Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3050 du 24 septembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3050/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "ADESIONE DELLA REGIONE AL CONSORZIO GARANZIA FIDI FRA GLI IMPORTATORI E CASE DI SPEDIZIONI OPERANTI PRESSO LA CIRCOSCRIZIONE DOGANALE DI AOSTA".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Martin, ne ha facoltà.

MARTIN (A.D.P.): Questo provvedimento è stato lungamente discusso in sede di Commissione, fra la I^ Commissione Affari Generali e la III^ Commissione Sviluppo Economico, assieme anche ai rappresentanti della Regione nel Consiglio di Amministrazione dell'Autoporto.

È un provvedimento che ha lo scopo di rendere sempre più funzionale e concorrenziale la struttura autoportuale, di modo che la percentuale di sdoganamenti, che avvengono presso la circoscrizione doganale di Aosta, aumenti in rapporto al traffico che ogni giorno attraversa il tunnel del Monte Bianco e quindi la nostra Regione.

Per fare questo, già circa due anni fa la Giunta regionale aveva proposto al Consiglio una legge che facilitava le operazioni di sdoganamento e che abbassava i costi di queste operazioni, proprio per aumentare gli sdoganamenti. In effetti, ancora oggi siamo all'incirca su un 25% di sdoganamenti sull'intero traffico che attraversa la nostra Regione.

Con quel provvedimento, e anche con quello che presentiamo quest'oggi, intendevamo aumentare quel numero ed anche gli sdoganamenti delle merci cosiddette pregiate sulle quali c'è un maggiore carico di IVA, che poi come si sa ritorna per i 9/10 alla Regione.

Penso che la legge presentata due anni fa abbia dato i suoi frutti, perchè se prendiamo i dati del 1986, anno in cui la legge ha funzionato appieno, constatiamo che rispetto al 1985 abbiamo avuto circa 23 miliardi di IVA in più; c'è stata una flessione nel 1987 rispetto al 1986 (che è stato un anno record, anche se il 1987 è ancora comunque migliore del 1985), non tanto negli sdoganamenti, che sono invece aumentati come numero, ma una flessione come IVA, al 31 agosto, di circa 10-12 miliardi, dovuta a diverse questioni: una di queste penso sia l'apertura e il pieno funzionamento dell'autoporto di Susa, che è andato in funzione nei primi mesi del 1986. Era una questione che aveva sollevato parecchie perplessità in questo Consiglio: ricordo il Consigliere Pascale che più volte, conoscendo molto bene il problema, aveva sollecitato il governo regionale a fare qualcosa per vedere di affrontare questo problema dell'apertura del traforo di Susa. In effetti penso sia stata una delle cause che ha dirottato un certo traffico verso Susa.

Altre questioni che abbiamo avuto modo di verificare anche in Commissione, discutendo con i rappresentanti regionali nel Consiglio di Amministrazione dell'Autoporto, sono le dogane interne, che naturalmente portano via del traffico al nostro Autoporto, in particolar modo quella di Novara che sembra essere molto più sollecita in molte operazioni di sdoganamento rispetto agli uffici che sono a Pollein, anche se non dobbiamo dimenticare che sotto un certo aspetto è forse meglio essere un tantino scrupolosi per evitare complicazioni in seguito. A questo riguardo bisogna dire che se anche le operazioni hanno subito qualche rallentamento, non si sono mai verificate delle contestazioni, cosa che va a garanzia della struttura autoportuale di Pollein.

Altre considerazioni che abbiamo fatto in Commissione, sono quelle dovute ad una oscillazione del mercato: non dobbiamo dimenticare i problemi che si sono avuti per il mercato del bestiame, tipo l'afta, che ha certamente rallentato la importazione di carne, di bestiame in territorio italiano. Ed è infatti proprio nel settore delle carni, del bestiame, che si è avuta una contrazione di sdoganamenti, che al 31 agosto si è quantificata in 798 TIR in meno, e siccome questi hanno un ricarico maggiore di IVA, hanno prodotto certamente questa differenza rispetto al 1986.

Il provvedimento che prendiamo oggi vuole essere un completamento di quella legge che già abbiamo presentato due anni fa; vuole far sì che anche nella nostra struttura autoportuale si possa dilazionare il pagamento dei diritti doganali, e soprattutto avere la possibilità di abbattere il costo del denaro per dilazionare questi pagamenti.

