Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 215 du 26 septembre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 215/74 - Parere sulla proposta di schema di decreto delegato di cui all'articolo 19 della legge 10 luglio 1973, n. 477. Elaborato dal Comitato tecnico misto Ministero della Pubblica Istruzione - Regione Autonoma Valle d'Aosta. (Rinvio)

Dolchi (Presidente) - Do la parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione Lanivi per la relazione introduttiva.

Lanivi (DP) - Vorrei riassumere brevemente le vicende che hanno interessato la Valle d'Aosta per quanto riguarda il decreto previsto dall'articolo 19 della legge 30 luglio 1973, n. 477.

A seguito della mancata approvazione da parte del Governo del decreto per la Valle d'Aosta si è sollecitato il Ministero per la Pubblica Istruzione, affinché si svolgesse un incontro con una rappresentanza della nostra Regione. Questo incontro è avvenuto il 9 luglio a Roma, presenti, per la Valle d'Aosta, oltre al Presidente della Giunta ed al sottoscritto, l'On. Chanoux e il Sovraintendente agli studi. Assieme al Ministro c'erano il Capo di Gabinetto e il Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero.

In quella sede il Ministro ha giustificato la mancata approvazione del decreto per la Valle d'Aosta e ci ha comunicato le decisioni del Governo prese nella riunione del 30 maggio nella quale erano stati approvati i decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il 13 settembre ultimo scorso. Il Governo aveva deciso di soprassedere all'approvazione del decreto per la Valle d'Aosta e di richiedere al Parlamento un rinnovo della delega che avrebbe spostato la scadenza del 31/5/74 prevista dalla legge n. 477 del 30/7/73. È di ieri la notizia che nella Commissione scuola del Senato è stato discusso questo decreto.

In quella sede si è ancora deciso di nominare un Comitato tecnico misto Ministero-Regione per approfondire i problemi collegati alla emanazione del decreto delegato per la Valle d'Aosta. Il Ministro proponeva quali suoi tecnici il Capo di gabinetto e il Capo dell'Ufficio legislativo, mentre la Regione proponeva quali tecnici di parte regionale il Prof. Onida e il Sovraintendente agli Studi Dott. Thiébat.

Le riunioni del Comitato tecnico misto si sono avviate subito e lo stesso ha concluso i suoi lavori in tempi relativamente ridotti: il Comitato si è insediato il 23 luglio, si è successivamente riunito il 29 luglio, mentre l'ultima riunione è avvenuta il 6 agosto. A queste riunioni hanno presenziato anche, da parte regionale, l'On. Chanoux e il sottoscritto, da parte ministeriale, vari funzionari e tecnici del Ministero; nell'ultima riunione era presente pure il Capo di Gabinetto del Ministero per le Regioni.

Il 6 agosto, come ho detto, il Comitato tecnico ha concluso i suoi lavori e nei giorni successivi i tecnici di parte regionale hanno trasmesso al Presidente della Giunta quella proposta di schema che oggi è sottoposta alla vostra attenzione. Sulla proposta, è bene precisarlo subito, vi è una intesa di larga massima da parte dei tecnici ministeriali e regionali, salvo che per l'articolo 10 "Istituto di sperimentazione, ricerca e aggiornamento di insegnanti", che in questa stesura, direi, è solo una proposta di parte regionale; su di esso non è stato possibile raggiungere un'intesa a livello tecnico come per gli altri.

Ancora, alcuni punti, prevalentemente d'argomento sindacale, riguardanti gli insegnanti sono stati lasciati in sospeso e proprio in questi giorni le organizzazioni sindacali mi hanno trasmesso una loro proposta che porteremo di nuovo a Roma. Il testo della proposta era stato trasmesso al Ministro e per il mese di agosto era stato nuovamente richiesto un incontro per rivedere il problema sul piano politico.

Recentemente il Ministro ha comunicato che questo incontro potrà avvenire a Roma il 1° ottobre.

Come ha potuto notare chi ha seguito queste vicende, il testo, direi, rimane aderente nella sua logica alle proposte che nel maggio di quest'anno la Regione aveva trasmesso al Ministero.

