Objet du Conseil n. 3793 du 9 mai 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3793/VIII - ORDINE DEI LAVORI.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per mozione d'ordine il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Signor Presidente, io credo che questo Consiglio abbia lavorato abbastanza. Non dico altro, ma, visto che siamo alla vigilia del suo scioglimento, non dobbiamo neanche trasformarci in stacanovisti: non ce l'ha prescritto il medico. L'Assessore Martin ha dato un bel po' di contributi in giro e gli unici a non beneficiarne siamo proprio noi, che, dovendo affrontare la campagna elettorale, avremmo bisogno di una certa serenità. Prego allora i due Presidenti di concedere la sospensione dei lavori del Consiglio, altrimenti io, con decisione personale, perché non so che cosa ne pensi il Gruppo, me ne vado a dormire, anche perché continuare a stare qui oltre un certo limite diventa una buffonata.
Io credo che l'andamento della seduta, tutto sommato, abbia dimostrato che nessuno di noi aveva intenzione di fare dell'ostruzionismo...
(...INTERRUZIONE del Consigliere STEVENIN...)
... Non lo so, ma certamente non certo per colpa nostra. Sarebbe bene che la maggioranza si guardasse un attimino...
BAJOCCO (fuori microfono): Infatti, mentre noi ci siamo astenuti dal votare una certa legge, quattro o cinque Consiglieri della maggioranza hanno votato contro...
TORRIONE (P.S.I.): Cadeva la Giunta! Cadeva la Giunta! E dopo questa previsione catastrofica del Consigliere Bajocco, io prego il Presidente di aggiornare il tutto a domattina. È da quattordici ore che siamo qui dentro ed a mio avviso non è neanche serio continuare a votare su cose che, per non dire altro, sono seguite con molta indifferenza.
Signor Presidente, visto che è l'ultima seduta, andiamo a dormire e domani mattina ci ritroveremo qui alle nove, così alle undici e mezza potremo chiudere definitivamente i lavori di questo Consiglio. Credo che una richiesta del genere sia accoglibile. Grazie.
PRESIDENTE: Il Consigliere Torrione ha avanzato la richiesta di sospendere la seduta per riprendere i lavori del Consiglio domani mattina. Gradirei una risposta in merito da parte del Consiglio.
Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Ricordando l'invito rivoltoci questa mattina dall'amico Stévenin, che diceva: "Se insiste..., possiamo concedere!", io insisto. Ho già chiesto ad un medico se le condizioni dei Consiglieri, dopo tante ore... Chiedo anche al veterinario se gli animali possono resistere...
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Credo che, in mezzo a tutta questa sghignazzata che alcuni stanno portando avanti in Consiglio, sia da sottolineare un aspetto serio e cioè che, nel momento in cui si decide di sospendere o meno la seduta, si debbano verificare le condizioni del Consiglio.
Noi abbiamo ancora a disposizione le ventiquattro ore, anzi un po' meno perché sono ventidue ore e quaranta minuti, della giornata di domani, nel corso della quale si possono svolgere tre o quattro ore di Consiglio, per discutere con tranquillità e coscienza problemi importanti, non solo per noi, ma soprattutto per la gente.
È del tutto inutile continuare a discutere ora che la gente è evidentemente sovraffaticata. Forse non lo sarà il Consigliere Chabod, che non ha brillato per fatica sia in quest'ultimo periodo che nei periodi precedenti, ma per le persone che hanno effettivamente partecipato il dibattito è stato pesante e costruttivo e durante il suo svolgimento la maggioranza e la minoranza si sono battute sui problemi di rispettivo interesse. Io credo che si debba continuare a discutere su questi toni e livelli, senza scendere ad una prova di forza sulla resistenza fisica di questo o di quel Consigliere. Ciò non sarebbe bello, né per i Consiglieri di minoranza, né per quelli di maggioranza, ma neppure per il buon funzionamento del Consiglio.
