Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3661 du 7 avril 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3661/VIII - SOSPENSIONE DEI LAVORI DI COSTRUZIONE DELLA CAVA IN LOCALITÀ FLEURAN IN COMUNE DI ISSOGNE. (SVOLGIMENTO DI INTERPELLANZA E REIEZIONE DI MOZIONE).

PRESIDENTE: Si passa, ora, alla trattazione congiunta degli oggetti n. 17 e n. 43.

Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri ed iscritta al punto n. 17 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

Ho appreso da organi di stampa che nel Comune di Issogne in località Fleuran a causa di un impianto di frantumazione ghiaia e di produzione di asfalto si è verificato un grave grado di inquinamento ambientale con fango e polvere da tutte le parti, nonché gravi danni alla viabilità comunale con strade eternamente dissestate.

La denuncia prosegue poi con la descrizione dei danni da fumi di asfalto, con la documentazione dello sconvolgimento di un ecosistema che serviva ad arginare le frane, ecc. ecc.

Preoccupato per le notizie citate e per l'assenza di qualsiasi riferimento ad interventi delle Autorità regionali e dell'Unità Sanitaria Locale;

ricordato che anche il codice penale prevede specificatamente il reato di danno ambientale;

il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

l'Esecutivo regionale per conoscere:

- i motivi del manato intervento regionale e dell'U.S.L. a tutela delle popolazioni di Issogne;

- che cosa intende fare per verificare l'entità del danno ambientale in località Fleuran;

- che cosa intende fare per modificare radicalmente la situazione.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Tonino e Cout ed iscritta al punto n. 43 dell'ordine del giorno.

MOZIONE

Nel mese di febbraio ad una interpellanza del Gruppo comunista, concernente l'attività di cava che l'impresa Freydoz ha iniziato a monte della frazione di Fleuran in Comune di Issogne, l'Assessore Perrin aveva risposto che il nulla-osta dell'Assessorato relativo al vincolo idrogeologico era stato concesso limitatamente alla costruzione della strada di accesso a dei piazzali di lavoro, senza entrare nel merito dell'attività estrattiva che interesserà la vasta pietraia.

L'Assessore ha inoltre affermato che la Regione non è entrata nel merito sulla pericolosità dell'attività estrattiva per le abitazioni sottostanti, prendendo per buona la perizia geologica presentata dall'impresa.

A nostro avviso, non sono affatto fugati i dubbi sullo stato di pericolo per la frazione di Fleuran né si è voluto tener conto del disagio crescente che la popolazione del luogo deve sopportare, dal momento che si trova di fatto accerchiata da un gigantesco e polveroso cantiere.

A questo proposito non può essere tollerata ulteriormente la sistematica violazione da parte dell'impresa Freydoz delle più elementari regole di sicurezza, di igiene, delle norme antinquinamento, dei limiti della circolazione dei mezzi pesanti, della pulizia delle strade comunali, ecc...

In merito a questi abusi da tempo si leva la giusta protesta della gente del posto, sfociata nell'ultima petizione sottoscritta da quasi tutta la popolazione di Fleuran, Clapeyas e Favà.

Ciò premesso, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta a predisporre i provvedimenti necessari a far sì che i lavori di scavo che interessano la nuova cava a monte della frazione di Fleuran in Comune di Issogne vengano sospesi, fintanto che non siano definite le misure per superare i disagi che oggi pesano sugli abitanti del luogo ed acquisire gli elementi per garantire la loro sicurezza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Su questo argomento, noi, come Gruppo comunista, avevamo già presentato un'interpellanza nel corso di un precedente Consiglio, ma l'Assessore ci aveva risposto in un modo che ci aveva poco convinti. Dopo, la popolazione delle tre frazioni di Issogne interessate presentò addirittura una petizione che, ai problemi sollevati dalla nostra interpellanza, aggiunse gli ulteriori disagi derivanti da una attività lavorativa che si svolge in loco.

