esaminate e definite dall'Amministrazione regionale nel più breve termine possibile - cioè in tre mesi di tempo - e spiego come. Nella valutazione dei tempi previsti per l'istruttoria delle pratiche è necessario collocare il rilevante numero delle richieste e la necessità - per evitare sperequazioni ed abusi - di controlli minuziosi e di opportune verifiche. Non da ultimo, bisogna ricordare che la liquidazione dei contributi è legata agli stanziamenti del bilancio; non sempre tutte le richieste che pervengono alla Regione sono coperte da stanziamenti di bilancio. Bisogna infine ricordare che l'elaborazione dei dati, la formazione degli elenchi, la preparazione delle deliberazioni, il visto da parte della Commissione di Coordinamento, l'emissione dei singoli mandati e le trasmissioni degli avvisi richiedono un tempo minimo di tre mesi. È sperabile ed è auspicabile che in questa ristrutturazione della nuova Amministrazione regionale - il famoso studio ISAP - si trovino soluzioni più adeguate, più leggere e più agevoli.

Riguardo alle domande dell'anno 1974 per l'acquisto degli attrezzi agricoli furono presentate 2.398 domande alla data del 31.12.1974, di cui 1.276 non evase, non perché non esaminate - tutte quante lo sono state - ma solamente perché mancavano i fondi. Altrettanto si può dire per quanto riguarda l'abbattimento del bestiame: le domande inevase al 31.12.1974 erano 1.500, e ciò è stato dovuto, anche qui, non alla mancata disamina delle domande ma alla mancanza di fondi.

Io accetto l'invito contenuto nella mozione dei Consiglieri Comunisti, però è impossibile applicare il termine di tre mesi, in quanto tre mesi ci vogliono solamente per le pratiche che prima vi ho esposto; per esaminarle, per deliberarle, per avere il visto dal Coordinamento passano tre mesi. Quello che posso impegnarmi ad assicurare è che nel termine di cinque o sei mesi i vari richiedenti possano avere almeno la consapevolezza se la domanda è accettata o no. Per quanto riguarda il finanziamento, poi, quello sarà tutta questione di bilancio.

Pedrini (P.L.I.) - Io ho una particolare simpatia per l'Assessore Marcoz e quindi non voglio evidentemente... no, infierire non è la parola esatta, cercavo proprio la collocazione, l'abaculus [dal latino: tassello], direbbe qualcuno di mia conoscenza, che andasse bene per giustificare questo mio brevissimo intervento.

Desidererei soltanto dire all'Assessore Marcoz che i Comunisti hanno fatto questa mozione, ma si dà il caso che il sottoscritto già parecchi mesi fa, proprio parecchi mesi fa, avesse fatto la stessa interrogazione a loro che erano seduti su quei banchi. La situazione non è cambiata per gli uffici, io penso, e la risposta data parecchi mesi fa mi pare che grosso modo ricalchi quella fornita oggi.

Già mesi fa non approvavo quello che mi è stato detto, quindi oggi non posso approvare quanto dice l'Assessore Marcoz. È vero, ci sono un nugolo di domande e su questo siamo perfettamente d'accordo, ma bisognerebbe cercare il modo. Già allora dissi - e lo indicai alla Giunta che a quell'epoca seduta era su quei banchi - di potenziare quell'ufficio, nel senso che non basta una persona sola per fare i controlli, che registri e che faccia tutto quanto. È assolutamente inconcepibile che i nostri impiegati possano fare un determinato lavoro in pochissimi come quelli che sono addetti a farlo.

Mi risulta che ci siano molti impiegati che hanno del tempo libero. Siccome la parola "tempo libero" piace, bisognerebbe vedere se fosse possibile adibirli per aiutare questo ufficio. Probabilmente verremmo così ad ottenere una grande cosa: che i nostri contadini non aspetterebbero, perché la realtà purtroppo non è quella dei sei mesi. Consigliere Manganoni, se fosse di sei mesi io ci metterei la firma subito e batterei le mani all'Assessore, ma qui l'attesa è di due anni! Noi abbiamo dei contadini, di cui mi sono interessato proprio l'altro giorno, che aspettano da due anni le 50 mila lire, non sono grosse cifre!