Mi è sembrato che il Presidente della Giunta, nel corso delle precedenti chiacchierate, avesse dimostrato una certa disponibilità a riprendere i lavori "questa mattina" alle ore nove, per terminarli entro le undici e trenta.
Al di là di qualche singolo episodio, che però deve essere posto in diretta relazione ad una mancanza di chiarezza in sede di Conferenza dei Capigruppo, mi sembra che la minoranza abbia dimostrato di saper lavorare senza alterare il buon lavoro del Consiglio. Questa sera, infatti, dalle ore ventidue, visto che dopo la sospensione del Consiglio i lavori sono stati ripresi con notevole ritardo, all'una e venti, abbiamo esaminato una larga parte dell'ordine del giorno ed abbiamo affrontato anche interessanti discussioni su alcuni argomenti. Io credo che si possa e si debba procedere ad operare in armonia e, per questo motivo, insisto ulteriormente e mi aggiungo ai partiti comunista e socialista per chiedere che si possa mantenere questa dignità ed offrire un'immagine dignitosa del Consiglio regionale anohe in questa occasione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per fatto personale, il Consigliere Chabod; ne ha facoltà.
CHABOD (D.C.): Sono stato chiamato in causa dal Consigliere Sandri, ma ci tengo a precisare che è stato proprio lui ad ostacolare più di tutti i lavori di questo Consiglio. Oggi, infatti, non ci lasciava neanche entrare e non sarebbe neppure entrato in aula se prima non fosse entrata la maggioranza dei Consiglieri, cioè se non fossimo stati almeno in diciannove! Lui non accetta di essere preso in giro! Sarà molto brillante, ma non me ne frega proprio niente del suo "brillantismo"! Non si può prendere in giro la gente così! Chi crede di essere il Consigliere Sandri? È uno solo qui dentro! Con i quattro voti di preferenza che ha preso crede di venire qui a fare il professore! Caro Consigliere Sandri, ricordati bene che tu non insegni niente a nessuno!
Personalmente non accetto di andarmene via, perché domani, né di mattina, né di pomeriggio, io non verrò in Consiglio; voi fate come volete.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): A propos de dignité, je voudrais dire un petit mot. Vendredi passé il y a eu un accord entre tous les Chefs de groupe, d'après lequel on aurait dû aujourd'hui finir la discussion de l'ordre du jour. Si on n'est pas arrivé là, quelqu'un a des responsabilités et, en tout cas, on peut dire que cette responsabilité n'appartient pas à la majorité, parce que ce matin on a assisté pendant une heure et demie, au sein du Conseil régional, à toute une dispute d'ordre byzantin qui n'avait rien à voir avec la discussion de l'ordre du jour. On a suspendu pendant cinq minutes et cela a duré trois quarts d'heure. A la reprise des travaux, ce soir, l'on a assisté à une attitude honteuse par rapport aux résultats que l'on a eus là dedans.
Je répète donc que s'il y a une question de dignité, le Conseil régional, en ce qui nous concerne, est encore à même de discuter ce qui reste à discuter, maintenant.
PRESIDENTE:Per evitare questioni, pongo in votazione la proposta di sospensione che è stata avanzata dal Consigliere Torrione, così non ci sono più problemi.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27
Votanti: 27
Favorevoli: 9
Contrari: 18
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Io credo che questa presa di posizione sia un po' dura. Tuttavia, prima che il clima si deteriori ulteriormente - e posso anche ammettere che, per la stanchezza, forse ho espresso un giudizio un po' eccessivo sul Consigliere Chabod e me ne scuso -, chiedo alla Presidenza del Consiglio se sia possibile sospendere per cinque minuti i lavori del Consiglio per consentire una riunione della Conferenza dei Capigruppo, anche al fine di evitare che la situazione degeneri.
PRESIDENTE: Chiedo scusa al Consigliere Sandri, ma vorrei sapere almeno su che cosa si dovrebbe discutere.
