Objet du Conseil n. 259 du 28 octobre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 259/74 - Disegno di legge regionale n. 56 concernente: "Norme per la disciplina per la raccolta dei funghi". (Rinvio)
Dolchi (Presidente) - Allora prima di dare la parola all'Assessore all'Agricoltura per quanto riguarda il disegno di legge iscritto all'oggetto n. 5, "Norme per la disciplina della raccolta dei funghi", vorrei brevemente precisare come già è stato scritto nella lettera di convocazione che l'argomento viene iscritto per decorrenza di termini, infatti il disegno di legge è stato presentato dalla Giunta in data 2 luglio, in data 19 luglio il Consigliere Manganoni ha presentato un'analoga proposta di legge che successivamente poi in seguito ad una riunione della Commissione Agricoltura egli stesso ha ritirato con la lettera che trovate allegata. Nella riunione del 5 settembre la Commissione Affari generali e finanze pur esprimendo un consenso di massima all'iniziativa riteneva opportuno richiedere un parere di un civilista, c'è stato uno scambio di lettera fra la Presidenza del Consiglio e la Presidenza della Giunta e la Commissione consiliare poiché non si addivenne a questo incarico, a questo parere, la Commissione Affari Generali non ha più ripreso in esame l'argomento e quindi manca il parere della Commissione Affari generali che però essendo stati superati i termini non è più necessario per la discussione in aula, esiste invece come risulta dagli allegati il parere della Commissione all'Agricoltura con una proposta di emendamento aggiuntivo all'articolo 4, questo per quanto riguarda l'iter del provvedimento sul quale è relatore l'Assessore all'Agricoltura Lustrissy, al quale dò la parola.
Lustrissy (DP) - Mi pare che la relazione allegata alla legge contenga già tutti gli elementi necessari per la discussione della proposta stessa, però ritengo opportuno in questa sede integrare la relazione con alcuni aspetti, mettendo in rilievo alcuni aspetti della problematica giuridica in tema di raccolta dei funghi in quanto si tratta di una problematica abbastanza recente che non ha delle lunghe tradizioni in giurisprudenza, a parte i casi peraltro assai rari nei quali la raccolta dei funghi va inquadrata nell'ambito degli usi civici. È opinione comune che essa sia da considerarsi alla stregua del frutto naturale da cui l'appartenenza dello stesso al proprietario della terra che lo produce, escluso pertanto che il fungo sia res nullius in base alle norme degli artt. 820 e 821 del codice civile non ha alcuna forza, né dal parere costante nella maggioranza dei giuristi, non ha alcuna forza nella misura in cui la contrasta l'antica tradizione romana che i prodotti naturali del suolo erano considerati res nullius. Si tratta pertanto di dirimere più che altro il conflitto fra il citato principio dell'appartenenza del fungo al proprietario della terra ed il costume sociale di tolleranza nella raccolta sui fondi altrui, non solo vi sono anche degli altri problemi, cui le norme attuali non danno nessuna risposta, quali la tutela della salute, cioè la competenza e la conoscenza del raccoglitore, il problema ecologico che le leggi attualmente vigenti non si prendono in considerazione e che invece secondo noi sono di grande rilievo, è accertato infatti che i funghi hanno una grande importanza ai fini dello sviluppo e della conservazione del bosco, che da raccolte indiscriminate e con mezzi dannosi all'intero sottobosco, potrebbe essere irrimediabilmente degradato con dati incalcolabili. In quadro vi è anche l'esigenza di istituire zone di divieto assoluto di raccolta per la salvezza e l'incremento di specie in via di estinzione, in generale il problema della tutela dell'ambiente non è solo una questione estetica come comunemente viene intesa oggi, ma è un dato di vita o di morte per le specie viventi, compreso anche l'uomo. È stata pertanto da più parti avvertita l'esigenza di porre freno all'uso smodato e indiscriminato del territorio più che con leggi normative e di carattere generale, di carattere nazionale, da interventi diretti degli enti locali più attenti alle concrete esigenze delle singole zone interessate e difatti è notorio che sul tema della disciplina della raccolta dei funghi due province autonome italiane hanno già adottato analoghi provvedimenti a quello proposto e sono le Province di Trento e di Bolzano.
Si sono mossi in tale direzione anche molte amministrazioni comunali tra le quali alcuni comuni della nostra regione, quali Perloz, Donnaz, St. Marcel, Etroubles e altri che hanno in questi ultimi anni proprio per le conseguenze che l'uso e il calpestio disseminato nei territori avevano nei confronti dei territori da loro amministrati e hanno adottato dei provvedimenti di divieto della raccolta oltre che dei funghi e anche di altri prodotti della terra, in base alle competenze ad essi attribuiti dall'art. 110 del vecchio regolamento di polizia rurale in esecuzione del Regio decreto del 1911 n. 297. Ma tale strumento è forse insufficiente o inefficiente giacché si troverebbe spesso in contrasto con norme gerarchicamente sovraordinate come quelle del Codice civile e violerebbero la riserva di legge posta dalla Costituzione in tema di proprietà privata e di iniziativa economica. Insomma da tutto questo cosa ne vien fuori che in assenza di una legge che li autorizzi ad intervenire, le iniziative comunali sembrano di dubbia legittimità, inoltre una regolamentazione, cioè da una regolamentazione della raccolta dei funghi, anziché emanata dai singoli comuni spesso impreparati a tale compito, può meglio prevedere e provvedere il Consiglio regionale con norme omogenee quale quella che oggi è sottoposta ad un nostro esame.
In pratica questa legge cosa si propone? La legge partendo da delle considerazioni di tipo ambientale a carattere generale, considerato anche una situazione particolare che è quella dell'uso sempre più intenso del territorio sotto tutti i profili e dei conseguenti danni che questo uso indiscriminato e irrazionale alle volte, del territorio non guidato da una sufficiente coscienza civile, pone dei tali problemi, non solo alle Amministrazioni comunali interessate e ai singoli proprietari per i calpestii e per gli inconvenienti della raccolta di tutti questi prodotti della natura, ma anche sotto il profilo, come dicevo prima più generale dell'ambiente che deve essere tutelato con maggior rigore, soprattutto oggi, ebbene la legge muovendo da queste considerazioni, propone la limitazione per il momento come prima esperienza analogamente a quanto già in vigore in altre regioni, altre province, come già ho citato. Una regolamentazione, una disciplina di queste attività di raccolta dei funghi e lì ci siamo trovati in disaccordo con la Commissione agricoltura, col proponente Consigliere Manganone, di una legge che così dichiarasse la fine della raccolta dei funghi, cioè si partisse subito con provvedimento negativo. Divieto esteso a tutto il territorio generale e regionale, abbiamo voluto con questa prima norma di disciplina regolamentare tutte queste situazioni in attesa di verificare nel frattempo cosa sarebbe successo. La regolamentazione della legge prevede appunto questi divieti, indica dei limiti e delle quantità di raccolta e nello stesso tempo dà anche facoltà ai servizi tecnici della Regione, previa deliberazione di Giunta e su decreto del Presidente, di vietare per dei motivi di carattere generale e di carattere ambientale ed ecologico di vietare del tutto la raccolta in determinate zone, ed è anche ammessa la possibilità da parte dei singoli proprietari dei terreni oggetto della raccolta, di consorziarsi e di esercitare questa attività in comune con le attività di tipo economico che potrebbe tutto sommato portare anche all'agricoltura dei benefici come già avviene in altre zone del Piemonte, dove gli agricoltori proprietari dei fondi si sono consorziati.
