Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3156 du 22 octobre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3156/VIII - DESTINAZIONE DEL COMPLESSO DEL CASTELLO DI AYMAVILLES. (Interrogazione e interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Sandri, e dell'interpellanza presentata dal Consigliere Torrione, che verranno discusse congiuntamente:

Interrogazione

APPRESO dagli organi di informazione dell'intenzione da parte dell'Assessore regionale all'Agricoltura, Foreste e Ambiente Naturale di dedicare tutto il complesso del Castello di Aymavilles alla viticoltura e di costruire nel Parco la sede industriale della "Cave des onze Communes ";

RITENUTO un affronto al patrimonio culturale della nostra Regione devastare ai fini industriali un monumento così importante, già peraltro segnato da una orrenda costruzione in cemento costruita nelle sue vicinanze sul versante rivolto a nord e facilmente visibile da chi transita sulla statale 26;

RICORDATO che il progetto autostradale Quart-l'Eglise-Courmayeur prevede, malgrado le osservazioni dello studio di impatto ambientale, un grande svincolo nelle immediate vicinanze;

PREOCCUPATO per l'assenza di iniziative per la qualificazione culturale e scientifica dei nostri monumenti e per l'abbandono del progetto di attribuire a questo Castello il ruolo di simbolo e accesso al Parco del Gran Paradiso;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Esecutivo per conoscere:

- se le notizie riportate dalla stampa siano veritiere;

- se esistono progetti di utilizzo di tale struttura architettonica;

- quale sia stato il parere della Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali.

F.to G. Sandri

Interpellanza

In più occasioni il Consiglio regionale si è occupato del problema relativo alla destinazione d'uso del Castello di Aymavilles. Le proposte al riguardo non sono per la verità mancate nel corso degli anni: da sede di università di lingue a centro studi federalisti e ancora da "siège de l'Académie de St. Anselme" a Centro di Biologia alpina per arrivare a quella di sede di rappresentanza del Parco Nazionale del Gran Paradiso con annesso centro di studi universitari legati alla tematica del Parco.

Quest'ultima ipotesi oltre all'aspetto qualificante collegato alla valorizzazione della presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso sul nostro territorio racchiudeva una valenza politica di indubbia portata in una fase di eventuale trattativa con lo Stato per la definizione dell'annosa questione dei confini e degli altri aspetti di aperta conflittualità fra l'Ente Parco e le Comunità interessate. Una soluzione di questo tipo poteva infatti costituire un segnale importante all'esterno della Valle e una risposta a quanti accusavano e accusano tuttora la Regione di scarsa attenzione se non addirittura di disaffezione nei confronti di questo incompatibile patrimonio rappresentato appunto dal Parco, dalla sua fauna e dalla sua flora. Questo aspetto non era certo sfuggito alla sensibilità di una parte della classe politica valdostana che aveva prima proposto eppoi caldeggiato un'impostazione del genere che aveva tra l'altro il pregio di collocare il Comune di Aymavilles al centro dell'attenzione del mondo scientifico nazionale ed internazionale.

Ora con una caduta di tensione culturale "da basso impero", si era invece approdati ad una ventilata e discutibile proposta dell'Assessore Perrin di trasformare il complesso del Castello di Aymavilles in una sorta di "cittadella del vino" adibendo la fattoria e le antiche scuderie, dopo opportune opere di ristrutturazione, a enoteca regionale e a Museo della viticoltura, il Castello vero e proprio a sede permanente del Cervim (centro ricerca viticoltura di montagna) e costruendo infine ex novo all'interno del bellissimo parco la sede della "Cave des onze Communes".

Questo "improbabile" progetto sembra ormai avviato a concretizzarsi, in contrasto peraltro con precisi impegni e categoriche affermazioni di qualificati esponenti del Governo regionale che per lo meno l'edificio del castello avrebbe comunque avuto una utilizzazione consona all'indubbio valore monumentale della costruzione.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per conoscere:

a) se corrisponde a verità quanto riportato da notizie di stampa circa la destinazione d'uso del complesso monumentale del Castello di Aymavilles, secondo le indicazioni e le soluzioni citate in premessa;

b) il parere espresso dalla Sovraintendenza regionale ai Beni Culturali e Ambientali specie in relazione all'utilizzazione "a scopi enologici" del fabbricato della vecchia fattoria e delle scuderie nonchè alla prospettata costruzione di un manufatto all' interno del parco del castello;

c) se non ritiene opportuno e doveroso prima di assumere decisioni definitive, di sottoporre l'eventuale progetto all'esame e al vaglio delle Commissioni consiliari competenti;

d) in base a quale valutazione di ordine culturale si è arrivati alla determinazione di dare la preferenza ad una soluzione come quella prospettata, scartando in maniera definitiva e immotivata proposte che tendevano a destinare il castello di Aymavilles a sede di prestigiose istituzioni regionali (Accademia di St. Anselmo) nazionali o internazionali.

