Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 133 du 30 mai 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 133/74 - Problema concernente lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta. (Approvazione di ordine del giorno)

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola all'Assessore ai Lavori Pubblici, vorrei pregare l'Assessore Pollicini di rispondere, nella sua introduzione, all'interpellanza del Consigliere Manganone che è stata abbinata alla discussione di questo oggetto.

Pollicini (DP) - Mi pare che sul problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani si sia detto ormai tutto quanto era possibile dire. Quindi non farò alcuna relazione, ma ricapitolerò, per brevi cenni, l'attività delle Commissioni incaricate di verificare il metodo già scelto dalla legge del 7 marzo dello scorso anno.

In virtù di quella legge e delle richieste di chiarimento intervenute, la Commissione dei Lavori Pubblici, Commissione Sanità e la Commissione speciale di studio per lo smaltimento dei rifiuti solidi si sono recate in più parti per visitare impianti di smaltimento tra cui Blaubeuren in Germania, per un impianto di smaltimento attraverso compostaggio, e a Copenaghen; i tecnici della Regione, specializzati in inceneritori, si sono recati a Morgins e zone vicine in Francia, per vedere all'opera i trituratori e a Rho per vedere un altro inceneritore, oltre a essere stati in precedenza anche a Lecco, per studiare un inceneritore per comunità di dimensioni molto limitate. Dopo aver appunto visitato questa serie di impianti, la Commissione Lavori Pubblici, congiuntamente alla Commissione Sanità, ha fatto il punto sulla situazione e la maggioranza ha convenuto di proporre alla Giunta e al Consiglio il metodo di smaltimento attraverso incenerimento. Premesso che non esiste nessun sistema ottimale, si è optato per l'incenerimento, ma la conclusione della Commissione è stata che non è possibile applicare un unico metodo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutta la Valle, per la diversità e la decentricità che hanno alcune zone rispetto ai punti di raccolta, per cui si è lasciata la possibilità eventualmente in alcune zone periferiche di adottare soluzioni locali che meglio si possono prestare alle particolari necessità del luogo.

In sostanza, però, la Commissione è stata dell'avviso che, per quanto riguarda il metodo, venga confermato quello dell'incenerimento per cui la proposta che viene fatta è di mantenersi il più possibile fedeli all'adozione di questo metodo.

La Commissione tecnica e la Commissione consiliare avranno l'incarico di stabilire le localizzazioni, anche in virtù degli ultimi studi e delle visite effettuate, in modo da iniziare la risoluzione di questo problema, sia pure gradualmente. Per rispondere all'interpellanza del Consigliere Manganone, dirò che inserito in questo discorso possa essere esaminato anche il problema dell'inceneritore della zona di Pont St. Martin e Donnaz.

La Commissione tecnica, composta da tecnici che hanno molta esperienza nel campo dello smaltimento rifiuti e la Commissione nominata dal Consiglio regionale, con rappresentanza dei Sindaci, potranno esaminare anche situazioni particolari e proporre soluzioni adeguate.

Mi pare quindi che non sia il caso di aggiungere altro, vorrei solamente ripetere che non esiste nessun sistema ottimale per lo smaltimento dei rifiuti solidi, quindi è necessario accettare una soluzione di compromesso, altrimenti fra dieci anni saremo ancora alla ricerca di qualche soluzione inesistente.

Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione sull'oggetto n. 133. Qualcuno chiede la parola? Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Io mi auguro che qualche Consigliere che si è recato a visitare gli inceneritori ci tranquillizzi. Noi siamo stati informati dalle relazioni dell'Assessore che vi erano sostenitori del metodo di compostaggio, altri preferivano sistemi diversi ed è logico che sia così perché ognuno ha spesso idee diverse dagli altri, però io vorrei chiedere all'Assessore Pollicini, se fosse possibile, di risolvere alcune mie piccole perplessità.

Innanzitutto concordiamo con l'Assessore Pollicini quando dice che non vi è nulla di ottimale, tuttavia non vorrei che l'inceneritore abbia l'inconveniente di immettere nell'aria fumi pestilenziali, quindi io vorrei che mi rassicurasse su questo punto, portandomi l'esempio di un inceneritore visto in qualche luogo che non avesse questo inconveniente. Ho sentito inoltre dire che è necessario iniziare la risoluzione dello smaltimento dei rifiuti in modo graduale, sono perfettamente d'accordo, infatti è necessario prima sperimentare alcune soluzioni; altrimenti rischiamo poi di trovarci nel caos più assoluto. Probabilmente il primo inceneritore verrà costruito nella zona autoporto, alle porte di Aosta. Ora sappiamo che quelle zone, più precisamente dalle case Sogno al castello di Villefranche, sono sempre interessate da una cortina di nebbia. A mio avviso, si dovrebbe studiare il problema poiché non vorrei che il calore emanato dai fumi dell'inceneritore andasse ad aumentare la nebbia in questo tratto di strada. Ho presentato queste richieste di chiarimento non per intralciare i lavori, ma per collaborare, per quanto mi è possibile, alla risoluzione di questo problema che diviene di giorno in giorno sempre più ingente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Vorrei chiedere alcuni chiarimenti senza entrare nel merito dei dettagli. Infatti chi ha fatto parte della Commissione è al corrente di tutto, chi non ne ha fatto parte desidererebbe sapere qualche cosa di più, soprattutto per quanto riguarda l'esame comparativo fatto tra i vari sistemi che sono stati presi in esame. Inoltre vorrei essere informato più dettagliatamente sul tipo di inceneritore che è stato scelto, ad esempio, vorrei sapere le qualità del forno, se esso è verticale, rotativo od orizzontale, eccetera, per poter avere le idee più chiare al riguardo. Mi sarei infatti augurato che dopo tutte le discussioni e i sopralluoghi fatti dalla Commissione, vi fosse negli allegati una relazione, anche sintetica, così che ogni Consigliere che non fa parte della Commissione potesse prendere visione del problema prima di dover decidere.

Dolchi (Presidente) - Voglio precisare che le Commissioni non hanno fatto pervenire relazioni alla Presidenza del Consiglio, per cui l'allegato n. 133 riguarda la decisione consiliare di rimettere l'argomento all'ordine del giorno. Forse le Commissioni avrebbero dovuto, al termine di questo loro lavoro, fare una relazione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Forse è pretendere troppo chiedere una relazione alle Commissioni, però, siccome congiuntamente alle Commissioni lavorano dei tecnici dell'Amministrazione regionale, si poteva chiedere ad essi, in base alle discussioni e alle visite fatte, di stilare una relazione sintetica da dare a tutti i componenti del Consiglio regionale. Non è certo un rimprovero che voglio fare al Presidente del Consiglio, il quale anzi si è premurato di portare questo argomento in discussione secondo l'impegno preso precedentemente. Volevo semplicemente far notare che, trattandosi di un problema di rilevante importanza, i Consiglieri per poter decidere con cognizione di causa dovrebbero essere meglio informati.

Dolchi (Presidente) - Ringrazio il Consigliere Fosson, il mio intervento voleva semplicemente spiegare l'assenza di una relazione concernente l'inceneritore.

Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone, ne ha facoltà.

Manganone (DC) - Mi riferisco all'interpellanza da me presentata. Prendo atto della risposta fornitami dall'Assessore Pollicini, però mi dichiaro del tutto insoddisfatto. Già da vario tempo l'interpellanza è stata inoltrata e il problema di Pont-Saint-Martin è forse il più impellente tra tutti gli altri Comuni. La città di Aosta può ancora adottare, per un anno almeno, i metodi di smaltimento ora in uso, mentre la discarica di Rechantez è una bruttura inqualificabile. Io penso che in due mesi l'Assessore Pollicini avrebbe anche potuto rispondermi che si poteva installare un piccolo inceneritore pilota in Bassa Valle.

Per quanto riguarda la legge 7 marzo 1973, che prevedeva l'ubicazione di due inceneritori in tutta la Valle d'Aosta e il relativo bando di concorso, io chiedo che vengano completamente soppressi, perché ormai non rispondono più alle esigenze della Valle.

La Commissione che è stata nominata dal Consiglio dovrebbe anche, tra gli altri problemi, esaminare la possibilità di eliminare questo bando, antieconomico e non funzionale, infatti l'incidenza dei trasporti, se vorremo costruire due soli impianti in tutta la Valle d'Aosta, sarà sicuramente per un costo superiore ai 300 milioni.

