Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3738 du 9 mai 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3738/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "TRASFERIMENTI FINANZIARI, IN CONTO CAPITALE, DELLA REGIONE AI COMUNI DELLA VALLE D'AOSTA PER L'ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI DI INVESTIMENTO IN OPERE PUBBLICHE DI LORO COMPETENZA".

PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin, a demandé à prendre la parole; il y a droit.

ROLLANDIN (U.V.): Comme vous le savez, depuis un certain nombre d'années il a été décidé d'allouer aux communes une série de financements pour la gestion directe d'une série de travaux. Cette année, vous l'avez déjà vu, au moment de l'approbation du budget, le pourcentage des fonds à la disposition des communes a été augmenté: il s'agit cette année de 42 milliards contre 37 de l'an dernier. Parallèlement, il a été prévu, comme vous l'indique le rapport, de donner des indications aux communes: "Estensione dell'autonomia finanziaria e decisionale agli enti locali. In riferimento alle decisioni di spesa, gli strumenti di programmazione locale sono rappresentati dagli strumenti urbanistici per il breve e medio periodo e dalle relazioni previsionali e programmatiche".

A ce sujet je voudrais rappeler que toutes les communes envoient régulièrement les rapports programmatiques; je crois que l'on a fait là un pas en avant considérable quant à la programmation en général et le fait même de ce référer au plan d'aménagement de chaque commune est indispensable pour avoir l'allocation des fonds à la disposition des communes.

Nous avons par ailleurs rappelé aux communes qu'il était indispensable de prévoir l'utilisation des fonds de la Caisse "Depositi e Prestiti" pour les dites communes; nous avons maintenu la loi n° 6 uniquement pour les fonds qui sont à allouer, suite aux engagements pris précédemment; nous avons donné la possibilité de faire approuver les projets directement par la commission prévue dans la loi et ce pour éviter toutes les difficultés bureaucratiques que nous avons connues jusqu'à présent, car il fallait prévoir une double approbation de certains projets, la commission n'était pas la même, il y avait des difficultés, voire même des retards de la commission compétente.

Cela avait été demandé par les syndics à l'occasion de l'assemblée organisée en vue de la discussion de cette loi et ils en ont approuvé et les critères et la formation de cette loi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questo provvedimento di legge, a mio parere, presenta due facce stranamente contrapposte. Da una parte, si tratta di un provvedimento che ha avuto sicuramente un grande effetto amministrativo sulla Valle d'Aosta. Non si può disconoscere che in questo senso la Giunta abbia fatto una buona cosa ad emanare le leggi precedenti e mi riferisco in particolare alle leggi nn. 15, 27 e 51 del 1986, che, per certi versi, hanno insegnato ai comuni ad affrontare correttamente la gestione del proprio territorio e delle proprie attività in una visione programmatica. Questo, a mio parere, deve essere sottolineato con forza, perché rappresenta un cambio di marcia rispetto al passato ed in un prossimo futuro potremo certamente osservare i suoi effetti benefici.

L'altra parte della questione, per la quale nutriamo dei grossi dubbi, è relativa al tipo di interlocutori che la Regione ha scelto. Essa, infatti, come spesso capita nel settore della sanità che forse conosco un po' meglio, ripropone di nuovo il salto o lo scavalcamento dell'organo intermedio costituito dalle comunità montane. Questa legge, quindi, è l'ennesima dimostrazione del fatto che non si vogliono fare le comunità montane e che non le si vogliono fare proprio in quei settori dove esistono gli importanti meccanismi del trasferimento di alcune competenze di spesa e di progettazione del territorio.

Nella relazione di accompagnamento, infatti, tra le leggi che, insieme a questa, dovrebbero completare il quadro legislativo del processo di razionalizzazione dei rapporti Regione-enti locali, si cita anche la legge n. 91, del 2 novembre 1987, che concerne norme sulle comunità montane; però in tutto il presente articolato non si parla assolutamente di comunità montane, proprio perché, sino ad oggi, esse non hanno avuto alcuna competenza. Se non ci poniamo il problema di affidare alle comunità montane dei compiti concreti, pratici e legati, per esempio, alle costruzioni o a tutte le infrastrutture che occorrono al territorio, siamo noi stessi che dichiariamo la morte di queste istituzioni.

Faccio un esempio. In questo caso si pongono sullo stesso piano i comuni che hanno 80 o 100 abitanti e quelli che ne hanno 40.000; ma questo non sotto l'aspetto finanziario, perché credo che anche la Giunta si renda conto che quel la tabellina finale non va molto bene, ma proprio sotto l'aspetto "programmatorio". Non si possono chiedere ad un comune di 80 abitanti competenze "programmatorie" identiche a quelle del comune di Aosta. Ciò non ha senso ed è per questo che nel 1987 è stata fatta la battaglia a favore delle comunità montane, ma contro quella legge che, di fatto, le ha svuotate completamente delle loro peculiari funzioni.

Questo è un caso tipico, ma non l'unico, perché ne vedremo anche altri nel corso della discussione, di quelle leggi che necessitano di un organo intermedio, anche perché tante opere (rifiuti solidi, piscine,...) sono sempre fatte a livello consortile, per cui si hanno consorzi che si sovrappongono e si mischiano tra un comune e l'altro, tra un gruppo di comuni e l'altro, ma sempre a livello consortile. Perché? Perché in Valle d'Aosta non è mai stato risolto, nemmeno oggi, il problema dello strumento intermedio.

Questo è solo uno degli aspetti negativi o della faccia negativa dei rapporti di cui parlavo all'inizio, di quel "Giano bifronte" che è questa legge, perché ve n'è anche un altro e cioè che il referente, a livello di ente locale, è identificato sempre e solo nella figura del sindaco. Questo, a nostro parere, è un fatto estremamente negativo. Faccio un esempio che spero possa ben chiarire il concetto. In questo Consiglio regionale sono rappresentate 11 diverse forze politiche, ciascuna delle quali ha un peso diverso che va dal singolo Consigliere della lista degli artigiani fino al gruppo dell'Union Valdôtaine, che attualmente ne conta nove. Questo Consiglio, tutto sommato, dovrebbe rappresentare ed esprimere la volontà politica della Regione Valle d'Aosta e dei Valdostani. Se, invece, noi esaminiamo l'assemblea dell'Unità Sanitaria Locale, che, qualche tempo fa, è stata costruita ad arte con un procedimento di ingegneria elettorale, possiamo constatare che la stragrande maggioranza di quell'assemblea, credo circa i due terzi, è composta da persone che sono iscritte all'Union Valdôtaine. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che i meccanismi elettorali all'interno dell'assemblea - e badate bene che non parlo del Comitato di Gestione ma di un organo che ha funzioni similari a quelle del Consiglio regionale - garantiscono una "maggioritarietà" ai gruppi dirigenti locali.

