Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 834 du 24 octobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 834/VIII - SITUAZIONE CONSEGUENTE ALLA CHIUSURA DEGLI STABILIMENTI MONTEFIBRE DI CHATILLON. - (Interpellanza)

PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet, Mafrica e Bajocco:

INTERPELLANZA

CONSIDERATO che sono trascorsi ormai due anni dalla chiusura del primo reparto della CHATILLON S.p.A. e dalla conseguente richiesta di cassa integrazione speciale per i lavoratori;

RICORDATO che la Regione ha acquistato l'area dello stabilimento della ex-Montefibre per destinarla ad insediamenti produttivi;

CONSTATATO che il Consiglio regionale in data 30 maggio 1984 ha approvato una convenzione per l'insediamento a Châtillon della Ditta INTERNATIONAL SERVICE s.r.l.;

VISTE le deliberazioni con cui la Giunta avvia le procedure per il risarcimento dei danni conseguenti all'incendio sviluppatosi alcuni mesi fa nello stabilimento ex-Montefibre;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere:

1) la situazione dei dipendenti della ex-Montefibre sia rispetto all'erogazione delle somme spettanti per la cassa integrazione, sia rispetto alle prospettive di un loro reinserimento nell'attività produttiva;

quando è ipotizzabile l'inizio dell'attività della INTERNATIONAL SERVICE s.r.l., se tale azienda ha già trasferito la sua sede sociale in Valle d'Aosta e se la FINAOSTA ha già erogato a suo favore i finanziamenti previsti dalla convenzione;

le cause, le responsabilità e la stima dei danni provocati dall'incendio nello stabilimento della ex-Montefibre;

quali progetti esistono per l'utilizzazione dell'area su cui sorge lo stabilimento della ex-Montefibre.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Con questa interpellanza non abbiamo voluto riportare la storia della MONTEFRIBRE in Consiglio, ma porre una serie di questioni che, secondo noi, hanno una certa importanza per il futuro sia degli operai dell'ex MONTEFIBRE, che sono attualmente in Cassa integrazione, sia per i relativi insediamenti, al di là delle notizie che si possono leggere sui giornali.

Ormai siamo a due anni dalla chiusura. A parte la costituzione della commissione speciale e le vicende successive, si partì allora con circa 500 posti, e oggi, stando alle informazioni che abbiamo, sono in 252 ad essere in Cassa Integrazione. Nelle iniziative dell'Assessorato e della Giunta si prendono come riferimento per eventuali insediamenti sostitutivi i 500 posti che aveva lo stabilimento oppure i 252 cassintegrati di oggi che, tendenzialmente, continueranno a diminuire? Il pericolo è che il tutto si risolva con pochi posti di lavoro e la prima domanda è per sapere qual è il numero di posti cui fa riferimento la Giunta regionale.

La seconda questione è quella delle garanzie che devono avere coloro che sono ancora in Cassa Integrazione, di fronte ad una società in liquidazione, per il rinnovo della richiesta della Cassa Integrazione speciale (anche se l'Assessore dice che si risolverà in breve tempo). Che garanzie dà questa società in liquidazione perché quelli che non hanno la possibilità di risolvere la questione del proprio posto di lavoro possano continuare comunque ad usufruire della Cassa Integrazione finche non hanno un posto di lavoro sostitutivo? Tutto ciò perché la Regione ha comprato lo stabilimento con il terreno e quindi la società non ha molto interesse per la Valle d'Aosta. Che informazioni ha l'Assessorato? Ci sono i presupposti perché questi lavoratori, che sono in cassa integrazione, con tutti i problemi che noi capiamo, possano essere tranquilli, finche non sarà risolto il loro problema con nuove iniziative industriali da inserire in questa area? Noi sappiamo che la CHATILLON S.p.A. è in liquidazione. Quanto può durare questa situazione?