È giusto quello che l'Assessore dice sulla mancanza di fondi nel bilancio, non discuto su questo, ma allora vediamo di aumentare leggermente il bilancio in tal senso.

Caro Manganoni, la questione principale, però, se si vuole risolvere il problema, è solamente quella di potenziare i servizi di quell'ufficio, non ci sono altre soluzioni.

Lo dissi già mesi fa e lo ripeto oggi, le cose continueranno ad andare come prima: noi fra un anno rifaremo ancora - o qualcun'altro rifarà ancora - questa mozione e ridiremo le stesse cose.

Lustrissy (D.P.) - A sentire la discussione ho l'impressione che alcuni Consiglieri non sappiano esattamente come funzionano i servizi regionali.

Io tengo a precisare, per l'esperienza che ho fatto all'interno dello stesso Assessorato dell'Agricoltura, che tale Assessorato non è responsabile dei ritardi sui pagamenti delle indennità e sui vari contributi agli agricoltori, in quanto gli uffici dell'Assessorato hanno sempre predisposto tutti gli atti in termini abbastanza brevi. Il vero intoppo nasce dall'Assessorato delle Finanze, perché chi provvede al pagamento e alla liquidazione del contributo è l'Assessorato delle Finanze.

Ora, io mi ricordo proprio un caso specifico: quando si è trattato di liquidare le indennità per il Verde rurale, abbiamo dovuto fare tutto il lavoro di competenza dell'Assessorato delle Finanze tramite i funzionari dell'Assessorato dell'Agricoltura. Se qua c'è un servizio da potenziare - non voglio fare nessun addebito all'Assessore delle Finanze attuale, né a quello precedente - se c'è un Assessorato che effettivamente è scoppiato è l'Assessorato delle Finanze, perché il numero di mandati limitati di alcuni anni addietro li abbiamo più che triplicati. Due anni fa abbiamo anche comperato o affittato un nuovo Centro Elettronico (Honeywell) che doveva garantire questi adempimenti, però questo Centro non è in grado di funzionare appieno perché mancano gli addetti qualificati che lo possano fare funzionare a pieno ritmo.

Se c'è un settore da rivedere e da potenziare per me è l'Assessorato delle Finanze, in modo che possa far fronte a questi adempimenti con più celerità, perché questo non succede solo per l'agricoltura, ma anche per tutti gli interventi deliberativi del settore delle contribuzioni, del settore dei pagamenti dell'Amministrazione regionale. Mi pare che questo fosse proprio uno degli impegni assunti dal Presidente della Giunta, all'atto della sua nomina, nelle sue dichiarazioni programmatiche.

Pertanto io ci tengo a ribadire che l'Assessorato all'Agricoltura, pur avendo i funzionari che oggi ha a disposizione, essendo aumentate le competenze in questi ultimi anni per via di una nuova legislazione, si trova di fronte a grossi problemi relativi agli adempimenti per far fronte a tutte queste situazioni. Tali adempimenti vengono però espletati dall'Assessorato dell'Agricoltura a breve termine, mentre all'interno dell'Assessorato delle Finanze c'è da rivedere tutta l'impostazione. Bisogna avere il coraggio - questo è un suggerimento che posso dare per la mia esperienza all'Assessore alle Finanze, Fosson - di prendere in mano il problema alla radice e di ristrutturare l'Assessorato delle Finanze in un modo più efficiente e più organico, per far sì che quel Centro Elettronico che costa parecchi milioni di affitto all'Amministrazione regionale renda veramente il servizio che deve rendere, affinché i cittadini abbiano la possibilità di beneficiare dei contributi e delle provvidenze dell'Amministrazione regionale nel più breve termine possibile.

