Objet du Conseil n. 3007 du 10 juillet 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3007/VIII - PROBLEMI CONCERNENTI L'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NELLE SCUOLE. - APPROVAZIONE DI ORDINI DEL GIORNO.
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno, presentato nel corso dell'adunanza dai Consiglieri PASCALE, PEDRINI TAMONE, DE GRANDIS, BALDASSARRE, SANDRI, COUT e BERTI, ed iscritto tra gli oggetti da trattare ai sensi del 2° comma dell'art. 50 del Regolamento interno. (Oggetto n. 2992/VIII):
ORDINE DEL GIORNO
APPLICAZIONE DELL'INTESA FALCUCCI-POLETTI SULL'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA.
CONSIDERATI i numerosi problemi sorti in tutta Italia nell'anno scolastico 1986-1987 con l'applicazione dell'intesa Falcucci-Poletti sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica;
CONSIDERATI ALTRESÌ i problemi sorti anche nelle scuole della Valle d'Aosta, soprattutto in relazione agli orari, all'insegnamento delle materie alternative, alle relative "attrezzature" didattiche, al personale insegnante, alle scadenze, ecc.;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
INVITA
il Ministro della Pubblica Istruzione a riesaminare, prima dell'inizio dell'anno scolastico 1987-1988, le problematiche inerenti l'insegnamento della religione cattolica, tenendo conto, in particolare, delle giuste esigenze degli studenti che scelgono l'ora alternativa a quella dell'insegnamento religioso.
INVITA INFINE
i Parlamentari valdostani ad impegnarsi, per l'attuazione di quanto previsto al punto precedente dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno, presentato nel corso dell'adunanza dai Consiglieri MAQUIGNAZ e RICCO ed iscritto tra gli oggetti da trattare ai sensi del 2° comma dell'art. 50 del Regolamento interno (Oggetto n. 2992/VIII):
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
INVITA
Il Ministro della Pubblica Istruzione ad adottare, prima dell'inizio dell'anno scolastico, i provvedimenti che si renderanno necessari per la programmazione dell'insegnamento nell'ora alternativa a quella di religione, in risposta alle giuste esigenze di tutti gli studenti, tenendo conto, per la Valle d'Aosta, delle disposizioni contenute nello Statuto di autonomia, con particolare riferimento all'art. 40;
INVITA INFINE
i Parlamentari valdostani a rendersi interpreti, nelle rispettive sedi, delle esigenze sopra descritte.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): Appena terminato l'anno scolastico, sono emersi tutti i problemi che si sono verificati durante l'anno per l'applicazione dell'intesa Falcucci-Poletti, che o è stata applicata in modo scorretto, o non è stata applicata per niente nelle scuole di ogni ordine e grado.
La 5^ Commissione, proprio alcuni giorni fa, ha ricevuto una delegazione del "Comitato valdostano Scuola, Costituzione e Statuto", che ha esposto un lungo "cahier de doléances" sulle problematiche che si sono evidenziate anche all'interno della scuola valdostana. In linea di massima si tratta degli stessi problemi emersi anche a livello nazionale.
Nelle scuole secondarie, superiori ed inferiori, o non c'è stata la possibilità di scegliere le attività alternative a quelle della scuola cattolica, perché, probabilmente, non erano neppure state programmate dal Collegio dei docenti, oppure, pur essendo state programmate, non c'è stata poi la possibilità di attuarle, sia per mancanza di docenti, sia per mancanza di materiale didattico e, a volte, addirittura per mancanza di aule.
A questi problemi, nelle scuole elementari si è aggiunto il fatto che i docenti potevano anche rifiutarsi di prestare l'insegnamento religioso e a tale possibilità ha aderito una percentuale piuttosto elevata di docenti.
Nelle scuole materne è emerso con sempre maggiore evidenza che, a quel livello, non è possibile alcun tipo di insegnamento del genere, in quanto non può essere recepito dagli alunni.
In pratica è avvenuto che la stragrande maggioranza degli allievi o dei genitori ha scelto l'insegnamento della religione cattolica e che, nei fatti, quella minoranza che ha scelto qualcosa di diverso si è trovata discriminata nella propria libertà di scelta.
Io credo che molti problemi, o almeno la maggior parte, potrebbero essere risolti modificando l'orario dell'insegnamento della religione cattolica, ponendolo alla prima o all'ultima ora del programma scolastico quotidiano, e ciò vuol dire che, in linea di massima, si deve andare verso una revisione dell'intesa. Questo è l'obiettivo fondamentale che, almeno noi, come socialisti, ci poniamo.
