Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3166 du 22 octobre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3166/VIII - IMPEGNO PER IL MANTENIMENTO AD AOSTA DEL CENTRO ELABORAZIONE DATI DELLA DELTACOGNE. (Ritiro di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Sandri:

Mozione

Premesso che il protocollo d'intesa IRI -Regione prevede la creazione di una società siderurgica autonoma formalmente ma anche funzionalmente con sede legale ad Aosta, e pertanto compiutamente operativa anche nella gestione elettronica della fase amministrativa;

Visto il parere espresso dal Prof. Ing. Enrico Ballatore del Politecnico di Torino in merito alla valutazione della convenienza funzionale, tecnica ed economica della proposta di trasferimento del Centro di Elaborazione Dati (C.E.D.) della Deltacogne presso la Deltasider di Milano che evidenzia una occupazione di 20 posti di lavoro presso la sede di Aosta, in un quadro di convenienza economica di 155 milioni;

Constatato che il dottor Giorgio ROZ della Direzione Sistemi della Deltasider ha concordato sulla valutazione dei costi mentre ha evidenziato discordanze solo su elementi in larga misura secondari;

Preoccupato per l'emergere di iniziative da parte della Deltasider di Milano di trasferire dati, procedure e personale in tale città;

Solidale con il Consiglio di fabbrica della Cogne;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Impegna

- la Giunta regionale a porre la permanenza ad Aosta del C.E.D. come elemento irrinunciabile nella trattativa con l'IRI;

Si impegna

a manifestare concreta solidarietà ai lavoratori del C.E.D. in lotta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) - È una mozione che intende riaffermare pubblicamente a gran voce l'impegno che la Giunta regionale e il Consiglio ha sempre dimostrato nei confronti del C.E.D. della DELTACOGNE di Aosta.

Il C.E.D. era già stato in forse questa primavera per un suo trasferimento a Milano; è stato richiesto, su indicazione del Consiglio di fabbrica e da parte del Consiglio regionale, un parere al Prof. Ballatore del Politecnico di Torino, il quale ha dimostrato nero su bianco che i costi del trasferimento a Milano erano grosso modo pari ai costi del mantenimento ad Aosta di questa struttura, con un vantaggio occupazionale di quasi 22 persone. Con questa dimostrazione non si capisce il motivo sostanziale per cui la Deltacogne si sia ancora irrigidita ed abbia ultimamente preso iniziative per il trasferimento di dati, procedure e personale in tale città.

Con la parte deliberativa il Consiglio regionale intenderebbe impegnarsi su questo tema, ed a porre l'esistenza del C.E.D. ad Aosta come elemento irrinunciabile nella trattativa con l'Istituto di ricostruzione industriale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.) - L'atteggiamento delle forze di maggioranza su questa mozione sarà di astensione, che è motivata dal significato soprattutto politico che esso viene ad assumere; La Giunta regionale ha già da tempo sostenuto queste esigenze e le ha manifestate anche con fatti molto concreti, anche se la mozione non lo dice, l'incarico all'ing. Ballatore lo ha dato la Giunta regionale.

A seguito dell'ultima riunione del Comitato regionale Problemi DELTACOGNE e Siderurgia in Valle d'Aosta, la Presidenza della Giunta e il sottoscritto a nome della Giunta hanno inviato ai responsabili della DELTASIDER e della DELTACOGNE un telegramma in cui impegnavano l'una e l'altra a tenere conto del parere espresso dall'Ing. Ballatori. Non solo, anche nell'ultimo incontro avvenuto a Roma recentemente, il giorno 15 ottobre, il problema del C.E.D. di Aosta lo abbiamo sottoposto ai massimi responsabili non solo dell'IRI, della FINSIDER e della DELTASIDER.