Come giurisprudenza dicevo, non esiste molto, a parte i provvedimenti adottati dalle due province di Trento e di Bolzano, operanti e che sono analoghe al nostro provvedimento. Esiste come legge nazionale oltre a delle norme generali del codice civile la legge che disciplina la raccolta del tartufo, ma il problema della raccolta del tartufo è un problema ancora diverso perché un prodotto sotterraneo e una sentenza del pretore per lo meno sosteneva che il tartufo non era da considerarsi res nullius perché la legge nazionale è confusionaria sotto questo profilo e non detta delle norme precise a proposito in quanto diceva, il tartufo non è res nullius in quanto è in simbiosi "micoristica" con delle piante che fuoriescono dal terreno e pertanto sotto questo profilo non deve essere considerato. Comunque a parte le disquisizioni che potrebbero interessare gli appassionati per ore e ore, rimangono dei fatti sostanziali che sono i provvedimenti adottati e i criteri più generali sempre presenti e costanti, almeno un certo tipo di giurisprudenza di tipo ecologico, che muove proprio da delle premesse generali di salvaguardia di ambiente e di territorio proprio perché oggi se ne ravvisa la necessità e l'urgenza in quanto continuando di questo passo, naturalmente ci si avvia verso una totale e completa degradazione del nostro habitat naturale.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione, ha chiesto di parlare il Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Oggi facciamo la marcia sul fungo... ho letto attentamente questa legge ho un'osservazione di merito da fare, per quanto riguarda la questione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, però prima di entrare nel merito della normativa, desidererei invece sottolineare, richiamare la vostra attenzione, come noi in Valle d'Aosta quando ci imbarchiamo, intanto dovrei dire subito che in linea di massima sono d'accordo che qualcosa si debba fare, ma non mi pare che abbiamo preso la strada migliore per arrivare ad un qualcosa; ad esempio noi avremmo dovuto avere almeno un'indicazione di massima, di quelli che sono i ricercatori di funghi, non tanto coloro che abitano in Valle d'Aosta, ma soprattutto coloro che vengono dal di fuori alla ricerca di questo prodotto, anche perché ad esempio, lodevole l'iniziativa di quei Comuni che poi sia legittima o meno questo provvedimento, da parte dei Comuni, c'è sempre un qualcosa che direttamente impegna le persone, direttamente impegna i Comuni in una iniziativa che riguarda tutti i Comuni ed allora sarebbe stata più variata, più pesata questa nostra iniziativa nel senso che avremmo avuto dei dati, perché qui, questa relazione, io posso sottoscrivere questa relazione, non so chi non potrebbe sottoscrivere questa relazione, tutti quanti per i motivi per cui si prende questo provvedimento, ma in base a quali dati, nessuno di noi lo sa, perché non ci sono, ed allora, allora se volevamo fare un lavoro fatto bene, secondo il mio punto di vista, avremmo dovuto innanzitutto fare ricerca conoscitiva di quelli che sono attualmente i ricercatori di questo prodotto, invitare i Comuni ad un controllo e eventualmente a delle iniziative al fine di preservare questi ricercatori che vengono da ogni parte, non ha nessuna importanza, adesso non vorrei fossilizzarmi, se vengono da Ivrea o da Chamonix o da Genève o Losanna, non ha nessunissima importanza, ecco questo era un appunto che devo fare per una ragione di coscienza di iniziativa per cui non vedo, con condivido l'impostazione di dire, perché quelli hanno fatto così, noi dovremo fare così o sennò non se ne fa niente.
Noi avremmo dovuto invece prendere questo problema non è mica nato come il fungo, il fungo è nato lì, in un breve tempo, questo sono da quando esiste che il problema esiste, da quando si è preso questo sistema di ricerca, così poi non riprendo la parola, io non voglio delle risposte in merito a questo, era un fatto logico, che ritenevo doveroso informare il Consiglio, perché così avremmo potuto chiedere una strada diversa, per me questa non è la più valida, perché questo sistema io lo chiamo repressione, io sono contro la repressione, son sempre stato contro qualunque tipo di repressione.
All'articolo 8, chiederei la soppressione dell'articolo 8 per due motivi, il primo, il più importante perché si riconosce, stabilito dalla legge istitutiva del Parco, ne abbiamo discusso qui dentro a iosa, non ritorno, è una legge costituzionale, comunque... perché ancora una volta proprio noi riteniamo di individuare nel Parco e di lasciare mano libera quando diciamo se inosservati particolari maggiori divieti e restrizioni, come allora qui abbiamo due pesi e due misure, proprio noi in Valle d'Aosta, i valdostani sono tutti uguali. Se poi ci sono delle leggi, se le vogliamo riconoscere benissimo, ma che proprio noi invitiamo proprio all'articolo 8, che la zona del Parco Nazionale del Gran Paradiso compresa nel territorio della Regione, beh, ti saluto, mica andiamo a quello di Ponte Canavese, sono osservati i particolari maggiori divieti e restrizioni, tanto per poter dire che questo lo sanno già loro, lo sanno già, il Parco sa perfettamente qual è la sua normativa e non ha bisogno dei nostri riconoscimenti, almeno questo no, io protesto e oltre che chiedere la votazione, se non venisse accertato di togliere quest'affare qui, anche perché all'articolo 9 è chiaro come il buongiorno che quando si dice che la vigilanza e non leggo tutto, dice dal personale di sorveglianza del Parco Nazionale del Gran Paradiso, lo lasciamo e buona notte, mi sembra che sia chiaro, lasciando questo è un incarico che diamo alla vigilanza come a tutte le altre forze che rappresentano la vigilanza e questo tipo di intervento, anche alle parti, anche alle guardie, anche al personale del Parco e state pur tranquilli che ci penseranno loro ad essere restrittivi e non che lo mettiamo noi in una legge e questo effettivamente non si può e non si deve accettare, pertanto chiederei gentilmente che venga abrogato l'articolo 8.
