Objet du Conseil n. 3101 du 7 octobre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3101/VIII - INIZIATIVA PER IL SOLLECITO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO RELATIVO ALLE VICENDE DEL CASINÒ DI SAINT-VINCENT. - Reiezione di mozione.
PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri:
MOZIONE
PREMESSO che, in data 19 maggio 1987, il giudice istruttore del Tribunale di Torino, dr. Paolo TAMPONI, ha depositato l'ordinanza di rinvio a giudizio relativa all'inchiesta sul Casinò di Saint-Vincent;
RICORDATO che la citata ordinanza rinvia a giudizio l'ex Presidente della Giunta regionale della Valle d'Aosta, Mario Andrione, e numerosi Consiglieri regionali tuttora in carica;
RILEVATO che la vicenda Casinò ha suscitato notevole preoccupazione in Valle d'Aosta;
SOTTOLINEATA l'opportunità di un rapido svolgimento del processo su cui si accentra l'attenzione dell'intera opinione pubblica valdostana;
il Consiglio regionale, facendosi interprete delle aspettative dell'intera comunità valdostana
CHIEDE
che sia rapidamente definita la data per lo svolgimento del processo relativo alle vicende del Casinò di Saint-Vincent;
IMPEGNA
il Presidente del Consiglio regionale ad assumere le opportune iniziative per sollecitare lo svolgimento del citato processo;
DECIDE
di inviare copia della presente deliberazione al Presidente del Tribunale di Torino ed agli organi di stampa.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): A parte l'amarezza per la presenza di un "franco tiratore" tra le file della minoranza in occasione della votazione della mia mozione precedente, devo riconoscere che l'argomento proposto all'attenzione del Consiglio da quest'altra mia mozione è molto semplice.
Da alcuni avvocati che operano normalmente presso il foro di Torino mi è stato fatto presente che è prassi ormai consolidata da molto tempo che le parti civili o, comunque, che enti territoriali o locali, interessati a costituirsi come parti civili in procedimenti giudiziari, possano far presente, e fanno abitualmente presente, al Presidente del Tribunale della Sezione competente per i procedimenti che devono essere istruiti, eventuali esigenze di inserire il processo nel calendario dei lavori del Tribunale, al più presto possibile.
Questa consuetudine è diventata ormai una prassi talmente normale che, negli anni successivi, è stata estesa anche ai privati cittadini che si costituiscono parte civile e che, tramite i propri avvocati, possono sollecitare il Presidente, o il Presidente della Sezione, ad anticipare il processo al quale sono interessati.
Considerando che la Giunta regionale ha dato incarico al proprio legale di costituirsi parte civile nel procedimento per lo scandalo del Casinò e considerando che, dai tempi che si sentono, tale procedimento potrebbe essere celebrato in un periodo molto delicato della vita politica valdostana, e cioè nel corso di una campagna elettorale, sarebbe utile che il Consiglio accettasse questa mozione e la inviasse al Presidente del Tribunale di Torino, affinché, secondo la prassi, siano accelerati i tempi del processo, come più volte, tra l'altro, è stato auspicato da tutto il Consiglio.
In via subordinata, nel caso che la maggioranza non intenda approvare una mozione pubblica in sede di Consiglio, ricordo che un analogo provvedimento, assunto dal Presidente della Giunta, avrebbe lo stesso effetto. Mi spiego meglio: se il Presidente della Giunta, per motivi connessi alla coincidenza della campagna elettorale, volesse scrivere al Presidente del Tribunale, citando questa prassi, per chiedere di anticipare, nei limiti del possibile, i tempi del dibattito, io sarei anche disponibile a ritirare questa mozione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): La motion présentée par M. Sandri pose un problème qui a deux aspects: l'un politique, l'autre technique. Le premier concerne l'intervention que l'organe - tant la Junte, que le Conseil ou encore le représentant de la Junte - peut faire vis-à-vis du Président du Tribunal pour que le procès ait lieu le plus vite possible.
Le Conseil avait toujours estimé indispensable de respecter et l'autonomie des décisions et les interventions de la compétence des juges. En effet, avant l'enquête on avait exprimé le souhait de connaître au plus tôt les résultats de cette enquête, mais là les motifs étaient différents.
Actuellement, on ne peut que souhaiter que la date du procès soit fixée le plus tôt possible. Au-delà de cette prise de conscience, partagée, je pense, par tout le Conseil, je ne crois pas qu'il soit nécessaire d'envoyer une lettre pour solliciter le procès.
Nous n'estimons pas correct d'agir ainsi et, partant, nous nous abstiendrons sur cette délibération.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Non riesco a capire molto bene quali siano gli intendimenti del Presidente della Giunta, che, su questo punto, mi sembra un po' in difficoltà.
Per ragioni di chiarezza, torno a ripetere quanto ho già ricordato nel mio precedente intervento: è prassi ormai consolidata, senza alcun secondo fine e senza alcun intento di interferire nelle competenze della Magistratura, che, presidenti di giunte regionali, presidenti di giunte provinciali, di consigli regionali o provinciali, o sindaci, in quanto responsabili di enti che si siano costituiti parte civile o che intendano costituirsi parte civile, chiedano l'adozione di un provvedimento che solleciti l'anticipazione dei tempi di un processo. Ne consegue, pertanto, che l'atteggiamento del Presidente della Giunta regionale della Valle d'Aosta non possa essere interpretato che come un tentativo per allungare i tempi del processo.
