Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3371 du 22 décembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3371/VIII - PIANO DI RIPARTO DEI FINANZIAMENTI DA ASSEGNARE AI COMUNI, PER L'ANNO 1988, IN APPLICAZIONE DELLA L.R. 15.12.1982, n. 93, ("TESTO UNICO DELLE NORME REGIONALI IN MATERIA DI PROMOZIONE DI SERVIZI A FAVORE DELLE PERSONE ANZIANE ED INABILI") NONCHÈ DELLA L.R. 29.1.1980, N. 6 ("PROVVEDIMENTO PER LE INFERMERIE DI COGNE E DI LA THUILE"). (Rinvio).

PRESIDENTE: Do lettura del testo della delibera:

IL CONSIGLIO

- richiamata la legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93 ("Testo Unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili") con la quale la Regione promuove interventi a favore delle persone anziane ed inabili, mediante l'assegnazione agli enti locali, di finanziamenti per l'istituzione, il potenziamento e la gestione dei servizi, precisati nella legge medesima, nonché la legge regionale 29 gennaio 1980, n. 6 ("Provvedimenti per le infermerie di Cogne e di La Thuile");

- visti i programmi inoltrati dai Comuni della Regione per l'istituzione il potenziamento e/o la gestione di servizi per l'anno 1988;

- ravvisata la necessità, in applicazione dell'articolo 20 della legge regionale n. 93/1982, di proporre al Consiglio regionale il piano annuale di riparto dei contributi regionali per il predetto anno;

- visti gli atti predisposti dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, VOYAT;

- sentita la Consulta Permanente delle Organizzazioni sindacali dei Pensionati;

- sentita l'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta;

DELIBERA

1°) di approvare il piano, per l'anno 1988, di riparto dei finanziamenti regionali, per l'applicazione della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93, come dagli atti predisposti dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale;

2°) di dare atto che la spesa complessiva di lire 13.495.374.650 graverà sui seguenti capitoli e residui del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1988;

a) capitolo del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1988 corrispondente al capitolo 22805 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1987 ("Contributi ai Comuni ed altri Enti locali nelle spese di gestione dei servizi sociali di loro competenza");

b) capitolo del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1988 corrispondente al capitolo 22820 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1987 ("Contributi ai Comuni ed altri Enti Locali nelle spese di investimento di loro competenza nel settore dei servizi sociali");

3°) di stabilire che i Comuni applichino nei confronti degli utenti dei servizi, le contribuzioni contenute nelle allegate tabelle;

4°) di stabilire che alla liquidazione dei finanziamenti assegnati ai Comuni provveda la Giunta regionale, con successivi provvedimenti deliberativi, ai sensi dell'articolo 21 della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93;

5°) di stabilire che le modalità per l'utilizzazione dei fondi assegnati con il piano di riparto dei finanziamenti e per l'applicazione delle tabelle di contribuzione siano comunicate ai Comuni con circolare dell'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, tenuto conto delle direttive generali approvate contestualmente al piano di riparto.

(...Omissis...)

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Questo piano di finanziamento ai Comuni per l'assistenza agli anziani e agli inabili è stato discusso con l'Associazione dei Sindaci, ma non ha potuto avere il parere della Consulta permanente delle Organizzazioni sindacali dei pensionati, in quanto i convocati non si sono presentati in numero tale da assicurare il numero legale.

Il pianto che andiamo a presentare ha tutta una premessa che scaturisce da una rilevazione dei dati fatta dal servizio assistenziale - che poi è stato distribuito anche ai Consiglieri che lo hanno richiesto, a tutte le associazioni sindacali e di categoria - in cui si vede che, a parte l'alto numero di persone anziane esistenti in Valle d'Aosta, si dà un risultato che possiamo definire soddisfacente a livello assistenziale.

In effetti, abbiamo una assistenza domiciliare in 61 Comuni su 74; in 13 Comuni abbiamo anche l'assistenza infermieristica; abbiamo in attività 20 microcomunità, due entrate in funzione solo ultimamente, entreranno a pieno regime nel 1988; nell'assistenza domiciliare abbiamo 110 operatori, ne abbiamo invece 52 a tempo pieno nelle microcomunità e 4 a tempo parziale, tutti e 56 di ruolo; abbiamo poi 7 operatori e 2 a tempo parziale non di ruolo.

