Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3173 du 11 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3173/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: Le comunicazioni del Presidente inquadrano l'attività del Consiglio dal 21 ottobre 1987 in poi:

DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI:

D.L. n. 461, presentato dalla Giunta regionale in data 21 ottobre 1987 concernente: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 agosto 1986, n. 51 e integrazione del programma triennale 1987/89 (FRIO)" (1a, 2a e 5a Commissione)

D.L. n. 462, presentato dalla Giunta regionale in data 21 ottobre 1987 concernente: "Rifinanziamento per l'anno 1987 dell'art. 11 della legge regionale 11 aprile 1984, n. 6 recante: "Finanziamento di opere pubbliche nell'interesse di enti locali" (1a, 2a e 3a Commissione)

D.L. n. 463, presentato dalla Giunta regionale in data 23 ottobre 1987, concernente: "Compensi ai componenti delle Commissioni dei concorsi per l'assunzione del personale dell'U.S.L. nonché ai componenti delle Commissioni d'esame di scuole e corsi di formazione professionale di operatori del servizio sanitario nazionale" (1a, 4a, e 5a Commissione)

D.L. n. 464, presentato dalla Giunta regionale in data 23 ottobre 1987, concernente: "Concessione di un contributo all'ENEL per il collegamento della centrale idroelettrica di Issime alla rete ENEL" (1a e 3a Commissione)

D.L. n. 465, presentato dalla Giunta regionale in data 23 ottobre 1987, concernente: "Ulteriore finanziamento, limitatamente all'anno 1987, della spesa per l'applicazione della legge regionale 25 ottobre 1982, n. 71 concernente interventi per opere regionali pubbliche destinate all'assistenza delle persone anziane, inabili ed handicappate" (1^ e 4^ Commissione)

D.L. n. 466, presentato dalla Giunta regionale in data 23 ottobre 1987, concernente: "Ulteriore finanziamento, limitatamente all'anno 1987 della spesa per l'applicazione della legge regionale 2 dicembre 1982, n. 84 concernente "Finanziamenti per la realizzazione di presidi sociosanitari distrettuali" (1a e 4a Commissione)

D.L. n. 467, presentato dalla Giunta regionale in data 23 ottobre 1987, concernente: "Aumento dell'ammontare degli assegni a favore delle guide, aspiranti guide alpine e loro superstiti ai sensi della legge regionale 11 agosto 1975, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni" (già iscritto all'ordine del giorno)

D.L. n. 468, presentato dalla Giunta regionale in data 30 ottobre 1987, concernente: "Concessione di contributi annui a favore dell'Editrice Sports Valdôtains S.S. di Aosta per il sostegno della stampa sportiva" (1a e 5a Commissione)

D.L. n. 469, presentato dalla Giunta regionale in data 30 ottobre 1987, concernente: "Rifinanziamento per l'anno 1987 della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33 e successive modificazioni concernente la costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta" (1a e 3a Commissione)

D.L. n. 470, presentato dai Cons. Sandri e Tonino in data 2 novembre 1987, concernente: "Disciplina delle coltivazioni di materiali inerti" (2a Commissione)

D.L. n. 471, presentato dalla Giunta regionale in data 9 novembre 1987, concernente: "Concessione di contributi annui alla fondazione "Mater misericordiae", con sede in Saint-Pierre per gli oneri di ammortamento di mutui passivi da contrarsi per il finanziamento dei lavori di costruzione del monastero delle carmelitane "Mater misericordiae" in Comune di Quart" (1a Commissione)

D.L. n. 472, presentato dalla Giunta regionale in data 9 novembre 1987, concernente: "Finanziamenti di spesa nei diversi settori regionali di intervento e modificazioni alle autorizzazioni di spesa di leggi regionali in vigore, assunti in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio 1988 e del pluriennale 1988/1990(legge finanziaria)" (1a Commissione)

D.L. n. 473, presentato dalla Giunta regionale in data 9 novembre 1987, concernente: "Bilancio di previsione della Regione Autonoma Vale d'Aosta per l'esercizio finanziario 1988 e per il triennio 1988/1990" (1a Commissione)

DISEGNI DI LEGGE VISTATI:

D.L. n. 430, concernente: "Consulta regionale per la condizione femminile. - Approvazione del programma di attività per l'anno 1987"

D.L. n. 421, concernente: "Concessione di un contributo annuo all'ENPA sede regionale di Aosta, per la sua attività statutaria e per la gestione del nuovo canile regionale"

D.L. n. 414, concernente: "Norme concernenti le Comunità Montane"

D.L. n. 418, concernente: "Finanziamento di opere per le strutture ospedaliere e ambulatoriali dell'U.S.L. della Valle d'Aosta"

D.L. n. 412, concernente: "Interventi a favore dello sport"