I punti essenziali del testo sono: conformità allo Statuto e alla legge n. 477, difesa degli interessi della classe insegnante della Valle d'Aosta, adattamento di alcuni organi collegiali alla particolare realtà regionale; per quanto riguarda la sperimentazione vi è quella proposta che, ripeto, è solo di parte regionale. Ancora, vi è un articolo in cui, direi, si stabiliscono le norme di attuazione dell'articolo 40 dello Statuto speciale.

Mi corre l'obbligo di sottolineare che il parere della maggioranza sarà favorevole in linea di massima e soprattutto approverà i criteri che stanno alla base di questa proposta.

Aggiungo che, dopo l'invito rivolto dalla Regione al Ministero per un nuovo incontro, abbiamo sottoposto questo testo all'esame della Commissione regionale per la Pubblica Istruzione, nella riunione del 12 settembre, e delle organizzazioni sindacali, il giorno 13 settembre in una riunione allargata alla quale erano stati invitati anche i due Parlamentari valdostani, il Presidente della Commissione per la Pubblica Istruzione, il Sovraintendente agli studi e l'esperto di parte regionale, Prof. Onida.

Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Ho sentito che è stata fatta una riunione allargata con i sindacati e desidero sapere, prima di tutto, quali sindacati sono stati consultati. In secondo luogo, noi non sappiamo niente delle controproposte che i sindacati possono aver fatto, per cui o la proposta è rimasta integra e così ci è stata mandata, altrimenti non possiamo intervenire in una discussione di cui non si conoscono i termini. Mi pare che ciò sia essenziale per fare una discussione.

Evidentemente si è costretti sempre a tacere; la cosiddetta Commissione di studio ha lavorato per sé stessa, senza che il Consiglio possa portare un contributo positivo. Questa è la realtà di fatto.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione Lanivi.

Lanivi (DP) - Chiarisco. Sono state invitate tutte le organizzazioni sindacali del settore operanti in Valle d'Aosta e cioè il Sindacato Nazionale Scuola Media, che era presente con una sua rappresentanza, il SINASCEL, la CISL scuola, il SAVT, e la CGIL scuola.

Direi che vi sono nelle organizzazioni sindacali due posizioni e vi dirò anche qual è il punto dolens: da parte dei sindacati confederali, cioè CISL, SAVT, CGIL, c'è in linea di massima un giudizio positivo su questa proposta di schema, con qualche piccola proposta di cui vogliamo tener conto. In linea di massima vi è anche il parere favorevole delle altre organizzazioni sindacali, salvo che per l'articolo n° 1.

È questo che fa dissentire gli altri due sindacati.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - Penso che, dopo quanto ha esposto l'Assessore Lanivi, sia opportuno tenere presente ciò che è stato richiesto dalle organizzazioni sindacali sull'articolo 1. So che le organizzazioni sindacali che raggruppano il maggior numero di insegnanti sia della scuola elementare che della scuola media sono il SINASCEL e il Sindacato Nazionale Scuola Media. Di conseguenza se questi due sindacati, che raggruppano, direi, l'80% degli insegnanti della Regione, richiedono di apportare una modifica, ritengo sia bene accogliere questa richiesta.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Può dardi che non afferri i concetti, ma ci si dice: i Sindacati sono divisi in due parti, a una parte la proposta va bene in linea di massima, l'altra parte è contraria per l'articolo n. 1.

Noi vorremmo sapere in che cosa è contraria.

Noi dobbiamo votare oggi questa, l'avete chiamata, proposta di schema. Evidentemente dobbiamo sapere quali sono le altre proposte avanzate, perché, se non sappiamo qual è l'orientamento della base, com'è ormai di moda dire in tutti i partiti, io non voterò, non essendo al corrente di niente. Desidero avere delle delucidazioni su cosa vogliono questi sindacati e dopo potrò dire la mia parola.

In caso contrario è assolutamente impossibile dare un giudizio.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Sig.ra Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Innanzitutto tengo a protestare contro il metodo che è stato usato in Consiglio per invertire l'ordine del giorno. Comunque iniziamo pure la discussione, e con un'altra proposta, perché l'Assessore Lanivi mi aveva personalmente assicurato che la Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione sarebbe stata convocata dopo la riunione con i Sindacati, in modo che i suoi componenti fossero messi al corrente di quanto era stato discusso nella stessa.