La struttura della legge si affida ad una Confidi, sulla esperienza delle Confidi che già esistono, quindi demanda ad un Consorzio di case di spedizioni e di importatori a cui la Regione aderisce, la possibilità di abbattere questi interessi fino a circa 6 punti, quindi a circa un 50% di quello che sarà il costo del denaro. Abbiamo stanziato la cifra di 2 miliardi: evidentemente non siamo in grado oggi di dire se questa cifra sarà sufficiente o meno, perchè bisognerà vedere quale sarà l'impatto del provvedimento sugli importatori e sulle case di spedizione. Pensiamo comunque con questo provvedimento, affiancato all'altro intrapreso due anni fa, di mantenere la concorrenzialità nel nostro autoporto.

Questo è quanto si prefigge la legge.

Dovremo fare anche altre discussioni, perchè si avvicinano delle date importanti: il 1992 è ormai alle porte e mi rendo conto che dovremo fare qualcosa per evitare dei cali drastici al nostro riparto; altra questione molto importante è quella dei depositi in magazzini doganali, che forse sarà bene affrontare.

L'iniziativa di oggi vuole essere il completamento di una legge, ma ci rendiamo conto che altre cose possono essere necessarie e su queste in effetti stiamo già pensando in accordo con i nostri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione dell'Autoporto. Questa è una legge che pensiamo possa in parte, se non completamente, ristabilire quelle carenze che si sono verificate nel 1987 e possa riportarci ai valori del 1986.

PRESIDENTE: È aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Segretario Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Nous sommes d'accord avec ce projet de loi. J'ai entendu avec attention les mots qui vient de dire l'Assesseur Martin, et je partage ce qu'il a dit à la fin de son intervention. Il ne s'agit pas de compléter la loi sur la participation actionnaire dans la société de l'Autoport, mais de l'intégrer, parce que je pense que d'autres actions devront encore être menées vis-à-vis de la gestion de l'autoport pour le faire devenir toujours plus une vache qui reste sans lait. Je suis de l'avis que nous devons tirer de l'autoport tout ce que nous pouvons tirer dans ces quatre années qui nous restent pour aller à l'application des accord internationaux qui concernent la Communauté Economique Européenne. Il s'agit aussi d'un devoir que nous avons en tant qu'administrateurs, non seulement d'un droit. Dans ce sens nous voterons volontiers cette loi.

Je veux encore faire remarquer à ce Conseil la position critique que j'ai prise en Commission sur la question du siège des sociétés qui devront participer à ce consortium; je la réaffirme dans ce Conseil; j'ai insisté pour que les sièges des sociétés qui participent au consortium Fidi soient en Vallée d'Aoste, justement pour toutes les raisons que le Conseil pourra comprendre facilement et qui sont des considérations qui vont dans la même direction dans laquelle va cette loi.

Dans ce sens je crois que pour le moment la chose n'a pu être faite, mais je pense qu'on peut travailler et oeuvrer pour faire de façon que même en dehors de la loi et en dehors des accordo qui seront pris entre les sociétés, on puisse faire de façon que ces sièges soient transférés en Vallée d'Aoste.

C'est pour cela que j'insiste avec l'Assesseur et avec le Gouvernement régional pour qu'il fasse jusqu'au fond cet effort, et je pense au contraire qu'il s'agit d'un projet de loi complémentaire à l'autre. J'espère qu'on puisse dans un bref délai arriver à approuver dans ce Conseil d'autres mesures qui puissent encore favoriser la possibilité au dédouanement, non pas d'augmenter le passage de TIR comme un tas de forces politiques veulent nous faire dire, parce que dans ce Conseil on a souvent voulu faire dire que a majorité veut qu'il y ait une augmentation de TIR au tunnel du Mont Blanc; absolument pas!

D'ailleurs les tarifs appliqués au tunnel du Mont Blanc démontrent déjà le peu d'intérêt qu'il y a de la part des sociétés de transport de passer par ce tunnel. Nous voulons au contraire qu'il y ait un passage de TIR d'un certain type avec des marchandises qui puissent donner un revenu important pour notre Région, et c'est cela le but pour lequel nous travaillons et nous devons travailler et oeuvrer. Alors, mirer une action qui puisse viser à faire arrêter à l'autoport de Pollein les TIR de champagne, c'est quelque chose qui doit être étudiée jusqu'au fond.

C'est dans ce sens que nous votons cette loi, parce qu'il nous paraît qu'el le va dans cette direction et nous demandons au gouvernement régional d'oeuvrer toujours plus pour que cela puisse se réaliser.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Per annunciare l'astensione del nostro Gruppo.

Questo disegno di legge era stato presentato nel giugno di questo anno e nella sua prima interpretazione aveva sollevato grosse ostilità all'interno del nostro Gruppo, perché - la relazione è rimasta ancora la stessa, Assessore - prevedeva un finanziamento a fondo perduto a favore di un consorzio di cui facevano parte soltanto alcune società che facevano riferimento ad un unico gruppo fra tutte le case di spedizione che operano all'autoporto della Valle d'Aosta.

