Objet du Conseil n. 3719 du 6 mai 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3719/VIII - QUESTIONI INERENTI LA VALIDITÀ DELLA SEDUTA. ORDINE DEI LAVORI DEL CONSIGLIO.
PRESIDENTE: Come già avevo promesso, dopo una velocissima consultazione con alcuni componenti dell'Ufficio di Presidenza si è deciso che venga immediatamente convocata la Commissione per il Regolamento e, pertanto, chiedo che i lavori del Consiglio siano sospesi per un quarto d'ora circa, in modo che la Commissione per il Regolamento, che è composta da tutti i Capigruppo e dai membri dell'Ufficio di Presidenza, possa riunirsi nella sala attigua.
Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 10,36 alle ore 11,33.
PRESIDENTE: Riprendiamo i lavori del Consiglio, dopo la riunione della Commissione per il Regolamento, che, in seguito alla richiesta avanzata dal Consigliere Baldassarre, in relazione alla presenza in aula di Consiglieri regionali rinviati a giudizio e nei confronti dei quali la Regione si era costituita parte civile, ha deciso di dichiarare valida la seduta odierna.
Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Intervengo brevemente per chiarire la mia posizione sulla discussione che c'è stata in merito a questo argomento.
Innanzitutto mi dissocio completamente dalla decisione della maggioranza dei Capigruppo, perché, a mio parere, esistono tutti i presupposti di ineleggibilità e, oltretutto, esiste anche una questione di principio di rilevanza importantissima sulla validità o meno della nostra legge elettorale.
Ribadisco quello che ho già detto in Commissione e cioè che, con la costituzione di parte civile da parte dell'Amministrazione regionale nei confronti dei Consiglieri inquisiti, esiste una condizione di ineleggibilità. È assurdo, infatti, pensare che la Regione chieda i danni a questi amministratori inquisiti i quali a loro volta votano delle leggi della Regione. Ma qui siamo arrivati all'assurdo! È una cosa assolutamente vergognosa! Pertanto, io non posso accettare queste conclusioni, che sono prettamente politiche, e non voglio neanche entrare nel merito della questione morale, perché è una vergogna, da un punto di vista morale, che noi dobbiamo ancora stare qui a discutere se queste persone debbano rimanere o non rimanere in Consiglio!
Brevemente, io ricordo soltanto che nel 1966, a due Consiglieri che avevano commesso un reato, ma nei confronti dei quali la Regione non si era ancora costituita parte civile, non è stato neppure permesso di entrare in quest'aula! Non sono potuti neanche entrare in aula!
È una vergogna, pertanto, che ci troviamo ancora a discutere sull'eleggibilità o meno, oppure sull'inizio di una prassi, perché la prassi era già stata fatta ed era anche stata discussa in Consiglio, ma è stata bocciata, perché si è trattato di un voto esclusivamente politico che non ha tenuto in nessun conto i valori morali! Ma ricordo, soprattutto, che si è arrivati alla Corte d'Appello di Torino, dove il ricorso da me presentato non è stato respinto, anzi è stato accolto, ma, a sua volta, è stata accolta anche una richiesta di incostituzionalità presentata da parte degli inquisiti e, quindi, il tutto è stato demandato alla Corte Costituzionale. Ciò vuol dire che esistono tutti i presupposti di ineleggibilità.
Fatta questa premessa, io ritengo doveroso, sul piano politico ma anche sul piano morale, dissociarmi da questa presa di posizione e, pertanto, dichiaro di abbandonare i lavori del Consiglio regionale, perché ritengo vergognosa questa situazione che suona vergogna nei confronti di tutto il Consiglio. Una situazione di questo tipo è assolutamente inaccettabile! Siamo arrivati al punto che l'Amministrazione regionale, costituendosi parte civile, chiede il risarcimento dei danni a queste persone, che, però, rimangono qui come se nulla fosse e partecipano alla votazione di leggi per la comunità valdostana. Sul piano morale, questa cosa è per me inaccettabile e, pertanto, abbandono i lavori del Consiglio.
Si dà atto che alle ore 11,35 assume la Presidenza il Vicepresidente DE GRANDIS.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Questa mattina, all'inizio della seduta, sono stato proprio io a porre il problema della validità o meno di questa adunanza consiliare. Dico subito, però, che mi dissocio dalla posizione assunta dalla Commissione per il Regolamento. C'è stata una lunga e pacata discussione, nel corso della quale ognuno ha portato avanti la propria tesi.
Io ritengo che la costituzione di parte civile abbia modificato, di fatto, una situazione che, questa volta, esalta di nuovo, in modo incisivo e determinante, la lite tra la Regione ed alcuni Consiglieri regionali. L'attuale legge che regola l'elezione del Consiglio regionale e che regola questi lavori è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale, ma sulla sua costituzionalità non si è ancora verificata alcuna situazione di fatto; pertanto, essa rimane valida. Poiché l'attuale legge parla di lite pendente e quindi, di fatto - e lo ribadisco -, si è venuta a modificare questa situazione a svantaggio - e questo, qualche volta, mi può mortificare - dei colleghi Consiglieri, io ritengo che questa seduta non sia valida.
All'interno della Commissione io ho cercato di far richiedere un parere legale, ma qualcuno ha ritenuto che ciò fosse superfluo, mentre io sono convinto che un eventuale parere legale avrebbe dato a noi Consiglieri una certa tranquillità; ciò sarebbe stato in linea, del resto, con la mia richiesta di questa mattina, che mirava ad ottenere tranquillità sui lavori del Consiglio regionale.
