Objet du Conseil n. 3736 du 9 mai 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3736/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO - MOZIONE D'ORDINE SULLA VALIDITÀ DELLA SEDUTA.
PRESIDENTE: Prima di dare inizio alla seduta, mi corre l'obbligo di fare tre comunicazioni.
In data 6 maggio scorso è deceduto il signor Mathamel Giovanni Amato, che era stato Consigliere regionale nella prima legislatura, dal 21 maggio 1949 all'8 dicembre 1954, in rappresentanza dell'Union Valdôtaine. Penso di formulare alla famiglia dello scomparso ed all'Union Valdôtaine, a nome mio personale e dell'intera Assemblea, le più sentite condoglianze.
Mi corre altresì l'obbligo di comunicare che il Consigliere Aloisi ha fatto pervenire a questa Presidenza un nuovo ricorso, con il quale richiede, secondo le motivazioni ivi espresse, la decadenza dalla carica dei Consiglieri regionali Andrione, Borbey, Pollicini e Chabod.
Mi sembra opportuno, infine, ricordare che oggi ricorre il decimo anniversario della morte di Aldo Moro: non intendo ricordarlo, ma lasciarlo alla memoria dei nostri successori.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Io prendo la parola sia sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, sia per proporre una mozione d'ordine.
Innanzitutto vorrei chiedere se sia possibile sospendere brevemente il Consiglio per consentire alla Commissione del Regolamento di riunirsi e di valutare il fatto nuovo sopravvenuto e cioè che attualmente esiste, a repertorio della Presidenza del Consiglio, una dichiarazione di decadenza per ineleggibilità sopravvenuta nella carica di Consigliere regionale per quattro Consiglieri tuttora in carica.
In secondo luogo, e sempreché sia possibile, vorrei che la Presidenza del la Giunta confermasse o meno la veridicità della notizia secondo la quale la Corte Costituzionale avrebbe dichiarato manifestamente infondata la richiesta di parere sull'illegittimità del precedente ricorso, così come è stato stabilito dal Tribunale di Torino.
PRESIDENT: Le Conseiller secrétaire Tamone a demandé à prendre la parole; il y a droit.
TAMONE (U.V.): Nous venons d'apprendre la mort de M. Mathamel Jean Aimé qui était né à Verrayes le 28 novembre 1907 et demeurait dernièrement à Chambave. Il a été très longtemps syndic de Verrayes depuis le 10 juin 1961 jusqu'au 19 juin 1973.
Comme le disait le Président du Gouvernement régional, Mathamel fut élu le 24 avril 1949, dans la liste de l'Union Valdôtaine, au Conseil régional de la Vallée d'Aoste. Il participa en qualité de Conseiller régional aux travaux de la première législature dans le groupe de l'U.V. et de la Démocratie Chrétienne.
M. Mathamel fut également élu trois fois dans le consortium des communes de la Vallée d'Aoste, '61 - '65 - '70, et à partir du 21 décembre '65 jusqu'au 12 janvier '71 il fit partie du conseil de direction de ce consortium.
J'ai eu personnellement l'occasion de connaître Mathamel Jean Aimé justement dans cette période où je faisais moi aussi partie du consortium des communes et de son comité de direction.
On parlait d'un homme extrêmement attaché à sa terre, d'un homme qui avait les véritables caractéristiques d'administrateur aimant sa commune et la Vallée d'Aoste.
Il fut également un homme qui participa activement à la vie politique de l'U.V., étant unioniste au premier moment et ayant aussi passé une partie de sa vie au moment de la division de l'U.V. dans l'Union Valdôtaine Progressiste, en revenant ensuite à l'U.V. après la réunification de 1976.
Je me le rappelle vraiment comme un homme qui avait une très grande envie de travailler et qui trouvait dans sa commune les raisons d'une vie appliquée pour un travail communautaire vraiment profond. Il y avait en lui les vraies caractéristiques de l'administrateur valdôtain se dévouant à la cause de son pays, la commune de Verrayes, très compliquée dans sa réalité et que nous savons tous très difficile à gérer.
Mathamel Jean Aimé en fut vraiment un syndic de grande qualité et de grande capacité.
C'est dans ce sens que nous le rappelons et nous formulons à sa femme et à toute sa famille, de la part de notre Mouvement, les plus sincères condoléances.
PRESIDENTE: Premettendo che sulle questioni avanzate dal Consigliere Sandri il Presidente della Giunta risponderà per quanto di sua competenza, per quanto mi compete ritengo che non sia assolutamente necessario riconvocare la Commissione per il Regolamento, perché la volta scorsa essa ha già deciso la posizione da assumere sulla validità o meno delle sedute consiliari in relazione alla nuova situazione che si era venuta a creare con la costituzione di parte civile della Regione nei con fronti dei quattro Consiglieri soprammenzionati.
Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Io contesto questa decisione del Presidente del Consiglio, per due ragioni principali. Innanzitutto perché la situazione di oggi è profondamente cambiata rispetto a tre giorni fa e lo posso affermare proprio sulla base delle considerazioni fatte allora dallo stesso Presidente del Consiglio, il quale ha sostenuto che non era stato avviato alcun procedimento per sopravvenuta ineleggibilità nei confronti dei quattro Consiglieri regionali. Questa è la motivazione che ci è stata data per giustificare l'approvazione, da parte della Commissione per il Regolamento, della scelta fatta venerdì scorso.
Sulla base di questo ragionamento, il sottoscritto ed anche altri Consiglieri avevano giudicato opportuna e corretta la procedura seguita.
Oggi, però, la situazione è profondamente modificata, perché è stato consegnato un atto a questo Consiglio regionale che comunque comporterà, come del resto il nostro Presidente del Consiglio sa benissimo, la convocazione di una seduta straordinaria di questo Consiglio regionale, perché si tratta di un atto che dovrà comunque essere riportato in questo Consiglio. La situazione, pertanto, è profondamente diversa da quella di venerdì scorso.