D.L. n. 436, concernente: "Modifica del valore convenzionale di cui all'art. 3° comma della legge regionale 28.12.1984, n. 83 concernente la concessione di contributi per la manutenzione di piste per lo sci di discesa"

D.L. n. 437, concernente: "Intervento regionale a favore delle società minori che gestiscono impianti di risalita"

D.L. n. 438, concernente: "Proroga dell'efficacia della legge regionale 1°.6.1984, n. 19 concernente l'adesione della Regione al Consorzio garanzia fidi tra gli albergatori della Valle d'Aosta"

D.L. n. 444, concernente: "Istituzione della Cassa rurale ed artigiana di Fénis, Nus e Saint-Marcel"

D.L. n. 439, concernente: "Modificazioni delle leggi regionali 29 novembre 1983, n. 70 e 13 agosto 1984, n. 41 concernenti: Intervento finanziario a favore della "Funivie di Champoluc""

Si comunica che il disegno di legge 413 approvato dal Consiglio regionale in data 24 settembre 1987, con provvedimento n. 3044/VIII recante: "Riapprovazione ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 31 dello Statuto della legge regionale concernente: "Contributi alle associazioni di ex combattenti ed ex internati operanti in Valle d'Aosta a sostegno dell'attività di promozione sociale e di tutela degli associati", è divenuto esecutivo ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 31 dello Statuto.

DISEGNI DI LEGGE NON VISTATI:

D.L. n. 427, concernente: "Adesione della Regione al Consorzio garanzia fidi fra gli importatori e case di spedizione operanti presso la circoscrizione dogane di Aosta"

D.L. n. 435, concernente: "Erogazione al Consorzio garanzia fidi fra gli industriali della Valle d'Aosta di un contributo per l'anno 1987 per l'abbattimento del tasso di interesse delle anticipazioni su cessioni di crediti commerciali (factoring) perfezionate da aziende valdostane"

DELIBERAZIONI VISTATE: n. 30

DELIBERAZIONI NON VISTATE:

Con lettera in data 22 ottobre 1987 il Presidente della Commissione di Coordinamento ha richiesto chiarimenti, peraltro già forniti, sulla deliberazione n. 3089/VIII del 7 ottobre 1987, concernente: "Conferimento di incarico di consulenza all'Ing. Manuela Zubena di Saint-Marcel. - Approvazione ed impegno di spesa. - Approvazione di bozza di convenzione"

RIUNIONI DELLE COMMISSIONI:

la Commissione: 1

2a Commissione: 1

3a Commissione: 1

4a Commissione: 2

2a Commissione allargata ai Capigruppo: 1

la e 3a Commissione in riunione congiunta: 1

la e 5a Commissione in riunione congiunta: 1

CALENDARIO LAVORI DEL CONSIGLIO:

La Conferenza dei Capigruppo, nello stabilire il calendario dei lavori del Consiglio, aveva previsto la convocazione dell'Assemblea, per l'esame delle leggi di bilancio, nei giorni 25, 26 e 27 novembre. Poiché però le leggi di bilancio sono state assegnate alle Commissioni in data 9 novembre, si è ritenuto di rinviare l'esame del bilancio alla successiva adunanza consiliare.

Pertanto, se non vi sono opposizioni, il calendario dei lavori del Consiglio si intende così modificato:

- l'adunanza del 25, 26 e 27 novembre 1987 si dovrebbe esaurire nelle prime due giornate;

- l'adunanza in data 9 e 10 dicembre sarà convocata anche per il giorno 11 dicembre 1987, per consentire l'esame delle leggi di bilancio.

È scomparso nei giorni scorsi il Senatore Prof. Aldo BOZZI, Presidente Onorario del Partito Liberale Italiano e Parlamentare dalla Costituente fino all'ultima legislatura.

Con Aldo Bozzi scompare uno dei Padri della Repubblica Italiana, un grande giurista, uno dei protagonisti di maggior spicco dell'Italia Repubblicana.

Grande fu il suo contributo come membro dell'Assemblea Costituente e della Commissione dei 75 alla stesura della Carta Costituzionale.

Nel 1983 fu eletto Presidente della Commissione incaricata di predisporre un progetto di riforma istituzionale.

In tale occasione l'On.le Bozzi dette prova di grande capacità di conduzione dei lavori e seppe portare, nel momento attuale caratterizzato dalla necessità di rivedere una Costituzione ormai collaudata, tutta la sua esperienza di Padre fondatore della Repubblica.

La sua scomparsa priva la Repubblica di un uomo preparato, profondo conoscitore della Costituzione.

Rinnoviamo al Partito Liberale Italiano le più sentite condoglianze di questa Assemblea per la perdita di uno dei suoi più prestigiosi esponenti.

Profonda impressione ha suscitato la grave sciagura stradale in cui hanno perso la vita quattro giovani valdostani, avvenuta domenica a Morgex.