e) se non ritiene di dovere aprire un dibattito con i rappresentanti di tutte le associazioni culturali della Regione al fine di acquisire pareri e suggerimenti altamente qualificati da tenere in debito conto al momento di adottare qualsiasi determinazione in merito al caso in esame.

F.to G.Torrione

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Per qualche verso, il problema sollevato in questa interpellanza tocca il tema più vasto della tutela ambientale e del rispetto per le testimonianze del nostro passato.

Ho letto con rammarico il fatto che si sia pensato ad una destinazione del castello di Aymavilles riduttiva rispetto a proposte che erano state prospettate in un passato anche abbastanza recente.

Di questo argomento si era già parlato in questo Consiglio e per quanto riguarda la destinazione d'uso del castello vero e proprio, c'erano stati anche alcuni impegni da parte dei componenti della Giunta regionale. Si era detto in quella occasione, e ne fanno fede i resoconti consiliari: "tocchiamo minimamente quelle che sono delle strutture adiacenti al castello di Aymavilles nel dare vita a questa sorta di enoteca regionale, non tocchiamo assolutamente la struttura". Sto parlando adesso di destinazioni d'uso, non di intervento sul castello. Invece adesso si parla di una sorta di utilizzazione che ho definito come "cittadella del vino" dell'intero complesso.

Voglio ricordare che in passato la destinazione del castello di Aymavilles era stata configurata con un atteggiamento di tipo diverso, varie sono state le considerazioni che si sono fatte sulla utilizzazione di questa bellissima struttura: da seggio dell'Accademia di S. Anselmo, a centro di biologia alpina, per arrivare a quella sede di rappresentanza del parco con annesso centro di studi universitari che credo sia l'elemento su cui riflettere maggiormente. Nel contesto di conflittualità in cui ci troviamo da anni per la vicenda del parco, con un segnale di questo tipo all'esterno, dando al parco una sede prestigiosa, nonchè riconoscendo l'importanza che esso riveste, con questa scelta precisa, avremmo potuto stemperare certe polemiche che si sono abbattute sul nostro capo e soprattutto su certi atteggiamenti che la Regione avrebbe nei confronti della vicenda parco: questo senza niente togliere alla vicenda che maggiormente ci tocca da vicino, inerente a popolazione di Valsavarenche.

In merito a questa ultima vicenda, mi permetto di dire in questa sede che ci sono stati degli equivoci grossolani anche sull'ultimo atteggiamento che abbiamo avuto in sede di Consiglio regionale. Credo che l'ordine del giorno, e ne approfitto per dirlo, anche se poi risponderò all'articolista personalmente, che abbiamo presentato in Consiglio fosse ispirato ad estrema moderazione e senso di responsabilità, e non andava liquidato, come è stato fatto, con un tono estremamente spocchioso ed ironico su un settimanale locale; lo dico qui perchè lo ribadirò in una lettera a colei che ha redatto il testo di quell'articolo, che era scritto a commento della manifestazione di Valsavarenche.

Credo che una decisione sulla utilizzazione del complesso di Aymavilles sia importante e tocchi da vicino il rispetto dei beni culturali nella nostra Regione. Ho posto una serie di domande all'Assessore, fra cui una sull'atteggiamento della Sovrintendenza regionale ai Beni Culturali, per vedere qual è la risposta che il Sovrintendente ha dato su questa ipotesi di utilizzazione del complesso monumentale di Aymavilles.