Devo tuttavia sottolineare che su questo problema ho notato l'inefficienza della Giunta.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Vorrei che l'Assessore Pollicini ci illustrasse l'ammontare della spesa di questo inceneritore. Infatti, qualora la cifra non fosse eccessiva, si potrebbe nuovamente considerare il problema del numero degli inceneritori da costruire nella Valle.

Nel mio intervento precedente non ho voluto rimproverare la Commissione, infatti non potevo pretendere che un membro o il Segretario della Commissione stilassero un resoconto della discussione, probabilmente avrebbero dovuto scrivere decine e decine di pagine, quello che chiedevo era di avere la registrazione dell'intero dibattito affinché rimanesse agli atti. Si eviterebbe così tra qualche anno di fare inutili discussioni su quello che si era previsto o meno e sugli errori commessi dall'uno o dall'altro, senza avere la possibilità di verificare la veridicità delle affermazioni.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini, ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - Vorrei chiarire alcune inesattezze dette durante la discussione. Non è vero che non sono state fatte le relazioni, debbo dire che nella Commissione del 17 maggio personalmente ho presentato una relazione alle due Commissioni di 5 pagine che risulta anche a verbale. Se questa relazione sia pervenuta al Presidente del Consiglio certamente non lo so, comunque copia di quel verbale l'ho qui con me e l'ho avuto dagli uffici della Segreteria del Consiglio, esso riporta l'esito della discussione basata appunto sulla relazione da me presentata, che è stata stilata dopo aver visitato Lecco e i Paesi in Francia. Sono stati presi in esame in quella prima relazione 5 metodi: a scarico controllato, triturazione, trasformazione in compost, incenerimento, compattamento, mediante presse, in forme cubiche; di ogni metodo di smaltimento sono stati chiariti, con giudizio evidentemente personale, i pregi e i difetti. In virtù di questa illustrazione le Commissioni hanno preso una decisione che risulta agli atti e fa parte del verbale delle Commissioni stesse. Inoltre ho copia stampata con cliché, quindi non personale, ma a disposizione del Consiglio, della relazione dei tecnici effettuata dopo la loro visita a Blaubeuren e a Copenaghen, a questa documentazione si devono aggiungere le relazioni, direi ponderose (sono formate da 60 pagine ciascuna), delle Commissioni tecniche. Dobbiamo poi aggiungere che nel Consiglio del 26 aprile ho fatto una relazione di mezz'ora su questo tema, quindi mi sembrava che le cose dette e le motivazioni addotte fossero così chiare che non valesse la pena di ripetere nuovamente gli stessi concetti; se il Consiglio lo desidera, sono disposto a ripetere quanto ho detto la volta scorsa, ma non mi si dica che non sono stati dati gli elementi di giudizio. Il Consiglio aveva demandato alle due Commissioni un'ulteriore visita per verificare le scelte fatte e confermarle o meno.

La Commissione Lavori Pubblici e Sanità ha confermato queste scelte che sono quelle previste dalla legge. Se il Consiglio lo desidera, potrò spiegarne i motivi, posso dire, ad esempio, che gli inceneritori installati in un quartiere residenziale di Copenaghen, in cui abitano 400 mila persone, è stato costruito al centro poiché si vuole utilizzare il calore dell'incenerimento dei rifiuti per riscaldare il quartiere stesso. Da questo io desumo, tenendo conto che in Danimarca il primo inceneritore risale a 50 anni fa, che non si costruirebbe un inceneritore in un quartiere nuovo se si sapesse che i fumi inquinanti sono velenosi. Posso dire che nella visita effettuata all'inceneritore di Rho, il membro tecnico della Commissione ha avuto l'accortezza di toccare l'erba per terra e ha sentito che non era né sporca, né untuosa, dal che ne ha dedotto che indubbiamente i fumi dell'inceneritore non provocano inquinamenti. Abbiamo visto, ad esempio, che la riduzione in peso e in volume delle ceneri è eccezionale e raggiunge il valore del 5%. Si tratta di polveri che con un rullo vengono schiacciate, per cui la possibilità di capienza è notevole data la grossa riduzione che subisce il materiale combusto, d'altra parte vi sono oggi dei filtri elettrostatici che danno ampie garanzie di assoluto anti-inquinamento. Ci hanno fatto vedere delle documentazioni, delle analisi chimiche del pulviscolo dell'aria e da queste letture, fatte dai tecnici, risulterebbe che questo metodo, che forse inizialmente, quando non vi erano quei metodi avanzati dal punto di vista tecnologico, aveva indubbiamente in sé il pericolo dell'inquinamento, ora, grazie agli ultimi ritrovati della scienza, è perfettamente igienico.

Se il Consiglio lo desidera, posso illustrare tutti i metodi presi in esame, evidenziandone i vantaggi e gli svantaggi. Il metodo del compostaggio usato in Germania è apparso a tutti ancora prematuro; a parte che la nostra agricoltura di montagna ha problemi nettamente diversi per quanto concerne la possibilità di utilizzo come concime di questo compostaggio, le ricerche su questo tipo di smaltimento sono ancora in fase sperimentale. Non rimane che il metodo di triturazione che abbiamo visto in Francia, è questo un metodo indubbiamente valido per la riduzione del volume e forse anche per la trasformazione, tuttavia è pericoloso dal punto di vista dell'inquinamento, infatti la trasformazione a cielo aperto comporta notevoli rischi. Non esiste, lo ripeto, un metodo ottimale.

Mi stupisce che il Consiglio non abbia, Signor Presidente, le relazioni, come le ho io, si tratta infatti delle relazioni sulle visite agli impianti fatte in Germania e in Danimarca, addirittura vi è un fascicolo con fotografie; evidentemente non è mio compito fornire tutti i Consiglieri qui presenti di questi documenti. Vorrei solo che fosse chiarito che le relazioni esistono e il lavoro è stato fatto. Può darsi che vi siano dei motivi che hanno impedito la trasmissione ai Consiglieri di questi dati e di questi documenti.

Dolchi (Presidente) - Mi è stato chiarito dall'Ufficio di Segreteria che il motivo della mancanza delle relazioni è puramente tecnico: quando sono stati inviati gli allegati dell'ordine del giorno oggi in discussione le Commissioni non si erano ancora recate a fare l'ultimo sopralluogo e il verbale è stato fatto dopo questa visita, quando gli allegati erano già stati inviati ai Consiglieri. Forse potevamo questa mattina rapidamente fare fotocopie o ciclostilati del verbale della Commissione dopo il sopralluogo di Rho, è vero, è stata un'inavvertenza involontaria di cui vi chiediamo scusa.

Mi sembra che i chiarimenti forniti dall'Assessore Pollicini possano aver eliminato ogni equivoco in proposito. Il Consiglio ha avuto occasione dalle parole dell'Assessore Pollicini di essere informato in modo riassuntivo degli accertamenti effettuati in occasione e a conclusione delle visite.

Ci sono altri Consiglieri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Non avevo il piacere di far parte di questo Consiglio quando venne deliberata la legge con si decideva di eliminare i rifiuti solidi urbani a mezzo di incenerimento. Può darsi che allora il Consiglio incalzato dalla necessità di risolvere un problema così importante non ne abbia approfondito tutti gli aspetti, quanto meno, sicuramente, non lo si sia approfondito com'è stato fatto invece in questi ultimi mesi. Quindi ritengo che anche il più sprovveduto dei Consiglieri non possa dire che il dibattito su questo argomento sia stato carente e che ognuno dei Consiglieri non abbia avuto la possibilità di manifestare pubblicamente a questo proposito le proprie opinioni.