Come ha detto l'Assessorato Lanivi, noi siamo stati convocati il 12 settembre e in quella riunione c'è stata una lunghissima discussione di circa tre ore e mezza. Io ho fatto molte osservazioni circa questa bozza che oggi ci è sottoposta ed eravamo rimasti d'accordo che immediatamente dopo, il lunedì seguente, saremmo stati di nuovo convocati per poter conoscere i risultati della riunione dei sindacati di venerdì 13 settembre.

Io ho telefonato diverse volte agli uffici dell'Assessorato, e i funzionari lo possono confermare, e poi, vedendo che nessuna convocazione arrivava, mi sono detta: "si vede che è rimandata di qualche giorno", Allora mi sono data da fare personalmente per sapere quanto si era detto in quella riunione.

Mi dispiace di fare delle osservazioni personali, che esulano un pochino dall'argomento di cui discutiamo, ma io so che nel corso della riunione è stato anche detto che il Consigliere Jorrioz e la sottoscritta siamo dei Consiglieri irregolari e che nessun ricorso era stato fatto contro di noi per questa nostra posizione molto strana, per il fatto che la questione scolastica non è mai stata definita.

Ora, come mai qualcuno qui dentro si è permesso di dire una cosa del genere quando, prima di tutto, il Consiglio ha convalidato la nostra elezione?

Lasciamo da parte questo fatto e torniamo all'argomento in questione.

Il perché sono rimasta molto perplessa di fronte ad una bozza di questo genere è dovuto non tanto alla questione ruolo regionale - ruolo statale, perché evidentemente faccio parte di movimenti regionalisti ed è logico che io possa vedere la soluzione del problema nell'istituzione di un ruolo regionale, quanto piuttosto all'articolo 1, dal quale dipendono molti articoli seguenti, che è molto, molto ambiguo, perché non chiarisse sufficientemente la questione del ruolo.

Nel corso della riunione del 12 settembre ho posto diverse volte la domanda: gli insegnanti conserveranno la qualifica di impiegati statali o diventeranno dipendenti regionali? Mi si è sempre risposto, sintetizzando, che l'insegnante per questa bozza non è né carne né pesce. Assistiamo alla creazione di un nuovo tipo di impiegato, cioè di un impiegato regionale amministrato con norme statali.

Secondo me ciò avviene perché non c'è il coraggio delle proprie opinioni. Bisogna avere del coraggio su questo terreno, bisogna saper dire agli insegnanti, perché possano liberamente scegliere, "voi con questi ruoli diventate dipendenti regionali".

Allora naturalmente bisogna anche che gli insegnanti possano usufruire dei vantaggi che il fatto di essere dipendente regionale può portare. Vorrei fare il paragone tra gli stipendi dei laureati e dei diplomati che sono dipendenti regionali e di quelli che, rimanendo in questo ruolo, percepirebbero naturalmente uno stipendio sulla base di quello statale.

Quindi bisogna avere del coraggio, ho detto un momento fa, perché non si può ingannare una categoria che, in fondo, ha sempre cercato di fare tutto il possibile per la Valle d'Aosta.

Mi si è anche accusata di voler difendere una categoria, ma io rispondo che, se ora difendo questa categoria, per molto tempo ho cercato disperatamente di difenderne altre, come, per esempio, i contadini valdostani, che sono stati lasciati da parte nei vantaggi dell'autonomia; e se un domani facessero qualcosa contro altre categorie, cercherei di difenderle, come ho sempre cercato di fare anche con la categoria del personale non insegnante. Questo perché sono Consigliere regionale e ho dei precisi doveri.

A proposito del fatto che sono una insegnante, voglio ricordare che non parlo per me, perché sono ormai alla fine e probabilmente questa legge non mi toccherà. Se io parlo in questo momento, è per tutta la categoria insegnante dal maestro elementare al professore e ripeto che l'ambiguità dell'articolo 1 potrà costare molto cara a un certo momento agli insegnanti. È logico che i sindacati che rappresentano la stragrande maggioranza del corpo insegnante non siano stati d'accordo su di esso.