SANDRI (N.S.): A mio parere, le prese di posizione sul proseguimento dei lavori sono in diretta relazione con una decisione che è stata presa questo pomeriggio dalla Conferenza dei Capigruppo. Penso, quindi, che spetti alla Conferenza dei Capigruppo risolvere il problema, anche per non trasformare quest'aula in sede di picche e ripicche di carattere personale.
PRESIDENTE: Sospendiamo per cinque minuti i lavori del Consiglio, per consentire la riunione della Conferenza dei Capigruppo.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalla ore 1,27 alle ore 1,35.
PRESIDENTE: La Conferenza dei Capigruppo non ci ha consentito di definire una linea di condotta. Le posizioni sono diametralmente contrapposte, ragion per cui dovrebbe rimanere in vita l'accordo stipulato in precedenza e cioè che i lavori dovrebbero proseguire ad oltranza, a meno che i signori Consiglieri non si mettano d'accordo per rinviare i lavori a domani.
Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Non voglio far prevalere una tesi sull'altra, ma con un po' di buonsenso vorrei fare due riflessioni.
L'ora è tarda, perché l'orologio segna le una e trentasei, e credo che ciascuno di noi sia un po' stanco, visto che siamo in quest'aula da oltre tredici ore. A prescindere da ciò, però, mi preoccupa un'altra questione e cioè la dignità del Consiglio. Io credo che non si faccia alcun favore a questo consesso nel continuare a votare od a protrarre la seduta quando si è affaticati e si è ormai persa l'attenzione e la tensione.
Non voglio prevaricare le esigenze degli altri Gruppi, ma, per quel che riguarda il nostro Gruppo, posso rispettosamente dire che noi siamo stati ai patti fino in fondo e, pertanto, pretendo che lo stesso favore ci venga fatto dagli altri Colleghi.
Se invece la dignità qui non ha più senso e ci limitiamo ai dispetti verso l'uno o l'altro, non approdiamo certamente a nessun esito positivo, ma ad uno stupido braccio di ferro. Per quel che ci riguarda, posso ribadire che noi abbiamo rispettato i patti. Se c'è qualcosa di personale, si ricorra ad un altro sistema, ma non si avvilisca e non si mortifichi il Consiglio in questo modo!
Credo di aver detto tutto, perché non ho altro da aggiungere. Avevo preannunciato che me ne sarei andato, ma per un certo senso del dovere, sono rimasto. A questo punto, però, non credo che si possano affrontare ulteriormente i lavori del Consiglio con la serenità e con lo stato d'animo adatti alle incombenze che ci attendono. Non ci dimentichiamo, infatti, che dobbiamo affrontare alcuni argomenti veramente importanti.
Rivolgendomi soprattutto al mio buon senso e poi a quello dei Colleghi, vorrei chiedere che si arrivi ad una composizione pacifica della vertenza, anche perché questa è l'ultima seduta, così non diamo l'impressione che il Consiglio sia proprio allo sbando. Finora non lo è stato ed ha rispettato i patti, che, però, dovremmo cercare di rispettare sino in fondo.
Troviamo una soluzione di mediazione: se non si può domani mattina alle nove, si riprendano i lavori domani pomeriggio, verso le sedici, ma non si continui più la manfrinata di voler stare qui ad ogni costo! Credo che ciò offenda la dignità di questo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE: Se ho ben capito, ci sono tre proposte: continuare i lavori ad oltranza, riprenderli domani mattina oppure domani pomeriggio. Non ci sono altre soluzioni.
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Je crois que les différentes propositions ont eu des explications suffisantes; tout de même, compte tenu de l'heure, au-delà des engagements que nous avions pris, nous pourrions prévoir la séance demain après-midi. Nous pourrions commencer à 16 h et terminer à une heure raisonnable les sujets à l'ordre du jour: à sept heures, je pense que nous devrions avoir fini.
PRESIDENTE: Il Consiglio accoglie questa proposta?
Bene, in assenza di obiezioni, i lavori sono sospesi e riprenderanno domani pomeriggio alle ore 16,00.
La seduta è tolta
La seduta termina alle ore 1,40