Siamo andati faticosamente, direi, alla ricerca di quello che i vari organismi preposti, le Commissioni consiliari e lo stesso Consiglio regionale, riunitosi per questo argomento alcune volte, hanno ritenuto dover essere il metodo migliore per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Concordo con l'Assessore Pollicini quando dice che a tutt'oggi non esiste, nessuno infatti è stato in grado di indicarlo, un metodo che risolva completamente e nel modo più felice questo problema. Ognuno dei metodi illustrati ha evidentemente dei pregi e dei difetti; facendo parte della Commissione Lavori Pubblici, ho avuto l'occasione di partecipare ad alcuni, se non tutti, i sopralluoghi e di rendermi quindi conto di persona della complessità del problema. La Commissione è arrivata a una conclusione unanime, infatti la totalità dei Commissari si è espressa a favore dell'adozione del metodo dell'incenerimento, anche se alcuni si sono espressi contemporaneamente per il metodo della triturazione che sembrava anch'esso adatto alla nostra situazione. Mi sembra che le Commissioni riunite abbiano svolto un ottimo lavoro, infatti il compito loro affidato era quello di stabilire, per quanto fosse possibile, quale sarebbe stato il metodo da scegliere per risolvere questo problema e l'orientamento mi pare sia stato illustrato abbastanza bene dal giudizio finale dato dalle due Commissioni.

Esprimendo alcune mie considerazioni dirò che sono favorevole al metodo dell'incenerimento, anche perché rappresenta il metodo meglio sperimentato tra quelli che abbiamo valutato, inoltre è il più utilizzato e diffuso. Non per voler copiare sempre, e qualche volta anche male, ciò che è di larga diffusione, ma mi sembra che vi siano valide argomentazioni per dimostrare che senza dubbio si tratta di un metodo studiato secondo la tecnologia più avanzata e che fornisce ampie garanzie di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. Applicando questo metodo, la distruzione del rifiuto solido avviene immediatamente dopo il suo accatastamento in depositi ben difesi e non provoca nessuna nocività all'ambiente in quanto viene immediatamente bruciato e ridotto in una cenere che ha una volumetria notevolmente inferiore, mi pare che l'Assessore parlasse del 5%, alla natura solida e che quindi occuperà uno spazio infinitamente più piccolo di quanto non occupi il rifiuto solido in una discarica controllata. Sotto questo punto di vista, va considerato il rapporto esistente tra i vari metodi usati. Infatti lo spazio occupato dal rifiuto solido, in una discarica controllata, in due anni viene occupato in cinque adottando il metodo della triturazione e in venti usando il metodo dell'incenerimento. Tutto ciò dimostra il notevole vantaggio circa le superfici occupate per scaricare il residuato della materia solida.

Un'altra considerazione da farsi riguarda il problema dei fumi; ci siamo recati a Lecco per visitare inceneritori di più piccole dimensioni e a Rho per esaminarne alcuni di dimensioni superiori, essendo collocati questi impianti al centro di agglomerati urbani, penso si debba ritenere che non siano dannosi o nocivi, né dal punto di vista degli odori che sotto quello dei fumi. Abbiamo visto che l'inceneritore di Rho emana, da una ciminiera alta 15 metri, delle leggerissime nubi di fumo bianco addirittura difficilmente visibili; infatti appena arrivati in quell'impianto credevamo fosse fermo tanto era difficile individuare il fumo che usciva dalla ciminiera, mentre invece abbiamo constatato che quell'impianto era in funzione. Da alcune analisi fatte, i tecnici indicano che tale fumo contiene anidride carbonica solforosa e tutte le altre sostanze che possono essere nocive alla vita dell'uomo in concentrazione inferiore a quella concessa dalla legge. Ho esposto alcuni elementi che mi hanno fatto propendere per l'adozione del metodo dell'incenerimento. Non tratterò del metodo del compostaggio che abbiamo già esaminato e che la Commissione ha unanimemente scartato. Il metodo della triturazione può senz'altro essere preso in considerazione in alcune zone o, direi ancora, per alcune fasi sperimentali. Dobbiamo però tenere conto che questo procedimento, anche se non esala fumi eventualmente contenenti sostanze dannose, non trasforma però la materia prima, cioè l'immondizia viene soltanto triturata e portata a dimensioni molto ridotte, per cui, data la sua facilità di costipamento, occupa un minor spazio della discarica non controllata. Il materiale però deve passare attraverso, come ha illustrato l'Assessore, gli stadi di decomposizione, anche se facilitati e agevolati nel tempo proprio perché il materiale è stato triturato e quindi porterà tutti gli inconvenienti che può comportare una discarica controllata, con il vantaggio di avere, come dicevo, dei tempi di decomposizione molto più celeri e quindi meno dannosi.

La Commissione è giunta alla conclusione di indicare al Consiglio il metodo che ha ritenuto più opportuno e cioè quello dell'incenerimento.

Ritengo che non ci sia molto altro da aggiungere per quanto mi compete salvo dire che il nostro gruppo, che ha approfondito lo studio del problema partecipando con alcuni suoi componenti alle visite, è in linea di massima favorevole al metodo dell'incenerimento; va tenuto presente però che anche il metodo della triturazione non deve essere il futuro del tutto scartato, poiché può essere preso in considerazione per alcune zone della Valle d'Aosta.

Credo sia di nostra competenza indicare il tipo di forno da applicare, quale dimensione esso deve avere e quale deve essere la sua capacità. Per quanto riguarda il costo di gestione di questi impianti, mi pare che la legge votata in passato ci garantisca una notevole copertura, demando comunque gli opportuni studi alla Commissione prevista dalla legge. Il compito della Commissione di cui facevo parte era di individuare semplicemente il metodo più opportuno da applicare in Valle, la risposta è stata chiara e ha indicato il metodo dell'incenerimento.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Non mi sembra che il dibattito questa sera sia stato impostato in modo corretto. In realtà, non dobbiamo dimenticare che il 7 marzo 1973 il Consiglio regionale ha votato all'unanimità una legge nella quale si faceva una scelta precisa circa il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani per la Valle d'Aosta, scelta che approvata con questa legge ha dato luogo alla laboriosa stesura, da parte della Commissione tecnica, di un bando di concorso per l'appalto corrispondente alle caratteristiche di quella legge. Se le mie informazioni sono esatte, la stesura del bando di cui parlavo, preparato da un'apposita Commissione tecnica, è stata ufficialmente terminata verso l'ottobre dell'anno precedente. A quell'epoca, su iniziativa di diversi Consiglieri, è stato portato per la prima volta in discussione in Consiglio il problema dell'applicazione della legge del 7 marzo 1973 e conseguentemente dell'aggiudicazione del bando di concorso. In quel momento si sono levate, da più parti, voci allarmistiche affermanti che non era più valido il sistema votato e occorreva decidere se si voleva mantenere in vigore quella legge o se invece, tenuto conto dei progressi tecnici avvenuti nel frattempo, si doveva abrogare la legge e il metodo da essa proposto per lo smaltimento dei rifiuti. Trascinandosi penosamente di mese in mese questo dilemma, si è voluto esaminare una serie molto vasta di sistemi e di impianti. Come tuttavia abbiamo affermato la volta scorsa, il Consigliere Bordon mi scuserà, non è annusando un numero molto alto di ciminiere, né stabilendo in questo Consiglio quale tipo di risposta tecnica si dovrà dare, che noi assolviamo al nostro mandato. Il nostro compito consiste nello stabilire il metodo che si vuole applicare per lo smaltimento e, una volta deciso, dare esecuzione immediata alla legge.