Dall'ambiguità dell'articolo 1 deriva l'ambiguità degli articoli che ad esso si riferiscono, perché, quando non si sa la posizione in un determinato ruolo, evidentemente tutto viene falsato.

Accennerò soltanto alla questione del trasferimento. Mi si dice: sono impiegati statali se possono avere il trasferimento. Allora perché non si ha il coraggio di stabilire, nell'articolo che riguarda il trasferimento, che l'insegnante può essere trasferito fuori dalla Valle d'Aosta, naturalmente riconoscendogli il servizio prestato in Valle? Se un insegnante ha insegnato per 10 anni in Valle d'Aosta, chi assicura che lo Stato lo riconoscerà una volta che è trasferito? Non ricomincerà a considerare gli anni da quel momento? Non sono cose campate in aria, perché ricorderò al Consiglio il caso di vari insegnanti che, pur avendo una situazione ben diversa, perché impiegati statali, lasciando la Valle d'Aosta, sono rimasti fino a 8 mesi senza stipendio nella nuova sede, perché il Ministero non voleva aprire una nuova partita per questi insegnanti che avevano prestato servizio come comandati; quindi figuriamoci quando essi saranno in certi ruoli! D'altra parte mi si dice: questa è una cosa logica, non è neanche da aggiungere nell'articolo. Mi dispiace, non aspettandomi la discussione questa mattina, di non aver portato con me, tra i vari documenti che avevo, il testo di una legge che permette ai dipendenti statali, che hanno una carica di Consigliere o di Presidente di Giunta, ecc., di chiedere il congedo per motivi politici, nella quale è affermato chiaramente in un articolo, che il dipendente conserverà tutti i vantaggi, come se prestasse regolare servizio. Ora, ciò nel testo in esame non è scritto da nessuna parte.

Non voglio cominciare la discussione articolo per articolo perché è la sostanza dell'articolo 1 che non è chiara: una volta che ci sarà chiarita col dirci coraggiosamente la posizione giuridica del corpo insegnante tutto potrà essere rivisto.

Aggiungerò però ancora qualcosa: la parola democrazia la ritroviamo continuamente sulla bocca di tutti, ma in questa legge altro che democrazia! Addirittura è un'imposizione perché si dice ad un certo momento che chi non vuole entrare in questi ruoli così poco chiari fa domanda per ritornare alla sua sede di titolarità entro 3 mesi. D'accordo, ma allora vorrei sapere la posizione del Direttore didattico, che non è uguale a quella di tutti gli altri insegnanti, perché non ha una sede fuori Valle, occupa semplicemente la sua sede in Valle d'Aosta e perciò come può fare una scelta e in quale sede di titolarità ritornerà?

Durante la riunione della Commissione per la Pubblica Istruzione io avevo fatto delle osservazioni; leggo dal verbale della stessa: "Il Consigliere Viglino all'articolo 2 ripete la domanda già fatta in precedenza per sapere se gli insegnanti che prestano servizio in Valle d'Aosta sono da considerarsi alle dipendenze dell'Amministrazione regionale oppure alle dipendenze dello Stato". Mi sembra che questa sia una domanda del tutto naturale. E ancora: "Chiede poi di sapere chi garantisce che il servizio prestato da insegnante in Valle d'Aosta sia riconosciuto dallo Stato".

Vi leggo la risposta dell'Assessore: "l'Assessore risponde precisando che il concetto espresso all'articolo 2 ribadisce la piena libertà degli insegnanti di rimanere in Valle d'Aosta oppure di chiedere eventuali trasferimenti", quindi non risponde affatto alla domanda se siano statali o regionali.

"Circa la seconda domanda riferisce che la bozza di decreto delegato in esame definitivamente concordata con i tecnici del Ministero diventerà un decreto delegato del Governo della Repubblica e pertanto sarà operante a tutti gli effetti e su tutto il territorio nazionale".