Manganoni (P.C.I.) - Assessore Marcoz, certe mozioni andavano fatte prima? Beh, Tonino ha presentato una mozione su questo argomento circa un anno e mezzo fa, e noi quante volte ne abbiamo parlato in questo Consiglio? Non è che oggi scopriamo l'acqua calda! D'altronde l'attuale Giunta ha affermato - mi pare per bocca del Presidente - che avrebbe migliorato i sistemi amministrativi, ristrutturato, e noi abbiamo preso atto: adesso ristrutturiamo, miglioriamo.

Il Consigliere Lustrissy dice che l'Assessorato delle Finanze scoppia. Va bene, se l'Assessorato scoppia o lo facciamo scoppiare o sennò rimediamo in modo che non scoppi e che funzioni anziché scoppiare, quindi questi sono fatti che vi dovete vedere.

L'Assessore Marcoz dice che in molti casi mancano i fondi. Qui voglio fare due considerazioni. Prima di tutto quando facciamo i bilanci riflettiamo e i soldi di certi capitoli, che poi alla fine dell'anno non si spendono, bisogna impegnarli. Tipo questa mattina: per una piscina di cui non esiste il progetto noi abbiamo già 250-300 milioni accantonati lì per quando si farà il progetto e poi chissà quando si faranno i lavori, quindi sono soldi fermi.

Ecco l'errore di questa Amministrazione e del Consiglio - perché chi vota il bilancio sono anche i Consiglieri, non solo la Giunta - l'errore che noi commettiamo: noi facciamo delle spese pazze, che non voglio ripetere: la piscina tutta d'oro, l'Alpila e tutto quello che ne segue, miliardi che buttiamo dalla finestra, e poi in questi casi mancano i fondi, non li abbiamo! Facciamo allora attenzione quando stendiamo il bilancio e mettiamo i soldi nei capitoli dove si spendono e sono indispensabili, non in capitoli che poi si impegnano e non si spendono o per fare opere faraoniche.

Comunque, se mancano i fondi, a mio parere l'Assessore dovrebbe scrivere all'interessato comunicandogli che la sua domanda è stata accolta e che i quattrini saranno dati col prossimo bilancio; se non altro, l'interessato saprebbe che la sua domanda è stata accolta e non starebbe lì in attesa dicendo "non mi rispondono, chissà com'è o come sarà". In questi casi si manda una lettera dicendo che saranno erogati con il nuovo bilancio o col nuovo assestamento di bilancio.

Sulla questione dei sei mesi ho parlato con i miei compagni che hanno firmato la mozione ed è un fatto che potremmo anche accettare. È vero, noi abbiamo scritto tre mesi, ma ci rendiamo conto che non si può passare da due o tre anni a tre mesi, quindi accettiamo i sei mesi. Se poi per una pratica anziché metterci sei mesi ci si mette qualche giorno in più noi non spareremo sulla Giunta, sono cose umane che si comprendono. Comunque se noi scendiamo dal numero di prima a cinque, sei, sette mesi sarebbe già un passo avanti.

Noi accettiamo pertanto di modificare la delibera con "sei mesi", neanche cinque o sei, mettiamo pure sei mesi di media, però sappiate che vi staremo appresso.

Fosson (U.V.) - Non vorrei fare delle polemiche, però l'intervento del Consigliere Lustrissy richiede qualche spiegazione al Consiglio, perché è troppo semplicistico; quello che lui ha detto è troppo da "scarica barile" e in questa Amministrazione c'è effettivamente l'abitudine di scaricarsi gli uni con gli altri.

Ora vorrei prima di tutto dire che nel 1974 sono stati emessi quasi 25 mila mandati dall'Assessorato delle Finanze, si è arrivati anche a fare un mandato di 50 lire per far quadrare la contabilità. Questo è un esempio: era una questione derivante dal mancato aggiornamento dell'Ufficio Ditte, quindi occorreva versare all'Intendenza di Finanza 50 lire e dovevano essere versate con mandato a fine anno (si arriva anche a questi estremi!).

