Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 123 du 30 mai 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 123/74 - Problemi concernenti il biennio unitario sperimentale. (Interpellanza)

Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora lo svolgimento dell'interpellanza del Consigliere Sig.na Viglino sui "Problemi concernenti il biennio unitario sperimentale".

Do la parola all'interpellante per l'illustrazione della medesima.

Viglino (RV) - I componenti della Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione ricorderanno senz'altro quanto ha dichiarato in una riunione la Preside del biennio unitario sperimentale Prof.ssa Bonis, la quale ha detto esplicitamente che, essendo mancato un triennio adeguato ai nuovi indirizzi, le finalità del biennio stesso non hanno potuto realizzarsi e di conseguenza, specialmente nel secondo anno, il corso ha finito per ridursi a un insegnamento tendente a permettere agli alunni di inserirsi ,in seguito, nella terza classe delle varie scuole tradizionali. Quindi personalmente temo che siano venute a mancare le ragioni che hanno portato alla creazione del biennio e per questo ho presentato la mia interpellanza, al fine di sentire dall'Assessore competente e dalla Giunta le loro intenzioni per il futuro anno scolastico. Date le dichiarazioni di cui ho parlato, evidentemente potrei pensare che l'impostazione del biennio debba essere, almeno in parte, riveduta, perché, come ripeto, soprattutto nel secondo anno, il biennio si riduce a una specie di corso accelerato per immettere gli alunni negli anni tradizionali successivi.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Lanivi. Ne ha facoltà.

Lanivi (DP) - Dobbiamo dire innanzitutto che oggi il dibattito sul biennio unitario sperimentale ha significati e termini diversi da quelli che aveva nel dibattito che si è svolto al momento della sua istituzione, nel senso che è avvenuta, in questi ultimi anni, una maturazione, direi, generale sui problemi della scuola e c'è stata una richiesta più precisa di adeguamento della scuola media superiore non solo alle esigenze generali, ma anche a quelle particolari della Valle d'Aosta. Quindi oggi il dibattito sul biennio si pone in un quadro più complesso di modificazione della scuola secondaria superiore, problema che investe tutto il Paese, ma che è particolarmente importante in Valle d'Aosta, anche alla luce della discussione che è avvenuta all'interno della Commissione consiliare. Oggi, direi, abbiamo potuto raccogliere i frutti dell'esperienza maturata dal biennio stesso e quindi possiamo fare alcune considerazioni che negli anni passati non erano possibili. Cosa possiamo dire oggi? Possiamo dire: 1°) che il problema del biennio non è a sé stante, ma si colloca all'interno del discorso più vasto della modificazione dell'intera scuola secondaria superiore in Valle d'Aosta; 2°) che non solo dalla nostra esperienza, ma anche dal dibattito avvenuto fuori dalla Valle d'Aosta, possiamo affermare che il principio del biennio unificato mantiene la sua validità, così come, però, abbiamo il dovere di notare che siamo in presenza di un'inadeguatezza dei criteri organizzativi del biennio stesso, che sono nati in un momento diverso.

Dobbiamo anche doverosamente riconoscere che il biennio, dal suo stesso interno, ha condotto avanti uno sforzo di modificazione per adeguarsi, cioè, a una situazione che è mutata, come, nello stesso tempo, dobbiamo sottolineare che il limite maggiore del biennio è di avere svolto finora un ruolo di preparazione, una funzione propedeutica ai trienni tradizionali successivi, ognuno dei quali, direi, è retto da una logica ben precisa e specifica. L'assenza di una modificazione dei trienni ha in qualche modo cambiato il volto e le funzioni stesse del biennio, almeno così come li si era pensati all'inizio. Quindi il problema non può essere ristretto al biennio stesso, ma si inserisce in un discorso di modificazione della scuola secondaria superiore in Valle d'Aosta. Adeguare gradualmente la scuola secondaria superiore alle esigenze attuali e ai bisogni della Valle non è un problema sentito solo dall'Amministrazione regionale, ma è al centro dell'attenzione della Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione ed è anche allo studio presso gruppi di insegnanti sensibili a esso. In conclusione possiamo dire che il destino del biennio si collega al processo di ristrutturazione della scuola in generale e di quella secondaria in particolare, che l'Amministrazione regionale intende portare avanti. L'impegno oggi non può essere che quello di accelerare gli sforzi per concludere i lavori che si stanno portando avanti e, direi, di definire in questa luce il destino del biennio.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Sig.na Viglino.

Viglino (RV) - Ringrazio l'Assessore per i suoi chiarimenti e vorrei soltanto fare un'ulteriore domanda. Dato che sappiamo quanto sia, diciamo, difficile la preparazione di una riforma sostanziale della scuola secondaria superiore, vorrei chiedere all'Assessore: un altr'anno il biennio continuerà a funzionare quale corso preparativo ai trienni tradizionali o subirà già alcune trasformazioni?

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione Lanivi.

Lanivi (DP) - Come il Consigliere Sig.na Viglino sa, proprio lunedì avremo un incontro a livello di Commissione consiliare; credo che dopo, per la metà del mese di giugno, potremo definire meglio i problemi. Aspetto anche di avere un confronto con la Commissione consiliare per definire alcune cose.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Sig.na Viglino.

Viglino (RV) - Credevo che la riunione di lunedì fosse dedicata esclusivamente al proseguimento delle discussioni che avevamo iniziato, ma, se nella riunione prenderemo in esame anche un'eventuale trasformazione del biennio stesso, allora sono d'accordo.