Questi sono i motivi della nostra astensione, non per eludere il contenuto della mozione, ma per dire che su questo argomento, anche in coerenza con quanto concordato in sede di comitato regionale, la Giunta regionale è continuamente impegnata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Voglio solo sottolineare un fatto: a parte gli interventi effettuati dalla Giunta regionale, c'è una costante nell'atteggiamento della DELTASIDER, ed è quello di voler perseguire dei suoi obiettivi con una sistematicità ben precisa, è quella di voler arrivare al dunque. Se questo si evidenzia per il problema occupazionale in generale, credo che chiuderemo la trattativa quando la DELTASIDER ci avrà detto esattamente quello che ci deve dire, tanto per essere chiari, perchè a forza di tagli, di piani successivi, si arriverà alla dimensione che la DELTASIDER ha nella testa. In piccolo si riproduce qui la stessa identica situazione: il Centro Dati era dato per scontato che doveva rimanere ad Aosta dopo la presa di posizione giusta e giustificata della Giunta, ribadita in un ordine del giorno del Consiglio; la realtà è che questo Centro Dati la DELTASIDER lentamente lo sta letteralmente smantellando. Gli addetti sono in cassa integrazione, quelli che non sono impiegati; ha fatto rimanere un organico che è assolutamente insufficiente a far fronte a quelle che erano le esigenze del Centro Dati, ha tagliato il sistema occupazionale all'interno del Centro Dati come vuole fare all'interno dello stabilimento. Quando avrà deciso di spostare il Centro Dati, a quel punto ci dirà che è stata costretta, sarà passato il tempo, e dovremo arrenderci alla evidenza dei fatti.

Questo atteggiamento obiettivamente c'è, è reale. Capisco la presa di posizione, e immagino che sia stata anche dura quella dell'Assessore, però devo riconoscere che, nonostante l'impegno della Regione in questo senso, non solo per il Centro Dati, ma per tutta la vicenda della DELTASIDER, questa azienda abbia un atteggiamento dilatorio che è un pochino intollerabile. Infatti adesso riprenderemo la trattativa dall'inizio e ho la netta impressione che quando si arriverà a dire che gli occupati sono quelli che vuole la DELTASIDER, a quel punto si chiuderà la trattativa. Questo è un atteggiamento che è deprecabile, ma è individuabile.

Credo che sia rafforzativo votare questo ordine del giorno anche della posizione assunta dalla Giunta; si potrebbe ingenerare una posizione di frattura all'interno del Consiglio regionale per questo problema che non è minimale, perchè riguarda un certo numero di addetti.

Credo che sarebbe bene votare l'ordine del giorno all'unanimità, non per disconoscere le iniziative che ha assunto la Giunta, ma per non far balenare all'esterno che su un argomento che riguarda pur sempre la DELTASIDER è venuto per certi versi a cadere quel clima di unanimità che finora ha sostenuto sempre tutte le iniziative dell'Amministrazione regionale nei confronti sia dell'IRI sia della DELTASIDER più direttamente.

È una questione di opportunità politica; pregherei piuttosto di rinviare questo ordine del giorno ad una prossima seduta, ma evitare questa frattura che non servirebbe assolutamente a nessuno. Su un argomento così delicato pregherei il Consigliere Sandri di rinviare l'ordine del giorno, anche perchè avremo un incontro e forse la prossima volta potremo giudicare questi argomenti con maggiori dati a disposizione. Su un argomento del genere è meglio essere unanimi per dimostrare una compattezza di intenti che può servire nella trattativa nei confronti della controparte.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) - Ringrazio l'Assessore che ha confermato l'impegno della Giunta, ringrazio per il suo intervento il Consigliere Torrione che ha interpretato lo spirito con cui avevo presentato questo ordine del giorno, che è quello di forte preoccupazione per l'avvenire di tutta la DELTACOGNE, non solo del C.E.D.. Soprattutto a livello di quest'ultimo la preoccupazione è che; malgrado gli avvertimenti, le prese di posizione, malgrado che fosse stato discusso e ne abbiamo parlato in quell'incontro con Prodi ad Aosta, si è giunti al punto in cui, come penso ben sappiate, il Consiglio di fabbrica ha minacciato lo sciopero del trasferimento dei dati delle procedure del personale alla città di Milano; proprio su questo punto specifico c'è dunque la minaccia di uno sciopero del trasferimento.

Se un Consiglio di fabbrica di una azienda in crisi decide di ricorrere a questo tipo di scioperi, è perchè la situazione è più complessa di quanto si possa pensare. Non credo di dover accettare la proposta del Consigliere Torrione di rinvio, perché la situazione è urgente da subito e penso che sia anche un modo importante di sottolineare oggi questo problema, perchè mi sembra che la trattativa con l'IRI sia entrata in una fase di estrema complicanza, e purtroppo l'erosione di posti di lavoro alla DELTACOGNE continua incessantemente.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.) - Condivido l'osservazione del Consigliere Torrione, e invito o l'Assessore o il Consigliere Sandri a cambiare idea: non si può su una questione di questo tipo presentarsi con una impostazione che tutti dicono di condividere, quando poi alcuni votano e altri no.

