Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3717 du 6 mai 1988 - Resoconto

OBJET N. 3717/VIII - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.

PRESIDENT: Le Président de la Junte, Rollandin, a demandé à prendre la parole; il y a droit.

ROLLANDIN (U.V.): Je veux avant tout m'associer aux mots du Président du Conseil et des différents Conseillers pour adresser mes condoléances pour la mort de l'ancien Conseiller Villettaz; en cette période où l'on s'apprête à célébrer le 40ème anniversaire, c'est un malheur qu'il manque certains personnages ayant participé dès le début à la vie démocratique de notre Région et surtout à l'autonomie.

Quant aux problèmes relatifs à l'activité administrative, je dois dire qu'avec l'Assesseur Lanivi nous avons signé à Rome le protocole d'entente IRI-FINSIDER et Région Vallée d'Aoste: c'est la première conclusion d'un débat de longues années avec la contribution de toutes les forces politiques. Nous sommes arrivés à bout d'un problème, ce qui ne signifie pas laisser aux autres la gestion du problème, mais suivre attentivement le débat subséquent et surtout l'attitude de l'entreprise par rapport aux engagements pris à la suite de ce protocole.

Le 29 du mois dernier une rencontre a eu lieu entre toutes les forces de la majorité et du groupe de soutien pour l'initiative du Zerbion et les administrateurs locaux; à la suite de cette rencontre a été présenté un document qui prévoit des études susceptibles de permettre une meilleure approche du problème et de la solution susceptible de donner un épanouissement aux communes de Saint-Vincent et de Châtillon, entre autres.

A propos des nouvelles de presse concernant les pluies acides, il y aura, je crois, la possibilité pour l'Assesseur à l'Agriculture de donner des précisions susceptibles de démontrer qu'encore une fois on a présenté une situation qui ne correspond pas à la réalité.

Pour ce qui est du procès du Casino et de la constitution de partie civile, une rencontre avec les chefs de groupe s'impose, étant donné la requête des contrôleurs à ce propos; cet après-midi ou demain matin je donnerai des renseignements à ce sujet.

Le 3 mai une rencontre s'est tenue avec le sous-secrétaire Azzoni, le surintendant Gentile et le surintendant aux Archives d'Etat du Piémont et du Val d'Aoste, avec le surintendant Prola pour la question du siège de la section détachée des Archives d'Etat. Une fois de plus, la possibilité d'un passage définitif de la Tour du Baillage a été envisagée, compte tenu du projet existant d'aménagement définitif du bâtiment.

Enfin, j'ai participé avec l'Assesseur Faval à Amburgo et Brema à l'inauguration officielle de la semaine de l'Italie en Europe: e Val d'Aoste a présenté une exposition démographique au Musée de Brema.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Penso che la conclusione, almeno parziale, del problema della DELTACOGNE sia da salutare positivamente. Si tratta, certamente, di una data importante, che costituisce un punto fermo che, penso, possa onorare tutte le forze politiche della Regione Valle d'Aosta. È la prima volta, infatti, dalla sua costituzione, che la DELTACOGNE non è più considerata come un corpo separato dal resto del tessuto regionale, ma come parte integrante. Questo non è dimostrato solo dalle parole, ma anche dall'attività e dal lavoro di tutte le forze politiche che sono durati parecchi mesi e, forse, addirittura degli anni.

Auspico che questo lavoro possa continuare, perché così si riusciranno ad ottenere quei risultati che da altre parti d'Italia non si potranno ottenere, per l'assenza di quella compattezza e solidarietà che invece dimostrano e nostre forze politiche. In questo senso, però, vorrei sottolineare l'importanza di non dover trascurare un aspetto che, a mio parere, è importante e che consiste nel far capire all'interno dello stabilimento, con un'azione costante, tranquilla e paziente, il significato di questo accordo, specificando e cercando di chiarire tutti i dubbi che, sicuramente, ancora sono diffusi tra le maestranze, le quali, purtroppo, sino ad oggi sono state abituate ad accettare accordi stipulati sopra le loro teste, ma che spesso non sono stati mantenuti. Credo, quindi, che si debba debitamente sottolineare la differenza tra questo accordo e quelli che l'hanno preceduto e che si debba fare, insieme ai sindacati, un lavoro di chiarimento e di spiegazione all'interno dello stabilimento, per evitare che si formino delle sacche di emarginazione, anche di carattere sindacale, che nuocerebbero comunque al buon sviluppo dell'accordo stesso.