Non eravamo convinti del parere favorevole che era stato espresso dall'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, per la parte che gli concerneva, dall'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali e dalla sezione di Torino del Corpo delle Miniere, per consentire l'inizio dell'attività di una cava che presenta tutta una serie di pericoli.

Senza risalire troppo indietro nel tempo, si può dire che tutti gli anni, a causa del gelo o delle piogge, lungo quella frana si verificano delle cadute di massi, una delle quali, tra le più significative, si è verificata il 22 febbraio 1987. La stessa impresa, infatti, aveva segnalato in una lettera che alcune centinaia di metri cubici di massi erano rotolate a valle, provocando dei danni ad una abitazione civile. In quella occasione fu avanzata la richiesta di un sopralluogo da parte della Protezione Civile, del quale però non si conoscono ancora gli esiti, così come non si sa nulla delle eventuali iniziative che sono state assunte per evitare che si possano verificare ulteriori danni.

Non siamo rimasti convinti, però, anche da altre questioni. La stessa relazione, che tra l'altro è stata commissionata ad un tecnico da parte dell'impresa interessata allo sfruttamento della cava ed alla quale ha fatto cenno l'Assessore Perrin nel corso della sua risposta, dice che a monte della cava esistono delle pareti così fessurate da costituire un effettivo pericolo per ulteriori e future cadute di massi.

La relazione accenna ai crolli che avvengono quasi tutti gli anni e indica anche altri pericoli. Ad una certa altezza, ad esempio, scorre un canale dell'ENEL che, passando in galleria, porta le acque ad una centrale. In riferimento a questa galleria sotterranea, sembra che una precisa disposizione di legge sulla sicurezza nelle cave stabilisca una distanza minima di 50 metri. Per ovviare a questa disposizione, tuttavia, è stata fatta domanda di deroga al Prefetto, e quindi al Presidente della Giunta, per poter lavorare ad una distanza di addirittura 10 metri. È questa un'altra questione che non ci convince.

C'è poi una circostanza non secondaria, che ha visto l'impresa iniziare a lavorare anche oltre le autorizzazioni concesse dall'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale e limitate alla costruzione di un piazzale alla base del conoide, perché l'impresa, infatti, sta già lavorando sotto quelle pareti, che sono segnalate come pericolose per il rischio di eventuali future cadute di massi. Ma ciò non basta, perché, a quanto ci risulta, l'impresa sta lavorando pur non disponendo del titolo di proprietà su tutto il conoide interessato. Operando solo su una parte del conoide, senza intervenire sull'intero cono di deiezione, c'è quindi il pericolo che la dichiarata attenzione dell'impresa nei confronti dei pericoli che incombono sulle case sottostanti e la dichiarata attenzione per l'ambiente nascondano in realtà il rischio di creare ulteriori scompensi. L'intervento dell'impresa, infatti, non è dichiarato come sfruttamento della frana e asportazione di massi da utilizzare altrove, ma viene presentato come un piacere o favore reso alla Valle d'Aosta, perché, stando almeno a quanto detto nella relazione, i massi asportati vengono sostituiti da altrettante piante.

La relazione cita anche tutta una serie di precauzioni che dovrebbero essere assunte nel corso dei lavori su questa frana, ma vorremmo sapere come saranno fatte rispettare. Non ci risulta infatti che, almeno fino a questo momento, siano state impartite precise disposizioni scritte alle quali l'impresa dovrebbe attenersi per evitare che in quella zona si verifichi un vero e proprio disastro.

L'Assessore ha effettuato un sopralluogo, ma ci dispiace che si sia presentato dopo alcuni giorni di intenso lavoro, da parte dell'impresa, per attenuare gli evidenti danni che la sua attività provoca di solito nella zona. Assessore, posso dire che nel giorno del suo sopralluogo tutto poteva sembrare a posto, ma se Lei vi si fosse recato qualche giorno prima, come quando ci sono andato io, probabilmente si sarebbe ritrovato con il vestito infangato dal passaggio dei camion. Lei invece, come già le dicevo, vi è capitato dopo sei giorni d'intensa attività da parte dell'impresa che, con dei camion-cisterna, ha provveduto a pulire le strade che sarebbero state oggetto del suo sopralluogo e, quindi, ne avrà tratto un'impressione diversa; ma le posso assicurare che la petizione sottoscritta dalla popolazione mette in evidenza un disagio reale, che esiste e che si trascina da anni.