La questione è molto delicata, riguarda l'impostazione stessa che si vuole costituire; se si toglie a questa società che deve essere autonoma il centro di calcolo, non è più realmente autonoma. Allora quando ci si pronuncia su queste cose, per non creare confusione tra i lavoratori, è bene presentare se possibile un atteggiamento unitario di questo Consiglio.

È un invito alla saggezza e all'equilibrio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Segretario Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.) - I ragionamenti che sono stati fatti dal Consigliere Torrione e dal Consigliere Mafrica devono essere accettati dal Consigliere Sandri, che invito a fare questo sforzo. Sinceramente, questa mozione, e lo dico senza polemica, non l'abbiamo molto capita. Siccome ci ritroviamo spesso a parlare di queste cose, credo che a quel tavolo lì possiamo dirci tutto quello che vogliamo, ma all'esterno, se vogliamo mantenere una posizione chiara, questa mozione va ritirata, altrimenti il Consiglio regionale si troverebbe davanti ad una situazione che non saprebbe dirimere, e giustamente ha detto anche il Consigliere Mafrica che qui qualcuno deve capire che un sacrificio va fatto. L'Assessore Lanivi ha spiegato che l'azione che la Giunta ha fatto, è un'azione pressante e di continuo taccheggiamento nei confronti di questa azienda; a questo punto cosa vogliamo fare di più?

Un minimo di sacrificio, come è stato detto da parte di tutti, lo chiedo anche io al Consigliere Sandri trattandosi di un discorso di importanza fondamentale; rinunciando a questa mozione non credo si rinunci a niente, si continuerà a lavorare assieme con la stessa efficacia dimostrata fino ad oggi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) - Mi preme sottolineare un elemento, che non mi sembra emerga con sufficiente chiarezza dalle parole dell'Assessore e dal Consigliere Tamone: questa mozione ha lo scopo di testimoniare, forse per l'ennesima volta, che su questo tema la Giunta e il Consiglio lavorano assieme. Non posso accettare che su queste mozioni si continui a ripetere: "ma la Giunta ha fatto"; sono stati la Giunta, il Consiglio regionale e il Comitato che insieme si sono impegnati, anche con le forze sociali e le forze sindacali. Questo spesso non viene rimarcato sufficientemente e spesso viene mascherato con atteggiamenti che, a seconda di come viaggia il vento, sono di arrogarsi il vento quando è favorevole, e di suddividere le preoccupazioni quando il vento diventa sfavorevole.

Non credo che non si possa non accettare un così pressante appello da parte del Partito Comunista e dell'Union Valdôtaine, che da soli rappresentano praticamente larga parte di questo Consiglio, quindi ritiro la mozione, ma è l'ultima volta che accetto che in una discussione in Consiglio su questo tema ci sia un diversificarsi della Giunta dalla unanimità con il Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.) - Je n'accepte pas cette conclusion de M. Sandri, parce qu'il avait accusé la Junte, il y a une semaine, de vouloir trouver l'unanimité sur certains problèmes pour se cacher derrière certains choix. L'Assesseur a présenté le problème à la Commission unitaire qui a pris un choix solidaire. Je ne comprends pas l'attitude du Conseiller Sandri de présenter une motion au Conseil pour engager la Junte sur ce qu'elle a déjà fait en accord avec toutes les forces politiques.

On dit dans la motion: "Si impegna a porre la permanenza ad Aosta del C.E.D. ...", mais ça c'est une contradiction en termes. C'est le Conseil qui s'est engagé dans cette Commission unitaire, il y aura cette rencontre le 29 et après on décidera ce qu'il faut faire. Jamais la Junte a voulu trouver des relations particulières, au contraire, on a choisi une ligne qu'on a portée de l'avant jusqu'à aujourd'hui. Alors, quel est le problème? Pourquoi présenter une motion de ce genre, étant donné qu'il y avait l'attitude générale de toutes les forces politiques? C'est pour cela qu'on ne voit pas la raison de voter cette motion.

PRESIDENTE: Il Consigliere Sandri ha ritirato la mozione.

IL CONSIGLIO

prende atto