Dopo le grida allarmistiche lanciate l'anno scorso, si è registrata in Consiglio una profonda divisione, che non sempre ha ricalcato l'opposizione esistente tra i vari partiti, e la Giunta ha adottato una politica molto prudente non prendendo una posizione precisa. Bisogna dare atto all'Assessore Pollicini di avere sempre fatto chiaramente intendere quale fosse il suo pensiero, come del resto l'Assessore Benzo ha fatto sempre capire che era favorevole per un altro metodo, tuttavia è necessario precisare che dopo studi e analisi è risultato invece che il metodo prescelto nel marzo del 1973 era il più valido e risponde abbastanza bene alle nostre esigenze, evidentemente senza pretesa di aver trovato la perfezione. Noi chiediamo semplicemente che si smetta di rimandare da un mese all'altro il problema e si dia pronta applicazione a quanto il Consiglio ha stabilito. Di conseguenza, contrariamente, se ho capito bene quanto diceva l'Assessore Pollicini, a mio avviso, non si deve più rimandare il progetto per un ulteriore studio alla Commissione tecnica, tuttalpiù chi vorrà essere informato in maniera più esauriente dovrà andare a rileggersi il bando di appalto concorso che stabiliva "i fumi non potranno contenere più di una certa percentuale di anidride solforosa e cloro per metro cubo". A queste richieste specifiche del bando credo si possa rispondere con materiale tecnico diverso da un caso a un altro. Tuttavia, inviterei a non fare l'errore di riaprire una discussione che porterebbe inevitabilmente a confrontare nuovamente le virtù possedute dai diversi metodi di smaltimento dei rifiuti. Infatti alcuni Consiglieri saranno propensi ad adottare un dato metodo, mentre altri propenderanno per un altro e perderemo ancora un anno in inutili discussioni. Quando si parlò di questo problema per la prima volta, mi sembra nel 1971, era stato calcolato il costo medio per il trattamento di una tonnellata in lire 4.000, oggi tale prezzo è di oltre 7.000 lire. Cerchiamo di accelerare i tempi e di evitare le discussioni che non sono di competenza del Consiglio, ma dei tecnici specializzati ai quali il Consiglio deve per forza far riferimento quando si tratta di problemi di questo genere. Per cui rivolgo l'invito a cessare ogni discussione su questo problema e dare esecuzione a quanto è stato votato dal Consiglio e a quanto è già stato predisposto affinché quel voto possa avere efficacia.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni, ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - Questo è un problema molto controverso, anche perché l'esperienza che abbiamo in materia è minima. Ora, dei quattro metodi accennati: incenerimento, triturazione, trasformazione in compost o pressaggio, i due ultimi sono stati eliminati, non rimanevano che l'incenerimento e la triturazione. Ora, l'incenerimento presenta il problema del fumo, che però è stato risolto dalla nuova tecnologia. È necessario però stabilire che la manutenzione dei depuratori venga costantemente eseguita, infatti anche alle acciaierie Cogne vi sono i depuratori, però, siccome la manutenzione è quasi inesistente, non servono a nulla.

Vi è poi il problema delle ceneri, che non sono le normali ceneri bianche, ma sono nere come una specie di carbonella. Il costo degli impianti e della loro gestione per gli inceneritori, dalle informazioni che abbiamo raccolto durante i sopralluoghi, sono circa di due terzi superiori a quelli della triturazione. Per quanto riguarda la collocazione delle ceneri a Rho, ci hanno detto che quando ne hanno un certo quantitativo, li usano per il riempimento di vecchie strade abbandonate. Però a me risulterebbe, non ho i dati precisi, che in America, dove gli inceneritori sono in funzione da molto tempo, il Governo federale o alcune Confederazioni hanno dato disposizione affinché entro dieci anni gli inceneritori vengano sostituiti dai metodi di decomposizione, cioè compost triturazione. Il metodo della triturazione non produce fumo, il costo degli impianti della gestione e della manutenzione è inferiore di un terzo. Vi è l'inconveniente dei residui, infatti mentre buona parte dei rifiuti si biodegradano, si decompongono, si fermentano, la plastica non si decompone e ne rimane un quantitativo certamente superiore alle ceneri. Abbiamo posto delle domande in Savoia per sapere come superavano alcune difficoltà, ci hanno risposto: "le Corps forestier viendra les prendre pour les transporter dans les forêts", cioè che il Corpo forestale verrà a ritirare il materiale dopo la decomposizione per portarlo nelle foreste e utilizzandolo in tale modo come concime, oppure potrebbe servire per il riempimento di vecchie cave abbandonate. Ora, vi è un inconveniente che ha fatto sollevare molte perplessità: in tutta la Savoia, zona molto simile alla Valle d'Aosta, non c'è un solo inceneritore, ma solo tre trituratori; ci risulta che anche a Chamonix ne stanno installando uno, non solo, ma Megève che aveva un inceneritore l'ha abolito e ha aderito al Consorzio degli altri Comuni e porta i suoi rifiuti al luogo di triturazione che dista circa 18 chilometri, è questo un fatto che dovrebbe far riflettere.

Il costo del trasporto è il medesimo sia per l'inceneritore che per il trituratore. Inoltre vi sono anche altre considerazioni da fare: ad esempio, d'inverno dovremo trasportare le immondizie da Cogne ad Aosta, se collocheremo l'inceneritore ad Aosta, allora sarebbe il caso di studiare l'adozione di piccoli inceneritori per 5.000-6.000 persone e collocarne uno a Cogne, altrimenti verrà a costare di più il trasporto che non l'incenerimento e questo discorso vale per molti altri Paesi della Valle per i quali sarebbe sufficiente un inceneritore, come abbiamo visto in attività a Lecco, che costerà sui 30-40 milioni di lire. Questi problemi vanno risolti subito per evitare di compiere errori imperdonabili, naturalmente non sarà la Commissione che dovrà calcolare se costi meno un piccolo inceneritore che impegnerà il lavoro di uno o due uomini o il trasporto, calcolando lo stipendio dell'autista, i costi dell'automezzo, eccetera, dei rifiuti fino ad Aosta; è però necessario che si studi questo problema per trovare la soluzione più economica e funzionale. Non è mia intenzione discutere ancora sul metodo di smaltimento dei rifiuti da adottare, anche se dopo l'esperienza della Savoia gli inceneritori mi hanno lasciato molto perplesso, infatti constatato che la grande maggioranza delle due Commissioni congiunte si è pronunciata per l'adozione degli inceneritori, pur concordando con tale decisione, ho tuttavia ritenuto opportuno manifestare le mie perplessità. Se costruiremo un inceneritore in Valle d'Aosta, dovremo studiarne innanzitutto la localizzazione, in secondo luogo la zona che esso dovrà servire, perché in Savoia ci hanno detto che il trasporto oltre i 18 chilometri non è più conveniente; naturalmente questi studi dovranno essere fatti dalla Commissione consiliare e dai tecnici, ognuno secondo le proprie competenze. Io direi di esperimentare dapprima il metodo dell'incenerimento per vederne l'esito; eviteremmo così di spendere centinaia di milioni per un'opera di cui non sappiamo se darà i risultati previsti. In seguito poi decideremo se continuare ad adottare lo stesso metodo o ripiegare sul trituratore, tenendo conto che la tecnica in questo campo fa continui progressi e potrebbe metterci a disposizione metodi nuovi e più avanzati.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu, ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Io non ho fatto parte di nessuna delle Commissioni che si sono alternate nell'intento di verificare quale metodo di smaltimento dei rifiuti fosse il migliore per la nostra Valle. Vorrei solo affermare che oggi dobbiamo risolvere questo problema con il minimo di coraggio che caratterizza tutte le iniziative che devono essere prese soprattutto in un campo nel quale la sperimentazione specifica non è ancora stata fatta in Valle e per il quale anche i tentativi fatti in campo generale non ci possono dare risposte e garanzie assolute. Mi riallaccerò a quanto detto giustamente dal Consigliere Andrione. Il Consigliere ha preso una risoluzione; evidentemente questa decisione non deve essere un imperativo categorico e immutabile, però, nonostante tutte le nobili riserve che sono state avanzate nel tentativo di verificare se l'impostazione data al problema nel 1973 era ancora valida e non fosse invece un'impostazione assolutamente negativa che doveva essere modificata a tutti i costi e dopo varie verifiche, la soluzione del problema mediante l'adozione del metodo di incenerimento, sia pure con le riserve che sono state fatte in sede di Commissione e che ancora sono state presentate oggi in Consiglio, è parsa l'unica effettivamente valida che può essere adottata senza gravi problemi. Il Consiglio deve dunque ribadire la sua decisione fermamente e definitivamente, per non dover tornare ancora fra due mesi a riaprire tutta la discussione su questo problema, riesaminando nuovamente vantaggi e svantaggi di ogni metodo di smaltimento dei rifiuti e concludere prospettando le stesse soluzioni a cui il Consiglio è arrivato oggi. Concretizziamo finalmente le nostre decisioni dando pratica attuazione alla costruzione di un inceneritore. Naturalmente gli organi tecnici, l'Esecutivo dovranno vigilare continuamente affinché nell'ambito della soluzione prescelta si raggiunga il migliore dei risultati, infatti mi rendo conto benissimo che si potrebbero fare molti errori sbagliando l'ubicazione o tipo di inceneritore, così come sarebbe potuto accadere qualora avessimo scelto anche un altro tipo di soluzione analoga, potremmo anche errare non verificando attentamente i costi di esercizio, eccetera. Dunque io ritengo che, dopo quest'ultima riunione, non si debba più riaprire una discussione su questo problema che rischierebbe di diventare oziosa, nonostante che nelle nostre intenzioni ci sia quella rispettabile di offrire la prova della nostra scienza, competenza ed esperienza. La soluzione migliore è quella di seguire la strada che abbiamo deciso di imboccare; è compito dell'Esecutivo e dei tecnici di realizzare l'opera nel suo complesso, cominciando prima a sperimentare, nell'ambito dell'attuazione pratica, un primo impianto nella zona dove più impellente è il problema e dove questo tipo di soluzione è più aderente alla realtà della zona e poi verificare i risultati ottenuti estendendo eventualmente tale metodo o modificandolo secondo i casi, in modo che effettivamente il problema passi da questa fase di carattere teorico all'attuazione pratica. Dobbiamo infatti considerare che il problema deve essere risolto e ogni giorno che passa contribuisce ad aggravare sempre di più la situazione sia dal punto di vista ecologico, sia per quanto riguarda i costi.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami, ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Rifacendomi agli interventi del collega Andrione e del collega Chanu, proporrei a conclusione del nostro dibattito un ordine del giorno che reciti: "il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nella sua seduta del 30 maggio 1974, dopo ampio dibattito, a seguito della relazione e dei sopralluoghi effettuati dalle competenti Commissioni consiliari, rilevata l'urgente necessità di provvedere alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta, invita la Giunta a dare immediata attuazione alla legge regionale n. 11 del 7 marzo 1973 provvedendo agli opportuni adempimenti".