Io non so bene se tale atto debba essere discusso in questo Consiglio o se sia necessario convocarne un altro ed in quali modi e termini, visto che sarà in pieno svolgimento la campagna elettorale. Ci troviamo, infatti, di fronte ad una situazione che si verifica per la prima volta dalla nascita del Consiglio Valle del 1946 e dalla nascita del Consiglio regionale del 1948 e noi vogliamo che la Commissione per il Regolamento abbia la possibilità di discutere questo problema.
Già l'altra volta io ho voluto essere cauto, proprio perché si tratta di questioni procedurali che riguardano diritti costituzionali, sui quali occorre essere estremamente precisi. Ritengo, però, che non voler accettare la convocazione della Commissione del Regolamento sia un atto scorretto che non dà giustizia alle ragioni della chiarezza.
Non voglio ricordare gli antefatti del 1966, però credo che ci sia da rimarcare che allora si discuteva se le persone interessate potessero o meno entrare in aula, non al momento della costituzione di parte civile o nel momento in cui c'era un processo in atto, ma ben prima. Al di là delle discussioni morali o politiche, che questa sera non ci interessano, ritengo che oggi occorra sottolineare i problemi giuridici che certamente ci sono.
Allora il Presidente Marcoz disse con estrema chiarezza che aveva delle grandi difficoltà a pensare che la seduta fosse valida; oggi, a mio parere, siamo in una situazione peggiore, perché, non solo dobbiamo chiarire questo punto, ma dobbiamo anche chiarire in che modo ed in che termini verificare l'ineleggibilità di questi Consiglieri.
Io non so se, in questa fine legislatura, si voglia fare un'opera di copertura per la buona pace di tutti; personalmente riaffermo e richiedo che le cose siano fatte con estrema chiarezza. Per far ciò, è necessario esaminare il Regolamento per decidere come comportarci in questo frangente, per cui chiedo di nuovo che il Consiglio accetti la convocazione della Commissione per il Regolamento.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Io credo che...
(...INTERRUZIONE del Consigliere TAMONE...)
Mi dica lei se posso andare avanti.
PRESIDENTE: Il Consigliere Sandri ha presentato una istanza, in relazione alla convocazione della Commissione per il Regolamento, per un fatto di cui la stessa Commissione ha già discusso...
(...INTERRUZIONE del Consigliere SANDRI...)
Mi permetta, Consigliere Sandri! Prima, io sono stato molto attento e sensibile ad ascoltare quello che lei diceva; pertanto, lei, con altrettanta cortesia senta adesso quello che ha da dire io.
Innanzitutto non accetto il suo modo di esprimersi, quando parla di "scorrettezza" nei confronti della Presidenza del Consiglio o di "copertura" che la Presidenza del Consiglio vorrebbe fare nei confronti di non so chi, perché questo non è mai stato fatto dalla Presidenza del Consiglio.
In secondo luogo, il fatto che il Consigliere Aloisi abbia presentato un ricorso è un fatto di carattere formale. In merito al fatto che nella Commissione per il Regolamento sia stato detto che mancava anche un ricorso al riguardo, riconosco che possa anche essere vero quello che lei ha detto e non lo smentisco, però ribadisco che il ricorso deve fare la sua strada, che non è certamente quella di andare alla Commissione del Regolamento, quanto piuttosto quella di rientrare al Consiglio nei termini che la legge elettorale stabilisce e che sono fissati in 30 giorni. Perché? Perché coloro che hanno ricevuto il ricorso e che sono accusati di qualcosa hanno diritto di difendersi, proprio perché, visto e considerato che siamo in uno stato di diritto, così vuole il nostro ordinamento giuridico. Questa, pertanto, non è la sede opportuna per discutere una cosa di questo genere, così come non lo è neanche la Commissione per il Regolamento.
Circa la validità delle sedute, visto che lei ha fatto riferimento all'allora Presidente del Consiglio, nonché grande tecnico del diritto, avv. Marcoz, di cui mi onoravo di essere amico, tengo a precisare che egli non ha mai affermato che le sedute non sarebbero state valide, ma ha sempre dichiarato che aveva delle perplessità al riguardo, anche perché sarebbe stata una grossa "fesseria" - e mi scuso per il termine - dire una cosa del genere, perché il Consiglio è regolarmente costituito sino a quando non intervengono delle decisioni da parte dell'autorità giudiziaria amministrativa, penale o civile. Fino a quel momento il Consiglio regionale è regolarmente in carica, così come hanno affermato, del resto, anche i consulenti ai quali noi abbiamo fatto riferimento ed avanzato richiesta.
Personalmente, per quanto mi riguarda, ritengo che la Commissione non debba essere convocata, anche perché non potrebbe decidere assolutamente nulla; tuttavia, se il Consiglio ritiene di convocare la Commissione del Regolamento, non sarà sicuramente questo Presidente a dire che la stessa non debba essere convocata, anche se personalmente, come ho già detto, ritengo che ciò non abbia alcun senso...
(...INTERRUZIONE...)
Non si fa nessuna discussione! Il Consigliere Sandri ha fatto una richiesta "estemporanea" su una sua - per carità! - valida valutazione delle cose, ma, a questo punto, chiedo ai signori Consiglieri che si torni, per quanto possibile, all'applicazione del nostro Regolamento, anche se ci troviamo in una situazione di difficoltà e di fine legislatura. Ora, poiché c'è una richiesta del Consigliere Sandri, così come sempre è stato fatto, anche se forse questa consuetudine dovrà essere eliminata e mi auguro proprio che il nuovo Regolamento non la riconosca più, io chiedo al Consiglio di votare a favore o contro la sospensione dei lavori per consentire la convocazione della Commissione del Regolamento.
Personalmente, mi sono già espresso. Adesso votiamo e, se siamo d'accordo, bene; se non siamo d'accordo...
(...INTERRUZIONE...)
Visto che si fanno delle questioni procedurali, cerchiamo di andare per ordine.