Nel nostro caso, invece, si va ancora più in là, perché, non solo non si fa un lavoro sulle giunte, visto che si pongono sullo stesso piano il voto del sindaco di Rhêmes Notre Dames e quello del sindaco di Aosta, ma non si prende nemmeno in considerazione il vero motivo politico, che è legato ai consigli comunali, i quali, ovviamente, sono rappresentativi di una molteplicità di idee, forse anche maggiore delle undici idee fondamentali che sono presenti in questo Consiglio regionale, le quali però, a mio avviso, hanno ugualmente diritto di esprimere il loro parere.

Noi non siamo d'accordo, quindi, sull'esistenza di questo asse diretto Presidente della Giunta - Giunta regionale-sindaci; non siamo d'accordo che ciò si verifichi in questo provvedimento, ma non siamo d'accordo che ciò si verifichi in tutti gli altri provvedimenti che si riproporranno, perché da questo tipo di organizzazione regionale nasce tutta una serie di problemi molto gravi per la vita democratica.

È evidente la contraddizione nei confronti dell'aspetto precedente, nel senso che, mentre da una parte c'è un tentativo estremamente corretto di accettare una grande idea della Sinistra, e cioè quella della programmazione, che tende ad evitare gli interventi casuali di tipo "stocastico", dall'altra, invece, si vuole mantenere un controllo di tipo pressoché diretto, "divino", tra gli organi esecutivi ai vari livelli, saltando quanti più livelli possibili. È evidente, quindi, che il controllo da parte dell'organo...

ROLLANDIN (fuori microfono): Ma stai parlando di questa legge?

SANDRI (N.S.): Certamente, io sto parlando proprio di questa legge! Il Presidente della Giunta dovrebbe controllare quante volte le comunità montane sono citate in questa legge...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

No! Però io voglio proprio vedere quanti comuni delegheranno alle comunità montane i poteri previsti da questa normativa: secondo me non lo farà nessun comune, e questa sarà la più evidente testimonianza che la vostra scelta sulle comunità montane è assolutamente sbagliata.

Ma la questione principale non è legata tanto alle comunità montane, quanto piuttosto ai sindaci. Se ciò è possibile, io chiedo di non farci più avere i pareri dell'Associazione dei sindaci, perché, a mio parere, si tratta di un organismo che non è dignitoso tenere in molta considerazione per rappresentare gli effettivi interessi comunali, e chiedo che si cerchino altre forme di consultazione dei comuni. A mio parere, la soluzione più semplice consisterebbe nel fare le comunità montane, ai cui consigli poi si potrebbe ricorrere per ottenere un parere sulle leggi. Questo modo di comportarsi sarebbe politicamente corretto, così come si è cercato di fare, sotto l'aspetto amministrativo, in questa legge.

Il problema principale di questa legge è quello di dare dei soldi. Io penso che, con l'approvazione delle varie pagine che stiamo esaminando in questo Consiglio, ci apprestiamo ad emettere mandati di pagamento, chiaramente di tipo elettorale, per circa 300 miliardi; tuttavia, vorrei far presente al Consiglio come siano in larga misura mal spesi anche i 42 miliardi previsti da questa legge.

Nella relazione di accompagnamento infatti si dice che è stato aumentato notevolmente, da 32 a 42 miliardi, l'ammontare della spesa trasferita ai comuni. Per renderci conto delle dimensioni di questo trasferimento, occorre ricordare che la Regione trasferisce ai comuni meno del 10% delle spese per l'edilizia che effettua direttamente essa stessa. Diciamo, quindi, che la Regione mantiene comunque il controllo diretto sul 90% della spesa, per cui delega estremamente poco.

Ma la spesa di 10 miliardi in più, tra il 1987 ed il 1988, come è scritto nella pagina 3 della relazione, è autorizzata per due motivi:

"- l'accollo ai Comuni anche delle spese - finora a carico della Regione - per l'asfaltatura delle strade comunali, con il vantaggio, per i primi, di poter allocare su altre categorie di opere le corrispondenti risorse;

- la soppressione dei contributi di cui all'articolo 11, secondo comma, della legge regionale n. 6/1984".

Questo fatto è abbastanza interessante e credo che meriti un po' più di attenzione, perché è una delle cause, anche se non l'unica, della disorganizzazione dei trasporti pubblici in questa Regione. Credo che sappiate quante volte il Gruppo consiliare di Nuova Sinistra, fin dal 1978, si è battuto contro l'installazione di strutture asservite al traffico privato (garages, strade, autostrade...) e quante volte, invece, si è battuto per il miglioramento del trasporto pubblico (ferrovia, autopullman...).

Uno dei motivi che hanno giustificato queste battaglie era di ordine economico, nel senso che il traffico privato rappresenta un costo notevolmente forte e alto per la struttura pubblica e per il patrimonio regionale, per cui, a nostro parere, non ce lo possiamo assolutamente permettere. Il potenziamento del trasporto pubblico, invece, mira a far risparmiare dei soldi alla Regione. In che modo? Proprio evitando quelle spese che stanno diventando sempre più indispensabili per il cosiddetto buon funzionamento del traffico privato.

Questo disegno di legge stanzia più di 10 miliardi per l'asfaltatura di strade comunali, ma se voi esaminate il resto dell'ordine del giorno, vi rendete conto che, per esempio, per asfaltare la circonvallazione nord di Aosta, che è anche pericolosa per la sicurezza, si stanzia la bellezza di 1,8 miliardi. E non voglio, ovviamente, ricordare tutti i soldi che si sono spesi per i parcheggi e per tutta una lunga serie di altre cose.