Alle famiglie, così duramente colpite, formuliamo e più sentite condoglianze e la più sincera partecipazione al loro dolore.

Si sono svolti nei giorni 24 e 25 ottobre a Saint-Vincent i lavori della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province autonome d'Italia, nel corso dei quali sono state assunte importanti decisioni che incideranno profondamente sul funzionamento delle Assemblee regionali.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco; ne ha facoltà.

RICCO (D.C.): Cari Colleghi, a nome del Gruppo della Democrazia Cristiana, desidero felicitarmi con il Presidente del Consiglio, Bondaz, per la sua nomina, avvenuta nel recente convegno di Saint-Vincent, a Presidente della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali d'Italia.

Si tratta di un meritato riconoscimento, che premia l'intensa attività svolta dall'amico Presidente Bondaz dal 1983 ad oggi. Egli, infatti, ha saputo imprimere una svolta decisiva ai rapporti con le altre realtà regionali, lavorando intensamente, non solo nell'interesse della Valle d'Aosta, ma di tutte le regioni.

Con legittimo orgoglio posso affermare che è la prima volta che un uomo politico valdostano, appartenente alla Democrazia Cristiana, viene chiamato a ricoprire un così alto incarico, proprio quando si fa più sentire l'esigenza di un fronte compatto delle regioni per contrastare le spinte centristiche che stanno prendendo corpo da più parti.

A nome del nostro Gruppo, esprimo all'amico Presidente Bondaz il più completo appoggio nel momento in cui sta per intraprendere questo nuovo compito così gravoso.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Mi associo alle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio per commemorare la scomparsa del Sen. Bozzi, la cui figura credo che meriti, da parte del Consiglio, un particolare riconoscimento per la sua costante opera in difesa dei valori costituzionali.

Voglio, però, intervenire su un argomento più specifico, che mi sembra di grande importanza, relativo al rinvio di numerose leggi da parte del Presidente della Commissione di Coordinamento. Mi pare che questo fatto non possa essere sottaciuto, perché costituisce, indubbiamente, il segno di una rinnovata tentazione centralistica da parte del Governo. Non credo, infatti, che il Presidente della Commissione di Coordinamento agisca a titolo personale, ma credo che, in quella sede, quando vista delle leggi, sia portavoce dell'opinione del Governo.

Pur trovandoci di fronte a governi sempre sostenuti dai parlamentari valdostani, veniamo a scoprire, però, che nel loro disegno generale si muovono verso forme sempre più centralistiche ed io non ritengo che questa circostanza debba essere sottovalutata.

Sarebbe, forse, troppo comodo prendersela soltanto con il Governo o con il Presidente della Commissione di Coordinamento: non è, infatti, una questione di rapporti tra questo Consiglio regionale, o questo Esecutivo, e la Commissione o il Presidente della Commissione di Coordinamento. Non si tratta di questioni che possano essere risolte in termini di cortesia od in rapporti di ospitalità, ma di questioni politiche di fondo che riguardano la nostra Regione. Si tratta di vedere che cosa stanno facendo questo Consiglio e questo Governo regionale per difendere le competenze statutarie della Valle d'Aosta.

A noi sembra, infatti, che, specie in questi ultimi anni, si sia fatto molto poco, tant'è che, dal 1982 in poi, nessuna norma di attuazione ha concluso il suo "iter" legislativo. Ci sembra, quindi, che a questo tema non si sia prestata la dovuta attenzione.

Credo, quindi, che il tema delle competenze della Regione debba essere riportato all'attenzione dei Consiglio e chiedo che, in proposito, il Presidente del Consiglio convochi, al più presto, la Conferenza dei Capigruppo.

Protestiamo pure contro il centralismo dello Stato, ma cerchiamo anche di lavorare, di studiare e di seguire tutte le attività che possono contribuire a difendere in modo sostanziale le competenze statutarie della nostra Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Anch'io, sia a titolo personale, sia a nome del mio Partito, mi associo alle parole che il Presidente del Consiglio ha pronunciato per commemorare la dipartita del Sen. Bozzi e rinnovo al Partito Liberale le espressioni del mio più profondo cordoglio.

Mi congratulo, inoltre, con il Presidente del Consiglio per il prestigioso incarico che gli è stato conferito.

Devo confessare di aver preso la parola anche perché mi è ritornato alla mente lo slogan pubblicitario: "Più bianco di così non si può!". Il Partito Comunista gareggia nell'essere più regionalista dei movimenti regionalisti e, forse perché influenzato dalla prossima campagna elettorale, protesta per il centralismo dello Stato.