Nel corso dell'estate ci sono stati degli incontri e la lettura di questo disegno di legge è adesso da parte della Giunta quella di permettere l'adesione al consorzio di tutte le case di spedizioni che operano presso l'autoporto di Aosta. Diciamo che anche se il disegno di legge è rimasto lo stesso, far cadere la discriminazione verso importanti case di spedizioni che hanno un ruolo soprattutto nella parte di mercato che tratta il trasporto di carni e di animali vivi, fa sì che la natura del disegno di legge sia cambiata.

È caduto il principale motivo della nostra opposizione a questo disegno di legge, permangono invece delle perplessità rispetto alla sua formulazione e alle cose che finora sono state portate a conoscenza del Consiglio. Nella relazione al disegno di legge si diceva che analoghi interventi erano stati fatti presso altre strutture autoportuali; abbiamo poi accertato in Commissione che non esiste altrove alcun ente pubblico che mette denaro pubblico per abbattere i tassi di interesse di consorzi che operano all'interno di autoporti ed interporti, ma sono gli stessi operatori che consorziati, in accordo con banche, ottengono questa dilazione nel versamento delle somme dovute per le operazioni doganali. Questa è una imprecisione che è stata verbalmente corretta, che però resta nel testo della relazione.

Abbiamo avuto incontri con i rappresentanti della Regione nella FINAOSTA, da cui abbiamo avuto informazioni anche interessanti. Non abbiamo finora avuto copia dello statuto del consorzio e non abbiamo avuto ancora copia della convenzione che il consorzio stesso dovrà fare con le banche; poteva esserci una bozza che permettesse di valutare nel concreto come si vuole operare.

Questi sono i motivi per cui da un voto presumibilmente contrario passiamo alla astensione, perchè ancora non abbiamo elementi sufficienti per vedere come verrà realizzato questo intervento.

È stata interessante l'audizione dei rappresentanti della Regione presso la società Autoporto, perchè è venuto fuori un fatto visivamente preoccupante, quale un calo di oltre il 6% nell'IVA incassata presso l'autoporto della Valle d'Aosta. Ricordo che già alcuni mesi fa il nostro Gruppo in una conferenza stampa aveva sottolineato la necessità di studiare dei meccanismi che dopo il 1992 permettessero a questa Regione di poter avere a disposizione fondi in qualche misura equivalenti a quelli oggi introitati attraverso l'IVA dell'autoporto. Vediamo che, forse per fatti contingenti, questa entrata ha avuto nell'anno 1987 un primo calo e già da questo possiamo vedere - si tratta di una decina di miliardi netti persi per la Regione - quale potrebbe essere a situazione nel 1992, se non si trovassero, in accordo fra il Consiglio regionale, il Parlamento, il Governo della Repubblica, nuovi metodi per garantire il livello di entrate che oggi ha questa Regione. Nel sottolineare questa preoccupazione, nel ribadire l'impegno per lo studio di queste forme per il futuro finanziamento delle entrate regionali, ribadiamo anche l'astensione nel merito sul disegno di legge.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questo provvedimento di legge riveste una sua importanza, sia perchè è cambiato rispetto al testo che avevamo inviato a giugno, sia perchè rappresenta forse una evoluzione nel pensiero della maggioranza sul problema del trasporto merci in Valle d'Aosta.

Ho seguito con attenzione, già in Commissione e qui in Consiglio, sia le osservazioni dell'Assessore, sia quelle del Consigliere Tamone, e mi pare che ci sia meno incomprensione fra a posizione da sempre sostenuta da Nuova Sinistra e quella della maggioranza.

Esiste però un fatto di fondo che la maggioranza ancora non riesce ad adottare, a captare, ad accettare, che a mio parere sarebbe assolutamente indispensabile collegare strettamente con provvedimenti di questo tipo. Non solo occorre favorire il cosiddetto transito dei camion "vacche da mungere", per usare una espressione del collega Tamone, ma bisognerebbe ridurre, ostacolare, il traffico dei TIR che porta in Valle d'Aosta soltanto inquinamento, rischio e pericolo.

In anni e anni di amministrazione di questa maggioranza non abbiamo mai visto alcun intervento di questo genere, sino ad avere assistito, anzi, in un passato nemmeno tanto lontano, a provvedimenti assurdi come quello di consentire il passaggio dei TIR perfino durante la visita del Papa, quando sapevamo che c'erano sicuramente dei problemi di traffico nella nostra Regione.