A mio parere, pertanto, non si deve incentivare ulteriormente questo tipo di spese, senza alcuna riflessione su questa considerazione; ritengo, invece, che sia più importante dire ai comuni: "Guardate, noi facciamo queste spese perché non siamo stati ancora capaci di potenziare sufficientemente i trasporti di tipo pubblico. Nello stesso tempo, però, voi non dovete utilizzare i soldi risparmiati sulle asfaltature per eseguire altre opere in senso generico, ma proprio per evitare o ridurre nei limiti del possibile i trasporti privati su gomma, sia quelli delle autovetture sia quelli dei mezzi più pesanti".

Si poteva, ad esempio, introdurre in questa legge un emendamento che indirizzasse le risorse rese libere dall'asfaltatura delle strade per la costruzione di piste ciclabili e per incentivare l'uso di mezzi ciclabili di proprietà comunale. Mi riferisco ovviamente alle biciclette gialle o di altri colori che vengono ormai così diffusamente proposte in molte città d'Italia. Bisogna collegare, cioè, nei limiti del possibile, l'idea che questo trasferimento di risorse va, purtroppo, in una direzione di poca fruttuosità, nel senso che si fanno investimenti di tipo infruttivo che verranno pagati sempre di più. Penso che tutti siano al corrente della situazione viaria in cui versa la città di Aosta. Non è possibile distogliere questi stanziamenti, però si possono lanciare dei segnali per indirizzarli diversamente.

Ma questa legge, al titolo I, articolo 1, comma 2, lettera d), contiene una dizione che, a nostro parere, dovrebbe essere tolta e per la cui eliminazione noi presenteremo un apposito emendamento, che mi farò premura di far pervenire alla Presidenza del Consiglio. Mi riferisco al punto dove si dice che le risorse finanziarie che la Regione trasferisce annualmente, in conto capitale, ai comuni, ad integrazione di quelle provenienti da altre fonti, possono essere utilizzate dai comuni per il finanziamento parziale o totale di alcune categorie di spesa, tra le quali sono compresi anche:

"d) interventi di nuova costruzione, ricostruzione e recupero - ad eccezione di quelli di manutenzione ordinaria - di opere pubbliche e correlativi oneri di direzione, assistenza e collaudo dei lavori".

Noi siamo contrari agli interventi di nuova costruzione perché, a nostro parere, occorre fare in proposito una seria riflessione, anche perché ci era sembrato che in occasione dell'approvazione di altri provvedimenti di legge si fosse già provveduto ad effettuare una più attenta riflessione ed a riconoscere che, effettivamente, in Valle d'Aosta si sta costruendo troppo e, soprattutto, si sta costruendo male. Aiutare ulteriormente i comuni ad insistere lungo la strada delle nuove costruzioni, invadendo terreni ancora agricoli o comunque utilizzati o utilizzabili diversamente, ci sembra essere una manovra profondamente sbagliata.

Da questo punto di vista, il favore accordato agli interventi di nuova costruzione può incentivare o innescare delle altre spese. Mi spiego con un esempio. Tra i provvedimenti amministrativi che, proprio nel corso di questa seduta, abbiamo rinviato, in attesa di sapere se i quattro Consiglieri regionali, contro i quali l'Amministrazione si è costituita parte civile, possano o meno partecipare alle loro votazioni, vi è tutta una serie di proposte di acquisto di terreni per lo svolgimento dei giochi tradizionali. Si tratta di una delle tante spese che sono innescate dall'aumento indiscriminato delle nuove costruzioni, che, specie nel passato, è stato agevolato soprattutto dall'ente pubblico, inteso quest'ultimo come Regione e come enti locali minori e cioè comunità montane o comuni.

Vorrei essere capace a sommare tutte le spese necessarie per il successivo ricupero di questi terreni, ma per quanto mi è possibile ricordare, anche perché in questo momento non ho sotto mano i dati relativi, posso dire che si sono già superati i 2 miliardi di spesa per liberare alcuni terreni di Quart nella zona aeroportuale di Aosta.

Sono interessanti le dichiarazioni dell'allora presidente dell'"Association Valdôtaine de Tsan", Piero Daudry, riportate sul numero 4 del 1987 di "Lo joà et les omo" quando diceva:

"I prati su cui possiamo giocare, col passare degli anni, diventano quasi introvabili, poiché costruzioni di ogni tipo riducono sempre più le aree verdi della nostra Regione e ciò avviene proprio nel momento in cui il gioco migliora tecnicamente ed ha bisogno di spazi maggiori. Nella sua riunione del 5 aprile, il Direttivo scopre che lo tsan si pratica a ridosso di cave, strade, autostrade, piste d'aeroporti e così via. Poiché non è possibile ridurre il nostro gioco, tanto da rinchiuderlo in palestre, bisognerà pur pensare seriamente a dove giocheremo tra qualche anno".

Queste sono le preoccupazioni che aveva Daudry, ma io penso che esse siano solo uno dei tanti aspetti legati al problema delle nuove costruzioni. Un altro aspetto, ad esempio, è costituito dal fatto che le costruzioni pubbliche di solito vanno ad occupare aree agricole o comunque concorrono a spostare le aree agricole in zone sempre più esterne rispetto ai centri abitati, per cui ne consegue anche un effetto estremamente negativo sull'agricoltura.

A questo punto, cosa fa la Regione? Interviene nuovamente con finanziamenti per il ricupero delle aree dismesse, con finanziamenti all'agricoltura, con finanziamenti per la ricomposizione fondiaria... Si tratta, ovviamente, di interventi che comportano spese che si aggiungono ad ulteriori spese.

Si dà atto che alle ore 12,20 riassume la Presidenza il Presidente Bondaz.

PRESIDENTE: Consigliere Sandri, io le vorrei solo ricordare che c'era stato un accordo...

SANDRI (N.S.): No, l'accordo non c'è stato, perché solo cinque minuti fa il Presidente della Giunta ha detto che gli accordi non si possono prendere all'unanimità e, pertanto, ogni Consigliere...