Fra le microcomunità non ancora in attività ma che dovrebbero entrare in funzione nel 1988 c'è quella di Hône, ci sono poi quelle di Pontey e Introd che sono in fase di costruzione, e Fénis, Gressan, Perloz e Saint-Christophe in fase di progettazione.

Per quanto riguarda l'assistenza domi ciliare abbiamo solo 20 richieste in tutta la Valle non esaudite; abbiamo però un altissimo numero (circa 140) di richieste di inserimento in microcomunità. Il numero estremamente alto di circa 60 richieste solo fra Aosta e comuni limitrofi, ci auguriamo che possa essere ridotto con l'entrata in funzione delle convenzioni fatte con le case di riposo private.

Abbiamo poi l'elenco di tutti i servizi richiesti dai Comuni e dobbiamo dire che le richieste già pervenute durante l'estate sono state tutte accettate. Quanto ai finanziamenti, oltre a quelli chiesti dai Comuni, abbiamo quello di prestazioni generali che è di cifra 6 milioni per Comune, che va nella direzione degli impegni presi dalla Giunta in Consiglio regionale per quanto riguardava il trasporto degli inabili.

Dobbiamo anche dire che i parametri non sono cambiati, essendo gli stessi già previsti dal 1986; è cambiata invece la quota a disposizione degli anziani, che anziché essere di L. 120.000 è di L. 130.000, come convenuto con l'Associazione dei Sindaci.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questo provvedimento è estremamente importante, perchè si gioca nell'assistenza agli anziani e a persone che necessitano dell'assistenza domiciliare una partita estremamente importante.

A livello di discussione del bilancio avevo già segnalato questa stranezza e cioè come una delle entrate principali della Regione fosse dovuta ai contributi per l'assistenza domiciliare, mi sembra che a previsione di incasso per il 1988 fosse pari ad un miliardo.

Già lo scorso anno era stato fatto un lavoro interessante a livello di Commissione per modificare questo tipo di tabelle allegate, quelle che si chiamano B1, B2, B3, B4 e B5, proprio perchè si era visto come, anche per classi di reddito molto basse, c'era un certo carico economico, e mi pare che l'esperienza di questo anno abbia testimoniato come sia possibile fare un salto di qualità in questo tipo di assistenza.

Nuova Sinistra pertanto propone a questo Consiglio di fare un tentativo: identificare una quota che è quella di L. 500.000 come quota esente per quanto riguarda tutti i tipi di contributo e calcolare con dei parametri più ristretti, in termini di numero rispetto a quelli proposti dalla Giunta regionale, i restanti redditi superiori.

Faccio un esempio, relativo al contributo per le microcomunità, per cui viene versato tutto il reddito ad esclusione della somma di L. 130.000, ma questo significa che una persona che abbia L. 500.000 di pensione si ritrovi a dover contribuire con L. 370.000 ad una Regione che certamente problemi di soldi non ne ha così tanti.

Possiamo, non dico rinunciare totalmente all'entrata di un miliardo per questo tipo di assistenza, però certamente occorre fare uno sforzo di ricalcolo di questi parametri in termini più dignitosi.

In questo senso credo che si debbano anche fugare le perplessità che potrebbero essere sollevate dal punto di vista dei costi per la comunità; è vero, come si dice anche nella relazione, che sono circa 15mila le persone anziane con più di 65 anni, è anche vero che questo numero tenderà sicuramente ad aumentare nei prossimi anni grazie all'allungamento della vita, è altrettanto vero che queste persone hanno contribuito molto allo sviluppo della nostra Regione e credo meritino una attenzione maggiore. Non penso che riducendo le entrate regionali di 3-400 milioni l'anno si vada a modificare il bilancio, invece sarebbe una forma di attenzione rispetto agli anziani.

Sarebbe auspicabile che fosse rivolta una attenzione, nella gestione degli appalti di opere pubbliche, nell'edilizia ecc., simile a questa. Invece si vanno a pitoccare, come in questo caso, le 150 lire, le 210 lire, le 235 lire, su redditi che non superano le 340-380 mila lire, quando cioè siamo al di sotto dei limiti di sopravvivenza identificati dai principali organi di stampa che riportavano ultimamente delle statistiche operate da De Rita e dall'ISTAT.

Credo che si possa e si debba fare questo sforzo proprio per testimoniare che non si è soltanto pedanti e precisi con gli anziani, ma si vuole usare un metodo che sia identico per tutti i tipi di intervento.