Ma chi garantisce questo quando vediamo che neanche lo Statuto regionale, parte integrante della Costituzione italiana, è stato osservato dal Governo? Quindi per me questa bozza di legge non garantisce affatto i diritti del corpo insegnante e non permette a nessuno di fare una scelta chiara e precisa.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, la prassi seguita per addivenire alla discussione di questa proposta non si giustifica nel modo più assoluto. Io penso che quanto ha detto il Consigliere Prof.ssa Viglino, della quale bisogna riconoscere la competenza in materia, debba essere tenuto nella debita considerazione. Si è sempre fatto ricorso ai sindacati e si è stabilito che quella è la voce che bisogna ascoltare e mi stupisce che non lo sia nel caso specifico, quando mi risulta, per averlo sentito dire, che l'80% degli insegnanti aderisce al sindacato che non è d'accordo su questa proposta. Giustamente la Prof.ssa Viglino fa riferimento ad una certa democrazia.

Allora con questo articolo 1 qual è l'intendimento che si vuole raggiungere? Si vuole coartare la benemerita classe insegnante per tenerla sotto il giogo politico.

Signori, se noi facciamo sempre appello ai sindacati e se questi sindacati non sono d'accordo sul principio a me pare che dovrebbe essere abbandonato.

Ma c'è di più; ho ancora appreso che la Commissione doveva essere convocata per conoscere quali erano i giudizi di sindacati e non lo è stata. Ed allora dopo tutto ciò si ha il coraggio di chiedere l'inversione.

Signor Presidente non so il perché di questa inversione quando, a distanza di tre ore, si poteva discutere tranquillamente tutta la questione. Per me c'è qualche cosa che non funziona, qualche cosa che naturalmente altri colleghi più avveduti di me potranno stabilire.

Io non sono d'accordo con la poca correttezza usata nel disimpegno di queste gravi mansioni.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Di Stasi. Ne ha facoltà.

Di Stasi (PSI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, intanto, come Presidente della Commissione per la Pubblica Istruzione, devo riconoscere, per quanto riguarda la prassi seguita nella seconda fase della stesura di questa proposta di schema di decreti delegati per la Valle d'Aosta, che c'è stato un miglioramento. Noi ci eravamo lamentati perché nella prima fase la Commissione non era stata opportunamente investita nell'esame della questione, anche perché noi ci siamo sempre battuti e ci batteremo ancora perché le Commissioni non siano svilite e svolgano il compito che loro spetta.

C'è stato, ho detto, un miglioramento perché la Commissione, come abbiamo sentito dal Consigliere Viglino, ha potuto discutere a lungo questa proposta prodotta, diciamo così, dal lavoro congiunto della Commissione regionale e di quella ministeriale.

È vero anche, devo darne atto al Consigliere Viglino, che si era deciso di convocare successivamente la Commissione per conoscere i risultati dell'incontro con i sindacati. Ad onor del vero la Commissione avrebbe dovuto discutere dopo la riunione con i sindacati, perché c'era stato detto che si dovevano riunire prima questi con i responsabili dell'Assessorato e poi la Commissione avrebbe sentito i risultati dell'incontro. Per delle ragioni legate ad un incontro con i sindacati che è avvenuto successivamente, la Commissione si è però riunita ed ha discusso. Il Presidente ed il Vice Presidente della Commissione per la Pubblica Istruzione hanno poi partecipato alla riunione che l'Assessorato ed il Presidente della Giunta hanno avuto con i sindacati. Non abbiamo poi potuto riferire tutta la discussione alla Commissione, anche perché il sottoscritto era assente da Aosta, e me ne dispiace, per partecipare ad un convegno sul mezzogiorno a Bari.

Devo però riferire che ho avuto modo, in maniera fortunosa, di parlare con il Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero delle Pubblica Istruzione, il quale mi ha detto di aver notato con soddisfazione che c'è stata, diciamo, una dimostrazione di buona volontà e di voglia di lavorare da parte dei responsabili dell'Amministrazione regionale. Questo lo devo dire perché l'ho sentito e mi ha fatto piacere.

Dobbiamo anche riconoscere il lavoro che la rappresentanza regionale ha svolto nei mesi di luglio e di agosto per arrivare a delle conclusioni quanto meno migliori di quelle raggiunte con la precedente bozza presentata al Consiglio regionale.