PRESIDENTE: Non so che cosa abbia detto il Presidente della Giunta, io so che nell'ultima riunione della Conferenza dei Capigruppo si era convenuto di far passare delle leggi, altre no e di ritirarne alcune. A tutto ciò si era poi aggiunto l'impegno dei Consiglieri a cercare di contenere al massimo i rispettivi interventi.

Non le voglio certamente togliere la parola, per cui lei faccia pure quello che ritiene più opportuno.

SANDRI (N.S.): Signor Presidente, se posso intervenire su questo punto, ribadisco quanto ho già detto prima in sede di Commissione per il Regolamento e cioè che venerdì scorso si era raggiunto un accordo di massima, dal quale erano rimasti fuori tre punti: la legge sulle guide della natura, quella sulla banca e quella del piano sanitario.

Erano state fatte due proposte diverse: la prima era quella di sospendere la legge sulla banca e di far passare il piano sanitario, mentre la seconda, che era stata fatta dal sottoscritto, tendeva a far passare la legge sulla banca ed a rinviare quella sul piano sanitario. La discussione si era arenata su queste proposte, dopodiché se il Presidente della Giunta ha ritenuto opportuno, ovviamente per le sue buone ragioni, interloquire e accordarsi con il Partito Socialista per far andare avanti una proposta piuttosto che l'altra, a me la cosa sta benissimo e prendo atto che, mentre al Consigliere Stévenin sta bene che sia il Partito Comunista a presentare le mozioni, il Presidente della Giunta preferisce, a sua volta, il Partito Socialista...

(...INTERRUZIONE del Consigliere TORRIONE...)

Io non voglio imporre la mia posizione a nessuno, ma ho chiesto solo di poter discutere con calma, nel corso della riunione dei Capigruppo, prevista per le ore quindici del pomeriggio di oggi, anche la mia proposta, ma mi è stato risposto, come ho già detto, che gli accordi non si possono prendere all'unanimità.

Poiché ritengo che, dal mio punto di vista, la mia posizione non possa essere diversa, vi prego di avere un po' di pazienza. Ognuno si assume la responsabilità di quello che fa, ma non credo che il Presidente della Giunta possa trattare i Consiglieri di minoranza come se ce ne fossero di più bravi e di meno bravi..

(...INTERRUZIONE del Consigliere TORRIONE...)

PRESIDENTE: Consigliere Sandri, ma lei ha terminato il suo intervento?

SANDRI (N.S.): No, è un fatto personale!

PRESIDENTE: Ma per la questione del fatto personale interverrà dopo, prima finisca il suo intervento.

SANDRI (N.S.): Non ho alcun problema. Dicevo che il provvedimento di legge in questione, purtroppo, incentiva nei comuni una visione della costruzione di nuovi edifici che, a nostro parere, non è assolutamente accettabile. Oltretutto, noi crediamo che, dal punto di vista organizzativo, si possano fare dei grossi passi in avanti, ma che non si possano certamente ottenere dei risultati positivi incentivando le nuove costruzioni.

Tra l'altro, vorrei ricordare in quest'aula che il Presidente della Giunta, quando è venuto in Commissione ad illustrare questo provvedimento di legge, in qualche modo aveva convenuto, almeno a parole, sull'opportunità di fornire delle indicazioni di tipo diverso. Visto, quindi, che dal sottoscritto, ma forse anche dal Partito Comunista, era stato osservato qualcosa sugli interventi nelle nuove costruzioni, io mi sarei aspettato che il Presidente della Giunta presentasse in Consiglio regionale degli appositi emendamenti. Ciò non è avvenuto, anzi abbiamo visto assolutamente nulla, per cui ho l'impressione - e ne approfitto per fare una previsione che non costa molta fatica, ma che, soprattutto, ritengo che sarà vincente - che i comuni avranno la possibilità di ottenere finanziamenti soprattutto per gli interventi di nuove costruzioni. Nei prossimi anni, quindi, assisteremo ad una notevole proliferazione della cosiddetta "impronta dell'uomo" sul territorio.

Signor Presidente, l'ultimo aspetto che voglio ricordare, prima di terminare il mio intervento, è quello legato alla distribuzione percentuale delle risorse finanziarie tra i comuni, a parità di indici di efficienza, e mi riferisco alla cosiddetta "Tabella A", allegata alla legge regionale, prevista sulla base dell'art. 2, comma 2°. Questa tabella, a nostro parere, è estremamente ingiusta, perché, a fronte di una serie di stanziamenti di una certa rilevanza per i piccoli comuni, il peso degli stanziamenti previsti per i grandi comuni è assolutamente irrisorio o ridicolo. Faccio degli esempi concreti.

Noi abbiamo dei comuni come Rhêmes Notre-Dames, che ha un indice percentuale (0,84) per ottenere finanziamenti che è molto superiore, sempre esemplificando, a quello di Antey-Saint-André (0,78), ma che è soltanto un decimo o un undicesimo di quello di Aosta (10,76). Con questo vogliamo forse dire che gli abitanti di Aosta, che in proporzione sono 400 volte più numerosi degli abitanti di Rhêmes Notre-Dames, hanno diritto solo ad un quarantesimo dei soldi che sono a disposizione degli abitanti del comune di Rhêmes Notre Dames? L'estensione del territorio di quel Comune giustifica effettivamente queste modifiche?

Noi pensiamo che questa tabella sia stata proposta così com'è stata concordata con l'Associazione dei sindaci e questa è un'ulteriore testimonianza che il procedimento seguito per preparare questa legge non è assolutamente significativo o rappresentativo della posizione che hanno o che dovrebbero avere i consigli comunali ed in particolare quello di Aosta. Io sono fermamente convinto che se si dovesse chiedere al Consiglio comunale di Aosta, dove la maggioranza e la minoranza spesso si trovano su posizioni alternative, lo troveremmo pienamente concorde nel ritenere che l'assegnazione del 10% di tutti gli stanziamenti al Comune di Aosta, pari a soli 4 miliardi circa, quando gliene spetterebbe la bellezza di 37, sia una decisione o una procedura abbastanza scorretta, anche sotto l'aspetto politico.