Se questo provvedimento fosse stato presentato in Consiglio regionale insieme ad una diversa politica del Presidente della Giunta sui casi in cui occorre fare una eccezione al transito dei TIR durante le giornate festive e le giornate in cui comunque in Svizzera e in Francia i TIR non possono transitare, potremmo effettivamente dire che la maggioranza sul problema del trasporto merci in Valle d'Aosta ha fatto dei cambiamenti. Cosa che invece non è, anche se queste dichiarazioni che citavo prima, dell'Assessore e del Consigliere Tamone, danno un certo spiraglio. Speriamo che con il tempo vi rendiate conto che erano scelte da fare ben prima.

Vorrei riprendere però una affermazione e un proposito dell'Assessore alle Finanze che mi pare meritevole di una osservazione; mi riferisco in particolare, al fatto che egli sostenga che occorre sviluppare una politica di fornitura di servizi, non solo di interventi finanziari, e cominci ad ipotizzare interventi come depositi per la merce non ancora sdoganata o altri interventi di questo genere. Mi sembra che sia un terreno su cui ci si possa confrontare e come ho già detto in Commissione esistono anche altri settori che meritano in questo senso di essere analizzati.

Volevo ricordare in particolare due problemi: il primo è quello legato al trasporto intermodale. Avremo a dicembre la conferenza sui trasporti, spero che in quella sede anche dal punto di vista di questa struttura autoportuale vengano delle idee, o quanto meno la volontà di verificare il progetto. Secondo me, offrire agli autotrasportatori una possibilità di integrarsi con la ferrovia è un fatto importante, ma ancora più importante è farlo con gli importatori che sono in effetti gli interlocutori di provvedimenti di questo genere. Abbiamo due categorie diverse a cui ci vogliamo rivolgere. Allora è chiaro, e questo provvedimento mi sembra che vada in questo senso, che una categoria importante sono gli importatori; sappiamo che gli importatori investono i loro soldi in società, insieme con le ferrovie dello stato italiano e le ferrovie dello stato elvetico, che sviluppano il trasporto combinato. Secondo me, prima di scartare questo servizio da dare agli importatori, ci dovremmo pensare. Ma anche l'altra categoria, i cosiddetti autotrasportatori, quelli che poi fisicamente trasportano le merci, è interessante, perchè è evidente che per i prossimi anni non ci saranno dei collegamenti ferroviari con le nazioni viciniore, e comunque dovranno svolgere un grosso ruolo. Potrebbe anche darsi che sia interessante arrivare all'autoporto di Aosta, sdoganare, dopo di che trasmettere il semirimorchio sul sistema ferroviario.

Se la politica della Giunta vuole essere equidistante da queste posizioni tecniche ed essere al di sopra delle parti sulla diatriba del trasporto su merci, credo che queste posizioni debbano essere verificate, insieme a tutti gli altri provvedimenti, per incentivare l'autoporto non più come una fabbrica di facilitazioni fiscali, ma come una fabbrica nel senso di un procedimento industriale, anche se in un settore terziario particolare, che produce occupazione, investimenti, produce dell'attività nella nostra Regione.

Spostare l'aspetto da un mero utilizzo della vacca da mungere, come è stato fino ad oggi, ad un processo industriale evoluto, è la scommessa che abbiamo davanti, su cui tutti dobbiamo misurarci con idee, contributi, lasciando da parte degli interventi un po' sentimentali legati a posizioni che avevano una ragione di essere qualche anno fa.

Non ci sarà da parte di Nuova Sinistra una opposizione feroce su questo provvedimento, c'è soltanto l'opposizione al fatto che ci viene presentato slegato da qualsiasi intervento in senso contrario. Questo lo vogliamo rimarcare, perchè l'aumento dei transiti in Valle d'Aosta è notevolmente superiore a quello dello scorso anno - in percentuale il 18% -, ma il rientro di denaro per i problemi già sottoposti prima è stato estremamente più basso, anzi probabilmente alla fine dell'anno si avrà un saldo negativo.

Si pone un problema differente rispetto al passato. In passato avevamo una percentuale stabile che andava avanti, anzi ci sono stati dei periodi in cui non aumentavamo i TIR ma aumentavano gli sdoganamenti, adesso invece c'è una inversione di tendenza. Come responsabili politici regionali dobbiamo intervenire anche su questo settore.

Non chiedo di mettere una multa o l'arresto per quelli che non sdoganano ad Aosta, ma usiamo la nostra iniziativa per cercare misure di questo genere.

Il voto di Nuova Sinistra sarà contrario, ma senza acrimonia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Sarà un brevissimo intervento, in quanto nella Commissione Affari Generali ci sono stati diversi incontri, anzi scontri, alcuni anche preoccupanti, in modo particolare prima delle ferie estive. Devo sottolineare un fatto negativo di questo disegno di legge, e anche qui vorrei una precisazione da parte del Presidente della Giunta.