Penso, comunque, che di questo tema potremo parlare anche più avanti, perché ce lo consentirà una proposta di legge che è all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio.

Protesto, invece, per quanto ha detto il Presidente della Giunta sul problema dello Zerbion, perché credo che si tratti di una pratica extra-costituzionale, da denigrare nel modo più assoluto. Non si era mai visto che la maggioranza facesse comunella con l'Esecutivo, al di fuori delle sedi competenti - in questo caso, il Consiglio regionale - affrontando la questione dello Zerbion dal punto di vista ambientale o economico, saltando, addirittura, le competenze dell'Assessorato competente e di tutti gli organi preposti...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

SANDRI (N.S.): Ho detto che la Giunta e la maggioranza hanno fatto comunella, mentre esiste tutta una serie di organismi appositamente incaricati di verificare queste iniziative. Sono organismi tecnici, politici...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

SANDRI (N.S.): Signor Presidente, ma io posso anche protestare, perché ritengo che si voglia fare un passo in questo settore, che oltretutto ha delle sfumature un po' pericolose: è notorio il ricatto pesante che è stato fatto dai promotori della funivia dello Zerbion in un precedente incontro pubblico, nel corso del quale i politici sono stati messi in un'arena e sono stati "pestati". Probabilmente quello scotto vi bruciava e così prima delle elezioni avete inventato questo studio di fattibilità ambientale, economica...

È chiarissimo che questa iniziativa non verrà mai realizzata, perché nessuno di voi ha intenzione di farla, ma abbiate almeno il coraggio di dirlo, in modo che a Châtillon non si illudano e sappiano che questa scelta è irrealizzabile.

Vi chiedo, tra l'altro, che questo problema sia riportato nella sua sede istituzionale e, quindi, che la nuova Giunta e la nuova maggioranza riportino questo problema all'interno del Consiglio.

Mi felicito, infine, per la concreta possibilità che una sezione staccata degli Archivi di Stato venga realizzata ad Aosta. Questa mancanza era sentita da molti e la sua istituzione diventa forse un segno che, per quanto concerne la memoria storica, si sta imboccando una strada completamente diversa da quella del passato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Prendo atto con soddisfazione, a nome del Gruppo comunista, della raggiunta intesa con l'IRI sul futuro della DELTACOGNE.

Il nostro Gruppo ha dato il suo contributo in modo unitario e credo che il lavoro fatto in questa occasione da tutte le forze politiche e sociali della Valle d'Aosta abbia raggiunto dei risultati validi. Credo anche che lo stesso lavoro rappresenti un esempio di come si possano affrontare questioni complesse.

Devo fare un'osservazione anche su di un altro punto toccato dal Presidente della Giunta: egli ha detto che la Regione si è costituita parte civile contro tutti gli imputati del procedimento giudiziario dell'affare Casinò; leggo su "La Stampa" che il Consigliere Andrione afferma che questo processo è contro la Valle d'Aosta. Devo qui affermare che il procedimento non è contro la Valle d'Aosta, tant'è che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta e la Regione Valle d'Aosta si sono costituiti parte civile. Il procedimento è contro alcuni imputati, dirigenti ed esponenti politici valdostani, ma non è contro la Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Con una certa soddisfazione vorrei fare una considerazione sulla firma del protocollo d'intesa sulla DELTACOGNE e credo che in proposito vada anche sottolineato un altro aspetto del problema e mi riferisco al senso di responsabilità e di collaborazione posti in essere dalle varie forze politiche. Sovente, alcuni atteggiamenti, frutto del nostro bagaglio culturale, risultano molto discutibili e giustamente i cittadini avanzano delle rimostranze.