Il Presidente della Giunta si lamentava, testé, che si sta perdendo del tempo nell'esame di questa legge e che forse se ne perderà dell'altro nel discutere un'altra legge e diceva che, tutto sommato, i provvedimenti di legge dovrebbero andare avanti con maggiore celerità: io non faccio solo una questione metodologica, e cioè che le mie proposte non sono state tenute nella debita considerazione nel corso della Conferenza dei Capigruppo, perché di questo parleremo nel corso del pomeriggio, ma mi chiedo quale significato politico si possa attribuire ad un Consiglio regionale che veda i suoi lavori oberati dalla presentazione, da parte della Giunta, di più di 100 provvedimenti.

Non si tratta, poi, di provvedimenti di secondaria importanza, come può esserlo, ad esempio, l'acquisto di questo di quel terreno, anche se a volte proprio il caso dell'esempio citato può assumere una rilevanza notevole, ma si tratta di provvedimenti di notevole peso che interessano, addirittura, la tutela dell'ambiente, i parchi, l'istituzione di una università, i trasferimenti amministrativi, il bilinguismo per il personale della scuola... Sono tutti provvedimenti che sicuramente avrebbero meritato un migliore spazio di tempo in qualche seduta precedente.

Noi sappiamo che alcune di queste leggi sono state proposte da due, tre o quattro anni, ma che da altrettanti anni sono ferme all'esame delle Commissioni e che sono state tirate fuori all'ultimo momento solo per utilizzarle come merce di scambio.

Qui bisogna dire al Presidente della Giunta che gli ha fatto molto comodo la richiesta dei Consiglieri di minoranza di non far approvare la legge sulla tutela dell'ambiente e quella sulla istituzione dei parchi, perché questo rientrava nei suoi interessi, ma non nei nostri. Ne consegue che l'accordo su questo ordine del giorno, fino ad ora, è tornato ad esclusivo interesse della maggioranza, perché noi della minoranza non abbiamo ottenuto nulla, ma soprattutto, cosa di fondamentale importanza a mio avviso, non siamo riusciti a dimostrare che questa Giunta sta attuando una manovra clamorosamente ingiusta, quella di concedere premi elettorali a tutta una serie di personaggi, di forze sociali e di forze politiche.

Noi, in qualche modo, dobbiamo pure dire queste cose! Quand'anche ci fosse un accordo tra tutti i Capigruppo, non si potrebbe comunque tacere che, tra le ratifiche delle deliberazioni di Giunta, ci sono ben 5 miliardi che vengono dati a trattativa privata per realizzare dei lavori, senza il benché minimo concorso. Queste ratifiche sono piene di cottimi fiduciari! Abbiamo scambi di terreni di 8.000 metri quadrati ad un prezzo molto simile, da e per una ditta, con la differenza, però, che su di uno c'è uno stabilimento e sull'altro no!

Voi ci avete portato un ordine del giorno pieno di provvedimenti o di cose che gridano vendetta a Dio! Voi volete un accordo, ma non volete che di queste cose si parli con una certa calma, anzi, vi permettete di dire che gli accordi si possono stipulare senza bisogno dell'unanimità! Ciò va benissimo, basta che sia chiaro per tutti!

Non mi soffermo sulla formula per calcolare le somme da assegnare a ciascun comune, anche perché è estremamente complicata, ma che, comunque, anche a detta del dirigente dell'Ufficio per la programmazione, che ce l'ha illustrata in sede di Commissione, pare che sia abbastanza corretta.

In ogni caso, se non verrà accettato l'emendamento che io propongo e cioè di sopprimere le parole "interventi di nuova costruzione", il mio voto sarà negativo.

Concludo questo mio primo intervento chiedendo al Presidente della Giunta di esprimere un suo parere sull'accoglimento del mio emendamento.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per fatto personale, il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Ho assistito ad uno scambio di battute fra il Consigliere Sandri ed il Presidente della Giunta sulla questione dell'ordine del giorno, ma credo che nel corso della prossima Conferenza dei Capigruppo, prevista per questo pomeriggio, il Presidente della Giunta avrà modo di indicarci le definitive decisioni della maggioranza su alcuni punti che erano rimasti in sospeso.

È certo, però, che nel corso della precedente seduta della Conferenza dei Capigruppo ognuno di noi aveva espresso il proprio parere e, posto di fronte ad una scelta, ha preferito un argomento ad un altro. Anche il Presidente della Giunta, a sua volta, ha espresso un suo parere di carattere generale, che a noi stava bene. Se quel parere non sta bene a Nuova Sinistra, io non so che cosa dire.

Poiché il Presidente della Giunta non avrà modo, fino alle ore 15,00, di confermare o meno la stessa impostazione, cerchiamo di evitare, almeno fino ad allora, di fare dell'ostruzionismo, anche perché esiste il problema di far procedere i lavori del Consiglio nel modo più sollecito, onde evitare l'inconveniente cui prima si è fatto cenno. Se ognuno di noi si mette a parlare per un'ora, così com'è previsto dal Regolamento, risulterà del tutto inutile ed anzi assolutamente inopportuno fare quell'incontro per stabilire alcuni punti fermi.

Il fatto che all'interno della mediazione c'erano degli argomenti sui quali eravamo più d'accordo noi, ma lo era meno la maggioranza, o viceversa, rientra nelle condizioni della mediazione; ma se per mediazione si intende un'alternativa drastica del tipo: "O passano le cose che voglio io, altrimenti mi metto a fare qualche numero in Consiglio!", il discorso si presenta in termini sostanzialmente diversi. Dico questo, ovviamente, rivolgendomi con molta benevolenza al Consigliere Sandri, che mi è sembrato voler proprio dire: "O passano le cose che ho detto io e ci mettiamo d'accordo sulla mia impostazione, altrimenti io non sono d'accordo!".