Manganoni (PCI) - Da quanto ha detto l'Assessore e che io condivido in pieno si poteva aspettare dei provvedimenti atti a mettere termine a questa devastazione della natura, invece il provvedimento presenta delle maglie così larghe che a mio parere lascia un po' le cose come prima e vediamo, dice la relazione allegata alla legge, in questi ultimi anni la raccolta di funghi ha subito un aumento impressionante tale da far temere la radicale scomparsa dei funghi. Esatto, io questo l'ho letto più volte da relazioni del Corpo Valdostano Forestale ed è esatto, è sufficiente questo fatto, che dovrebbe preoccupare chi ha un po' di amore per la natura, i tappeti di muschio che vengono regolarmente devastati non da tutti i cercatori di funghi sia chiaro, ma da una piccola percentuale che oltre ad essere cercatori di funghi, sono anche dei vandali e che per andare a cercare le piccole margherite che crescono nel muschio estirpano tutto il tappeto del muschio, ebbene dice un rapporto della forestale che per la ricostruzione del tappeto di muschio ci vogliono dai 15 ai 20 anni, dipende se il terreno è più o meno umido.
Comunque finalmente la Giunta presenta questa proposta di legge, ma io ero a conoscenza di una proposta di legge della Giunta che stabiliva un chilo a testa, senonché questo progetto che ci viene portato in Consiglio stranamente è portato da un chilo a un chilo e mezzo a testa, che cosa significa un chilo e mezzo di funghi a testa? Significa che io mi prendo la moglie, i figli, i parenti, l'amico, il suocero e la nonna e me li carico sulla macchina, me li porto nel bosco e dico adesso voi fate il weekend, io vado a raccogliere un sacco così di funghi, siccome sulla macchina siamo in cinque, cinque per un chilo e mezzo fa otto chili ed allora io posso praticamente raccogliere otto chili di funghi e non crediate che io faccia il maligno, la stessa limitazione vale per la selvaggina, dice la legge sulla caccia che si può abbattere un solo camoscio per ogni cacciatore al giorno, salvo poi il numero totale della stagione, ebbene io sono a conoscenza di un fatto e non conosco i colpevoli sennò li avrei denunciati, due cacciatori, chi se ne intende di camosci e di montagna sa, io mi metto a monte del vallone, del canalone, il mio socio in fondo, spara, i camosci scappano in alto, è logico, io li aspetto, ebbene ne hanno abbattuti cinque, ma come li hanno portati in piano per non farsi beccare, ne hanno preso uno per uno sulle spalle e tre li hanno nascosti nei cespuglio, scendono trovano un altro amico, risalgono, riprendono gli altri tre e li portano giù, va bene, questo in barba alla legge che limita il numero dei capi che si può abbattere e questo vale per i funghi, e questo vale per i funghi.
Trentino Alto Adige, Bolzano e Trento, ho preso visione di queste leggi, effettivamente stabiliscono, mi pare due chili a testa, però teniamo presente un fatto che lì c'è un'altra mentalità, lì se sono due chili, sono due chili, qui da noi invece, perché là rispettano la legge, noi invece abbiamo quella mentalità mediterranea il cui primo scopo di fronte alla legge è quello di violarla, no e questo lo vediamo in tutti i campi, ora chi controlla, naturalmente qui c'è troppo un'elencazione di forze ecc., ma io penso che sarà ancora il solito corpo forestale con un organico striminzito, ecc., che farà qualcosa e quindi la necessità di incorporare nel corpo forestale a i vari altri corpi di guardia caccia, guardia pesca, ecc. che ci sia un corpo unico, cioè un corpo forestale alle dipendenze della Regione, tanto queste altre guardie le paghiamo noi, le paga la Regione lo stesso e facciamo un corpo unico no, che abbia dei compiti, delle mansioni e sia anche controllato dalla Regione. Ora io mi chiedo, tutti questi signori, no, guardia caccia, guardia pesca, guardia forestale, dovranno portarsi appresso un peso, una bascula non so, tasca a tracolla, perché quando incontrano quelli che hanno un sacco di funghi la guardia può dire qui sono dieci chili e l'altro no, cinque, se io non ho il peso per pesare come la mettiamo? Facciamo una discussione, facciamo otto e mezzo? Ora io non so se noi potremo dotare tutte queste guardie di un peso che dovranno portarsi appresso nei boschi per andare a pesare i funghi e non crediate che io voglia fare dello spirito, questo si verificherà e se la guardia dirà sono dieci altri diranno sono cinque e chi lo dimostra?
Comunque cosa hanno fatto altri comuni? Ebbene vediamo nella vicina Savoia, io ho qui un'ordinanza del Sindaco di Montvalezan, il quale dice, in Francia sono molto più pratici di noi, noi dobbiamo fare delle leggi, un'ordinanza del Sindaco dice: "la cueillette des champignons et le ramassage des escargot qui sont en train de disparaître, comme les champignons et nous nous l'oublions", dunque dice "la cueillette des champignons et le ramassage des escargots est réservé exclusivement aux habitants de la Commune, pour tout le territoire de la Commune de Montvalezan", ma questo è del Comune di Montvalezan, a mia conoscenza ce ne sono altri sette, La Rosière, Bourg St. Maurice, Sainte Foy, e gli altri adesso li scordo, cioè tutta la Savoia, io ho anche una lettera di cui non vi do lettura, che il Sindaco di Montvalezan scrive al suo Comune, al suo collega di La Thuile, il quale dice "nous avons dû limiter parce que ce n'était pas nos forêts", quindi dopo aver dévasté les forêts de la Vallée d'Aoste, andavano a devaster les forêts confinanti oltre il colle del Piccolo San Bernardo. Ho una lettera qui ma non ve ne do lettura, comunque se qualcuno volesse prenderne visione sono a sua disposizione, vi dicevo che nelle altre valli piemontesi, io penso che leggerete i giornali, valle di Susa, Sestriere ed altri Comuni che se volete io, per non affliggervi, ma ho qui i ritagli dei giornali, dove i Sindaci, la popolazione, indignati, anzi i Sindaci specialmente, sotto la protesta e la pressione delle popolazioni hanno dovuto prendere delle ordinanze per proibire, non un chilo, un chilo e mezzo, proibire la raccolta di funghi contro i devastatori, ripeto una parte di cercatori di funghi, io non accuso tutti, sarà forse una percentuale 8 o 10% ma bastano quelli a devastare tutto. Vi dicevo questo, nel vicino Piemonte, ma nella nostra stessa Valle, io penso che l'Assessore lo saprà meglio di me, deve esserci una decina di comuni Perloz, St. Vincent, Donnaz, Pontey, i cui Sindaci per vedere