C'è, innanzitutto, una richiesta di sospensione dei lavori del Consiglio, avanzata dal Consigliere Sandri. È una richiesta più che logica e lecita e, pertanto, secondo la prassi, si devono esprimere due Consiglieri, uno a favore e l'altro contro la richiesta di sospensione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Io sono favorevole alla sospensione e ne espongo brevemente le ragioni.
Innanzitutto devo dire che è stato presentato un ricorso, ma il Consiglio regionale non sa quale sarà e quale dovrà essere la procedura, visto e considerato che ci troviamo al termine della legislatura. Vorremmo sapere, per tanto, che cosa prevede la procedura, se vi sarà un Consiglio regionale straordinario, convocato appositamente per discutere le motivazioni del ricorso, e, visto che stiamo per affrontare le prossime elezioni regionali, vorremmo anche sapere quello che dovremmo fare.
Il secondo aspetto, come è già stato ricordato prima dal Consigliere Sandri, riguarda un precedente che si riferisce al 1966 ed in merito al quale, specie in riferimento alle dichiarazioni dell'ex Presidente del Consiglio, Marcoz, il nostro Presidente del Consiglio ha detto delle inesattezze. Caro Presidente, ho qui con me i verbali di quella seduta, nei quali si legge testualmente:
"Il Presidente Marcoz ripete che, in via pregiudiziale, prima di passare alla discussione sugli argomenti all'ordine del giorno, occorre accertare la regolarità della composizione dell'Assemblea. Ribadisce quindi che, se i Consiglieri Gheis e Torrione non usciranno dalla sala dell'adunanza, dovrà sospendere la seduta".
Signor Presidente, non possiamo accettare, quindi, che lei venga qui a dirci esattamente il contrario! La situazione del 1966 era molto meno critica di quella di oggi, ma la correttezza morale dell'Assemblea di allora era molto diversa ed i Consiglieri che erano "soltanto" rinviati a giudizio, perché non si parlava ancora di costituzione di parte civile, non sono neanche entrati nell'aula per esplicita volontà del Presidente del Consiglio e per le esplicite dichiarazioni dell'allora Presidente della Giunta, Caveri, e dell'allora Assessore Andrione.
Il Consigliere Andrione, che oggi si trova tra gli inquisiti, allora aveva affermato testualmente, come si legge nel resoconto: "...afferma che si tratta di tesi prive di fondamento giuridico", rivolgendosi alle dichiarazioni di Bondaz, quando sosteneva che dovevano entrare in Consiglio. Allora aveva detto: "...sono prive di fondamento giuridico...", ed oggi dice esattamente il contrario; allora aveva detto: "...chiede al Presidente Marcoz di sospendere la seduta...".
Presidente, qui dentro non vogliamo essere dei pagliacci! Se nel 1966 si dicevano certe cose, non si può oggi venirci a dire il contrario oppure sostenere che non si debbano neppure discutere queste vergognose situazioni! Allora non se ne discuteva neppure, perché i Consiglieri non entravano neanche in aula! Dov'è la moralizzazione e la moralità dell'Assemblea? Anzi, ci si vuole addirittura impedire di parlare! Questa è una cosa vergognosa!
Chiaramente, io sono d'accordo sulla richiesta di sospensione per poter discutere in via pregiudiziale su questa situazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (U.V.): Le motivazioni che ha addotto il Presidente del Consiglio, Bondaz, qualche istante fa, sono le stesse motivazioni che mi fanno dire che noi siamo contrari alla richiesta di sospensione della seduta.
(...INTERRUZIONE del Consigliere BALDASSARRE...)
PRESIDENTE: Consigliere Baldassarre, prima votiamo e poi presenti pure tutte le mozioni d'ordine che vuole! Il Consigliere Torrione ha detto giustamente che bisogna seguire le procedure e, pertanto, cerchiamo di seguire le procedure.
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la richiesta di sospensione avanzata dal Consigliere Sandri.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti:30
Votanti:30
Favorevoli: 11
Contrari:19
Il Consiglio non approva
(...INTERRUZIONE del Consigliere ALOISI...)
PRESIDENTE: Per queste osservazioni, si rivolga al Consigliere Segretario, che mi ha consegnato i risultati della votazione che io ho solo riletto.
Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Signor Presidente, io considero molto inopportuno che quest'ultima seduta consiliare si apra all'insegna di una contrapposizione così dura e, oltretutto, così spietata. Mi sembra una cosa del tutto inconcepibile; comunque, prendo atto della situazione.
L'altro giorno mi ero fatto promotore di una iniziativa di mediazione, per fare in modo che l'ordine del giorno di oltre 100 punti venisse esaminato in via preliminare dalla Conferenza dei Capigruppo, e credo che, in effetti, quella iniziativa abbia sortito qualche esito, perché credo che oggi dovrebbero terminare i lavori dell'Assemblea...
(...INTERRUZIONE...)
Ecco, allora abbiamo già capito che non si vogliono finire, perché veniamo posti di fronte alla seguente condizione: "Se voi della minoranza state zitti, riusciamo a finire il nostro ordine del giorno".
Signor Presidente, con molta amarezza devo riconoscere che, in quest'ultima seduta consiliare, si procede a colpi di Regolamento e di votazioni per evitare una sospensione dei lavori. In questi cinque anni ho visto solo due volte adottare questa procedura e - strana combinazione! - ambedue riguardavano proprio la vicenda Casinò. I lavori non sono stati sospesi quando è entrato in aula il Consigliere Andrione e, per una questione procedurale, non sono sospesi neppure oggi.
La questione procedurale non è assolutamente di secondaria importanza ed io credo che, con molta serenità ed obiettività, la Commissione del Regolamento abbia fatto riprendere i lavori di questo Consiglio in un clima estremamente disteso e sereno. Ora, visto che un Collega, proprio sulla base di quello che è stato detto nella riunione dell'altro giorno, ha ritenuto opportuno intraprendere un'iniziativa che avrà certamente delle conseguenze, ma della quale si è assunto tutta la responsabilità, non si può fingere di non sentire e di non vedere, anche perché il Consiglio non ha alcuna responsabilità se le norme sono così come sono.