Nel ricordare che la mediazione deve essere generale, mi appello al senso di responsabilità ed alla ben nota coerenza del Consigliere Sandri, che, sicuramente, non mi vorrà smentire seduta stante, anche perché noi siamo in cerca di referenti: il Partito Comunista l'ha trovato nel Consigliere Stévenin. Se noi riusciamo a trovarlo nel Presidente della Giunta, ciò sta a significare che ogni Gruppo si potrà rivolgere alle proprie "simpatie" per far sospendere i lavori, ma non certo per farli andare avanti al ritmo assunto dal Consigliere Sandri in questo inizio di seduta. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Il nostro Gruppo si asterrà dal votare questa legge, perché si trova di fronte a due elementi contrastanti: da un lato c'è l'urgenza di fare avere ai comuni le somme necessarie a realizzare opere e, dall'altro, bisogna riconoscere che l'esame svolto in sede di Commissione è stato piuttosto affrettato.

Anche noi, oltre alla Giunta, avremmo voluto sentire, per esempio, i sindaci, l'A.N.C.I. e tutti gli altri organismi che sono interessati all'approvazione di queste norme, per averne una valutazione di merito. Noi abbiamo delle perplessità sul fatto che l'80% delle somme sia dato ai comuni in funzione di una valutazione, espressa dalla Giunta, sulla validità della relazione programmatica. Alla Giunta può piacere o meno la relazione programmatica di un comune, ma che il giudizio su di essa diventi un criterio o una condizione per l'erogazione delle somme ci sembra un pochino eccessivo.

Anche noi avremmo voluto discutere con più calma, con i comuni e con la maggioranza, di tutte queste cose. In ogni caso, ci rendiamo comunque conto che siamo ormai alla scadenza della legislatura e, non avendo potuto avere i pareri di cui ho detto, ci asteniamo dal votare questo disegno di legge, in attesa di ridiscuterne, se sarà possibile, nel corso della nuova legislatura.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per fatto personale, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Io non sono assolutamente d'accordo con l'interpretazione del Consigliere Torrione sulla mia posizione, nel senso che la questione non si pone affatto in termini così drastici. Io ho semplicemente chiesto che si faccia un accordo all'unanimità, così come ci si era impegnati. Quell'accordo era stato quasi trovato, ma, come ben sa il Consigliere Torrione, che in tutti questi anni me l'ha insegnato, tra il bianco ed il nero ci sono tante sfumature di colori grigi, che possono arrivare anche a 120.000 e che lui ha usato spesso e volentieri. Anche in questo caso esistono i colori grigi, nel senso che, tra la banca ed il piano sanitario, esistono: la banca ed il piano sanitario, gli emendamenti alla banca e gli emendamenti al piano sanitario, lo stralcio, lo stralcino, il piano e la pianola... Io chiedo di poter discutere di queste cose, tutti insieme, alla Conferenza dei Capigruppo, alle ore 15.00. L'ostruzionismo è una pratica che non mi interessa e non mi piace.

La seconda questione che io ho cercato di sottolineare, ma forse non mi sono spiegato bene, è che sull'Agenzia del Lavoro, per esempio, io ho fatto un intervento modesto nel tempo e, forse, anche nei contenuti, perché si trattava di una legge importante, che mi sembrava avere dei contenuti positivi; invece, sull'altra legge che trovavo particolarmente sconveniente, mi sono permesso di far perdere un po' più di tempo. Questo atteggiamento, però, è completamente diverso dall'ostruzionismo, che invece può essere individuato nel mettere tutte e due le palline da una parte. Questo però non è un mio costume e neppure voglio che lo diventi.

Chiedo, pertanto, al Consigliere Torrione di ritirare le sue affermazioni e di contribuire, con gli altri gruppi della minoranza, alla definitiva definizione di tutti i punti dell'accordo, in modo che la mediazione soddisfi anche i piccoli gruppi dell'estrema Sinistra.

PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin, a demandé à prendre la parole; il y a droit.

ROLLANDIN (U.V.): Les réponses aux différentes questions posées par M. Sandri, puisque nous les avons déjà données lors de l'approbation de certaines lois, me semblent inutiles. Lors de la discussion des propositions, j'expliquerai, si M. Sandri le souhaite, les raisons qui sont à la base de certains choix, comme par exemple pour les communautés de montagne.

Pour ce qui est des nouvelles bâtisses, il s'est agi d'une requête des communes; étant donné qu'il n'y a plus la loi n° 6 prévoyant des interventions directes, on donnerait alors la possibilité d'utiliser les fonds de la loi actuellement discutée pour l'achèvement des ouvrages prévus par les communes.

PRESIDENTE: Passiamo ora all'esame dell'articolato.

Do lettura dell'articolo 1.

TITOLO I

(finalità della legge e mezzi per perseguirle)

Articolo 1

(finalità della legge)

1 - La Regione trasferisce annualmente risorse finanziarie, in conto capitale, ai Comuni della Valle d'Aosta - ad integrazione di quelle provenienti da altre fonti - per favorire l'attuazione di programmi di investimento in opere pubbliche di loro competenza, in considerazione dell'interesse che queste ultime rivestono per la comunità regionale specie nell'accrescere l'efficienza delle opere pubbliche di diretta pertinenza della Regione e nel favorire, anche per questa via, lo sviluppo economico-sociale della Regione medesima.

2 - I trasferimenti finanziari di cui al primo comma sono utilizzati dai Comuni per il finanziamento, parziale o totale, delle seguenti categorie di spesa:

a) studi per la formazione di programmi di investimento;

b) valutazione di fattibilità tecnica e di convenienza economica nonché progettazione di opere pubbliche;

c) acquisizione di immobili necessari per la realizzazione di opere pubbliche;

d) interventi di nuova costruzione, ricostruzione e recupero - ad eccezione di quelli di manutenzione ordinaria - di opere pubbliche e correlativi oneri di direzione, assistenza e collaudo dei lavori;

e) acquisto di beni strumentali con nessi con l'utilizzazione delle opere pubbliche di competenza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Ho apprezzato l'intervento del Presidente della Giunta che ha ridimensionato, almeno politicamente, il significato di questa legge, anche se non ha accettato l'emendamento all'articolo 1, con il quale propongo di eliminare le parole "nuova costruzione" dal comma 2, punto d).