Il rinvio di una legge o di alcune delibere illegittime, da parte del Presidente o da parte della Commissione di Coordinamento, viene interpretato come un'espressione di centralismo dello Stato: noi non siamo d'accordo e non cerchiamo di competere per essere considerati o meno autonomisti. Siamo, invece, a favore di un metodo che rispetti i principi della democrazia. Quante volte, infatti, in questo Consiglio, abbiamo attaccato il Presidente e la stessa Commissione di Coordinamento? Chi può dimenticare il nostro attacco all'ex Presidente della Commissione di Coordinamento, al quale venivano passati anche i fagioli e la carta igienica, che si era ormai assuefatto alla volontà politica di questa maggioranza?

Ora, poiché l'attuale Presidente della Commissione di Coordinamento non si lascia influenzare dal potere politico, il suo atteggiamento viene interpretato come una forma di attacco all'autonomia regionale da parte dello Stato. Io sono preoccupato per certe affermazioni del Consigliere Mafrica, che potrei anche capire se, invece, fossero state pronunciate, in modo strumentale, dai movimenti regionalistici; fatte invece da un partito che, pur avendo radici autonomistiche, è un partito nazionale, costituiscono motivo di particolare meraviglia.

Respingo con preoccupazione le affermazioni di un esponente del Partito Comunista, perché non ritengo che le decisioni della Commissione di Coordinamento possano essere interpretate come un attacco all'autonomia o un tentativo accentratore dello Stato italiano.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): A nome del Gruppo socialista, voglio associarmi alle parole di cordoglio espresse testé dal Presidente del Consiglio per la scomparsa del senatore Aldo Bozzi.

Sempre a nome del Gruppo socialista, mi associo anche alle espressioni di cordoglio rivolte alle famiglie dei valdostani che sono periti a Morgex, in uno dei più tragici incidenti stradali occorsi nella nostra regione. Colgo l'occasione per ribadire, senza alcun intento polemico, che la circolazione sulla superstrada del Monte Bianco è un dramma che continua a gravare sulla comunità valdostana.

Detto questo e cercando di riallacciarmi alle considerazioni del Consigliere Mafrica, vorrei anch'io chiarire il nostro atteggiamento nei confronti del Presidente della Commissione di Coordinamento. Credo che, per una valutazione complessiva della questione, sia opportuno rifarsi a quanto previsto dallo Statuto, altrimenti corriamo il rischio di tranciare giudizi sommari o molto lontani dal vero.

Noi riteniamo che la Commissione di Coordinamento sia, essenzialmente, un organo di controllo, che noi dobbiamo accettare come tale. Se nei confronti di questo organo manteniamo un atteggiamento quanto più possibile univoco e non altalenante tra momenti in cui ci può sembrare che la Commissione di Coordinamento allarghi le maglie dell'accettazione delle prese di posizione di questo Consiglio o della Giunta e momenti nei quali la stessa Commissione sembra dar prova di una maggiore rigidità, noi rafforziamo la posizione dell'Amministrazione regionale.

Noi non abbiamo mai avuto modo di porre in discussione l'autonomia della Commissione di Coordinamento e del suo Presidente, perché abbiamo sempre ritenuto e ancora riteniamo che tale organo debba continuare ad essere assolutamente autonomo nell'esercizio delle sue funzioni.

Credo di poter dire, con grande benevolenza, al Consigliere Mafrica che il valutare la posizione dello Stato in funzione dei comportamenti della Commissione di Coordinamento mi sembra essere un atteggiamento teso a forzare un po' troppo la situazione. In altre occasioni, infatti, e tanto per essere chiari, abbiamo denunciato il Presidente della Commissione di Coordinamento per essere una sorta di "tirapiedi" della Giunta regionale. Ne consegue che o noi accettiamo la funzione della Commissione di Coordinamento e del suo Presidente oppure ci poniamo in una posizione di estrema debolezza nei confronti dell'organo di controllo. Se quest'ultimo fa il suo dovere, noi dobbiamo dargliene atto; se, invece, non lo fa, dobbiamo essere assolutamente critici nei suoi confronti.

Non conosco, ovviamente, le motivazioni che hanno impedito l'apposizione del visto ad alcune leggi regionali, ma non credo certamente che il Presidente della Commissione di Coordinamento le abbia rinviate solo per uniformarsi o accodarsi supinamente ai voleri di uno Stato che, a parere di alcuni, sembra teso a soffocare l'autonomia regionale. Non posso credere in un simile atteggiamento da parte del Presidente della Commissione di Coordinamento, perché non mi sembra giusto e neppure logico.

È vero che nello Stato italiano si manifestano delle tendenze accentratrici, che noi, in altre occasioni, abbiamo denunciato anche in quest'aula, ma prendere lo spunto da quello che dovrebbe essere un preciso dovere della Commissione di Coordinamento per intentare una specie di processo allo Stato non mi sembra un atteggiamento che concorra a fare chiarezza, né nei confronti della Commissione di Coordinamento e del suo Presidente e neppure nei confronti dello Stato.