L'impresa dice: "Non è colpa mia, se non so dove scaricare i fanghi!". Una soluzione a questo problema può essere trovata dall'Amministrazione regionale. Rimane però il fatto che, in seguito al trasporto di questi fanghi, le strade risultano piene di polvere nei giorni asciutti e piene di fango nei giorni di pioggia. Tutti coloro che hanno dei prati, dei frutteti o dei vigneti nelle vicinanze sanno benissimo che cosa vuol dire raccogliere la frutta o falciare il fieno con tanta polvere sopra. Il problema, quindi, è reale e, come dicevo, mi dispiace che l'Assessore sia capitato nella frazione di Fleuran in Comune di Issogne, probabilmente su invito dell'impresa, quando tutte le cose erano abbastanza a posto, in modo fin troppo evidente.

A sentire la popolazione, ci dispiace anche che l'Assessore, nel corso del sopralluogo, abbia prestato attenzione soprattutto all'impresa e al Sindaco, che rappresentava l'Amministrazione comunale e che era stato avvertito solo la sera prima, ma non si sia premurato di sentire alcuno dei firmatari della petizione, nessuno dei quali infatti è stato invitato a partecipare al sopralluogo e ad illustrare le proteste e le esigenze della popolazione.

La nostra mozione, quindi, è molto semplice: chiede di sospendere l'attività della cava in attesa che tutti questi aspetti siano definiti. Nel contempo, noi auspichiamo che al più presto si possa svolgere un incontro tra l'impresa, l'Amministrazione comunale, l'Amministrazione regionale e la popolazione interessata, per definire le varie questioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): L'esauriente testimonianza del Consigliere Cout, che credo abbia anche dei motivi di interesse estremamente concreti, visto che la sua casa non è molto distante...

COUT (fuori microfono): Non è in pericolo!

SANDRI (N.S.): Per fortuna, non è in pericolo!

Dicevo, comunque, che l'esauriente testimonianza del Consigliere Cout mi suggerisce di limitare il mio intervento a due problemi specifici, legati, a mio parere, all'omissione di alcuni atti da parte delle autorità preposte alla tutela dell'ambiente.

In presenza di segnalazioni di danni ambientali, si dovrebbe tener conto delle prescrizioni in materia fissate dalle normative e dai regolamenti sanitari. Sarebbe interessante conoscere, almeno per quanto ci riguarda, le ragioni per le quali il Servizio n. 1 dell'U.S.L. non è intervenuto per verificare l'inquinamento dell'aria e dell'ambiente con gli idrocarburi e con gli altri materiali provenienti dall'impianto di bitumazione e, in secondo luogo, perché non c'è stato un intervento dell'Amministrazione regionale, per quanto è di sua competenza, a tutela della popolazione della frazione di Fleuran, anche con un'azione di repressione degli abusi commessi.

Ricordiamoci sempre, infatti, che l'ultimo articolo - ma non per questo deve essere dimenticato - del codice penale si occupa esplicitamente dei danni ambientali. Io vorrei sapere come mai l'Amministrazione regionale non ha segnalato questo danno ambientale alla Magistratura.

Oltre ad essere d'accordo sulla mozione, ricordo che la mia interpellanza chiede le ragioni dell'omissione di cui sopra e, pertanto, desidero conoscere gli intendimenti della Giunta in proposito, ma sono interessato anche alla qualità delle sue risposte alle mie precise domande.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Justement suite à la pétition qui a été présentée par un groupe de personnes de Fleuran, des villages environnants et de Verrès, puisque parmi les signataires il y a aussi des habitants de Verrès, je me suis rendu sur les lieux pour vérifier si les dommages dont on faisait mention dans la pétition étaient réels ou imaginaires.