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Mi pare che sul contenuto dell'ordine del giorno che è stato prospettato abbia già esposto il nostro parere il Consigliere Andrione. Noi siamo perfettamente d'accordo nel procedere speditamente per risolvere questo problema, d'altra parte anche il Consigliere Chanu concorda su questo punto. Io vorrei solo fare un passo indietro, perché non desidero sia mal interpretato quanto ho detto prima. Infatti anche il Consigliere Monami si è lamentato affermando che anche il Consigliere più sprovveduto presente in aula sa quali sono state le decisioni e poi in contraddizione con quest'affermazione ha egli stesso spiegato e illustrato varie comparazioni tra i diversi metodi di smaltimento dei rifiuti. La volta scorsa il Consigliere prese atto della richiesta di interruzione della discussione e di rinvio dell'esame dell'argomento oggi all'ordine del giorno per ulteriori accertamenti di carattere tecnico, fatta dal Presidente della Giunta regionale, e rinviò la prosecuzione della trattazione dell'argomento all'adunanza che a termine di Regolamento è stata convocata nella seconda quindicina del mese di maggio; le varie Commissioni si sono riunite, hanno fatto altri sopralluoghi e io dopo tutto questo mi permetto di ribadire che, come Consigliere regionale, avrei dovuto avere in precedenza una relazione comparativa di questi vari metodi e dell'esito dei sopralluoghi delle varie Commissioni e dei vari tecnici agli impianti, questo era il minimo che potessi pretendere per poter discutere con conoscenza di causa di questo argomento in Consiglio. Voglio rilevare ancora una volta tale mancanza perché non si ripeta in altre occasioni; prego l'Assessore Pollicini di farmi avere eventualmente copie delle relazioni.

Siccome prendiamo una decisione che segue le disposizioni dettate dalla legge n. 11 del 7 marzo, noi ci dichiariamo perfettamente d'accordo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi, ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Prendo la parola come facente parte della Commissione Sanità e per aver partecipato ai sopralluoghi per meglio valutare questi macchinari.

Dopo l'esposizione fatta dall'Assessore e soprattutto dai Consiglieri Monami, Andrione e dall'Avvocato Chanu, penso che non vi sia nulla da aggiungere. Mi sembra che vi sia la necessità di installare degli inceneritori e naturalmente l'inceneritore visto a Rho risponde alle esigenze della zona di Aosta. Evidentemente bisognerà provvedere alla costruzione di due, tre o quattro piccoli inceneritori per l'Alta Valle e per la Bassa Valle in maniera di evitare il trasporto delle immondizie. Mi dispiace non sia presente in aula il Consigliere Manganoni, che si preoccupava del costo di trasporto di questo materiale in ragione ai costi di manutenzione, infatti mi sembra che se noi pensiamo che per trasportare questo materiale ci vogliono appositi automezzi, costruiti per la bisogna, che costano molti quattrini, penso che questa spesa verrebbe a essere molto ridotta dall'ubicazione decentrata di piccoli inceneritori, per questo bene ha fatto il Consigliere Monami a presentare l'ordine del giorno per la risoluzione immediata del problema.

Dolchi (Presidente) - Ci sono altri Consiglieri iscritti a parlare? La parola al Consigliere Ramera.

Ramera (DC) - Mi stupisco che con tanta facilità ci si chieda di votare un ordine del giorno subito, per cui io profano dovrei assumermi la responsabilità di un voto cosciente, mentre in realtà non ho sentito i risultati dei confronti tra i vari sistemi, né i costi degli impianti, né la loro ubicazione e i relativi costi di trasporto. Da una parte sento dire che va bene l'adozione dell'inceneritore, dall'altra sento il collega Manganoni che pur approvando questo metodo ne denuncia difetti e inconvenienti. Mi sembra sarebbe stato opportuno poter consultare dei dati precisi per poter fare una scelta veramente coscienziosa; altrimenti ora votiamo l'inceneritore, poi verremo a discutere come li dobbiamo comperare e in quale numero, quali sono i costi di gestione e la discussione si protrarrà molto a lungo.

È possibile almeno sapere dall'Assessore Pollicini quali sono i risultati e le diversità tra un inceneritore e un trituratore? Quando si comprano degli impianti che possono essere similari come finalità, vi possono però essere delle divergenze, delle differenze sostanziali, almeno come sistema e come costo, perché l'Assessore Pollicini che è alla Cogne saprà benissimo che, quando si comprano dei forni per fare l'acciaio, ve ne sono di diversi tipi. Io quindi insisto per avere alcune notizie riguardo questi due metodi di smaltimento, il loro costo, prestazioni, ubicazione, eccetera.

Dolchi (Presidente) - Sono iscritti a parlare i Consiglieri Bordon e Borbey. Prima però di concedere loro la parola, vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su una questione formale che però assume un'importanza sostanziale: mi sembra, colleghi Consiglieri, che non vi sia alternativa di voto, c'è una proposta di ordine del giorno che concretizza l'andamento della discussione. Mi sembra che altri Consiglieri possono prendere altre iniziative, tuttavia ricordo che, come nella seduta precedente, il Consiglio regionale non è chiamato a votare una risoluzione piuttosto che un'altra, infatti, come hanno già fatto i Consiglieri Andrione e Chanu, ricordo che esiste la legge n. 11 del 7 marzo 1973 che è stata tenuta in sospeso per iniziative di mozione a livello consiliare, il Consiglio deve pronunciarsi sull'attuazione di questa legge, come avrebbe dovuto aver luogo già da molto tempo, o si deve proporre un'azione diversa. Mi sembra che il Consigliere Andrione, dal punto di vista formale, abbia indicato chiaramente che il Consiglio non intende abrogare questa legge per sostituirla con un'altra. Il Consiglio si trova dunque ad aver già votato una legge e questa sera dovrebbe solamente "ad abundantiam" riconfermare affinché sia immediatamente attuata. Mi sembrava indispensabile questa precisazione, perché effettivamente forse nel corso del dibattito il Consiglio ha perso di vista i termini della questione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Se avessi previsto che con il mio intervento avrei originato tutta questa discussione, vi garantisco che sarei stato zitto, facendo mio l'antico e saggio detto: "le silence est d'or".

Avevo esordito dicendo che mi sembrava illogico che nessun membro della Commissione facesse una relazione e ci informasse sull'argomento. Nel mio lungo discorso ho esposto le nostre richieste e le nostre perplessità. Non abbiamo mai detto di non essere favorevoli all'adozione del metodo di incenerimento, ma chiedevamo a chi era andato a visitare molti inceneritori, per renderci saggiamente conto del loro funzionamento, di rassicurarci e di fugare con validi argomenti le nostre perplessità. Ora noi abbiamo dimostrato molta buona volontà, vogliamo infatti risolvere il problema al più presto, tuttavia noi abbiamo delle serie responsabilità, se l'inceneritore si dimostrasse un fallimento, la popolazione ci chiederebbe giustamente conto del nostro errore e quindi il problema va valutato seriamente, con dati alla mano.