Riteniamo, piuttosto, che a ciascuno spetti il suo compito: a noi quello di legiferare bene e alla Giunta regionale quello di porre in essere, deliberando bene, le decisioni del Consiglio. Le vicende trascorse, infatti, sono costellate di atti molto discutibili, deliberati dalla Giunta e, a volte, anche dal Consiglio regionale. Quando il Presidente e la Commissione di Coordinamento rinviano certi atti, non fanno altro che compiere il loro dovere, che, tra l'altro, è previsto anche dal nostro Statuto.

Io credo che un'azione del Consiglio, nel caso si manifestino realmente delle tendenze centralistiche, possa essere credibile solo se fondata su tali presupposti. In questo caso, invece, credo che la Commissione di Coordinamento abbia rinviato all'esame del Consiglio un atto che, sotto certi aspetti, era già stato criticato in quest'aula. Essa, quindi, ha fatto solo il suo dovere.

Ho voluto esplicitare con estrema chiarezza il nostro pensiero, senza alcun intento polemico nei confronti del Consigliere Mafrica, al solo scopo di riportare l'argomento nei suoi giusti limiti, anche perché, come dicevo poc'anzi, se debordiamo, corriamo il rischio di non essere più credibili.

Concludo complimentandomi, anche a nome del Gruppo socialista, con il Presidente del Consiglio, per il nuovo incarico che gli è stato conferito nell'ambito della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, e dichiaro di condividere le felicitazioni già espresse dal Consigliere Ricco. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per fatto personale, il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Credo di poter affermare che il Consigliere Baldassarre abbia travisato del tutto, in modo strumentale e tanto per dire qualcosa, il mio pensiero.

Pensavo di essere stato chiaro, ma, se non lo sono stato, ribadisco di aver detto che, quando sono messe in discussione delle competenze che la nostra Regione ha esercitato fino ad ora, vedo, in questo atteggiamento, un segno dell'intenzione centralistica del Governo. Ho aggiunto, però, che non possiamo mettere la questione in termini di rapporti di cortesia o di ospitalità nei confronti del Presidente della Commissione di Coordinamento, proprio perché determinati episodi trascorsi non ricevono la nostra approvazione, ma la questione deve essere considerata in termini di capacità, da parte di questo Consiglio e di questo Governo regionale, di far avanzare, a livello di norme d'attuazione, il processo di capacità legislativa di questo Consiglio.

Ho chiesto una riunione della Conferenza dei Capigruppo per esaminare come ampliare, in modo indiscutibile per tutti, cosicché anche il Presidente della Commissione di Coordinamento non possa sollevare eccezioni, la materia delle norme d'attuazione dello Statuto.

Ho detto che, a mio giudizio, in questi anni, dal 1982 in poi, nessuna norma di attuazione ha completato il suo "iter", né quella sull'industria, né quella sull'istruzione tecnico-professionale e né quella sulla finanza locale, mentre altre norme attendono ancora d'essere emanate. A mio giudizio, infatti, il Governo regionale, troppo impegnato nell'attività quotidiana, ha lasciato cadere questo tipo di dibattito molto importante, che non è legato ad un particolare Governo o ad una particolare forma politica, ma è legato alla possibilità della nostra Regione di fare concretamente delle leggi più avanzate e più adeguate alla realtà economica dei tempi in cui viviamo.

Non si tratta, quindi, di un intervento strumentale, ma di un intervento che richiede una certa riflessione, proprio perché non muove alcuna critica astratta al Presidente della Commissione di Coordinamento, ma pone il problema di verificare e stabilire le competenze statutarie e le possibilità legislative del Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Mi complimento con il Presidente del Consiglio per il nuovo incarico che è stato chiamato a ricoprire e desidero ringraziarlo per aver ricordato, con parole commoventi, la scomparsa del senatore Bozzi.

Quest'ultimo è stato parte attiva, in prima persona ed in primo piano, della Resistenza. Ha partecipato a tutte le assemblee legislative che si sono succedute dal 1945 in poi ed ha partecipato anche a numerosi Governi, non solo per essere uomo di Stato o eminente giurista, ma anche per essersi qualificato per la grande apertura mentale che gli è stata riconosciuta più al di fuori del Partito Liberale che non al suo interno, come appunto capita di vedere sovente a uomini del nostro Partito. Ricordo, per l'occasione, il discorso dell'On. Paietta, pronunciato nel corso delle esequie per la dipartita del Sen. Bozzi, e le sue sincere parole di uomo della Resistenza, che ben conosceva il Sen. Bozzi, per il quale ha potuto esprimere un giudizio quantomai veritiero.