di salvare quel che si può ancora salvare da questa Valle che stanno devastando non solo i cercatori di funghi, con la speculazione e tutto quel che ne segue, hanno preso, hanno approvato dei regolamenti di polizia urbana, che proibiscono la raccolta dei funghi. Diceva il Sindaco di Perloz che da tre anni, hanno questa ordinanza, questo regolamento urbano e che adesso ci salviamo, prima c'erano colonne di macchine dove là ci sono i castagni, andavano a cercare funghi sotto i castagni, calpestavano erba, distruggevano, massacravano tutto, non solo, ma siccome le strade sono abbastanza strette lasciavano le macchine posteggiate lungo le strade così se arrivava un camion non poteva passare, ora io dico, se questi Sindaci, hanno di loro iniziativa provveduto a tutelare la natura, ed hanno anche, a me risulta che ci sono delle delibere di Sindaci, che invitano l'Amministrazione regionale a prendere dei provvedimenti no, noi prendiamo dei provvedimenti sì, che però lasciano le cose come prima, vi dirò è sconfortante, constatare che la Regione in fatto di ecologia, di tutela della natura, di tutela dell'ambiente non affronti il problema con provvedimenti più rigidi e qui non vorrei offendere nessuno, impariamo dai nostri Sindaci valdostani, che hanno capito 'sto problema, si sono allarmati da questo problema hanno preso dei provvedimenti, non come il nostro che lascia passare dalle mani il tutto, ma un provvedimento radicale che almeno tutela, no, questa devastazione, questa devastazione della natura. Io avrei presentato una proposta di legge, che anziché chilogrammi 1,5 a testa diceva chilogrammi 0 a testa, non che io abbia scoperto niente, sull'esempio di questi modesti amministratori di cui vi citavo, senonché la Commissione dell'Agricoltura me l'ha bocciata e io lo comprendo avendo già approvato questa del chilo e mezzo, non poteva approvare quella dei chili zero, perché c'era una contraddizione. Allora la mia legge è stata bocciata e io subendo democraticamente la volontà della Commissione ho ritirato la mia proposta, cosa potevo fare? e la lettera allegata, però era stata accettato dalla Commissione un emendamento che io avevo proposto, senonché questo emendamento sulla legge che oggi è portata in Consiglio, non c'è più. Questo emendamento diceva, mi pare, all'articolo 9 l'avevo proposto, "sono fatte salve le potestà regolamentari dei Comuni in materia di polizia rurale" e perché secondo me è necessaria questa precisazione? Vi faccio degli esempi, io ricercatore di funghi, cercatore di funghi, prendo questa legge, che oggi il Consiglio approverà e me la metto in tasca e quando nei Comuni le guardie campestri, il Sindaco ecc., mi diranno qui guarda la tabella è proibito raccogliere funghi, io cercatore di funghi dirò, caro Sindaco, qui ho una legge regionale che io penso valga di più di un modesto regolamento comunale che mi autorizza a raccogliere un chilo e mezzo di funghi, quindi in barba al provvedimento del Comune io raccolgo un chilo e mezzo di funghi. Ora, questo può avvenire, ci sarà la discussione, chi ha ragione, chi non ha ragione, comunque io cercatore di funghi con questa legge regionale in tasca posso, chiedo se questo è possibile cioè giuridicamente possibile, farmene un baffo delle disposizioni comunali e allora noi in questo modo impediremmo ai Sindaci di tutelare il loro territorio, quindi non solo non tuteliamo il territorio regionale, ma impediamo ai Sindaci di tutelare il loro territorio. Quindi io chiedo che questo venga ripristinato, qualcuno ha detto, ma è pleonastico, perché ormai si sa non c'è niente di pleonastico, perché le leggi italiane sono fatte tutte appositamente perché si possono violare quando si vuole e nel modo più facile, questa precisazione secondo me non nuoce e sveglierebbe le possibilità di interpretarla nel modo in cui io vi dicevo e concludo, io voterò a favore di questa legge n. 55, pur non condividendo l'ottimismo della Commissione sulla sua validità e ne ho dette prima le ragioni, se ne vedranno gli effetti nel prossimo anno, quest'autunno di funghi non ce n'erano perché non ha piovuto e mi riservo se purtroppo, io mi auguro di no, ma se purtroppo avrò ragione, di ripresentarla qualora purtroppo si verificasse quanto esposto.
Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola al Consigliere Caveri, vorrei pregare i colleghi che hanno proposto così verbalmente emendamenti, sia il Consigliere Mappelli che il Consigliere Manganoni, non fosse altro che per la comodità di organizzare poi la votazione, che mi facessero pervenire per iscritto anche se è un emendamento soppressivo come quello del Consigliere Mappelli, un pezzo di carta con scritto "il Consigliere Mappelli propone un emendamento articolo 8 soppressione" e lo stesso il Consigliere Manganoni per la proposta aggiuntiva, appunto, ma per sapere poi cosa devo mettere in votazione di soppressivo e di aggiuntivo.
La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - I Consiglieri dell'Union Valdôtaine voteranno a favore di questa legge, però ci sarà consentito di accennare ad alcuni dubbi e ad alcune riserve che sono state espresse da noi nella riunione della Commissione Affari generali dubbi e riserve che sono stati condivisi si può dire da quasi tutti i membri della Commissione Affari generali e per questo la Commissione Affari generali, aveva richiesto alla Giunta di sentire il parere di un civilista, di vagliare, in modo da chiarire questa questione, di diradare se possibile gli eventuali dubbi che poi possono permanere, malgrado tutti i pareri più autorevoli e possibili. Comunque abbiamo constatato con compiacimento che l'Assessore Lustrissy il parere l'ha chiesto, perché si è espresso appunto come uno che ha chiesto un parere a un civilista, anche se il parere di questo civilista è opinabile evidentemente, come sono opinabili tutti i pareri dei giuristi in genere, soprattutto su questioni controverse. Io non direi quello che dice l'Assessore Lustrissy e cioè che sia poi tanto pacifico che il fungo sia considerato un frutto naturale, perché l'articolo, adesso io non voglio fare una questione giuridica, ben lungi, e questo è soltanto un piccolo accenno che faccio, l'articolo 820 del codice civile formulato in modo che dei dubbi possono appunto esserci sulla natura giuridica del fungo come vi sono dei dubbi sulla natura giuridica del tartufo come ha accennato lo stesso Assessore Lustrissy.