In via subordinata, si possono riesaminare tutte queste problematiche, cercando di individuare in che modo l'ora alternativa a quella dell'insegna mento religioso possa e debba essere attuata all'interno della scuola.
Tenendo conto delle esigenze dei vari gruppi politici che l'hanno sottoscritto, l'ordine del giorno da noi presentato evidenzia un po', in via subordinata, anche l'ipotesi di riesaminare tutte le problematiche conseguenti a questo insegnamento, senza entrare troppo nel merito del caso specifico.
Vorrei ancora sottolineare che, in fondo, le critiche a questa intesa sono venute in maniera preponderante dalla parte laica. Mi pare, però, che anche la parte cattolica abbia delle critiche da fare all'applicazione di quest'intesa e, sia pure per motivi opposti e con finalità opposte, sembra che anche la parte cattolica chieda la revisione di questa regolamentazione e questo è positivo.
Ordini del giorno del genere e documentazioni varie sono stati inviati al Ministro da tutt'Italia e, quindi, noi ci auguriamo che lo stesso Ministro riesamini questa intesa e, con l'ordine del giorno, invitiamo i parlamentari valdostani a dare attuazione a questo nostro proposito.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.
TAMONE (U.V.): Il s'agit d'un problème complexe, mais, surtout, à notre avis, d'un problème de liberté. C'est dans ce sens que nous voterons cet ordre du jour et j'invite les conseillers de l'Union Valdôtaine à le faire. Par ailleurs, c'est aussi dans ce sens que nous voterons l'ordre du jour présenté par MM. Ricco et Maquignaz, du fait que, même s'il n'arrive pas à toucher les sujets comme nous voulons le faire, il va dans la direction susceptible d'apporter un éclaircissement sur la question de l'enseignement de la religion dans les écoles, en Italie.
Notre ordre du jour représente un pas nécessaire à accomplir, comme l'a dit M. Pascale, et partant nous le voterons, mais nous votons aussi pour l'autre, justement, parce que tant la Démocratie Chrétienne que les Démocrates Progressistes ont accompli un pas dans la direction que nous estimons valable.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Anch'io sono dell'avviso che, su questo argomento, ciascuno debba essere lasciato libero di fare la scelta che crede. Tra i due ordini del giorno, inoltre, non vedo quella grande differenza che giustifichi la presentazione, da parte di altri gruppi, di un diverso ordine del giorno, cosa che, peraltro, non aggiunge nulla all'ordine del giorno da noi sottoscritto.
Poiché il secondo ordine del giorno invita i parlamentari valdostani ed il Ministro della pubblica istruzione a cercare un accordo, prima dell'inizio dell'anno scolastico, per dare attuazione agli impegni sottoscritti, io voterò sia l'ordine del giorno che ho sottoscritto, sia quello presentato dai Democratici Popolari e dalla Democrazia Cristiana.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Noi abbiamo sottoscritto il primo ordine del giorno, concordato con altri gruppi, anche se, inizialmente, l'indirizzo dell'ordine del giorno che avremmo voluto sottoporre al Consiglio era leggermente diverso. Proprio per questo ritengo necessario dire che per noi, ad esempio, l'ordine del giorno sottoscritto dai Consiglieri Maquignaz e Ricco è piuttosto insufficiente, perché affronta i problemi solo in funzione dell'ora alternativa, mentre, per noi, il problema dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, in Italia ed in Valle d'Aosta, è diverso, molto più problematico e complessivo, perché comprende la collocazione dell'ora di religione e tutta una serie di criteri e modalità da seguire nell'insegnamento della religione, in collegamento con i programmi dei vari livelli di scuola e, più specificatamente, con quelli della scuola materna e quelli della scuola elementare.
Auspichiamo che l'ordine del giorno che voteremo possa contribuire, come già diceva il Consigliere Pascale, a modificare l'intesa Falcucci-Poletti, che ha creato tanti guai nell'anno ormai concluso. È in questo senso che noi abbiamo sottoscritto e voteremo l'ordine del giorno, considerando anche il fatto che la nostra Regione, pur essendo a Statuto speciale e di confine, con problemi analoghi a quelli di altre regioni di confine, non ha visto contemplata, nel recente Concordato e nell'intesa Falcucci-Poletti, alcuna possibilità di un suo intervento più diretto, come è avvenuto, invece per il Trentino e per il Friuli Venezia Giulia.