In Commissione si presentò un signore a nome della società e disse:"noi della società abbiamo preparato questo disegno di legge". Questa dichiarazione ci ha lasciato delle preoccupazioni; non solo, ma allora non era neppure in grado di garantire, a noi dell'opposizione che l'avevamo chiesto, che a questo Consorzio Garanzia Fidi potessero anche intervenire le società che non avessero sede sociale in Valle d'Aosta. Come poco fa ha detto il Consigliere Tamone, non condivido questa condizione della sede sociale, è una raccomandazione che si può fare, però potrebbe avere anche effetti contrari.

La relazione al disegno di legge, quindi - lo hanno affermato il Consigliere Mafrica e l'Assessore Martin - è non veritiera, in quanto questi interventi erano già stati previsti in altre strutture; lo stesso Assessore Martin si è preoccupato di rettificare nell'ultima Commissione.

Oggi abbiamo maggiori garanzie su certe incertezze iniziali. Non ho voluto malignare, ma c'è stato detto: "noi vi proponiamo questa legge", sono state queste le parole che ci hanno impressionato....

TAMONE (U.V.) (fuori microfono): .... si trattava non di una legge ma dello statuto del consorzio ....

BALDASSARRE (P.S.D.I.): ... può darsi anche che sia stato un errore da parte del rappresentante di questa società nel venire in Commissione e sostenere di aver loro presentato questo disegno di legge, però ribadisco che ci siamo preoccupati ... lo stesso Consigliere Tamone era preoccupato che quel signore lo avesse detto ....

L'Assessore Martin ha sostenuto che l'intervento regionale è stato salutare in questa situazione, però gli introiti relativi all'IVA sono aumentati di circa 23 miliardi nel 1986, ma sono diminuiti con lo stesso intervento regionale nel 1987 di oltre 12 miliardi, quindi c'è stato un aumento aleatorio. Sostiene l'Assessore che c'è l'aumento dei TIR, però sono diminuiti i TIR che trasportano merce pregiata, per cui diminuendo l'IVA sono aumentati solo i passaggi, quindi si possono sdoganare patate, legna, però la merce pregiata (fra virgolette) è diminuita. E questo nonostante la somma di 250 milioni che la Regione ha versato alla società per attività promozionali.

Abbiamo chiesto delle attività promozionali ai rappresentanti della Regione in seno alla società, ma non ci hanno dato una risposta. Ci dica allora l'Assessore quali sono le attività promozionali che sono state svolte presso l'autoporto di Aosta. Mi auguro che lo dica e si possa dimostrare quali sono queste attività promozionali.

Quindi, la prima questione è l'intervento regionale in una attività privata che doveva rischiare in proprio e non lo fa perchè adesso la Regione è subentrata con una quota azionaria.

La seconda questione è il versamento annuo di 250 milioni per attività promozionali che non sono state fatte.

Terza questione: con questo provvedimento oggi dal punto di vista finanziario la Regione impegna circa 3 miliardi per soli tre mesi del 1987 (quando andrà in porto l'approvazione di questa legge saremo alla fine di ottobre). Si presume che nel 1988 saranno almeno 10-12 i miliardi che la Regione avrà investito per il Consorzio Fidi. Qualcuno sostiene (forse lo sosterrà il Consigliere Pascale) che questa è una politica di vantaggio nell'investire per poi ricavare. Potrei al limite anche essere d'accordo: investiamo due miliardi e ne ricaviamo duecento. Però se la situazione del 1986 era soddisfacente, quella del 1987 è preoccupante, e se è preoccupante la situazione del 1987 dobbiamo cercare di non impegnare somme regionali, perchè non servirebbe a niente giustificare questi provvedimenti con il rientro dei 9/10.

Sono stato forse scorretto e un po' duro in quella Commissione, quando ci è stato prospettato questo disegno di legge; prima di tutto perché non avevamo capito certe situazioni, non potevamo capirle, non eravamo in possesso di nessun verbale, ma solo di questa relazione. C'era stato raccontato che succedeva questo in altri autoporti, invece dopo esserci informati abbiamo saputo che non era vero; a Regione vuole intervenire, è una decisione politica, e le decisioni politiche se le assume la maggioranza.

Non voteremo questo provvedimento, siamo contro (non per posizione demagogica o per posizione politica in questo Consiglio regionale) questi tipi di interventi.