Dopo aver sentito l'intervento del Consigliere Manganoni, anziché fugarle, le perplessità sono senza dubbio aumentate.

Io sono perfettamente d'accordo, dobbiamo risolvere subito il problema se adottare il metodo dell'incenerimento o della triturazione, però, Signori Consiglieri, pur votando a favore, e so che i miei colleghi faranno altrettanto, non sapremo neppure dopo questa discussione, l'ubicazione, il costo, eccetera, dell'inceneritore. Mi sono permesso di chiedere un consiglio all'amico Pollicini, personalmente non ricordo i termini esatti della legge del 7 marzo 1973, citata in precedenza, ma mi sembrava prevedere la costruzione di due inceneritori; se noi quindi approvassimo l'ordine del giorno, non permetteremmo di seguire una certa gradualità né di dotare la Valle d'Aosta di inceneritori come invece abbiamo tutti auspicato.

Chiedo scusa, ma se ho buona memoria, quando avevamo parlato di metodi di smaltimento dei rifiuti - chiederei conferma di quanto sto per dire all'Assessore Pollicini -, mi sembra che gli inceneritori venissero a costare 400-500 milioni l'uno. Ora io chiedo se vogliamo costruire un solo inceneritore di questa entità oppure vogliamo studiarne uno un po' più piccolo per poterne costruire eventualmente uno per zona. Noi quindi diciamo che siamo d'accordo di risolvere questo problema e di mettere in pratica le decisioni prese dalla Commissione, infatti ogni partito in essa aveva un rappresentante, tuttavia io chiedo che la Giunta o l'Assessore Pollicini ci informino sul costo e sull'entità di questo inceneritore perché è ben diverso votare per la costruzione di un inceneritore del costo di mezzo miliardo o approvare la costruzione di alcuni inceneritori ubicati in diverse zone. Io chiederei dunque se è possibile essere informati entro quindici giorni dell'ubicazione, dei tempi e delle modalità di costruzione, dei costi dell'inceneritore. Se ritenete che questa nostra domanda ritardi la risoluzione del problema, noi vi rinunciamo subito, se invece la ritenete un'impostazione amministrativa seria, saremo ben felici di essere informati.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini per dare alcuni chiarimenti che si riferiscono agli interventi precedenti, ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - La legge del 7 marzo 1973 specifica innanzitutto il metodo da attuare per lo smaltimento dei rifiuti che oggi dovevamo confermare o meno, e mi pare che si sia deciso di scegliere il metodo dell'incenerimento. La legge prescrive anche l'impegno di spesa calcolato in base agli studi della Commissione tecnica. L'appalto non riguarda soltanto l'incenerimento, ma la gestione completa dello smaltimento, per quanto riguarda la raccolta e il trasporto del materiale, si prevedono alcune zone di deposito site nei vari Comuni, in modo che con un servizio continuo si raccolga il materiale in zone già prestabilite, tutto ciò è già stato deciso nella seduta precedente. I costi, essendo stati stabiliti tempo fa, vanno rivisti, la legge prevede un impegno di spesa di 200 milioni all'anno per venti anni, dopodiché i due impianti passano di proprietà della Regione, evidentemente, trattandosi di una gara di appalto concorso, non possiamo prevedere le offerte. Riassumendo dirò che abbiamo stabilito l'impegno di spesa di 200 milioni all'anno per venti anni, mentre non è possibile stabilire la previsione di spesa. Per quanto riguarda il numero degli inceneritori da costruire, mi pare di aver già detto che innanzitutto si costruirà un solo inceneritore al fine di verificare l'esattezza della scelta ed eventualmente porre rimedio se avessimo commesso degli errori; inoltre io sostengo che alcuni metodi di incenerimento possono essere validi in certe zone e non in altre, questo lo dico per rispondere alle obiezioni del Consigliere Manganone. Io sono dell'opinione che oggi si debba decidere quale metodo di incenerimento adottare e poi, in contrasto con quanto detto dal Consigliere Andrione, mi sembra che il Consiglio dovrebbe demandare alla Commissione appositamente nominata e prevista dalla legge la responsabilità di definire gli altri particolari in base agli argomenti tecnici reperiti nei vari sopralluoghi. Ad esempio, la Commissione ha potuto rendersi conto che il costo maggiore è dovuto al trasporto; è necessario dunque fare un calcolo di questi costi per vedere quale soluzione sia ottimale, può darsi che occorrano tre inceneritori e in alcune zone addirittura occorra cambiare metodo di incenerimento. Il Comune di Cogne, ad esempio, potrà aver bisogno di un impianto autonomo proprio perché il costo di trasporto è talmente alto che supera il costo dell'incenerimento dei rifiuti della zona. Tenendo presente questa osservazione, ripeto che conviene demandare alla Commissione lo studio di questi problemi.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Borbey, ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Io ritengo appunto che, dopo i chiarimenti forniti dall'Assessore Pollicini, l'ordine del giorno possa essere accettato; certamente rimangono alcune perplessità molto grandi. Inoltre bisogna dire che vari componenti della Commissione Lavori Pubblici e Sanità hanno espresso alcuni dubbi, il Consigliere Manganoni la Signora Chanoux, Eraldo Manganone e il sottoscritto, dopo la visita fatta in Savoia, le cui caratteristiche sono paragonabili a quelle della Valle d'Aosta, avevamo avuto alcuni ripensamenti; infatti in alcune zone, quali quelle di Tonon Les Bains, Megève e altre, dopo aver usato per anni e anni il metodo dell'incenerimento, hanno eliminato gli inceneritori per consorziarsi con altri Comuni e adottare il metodo della triturazione. Durante la visita fatta in Savoia abbiamo visitato tre impianti di triturazione, di cui uno aveva appena iniziato l'attività, ma gli altri due ci hanno ben impressionato; inoltre abbiamo parlato con una persona che ci è sembrata assai competente in materia, la quale ci ha informati che avevano scelto questo sistema perché quel comprensorio di Comuni di circa 60.000 abitanti ha fatto dei conteggi ben precisi e ha ritenuto che il costo dell'impianto di incenerimento non poteva essere sopportato dalle Amministrazioni comunali e dallo Stato. Ora, è per questi motivi che noi, componenti della Commissione, avevamo delle perplessità, infatti l'Assessore Pollicini che con l'Assessore all'Agricoltura spende la maggior parte dei soldi dell'Amministrazione regionale, prima di approvare questo progetto, dovrebbe saperne il costo e vedere se non è possibile, magari sacrificando un po' l'estetica, risparmiare ancora qualche soldo. Sono pienamente d'accordo che forse l'impianto di incenerimento è il migliore, ma dobbiamo fare, a mio avviso, anche dei paragoni fra i costi di gestione. La città di Aosta ha un servizio di raccolta dei rifiuti che attualmente comporta un deficit per il Comune solo per la raccolta, mi sembra di 30 o 40 milioni all'anno, ora dovremo anche aggiungervi il costo di gestione dell'impianto di triturazione o di incenerimento. È necessario tenere presente questi problemi poiché dovremo avere il coraggio politico di aumentare la tassa sull'immondizia da 2.500 lire pro famiglia o 3.000, e portarla a 15.000 o 20.000, altrimenti avremo un deficit annuale per tutta la Valle d'Aosta che si aggirerà sui 500 milioni, se non 600. Non voglio incolpare nessuno, tuttavia, considerando che nei sopralluoghi ci hanno sempre accompagnato i tecnici, mi sembra che sia loro compito presentare una relazione completa alle Commissioni o al Consiglio regionale. Nella relazione dovrebbero essere illustrati i vari metodi, i loro pregi e difetti e dovrebbero essere previsti i costi di costruzione e di gestione e la possibile ubicazione dei vari impianti tenendo conto soprattutto delle spese di trasporto. Il Consiglio avrebbe così modo di valutare attentamente le varie ipotesi di soluzione del problema. Dovremo inoltre decidere, qualora un Comune qualsiasi deciderà di entrare a far parte del Consorzio, l'imposta che dovrà applicare ai suoi cittadini oppure sarà l'Amministrazione regionale che, oltre al costo dell'impianto di 200 milioni all'anno, previsti dalla legge del 7 marzo 1973, dovrà sopportare un'altra spesa di 100 milioni per la gestione dell'inceneritore. A titolo personale, come ha già detto il Consigliere Bordon e il nostro Segretario di partito, siamo favorevoli al fatto che il problema trovi una soluzione a buon termine; concordiamo inoltre con quanto ha proposto l'Assessore, cioè di dare mandato a questa Commissione e alla Giunta di studiare e definire meglio le soluzioni da adottare, siamo perciò contrari a votare l'ordine del giorno presentato dai Comunisti con il quale si invita la Giunta a dare immediata attuazione alla legge regionale del 7 marzo 1973, che all'articolo 2 prevede in Valle d'Aosta la costruzione di due impianti di incenerimento. Infatti, penso che la maggior parte dei Consiglieri, dopo i sopralluoghi fatti, non possano essere d'accordo con questa impostazione, perché sappiamo che il costo maggiore deriva dai trasporti, infatti da Megève a Lafayette, che distano solamente 18 chilometri, stanno costruendo un impianto di presse affinché il costo del trasporto incida in misura minore, considerato che l'immondizia in sacchi ha un volume enorme.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz, ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - Per chi non ha partecipato alla seduta del Consiglio che aveva fissato appunto l'acquisto di due inceneritori sarebbe stato molto semplice e più facile giudicare il problema se avesse potuto studiare una relazione stilata dalla Commissione incaricata di esaminare il caso. Questo non è avvenuto prima della seduta del Consiglio, ma svolgendosi il dibattito le notizie che attendavamo ci sono state fornite, ha iniziato il Consigliere Monami, poi l'Assessore stesso ha dato delle altre delucidazioni; la Commissione ritiene più opportuno l'acquisizione di inceneritori, naturalmente, come qualche Consigliere ha già precisato, sarebbe stato opportuno avere anche notizie sui costi e sull'ubicazione degli inceneritori cosicché il nostro assenso possa essere dato con piena conoscenza di causa.