Pertanto volevo chiedere alla Giunta se era disponibile a rivedere questi parametri; in particolare per quanto riguarda la tabella B1, elevare il limite a L. 500.000, sottraendo le prime cinque categorie ed aggiungendo a quelli che hanno solo la pensione completa, cioè togliendo i contributi che vanno da L. 340 a L. 1.140. Per quanto riguarda la tabella B2, contributo per fornitura pasto, costo base L. 8.000, proponiamo di togliere i contributi delle prime cinque classi; a questo proposito voglio ricordare che si fa pagare una somma di L. 520 lire anche a coloro che hanno solo la pensione sociale, e non mi sembra che queste persone, che sono già in sufficiente disagio, abbisognino di un ulteriore taglieggio da parte della Regione Autonoma della Valle d'Aosta che è così larga in termini di appalti in altri settori.

Per quanto riguarda il servizio infermieristico si arriva ad un assurdo: vorrei sapere dall'Assessore quanto viene recuperato in un anno con questo tipo di parametri, e quanto ci costa invece il servizio di controllo di questi parametri, perchè si arriva alla contribuzione di L. 210, L. 335, L. 715, delle cifre che sono veramente ridicole.

Il problema più grosso rimane comunque l'inserimento nelle microcomunità; credo che lasciare L. 130.000 al mese sia veramente molto poco: è un discorso che avete sentito questa sera e che sentirete ancora molto spesso. Non credo sia un fatto contrario al normale buon senso pensare che si possa dare un contributo maggiore agli anziani.

Pertanto, prima di esprimere parere su questa deliberazione vorrei avere una risposta dall'Assessore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Se l'Assessore accettasse una proposta di questo tipo forse le cose si potrebbero semplificare: tutti gli anni abbiamo discusso il piano in Commissione, non ricordo se a ciò la Commissione sia tenuta perchè è previsto dalla legge o se per prassi, comunque lo abbiamo sempre discusso in quella sede e a volte la Commissione ha anche apportato delle modifiche.

La proposta fatta dal Consigliere Sandri potrebbe essere accolta in questo senso (quindi questa è a proposta che faccio io): si slitta da L. 340.000 a L. 500.000 il minimo e si fanno risalire le diverse fasce, senza riunire la Commissione, e la prossima volta l'Assessore ci riporta modificata questa tabella e la approviamo.

In effetti, credo che si possa tener conto di questo tipo di osservazione dando un segnale alle categorie a più basso reddito.

Rispetto a discussioni che ci sono state oggi sull'atteggiamento delle forze di minoranza, quando le cose vengono fatte senza forzature procedurali, vale a dire quando si dà alle Commissioni il tempo necessario prima di costringerle ad esaminare i provvedimenti, quando si fanno le consultazioni richieste e si viene in Consiglio espletata questa procedura, non c'è mai stata da parte di nessuno, anche se c'era la contrarietà al disegno di legge - tranne casi eccezionali come quello dell'autostrada, un atteggiamento di conflitto. Quando si fanno delle forzature procedurali, a volte con la buona intenzione di fare prima, si impiega più tempo.

Se si accetta una proposta di questo tipo, siccome quello di cui stiamo discutendo è un piano che non stabilisce dei finanziamenti, il 13 gennaio si approva questa deliberazione modificata, altrimenti a si porta in Commissione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Segretario Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Non so cosa vorrà fare l'Assessore in merito alla proposta formulata dall'opposizione. Il Consigliere Mafrica dovrà darci atto che abbiamo sempre accettato di modificare per andare incontro a quelle classi che hanno dei problemi, però qui si tratta di contribuzioni che sono più che altro simboliche, per non dare l'impressione che tutto è dovuto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Non credo che il Consigliere Mafrica mi possa accusare di non essere disponibile alla discussione. Non so perchè questo piano di riparto non sia andato in Commissione, lo scorso anno era necessario discuterlo in quella sede perchè c'erano delle argomentazioni più valide; quest'anno non abbia mo apportato modifiche, ma per principio la Giunta ritiene che debba essere mantenuto il pagamento di un minimo.

Sono delle cifre irrisorie, simboliche, ma riteniamo che sia giusto che partecipino anche gli utenti.