Ho sentito parlare, ho sentito accennare dall'Assessore che ha riportato il parere di qualcuno che ha fatto questione sotterraneo o non sotterraneo, io non vedo come la sotterraneità di qualche cosa possa incidere sull'opinione di voler considerare o meno come frutto naturale o come res nullius tra l'altro la patata, pur avendo una parte che fuoriesce dalla terra, però la patata in senso stretto è sotterranea e allora quali conseguenze aberranti si dovrebbero dedurre da un simile fatto? Quindi la questione diventa anche un po' umoristica se vogliamo, quindi è una questione opinabile, se il fungo sia frutto naturale o sia res nullius e vi sono dei giuristi di valore che si battono a spada tratta per questa seconda teoria, allora qual è la conseguenza? La conseguenza è che una legge, la conseguenza prima di tutto è questa, che se il fungo è un res nullius evidentemente i proprietari del fondo non possono vietare la raccolta di funghi e poi c'è un'altra considerazione da fare, e la considerazione è questa che evidentemente la questione, la discussione eventuale sulla legittimità di questa legge involge questioni di natura civilistica e quindi una legge di questo genere incide sulla formulazione e l'interpretazione dei principi del diritto civile, c'è quindi il dubbio che la Regione poi sia competente a emanare delle norme in questo senso. Qualcuno dei Consiglieri che hanno parlato prima di me hanno detto, hanno parlato dei Sindaci, ma mi pare che anche l'Assessore abbia accennato al fatto quasi certo che i Sindaci non sono competenti a emanare delle norme in questa materia e anche a questo riguardo c'è l'opinione dell'On. Lucifredi che non è poi l'ultimo cursore di diritto amministrativo il quale ritiene che tutti i provvedimenti dei Sindaci che vietano raccolte di funghi o altro siano perfino incostituzionali pertanto che questi esempi che pur mossi da preoccupazioni valide non siano poi da imitare dai nostri Sindaci, quindi noi votiamo ugualmente per questa legge, pur avendo i più gravi dubbi su certi aspetti della legge stessa, particolarmente per quanto si riferisce a quell'articolo che dà la facoltà ai proprietari di vietare la raccolta dei funghi.
Monami (PCI) - Il Partito Comunista è d'accordo su questa legge perché noi siamo per la regolamentazione di tutta questa serie di attività e siamo per il divieto assoluto né della caccia, né della raccolta delle lumache, né della raccolta dei funghi, siamo però per una regolamentazione per quanto possibile seria e corretta di tutta questa materia. Ci riferiamo quindi soltanto nella tecnica della legge e proponiamo nuovi emendamenti che trasmetterò alla Presidenza del Consiglio, ma che voglio brevemente illustrare.
All'articolo 5, comma secondo, riteniamo vada cancellato "è riservato ai soci del Consorzio stesso nonché ai membri delle rispettive famiglie" e sostituirla con "può essere effettuata esclusivamente dai soci del Consorzio stesso, nonché dai membri delle rispettive famiglie" ed è chiaro in quanto il termine riservato è per noi troppo ampio ed è molto vincolante il fatto se diciamo che può essere effettuata esclusivamente dai membri del Consorzio. All'art. 10 riteniamo di dover aggiungere questo capoverso "se la violazione compiuta da chi è soggetto alle altrui autorità, direzione o vigilanza incorre nella sanzione di cui ai precedenti commi la persona rivestita dell'autorità incaricata dalla direzione vigilanza" questa è un'ipotesi che non è neppure presa in considerazione dalla legge che noi riteniamo opportuno inserire, perché è chiaro che può esserci il quattordicenne, il quindicenne, il sedicenne, il dodicenne che va a funghi e quindi si rende colpevole di una infrazione e evidentemente deve essere ricercato il responsabile del minore o di colui che ha la tutela sul giovane.
All'articolo 11 la prima riga, noi riteniamo di dover cancellare le violazioni di cui all'articolo precedente e sostituire con le violazioni delle norme della presente legge, intanto perché l'articolo 10 si riferisce soltanto alle disposizioni, mentre invece dobbiamo fare riferimento a tutte le disposizioni della legge.
Alla terzultima e penultima riga sempre del primo capoverso, cancellare "al Capo dei Servizi forestali" e sostituire con "ai servizi forestali", alla fine del primo capoverso sempre all'articolo 11 aggiungere "o alle persone indicate nell'ultimo capoverso del precedente articolo", cioè in conformità alla Giunta che proponiamo come conclusione dell'articolo 10, al secondo capoverso, articolo 11 cancellare totalmente la frase che comincia con "la mancata trasmissione", noi riteniamo che quando si fanno, si asseverano delle infrazioni non si possa pensare che l'Ente pubblico non sia in grado entro quindici giorni di trasmettere all'interessato la documentazione relativa. Aggiungere all'articolo 11 un nuovo capoverso "i servizi forestali determinano la somma dovuta per l'infrazione e me danno comunicazione al trasgressore con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno ecco, se no sulla base del testo proposto, non è stabilito come e quando deve pagare colui che infrange la legge, all'articolo 12 terza riga, sotto la parola giorni cancellare il rimanente e aggiungere "giorni 30" perché 30 giorni dal ricevimento della sua comunicazione di cui all'ultimo comma del precedente articolo, mi pare che con questa osservazione di carattere puramente tecnico e formale se volete si dà la responsabilità e più agibilità all'uso di questa legge e ci permettiamo inoltre di considerare inutile l'articolo 15 in quanto la dichiarazione di urgenza, visto il momento in cui discutiamo la legge e cioè l'inverno, non è propizio alla raccolta dei funghi, riteniamo che per la prossima primavera la legge possa fare tutto il suo iter senza bisogno di dichiarare l'urgenza, l'avete tolto, benissimo.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente e Signori Consiglieri, non so già dalla relazione se si pensa a difendere il bosco o a difendere il fungo. Infatti, vi sono delle questioni che tecnicamente non trovano nessun appoggio perché mentre si dice che è necessario conservare il tappeto... si possono verificare fatti nocivi ai funghi e si fa divieto anche di raccogliere il fungo attraverso, con dei rastrelli, quando invece se noi vogliamo la disseminazione naturale dei boschi bisogna servirsi di quegli arnesi, se lo lasci dire Sig. Assessore, per poter provocare la risoluzione naturale del bosco, ebbene, ma questa è una vicenda secondaria, io mi domando se siamo proprio abituati a voler accavallare leggi su leggi, per dare in fatto alla gente che qui si lavora, ma io vi richiamo al R.D. 16 maggio 1926 n. 1126, i cui articoli 7, 8, 9 e 10 impongono la compilazione delle prescrizioni di massima che in questo momento io non ho a portata di mano e con la lettera m) dell'articolo 19 di questo regolamento si stabilisce che cosa devono contenere le prescrizioni di massima e lei Assessore, se fa le prescrizioni di massima che cosa trova, nei boschi e nei terreni vincolati è già vietata la raccolta dei sottoprodotti del bosco, allora una domanda si impone; il fungo è o non è un sotto prodotto del bosco? A me pare di sì e nessun equivoco ci può essere, ora fare delle leggi, delle leggi che poi noi le esaminiamo e quando le esamineremo articolo per articolo, io non so dove si possa attribuire un fatto del genere perché lasciatevelo dire, quando noi arriviamo a dire, con l'articolo 4 "nel territorio della Regione non soggetta di legge ecc. ecc. i funghi spontanei anche, è ammessa per una quantità giornaliera non superiore a...", scusate un momento, chi è che può controllare se ne ha un chilo o se ne ha due chili? Chi è che può dire a me, che passo attraverso i boschi con un sacco a spalla e voi addirittura arrivate all'articolo "la presunta raccolta, violazione presunta" parlate al comma 5 di presunta violazione, solo perché vi incontrate nel bosco con un sacco a spalle e mi dite cosa portate in quel sacco e io dico che cosa le riguarda a lei, che cosa porto nel sacco, non è come la caccia che è limitata in tanti casi ecc. ed io porto il fucile a spalla, sono un cacciatore e sono tenuto per legge a aprire il mio carniere, invece in quel modo non sono affatto tenuto ad aprire il mio sacco e voi dite violazione presunta, ma non si può con una legge dire violazione presunta, bisogna che ci siano accertamenti qualificati fino a che incontrovertibili e allora quando vi è già una legge che stabilisce il divieto assoluto, perché due sono le cose: o noi vogliamo difendere il bosco, se si dice che col calpestio ecc. ecc. si danneggia la riproduzione e allora dobbiamo vietare così come è vietata dalle prescrizioni di massima la raccolta dei funghi o noi volendo limitare la raccolta dei funghi soltanto a un chilo o un chilo e mezzo, non facciamo altro che fare delle grandi confusioni a cui purtroppo siamo abituati. Grazie.