L'altro giorno ci è stato detto che non si poteva adottare alcun provvedimento nei confronti dei Consiglieri inquisiti, perché, obiettivamente, non si era in presenza di un ricorso; questo è quello che io ho sentito con le mie orecchie, ma questa mattina si è cambiata opinione.
Il Consigliere Baldassarre aveva sollevato anche la questione della validità o meno della seduta, ma, con una disquisizione giuridica sopraffina, se mi si passa l'espressione, è stato detto che, se noi siamo un'Assemblea di carattere legislativo, gli atti amministrativi che questo consesso può licenziare hanno pur sempre una loro valenza: ma allora si poteva applicare, addirittura, la legge comunale o provinciale!
Io non sono un giurista e non sono stato mandato qui per svolgere un lavoro che non mi compete, ma dico solo che la cosa non è così pacifica, ma non certo perché a me dia fastidio, o meno, la presenza in aula dei Colleghi; assolutamente! Credo, invece, che tale problema riguardi i valori di questo Consiglio e la possibilità, o meno, che questi valori vengano inficiati; e noi, quindi, corriamo il rischio di stare qui a perdere mezza giornata perché qualcuno poi ci rimandi indietro il tutto dicendoci: "Non potevate farlo!".
Non è certamente un problema di secondaria importanza e torno a ripetere che io non ne faccio assolutamente una questione morale. Il discorso sulla morale non mi ha mai trovato consenziente, per motivi che ho già esplicitato in quest'aula centinaia di volte; ne faccio però una questione di regolarità della seduta, signor Presidente.
Io non voglio leggere tutto quello che ha detto l'avv. Marcoz, che lei ha definito un illustre giurista e del quale aveva una grande stima, però, prima dell'inizio della seduta, egli ha fatto tutta una disquisizione sulla validità della seduta di 22 anni fa.
Non voglio dire che oggi sono cambiati i tempi e le leggi, ma non credo che questo Consiglio non si meriti cinque minuti di sospensione, per fare un'ulteriore meditazione, alla luce di un fatto nuovo. Dopo, potremo rientrare in aula consapevoli di aver tentato di fare sino in fondo il nostro dovere, per aver almeno cercato, pur con la modestia delle nostre forze, di valutare se alcuni impedimenti giuridici pregiudichino la validità della seduta.
Signor Presidente, io non ho altro da dire, ma, per la stima che ho di lei, la vorrei pregare di ripensarci un po' di più, un'altra volta, prima di mettere in votazione una richiesta di sospensione, perché questa votazione mi ha offeso particolarmente nella mia funzione di Consigliere regionale. A prescindere da questo, però, la pregherei di voler accordare 10 minuti di sospensione, perché ci sia consentito, alla luce dei fatti nuovi che si sono verificati e di quello che ci siamo detti, di valutare un po' il tutto e di rientrare in quest'aula con un animo un po' più sereno. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Ancora una volta prevalgono i numeri ed ancora una volta, con una certa arroganza, il Consigliere Stévenin ha detto: "Noi siamo contrari". Mi permetto di ricordare che gli altri non hanno neanche avuto il coraggio di alzare la mano e di prendere la parola, e così ci troviamo ancora una volta di fronte ad una manifestazione di arroganza da parte di questa maggioranza.
Comunque, a prescindere da questa situazione, io ricordo che il Presidente del Consiglio, nel corso dell'ultima riunione dei Capigruppo, ha detto di non ritenere opportuno consultare dei legali sulla validità della seduta ed allora abbiamo provveduto noi. Alcuni legali che abbiamo avuto modo di contattare hanno espresso un parere nettamente opposto a quello espresso dal Presidente del Consiglio nel corso della riunione dei Capigruppo.
Il Presidente del Consiglio, pertanto, si sta assumendo in merito una grossa responsabilità, perché noi crediamo che questa situazione non vada sottovalutata. Noi riteniamo che la riunione non sia valida ed insistiamo su questa posizione.
È vero che la maggioranza ha ritenuto opportuno non sospendere i lavori del Consiglio, ma, nell'eventualità che il Presidente del Consiglio continui su questa strada ed a sostenere questa tesi, io chiedo, in via subordinata, una sospensione di cinque minuti per consentire alla minoranza di riunirsi.
Il Presidente del Consiglio si sta assumendo enormi responsabilità, perché non è assolutamente dalla parte della ragione, anche perché il suo compito non è quello di difendere una posizione di maggioranza, così come non può mortificare le altre forze politiche presenti in questo Consiglio regionale.
Signor Presidente, non si devono respingere certe sospensioni guardando solo alla forza dei numeri! Questa non è democrazia e la sospensione non è mai stata subordinata alla volontà politica delle forze presenti in Consiglio regionale! Per consuetudine la sospensione è stata sempre accolta, quando è stata richiesta; oggi, invece, si ricorre ai numeri perché ciò fa gioco, ad uso e consumo delle parti.
Noi crediamo di essere dalla parte della ragione e lo vedremo anche in seguito, perché con questa operazione non si esaurisce la nostra battaglia, che non è assolutamente ostruzionistica, ma è dettata solo da un'esigenza di tranquillità verso noi stessi. Noi vogliamo sapere se questa seduta abbia o meno qualche validità, anche se noi siamo assolutamente convinti che non abbia alcuna validità.
Ribadisco quindi, in via subordinata, la richiesta di sospensione dei lavori del Consiglio per cinque minuti, per consentire alla minoranza di riunirsi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Anche noi giudichiamo inopportuna la decisione della maggioranza di impedire la nuova riunione della Commissione per il Regolamento, soprattutto per il fatto che sarebbero giunte notizie di un pronunciamento della Corte Costituzionale su di un ricorso presentato, in altro momento, da un Consigliere regionale nei confronti dei Consiglieri regionali rinviati a giudizio per la vicenda del Casinò.