Non è certamente per spirito di corpo che voglio difendere l'Assessorato delle Finanze, perché in questo momento ne sono l'Assessore, ma quando il Consigliere Lustrissy parla della sua esperienza mi permetto di dirgli che l'esperienza io l'ho fatta a più riprese, e quindi quando parlo con cognizione di causa, certamente non a vanvera.

Ammetto che l'Assessorato delle Finanze è sovraccarico, ammetto che il Centro Meccanografico è costretto in locali insufficienti, perché se andate a vedere come battono le perforatrici - sono in un bugigattolo e sono in quattro - certamente non è una cosa razionale, tutte le macchine sono al ristretto e la manutenzione di queste macchine interessa i programmatori - abbiamo due programmatori - che in questi ultimi tempi hanno dovuto svolgere un lavoro che non ha niente a che fare con l'Assessorato delle Finanze, perché tutti si rivolgono a questo Centro. Ad esempio, per mantenere la scadenza del 10 febbraio per le carte carburanti, giorno nel quale dovevano essere distribuite, il Centro Meccanografico ha lavorato per quattro giorni a turni di giorno e di notte. Sempre di notte, in questo periodo, abbiamo richiesto un lavoro straordinario per la preparazione del bilancio, non al Centro, ma a tutti gli altri impiegati che hanno dovuto mettersi a spron battuto a preparare il bilancio - domani spero che vi daremo tutti gli allegati del bilancio 1975 -, lavoro che va oltre a quello dei mandati. Vi ho già detto che nel 1974 i mandati sono stati circa 25 mila (il numero esatto è 24.800 e tanti) e i locali sono quelli che sono.

Mi preme però rispondere al Consigliere Lustrissy. Spesso e volentieri nei vari Assessorati, quando ci sono dei ritardi, si dice è colpa della Finanziaria. No, non c'è da scuotere la testa, perché noi ci siamo passati! Io non firmo senza guardare, l'ho detto proprio in Giunta e ho fatto rilevare che noi abbiamo emesso dei mandati in questi ultimi tempi, proprio nel mese di gennaio, scaricando ancora sul 1974 diverse cose risalenti all'inizio del 1974 ma pervenute all'Assessorato delle Finanze alla fine di dicembre del 1974.

Come ha ricordato questa mattina l'Assessore della Pubblica Istruzione, Maria Ida Viglino, noi abbiamo avuto persone che hanno fatto delle supplenze nel mese di aprile e maggio 1974 e il pagamento di queste supplenze è pervenuto all'Assessorato delle Finanze a fine dicembre 1974. Queste persone sono andate a reclamare ed è stato loro risposto: "è tutta colpa della Finanziaria".

Ora, tanto per essere preciso col Consiglio - io non sapevo e non volevo prendere la parola su questo affare dei ritardi degli attrezzi rurali - se volete vi porto nomi, cognomi e date di questi ritardi. Non parliamo poi delle fatture di fine 1973! Praticamente i fornitori andavano a reclamare - non fatemi dire in quali uffici - e veniva loro risposto: "non sappiamo che cosa fa la Finanziaria che non le paga". Queste fatture sono arrivate a noi a fine dicembre o ai principi di gennaio del 1975 e i mandati sono già stati fatti.

Sulla questione dell'Agricoltura ha detto bene l'Assessore Marcoz, i ritardi non vengono tanto dalla lungaggine delle pratiche, quanto dall'assestamento di bilancio. Noi sappiamo che è stato fatto un aggiornamento sul bilancio nel mese di ottobre, l'abbiamo approvato in Giunta; certamente che quelle pratiche senza finanziamento e che sono state finanziate con l'aggiornamento di bilancio del mese di ottobre non potevano essere pagate ad aprile o ad inizio anno! Il Consigliere Lustrissy avrebbe dovuto quindi giustificare almeno questo per conto suo, perché tutti i mandati relativi agli attrezzi agricoli e agli abbattimenti arrivano adesso: questa è tutta roba del 1974 pervenuta alla Finanziaria adesso, all'inizio di gennaio.