L'altra questione era quella della convenzione con l'INTERNATIONAL SERVICE che noi avevamo approvato come Consiglio il 30 maggio. Noi chiediamo se ha già trasferito la sede sociale in Valle d'Aosta e quando inizierà l'attività, perché nella convenzione c'è un impegno da 22 a 48 posti di lavoro e quindi diventa importante sapere la data.

C'è anche la questione del famoso incendio, in relazione al quale noi avevamo chiesto l'ammontare dei danni che, ci era stato risposto, non erano di poco conto. Seguono due delibere, una per la nomina di un tecnico e una per la nomina di un avvocato, in cui si parla di notevoli danni. E' possibile sapere qualcosa di più preciso sulle cause? Si parla di una ditta che, per conto della CHATILLON, spostava dei macchinari. A quanto ammontano i danni?

L'altro punto è quello delle prospettive, perché si parla dell'OLIVETTI e di altri 100 posti e magari di più. Che tempi ci sono? A due anni dalla chiusura abbiamo solo una azienda, l'IN TERNATIONAL SERVICE che non ha ancora iniziato, almeno a me non risulta, e se inizierà dovrebbe assumere solo 22 persone circa. Stando ad esperienze precedenti, almeno nel comune di Arnad, benché nella convenzione ci fosse scritto che si dovevano assumere i cassaintegrati, si assumevano invece altre persone. Il fatto di assumere chi è in Cassa integrazione non è un privilegio verso quelli che hanno perso il posto di lavoro, ma è un diritto.

A noi pare che resti ancora parecchia strada da fare. Quali possono essere le prospettive in tempi abbastanza brevi? Che possibilità ci sono oppure cosa si deve ancora verificare in modo da recuperare quei posti di lavoro? Anche se è vero che non ci sono stati dei

licenziamenti in tronco, si sono comunque persi dei posti di lavoro e a noi interessa che comunque certi posti di lavoro siano mantenuti anche attraverso altre iniziative e altre industrie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Cercherò di rispondere in modo puntuale alle domande che sono state poste dall'interpellanza. La prima riguarda la situazione della cassa integrazione. A quanto risulta all'Assessorato i dipendenti in cassa integrazione, in numero di 252, sono stati pagati sino al 17 giugno. Con un decreto in data 1° ottobre la cassa integrazione è stata prorogata sino al 17 settembre. I pagamenti, per questo periodo, dovrebbero avvenire entro la fine del mese di ottobre 1984. Per quanto riguarda poi la cassa integrazione è chiaro che, come è esistita in passato, esisterà anche in futuro l'attenzione e l'impegno della Regione perché la situazione dei dipendenti in Cassa integrazione non abbia a subire pesanti conseguenze.

Il secondo punto, cioè quando è ipotizzabile l'inizio dell'attività dell'INTERNATIONAL SERVICE, se ha già trasferito la sua sede sociale e quanto ha già erogato a suo favore la FINAOSTA, è in parte legato alla questione dell'incendio, perché il capannone che è stato in parte danneggiato è quello nel quale doveva inserirsi l'attività dell'INTERNATIONAL SERVICE. Comunque, dato che con l'INTERNATIONAL SERVICE abbiamo avuto degli incontri e dei contatti, posso dire che temporaneamente quest'ultima potrà utilizzare un capannone antistante quello danneggiato e si presume che la sua attività possa iniziare prima della fine del 1984 e cioè nel mese di dicembre. Una prima assunzione di 10 unità dovrebbe avvenire nel mese di dicembre e una seconda tranche di assunzioni dovrebbe verificarsi tra il 15 gennaio e il 15 febbraio per un totale di 25 dipendenti verso la fine di febbraio.

Al terzo punto cioè se l'INTERNATIONAL SERVICE ha trasferito la sede sociale, rispondo sì, è già trasferita in Valle d'Aosta.