Mi auguro che non torneremo ancora in Consiglio a parlare di interventi regionali nell'autoporto, perchè allora ci sarebbe da preoccuparsi, come Amministratori regionali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Se si vuole fare un bilancio dell'intervento regionale nell'ambito dell'autoporto, deciso dalla legge di due anni fa, credo si debba partire dalle condizioni in cui ci trovavamo due anni fa, e direi anche condizioni generali di conoscenza dei problemi da parte del Consiglio, perchè ricordo il dibattito acceso che ci fu due anni fa quando si approvò la legge di intervento della Regione e le argomentazioni che allora furono svolte da alcuni

Consiglieri. Mi ha fatto piacere oggi vedere che alcune posizioni sono molto modificate; ho apprezzato l'intervento del rappresentante di Nuova Sinistra, che è stato molto diverso da quello che avevamo sentito due anni fa.

Riferendomi alle condizioni obiettive del traffico del 1985, se ben ricordate eravamo in presenza di una curva discendente del flusso di transiti attraverso il traforo del Monte Bianco, per la contemporanea apertura del Traforo del Frejus, ed eravamo preoccupati che una analoga discesa si sarebbe potuta verificare con l'apertura dell'autoporto di Susa. L'obiettivo primario che si era posto allora l'Amministrazione regionale era quello di rendere la struttura dell'autoporto di Pollein più competitiva, per reggere questa concorrenza di Susa, e quanto meno mantenere quelli che erano i flussi degli sdoganamenti e quindi le entrate del riparto fiscale.

Come ha detto giustamente l'Assessore, l'obiettivo mi sembra largamente raggiunto, perchè non solo i dati del 1986 dimostrano un incremento sia nel volume degli sdoganamenti sia nelle entrate finanziarie, quindi fiscali da parte regionale, ma quelli del 1987 a ben considerarli dimostrano un ulteriore aumento del numero degli sdoganamenti (mi pare del 2-3%), e soltanto una diminuzione di quelli che sono gli introiti dei diritti doganali e quindi delle entrate regionali.

Questo significa che complessivamente nell'arco dei due anni la struttura autoportuale ha acquisito dei nuovi clienti, in percentuale anche abbastanza consistente; nel contempo, è vero, ha perso alcuni trasporti, e guarda caso sono dei trasporti che riguardano le merci a più alta incidenza fiscale, cioè animali e carni.

Vorrei ricordare, riportandomi alla discussione di due anni fa, che a quell'epoca uscì la circolare che autorizzava le merci in transito, anche di carattere sanitario, a poter effettuare la visita sanitaria a destino. Prima tutte le merci sottoposte a visita sanitaria dovevano obbligatoriamente effettuare questa visita al confine e quindi all'autoporto. Questo già di per sé ha dirottato altrove in dogane interne, con strutture più agili, una parte di questo traffico. Poi ci possono essere, li ha enunciati prima l'Assessore, dei motivi di carattere contingente, dovuti alla epidemia che può aver colpito alcune Regioni nordoccidentali, da dove in modo particolare provengono queste importazioni. Inoltre, se vogliamo ragionare con obiettività, ci sono anche delle carenze connesse a quella che è l'organizzazione dei servizi nell'ambito autoportuale, organizzazione che comporta fisiologicamente dei ritardi.

L'offerta del servizio da parte dell'operatore privato all'interno dell'autoporto è una offerta atipica che non esiste in altri centri, perchè altrove ogni casa di spedizione, ogni operatore privato redige personalmente in modo autonomo le proprie dichiarazioni doganali e, magari agendo anche sul fattore tempo, va in dogana per richiedere l'operazione.

Nell'ambito dell'autoporto questo non avviene, perchè c'è un solo centro al quale convergono le varie richieste degli operatori privati, e automaticamente, quando aumenta il volume del traffico, e questo si verifica proprio nei giorni di maggiore punta, questo centro a volte si ingolfa. Cioè, più aumenta il volume degli sdoganamenti, più la struttura non resiste a questo aumento e crea dei ritardi. Non sono ritardi soltanto dovuti alla vischiosità burocratica dell'organismo pubblico, sono ritardi connaturati al tipo di struttura che esiste nell'ambito autoportuale nel richiedere questo servizio all'operatore pubblico.

Questo deve far riflettere, perchè vuol dire che fino ad un certo livello la struttura garantisce, oltre alla economicità del servizio rispetto ad altri centri, la celerità del servizio; al di là di certi livelli questa celerità non esiste più, anzi ci può essere un ritardo. Allora, o si accetta questo ritardo oppure bisogna cominciare a riflettere sulla possibilità di modificare questa struttura, questo tipo di offerta all'interno dell'autoporto, cosa che credo non possa fare né la parte pubblica statale né la parte pubblica regionale, ma sulla quale devono riflettere e trovare i correttivi gli stessi operatori privati.