Non per indirizzarci delle lodi, ma per sottolineare questo particolare aspetto occorre dare atto alla Giunta di aver assunto un suo proprio atteggiamento intorno ad un problema così complicato, difficile e tormentato. È un primo aspetto che vogliamo e dobbiamo considerare. Occorre, però, considerare anche un altro aspetto e cioè che le forze politiche hanno supportato l'azione della Giunta con un grande senso di responsabilità, evitando equivoci e fraintendimenti, lavorando in comune, dimostrando, una volta tanto, come si possano risolvere i problemi, in favore della collettività, partendo ed agendo anche da presupposti diversi, proprio nel momento in cui erano in gioco gli interessi di più di 2.000 persone.

A mio avviso, questo aspetto deve essere debitamente sottolineato, specie in chiusura di legislatura, perché, a fronte di tanti rimproveri, credo che questo risultato possa essere indicato come un titolo di merito che, giustamente, ogni forza politica può vantare sul modo in cui è stato affrontato questo problema e, soprattutto, sul come è stato risolto, a differenza di altre situazioni del Paese, dove le forze politiche si sono divaricate e non hanno potuto ottenere i risultati che, invece, sono stati ottenuti nella nostra Regione. Mi sembra opportuno e doveroso sottolineare questo fatto.

Un altro aspetto che credo debba essere debitamente sottolineato, come ha già fatto il Consigliere Sandri, è quello dello Zerbion. Per carità, io non dico che la Giunta o la maggioranza non possano incontrare chicchessia! Ogni forza politica può avere contatti con chiunque; ciò che mi fa dubitare della sincerità di questo atteggiamento è il fatto che, ogni volta che non si vuole affrontare un problema, ci si trincera dietro uno studio di fattibilità o di impatto ambientale.

Riferendomi, in particolare, al secondo studio, ricordo che questo Consiglio, negli ultimi cinque anni, ha avuto ampie possibilità di approvare una normativa in proposito. Ora che il principio è acquisito, a spizzichi e bocconi, si dice: "Adesso si va a vedere l'impatto ambientale", ma senza che vi sia un quadro legislativo di riferimento.

Muovendo un rimprovero all'Assessorato competente, io dico che questo era uno dei problemi che potevano trovare soluzione in questi ultimi cinque anni, anche perché oggi dovremo pure dire qualcosa su quella benedetta o maledetta legge-quadro sull'ambiente, che, con molta superficialità, ci viene propinata proprio nel corso dell'ultima tornata dei lavori del Consiglio regionale.

Io credo che questo mi mortifichi un po', come Consigliere, perché, pur avendo riscontrato che le forze della maggioranza, sul piano culturale, hanno ormai recepito la necessità che la procedura di impatto ambientale venga comunque introdotta nella legislazione della nostra Regione, devo comunque riconoscere che la stessa maggioranza, ogni volta che può - e questo è l'aspetto negativo - ricorre alla procedura d'impatto ambientale, che è senz'altro significativa, ma che, in assenza di un quadro legislativo di riferimento, rischia di essere fatta e adattata alla "testa del cliente". Se non si danno delle norme di carattere generale, la procedura d'impatto ambientale, al di là della direttiva C.E.E., che sancisce alcuni principi, viene fatta per opere singole, con molta discrezionalità e senza avere delle certezze di tipo giuridico.

Mi permetto, infine, di sottolineare con soddisfazione che gli Archivi di Stato vengono trasferiti in Valle d'Aosta. È una notizia che non può che rallegrarci. Se è possibile, pregherei la Giunta - sempreché non abbia già assunto degli impegni sulla loro localizzazione, anche se mi è sembrato di capire che è orientata per la Torre dei Balivi - di voler accogliere un suggerimento del tutto personale. Per carità, quel comparto archeologico è di indubbio pregio, perché è proprio attiguo al futuro scavo dell'anfiteatro romano. Io credo che la destinazione d'uso di un comparto del genere potrebbe essere diversa, ma questa è solo una mia opinione personale che, quindi, ha poco valore.