Io ritengo, tuttavia, che lo si sarebbe comunque potuto accettare, per rinviare a provvedimenti più puntuali, e quindi ad una ulteriore verifica maggiorativa rispetto a quella prevista da questa legge, l'approvazione del compimento di opere che, eventualmente, fossero già state iniziate o ritenute comunque assolutamente indifferibili e non altrimenti attuabili se non attraverso una nuova costruzione.

Poiché credo che il significato di questo emendamento sia importante, mi auguro che l'indirizzo da esso segnato rimanga come uno stimolo o come orientamento per il futuro, anche perché mi rendo conto che non è possibile trovare l'unanimità di tutto il Consiglio regionale sulle questioni di tipo politico, cosa che ritengo possibile, invece, su quelle di carattere procedurale. Chiedo agli altri Gruppi della minoranza di votare questo emendamento, ovviamente se lo condividono.

Personalmente voterò contro questa legge, non solo perché non è stato accettato l'emendamento, ma perché non sono d'accordo sulla sua impostazione, come ho già avuto modo di spiegare nel mio precedente intervento in sede di discussione generale.

PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 1, presentato dal Consigliere Sandri.

EMENDAMENTO

Al comma 2 dell'art. 1 punto d) sono eliminate le parole "nuova costruzione".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 1

Favorevoli: 1

Astenuti: 27 (Andrione, Baldassarre, Beneforti, Bondaz, Borbey, Breuvé, Cout, De Grandis, Dolchi, Faval, Fosson, Lanivi, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Tonino, Torrione e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Pongo ora in votazione l'articolo 1, nel suo testo originale.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 23

Favorevoli: 22

Contrari: 1

Astenuti: 5 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica e Millet)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2.

Articolo 2

(trasferimenti finanziari)

1 - Il complesso delle risorse finanziarie da trasferire ai Comuni in applicazione dell'articolo 1, primo comma, è determinato annualmente, con riferimento all'anno e al periodo pluriennale considerati dal bilancio della Regione, con la legge finanziaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68.

2 - La Giunta regionale, entro un mese dall'entrata in vigore della legge regionale di approvazione del bilancio di previsione della Regione, determina - applicando i valori percentuali e le modalità di calcola indicati nelle tabelle A e B allegate alla presente legge - le somme da trasferire a ciascun Comune e impegna la relativa spesa.

3 - Le modalità di calcolo indicate nella tabella B allegata alla presente legge tengono conto:

a) del livello relativo di utilizzazione da parte del Comune dei mutui erogabili dalla Cassa Depositi e Prestiti;

b) della capacità relativa di impegno, da parte del Comune, delle risorse finanziarie accertate per investimenti;

c) della capacità relativa del Comune di rispettare in sede attuativa i programmi indicati nella relazione previsionale programmata.

4 - La liquidazione ai Comuni delle somme di cui al secondo comma è disposta:

a) nella misura del 10%, dalla Giunta regionale con lo stesso atto amministrativo di determinazione delle somme da trasferire e di impegno della relativa spesa;

b) nella misura del 80%, dal Presidente della Giunta regionale, previa analisi e positiva valutazione della relazione previsionale e programmata di cui all'articolo 3 e ad avvenuta approvazione, da parte della Commissione regionale di controllo, del bilancio di previsione del Comune;

c) nella misura del 10%, dal Presidente della Giunta regionale ad avvenuta trasmissione, da parte del Comune, alla Regione e alla Commissione regionale di controllo, rispettivamente di una documentazione sugli investimenti effettuati - redatta secondo uno schema approvato dalla Giunta regionale - e del conto consuntivo, entrambi relativi all'anno precedente quello a cui si riferisce la liquidazione dei trasferimenti.

3 - L'omessa trasmissione alla Regione, da parte del Comune, della documentazione di cui al quarto comma, lettera c), impedisce di liquidare al medesimo le somme spettanti nell'anno successivo a quello in cui deve essere prodotta la documentazione stessa.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 2, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3.

TITOLO II

(programmazione delle attività e delle spese)

Articolo 3

(relazione previsionale e programmatica)

1 - Il Comune redige annualmente la relazione previsionale e programmatica, contenente l'indicazione delle attività e delle spese di competenza che esso intende effettuare nel periodo considerato dal bilancio pluriennale della Regione.

2 - La relazione previsionale e programmatica costituisce riferimento per la formazione del bilancio di previsione del Comune ed è allegata al bilancio medesimo. Essa è redatta secondo uno schema approvato dalla Giunta regionale e, per il periodo considerato, indica:

a) l'entità della domanda di pubblici servizi e la sua prevedibile evoluzione, tenuto conto degli obiettivi di crescita che il Comune può ragionevolmente porsi in relazione alla sua struttura economico-sociale e territoriale ed alle indicazioni del piano paesistico regionale previsto dall'articolo 1 bis del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, come modificato e integrato dalla legge di conversione 8 agosto 1985, n. 431 - e del piano regolatore generale comunale approvato o soltanto adottato;

b) l'entità dell'offerta di pubblici servizi;

c) il quadro delle risorse finanziarie che il Comune prevede di acquisire;

d) l'articolazione dei servizi pubblici di competenza del Comune ed i corrispondenti costi;

e) i connotati fisici degli investimenti che il Comune intende effettuare ed i corrispondenti costi;

f) il quadro delle coerenze tra risorse finanziarie disponibili e corrispondenti impieghi nonché tra investimenti programmati e indicazioni degli strumenti urbanistici di cui alla lettera a);

g) eventuali proposte di intervento della Regione e della Comunità montana, nell'ambito delle rispettive attribuzioni.

3 - La relazione previsionale e programmata - utile anche ai fini di quanto disposto dalla legislazione dello Stato in ordine agli adempimenti connessi con la deliberazione dei bilanci comunali - è comunicata alla Regione entro due mesi dall'entrata in vigore della legge finanziaria regionale o nel termine all'uopo fissato dalla normativa statale, se precedente.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4.

Articolo 4

(analisi e valutazione della relazione previsionale e programmata)

1 - L'analisi e la valutazione della relazione previsionale e programmata di cui all'articolo 3, ai fini di quanto disposto dalla legislazione dello Stato e degli adempimenti indicati all'articolo 2, quarto comma, lettera b), è compiuta - con riferimento agli obiettivi programmatici della Regione all'uopo stabiliti dal Consiglio regionale - dal Presidente della Giunta che si avvale della Commissione tecnica di cui all'articolo 19, secondo comma, della legge regionale 2 novembre 1987, n. 91.