C'è pertanto da rivedere un po' tutto e bisogna organizzare la questione all'interno dell'Assessorato delle Finanze. Sono il primo a dire che bisogna sveltire qualche cosa, ma voi sapete che da quando è approvata la delibera, almeno per le cose normali, ci vuole un mese circa per avere il visto. Praticamente la Finanziaria si accerta che ci sia il finanziamento di questa delibera prima di emettere il mandato, quindi già in questa fase passa automaticamente circa un mese e mezzo o due. L'altra fase, quella di accertamento delle varie richieste fatte ai singoli Assessorati, praticamente porta via un proprio tempo, anche quando non c'è la mancanza di fondi. Vorrei pertanto dire al Consigliere Manganoni che la questione dei tre mesi in questa mozione non si può assolutamente accettare.

Ora, sul fatto che sia bene sveltire alcune pratiche dell'Assessorato delle Finanze, abbiamo già detto che vedremo di fare tutto quello che si può, però ho anche dato ordine di mettere un timbro con la data di arrivo a tutte le cose che pervengono in ritardo, affinché non possa essere scaricato sul nostro Assessorato il ritardo che ha origine dai vari uffici di altri Assessorati, per una questione di equità, perché questo "scarica barile" non è logico. Se ci saranno ritardi oltre misura da parte dell'Assessorato delle Finanze noi provvederemo e cercheremo di richiamare all'ordine gli impiegati che eventualmente hanno ritardato, ma la stessa cosa si deve pretendere dai funzionari degli altri Assessorati, in modo che le cose non vengano scaricate tutte su una parte, quando ognuno ha le sue colpe.

Io credo non ci sia altro da aggiungere. Se a qualcuno permane qualche dubbio su quanto ho detto e crede che non corrisponda a verità, io verrò qui con documenti e con date precise, in modo che potrò chiarire davanti a tutti i Consiglieri a che punto sta la cosa.

Chincheré (P.C.I.) - Condivido quanto detto dai compagni sulla mozione presentata.

Volevo solo fare un invito all'Assessore Marcoz, il quale, in apertura del suo intervento, sembrava accusare i Comunisti di avere atteggiamenti diversi quando sono in maggioranza - anche se fuori della Giunta - rispetto a quando sono in minoranza. Direi che le accuse sono infondate, il nostro atteggiamento è sempre coerente con le posizioni politiche del nostro Partito e con l'elaborazione amministrativa del Gruppo consiliare e direi oltretutto che è meno indicata la fonte, il pulpito.

Vorrei rammentare all'Assessore Marcoz che era Assessore nell'altra Giunta e lo è anche in questa. L'Union Valdôtaine Progressiste ha giocato un ruolo notevole, con la caduta della passata maggioranza, alla formazione di questa maggioranza. Pertanto da qui l'invito - se non un invito, un consiglio - di non polemizzare in questo modo con i Comunisti; se lo si vuole fare lo si faccia, però poi alla fine della polemica verificheremo chi uscirà con le ossa rotte!

Monami (P.C.I.) - Farò un intervento che probabilmente può sembrare non inerente all'argomento e con un taglio decisamente diverso da tutti coloro che mi hanno preceduto.

Approfitto di una frase dell'Assessore Fosson sulla quale mi permetto di polemizzare, ma per centrare il tipo di discorso che vorrei fare. Ha dato l'ordine di mettere il timbro con la data... direi che va benissimo, perché ognuno di noi ha sempre il desiderio di poter dimostrare che la sua attività è solerte, che i suoi uffici funzionano e che semmai le responsabilità ricadono su altri. Vedete, la burocrazia è nata dall'esigenza di mettere timbri su timbri, ma non è questo il taglio del mio intervento.