Senza alcun intento strumentale, io rimango fedele alle mie idee. Quello che ho detto ora l'avevo già detto prima anche in sede di Commissione e rimarrà registrato agli atti del Consiglio. Ribadisco che ritengo non valida questa riunione. Non abbandonerò l'aula per protesta, perché abbandonare i lavori non mi sembra un gesto democratico.
Bisogna prendere atto che la maggioranza della Commissione per il Regolamento ha deciso di far proseguire i lavori del Consiglio. Io prendo atto di questa situazione e continuerò a partecipare ai lavori, pur rimanendo fedele alla mia idea e cioè che, a mio parere, ci sarebbe stato bisogno di una discussione più approfondita e del supporto di più pareri legali, per poter assumere una decisione che ci tranquillizzasse.
Questa decisione, invece, non ci tranquillizza. In politica ci si devono assumere anche delle precise responsabilità. Io ho avanzato la mia richiesta ed ora ribadisco la mia convinzione sulla non validità di questa seduta. Ciascuno può trovare nella propria vita un momento adatto per automasturbarsi ed io, in questo momento, voglio proprio fare questo e pertanto rimango in aula, pur ribadendo la mia convinzione sulla non validità di questa seduta.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Non voglio entrare nel merito di questa discussione, che ci ha già impegnati per oltre un'ora nella nostra veste di membri della Commissione per il Regolamento. Non vorrei, tuttavia, che questa seduta, già di per sé così faticosa, perché è l'ultima della legislatura, venisse falsata da ulteriori polemiche o scontri fra la maggioranza e la minoranza.
Nel rivolgermi ai Presidenti della Giunta e del Consiglio, presento una questione pregiudiziale. Noi abbiamo un ordine del giorno che, se non vado errato, perché ormai ci occorrerebbe un computer, presenta oltre 100 argomenti e, con l'aggiunta di qualcosa d'altro, arriviamo intorno a 105 o 106. Io credo che il primo dovere di un Consigliere regionale sia quello di essere consapevole di quello che fa, sulla base di una convinzione maturata da un esame puntuale e preciso degli oggetti iscritti all'ordine del giorno.
Parlando per me stesso, perché non voglio generalizzare, devo riconoscere che non mi è stato possibile pormi in questa condizione, perché io posso affrontare la bellezza di 100 argomenti solo esaminandoli in modo estremamente superficiale. Probabilmente ho scarse capacità intellettuali e perciò mi sono venuto a trovare in questa condizione.
Ho fatto fare una piccola ricerca per vedere se, nelle ultime sedute delle precedenti legislature, si era verificato un inconveniente analogo, ma questo non era mai successo. Nell'ultima seduta del Consiglio della precedente legislatura (1978/83) c'erano 58 argomenti all'ordine del giorno: inizialmente erano 48, ma poi ne sono stati aggiunti altri 10 e così si è giunti a 58 argomenti, come in una normale seduta del Consiglio regionale.
Questa seduta, invece, ha un carattere del tutto straordinario. Io credo che nessuno, neanche un Consigliere del la maggioranza, sia convinto che in questa tornata di lavori possa passare tutto questo malloppo.
Nel concludere questo mio discorso, io chiedo ai Presidenti del Consiglio e della Giunta una sospensione dei lavori, per esaminare insieme ed in via preliminare quali sono gli oggetti che si possono discutere in questa tornata e quelli che devono essere, necessariamente, rinviati. Ce ne sono alcuni che, certamente, non hanno neppure il parere delle Commissioni consiliari competenti.
Dico questo, ovviamente, alla luce di un mio tentativo di mediazione, forse maldestro, già esperito al momento dell'arrivo del primo ordine del giorno, ma che non è riuscito ad andare avanti, di esaminare l'ordine del giorno per farne una certa cernita. Ripropongo ora quel tentativo di mediazione e chiedo un'ulteriore sospensione dei lavori del Consiglio, che potrà ritardare i lavori della seduta di questa mattina, ma che gioverà sicuramente alla loro prosecuzione, dopo aver sgombrato il campo da un equivoco di fondo e cioè che oltre 100 provvedimenti non possono assolutamente essere approvati con consapevolezza e con coscienza in una sola tornata dei lavori del Consiglio regionale.
Se è possibile, chiedo che sia posta formalmente all'ordine del giorno la richiesta di sospensione dei lavori del Consiglio oppure chiedo direttamente la sospensione dei lavori del Consiglio, per dar modo ai Presidenti del Consiglio e della Giunta di riunirsi insieme ai Capigruppo per fare un esame oculato dell'ordine del giorno e decidere quali sono i provvedimenti che possono essere esaminati e votati e quali possono essere rinviati alla prossima legislatura. Grazie.
PRESIDENTE: Se non ci sono obiezioni alla richiesta del Consigliere Torrione, dichiaro che la seduta è sospesa ed invito i Capigruppo a riunirsi nella sala delle Commissioni consiliari, per concordare l'ordine dei lavori.
Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 11,45 alle ore 12,54.
Si dà atto che alle ore 12,54 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.
PRESIDENTE: Signori Consiglieri, nel riprendere i lavori, vi comunico che abbiamo definito alcune cose in relazione all'ordine del giorno, che è abbastanza voluminoso.
Si è stabilito di sospendere i lavori adesso e di riprenderli nel pomeriggio di oggi alle ore 16; gli stessi, peraltro, non proseguiranno domani, ma nella giornata di lunedì, alle ore 9,30.
Nel ricordare, inoltre, che nel pomeriggio di oggi sono convocate anche la 4a e la 5a Commissione, raccomando ai membri dell'Ufficio di Presidenza di passare nel mio studio, intorno alle 15,55, per una comunicazione.
I lavori vengono sospesi e riprenderanno alle ore 16,00.
La seduta è tolta
La seduta termina alle ore 12,55