Prima che si proceda ulteriormente, dico solo che quel riquadro importante della città di Aosta andrebbe valorizzato in modo diverso, perché, approfittando del fatto che lì vicino abbiamo già una sede prestigiosa come la "Tour Fromage", l'intero comparto potrebbe avere una diversa qualificazione, qualora la Torre dei Balivi venisse adibita...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

TORRIONE (P.S.I.): Io non ne ero al corrente. Se questa è una delle condizioni, riconosco che, obiettivamente, non c'è nulla da fare. Però, se si potesse rinegoziare anche questa condizione, credo che si potrebbe fare un'ulteriore valutazione su quell'intero sestiere della città e soprattutto della città romana.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Vorrei fare alcune considerazioni.

Sul problema della DELTACOGNE, mi associo alle dichiarazioni già fatte dai Colleghi, augurandomi solo che si vigili e si faccia attenzione affinché vengano rispettati tutti gli accordi e soprattutto venga garantito l'aspetto occupazionale.

Sul problema del "domaine skiable" dello Zerbion, invece, vorrei fare una considerazione a voce alta. Se ben ricordate, all'inizio dello scorso anno il sottoscritto presentò un'interpellanza per chiedere al Presidente della Giunta che i rappresentanti della società "Zerbion S.p.A." avessero un incontro con la 3a Commissione consiliare, per discutere sul tema della fattibilità, o meno, del "domaine skiable" dello Zerbion.

Tra varie forze qui rappresentate si svolse poi un dibattito politico a Châtillon, nel corso del quale le forze della maggioranza si espressero molto scetticamente sulla fattibilità di quella operazione di carattere turistico e presentarono una contro-relazione nella quale si affermava che, sia sul piano economico, sia sul piano tecnico, l'operazione non era fattibile. Mi dispiace di non aver portato qui i relativi documenti, che però ho nel mio ufficio e li posso mettere a disposizione in qualsiasi momento.

Oggi, invece, scopriamo che il Presidente della Giunta, a nome della Giunta e delle forze della maggioranza, ritorna sul problema di quel "domaine skiable". Senza voler strumentalizzare la questione, i fatti ci dimostrano però che questo problema è un argomento tipicamente elettoralistico dell'Amministrazione regionale e delle forze della maggioranza. Non possiamo accettare, infatti, che un anno fa si sia presentato un piano di non fattibilità sulla questione dello Zerbion e che oggi ci si venga a dire che, dopo un incontro con gli operatori di Châtillon e di Saint-Vincent, si farà un altro piano nel quale, probabilmente, si dimostrerà o si prometterà la fattibilità dell'operazione.

Questa contraddizione è da denunciare, perché non è ammissibile che un anno fa si sia detto: "L'operazione non è fattibile perché è antieconomica" e che ora, alla vigilia delle elezioni, si dica esattamente il contrario: "Facciamo uno studio, vediamo e valutiamo...", per poi arrivare a dopo le elezioni e, probabilmente, non fare nulla.

Ho fatto questa riflessione a voce alta, perché ritengo doveroso che i colleghi Consiglieri e la pubblica opinione siano informati e conoscano queste manovre prettamente elettoralistiche della maggioranza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Mi associo a quanto ha già detto il Consigliere Mafrica ed esprimo la mia soddisfazione per la firma del protocollo d'intesa per la soluzione dei problemi della DELTACOGNE.

Anche noi siamo molto soddisfatti per i passi in avanti che si stanno facendo per il trasferimento di una sezione degli Archivi di Stato ad Aosta. Già in altre occasioni abbiamo avuto modo di discutere del problema e ricordo che, a suo tempo, avevamo presentato una mozione con la quale chiedevamo di intervenire sulla questione degli Archivi di Stato.

Noi ci teniamo a sottolineare ancora l'esigenza di verificare come intervenire nei confronti di tutte le altre fonti di reperti culturali, librari o di documentazione varia che esistono oggi in Valle, come ad esempio gli archivi della Regione nel seminterrato, gli archivi del Comune di Aosta, quelli degli altri comuni, quelli delle industrie, che, tra l'altro, potrebbero essere molto interessanti. Credo che tutte queste fonti di reperti culturali siano molto sottostimate rispetto alla loro effettiva importanza.