Io ritengo che la proposta presentata dal Consigliere Borbey dovrebbe essere presa in esame costruendo inceneritori in vari punti della Valle secondo la dislocazione delle Comunità montane, penso si allevierebbero i costi sia di costruzione sia dei trasporti delle immondizie.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu, ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Il Consigliere Borbey ha detto cose giuste quando ha fatto riferimento ai costi dello smaltimento rifiuti; per quanto riguarda Aosta, effettivamente il 90% delle spese è dovuto al trasporto, costi che naturalmente rimarranno invariati o seguiranno la naturale spirale degli aumenti a cui sono soggetti i prezzi, qualunque sia la soluzione che adotteremo. Infatti si potrà trasportare nei pressi di Aosta il materiale per triturarlo, incendiarlo o ammucchiarlo, ma il costo della raccolta e del trasporto evidentemente sarà un dato costante. Anzi vorrei dire di più: per quanto riguarda Aosta, il costo del trasporto potrebbe essere addirittura inferiore se si adotterà il metodo dell'incenerimento, infatti dal punto in cui il materiale è incenerito al punto in cui vengono disperse le ceneri, evidentemente il costo sarà minore quanto il volume del materiale da trasportare una volta incenerito sarà più piccolo. Questo discorso però non scioglie alcune perplessità: effettivamente potrebbe verificarsi la necessità di un approfondimento dello studio degli oneri derivanti dal trasporto del materiale che naturalmente rimarrebbero pur sempre analoghi qualunque metodo di smaltimento si adotti. Nel mio intervento precedente esprimevo la necessità di dare soluzione rapida al problema, ma nello stesso tempo occorreva dare agli organi tecnici e all'Esecutivo la possibilità durante la realizzazione delle soluzioni adottate di verificare l'opera; ora penso che forse sarebbe opportuno impostare questo ordine del gionro in modo da non stravolgere certamente il contenuto della legge, ma nello stesso tempo che permetta di dare attuazione progressiva alla legge stessa. Ritengo che sia opinione della maggioranza di adottare il sistema dell'inceneritore, che appare il più consono alla realtà della Valle, nello stesso tempo dal punto di vista dell'attuazione pratica si potrebbe dare mandato alla Giunta di porre in opera immediatamente un primo impianto di incenerimento che serva alla zona che fa capo ad Aosta e in un secondo momento si potrebbe attuare un ulteriore studio del problema dove potranno essere presi in considerazione soprattutto gli aspetti di carattere economico: rapporto fra costi di gestione e dei trasporti, il prezzo dell'impianto, in modo da verificare se le soluzioni adottate potranno essere estese anche alle altre zone periferiche. Ritengo che tutto questo possa essere attuato senza infrangere la legge approvata nel marzo del 1973, si tratta di dare alla Giunta la possibilità di impostare la soluzione pratica del problema per la costruzione di un primo impianto di incenerimento che serva la zona di Aosta, rimandando a un secondo tempo la risoluzione totale del problema che dovrà essere attuata in tempi brevi; infatti la situazione dello smaltimento dei rifiuti è grave non solo per la zona di Aosta, ma per tutta la Valle. Sarà necessario un approfondito studio che potrà concludersi con la decisione di costruire un unico secondo inceneritore nella zona di Arnaz, come ho detto prima o che potrebbe anche ipoteticamente portare alla risoluzione, in base alle ultime esperienze che le Commissioni hanno potuto esaminare in questo periodo, di adottare ubicazioni e forse addirittura metodi di smaltimento diversi in casi e situazioni particolari.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone, ne ha facoltà.

Manganone (DC) - In ogni discorso mi pare si privilegi sempre Aosta rispetto a tutti gli altri Comuni, questo è un dato di fatto. Tuttavia, mi sembra ingiusto sperimentare il metodo di smaltimento costruendo l'impianto di Aosta che certamente sarà voluminosissimo, e perlomeno il maggiore di tutta la Regione, dove per di più il tipo di rifiuto da smaltire è diverso da quello delle zone periferiche. A mio avviso, il discorso deve essere totalmente capovolto, prima si deve iniziare costruendo un piccolo impianto in una zona periferica, dove si possano valutare i costi di gestione e di trasporto, in un secondo tempo si realizzerà l'impianto di Aosta. Ad Aosta inoltre non vi sono ancora i terreni disponibili per poter attuare il bando di concorso, sarà necessario ancora un anno, nel frattempo le discariche come Rechantez o Challant, come Hône-Bard, Pont Bozet, Champorcher rimarranno una vergogna per la Valle e si dovrà aspettare che gli Amministratori regionali abbiano fatto esperienza su un impianto voluminoso come quello di Aosta; mi sembra che questa sia una situazione assurda, certamente sapevo sin dall'inizio che si sarebbe giunti a questa conclusione e sono contento che l'abbia esposto in termini alquanto eloquenti l'Avvocato Chanu.