Ci sono certamente alcune cose da chiarire e le dibattiamo in Consiglio dal quale potranno venire indicazioni migliori.

Voglio soltanto chiedere all'Assessore due precisazioni: la prima riguarda la funzione degli Ispettori tecnici, perché, è vero che questi potranno venire chiamati dalla Regione, ma, a mio avviso, potrebbero anche rappresentare un freno per le iniziative regionali.

Per la seconda, leggo l'articolo 9 della proposta: "con legge regionale emanata ai sensi e nei limiti dell'articolo 3 la Regione determinerà la composizione dei Consigli di distretto della Valle d'Aosta".

Inviterei l'Assessore e la Giunta a preparare molto celermente questa legge regionale.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Vorrei semplicemente dire che, se il Consigliere Sig.na Viglino, ha le sue titubanze sull'articolo 1, e sono anche d'accordo che non è abbastanza chiaro, mi pare che l'articolo 2 specifichi meglio, quando parla del trattamento economico del personale appartenente ai predetti ruoli che "è a carico del bilancio della Regione compresi gli oneri contributivi e relativi alla previdenza e all'assistenza per il corrispondente personale della scuola".

Mi pare che qui sia compreso un po' tutto.

Una seconda osservazione è che in sede di Commissione abbiamo discusso questo problema e, senza voler polemizzare con la Democrazia Cristiana, il rappresentante di questo partito, chiamato a portare il suo contributo sull'annoso ed importantissimo problema, disse in quella occasione che avrebbe fatto la discussione in aula e che quindi si rifiutava di farla in quella sede. Ora, se le Commissioni sono nominate ed hanno un loro ruolo ben preciso, non vedo perché un Consigliere non debba dibattere in problemi in quella sede. Inoltre noto ancora adesso in Consiglio l'assenza completa di tutto il gruppo della Democrazia Cristiana; è una cosa che non fa piacere naturalmente, nemmeno al Consiglio.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Il Consigliere Tonino forse non ha capito o io mi sono espressa male in argomento. Vorrei solo che si rispondesse a questa precisa domanda: entrando in questi ruoli, gli insegnanti diventano dipendenti regionali o rimangono a tutti gli effetti dipendenti statali? Per precisare meglio dirò ancora: una volta che l'insegnante sia entrato in questo ruolo quale sarà la sua posizione circa l'eleggibilità al Consiglio regionale? È la stessa domanda posta in due modi diversi, perché, se rimane impiegato statale a tutti gli effetti, come il Consigliere Jorrioz e la sottoscritta, può essere eletto e fare parte del Consiglio regionale.

Oppure l'insegnante dovrà prima chiedere il trasferimento fuori valle e dare le dimissioni come dipendente regionale per poter essere eletto al Consiglio regionale?

In questo momento mi batto per una categoria che, come ripeto, ha sempre dato un valido contributo alla Valle d'Aosta... (voce) ...Sì, la categoria nella sua stragrande maggioranza ha sempre chiesto di rimanere alle dipendenze dello Stato, questo lo dobbiamo riconoscere. Anzi, se la questione della scuola valdostana non ha potuto essere risolta, è in parte perché il corpo insegnante preferiva rimanere nella posizione giuridica di impiegato statale.

Qualche cosa di analogo si è prodotto nel corso degli anni passati per quanto riguarda il corpo forestale. Naturalmente, essendo stata presa alla sprovvista diversi documenti li ho lasciati a casa per portarli al pomeriggio, ma, se ben ricordo, c'è una legge del 1966 in cui si dice che sono istituiti dei ruoli regionali per il personale forestale. In un certo articolo si dice anche che il personale di ruolo statale può richiedere di entrare o di non entrare nel ruolo regionale, mentre in questo caso, chi non entra nel ruolo regionale, dopo tre mesi fa le valigie e se ne ritorna alla sua sede di titolarità. È questo che voi chiamate scelta?