Ringrazio il Presidente del Consiglio per la sua sensibilità, così come ringrazio tutti i Consiglieri che hanno voluto ricordare la figura del Senatore del Partito Liberale, Aldo Bozzi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi associo alle parole di cordoglio del Presidente per i morti sulla superstrada Aosta-Courmayeur e per la morte del Senatore Aldo Bozzi. Mi felicito, anche, con lui per l'iniziativa assunta in funzione di un migliore coordinamento dell'attività dei vari Consigli regionali e per il nuovo incarico che lo vede impegnato come Presidente della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali. È una iniziativa che riveste una notevole importanza nel momento in cui vengono alla luce alcune forti tendenze centralistiche, ma che, "santo Iddio", non possono certamente essere imputabili alla sostituzione del Presidente della Commissione di Coordinamento.

Non vorrei certamente difendere la Giunta regionale, cosa che del resto non mi compete, ma credo che si tratti di un problema da osservare in un'ottica un pochino diversa da quella del Partito Comunista. Io penso, invece, molto più semplicemente, che alcune leggi siano state rinviate con delle osservazioni sui contenuti e con delle richieste di informazioni su alcune deliberazioni. Credo, pertanto, che occorra essere più realistici cercando di prestare maggiore attenzione ai contenuti che hanno determinato il rinvio di tali leggi.

Credo che la richiesta di maggiori informazioni sulla deliberazione, nei confronti della quale sono state solevate alcune osservazioni, sia pienamente legittima. La deliberazione, infatti, non era accompagnata da tutta una serie di dati che mi sembra legittimo richiedere.

Sulle motivazioni del rinvio delle leggi approvate, io penso, invece, che si debbano fare delle osservazioni molto serie, anche perché le motivazioni date, praticamente simili per tutti i progetti di legge di interesse economico, debbono sollecitarci ad una profonda meditazione; non certo, però, perché l'attuale Presidente della Commissione di Coordinamento sia diverso dal precedente, ma perché siamo rientrati nella norma di un dibattito o di un rapporto tra lo Stato e la Regione.

Vorrei sottolineare che in Italia tutte le leggi vengono approvate grazie ad un meccanismo di decantazione tra una Camera e l'altra. La Regione Valle d'Aosta, invece, ha potestà legislativa, ma, avendo una "Camera" sola, si trova spesso nell'impossibilità di fare una corretta riflessione o meditazione sulle leggi che approva. Il sistema bicamerale è un meccanismo democratico utilizzato in quasi tutti i paesi del mondo e consente ad una Camera di valutare, in seconda istanza, il lavoro dell'altra. È un secondo momento di riflessione, del quale alcuni progetti di legge non hanno assolutamente bisogno, mentre, per altri, esso è assolutamente indispensabile.

Se, oggi, esistono dei problemi, ciò è dovuto al fatto che la Commissione di Coordinamento ed il suo Presidente inglobano in sé, non soltanto le prerogative di apporre il visto alle leggi, come avviene ad opera del Presidente della Repubblica nei confronti delle leggi nazionali, ma anche quel necessario momento di riflessione che noi, per la verità, sentiamo come estraneo, perché esso viene svolto da un rappresentante dello Stato.

Io penso, pertanto, che sia da fare una riflessione, non sui rapporti di forza e sulle competenze, ma sui meccanismi istituzionali di rapporto fra lo Stato e la Regione: questo è il vero problema. Non vedo neppure male l'ipotesi di un "club di saggi" o di una specie di "Camera alta" regionale di saggi, che proceda ad una verifica almeno sui grandi progetti di legge, anche perché questa competenza ci è pertinente ed è un nostro modo di affrontare il problema legislativo.

Rifiuto il dibattito sul centralismo o meno: esso esiste, certamente, ma si svolge su di un altro terreno.

Inviterei, pertanto, la Conferenza dei Capigruppo a valutare con particolare attenzione i meccanismi istituzionali dei rapporti fra lo Stato e la Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per fatto personale, il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Mi dispiace entrare in polemica con un Consigliere che io stimo moltissimo, però, quando mi si accusa di aver fatto un intervento strumentale, non posso farne a meno. Respingo, pertanto, nella maniera più categorica, l'affermazione del Consigliere Mafrica.

Egli, partendo dalla circostanza che la Commissione di Coordinamento ha respinto alcune leggi, ha detto testualmente: "Protesto contro il centralismo dello Stato"; poi ha invitato il Presidente del Consiglio a convocare una riunione dei Capigruppo, per verificare il possibile cambiamento delle norme statutarie. O il Consigliere Mafrica "ha scambiato i fagioli con le patate", e noi, quindi, ne dobbiamo prendere atto, oppure la corsa del Consigliere Mafrica, o meglio la corsa del Partito Comunista Italiano, per diventare più regionalista dei regionalisti, è una scelta politica, che, però, noi non condividiamo nella maniera più categorica.

Intervenire ed esprimere la propria opinione, in questo Consiglio regionale, sull'atteggiamento assunto dal Capogruppo del Partito Comunista, non mi sembra affatto strumentale.