2 - La relazione previsionale e programmatica che risultasse incompleta o presentasse sostanziali incoerenze nelle indicazioni di cui all'articolo 3, secondo comma, o con gli obiettivi programmatici della Regione è restituita al Comune con richiesta di riesame. In tal caso non si dà luogo all'erogazione del finanziamento di cui all'articolo 2, quarto comma, lettera b), fino ad avvenuta positiva valutazione della relazione quale risulta dopo il riesame del Comune.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 5.

Articolo 5

(impiego delle risorse per opere pubbliche)

1 - La verifica del grado di corrispondenza degli impieghi effettivi delle risorse finanziarie disponibili per investimenti con quelli programmati, onde tenerne conto nei futuri trasferimenti in applicazione dell'articolo 2, terzo comma, lettera c), è operata dalla Commissione tecnica indicata all'articolo 4, primo comma, ponendo a raffronto i contenuti della relazione previsionale e programmata con la documentazione sugli investimenti effettuati, prodotta dal Comune ai sensi dell'articolo 2, quarto comma, lettera c).

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 5, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti:7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6.

Articolo 6

(esecuzione delle opere pubbliche)

1 - Le opere pubbliche di cui alla presente legge sono eseguite a cura del Comune.

2 - Per opere o categorie di opere pubbliche interessanti più Comuni e suscettibili di formare oggetto di un unico appalto al fine di realizzare significative economie di scala, i Comuni interessati possono chiedere alla Regione di provvedere in loro vece all'appalto e alla conduzione tecnica delle opere.

3 - Nei casi previsti dal secondo comma i rapporti tra Regione e Comuni interessati sono regolati da apposita convenzione.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 6, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 7.

TITOLO III

(norme finanziarie)

Articolo 7

(determinazione di spesa)

1 - Il complesso delle risorse finanziarie da trasferire ai Comuni, in applicazione dell'articolo 1, primo comma, è determinato per l'anno 1988 e per il triennio 1988/90 rispettivamente in lire 42 miliardi e lire 130 miliardi.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 7, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 8.

Articolo 8

(stanziamento della spesa)

1 - L'onere complessivo di lire 42 miliardi relativo all'anno 1988 ed i corrispondenti oneri per gli anni 1989 e 1990, previsti in complessive lire 88 miliardi, graveranno sul capitolo 22701 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1988 - la cui descrizione è così sostituita: "Trasferimenti finanziari in conto capitale ai Comuni per favorire l'attuazione di programmi di investimento in opere pubbliche di loro competenza" - e sul corrispondente capitolo di bilancio per gli anni successivi.

2 - Alla copertura dell'onere di cui al primo comma si provvede:

- per l'anno 1988, mediante riduzione di pani importo del capitolo 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (spese di investimento)", a valere sull'apposito accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio per l'anno in corso;

- per gli anni 1989-1990, mediante utilizzo per lire 88 miliardi delle disponibilità già iscritte al programma 2.1.1 finanza locale del bilancio pluriennale 1988/ 1990.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 8, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 9.

Articolo 9

(variazioni di bilancio)

1 - Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1988 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA:

variazioni in diminuzione

capitolo 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (spese di investimento)"

Lire 42 miliardi

variazioni in aumento

capitolo 22701 "Trasferimenti finanziari in conto capitale ai Comuni per favorire l'attuazione di programmi di investimento in opere pubbliche di loro competenza (legge regionale n.)"

Lire 42 miliardi

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 9, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 10.

TITOLO IV

(norme transitorie e finali)

Articolo 10

(norme transitorie)

1 - In sede di prima applicazione della presente legge:

a) l'adempimento di cui all'articolo 2, secondo comma, ha luogo entro un mese dall'entrata in vigore della presente legge;

b) gli adempimenti di cui all'articolo 2, quarto comma, lettera c) e di cui all'articolo 3, secondo comma, hanno luogo entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge;

c) il calcolo delle somme da trasferire a ciascun Comune per l'anno 1988 prescinde dall'applicazione del criterio indicato all'articolo 2, terzo comma, lettera c).

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 10, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 11.

Articolo 11

(abrogazione di norme)

1 - L'applicazione della legge regionale 11 aprile 1984, n. 6, è limitata alla gestione delle sole risorse finanziarie ancora da trasferire ai Comuni ai sensi della legge medesima e della legge regionale 15 aprile 1987, n. 32. Alla conclusione di detta gestione, la legge regionale 11 aprile 1984, n. 6, ad eccezione del primo comma dell'articolo 11, cessa di avere vigore.

2 - Il quarto comma, lettera b), dell'articolo 18 della legge regionale 15 giugno 1978, n. 14, come introdotto dall'articolo 6, terzo comma, della legge regionale 9 giugno 1981, n. 32, è abrogato.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 11, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 12.

Articolo 12

(dichiarazione d'urgenza)

1 - La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 12, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura della Tabella "A", allegata alla presente legge.

TABELLA "A"

(...omissis...)

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la Tabella "A", testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura della Tabella "B"allegata alla presente legge.

TABELLA "B"

(...omissis...)

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la Tabella "B", testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 22

Favorevoli: 22

Astenuti: 7 (Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Chiedo la verifica delle urne, perché le stesse sono state aperte e chiuse in modo non controllabile dal Consigliere Tamone.

PRESIDENTE: Prego il Consigliere Segretario Breuvé di controllare le urne. Come sono le urne?

BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): Le urne sono vuote.

PRESIDENTE: Le urne sono vuote. Penso che il Consigliere Sandri possa ritenersi soddisfatto.

Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi per votazione segreta sul complesso della legge.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 22

Favorevoli: 20

Contrari: 2

Astenuti: 8 (Aloisi, Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Il Consiglio è sospeso e riprenderà i suoi lavori alle ore 16.

Ricordo che la Conferenza dei Capigruppo è convocata per le ore 15.

La seduta è tolta

La seduta termina alle ore 13,02