L'altra cosa che mi interessa particolarmente è chiedere all'Assessore se non sia il caso di aprire un dibattito prima di imbarcarci in una avventura definitiva, quella di destinare a scopi che riguardano la viticoltura in Valle d'Aosta il Castello di Aymavilles, con quelle associazioni culturali che sono presenti sul nostro territorio e che credo abbiano qualcosa da dire su questa presa di posizione della Regione nei riguardi di una testimonianza del passato fra le più prestigiose. Aspetto con ansia, senza voler fare dei commenti ulteriori; certo, devo dire che se l'utilizzazione sarà quella che hanno adombrato alcuni giornali locali e che è probabilmente filtrata da informazioni che possono essere più o meno esatte, credo che sotto il profilo culturale non abbiamo fatto un favore alla nostra regione, perchè se così andranno le cose, vorrà dire che c'è stato un calo di tensione culturale nei confronti della utilizzazione di un castello che proprio per il suo prestigio poteva a sua volta dare prestigio alla nostra regione.

L'utilizzazione del complesso in funzione del parco con annesso il centro di studi universitari avrebbe dato una dimensione ben diversa che non quella localistica di un centro di viticoltura. Avrebbe proiettato il paese di Aymavilles in un contesto di tipo internazionale che avrebbe recato a mio avviso del prestigio non solo alla località di Aymavilles stessa, ma all'intera Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.) - Je demande avant tout à M. Torrione de séparer nettement les deux problèmes: l'un, celui de la construction des caves coopératives pour la coopérative des onze Communes et l'autre celui de l'utilisation des domaines historiques du château d'Aymavilles.

Pour ce qui est du premier problème, en effet la construction n'intéresse pas le parc et donc l'aire historique du château, mais le domaine rural du château même. Il faut dire qu'ici, ensuite au premier projet qui avait été présenté et qui avait été jugé négativement de la part de la Surintendence aux biens culturels, justement en accord avec la Surintendence, la Junte régionale avait confié à l'architecte Valetti de donner des indications sur l'emplacement de cette cave coopérative. L'Etude Valetti s'est servi de jeunes valdôtains: il y a eu quatre propositions d'emplacement, quatre idées que la Surintendence a évaluées en donnant aux projets d'idées présentés un cassement, et l'Assessorat, quant à soi, a suivi l'indication de la Surintendence en prenant l'idée qui avait été classée en tête aux quatre projets. Donc, la construction de la cave coopérative n'intéressera pas ni le parc ni la zone du château, mais sera déplacée dans la zone rurale du côté est vers le vignoble.

Justement, lorsqu'on discutait avec les responsables de la Surintendence de ce projet Valetti, de la part de la Surintendence, puisque nous étions intéressés à occuper les anciennes caves de la vielle grange, nous a été dit ceci: "Nous préférions ne pas intéresser les immeubles de la part historique du château, morceau par morceau, mais nous voudrions être mis face à un projet global qui intéresse toute l'aire historique du château".

Face à cela, nous avons dit: "A côté des propositions qui ont été avancées dans le temps, que M. Torrione a rappelées, qui intéressent les agriculteurs valdôtains et de façon particulière la viticulture, nous pourrions avancer une hypothèse, qui est celle de l'utilisation, vu qu'il y aura la cave à côté du château, de tout le domaine pour la viticulture. Donc on pourrait avoir là le siège pour le centre international de viticulture de montagne, le musée de la viticulture, et donc donner à la viticulture une image approprié à l'intérêt économique que cette branche de l'agriculture en Vallée d'Aoste est en train d'avoir".

C'était une simple proposition et en effet je ne peux pas répondre en partie aux questions posés par M. Torrione, parce que nous avons proposé cela, nous n'avons pas encore de réponses de la Surintendance, et d'ailleurs nous avons avancé une hypothèse d'utilisation qui sera discutée au moment où on devra utiliser le château. Cette proposition sera, avec les autres, objet de discussion et donc rien n'est arrêté définitivement.

La proposition qui a été avancée n'est pas absurde; nous avons en Italie et ailleurs des exemples de beaux châteaux, de complexes historiques d'une merveille exceptionnelle, qui ont été utilisés pour la viticulture, et je crois qu'il n'y a pas besoin d'en citer. Donc je voudrais simplement terminer en disant que le débat est ouvert, et, vu que dans l'interpellation M. Torrione parle "di caduta di tensione culturale da basso impero",je dis que cet empire est suffisamment vaste parce que de l'Italie à la Suisse, à l'Autriche, à l'Allemagne, à la France, au Portugal, à l'Espagne, tant pour citer des exemples que je connais personnellement, des gouvernements de toutes tendances politiques ont mis au service de la viticulture de leurs états des magnifiques complexes historiques. Donc si la Vallée d'Aoste demain mettra à la disposition de la viticulture Valdôtaine le château d'Aymavilles, ou un autre château n'aura pas fait culture "da basso impero", mais aura rendu service à la viticulture valdôtaine.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) - Mi fa piacere che su questo tema l'Assessore affermi che il dibattito è aperto, anche se sostanzialmente ha confermato le notizie che erano apparse sulla stampa e le preoccupazioni riguardo al parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