Quando un intervento di questo genere viene fatto dal Partito Comunista non è strumentale, mentre lo diventa, ovviamente ai suoi occhi, se viene fatto dai socialdemocratici o da qualche altro partito. Mi sembra che anche il Consigliere Torrione abbia perfettamente capito quanto ha inteso dire il Consigliere Mafrica.

Respingo, pertanto, nella maniera più categorica, l'insinuazione del Consigliere Mafrica sull'intento strumentale del mio intervento e, nello stesso tempo, ribadisco che non vedo alcuna azione centralistica da parte dello Stato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): A nome del Movimento Sociale Italiano, mi associo al cordoglio per la morte dei quattro giovani valdostani, deceduti lungo la superstrada del Monte Bianco. Tale tragedia riporta all'attenzione dell'opinione pubblica l'ormai drammatico problema della viabilità tra Aosta e Courmayeur e, quindi, sollecita un deciso intervento, perché si giunga, finalmente, alla realizzazione dell'autostrada.

Mi voglio anche congratulare con il Presidente del Consiglio per la sua elezione a Presidente della Conferenza dei Presidenti dei vari Consigli regionali, che torna a merito anche del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Entrando dettagliatamente nel merito di questo primo intervento di tutte e forze politiche sulle dichiarazioni del Capogruppo del Partito Comunista, debbo riconoscere che quest'ultimo ha commesso un grave errore o ha commesso un errore, e poi ha proceduto ad una rettifica, oppure ha detto delle cose che poi ha cercato di ritrattare.

Abbiamo sentito tutti le accuse o le osservazioni mosse nei confronti del Presidente della Commissione di Coordinamento; a nostro avviso, la Commissione di Coordinamento, in Valle d'Aosta, ha precise funzioni: deve controllare l'operato della Giunta regionale. In queste sue funzioni deve essere libera e non condizionata da interferenze di carattere politico.

Nel momento in cui assume delle decisioni che contrastano con le prese di posizione della Giunta, il Presidente della Commissione di Coordinamento non deve essere assolutamente criticato, anzi, è proprio questo suo operato che ci dà garanzia di serietà e di rispetto delle leggi dello Stato nazionale.

Respingiamo, quindi, le accuse mosse nei confronti del Presidente della Commissione di Coordinamento e ribadiamo che il suo operato deve poter essere svolto fino in fondo, perché è l'unica garanzia che impedisce che vi siano abusi in quelle concezioni ed in quei contesti regionali di sempre maggiore autonomia e "decentralismo".

Basta che ci voltiamo un momento per osservare quello che accade nel Trentino-Alto Adige, soprattutto a Bolzano, per renderci conto di cosa vuoi significare una maggiore autonomia ed il non rispetto dei diritti dei cittadini di lingua italiana. Noi sappiamo che a Bolzano si è sempre sotto le pressioni di una richiesta di maggiore autonomia, che, poi, sfociando in richieste di un sempre maggior indipendentismo e di separatismo, mirano a creare una situazione di "apartheid" nei confronti dei cittadini di lingua italiana. Pertanto, qui in Valle d'Aosta, la presenza della Commissione di Coordinamento ha la ben precisa funzione di veder rispettate le leggi dello Stato.

Noi non siamo, quindi, contro l'autonomia, ma siamo contro la degenerazione dell'autonomia e, pertanto, respingiamo nel modo più categorico la critica che viene mossa, in quest'aula, nei confronti di quell'organismo, preposto, appunto, al controllo. Il Presidente del Coordinamento e la Commissione di Coordinamento sono lì per far rispettare le leggi dello Stato e, perciò, noi respingiamo le provocazioni del Partito Comunista su questo problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Faccio una semplice dichiarazione, senza voler rispondere a nessuno dei Consiglieri intervenuti nel dibattito.

Credo di poter dire che noi siamo soddisfatti di aver sollevato una discussione sul tema dei rapporti tra la Regione e lo Stato, nell'ottica della possibilità di utilizzare nella loro interezza le competenze legislative sancite dal nostro Statuto. Mi preoccupa, però, che tutte le cose dette vengano lette in chiave di strumentalizzazione elettorale: non è il caso nostro, quand'anche dovesse esser vero per altri.

Noi ribadiamo che il problema che abbiamo di fronte oggi, e che è riproposto dal rinvio di alcune leggi da parte del Presidente della Commissione di Coordinamento, riguarda i limiti della potestà legislativa integrativa di cui all'articolo 3 del nostro Statuto: in materia, si verifica un diverso orientamento della Commissione di Coordinamento. Così lo leggiamo noi o, meglio, così noi vogliamo discuterlo nella Conferenza dei Capigruppo, come è stato proposto dal Consigliere Mafrica.

Questo cambiamento dipende da una deficienza delle norme di attuazione dello Statuto? Probabilmente sì, e quindi ha fatto bene il Consigliere Mafrica a denunciare la scarsa attenzione del Governo, ma anche del Consiglio regionale, sul problema delle norme di attuazione.