Borbey (DC) - A titolo personale anch'io mi associo pienamente a quello che ha detto il Consigliere Manganoni il quale fa sempre delle lunghe filippiche e a mio parere giuste e poi si dichiara favorevole a votare una determinata legge e mi permetto di dire che non serve assolutamente a niente, questa è una mia opinione personale, perché i cercatori di funghi dilettanti, residenti in Valle e non residenti, in valle d'Aosta sono centinaia, migliaia. I professionisti sono alcune decine o se vogliamo dire alcune centinaia, ma quelle decine o alcune centinaia di professionisti e raccoglitori, non sono quelli che danneggiano il bosco, perché quelli vanno a colpo sicuro, sanno dove il porcino nasce e si guardano bene di portare danno al suolo boschivo, invece siamo noi, io sono un fungaiolo, siamo noi che arrechiamo danni, quando il sottoscritto una volta riuscirà a trovare un chilo e mezzo di margherite, no, ed è quindici anni che pratica questo sport, ebbene farà una gran festa, inviterà degli amici, Consiglieri regionali a cena, quindi io debbo concordare pienamente con le ultime parole che ha dichiarato il Consigliere Parisi. Qui si vuole di nuovo dare solo fumo negli occhi alla nostra base elettorale o meno nel dire che si son fatte delle leggi, si è regolamentata la ricerca dei funghi, chiedo scusa forse a chi ha preparato questa legge, perché senz'altro è convinto di aver fatto un buon lavoro, ma io sono altrettanto convinto che praticamente non servirà a niente, quindi dichiaro che mi asterrò nel votare questa legge.
Caveri (UV) - Oggi è il 28 ottobre e io non vorrei, spero che non sarò accusato di apologia del fascismo se mi permetto di dire che il Consigliere Parisi è forse il solo e uno dei pochi, o è certamente uno di quei Consiglieri che conoscono meglio le disposizioni forestali. Io ho un altro dubbio che mi è sorto dalla sottolineatura fatta dal Consigliere Monami e quando ha fatto quella tale premessa e adesso vi dico che cosa pensa il Partito Comunista di funghi, io ero tutt'orecchi, perché avendo letto, modestia a parte, i testi di Carlo Marx e di Lenin non mi ricordo di avere visto dei passi che si riferissero ai funghi, comunque proprio, infatti noi non parliamo, noi non diciamo di avere una dottrina unionista di funghi, questo non l'abbiamo mai detto, ma la sottolineatura fatta dal Consigliere Monami sull'articolo 5 mi fa pensare, capisco che l'obiezione è facile quello che dico, però questa è una legge che vorrebbe restringere in certo qual modo la raccolta dei funghi e in certi casi perfino proibirla e poi d'altra parte nell'articolo 5 si prevedono addirittura, si prevede la creazione di Consorzi per la raccolta dei funghi, questo mi sembra una contraddizione, visto che è facile obiettare, ma i conduttori delle aziende agricole e forestali rappresentano una minoranza, però se si formano dei consorzi organizzati per la raccolta dei funghi è da prevedere delle vere e proprie battute in materia, battute che non sono parenti delle battute che ho fatto io un momento fa a proposito del 28 ottobre e a proposito delle teorie marxiste sui funghi.
Quindi a me sembra abbastanza dubbia questa norma dell'articolo 5 e mi sembra in contraddizione con i principi ispiratori della legge stessa. E poi volevo chiedere ancora una cosa, siccome il Consigliere Monami ha letto a velocità vertiginosa quegli emendamenti, chiederei che quegli emendamenti vengano distribuiti in maniera che abbiamo il tempo di farci una ponderata riflessione.
Chanu (DP) - Io mi rivolgerei proprio all'Avv. Caveri e non per fare della polemica, ma per chiedere a lui e alla sua esperienza giuridica di vedere se si può sciogliere un altro dubbio che può venire leggendo questi articoli, quando per esempio all'articolo 3 si parla di conduttore del fondo, "conduttore del fondo può vietare", l'ipotesi in cui il conduttore non coincida col proprietario che significato può avere? Potrebbe in linea teorica il proprietario del fondo affittare a terza persona il proprio fondo riservandosi la raccolta dei funghi per esempio e in questo caso, non sarebbe opportuno estendere tal concetto di conduttore al concetto anche di proprietario che può coincidere, ma può anche non coincidere con conduttore, così come nella questione consorzi, consorzi di conduttori e qui vorrei proprio avere, mi scuso anche con l'Assessore Lustrissy, qualche illustrazione, se nella parola conduttori è sottinteso il termine il concetto di proprietario oppure no, perché allora in questo caso, ci potrebbero essere delle difficoltà, di diverso ordine, giuridico e civilistico che potrebbero mettere poi in forse la validità di alcuni concetti della legge.
Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola all'Avv. Caveri mi permetto di far presente al Consiglio che sono stati presentati degli emendamenti e la Presidenza ha prontamente fatto fotocopiare almeno in numero pari ai Capigruppo, in modo che almeno i Capigruppo abbiano sotto gli occhi questi emendamenti, però sono numerosi, la richiesta che faccio e all'Assessore all'Agricoltura e al Consiglio stesso è questa, non sarebbe più utile che invece di affrontare articolo per articolo la legge con la votazione degli emendamenti distribuiti dire in questo momento al Consiglio esami si esamini l'eventualità del rinvio in Commissione, perché questi emendamenti siano inviati forse con più calma intorno al tavolo della Commissione Agricoltura, coordinati meglio nel testo della legge e poi riportati al Consiglio stesso. Mi permetto di fare questa proposta, proprio perché è stato sottolineato che non vi è più l'urgenza dell'approvazione, oramai siamo alle soglie dell'inverno e quindi un mese più, un mese meno, non sarebbe così dannoso per la raccolta dei funghi o per la non raccolta dei funghi.
Caveri (UV) - Lei propone che ci ritroviamo tutti davanti a un tavolo, immagino davanti a un bel piatto di funghi, ma a proposito di quello che dice il Consigliere Chanu, io condivido la sua opinione e cioè mi sembra che c'era un linguaggio, forse c'è ancora un linguaggio usato dai magistrati e dagli avvocati, che i quali quando parlano, se parlano di conduttore di un fondo intendono che sia l'affittuario in contrapposizione al proprietario, questo è il linguaggio dei magistrati e degli avvocati che sono o che dovrebbero essere i tecnici del diritto. Ora mi pare invece che è sorto un altro linguaggio dei tecnici agricoli, i quali parlano in lungo e in largo di conduttori del fondo con altra estensione, perché il vocabolo conduttore viene attribuito sia al proprietario del fondo, sia all'affittuario e così si crea una gran confusione e infatti io avevo chiesto al mio amico Fosson un chiarimento appunto in relazione all'articolo 5 e gli avevo detto, ma che cosa si intende per i conduttori, si parla di conduttori di aziende agricole e forestali, cosa si intende, si intendono solo gli affittuari o si intendono anche i proprietari? Stando al linguaggio dell'Avv. Chanu e al mio linguaggio oltre che gli eventuali altri avvocati rappresentati in questo Consiglio, per conduttore si intende l'affittuario, il proprietario è un'altra cosa, quindi bisogna chiarire questi concetti, perché altrimenti usando i vocaboli così in modo indiscriminato si possono creare delle confusioni, perché a momento sembra che quei consorzi per la raccolta dei funghi possano essere fatti soltanto dagli affittuari e non dai proprietari, e d'altra parte il Consigliere Chanu ha appunto richiamato a che cosa si debba intendere per conduttore del fondo di cui all'articolo 3, conduttore del fondo che intende vietare a terzi la raccolta di funghi, bisogna chiarire che cosa si intende per conduttore del fondo.
Dolchi (Presidente) - Io so benissimo che non compete a me richiamare l'attenzione del Consiglio sulla validità dell'articolo 51 e mi permetto, giunti a questo punto della discussione, proprio perché si possa arrivare a un testo di legge coordinato, se l'Assessore all'Agricoltura a nome della Giunta fosse dell'avviso di rinviare tutti gli emendamenti proposti, i dubbi che sono sorti a cui ne aggiungerei uno anch'io quando si parla di famiglia, cioè precisare forse cosa si intende per famiglia, dice, "per sé e per la propria famiglia", forse sarebbe bene precisarlo un po' di più, che mi sembra, dato che non c'è più urgenza per questo provvedimento, ormai siamo in inverno, se non esiste l'opportunità io lo chiedo a voi, come lo chiedo all'Assessore Lustrissy, che sia rimandato ai sensi dell'articolo 51 all'esame della Commissione Agricoltura, la quale dovrebbe prendere in esame i dubbi che sono apparsi in sede di dibattito, gli emendamenti che sono stati corrisposti e io solleciterei anche quegli altri emendamenti che non sono proposti oggi, non vorrei che fossero presentati quando il testo coordinato ritorna al Consiglio, cioè una definitiva pioggia di emendamenti avvenga oggi, la Commissione li prende in esame e poi ritorna con un testo coordinato, questa è la proposta della Presidenza.
La parola al Vice Presidente Fosson.
Fosson (UV) - Al punto in cui siamo io ritengo che sia logico procedere in questo sistema e credo che l'Assessore non abbia niente in contrario, però sarebbe bene effettivamente di vedere se ci sono altri emendamenti, se ci sono altri dubbi in maniera che non si ripeta questa cosa quando ritorna qui, eventualmente se ci saranno altri dubbi si potranno vedere, ma se c'è qualche cosa che viene sottolineata in questo momento sarebbe preferibile, ecco anche se perdiamo ancora un momento di tempo.
Dolchi (Presidente) - Allora ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, la parola al Consigliere Bondaz, poi Consigliere Parisi e l'Avv. Chanu.
Bondaz (DC) - Noi siamo favorevoli alla proposta del Presidente del Consiglio, anche perché oggettivamente siamo rimasti un po' perplessi nel vedere che il gruppo comunista che fa parte della maggioranza ha rappresentato nove emendamenti su un provvedimento di legge che effettivamente avrebbe potuto essere quanto meno concordato al tavolo della maggioranza.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, siccome si è fatta questa proposta che ritengo legittima, vorrei anch'io apportare due emendamenti e precisamente all'art. 9 laddove si dice, per quanto concerne gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza non debbono obbedire soltanto ad un ordine del Presidente della Giunta regionale, io tengo a far presente che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza non debbono obbedire soltanto ad un ordine del Presidente della Giunta regionale, ma debbono obbedire alla legge e allora è pacifico che non debbono essere affatto interessati dal Presidente della Giunta e poi all'art. 10 sopprimere il 5° comma concernente le violazioni presunte. Grazie.
Chanu (DC) - Non so se è il caso di proseguire ancora nella esposizione dei dubbi, ma visto che in dubbio siamo, anche se la materia commestibile del fungo ci porterebbe a andare avanti con una certa rapidità, vorrei nell'ipotesi che il Consiglio ritenesse di dover approfondire a livello di Commissione il problema, sottolineare forse un pericolo imminente e grave nella legge stessa, che potrebbe poi portarci a qualche sorpresa, perché non credo che sia sufficiente mettere un comma intitolato sanzioni amministrative e prevedere delle pene pecuniarie che sostanzialmente hanno un carattere penalistico della Regione su cui costituzionalisti, giuristi stanno discettando e sono molto, molto dubbiosi se questa possibilità ci sia da parte delle Amministrazioni Regionali, quando manchi il richiamo quanto meno di una norma in bianco a carattere penale alla quale poter fare aggancio per poter poi arrivare a una sanzionatoria di carattere penale.