A ciò si aggiunga la circostanza che alle interpellanze precedenti che noi avevamo presentato, l'Assessore aveva risposto facendo presenti e ricordando le difficoltà che il Governo regionale incontra nell'affrontare, al di fuori delle disposizioni del Ministro, i problemi connessi con l'insegnamento della religione cattolica. In questo senso, come già auspicavamo nelle nostre precedenti interpellanze, abbiamo voluto proporre all'attenzione del Ministro alcune nostre osservazioni, affinché egli stesso ed i nostri parlamentari provvedano ad apportare le necessarie modifiche all'intesa, nelle sedi che riterranno più opportune.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.
MAQUIGNAZ (A.D.P.): Desidero ringraziare, innanzitutto, il Consigliere Tamone, per lo spirito di tolleranza con cui ha affrontato questo problema e credo che...
TORRIONE (fuori microfono): Non di tolleranza, ma di maggioranza!
MAQUIGNAZ (A.D.P.):...e credo anche che il Consigliere Baldassarre, che non fa parte della maggioranza, abbia ragione nel sostenere che, con un po' di buona volontà, si sarebbe potuto trovare un ordine del giorno unitario.
Purtroppo, però, il Consigliere Pascale si è voluto irrigidire sulle sue posizioni, cosa che mi dispiace, per cui ciascuno mantiene la propria opinione e, di conseguenza, noi, Democratici Popolari e Democrazia Cristiana, abbiamo presentato il nostro ordine del giorno, per chiarire che i problemi ed i disagi sorti nelle scuole, in Valle d'Aosta e nel resto dell'Italia, in seguito all'applicazione della legge n. 121 del 1985, concernente appunto le modificazioni al Concordato lateranense del 1929, non dipendono soltanto, come invece si vuol far credere, dall'applicazione dell'intesa Falcucci-Poletti, e tantomeno dipendono, come qualcuno vorrebbe far credere anche in Valle d'Aosta, dall'insegnamento della religione cattolica nelle scuole.
Secondo noi, la maggior parte dei di salti e dei problemi è sorta, invece, perché lo Stato italiano non ha ancora sviluppato la necessaria disciplina, integrando coerentemente l'ordinamento scolastico, per l'insegnamento dell'ora alternativa a quella di religione.
I vari problemi sorti, quindi, potrebbero essere risolti o con la collaborazione dei consigli di istituto, oppure con una nuova normativa, che regolamenti l'insegnamento dell'ora alternativa a quella di religione.
Se avete un attimo di pazienza e se me lo consente l'Assessore Faval, che sicuramente ha più competenza di me in questa materia e so che, in merito, non accetta lezioni da nessuno, vorrei che mi permetteste di sottoporre alla vostra attenzione questa proposta, attraverso la quale, secondo noi, è possibile utilizzare l'articolo 40 dello Statuto, per valorizzare le competenze della nostra Regione. Oltre all'articolo 40 è possibile utilizzare anche l'articolo 28 delle norme di attuazione e la legge regionale del 15 giugno 1983, n. 57, che fa nuovamente riferimento all'articolo 40 dello Statuto, e possiamo far riferimento anche alla lettera c) del Concordato che è stato approvato in Parlamento.
Tuttavia, Assessore Faval, noi non intendiamo fare qui una discussione giuridica, noi vogliamo sottoporre alla sua attenzione questa possibilità, che valorizza la nostra autonomia, perché attribuisce alla Regione la competenza in questa materia. Secondo noi, infatti, attraverso l'articolo 40 emerge la possibilità, da parte della Regione, d'intesa con lo Stato, di regolamentare la materia, come dice la legge, "con gli opportuni adattamenti alle necessità locali".
Io mi rendo conto che la nostra interpretazione abbia bisogno di essere discussa e noi la sottoponiamo all'attenzione del Consiglio e, soprattutto, dell'Assessore Faval.
Per questi motivi, noi ci asterremo dal votare l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pascale e dagli altri firmatari, amici e colleghi, e voteremo, invece, a favore dell'ordine del giorno presentato dai Gruppi degli A.D.P. e della Democrazia Cristiana.
PRESIDENTE: Consigliere Maquignaz, io ho ricevuto due testi e, pertanto, le chiedo quale testo debbo porre in votazione.
MAQUIGNAZ (A.D.P.): Nel corso della seduta abbiamo modificato, emendandolo, il primo testo, per cui chiediamo che venga messo in votazione l'ultimo testo che è stato distribuito ai Consiglieri e del quale chiedo al Presidente di dare lettura in aula.