C'è un ritorno centralistico? Sì, esiste un ritorno centralistico, posto in atto dal Governo di questa Repubblica, che si manifesta in tanti episodi, e, a nostro avviso, anche nell'episodio in questione. Diciamo ciò, ovviamente, senza alcuna preoccupazione ed assumendocene a totale responsabilità.

Questo problema non ci farà di certo intraprendere delle campagne, ma noi lo solleviamo all'attenzione della pubblica opinione nella sede più opportuna, quella del Consiglio regionale, che deve seriamente discutere le modalità attraverso le quali potrà esprimere la sua competenza legislativa di carattere integrativo, che, a nostro avviso, è messa in discussione da episodi come quello citato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Vice-Presidente Dolchi; ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.): Prendo la parola come uno degli "anziani" del Consiglio regionale, che ricorda le tante battaglie fatte sul concetto di "controllo" esercitato da parte della Commissione di Coordinamento e del suo Presidente.

Ricordo che lo spirito autonomistico, fortemente vivo in certi dibattiti di quindici o vent'anni fa, ha sempre respinto il concetto di controllo, sia da parte del Presidente della Commissione che della stessa Commissione di Coordinamento.

Non entrerò nella disquisizione, che è stata oggetto di convegni appositi, anche perché credo che gli studiosi siano più preparati di me in merito; credo, però, che, dal punto di vista politico, il Consiglio regionale debba respingere la concezione del controllo e credo che lo debba fare per spirito autonomistico, ma anche per il rispetto dovuto alla lettera dello Statuto speciale, che, all'articolo 31, recita: "Ogni legge approvata dal Consiglio della Valle è comunicata al rappresentante del Ministero dell'interno (non ci sono dubbi) presidente della Commissione di Coordinamento, prevista dall'articolo 45 che, salvo il caso di opposizione, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione".

È chiaro: è il rappresentante del Ministero dell'interno che la presiede, come è indicato all'articolo 45, dove viene precisata la composizione della Commissione di Coordinamento; ma nei confronti dell'organo legislativo valdostano, egli non è il controllore, bensì colui che riceve la comunicazione delle leggi approvate da questa Assemblea, perché, quando ritenga che una legge ecceda la competenza della Regione o contrasti con gli interessi nazionali o con quelli di altre regioni, la rinvia. Non fa, quindi, un controllo sulle leggi, ma stabilisce solo "se ritiene, quando ritenga" - tant'è vero che poi, in seconda istanza, non è più il Presidente della Commissione di Coordinamento, non è più il rappresentante del Ministero dell'interno che impugna le leggi, ma è lo stesso Governo che interviene per impugnare, compiendo, quindi, un atto politico - non di operare un controllo sulla composizione e sul merito della legge, ma quando ritenga che a legge ecceda le competenze della Regione (ecco la necessità di norme di attuazione) oppure contrasti con gli interessi nazionali o con gli interessi delle altre regioni.

È un fatto politico, colleghi Consiglieri. Io mi ricordo che, nelle passate legislature, anche se, alle volte, si riconosceva l'errore di merito - non dico l'eccesso di competenza, ma una valutazione - sulle competenze del Consiglio regionale, che potevano essere messe in dubbio dal Presidente della Commissione di Coordinamento, il Consiglio, unanime, senza discussione, riconfermava la legge, non tanto per la sostanza della legge, che, non vistata, veniva rimandata, quanto per un'affermazione di principio sulle capacità e sui poteri legislativi del Consiglio regionale.

Ricordo queste cose per sottolineare che nella posizione del Consigliere Mafrica non c'erano o non mi sembrava che ci fossero posizioni strumentali. Ritengo, invece, di dover sottolineare il fatto che il Consiglio regionale deve, in ogni sua manifestazione, riaffermare il valore autonomistico delle sue posizioni, deve riaffermare la difesa dello Statuto nella lettera e nella sostanza. In questo caso, siamo anche difensori della lettera dello Statuto e, quindi, abbiamo tutte le carte in regola per giocare la nostra partita autonomistica, come Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE: Consigliere Torrione, siamo in fase di comunicazioni del Presidente del Consiglio e, quindi, non le posso concedere ulteriormente la parola, perché dobbiamo rispettare il regolamento.

Chiedo al Capogruppo del Partito Comunista di farmi avere una relazione più precisa sulle modalità con le quali egli chiede che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo, in modo che la possa esaminare con la dovuta attenzione.

Peraltro, mi corre l'obbligo di ricordare, come già è stato precisato nelle comunicazioni del Presidente del Consiglio, che, su 12 leggi presentate, 10 sono state approvate e 2 sono state rinviate. Mi sembra che si tratti di una cosa abbastanza normale, almeno nell'ottica dei consueti rapporti tra il Consiglio regionale e la Commissione di Coordinamento.