Questo è un provvedimento positivo, che potrà dare degli effetti, anche se non so in quale misura; non mi pare un provvedimento di natura eccezionale, perchè vorrei ricordare al Consiglio che esistono già dei consorzi fidi per gli albergatori, per gli agricoltori, per i commercianti, ai quali da dieci anni la Regione concede contributi per l'abbattimento dei tassi di interesse, che vengono votati quasi alla unanimità da parte del Consiglio regionale. Questo è analogamente un consorzio garanzia fidi, con una differenza, se mi si permette: prendendo a riferimento il miliardo concesso al consorzio garanzia fidi tra gli industriali, del quale forse non vediamo un effetto diretto, qui possiamo avere un riscontro diretto perchè qualsiasi investimento che viene effettuato nell'ambito autoportuale può dare un riscontro in termini di entrata fiscale.

È vero che non esistono altrove di queste facilitazioni, quindi era errata l'indicazione nella relazione; non esistono altrove perchè solo qui esiste l'interesse regionale, quindi è giusto che l'Amministrazione regionale si faccia partecipe di questo consorzio garanzia fidi. Giustamente diceva l'Assessore alle Finanze e ripeteva il Consigliere Tamone che è necessario intervenire con altri provvedimenti per migliorare questa struttura. Sono stati citati i magazzini doganali; vorrei citare altri provvedimenti, quali ad esempio i laboratori di analisi. Avevo fatto una interpellanza un anno o due anni fa per istituire questo laboratorio di analisi che poi serve per quelle merci su cui abbiamo perso, quali carni bovine e carni suine; mi fu risposto che costava più di un miliardo, che non ne valeva la pena, che semmai bisognava potenziare il laboratorio di analisi dell'USL che mi pare sia poco funzionante. Questo è un altro degli argomenti che possiamo affrontare.

C'è poi anche da affrontare il problema del collegamento dei provvedimenti che si attuano all'interno dell'autoporto con quelli che dovrebbero essere attuati dal traforo del Monte Bianco: questo collegamento che abbiamo più volte richiesto in effetti poi non si attua. Anzi, se sono vere le voci che ho raccolto stamattina, mi pare che da oggi i pedaggi al traforo del Monte Bianco sono aumentati del 20% e questa non credo sia una politica che vada a favore dell'autoporto.

Una affermazione del Consigliere Tamone che non condivido è quella di considerare l'autoporto come una "mucca" che si deve cercare di mungere fino al 1992. Questo è un atteggiamento sbagliato del modo di porsi di fronte all'autoporto, intanto perchè il 1992 è già slittato e penso che slitterà comunque di qualche anno, ma poi non è detto da nessuna parte che nel 1992, nel 1994 o 1995 le dogane saranno chiuse. A questa ipotesi non credo; secondo me, e secondo gli esperti, nel 1992 o nel 1995 sarà modificata la struttura, magari anche profondamente, che provvede ala importazione e al pagamento dei diritti doganali. Quindi a maggior ragione dobbiamo potenziare le strutture autoportuali per essere pronti a queste modifiche che possono intervenire in sede CEE, per cercare di mantenere a Pollein l'attuale volume di sdoganamenti.

Si dà atto che alle ore 19,23 assume la Presidenza il Vice Presidente DOLCHI.

PRESIDENTE: È chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Martin per la replica, ne ha facoltà.

MARTIN (A.D.P.): La mia replica sarà breve in quanto non mi pare si siano prospettate delle grandi differenziazioni e interpretazioni su questa legge.

Giustamente il Consigliere Pascale diceva che l'atteggiamento dei diversi Gruppi rispetto alla legge votata un anno fa, è fondamentalmente cambiato; si è capito che questa legge è andata incontro a quelle che erano le preoccupazioni, si è capito che questa legge è andata a buon fine e gli scopi che perseguiva sono stati raggiunti.

Si tratta oggi di fare un completamento, una integrazione di quel provvedimento votato dal Consiglio due anni fa per cercare di recuperare una certa competitività che per cause molteplici che abbiamo elencate si sono verificate durante questo anno.

Si può convenire su molte cose che sono state dette dai diversi gruppi. Certamente il 1992 sarà una data importante per cui sarà bene fare una riflessione su questa data; penso che sarà un problema che la prossima legislatura dovrà affrontare molto seriamente, perchè si tratta di modificare radicalmente le entrate del riparto fiscale.

Forse c'è stata una incomprensione quando si parlava di interventi similari in altre strutture; in effetti si intendeva dire che altri tipi di situazioni esistono, per esempio a Susa, dove esiste una società di factoring, composta da un paio di banche, che fa questa cessione di crediti ad un costo del denaro che si aggira sul prime rate.