Noi pensiamo che l'apertura di una sezione degli Archivi di Stato ad Aosta possa essere un'utile occasione per esaminare anche altri problemi nel loro complesso. Come già diceva il Consigliere Torrione, riteniamo che, forse, esaminando il problema della localizzazione nel suo complesso, la Torre dei Balivi non sia la sede più opportuna. Sappiamo che erano state avanzate anche altre proposte, forse più valide, ma noi chiediamo solo al Presidente della Giunta di voler esaminare la possibilità di prendere in considerazione una diversa soluzione.

Ribadiamo ancora una volta l'opportunità di voler riconsiderare, in questa occasione, il complesso degli interventi possibili. Noi pensiamo che per tutti i beni culturali valdostani di carattere librario e documentale, nonché per quelli che potrebbero essere accolti in un museo, vi debba finalmente essere un piano complessivo che si ponga il problema del loro ricupero, della loro conservazione e, soprattutto, del loro utilizzo. Torniamo a ripetere, infatti, che, per poter vivere tranquillamente e sicuramente il nostro futuro, dobbiamo conoscere appieno il nostro passato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Vorrei fare alcune considerazioni sull'accordo IRI-Regione.

All'interno del Comitato regionale per la siderurgia, ho sempre mantenuto una posizione critica. Oggi è stato firmato questo secondo protocollo d'intesa, ma io ho, come già avevo, delle perplessità per l'assenza di garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro e per il rinvio di alcune decisioni alla fine del 1988, mentre noi sappiamo fin d'ora quali potranno essere, alla fine del corrente anno, i problemi della siderurgia.

Questa mia posizione non vuole essere strumentale, ma poiché io sono ancora perplesso sull'accordo con l'IRI, avrò modo di manifestare più avanti le ragioni che mi hanno indotto e continuano ad indurmi ad essere critico sul protocollo d'intesa.

Per la questione del Casinò, mi associo a quanto è stato detto dal Consigliere Mafrica e cioè che non si tratta di un processo alla Valle d'Aosta. Proprio ieri si è verificata una contraddizione. Noi tutti sappiamo che sia l'Union Valdôtaine sia lo stesso Consigliere Andrione hanno sempre sollecitato il processo, mentre ieri il legale del Consigliere Andrione si è addirittura associato alla richiesta di un suo rinvio. Si tratta, ovviamente, di una grande contraddizione che ci lascia pensare: da una parte si chiede la sollecita soluzione del processo e dall'altra, come è accaduto proprio ieri nell'aula giudiziaria, si chiede addirittura il rinvio del processo. Questa nuova posizione ci fa ben capire che non si tratta di un processo alla Valle d'Aosta, ma alle illegalità che sono state commesse all'interno della Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Per quanto riguarda lo Zerbion, credo di poter condividere alcune considerazioni che sono già state fatte in quest'aula, perché la maggioranza, a suo tempo, aveva risposto negativamente a varie interrogazioni e interpellanze, mentre oggi, nel corso della campagna elettorale, crede di poter accondiscendere alle richieste della popolazione. La maggioranza, ovviamente, può fare le sue riunioni dove e quando vuole, ma sarebbe stato più corretto che avesse organizzato un incontro con tutti i Capigruppo; ma ciò non è stato fatto. Credo, tuttavia, che la gente di Châtillon non nutra molta fiducia o speranza nelle promesse della maggioranza, proprio perché quando non si vuole arrivare alla conclusione di un'opera si commissiona uno studio per valutarne l'impatto ambientale. Probabilmente, subito dopo il 26 giugno avremo già la certezza della non fattibilità dell'opera, a conferma che le attuali riunioni, a mio parere, costituiscono una "presa in giro" nei confronti della popolazione e costituiscono una posizione elettorale, nei confronti della quale ognuno si assumerà le proprie responsabilità.

In una delle scorse riunioni noi avevamo espresso la nostra posizione favorevole all'operazione, ma oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che anche la maggioranza ha cambiato idea sull'operazione dello Zerbion.