Giustamente faceva rilevare il Presidente che ci sono dei casi in cui le pensioni, seppure minime, vengono introitate dai giovani, e noi lo abbiamo visto nelle microcomunità, in cui, lasciando anche una cifra minima, 120-130 mila lire, ogni tre-quattro mesi arrivano i parenti e incassano questi soldi.

Quando poi una persona che ha un reddito di circa 500 mila lire paga per un pasto L. 2920, non mi si venga a dire che è caro, perchè chi percepisce L. 500.000 al mese e non ha l'assistenza domiciliare spende molto di più.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Non voterò questo piano di riparto perchè trovo le giustificazioni dell'Assessore quanto meno fuori luogo. Può anche darsi che ogni tanto ci siano i figli che depredano i genitori delle pensioni e può anche darsi che sia un fatto meno infrequente di quanto si possa pensare. Credo che non sia il piano di ripartizione dei contributi per l'assistenza domiciliare il metodo per contrastare questo fenomeno. Un metodo di questa direzione potrebbe essere l'intervento dell'autorità giudiziaria o l'organizzazione all'interno di queste microcomunità di opportuni meccanismi per evitare il depredamento del denaro.

Non voterò questa deliberazione perchè a mio parere non c'è nessun motivo per identificare a L. 340.000 il reddito minimo per un valdostano che viva in solitudine e debba far conto soltanto sul proprio reddito, e invece non spostare queste L. 340.000 a L. 500.000. Sfido qualsiasi persona a sopravvivere con L. 130.000 al mese essendo in un posto protetto, oppure con L. 500.000 quando si trova a casa; già con L. 500.000 sarebbe estremamente difficile, perchè è chiaro che in una microcomunità devono pensare ad esempio a comprarsi i vestiti, libri, ecc. Ritengo di sottolineare con questa presa di posizione che L. 500.000 sono un minimo ininvalicabile attualmente in Valle d'Aosta e mi pare che l'atteggiamento fiscale da parte della Giunta regionale verso i nostri anziani sia sicuramente da condannare visto che non è usato in altri settori.

Il voto di Nuova Sinistra sarà di astensione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Non so se si vuole stabilire la prassi che questo piano non passa più in Commissione, l'Assessore su questo non mi ha risposto.

Se il piano venisse riportato in Commissione sono convinto che troveremmo delle modifiche che tengano conto sia della necessità di far pagare un minimo di contribuzione sia del reddito di ciascuno; se questa proposta non verrà accolta ci asterremo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Pensavo di aver già risposto; non so perchè il piano non sia andato in Commissione, non certo per mia richiesta; non è certo mia intenzione non farlo venire in Commissione.

I parametri non sono stati ritoccati lo scorso anno, quindi non vedo perchè se lo scorso anno andavano bene, questo anno devono cambiare. Al limite, visto l'inflazione, avremmo dovuto modificarli in aumento, non in diminuzione.

Vogliamo stabilire il principio che sono servizi che costano poco ma che devono essere pagati da tutti, perchè non mi si venga a dire che un pasto a L. 540 sia il costo del pasto, che costa mediamente L. 8.000; pertanto questa è solo una contribuzione che dà una persona che prende una pensione di L. 340.000.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Ho sempre capito che le proposte di discussione in Commissione provenissero dall'Assessore; se l'Assessore sostiene che lui o il suo ufficio hanno chiesto al Presidente della Commissione di esaminare questo piano, allora è un altro discorso.

Le proposte da fare si possono discutere in Commissione; facciamo questo sforzo e riportiamo il piano in Commissione, ci impegniamo a fare le proposte e a votarlo la prossima volta.

PRESIDENTE: L'art. 29 della legge 93/82 recita "Piano annuale di riparto dei contributi: entro il 31 ottobre di ogni anno, previo parere della Commissione consiliare permanente per la sicurezza sociale, il Consiglio regionale su proposta della Giunta approva il piano di riparto dei contributi per l'anno successivo, sentita la Consulta permanente dell'organizzazione dei sindacati dei pensionati ecc.".

C'è stato un disguido, la Presidenza propone che il Consiglio prenda atto di questo disguido e l'argomento passi in Commissione per il parere prescritto dall'art. 20 della stessa legge regionale citata dalla deliberazione di Giunta.

La Presidenza si scusa del contrattempo, forse da attribuire al fatto che i dirigenti della Presidenza sono in agitazione.

IL CONSIGLIO prende atto.

PRESIDENTE: I lavori sono terminati e continueranno domani mattina alle ore 9,30.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20,21.