A Susa non c'è l'intervento regionale perchè, diceva giustamente il Consigliere Pascale, la Regione Piemonte non ha nessun interesse specifico nel settore.

Per rispondere al Consigliere Baldassarre, mi pare che i rappresentanti regionali abbiano comunque detto quali sono state le attività più importanti assunte per incentivare e promuovere certe iniziative presso l'autoporto. Hanno parlato di assicurazioni che vengono date agli autisti che coprono il percorso dall'autoporto fino a destinazione, e mi pare che questa forma di promozione sia stata apprezzata. Hanno portato anche l'esempio pratico del caso che si è verificato di un autista che purtroppo ha avuto un incidente e la sua famiglia ha potuto usufruire di questa polizza. So di altre iniziative tipo buoni pasto, buoni gasolio, le quali, sommate a quelli che erano i benefici della legge, hanno portato i vantaggi che nel 1986 abbiamo avuto e che poco fa quantificavo in 23 miliardi. Mi pare che questa cifra ci può far dire che l'intervento che costa alla Regione annualmente circa 1 miliardo e mezzo, per diversi anni è stato ammortizzato.

PRESIDENTE: Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:

ART. 1

1. La regione Valle d'Aosta aderisce, quale socio, al Consorzio Garanzia Fidi fra gli importatori e le case di spedizioni operanti nella circoscrizione doganale di Aosta, costituito in Aosta con atto del notaio MARCOZ in data 11 giugno 1987 (repertorio n. 71365).

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Il Gruppo socialista voterà a favore del disegno di legge in oggetto.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 1 testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 24

Votanti 19

Favorevoli 17

Contrari 2

Astenuti 5 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

ART. 2

1. La Regione è autorizzata a concedere al Consorzio Garanzia Fidi fra gli importatori e le case di spedizioni di cui al precedente art. 1, per l'anno 1987, un contributo di Lire 2.000.000.000 al fine di consentire l'abbattimento, fino ad un massimo del 50%, del tasso di interesse fissato dalla convenzione fra il Consorzio e gli Istituti di credito per aperture di credito destinate a finanziare le dilazioni nel pagamento dei diritti doganali per operazioni di importazioni definitive compiute presso la circoscrizione doganale di Aosta.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 2 testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 23

Favorevoli 21

Contrari 2

Astenuti 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

ART. 3

1. Le somme eventualmente non utilizzate nell'anno 1987 per i fini di cui alla presente legge del predetto Consorzio potranno essere utilizzate agli stessi fini negli anni successivi.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 3 testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 23

Favorevoli 21

Contrari 2

Astenuti 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:

ART. 4

1. L'onere derivante dalla concessione del contributo previsto dalla presente legge graverà sul capitolo 36910 (Contributi al Consorzio Garanzia Fidi fra gli importatori e le case di spedizioni operanti presso la circoscrizione doganale di Aosta) che viene a tal fine istituito nella parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1987.

2. Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente ammontante a L. 2.000.000.000 si provvede mediante riduzione di pari importo dallo stanziamento iscritto al capitolo 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (Spese di investimento)" del bilancio di previsione per l'esercizio 1987 a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n 8 al bilancio stesso relativo all'istituzione di una azienda regionale di credito; su detto intervento risulta quindi disponibile la minor somma di Lire 5.250.000.000.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 4 testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 23

Favorevoli 21

Contrari 2

Astenuti 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:

ART. 5

1. Alla parte Spese del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1987 vengono apportate le seguenti variazioni:

in diminuzione

capitolo 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo - Spese di investimento"

L. 2.000.000.000

in aumento

Settore 2.2.2. Sviluppo economico Programma 2.2.2.11. Interventi promozionali per il commercio

capitolo 36910 di nuova istituzione

codificazione 2.1.2.4.3.5.10.25.03 "Contributi al Consorzio Garanzia Fidi fra gli importatori e le case di spedizione operanti presso la circoscrizione doganale di Aosta

- L.R. n.

L. 2.000.000.000

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 5 testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 23

Favorevoli 21

Contrari 2

Astenuti 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:

ART. 6

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 6 testè letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 23

Favorevoli 21

Contrari 2

Astenuti 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione per scrutinio segreto la legge nel suo complesso.

I ^ VOTAZIONE NULLA

PRESIDENTE: Essendo risultata nulla la prima votazione, si procede alla seconda votazione a scrutinio segreto.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti 22

Favorevoli 19

Contrari 3

Astenuti 6 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet e Tonino)

Il Consiglio approva