Nous avions prévenu le responsable de l'Administration communale d'Issogne, en la personne du Syndic évidemment, et nous l'avions prié de prévenir les parties pétitionnaires qui auraient dû ou voulu se rendre sur les lieux. Monsieur le Syndic n'a pas été prévenu par nous le soir, mais quatre ou cinq jours avant comme tout le monde. Si, à l'intérieur de la Commune, les choses ne marchent pas, ce n'est pas de notre faute...

(...INTERRUPTION par monsieur COUT...)

PERRIN (U.V.): Le maréchal de la maison forestière a retéléphoné à M. le Syndic pour être sûr de sa présence, uniquement pour cela: ce n'est pas lui qui était chargé d'avertir, c'est la Commune qui était intéressée.

En tout cas, au-delà de cette petite diatribe, je crois que j'ai pu constater "de visu" ce qu'est la réalité. Or, sur ce projet d'extraction de matériaux, l'entreprise a présenté au Corps des minières, district minéraire de Turin, un projet qui a été loué par ce Corps des minières même, puisqu'il y a là de très bonnes indications sur la méthode d'extraction et sur la remise en état des lieux.

Deux problèmes concernent la pétition: d'un côté la sûreté des maisons qui se trouvent au-dessous de ce cône de déjection; deuxièmement les nuisances que le travail d'extraction pose et surtout le travail que l'activité qui est au pied de ce cône de déjection, activité qui d'ailleurs dure depuis quarante ans, aussi cause.

Pour ce qui est de la deuxième partie (frantoio) déjà l'entreprise, au cours des années dernières, a mis en oeuvre toute une série de mesurés pour éliminer les nuisances, des filtres spéciaux (il y a un filtre qui a coûté 150 millions) qui justement éliminent une grosse partie de la nuisance.

Pour ce qui concerne la première partie, c'est-à-dire les dangers, cette intervention élimine justement les dangers auxquels est soumis le village ou, en tout cas, le premier groupe de maisons en ce moment, parce que l'emplacement de détachement des blocs de pierre n'est pas sur le cône de déjection, mais au sommet, en deux endroits, l'un à 800 mètres d'altitude et l'autre à 600 mètres environ, où il y a cette zone de rocher fracturé.

Justement l'intervention suivant l'indication du projet et l'indication du Corps des minières prévoit le commencement des travaux en haut et la création de zones de protection qui arrêtent la descente des blocs. Il y a dans le projet la prévision de 6 "gradoni a 20 pedate dagli 8 ai 12 metri ed alzate di 20 metri, sempre con barriere protettive verso valle", ce qui va éliminer tout danger en cas de descente de blocs; non seulement, mais pour ce qui concerne la paroi qui est placée à 600 mètres d'altitude, toujours d'après l'indication du Corps des minières, l'entreprise devra faire un ouvrage d'assainissement qui éliminera justement le danger. Mais pour faire cet ouvrage d'assainissement il faut évidemment pouvoir se rendre jusqu'au pied de cette paroi - ce qui était prévu - par une route, qui monte sur le côté droit en regardant le cône de déjection, pour créer la première barrière de protection avant de commencer les travaux.

Non seulement avec le Syndic, mais avec les pétitionnaires qui étaient présents et avec l'entreprise, on a discuté sur les mesures que l'entreprise peut et doit prendre pour éliminer les nuisances; et l'entreprise s'est déclarée d'accord. Le Syndic a approuvé (évidemment tout devra être soumis au Conseil communal) les indications qu'a données l'entreprise pour arriver à des alternatives, pour éliminer justement le problème des boues sur les routes.

L'entreprise est d'accord de construire une route alternative qui, depuis l'emplacement actuel où sont placés les engins pour le travail, parcourra le fond de ce cône de déjection de façon que les camions n'auront plus besoin de passer sur la route communale. Pour ce qui concerne les boues on est en train de repérer, à côté de l'emplacement actuel, un emplacement où verser les boues tant qu'elles ne seront pas sèches pour pouvoir ensuite les éliminer.