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno, presentato dai Consiglieri Maquignaz e Ricco, nel testo emendato:
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
Considerati i problemi sorti anche nelle scuole della Valle d'Aosta in merito all'insegnamento delle materie alternative all'ora di Religione;
Ricordate le disposizioni contenute nell'art. 40 dello Statuto in merito agli opportuni adattamenti alle necessità locali;
INVITA
il Ministro della Pubblica Istruzione
ad adottare, prima dell'inizio dell'anno scolastico 1987/88, i provvedimenti che si renderanno necessari per la programmazione dell'insegnamento nell'ora alternativa a quella di religione, in risposta alle giuste esigenze di tutti gli studenti.
INVITA INFINE
i Parlamentari valdostani a rendersi interpreti, nelle rispettive sedi, delle esigenze sopra descritte.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Vice Presidente, Consigliere Dolchi; ne ha facoltà.
DOLCHI (P.C.I.): Signor Presidente, siccome ieri, scaduta la discussione generale, non ho accettato in quel momento e nella mia qualità di Presidente, un emendamento correttivo di un emendamento regolarmente presentato dal Consigliere Torrione, mi corre l'obbligo di dire al Consiglio che l'ordine del giorno che è stato iscritto ieri, con votazione, non è questo e noi non possiamo che votare quello, e cioè il primo testo, che è stato regolarmente iscritto, a meno che, in sede di discussione generale, i presentatori facciano una proposta di emendamento a quell'ordine del giorno.
PRESIDENTE: Chiedo scusa, Vice Presidente Dolchi, ma non si tratta di un ordine del giorno, perché essi hanno presentato un emendamento sostitutivo all'ordine del giorno che avevano presentato ieri.
È vero che l'ordine del giorno che è stato iscritto ieri era un altro, però in Consiglio regionale essi hanno presentato un nuovo testo sostitutivo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Ieri io sono rimasto impigliato tra le maglie di una terribile fiscalità. Avevo presentato un articolo aggiuntivo e poi, in sede di discussione generale - e del fatto può essermi buon testimone anche l'Assessore Perrin - c'era la possibilità di modificare il testo, aggiungendo una semplice data, e cioè il 1988, che avrebbe fatto rischiare al mio articolo di essere accettato. Si trattava, per me, di una questione importante e sostanziale.
Ora io dico, o la procedura vale per tutti, ed io sono d'accordo, oppure non vale per nessuno. In questo momento io mi sento defraudato di qualcosa. Tutto si può fare, per carità! Ma la legge deve essere uguale sempre e per tutti.
Il Consiglio regionale, invece, quando si parla dell'ora di religione - questione, tra l'altro, puramente personale, tant'è che io trovo strano che il Consiglio si occupi così tanto di un problema che dovrebbe essere valutato dalla coscienza di ciascuno - usa un metro di giudizio, mentre, quando si parla dell'ambiente della Regione Valle d'Aosta, ne usa un altro. Io protesto fieramente contro questo atteggiamento.
PRESIDENTE: Consigliere Torrione, la Presidenza non può accettare questa protesta, perché dagli uffici mi viene detto che la sua richiesta di emendamento era stata fatta in sede di votazione dei singoli articoli, quando, ormai, la discussione generale era stata chiusa. Giustamente, quindi, il Vice Presidente Dolchi non ha accettato l'emendamento proposto.
In questo caso, invece, la situazione è completamente diversa, perché siamo ancora in sede di discussione generale ed il Consigliere Maquignaz, nell'ambito delle sue prerogative e possibilità di Consigliere, ha presentato un emendamento sostitutivo all'ordine del giorno che aveva già presentato.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Di fronte a questo guazzabuglio, io, in segno di protesta, abbandono l'aula.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Pascale, Pedrini, Tamone, De Grandis, Baldassarre, Sandri, Cout e Berti:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 24
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 9 (Beneforti, Bondaz, Chabod, Fosson, Lanivi, Maquignaz, Martin, Pollicini e Ricco)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'ordine del giorno, nel testo emendato, presentato dai Consiglieri Maquignaz e Ricco:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27
Votanti:20
Favorevoli: 19
Contrari: 1
Astenuti: 7 (Breuvé, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Signori Consiglieri, il Consiglio regionale termina i suoi lavori. Auguro buone vacanze a tutti, con la speranza di non doverci ritrovare di nuovo anche durante le ferie estive.
La seduta è tolta
L'adunanza termina alle ore 13,03