Ribadisco che il buon senso ci indica che dobbiamo iniziare a costruire gli impianti più piccoli per arrivare ai più grandi, e inoltre la quantità di rifiuti, prodotta da un abitante di Aosta è diversa da quella degli abitanti della periferia. Insisto quindi nel dire che l'ordine del giorno presentato non deve essere assolutamente approvato.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu, ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Forse sono stato frainteso, Aosta non rappresenta un esperimento pilota, infatti non è necessario sperimentare nulla perché siamo tutti convinti che per questa zona che comprende non solo Aosta, ma abbraccerà, per rendere economico questo impianto, tutte le zone che possono essere servite senza eccessivi oneri derivanti dal costo dei trasporti, si debba usare il metodo dell'incenerimento. La realizzazione di questo impianto non dovrà fermare e non dovrà certamente far attendere la soluzione degli altri problemi di carattere tecnico, d'ubicazione, di costo dei trasporti che riguardano le zone periferiche. Evidentemente se l'inceneritore risolverà il problema di Aosta, ciò non vuol dire che altri impianti verranno costruiti per Aosta. La risoluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti tramite il metodo dell'incenerimento è ormai stata approvata dal Consiglio regionale, e questo deve rimanere un punto fermo nella discussione, semmai vi sono alcune perplessità nel concentrare in due impianti tutto lo smaltimento dei rifiuti della Valle, ma ripeto questo non vuol dire che le altre zone debbano aspettare i risultati di Aosta per potere vedere risolti i loro problemi particolari che sono stati esposti dal Consigliere Manganone al quale io posso certamente contestare che se Aosta ha delle particolarità, sia dal punto di vista del genere di rifiuto che deve essere smaltito, sia dal punto di vista della quantità, evidentemente particolarità diverse avranno anche le zone periferiche e sarebbe altrettanto impossibile aspettare il buon esito del piccolo impianto pilota di incenerimento a Pont-Saint-Martin per sapere se un impianto di incenerimento può essere adottato anche ad Aosta. L'importante mi sembra sia di risolvere il problema nei tempi più rapidi possibili, tuttavia, poiché le perplessità maggiori sono sorte a causa del costo dei trasporti per le zone decentrate e per l'impossibilità di consorziare zone molto distanti fra di loro, si deve ammettere che questi problemi assolutamente non riguardano Aosta.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Mi permetto di ripetere che, a mio avviso, stiamo facendo una discussione di carattere tecnico, mentre dobbiamo farne una di indirizzo politico-amministrativo. La Commissione tecnica, dopo aver lungamente discusso, avendo constatato che in Valle d'Aosta in numerose località si registrano degli sbalzi notevoli di popolazione presente a causa del fenomeno turistico, ad esempio, a Courmayeur si può passare da 50.000 a 3.000 presenze, constatato inoltre che qualsiasi soluzione avrebbe comportato costi molto elevati, infatti non si creda che i piccoli impianti funzionino senza personale, la Commissione tecnica, dicevo, aveva pensato di proporre un tipo di soluzione già sancito da una legge, si può evidentemente ricominciare da capo tutta la discussione e valutare nuovamente se dal punto di vista tecnico questa soluzione è ancora valida, mi sembra però che tale discussione non debba essere svolta in Consiglio; nella sede opportuna ogni Consigliere potrà difendere la propria posizione con gli opportuni argomenti tecnici e si potranno approfondire alcuni aspetti particolari. Se continuiamo la discussione in Consiglio, è chiaro che emergerà un numero grandissimo di soluzioni differenti e all'Esecutivo sarà affidato un mandato assolutamente incomprensibile e direi anche inattuabile. Allo stato attuale vi sono solo due soluzioni: o verifichiamo quanto abbiamo deciso e abroghiamo la legge del 7 marzo dell'anno scorso riprendendo quindi tutto il laborioso lavoro per arrivare a una soluzione, oppure diamo applicazione a questa legge.

Tenendo conto della situazione che si è venuta a creare, noi siamo favorevoli all'approvazione dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Monami, perché, secondo noi, il ragionamento racchiuso nell'ordine del giorno porta inevitabilmente alle soluzioni già adottate, a nostro avviso, non sembra opportuno riaprire tutta la discussione, quindi, penso d'accordo con i presentatori, chiediamo che il Presidente del Consiglio metta in votazione l'ordine del giorno presentato.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini, ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - Vorrei proporre un emendamento all'ordine del giorno presentato dal Consigliere Monami, esso verrebbe così formulato: "il Consiglio regionale, dopo ampio dibattito, a seguito della relazione sui sopralluoghi effettuati dalle competenti Commissioni consiliari, rilevata l'urgente necessità di provvedere alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta, riconfermata la validità del metodo dell'incenerimento, previsto dalla legge regionale n. 11 del 7 marzo 1973, invita la Giunta a dare attuazione all'appalto concorso, previsto dalla legge citata, per un primo inceneritore e sentita la Commissione di cui all'articolo 4, dà mandato alla Giunta di approfondire lo studio del problema anche in considerazione di eventuali soluzioni di tipo particolare che potranno essere adottate per le zone periferiche.

Dolchi (Presidente) - Mi sembra che la cosa migliore, anche per permettere uno scambio di opinione fra i Consiglieri, sia di sospendere la seduta in attesa della definizione dell'ordine del giorno.

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La seduta viene sospesa dalle ore 20,04 alle ore 20,19.

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Dolchi (Presidente) - Si riprendono i lavori. È stata distribuita ai Capi Gruppo una copia di un ordine del giorno, di vari emendamenti, ve ne darò lettura cosicché il Consiglio possa esprimere il suo parere. Questo testo mi sembra tenga presente, oltre le indicazioni uscite dal dibattito sulla necessità di provvedere alla soluzione del problema con la massima urgenza, anche le preoccupazioni per eventuali soluzioni di tipo particolare.

"Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nella sua seduta del 30 maggio 1974, dopo ampio dibattito, a seguito delle relazioni sui sopralluoghi effettuati dalle competenti Commissioni consiliari, rilevata l'urgente necessità di provvedere alla soluzione dei problemi dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta, richiamata la legge regionale n. 11 del 7.3.1973, invita la Giunta regionale a dare attuazione all'appalto concorso per un primo inceneritore, dà mandato alla Giunta regionale, sentita la Commissione di cui all'art. 4 della citata legge, di approfondire lo studio del problema anche in considerazione di eventuali soluzioni di tipo particolare e diverso per zone periferiche.

Ha chiesto la parola il Consigliere Monami, ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Siamo d'accordo su questo ordine del giorno, tuttavia vorremmo che al testo fosse apportata una modifica di questo genere: "invita la Giunta regionale a dare attuazione all'appalto concorso per un primo inceneritore con le modalità previste dalla richiamata legge".

Dolchi (Presidente) - Ci sono altri che chiedono la parola? C'è una proposta di aggiunta? La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Noi accettiamo la proposta fatta dal Consigliere Monami. Preferisco la versione: "dà mandato alla Giunta regionale, sentita la Commissione di cui all'art. 4 della citata legge, di approfondire lo studio del problema, anche in considerazione di eventuali soluzioni di tipo particolare" perché mi sembra che dire: "dare mandato alla Giunta regionale di studiare delle soluzioni in contrasto con la legge regionale vigente" non sia molto corretto. Se la volontà della maggioranza è di modificare la legge, potrà sempre essere attuata, per ora è necessario approfondire lo studio del problema anche in considerazione di eventuali soluzioni di tipo particolare. In tal modo si mette un punto fermo sulle decisioni che verranno approvate dal Consiglio, in ogni caso non dovremo essere noi Consiglieri a decidere di fare il contrario di quanto è stabilito da una legge regionale.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu, ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Credo che quanto detto dal Consigliere Andrione possa essere approvato a patto che venga tenuta la formula: "eventuali soluzioni di tipo particolare per le zone periferiche", perché effettivamente gli ostacoli incontrati in tutta la discussione riguardavano proprio questo argomento.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone, ne ha facoltà.

Manganone (DC) - Io voterò contro l'approvazione di questo ordine del giorno perché il primo inceneritore verrà costruito ad Aosta, mentre le soluzioni riguardanti la periferia vengono rimandate nel tempo. Rammento al Consiglio che, dando attuazione al bando di concorso, noi impegniamo certamente più di 200 milioni all'anno, in tale modo non rimarranno fondi per le zone periferiche.

Per questi motivi, ripeto, voto contro l'approvazione dell'ordine del giorno.

Dolchi (Presidente) - Prima di mettere in votazione l'ordine del giorno, per concludere con un voto che precisi la volontà consiliare, mi permetto di rileggere le variazioni che sono state proposte e mi sembra siano state accettate dai proponenti l'ordine del giorno stante il silenzio che ha seguito queste proposte: "Invita la Giunta regionale a dare attuazione all'appalto concorso per un primo inceneritore con le modalità previste dalla richiamata legge, dà mandato alla Giunta regionale, sentita la Commissione di cui all'art. 4 della citata legge, di approfondire lo studio del problema anche in considerazione di eventuali soluzioni di tipo particolare per zone periferiche".

Mi dispiace, ma le osservazioni fatte dal Consigliere Manganone esulano dal problema oggi in discussione, infatti è stata votata l'anno scorso una legge e il Consiglio regionale è oggi chiamato a dare delle precisazioni su quella legge che siamo tenuti a rispettare. Io mi sono limitato a leggere un ordine del giorno frutto degli apporti costruttivi di tutte le parti presenti in questo Consiglio.

Non c'è più nessuno che chiede di parlare? Ci sono dei Consiglieri che intendono fare delle dichiarazioni di voto?

Allora metto in votazione, per alzata di mano, l'ordine del giorno che conclude la discussione sull'argomento n. 14 all'ordine del giorno, con gli emendamenti che sono stati proposti e che io vi ho riletto.

Proclamo il risultato della votazione:

Presenti: 27

Votanti: 27

Maggioranza: 14

Favorevoli: 26

Contrari: 1

Il Consiglio approva.