Quindi sarebbe, se qualora il Consiglio ritenesse di dover approfondire ancora l'esame dell'argomento in sede di Commissioni in altre sedi, sarebbe a mio avviso anche il caso di esaminare questo profilo, per evitare spiacevoli conseguenze che potrebbero inficiare in radice la legge stessa, perché non ritengo allo stato, almeno per quanto le mie conoscenze siano abbastanza superficiali che se non abbiamo l'aggancio di una norma in bianco di carattere penale si possa poi dire che questa materia la legislazione regionale deve avere una sua validità e possa essere esplicata in questo senso.
Ripeto, è soltanto un dubbio, è un dubbio che credo possa e potrà venire risolto, è un esame che io ho approfondito e mi auguro proprio perché effettivamente è anche la tendenza più moderna, cerca in ogni modo di dare alla potestà regionale anche questa ampiezza in questo settore che per altro una disposizione di carattere costituzionale, generale riserva soltanto allo Stato cioè quelle di dare norme di carattere finalmente rilevante a livello regionale, non vorrei che questo potesse poi provocare effettivamente degli inconvenienti ancora maggiori di quelli che possono essere dettagli di contorno nell'insieme della legge stessa.
Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Fosson.
Fosson (UV) - Il dubbio che è stato sollevato in questo momento dal Vice Presidente Chanu, mi ero permesso di sollevarlo nella prima riunione anche che avevamo fatto della Commissione, su questo almeno il capo dei servizi forestali e anche un altro funzionario che si occupa di questioni giuridiche qui nell'Amministrazione regionale avevano citato le leggi forestali e avevano dato l'assicurazione che avremmo potuto senz'altro mettere questa questione delle sanzioni.
Ora rivedendo tutto il resto si può approfondire anche questo problema e così penso che si potrà andare avanti.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - Solo due parole per la questione appunto dei dubbi che vi possono essere per le cosiddette sanzioni amministrative, anche questo è un punto dolente di queste nostre leggi regionali, però quando saremo di nuovo riuniti in Commissione per esaminare questa legge e, mi sembra che ormai non sia più il caso di dilungarsi nel star lì a enunciare dei dubbi uno sull'altro però dico soltanto questo che quando saremo in commissione ci dovremo ricordare di questo fatto, che un avvocato di Aosta difendendo un tizio che aveva raccolto dei fiori, che era stato denunciato per la violazione della legge per la protezione della flora aveva sollevato la questione di incostituzionalità di questa legge e mi pare anche delle sanzioni amministrative previste da questa legge.
Ora, se non vado errato la Corte costituzionale ha respinto questa eccezione e questo deferimento alla Corte costituzionale della legge per la protezione della flora.
Comunque se mai tutto ciò dimostra ancora una volta quello che noi abbiamo sempre sostenuto che non bisogna mettersi in testa di fare con troppa facilità, questo non è un'accusa per questa legge, che questa legge in fondo è stata studiata ecc. quindi non è un riferimento né a questa legge né all'Assessore Lustrissy, ma credere di poter snocciolare delle leggi regionali una sull'altra a getto continuo è un pessimo sistema perché fare una legge regionale vuol dire gare. Dovrebbe voler dire fare una cosa seria, una cosa ponderata, fare una legge non vuol dire scrivere una cartolina postale, e d'altra parte io anticipo un po' quello che diremo per quanto riguarda la proposta di legge per la medicina preventiva del lavoro che è stata salutata da certi fogli con degli osanna; osanna che noi non condividiamo di sicuro, siamo favorevoli a una medicina preventiva del lavoro però ci permettiamo di dire che quella proposta di legge è semplicemente un monstrum giuridico che appartiene al mondo dei mostri o degli aborti, io non lo so ma comunque è una legge che ci crea puramente, semplicemente un ufficio e non dice quali compiti e le funzioni di questo ufficio, salvo quello di raccogliere dei dati e di tenere dei registri e questo servirebbe per risolvere il problema della medicina del lavoro. Ma qui si scherza, comunque io non voglio divagare ulteriormente e mi associo a quelli che come il Presidente del Consiglio hanno proposto di rimandare questa legge alla Commissione.
Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Lustrissy.
Lustrissy (DP) - Ma io non voglio esprimere nessun pensiero personale a proposito della discussione che è venuta fuori, purtroppo tutte le volte che si discute di norme che limitano la libertà d'azione che tendono a regolamentare il territorio ci si ferma più sugli aspetti formali che sugli aspetti sostanziali dei provvedimenti.
Non ho niente in contrario perché la legge venga riportata in Commissione e pregherei di sollecitare per evitare che si ripetano inconvenienti come si sono verificati in questo momento che la Commissione Agricoltura l'ha discussa lungamente con dei tecnici del settore e tecnici sul problema giuridico di richiedere al Presidente del Consiglio che voglia convocare le Commissioni congiunte dell'Agricoltura e degli Affari Generali; e stessa proposta, non entro neanche più nel merito del problema.
La stessa proposta la farei anche per il punto di cui all'articolo 6 e all'oggetto n. 6 "Norme sulla protezione della flora", in quanto in Commissione non si è avuto modo di discuterla a fondo, son venute fuori delle proposte di emendamento un po' troppo rapide e sarebbe necessario approfondirle meglio in Commissione, pertanto la mia proposta, richiesta di rinvio alla Commissione sarebbe per i punti 5 e per i punti 6 con quell'invito che rivolgo al Presidente del Consiglio di voler convocare la riunione delle due Commissioni congiunte, Agricoltura e Affari Generali.
Dolchi (Presidente) - Allora colleghi Consiglieri, mi sembra che dopo l'accoglimento da parte dell'Assessore all'Agricoltura possiamo ai sensi dell'articolo 51, interrompere la discussione e rinviare all'esame delle Commissioni congiunte Agricoltura e Affari generali, pregherei il Presidente della Commissione Agricoltura essendo quella competente nel merito di prendere l'iniziativa della convocazione per l'esame degli emendamenti presentati per iscritto, io li farò pervenire al Presidente della Commissione Agricoltura e che sono del Consigliere Parisi e Consigliere Manganoni, del Gruppo Democrazia Cristiana e del Gruppo Partito Comunista nonché oltre agli emendamenti quelle osservazioni, quelle perplessità che si sono manifestate nel corso del dibattito.
Mi permetto anche di suggerire al Presidente della Commissione Agricoltura di esaminare con il suo collega presidente della Commissione Affari generali se per un lavoro ancor più redditizio non sia utile, nel caso non facciano parte delle Commissioni suddette alcuni presentatori di emendamenti, di convocare anche presentatori di emendamenti perché possano illustrare alle Commissioni riunite in sede congiunta lo spirito dell'emendamento stesso che io farò pervenire al presidente della Commissione Agricoltura. Il Consiglio è d'accordo, prende atto, non ci sono obiezioni, allora per quanto riguarda l'oggetto n. 5 ai sensi dell'articolo 51 il problema è rinviato all'esame delle Commissioni Agricoltura e Affari Generali.