Questo è detto nell'articolo 7: "Il personale direttivo e docente di ruolo distaccato a prestare servizio negli istituti e nelle scuole della Valle d'Aosta alla data del primo ottobre 1974 è inquadrato nei ruoli di cui al precedente articolo 1, conservando la posizione di carriera e il trattamento economico in godimento, qualora non chiesta con domanda da presentarsi al competente ufficio della Regione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di essere restituito all'Istituto o alla scuola di titolarità". Invece per quanto riguarda il personale forestale è scritto: può, dietro sua domanda entrare nel ruolo.

Creso che ci siano ancora uno o due dipendenti di ruolo statale a prestare servizio nel corpo forestale della Valle d'Aosta. Almeno si lasci la possibilità a chi è stato impiegato statale per 10, 20 o 30 anni di rimanere in questa posizione senza dire: o entrate in questi ruoli, fumosi, siamo chiari, che non dicono la posizione esatta di un dipendente, o, cari Signori, fate le valigie e andatevene.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - Riguardo a quanto ha detto il Consigliere Sig.na Viglino sui due Consiglieri, come li hanno chiamati, irregolari, forse è bene che chiarisca la mia posizione in questa situazione.

I Direttori didattici e gli Ispettori sono dei funzionari dello Stato non dei dipendenti regionali e non fanno parte del ruolo provinciale come tutti gli altri insegnanti elementari, ma si trovano in un ruolo particolare. Il fatto che noi abbiamo avuto in assegnazione un posto in Valle d'Aosta, non cambia la nostra situazione.

In questo momento i 9 Direttori didattici e gli Ispettori si trovano nella situazione o di accettare il ruolo regionale oppure di rimanere in quello statale, però, in questo caso, senza accettare un qualunque posto, a Canicattì o a Caltanissetta, perché noi abbiamo il posto in Valle d'Aosta. Oppure andare tranquillamente in pensione, che credo sia la cosa migliore. Grazie.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Signor Presidente, Colleghi Consiglieri, ritengo che questo sia un argomento importante e volevo prendere la parola prima, al momento della discussione per l'inversione dell'ordine del giorno. Disgraziatamente si è voluto passare ad una votazione che ha dato un certo esito. Sto constatando che in questo momento molti Consiglieri sono assenti. Quindi mi permetto di fare una proposta e cioè, anche se tardivamente, di rinviare questa discussione al pomeriggio in modo che i Consiglieri che volevano portare con sé una documentazione per intervenire nella discussione possano farlo. Io ritengo che sia una proposta sensata perché altrimenti noi daremmo un voto senza una discussione approfondita su un problema che ritengo molto importante per l'autonomia valdostana.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany. Ne ha facoltà.

Dujany (DP) - La proposta del Vice Presidente del Consiglio mi pare sensata, perché la realtà è che la partecipazione alla discussione di questo argomento da parte di molti banchi è stata quasi nulla.

Probabilmente ciò è dovuto anche ad una mancanza di tempo per la preparazione o per la documentazione. Siccome l'argomento è di estrema importanza e deve essere visto e discusso non in termini sindacali, perché il confronto sindacale lo abbiamo già avuto in opportuna sede, ma in termini politici, perché questa è una sede politica, dove si devono fare delle scelte su un grosso argomento, estremamente importante per l'avvenire della Valle d'Aosta, io ritengo di aderire, a nome della Giunta, alla richiesta del Vice Presidente del Consiglio, proprio per dare maggiore spazio e possibilità di intervento e di confronto in una materia che non è di secondo piano.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Mi riallaccio un momento ad una frase del Presidente della Giunta. Volevo fare silenzio, ma non posso; quando qualcosa non mi piace, lo devo dire. Il Presidente ha detto: siamo in campo politico. Io gliene do atto. E aggiunge: in campo sindacale noi abbiamo già avuto il confronto. Io vorrei soltanto fare, se mi è consentito, più che altro, direi, una constatazione: come i sindacati oggi come oggi fanno politica sia consentito anche al Consiglio regionale di non fare soltanto della politica, ma di discutere anche in materia sindacale, perché evidentemente senza quella non si può dare un giudizio politico, nella situazione attuale.

Grazie.

Dolchi (Presidente) - Se il Consiglio è d'accordo, consideriamo interrotta la discussione sul punto 8 bis dell'ordine del giorno che era stato anticipato al punto 3.

Passiamo quindi all'esame dell'oggetto successivo.