Noi riteniamo che, in proposito, la sospensione sarebbe opportuna e proprio in questo senso formuliamo una nuova richiesta per sentire quanto ci può comunicare in merito il Presidente della Giunta. Se, infatti, corrispondessero al vero le notizie cui ho fatto cenno, potrebbero indubbiamente essere modificati anche i contorni giuridici e normativi della questione. Ribadiamo, quindi, la richiesta della sospensione, per consentire alla Commissione per il Regolamento di ascoltare il Presidente della Giunta sulla questione del pronunciamento o meno della Corte Costituzionale.
PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin a demandé à prendre la parole; il y a droit.
ROLLANDIN (U.V.): Je veux seulement vous dire que j'ai appris la nouvelle dont vient de parler Sandri, mais personnellement je n'ai rien reçu à ce propos de la part de la Cour Constitutionnelle. Je n'ai donc rien à ajouter.
Si quelqu'un apprend quelque chose, il faut qu'il le dise, mais moi je ne peux rien dire, au-delà du fait de suspendre la séance, mais cela est un choix différent.
De même j'ai entendu l'autre jour des nouvelles à propos de la SAISET, mais là encore je n'ai rien reçu officiellement.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (U.V.): Se la richiesta del Consigliere Mafrica era motivata dall'esigenza di sapere dal Presidente della Giunta se c'erano dei fatti nuovi, io credo che il Presidente abbia già risposto.
Il problema della validità della seduta era stato affrontato nel corso della riunione dei Capigruppo e mi sembra che anche il Partito Comunista, attraverso il suo portavoce, il Vicepresidente del Consiglio, Dolchi, abbia avvalorato le tesi della maggioranza e di coloro che si erano espressi a favore della validità della seduta con la presenza dei quattro Consiglieri interessati. Non credo che ora esistano motivi diversi o fatti nuovi che possano giustificare o validamente motivare un'eventuale riunione dei Capigruppo, visto e considerato che, rispetto all'altra settimana, non c'è assolutamente nulla di nuovo.
Il Consigliere Torrione fa riferimento al ricorso presentato dal Consigliere Aloisi, ma noi sapevamo già allora che l'avrebbe presentato immediatamente dopo la riunione, perché l'aveva preannunciato egli stesso e così effettivamente è avvenuto.
Se poi ci si vuole riunire così, giusto per scambiarci qualche idea o dirci le stesse cose che ci siamo già dette nel corso della riunione dei Capigruppo dell'altra settimana, allora va bene, ma la nostra posizione non può essere qualificata arrogante, come ha fatto il Consigliere Baldassarre, anche se ciò rientra nella tipica sceneggiata nella quale egli è molto bravo e per la quale può essere additato come la più valida espressione di questo Consiglio.
In realtà, non esiste alcun fatto nuovo. Io credevo che il P.C.I., con la posizione assunta l'altro giorno, avesse sciolto il suo nodo, per cui eravamo convinti che non ci fossero più problemi; tuttavia, se insiste per fare questa riunione, visto anche che anche noi non siamo pregiudizialmente contrari, anche se ci sembra strano...
PRESIDENTE: Questa Presidenza, fin dai tempi dell'altro ricorso del Consigliere Aloisi, aveva richiesto una valutazione sulla validità delle sedute al consulente del Consiglio che, praticamente, liquida il problema con queste parole:
"Circa gli ulteriori quesiti (relativi al momento operativo delle cause di decadenza ed alle procedure da seguirsi) le cause di decadenza operano soltanto dopo che sulla medesima abbia deliberato il Consiglio regionale. Prima della deliberazione, il Consigliere è regolarmente in carica".
Non è esatto, quindi, quello che ha detto il Consigliere Baldassarre, perché non è vero che questa Presidenza non abbia ritenuto opportuno richiedere un parere sulla validità delle sedute, così come lo richiederà anche sul nuovo ricorso presentato dal Consigliere Aloisi in merito alla circostanza che il Consiglio, trovandosi ormai in scadenza e quindi in piena campagna elettorale, debba o meno essere riconvocato, in pendenza appunto del ricorso del Consigliere Aloisi.
Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Vorrei fare alcune osservazioni su quanto ha appena detto il Presidente del Consiglio.
La prima concerne il fatto che quanto egli ha appena detto non corrisponde esattamente al pensiero scritto dal Segretario Generale, perché questi, in merito alla citazione che io avevo letto nella riunione dell'altro giorno, aveva precisato che, non esistendo a quella data la costituzione di parte civile, il suo giudizio era viziato proprio dal fatto che non c'era la costituzione di parte civile.
Da allora ad oggi c'è la costituzione di parte civile, che è non poca cosa. Che cosa vuol dire "costituzione di parte civile"? Ma lo sappiamo tutti! Significa che la Regione chiede ai personaggi che sono inquisiti il risarcimento dei danni. Mi chiedo pertanto se sia concepibile che si possa accettare e sostenere la tesi che la Regione chieda dei danni a certi personaggi che, nel contempo, continuano a rimanere lì a legiferare per conto della Regione. Ma stiamo dando i numeri? Non c'è più morale? Ma qui non c'è più niente e si è perso tutto!
A prescindere da questo, vorrei fare un altro discorso, che è già stato affrontato molto opportunamente e molto bene dal Consigliere Baldassarre, che, a sua volta, è stato accusato dal Consigliere Stévenin, che l'ha apostrofato come "il solito Baldassarre...".
Il Consigliere Baldassarre ha ricordato al Presidente del Consiglio che qui, nella sua funzione di Presidente, egli deve comportarsi e deve essere al di sopra di tutte le parti politiche e non deve essere solo il Presidente della maggioranza, come ha dato l'impressione di essere, almeno dall'inizio di questa seduta. Il Presidente del Consiglio deve essere al di sopra dei partiti e, nel momento in cui vi è la richiesta ufficiale, da parte di una forza politica, di una sospensione qualsiasi, per una qualsiasi motivazione, purché logica, deve accettare la richiesta di sospensione. A mio parere, non deve neanche mettere ai voti la richiesta di sospensione, perché, se la mette ai voti, vince sempre la maggioranza. È da cinque anni che qui si va avanti a colpi di maggioranza, perché la maggioranza ha i numeri e la minoranza no.