Vedete colleghi, questa mattina il collega Manganoni, su alcune ratifiche dei Lavori Pubblici, si lamentava, come io ebbi occasione di fare una volta nei confronti del Consigliere Pollicini, della trattativa privata. Noi concordiamo che non sia adatta la trattativa privata in quanto la legge prevede che vadano applicate determinate norme, però ci rendiamo anche conto, come uomini politici che pretendono di amministrare un Paese moderno come l'Italia - e non esclusa evidentemente la Valle d'Aosta - e ci sentiamo anche in dovere di dire che talvolta la burocrazia non è soltanto il sovrapporre timbri, ma è quell'eccessivo modo di concepire ristrettamente le disposizioni, le leggi e i regolamenti che si sono sovrapposti negli anni e che rendono paralizzata quella che dovrebbe essere invece la vita moderna, slanciata e dinamica di un Paese moderno.

Ebbene, noi Comunisti, che ci vantiamo di essere classe dirigente non solo della Valle d'Aosta ma anche del Paese, l'Italia, diciamo che è necessario snellire certe forme burocratiche che opprimono la nostra attività. Questo snellimento lo dobbiamo fare, costi quello che costi, anche violando e coartando, non tenendo conto di certe disposizioni vecchie e stravecchie, pesanti, e che fanno sì che oggi bisticciamo perché il timbro è stato messo prima o dopo, perché le pratiche giacciono negli uffici per 18-20 mesi, come dice giustamente il compagno Manganoni che ha messo il dito nella piaga.

Secondo me non dobbiamo dimenticare, se siamo amministratori coscienti che hanno di fronte a loro le responsabilità di amministrare non un Paese di cento anni fa, ma un Paese moderno, che dobbiamo avere anche questa capacità. È chiaro che questa capacità ce la dobbiamo conquistare discutendo e dibattendo questi problemi qui dentro, in aula, per esempio avendo il coraggio di approvare quella famosa legge che voi tutti avete respinto per il "blocco di salvaguardia delle strutture ospedaliere". Se noi dessimo questo senso al nostro discorso, al nostro modo di intervenire, di lavorare, di intendere la politica e l'Amministrazione, state tranquilli, colleghi Consiglieri, che non correremmo dietro alle responsabilità reciproche di quell'Assessorato, di quel funzionario, di quel tecnico o di quell'amministratore; affronteremmo il problema nel modo più giusto e corretto per risolvere, direi "spazzare via" questa tremenda burocrazia che opprime non solo il Paese, ma anche la Valle d'Aosta. Ho voluto fare questo intervento di carattere leggermente diverso da quello svolto da tutti gli altri perché secondo me oggi abbiamo bisogno soprattutto di queste cose, anche se non vanno dimenticate quelle tecniche e più minute per organizzare e rafforzare i servizi deficitari.

Viglino M. Ida (R.V.) - Io adesso vorrei solo rispondere al Consigliere Monami.

Sono d'accordo che la burocrazia può rallentare moltissimo lo svolgimento di certe funzioni, ma vorrei chiedere questo: se è burocrazia il fatto di trovarsi di fronte a numerose fatture per le quali non esiste alcun impegno di spesa e che quindi vengono ritardate proprio per un difetto, non di burocrazia, ma di amministrazione sana. Ho finito.

Andrione (U.V.) - Vorrei dire solo due parole.

Per noi la mozione va bene, ma non mi sembra opportuno mettere una data di sei, sette, otto mesi, perché francamente non vedo che cosa succederebbe qualora questa data non venisse rispettata, al massimo avremmo qualche urlo di Manganoni in questo Consiglio che verrebbe a dire: "non avete rispettato la mozione", punto e basta. Non mi sembra questo il modo di aiutare una Giunta a fare quello che è suo obbligo fare. Non abbiamo la bacchetta magica, non riusciamo a risolvere tutti i problemi contemporaneamente, però ci sono effettivamente delle strozzature.

Ho già preso un certo impegno, ho fatto più di diciotto ore di riunione con l'ISAP, proprio perché avevo come preoccupazione fondamentale quella del riordino del Centro Meccanografico. Vi posso dire che un certo tipo di lavoro è stato preparato, prossimamente ne parleremo in Giunta e poi in Consiglio. Comunque uno dei dati fondamentali stabiliti è quello che i mandati siano numerati e possano essere inviati alla Tesoreria per il pagamento soltanto nell'ordine di numerazione, affinché non ci sia né il Presidente della Giunta, né l'Assessore che possa telefonare per dare ordini di scavalchi per cui qualcuno viene pagato dopo una settimana e qualcuno dopo nove mesi (questo per un principio di amministrazione).