Volevo fare una osservazione che non mi pare sia stata recepita dalla risposta dell'Assessore. Al punto 2 della premessa alla mia interrogazione si dice che sul terreno agrario che contorna il parco del castello già esiste una costruzione in cemento, di colore grigio, molto imponente, che testimonia dell'opportunità di fare un progetto complessivo del parco del castello e della zona rurale circostante, perchè si possono sicuramente trovare delle tipologie costruttive per fare dell'edilizia asservita all'agricoltura che sia però conforme al nostro paesaggio. In questo senso mi sembra che l'iniziativa delle Caves des onze Communes possa ritenersi interessante, per quanto riguarda la gestione del territorio agrario. Avrei qualche dubbio sull'utilizzo anche del parco del castello. Visto che il dibattito è aperto, mi permetto di fare una ipotesi: niente è meglio che presentare due o tre o quattro elementi che caratterizzano la nostra Regione, per cui insieme ad una enoteca è possibile presentare degli aspetti culturali, tipo quello dell'ambiente naturale del parco nazionale del Gran Paradiso, o altri elementi della nostra Regione. Non penso che siano delle antitesi, ma forse è uno stimolo a cercare un progetto che sintetizzi queste esigenze e che consenta a quella zona di riacquisire una armonia e un utilizzo concreto.

Non mi sembra di aver sentito nelle parole dell'Assessore una risposta ad un eventuale interessamento dell'area rurale del castello di Aymavilles, a parte il progetto autostradale Quart-L'Eglise-Courmayeur.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Ringrazio l'Assessore per la sua risposta e voglio fare una precisazione: la mia frase, che non voleva essere offensiva, è collocata in un contesto ben preciso. Fra le ipotesi di utilizzazione del castello che si erano fatte nel passato, quella di utilizzarlo a favore dell'agricoltura mi sembra denoti un calo di tensione. Questa è la mia opinione personale. Con questo devo concordare con l'Assessore quando parla di esempi di castelli utilizzati in funzione della viticoltura presenti sul territorio nazionale. Il risultato finale è riduttivo rispetto alle utilizzazioni che si erano previste in passato, anche se devo riconoscere che l'osservazione che ha fatto l'Assessore che in altre realtà queste cose sono successe, è una osservazione giusta e giustificata.

Devo però dire che il problema resta aperto; per fortuna nostra la Regione è disseminata di testimonianze del passato, e sarebbe più opportuno pensare ad una utilizzazione complessiva di queste risorse culturali che abbiamo, anzichè oggi dire che al Forte di Bard collochiamo questo, e al castello di Aymavilles passiamo attraverso il setaccio di diverse soluzioni per arrivare a quest'altro. Trovo che sarebbe più opportuno che una visione d'insieme consentisse di dire: al castello di Aymavilles collochiamo l'enoteca perchè vogliamo sfruttare questo tipo di utilizzazione, e al forte di Bard consideriamo questa ulteriore possibilità. In questo caso si darebbe un ben diverso dimensionamento di attenzione culturale nei confronti della nostra Regione.

Mi fa piacere sentire che il dibattito non è chiuso, che stiamo aspettando una risposta della Sovrintendenza, che stiamo aspettando che l'Assessore, come uomo che si occupa momentaneamente di agricoltura, ma che ha un suo passato culturale di assoluto prestigio, tenga conto anche delle opinioni di queste associazioni culturali che potrebbero dare delle indicazioni di un certo tipo per l'utilizzazione del castello. È un atto di sensibilità nei confronti di chi si occupa di agricoltura, che credo non sia estraneo alla sensibilità dell'Assessore.

Pregherei l'Assessore, quando ha il parere della Sovrintendenza, e prima di assumere una decisione definitiva, di informare la Commissione competente, visto e considerato che si tratta ancora di ipotesi, anche perchè così questa nostra iniziativa consiliare sarebbe comunque la testimonianza di un impegno che l'Assessore prende nei confronti dei Consiglieri che hanno sollevato il problema della utilizzazione del castello di Aymavilles.