Pour ce qui est de la route communale, l'entreprise elle-même a fait un projet à ses frais et en a fait cadeau à l'Administration communale qui présentera, cet automne, à travers la loi pour les fonds régionaux d'investissement et d'occupation, un projet FRIO, pour la remise en état de la route communale, la création d'un canal-déversoir pour ce qui concerne les eaux, pour éliminer certains problèmes dont la population se plaint.

Il y a donc la volonté, de la part de l'Administration régionale, de suivre ce problème; il y a le consentement de l'Administration communale exprimé par son Syndic; il y a la volonté de la part de l'entreprise de remédier et aux dangers déjà prévus par le projet et aux nuisances à travers des ouvrages dont l'entreprise se chargera elle-même.

Le problème est donc enfin résolu; c'est pourquoi nous nous abstiendrons sur cette motion.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Noi manteniamo in votazione la mozione, perché, ancora una volta, non ci sono state date indicazioni precise sugli interventi che saranno effettuati sulla frana di Fleuran, per evitare che la popolazione corra ulteriori rischi. I pericoli che abbiamo elencato prima esistono e sono reali, pertanto, fino a quando non si interverrà in modo diverso, fino a quando non si terrà conto del pericolo esistente e dei possibili danni per la popolazione, noi chiediamo che venga sospesa l'attività della cava e si cerchi di chiarire alcune cose.

Tutto ciò, ovviamente, non perché siamo contro un'attività che, come diceva l'Assessore, è presente ad Issogne da oltre 40 anni, ma perché essa deve tener conto di vari interessi e problemi, primo fra tutti quello della sicurezza degli abitanti del posto.

Noi crediamo che, quando l'impresa parla di ambiente o di interventi sulla frana a salvaguardia dell'ambiente, non lo faccia solo per questo, ma anche per trarne un certo vantaggio. Allo stesso modo, quando parla di un progetto di strada, del quale vuole fare "cadeau" all'Amministrazione comunale di Issogne, noi pensiamo che lo faccia soprattutto perché ne può trarre qualche interesse. Crediamo, infatti, che all'Amministrazione comunale di Issogne starebbe benissimo la strada che c'è, se su di essa non passassero tutti quei camion carichi di fango o di massi, perché la stessa sarebbe più che sufficiente alle necessità della popolazione.

Si tratta, quindi, di conciliare e rendere compatibili i vari interessi. Pertanto, poiché mancano ancora quelle sicurezze e garanzie che riteniamo necessarie perché gli abitanti di Issogne vivano tranquilli, senza polvere e senza fumi, noi chiediamo di votare la nostra mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Vorrei rispondere al primo interrogativo dell'interpellanza, con il quale il Consigliere Sandri chiede di conoscere "i motivi del mancato intervento regionale e dell'U.S.L. a tutela delle popolazioni di Issogne".

L'U.S.L. effettua dei controlli periodici sui corsi d'acqua o sulle attività dichiarate. Se l'U.S.L. non ha effettuato alcun controllo sull'attività della cava, ciò significa che non le è giunta alcuna segnalazione al riguardo, tant'è che...

(...INTERRUZIONE del Consigliere SANDRI...)

VOYAT (U.V.): Io non lo so se ultimamente ci siano stati o meno; dico solo che copia della petizione non è stata inviata né all'U.S.L., né all'Assessorato alla Sanità.

Sarà mia premura esaminare se di recente sono stati effettuati dei sopralluoghi nella zona, anche se occorre precisare che in questi casi gli interventi vengono effettuati su richiesta, proprio perché trattasi di interventi ben precisi e, appunto, mirati.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto, che è stata presentata dai Consiglieri Tonino e Cout.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti:27

Votanti:9

Favorevoli: 9

Astenuti:18 (Berti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Laniece, Lanivi, Marcoz, Martin, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat)

Il Consiglio non approva