Per riprendere quanto dicevo prima, questi sono discorsi pratici, perché queste "norme carciofo" dell'Amministrazione regionale bisogna che ce le mangiamo una foglia alla volta, non possiamo fare discorsi generali. Il primo attacco che vogliamo fare è quindi quello per un riordino del Centro Meccanografico, che esiste, è sotto utilizzato o è utilizzato in maniera stranissima. Per esempio, quando c'è il problema dei conguagli degli impiegati regionali, ci sono i telefoni che incominciano a squillare tutti insieme e bisogna mollare certi pacchi di mandati per fare quelli che hanno precedenza, il Centro Meccanografico deve lavorare con un altro sistema.

Cercheremo nella misura del possibile - e io spero anche in base alle dichiarazioni di tutti i Gruppi, con il vostro aiuto costruttivo - di portare lentamente, perché non riusciamo subito, un po' di ordine in questa Amministrazione. Ci saranno evidentemente delle discussioni in Consiglio, ma porteremo dei documenti comprovanti che il disordine burocratico qualche volta è effetto e qualche volta è causa di un grosso disordine amministrativo. I primi a doversi assumere le proprie responsabilità siamo noi, poi possiamo imporlo agli altri.

Caveri (U.V.) - Chiedo al Presidente della Giunta come intende modificare il dispositivo, perché dice di togliere ogni riferimento al termine.

Andrione (U.V.) - Che sia messo "delibera di impegnare la Giunta a corrispondere detti contributi agli aventi diritto entro..." e qui, secondo me, non si può mettere un termine datato... ecco, io direi: "con la massima tempestività ".

Caveri (U.V.) - Allora sopprimiamo la frase "entro e comunque non oltre tre mesi dalla data di presentazione della domanda" e sostituiamo questa frase con le parole "con la massima tempestività ", così penso che la mozione possa essere votata da tutti. Il dispositivo risulterebbe così: "delibera di impegnare la Giunta a corrispondere detti contributi agli aventi diritto con la massima tempestività ".

(voci)

Manganoni (P.C.I.) - D'accordo, però - e questo d'altronde risulterà anche sui nastri della registrazione - l'Assessore ha accennato a cinque o sei mesi. Noi abbiamo detto subito che non vi spariamo se sono sei mesi e qualche giorno, però "con la massima tempestività" è molto generico, quindi verbalmente l'Assessore è stato più conciso e più preciso, di questo ne diamo atto. Diremo però all'Assessore: "ce l'hai detto tu".

Caveri (U.V.) - Quando lei dice "però" è cattivo segno. Va bene, allora mettiamo in votazione questa mozione corretta con la frase "con la massima tempestività " al posto della fissazione di un termine preciso. Chi è favorevole alzi la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

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Mozione

Visto il rilevante ritardo con cui l'Amministrazione regionale corrisponde i contributi per l'acquisto di macchinari ed attrezzi agricoli, per l'abbattimento del bestiame da risanare, ecc. trascorrendo, in non pochi casi 12, 18, anche 20 mesi;

Considerato il danno derivante agli aventi diritto che devono, nel frattempo, ricorrere a prestiti bancari affrontando interessi passivi del 15-18%, rimettendoci poi una percentuale ancora superiore dovuta alla continua svalutazione della moneta;

Riconosciuta l'urgenza di rimediare a tali inconvenienti in modo particolare nel campo dell'agricoltura che ogni giorno deve affrontare nuove difficoltà per sopravvivere, il Consiglio regionale

Delibera

di impegnare la Giunta a corrispondere detti contributi agli aventi diritto, con la massima tempestività.

Il Consiglio prende atto.