Succede poi che il Consigliere Stévenin ritratti leggermente e dica: "Ma io pensavo che il Partito Comunista non fosse tanto d'accordo; ma se il Partito comunista è d'accordo...". Ma perché? Cosa c'entra se è d'accordo, o meno, il Partito Comunista? Ci sono anche altre forze politiche che chiedono la sospensione! Siamo contenti che il Partito Comunista, dopo aver preso atto di una situazione vergognosa, sia d'accordo; ma l'osservazione fatta dal Consigliere Stévenin è ridicola!
Nell'associarmi alle dichiarazioni del Consigliere Baldassarre, ribadisco che il Presidente del Consiglio deve essere al di sopra dei partiti rappresentati in Consiglio, e basta! Non deve essere il Presidente della maggioranza! Questo deve essere chiaro.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Presidente, in sede di Commissione lei non ha voluto chiedere un parere legale, commettendo, a mio avviso, una prepotenza nei confronti di noi Consiglieri, che avevamo chiesto indicazioni legali tramite l'Ufficio di Presidenza. Non avevamo presentato la nostra richiesta con intenzioni strumentali, ma perché volevamo essere tranquilli. Lei ha detto che non c'era bisogno del parere legale e non si è voluto neanche sprecare per fare una telefonata, che forse sarebbe stata sufficiente per tranquillizzarci.
Primo: lei ha rifiutato questo parere legale e, perciò, ce ne siamo occupati noi ed abbiamo avuto un parere opposto a quello che lei ha detto in sede di Commissione.
Secondo: voglio dire al Consigliere Stévenin che io non mi arrabbio. Per carità! Ma se, a suo parere, portare avanti dei problemi significa fare delle sceneggiate, io continuerò a fare delle sceneggiate. Mi permetto, però di sottolineargli che la sceneggiata l'ha fatta proprio lui, perché è mortificante, non solo nei confronti degli altri partiti, ma anche nei confronti dello stesso Movimento nel quale egli milita, che il Consigliere Stévenin dica: "Se il Partito Comunista insiste, noi siamo d'accordo per la sospensione". A questo punto ritengo opportuno invitare il Partito Comunista ad insistere: "Insistete! Fate opposizione! Insistete ed alzatevi! È sufficiente che uno solo di voi si alzi e chieda la sospensione, perché l'Union Valdôtaine è già propensa a concederla!". Ecco, visto che le nostre proposte non sono tenute in alcuna considerazione, invitiamo il Partito Comunista a proporre, a sua volta, la richiesta di sospensione.
Ribadisco ancora una volta, però, che il Presidente del Consiglio non può assumersi da solo certe responsabilità, perché ha, come minimo, il dovere di riunire l'Ufficio di Presidenza. Non può riunire la Commissione del Regolamento, come ha fatto la volta scorsa, perché prima va riunito l'Ufficio di Presidenza e solo dopo può essere eventualmente riunita la Commissione del Regolamento. Il Presidente del Consiglio, quindi, non può prendere delle decisioni da solo. Nell'Ufficio di Presidenza esistono anche due rappresentanti della minoranza, che hanno il diritto di far sentire la loro voce. Pertanto, invito ancora una volta il Presidente del Consiglio a non prestarsi al gioco delle parti: egli non è il Presidente della maggioranza, ma è il Presidente dell'intero Consiglio regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Questa discussione è sintomatica dell'errore che avete fatto nel non accettare la sospensione del Consiglio e la riunione della Commissione del Regolamento, come richiesto questa mattina dal sottoscritto.
Visto che certe considerazioni sono anche utili alla discussione, voglio ricordare che nel 1966 il Presidente del Consiglio, Marcoz, pose lui stesso, all'inizio della seduta, il problema della validità della seduta, dicendo testualmente: "Io non dichiaro aperta la seduta, perché ho dei dubbi sulla sua validità". Anche se, forse, nell'animo suo non ne era convinto, si ergeva però a garante delle istituzioni. Questo è il problema fondamentale che oggi noi stiamo discutendo ed io credo che, allora come oggi, per capire la verità, occorra usare metodi diversi da quelli del filo di ferro.
Purtroppo, dobbiamo riconoscere che certi protagonisti c'erano allora, così come ci sono oggi. Se queste persone riescono ad influenzare, oggi come allora, questo Consiglio, ciò significa che le nostre istituzioni corrono seri rischi.
A questo punto, io penso che la richiesta fatta dal Partito Comunista sia assolutamente indifferibile, perché innanzitutto dobbiamo fare chiarezza sul modo in cui ci si deve comportare qui dentro. Se la maggioranza ritiene che solo l'insistenza del Partito Comunista abbia certi diritti, ciò mi sta bene lo stesso, perché ritengo che questo atteggiamento sia, in qualche modo, di comprensione e di apertura, anche se deve essere comunque denunciato.
Vorrei sottolineare, infine, un piccolo aspetto delle comunicazioni del Presidente della Giunta, che non mi è parso perfetto, nel senso che io avevo solo chiesto informazioni sulla veridicità o meno di alcune voci che si erano diffuse, ma ribadisco che non sono stato io a diffonderle. Il Presidente, comunque, mi ha confermato di non aver avuto alcuna notizia in merito, così come non ha avuto notizie della notizia, peraltro sicura, che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della SAISET.
PRESIDENTE: Signori Consiglieri, vorrei dire soltanto due cose, anche perché mi sembra che la discussione vada al di là delle aspettative di tutti, visto e considerato che, come pattuito, dovremmo esaurire l'ordine del giorno.