È una circostanza che cambia notevolmente i termini del dibattito, svoltosi sino ad oggi in questo Consiglio, in relazione al procedimento sul Casinò. Abbiamo già denunciato alcune prese di posizione del Movimento autonomistico dell'Union Valdôtaine che, per molti mesi, ha pagato proprie inserzioni sui giornali per ricordare le lungaggini dell'istruttoria in corso, che, del resto, erano vere e sulle quali era d'accordo tutto il Consiglio, così come abbiamo denunciato il silenzio clamoroso dell'Union Valdôtaine quando l'istruttoria fu compiuta.
Oggi, negando la realtà, si fa un passo in avanti, e si spera che il processo si celebri dopo le elezioni del 1988. Visto che di problemi con la Magistratura ne abbiamo avuti parecchi, può anche darsi che il potere politico riesca, in effetti, ad intervenire, ma non nel senso da me richiesto. Ciò sarebbe estremamente negativo ed io voglio che sia ben chiara e specificata la responsabilità che vi assumete nel voler insabbiare questo procedimento, perché, tutto sommato, la verità non vi interessa e, soprattutto, non è un argomento del quale vi interessa parlare prima delle elezioni.
Non so come il prof. Lozzi o gli altri legali, incaricati dalla Presidenza della Giunta, interverranno presso il Tribunale di Torino; so però che il Tribunale decide di anticipare i tempi o meno, se si muove il Presidente della Giunta. Poiché quest'ultimo rifiuta di assumere una decisione in merito, credo che gli avvocati, che per il momento non si sono costituiti parte civile, malgrado avessero ricevuto dalla Regione l'incarico di farlo, non diano prova di maggiore solerzia nel chiedere l'anticipazione del processo.
Dico questo anche con un certo senso di amarezza, perché so benissimo che, all'interno dell'Union Valdôtaine, non tutti sono convinti che il rinvio di questi tempi giovi all'accertamento della verità, perché, come forse ci potrà essere dimostrato dal prosieguo del processo, la verità renderà le cose che noi credevamo scontate, meno scontate di quanto abbiamo creduto sino ad oggi.
Può essere che questi problemi, più che interessare il Consiglio regionale, siano il segnale dell'esistenza di problemi all'interno del partito di maggioranza relativa. Certamente, però, questa sera si è voluta negare l'evidenza della realtà e della verità.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.
TAMONE (U.V.): Spesso e volentieri, nel corso di questo Consiglio, prima con i sindaci, poi con l'università ed infine con quest'ultima mozione, il Consigliere Sandri ha tentato di...
(...Interruzione del Consigliere SANDRI...)
TAMONE (U.V.): Quando il Presidente mi toglie la parola io sto zitto. Il tuo stile fascista è ormai riconosciuto da tutti come una tua classica linea d'azione, mio caro amico.
PRESIDENTE: È una argomentazione politica che serve a spiegare la dichiarazione di voto?
TAMONE (U.V.): Certamente. Io credo che il Consigliere Sandri abbia confuso quest'aula con altre aule, nei confronti delle quali, però, non crediamo di poter intervenire.
Noi auspichiamo che il processo si faccia domani mattina. Siamo giustamente convinti che ogni potere debba avere la propria autonomia. Ci auguriamo che anche l'altro potere dello Stato, e non mi riferisco al potere politico, abbia la sua autonomia e si esprima al più presto possibile.
Se il processo verrà celebrato domani mattina stessa, noi saremo contenti. Siamo convinti fino in fondo che la tua mozione abbia un carattere strumentale e siamo altrettanto convinti che, se approvata, contribuirebbe a complicare ancora di più la normale prassi o procedura presso il Tribunale di Torino ed è per questa ragione che noi non la votiamo.
Ripeto ancora una volta che, se il processo si celebrasse domani mattina, noi, come tutti i valdostani, ne saremmo felici e, da questo banco, sperando che gli organi di stampa diano una certa risonanza a questo voto, auspichiamo che il Tribunale di Torino inizi effettivamente domani mattina stessa il processo. Di più non possiamo dire, anche perché non possiamo fare niente di più. Questa, a nostro avviso, è la realtà delle cose.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Noi ci atteniamo al senso letterale della mozione e non facciamo alcun processo alle intenzioni o alle ragioni che hanno indotto il Consigliere Sandri a presentare la mozione, così come non lo facciamo alle ragioni che spingono altri ad approvarla o meno.
Il testo della mozione intende sollecitare una rapida conclusione della "questione Casinò" ed un rapido svolgimento del relativo processo, e noi, guardando a questo obiettivo, voteremo a favore della mozione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Ce n'est pas pour accepter la provocation de M. Sandri. Je n'ai absolument pas dit qu'il était dans l'intérêt du Mouvement ou de l'Administration de prévoir le débat au Tribunal après les élections; j'ai dit, en revanche, que je ne connaissais pas des cas où il y avait une attitude différente selon l'intervention des administrations concernées. Si l'hypothèse est celle que soutient M. Sandri - et c'est là la différence, M. Mafrica - il ne s'agit pas de souhaiter qu'il y ait le procès, il s'agit de dire que si l'on vote cette motion, le Tribunal accélérera les temps; ainsi, ou bien il y a une certaine autonomie et le procès se fait quand même le plus tôt possible ou bien l'on dira que le Tribunal va travailler selon les choix de l'Administration régionale, et c'est autre chose. Personnellement, je suis convaincu de l'autonomie du Tribunal, autrement on risquerait de confondre les deux pouvoirs.
On ne vote pas cette motion uniquement pour cela, en réaffirmant que l'on souhaite un procès imminent.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 22
Votanti: 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 16 (Beneforti, Bondaz, Breuvé, De Grandis, Faval, Lanivi, Maquignaz, Martin, Pascale, Perrin, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat)
Il Consiglio non approva