Pregherei, innanzitutto, il Consigliere Baldassarre di andarsi a rileggere il Regolamento del nostro Consiglio, perché in esso non è scritto da nessuna parte che il Presidente del Consiglio deve convocare l'Ufficio di Presidenza e non la Commissione per il Regolamento, qualora lo ritenga opportuno. La Commissione per il Regolamento, infatti, è una cosa, mentre l'Ufficio di Presidenza è tutt'altra cosa e, pertanto, non era il caso che lo riunissi. Si è trattato di una mia decisione, della quale mi assumo tutte le responsabilità del caso.
In merito, poi, a quanto ho sentito dire qui dentro e cioè che io sarei il Presidente della maggioranza, tengo a precisare che qui bisogna tutelare sia la maggioranza che la minoranza. In questo caso penso che debba essere tutelata anche la maggioranza, perché, secondo il mio modestissimo modo di pensare, si stanno facendo delle discussioni dilatorie, fine a se stesse, forse perché siamo alla vigilia della campagna elettorale...
(...INTERRUZIONE...)
Se mi lasciate finire, dico il mio pensiero. In ogni caso, l'avv. Marcoz, che è stato più volte ricordato in questa sede e come molti di voi ricorderanno, in seguito alle sue affermazioni, non solo ha dovuto rassegnare le dimissioni, ma colui che l'ha sostituito è dovuto scappare e rifugiarsi nei Paesi dell'Est, perché avevano messo in moto uno strano e difficile ... non so neanche come chiamarlo... per cui il Consiglio non avrebbe più potuto lavorare. In quel caso c'era veramente un'ipotesi di attentato alle istituzioni. Visto che bisogna dire certe cose, diciamole tutte e non solo una parte, altrimenti può sembrare che qui uno dica una cosa e l'altro ne dica un'altra. Diciamole tutte!
Se poi, come dice il Consigliere Stévenin, il Partito Comunista ritiene che si debba sospendere la seduta e convocare la Commissione per il Regolamento, sta bene. Personalmente, ho già detto all'inizio che non ritengo che sia il caso di convocarla, comunque ho messo in votazione tale richiesta ed il Consiglio ha detto di no. Personalmente, tuttavia, non ho nulla in contrario a che si convochi quella Commissione, anche perché, francamente, non so che cosa possa cambiare con la discussione che faremo dall'altra parte. A mio parere, e mi assumo tutte le responsabilità di quello che dico, non ritengo che tra venerdì scorso ed oggi, lunedì, si siano modificate le situazioni giuridiche, indipendentemente dal fatto che il Consigliere Aloisi abbia presentato il ricorso....
(...INTERRUZIONE...)
Visto poi che il Consigliere Baldassarre ha detto di aver richiesto il parere di un avvocato o di chi per esso, sia almeno così gentile da esplicitarlo e di leggerlo, così tutto il Consiglio potrà discutere e dichiararsi d'accordo o contrario...
(...INTERRUZIONE del Consigliere BALDASSARRE...)
Ma io non capisco perché bisogna avere paura. Mi stupisco che il Consigliere Baldassarre, che è sempre stato così perspicace e valido nella sua attività consiliare, abbia paura di esprimere in Consiglio le sue opinioni, quando proprio questa è la sede più idonea, in modo che i giornalisti, le persone e l'opinione pubblica possano conoscerle. Non dobbiamo andarci a nascondere dietro i muri di un'aula...
BALDASSARRE (fuori microfono): Signor Presidente, quella sarebbe stata una mia azione successiva. Io non ho alcuna paura ed è ben lungi da me questo pensiero!
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): A questo punto, pur non sapendo se sia il caso o meno di convocare la Commissione per il Regolamento, io ribadisco l'esigenza di una sospensione dei lavori, anche per sdrammatizzare un pochino la tensione della seduta.
Signor Presidente, senza volerne assolutamente fare una questione di legittimità o di validità della seduta, ma solamente una questione di principio, ritengo opportuno ed indispensabile uscire da questa situazione paradossale, altrimenti si rischia di paralizzare per un'altra ora il Consiglio per discutere su questioni di principio. Io chiedo al buonsenso di tutti che si accetti di sospendere la seduta per cinque minuti, in modo che ci si possa riunire di là per metterci d'accordo su alcune cose, così faremo una figura meno "barbina" di quella che stiamo facendo, e questo mi dispiace per il Consiglio, e forse riusciremo ad uscire da questa "impasse".
Mi auguro che il Partito Comunista, con tutto il peso della sua autorità, voglia soddisfare l'esigenza del Consigliere Stévenin e chieda la sospensione dei lavori, così almeno finisce questa buffonata.
Signor Presidente, mi permetta di fare un brevissimo accenno ad una persona, della quale io ho molta stima, e mi riferisco a suo padre. Per ristabilire la verità dei fatti storici, ricordo che la vicenda del 1966 non finì perché il Presidente del Consiglio stava seduto al suo posto, ma perché sono stati dati due giri di fil di ferro alle porte del palazzo regionale. Aggiungo ancora che allora il Presidente del Consiglio andò oltre e disse una cosa importante, che magari in questo momento non interessa a nessuno, e cioè non solo che quei Consiglieri non potevano entrare in aula, ma aggiunse che erano sospesi "ope legis", per forza di legge.
Adesso basta; detto questo, mi siedo, sperando di poter andare di là, almeno per cinque minuti, per discutere anche con i colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
PEDRINI (P.L.I.): Potrei dire che il Consigliere Torrione mi ha battuto sul tempo, perché anch'io, proprio per sdrammatizzare l'attuale situazione, sarei dell'avviso che una sospensione di cinque minuti potrebbe tornarci utile e, anzi, se fatta prima ci avrebbe forse evitato di perdere più di un'ora.
Devo aggiungere, però, un'altra considerazione, nel senso che, come liberale, non mi è piaciuto e non accetto, anzi respingo in modo assoluto e categorico, quello che ha detto il mio collega ed amico Stévenin, e che, probabilmente egli ha detto in un momento in cui non ha avuto modo di ben soppesare e parole.
È assurdo che in un'assemblea così si pretenda di chiedere il voto del Partito Comunista, per Dio!
(applausi dell'assemblea)
Io ho diritto tanto quanto loro, anche se sono uno e loro fossero trenta! È proprio questo che è vergognoso e cioè che in un'assemblea liberale e democratica come questa si facciano certe proposte!
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Io ringrazio l'amico Stévenin per la fiducia che accorda alla serietà del nostro Gruppo e ricordo che, quando il Consigliere Aloisi ha presentato il ricorso, noi abbiamo votato, mentre non tutti i Consiglieri che adesso si stanno scaldando hanno fatto altrettanto; ma l'abbiamo fatto perché ritenevamo che quella iniziativa fosse giusta sotto l'aspetto politico e, pertanto, politicamente noi siamo dell'idea che i Consiglieri inquisiti avrebbero fatto bene a non partecipare ulteriormente alle riunioni del Consiglio.
Tuttavia siamo anche a favore del rispetto delle procedure. La volta scorsa mancavano gli elementi tecnico giuridici per dire che la validità di questa seduta fosse da mettere in forse; oggi, invece, sembrava e sembra che ci siano degli elementi nuovi. Noi siamo favorevoli ad esaminare questi elementi nuovi: che cosa ha scritto il Consigliere Aloisi nel suo ricorso, che cos'è questa storia della Corte Costituzionale che si sarebbe pronunciata per l'accoglimento del ricorso del Consigliere Aloisi e qual è il parere di cui dispone il Consigliere Baldassarre.
Pertanto, se si tratta di insistere, noi insistiamo con molta calma, anche perché, altrimenti, ci sembra che qui rischiamo di continuare a discutere tutta la mattina, senza uscire dall'intrico.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.
BAJOCCO (P.C.I.): Già prima avevo chiesto la parola, ma probabilmente il Presidente se n'è dimenticato.
Io sono contento che, proprio nell'ultimo giorno di Consiglio, si riconosce che il Partito Comunista Italiano è una grande forza nazionale e regionale, con un notevole peso politico: questo ci fa piacere. Vorrei solo che questa considerazione venisse ricordata anche dopo il 26 giugno.
Vi informo, inoltre, che da oggi il Partito Comunista è presente di fronte al tribunale per presentare la propria lista. Noi riteniamo che, come saremo i primi a presentare la lista il 22 maggio, saremo ugualmente primi il 27 giugno.
Noi accettiamo l'invito che ci è stato fatto dal Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Consigliere Stévenin, perché pensiamo che egli abbia parlato a nome del Gruppo dell'Union Valdôtaine, così come accade quando il nostro Capogruppo, Consigliere Mafrica, prende la parola ed interviene a nome di tutto il Gruppo comunista. Noi insistiamo, quindi, nel chiedere la sospensione di questa seduta per una decina di minuti.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (U.V.): Il fatto che il Partito Comunista, per giustificare una modifica del suo atteggiamento, deve inventare questo tipo di impostazione, rientra in quel modo di far politica che si caratterizza nel non far procedere l'esame dei problemi all'interno di questo Consiglio. Visto che abbiamo 40 leggi da discutere, può tornare comoda una sospensione dei lavori, che, per altro verso, potrebbe anche indicare che si è modificata l'idea rispetto alla riunione dell'altra settimana.
In verità, le posizioni dei vari Consiglieri erano state chiarite nel corso della riunione. Sapevamo della posizione del Consigliere Sandri e di quelle dei Consiglieri Aloisi e Baldassarre, i quali, in quella sede, si erano espressi contro la validità della seduta, nel caso fossero presenti i quattro Consiglieri in questione. Per contro, il Partito Comunista, e per esso il Consigliere Dolchi, aveva sgombrato il campo da tutte le perplessità affermando ciò che, in effetti, ha affermato poco fa il Presidente del Consiglio.
Il Partito Comunista ha cambiato idea? Va bene. La verità, però, è un'altra e cioè che si vuole continuare a disquisire su questo problema. Ci possiamo incontrare tranquillamente come Capigruppo, per ribadire le stesse argomentazioni che sono già state dette nel corso della riunione di tre giorni fa, come quelle che sono state dette oggi in aula, come quelle che continueremo a dirci tra cinque minuti, di là.
Se questa è la soluzione, non tanto perché così vuole il Partito Comunista, che io ho chiamato in causa perché ritengo che abbia modificato la sua posizione, così come possono averla modificata anche altri, però, nei fatti, nulla è cambiato rispetto all'altro giorno e nulla cambierà rispetto alla posizione che era emersa. Se vogliamo sospendere solo per un momento e per ridirci le stesse cose, possiamo anche dichiarare questa nostra disponibilità a ridirci ancora una volta quelle stesse cose che ci siamo già dette in passato.
PRESIDENTE: Mi sembra di aver capito che la volontà del Consiglio è mutata, nel senso che si vuole arrivare ad una sospensione, e, pertanto, sospendiamo la seduta per un quarto d'ora e convochiamo la Commissione per il Regolamento.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,39 alle ore 11,39.
PRESIDENTE: Nel dichiarare che riprendono i lavori del Consiglio regionale, informo i Consiglieri che la Commissione per il Regolamento ha deciso di far proseguire i lavori con la discussione sui disegni di legge iscritti all'ordine del giorno, in attesa che la Presidenza del Consiglio chieda ad un professionista un parere giuridico cautelativo sulla validità o meno della seduta.
Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Non si tratta dello stesso argomento, ma, visto che la commissione esaminatrice avrebbe dovuto terminare i propri lavori il giorno 8, vorrei chiedere al Presidente della Giunta di informarci sull'esito di quel certo concorso, o di quella selezione truccata, anche perché lo stesso Presidente si era impegnato a riferire in merito al Consiglio, ma non l'ha ancora fatto, anche se sono sicuro che certamente lo farà.
PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin, a demandé à prendre la parole; il y a droit.
ROLLANDIN (U.V.): J'ai reçu hier les résultats de cette commission et je suis en train de les examiner, après quoi il vous en sera donné communication ou bien je vous transmettrai directement le dossier.