In merito a quanto è stato erogato dalla FINAOSTA, si tratta di 309 milioni, a fronte di spese per macchinari già acquistati. Il finanziamento è avvenuto in gestione straordinaria, quindi per materiale ed attrezzature già acquistate che consentiranno all'INTERNATIONAL SERVICE di avviare temporaneamente l'attività nel capannone antistante a quello danneggiato dall'incendio.

La terza domanda riguarda le cause, la responsabilità e la stima dei danni provocati dall'incendio. E' fuori dubbio che questo incendio, in linea teorica, non avrebbe dovuto interessare l'Amministrazione regionale perché i rapporti di quest'ultima sono con la MONTEFIBRE, che avrebbe dovuto consegna re i locali sgombri e quindi non avrebbero dovuto esserci dei rapporti, se non molto indiretti, con l'impresa addetta allo sgombero dei locali, in questo caso la COMIFER. Al contrario la Regione si è fatta parte diligente in questa vicenda: il 20 luglio c'è stato un incontro tra le parti e successivamente, il 6 agosto, la Regione ha preso parte attiva in questa vicenda perché, seppur non interessata direttamente dal le responsabilità di questo incendio, il ritardo nella consegna dei locali avrebbe provocato un ritardo nell'avvio di un'attività che avrebbe potuto segna re l'inizio di un ricupero di manodopera senza lavoro o in cassa integrazione in quel bacino di lavoro.

L'Amministrazione regionale, per sbloccare la situazione e perché questa non proceda solo per via legale, si è fatta promotrice della costituzione di un comitato peritale composto da un rappresentante della Regione, uno della CHATILLON e uno della COMIFER, allo scopo, prima della definizione delle quote di responsabilità, di stabilire la quantità dei lavori di ristrutturazione e degli interventi necessari per l'utilizzo dei locali danneggiati e la quantificazione del danno. A questa relazione peritale, che nelle nostre intenzioni avrebbe dovuto essere unanime per concordare successivamente su queste basi la definizione della responsabilità, non siamo ancora arrivati anche perché esistono due tipi di interesse: l'interesse della Regione, di arrivare alla definizione più rapida possibile di questa situazione, mentre è evidente che sia la CHATILLON che la COMIFER, attraverso le loro società assicuratrici, non hanno un interesse immediato. L'Amministrazione regionale, comunque, segue con molta attenzione questa vicenda e sta lavorando perché al più presto si arrivi a queste definizioni. La possibilità di utilizzare un capannone antistante quello danneggiato ci consente temporaneamente di uscire da una situazione che avrebbe impedito alla INTERNATIONAL SERVICE di avviare la sua attività.

Quali progetti esistono per l'utilizzazione dell'area dello stabilimento della MONTEFIBRE? Una prima attività è quella di cui ho parlato, l'INTERNATIONAL SERVICE. Vi è poi una seconda attività per la quale stiamo giungendo alla stretta finale, che mi auguro possa essere definita in termini più precisi se non entro la fine del mese di ottobre certamente entro la prima quindicina di novembre. Non faccio nomi, anche se pur troppo devo dire che il riserbo che ave vo chiesto non è stato rispettato. Io continuo a non fare nomi perché, in un certo modo, il rendere pubbliche certe iniziative può avere dei contraccolpi non positivi nelle trattative, che sono quasi al termine. L'Amministrazione regionale intende produrre un grosso sforzo nel bacino di Châtillon (e lo si vedrà in modo evidente nel bilancio regionale) così come intende produrlo in altri bacini di crisi in modo da ristabilire un equilibrio occupazionale, dopo che le presenze di certe iniziative industriali si sono ridimensionate o addirittura azzerate.

Prendendo nel miglior modo possibile il significato di questa interpellanza posso assicurare il massimo impegno dell'Amministrazione nel suo complesso e dell'Assessorato in particolare per giungere alla definizione delle prime iniziative che diano garanzie nel settore occupazionale.

L'ultima annotazione è rispetto a certi timori dei cassaintegrati: anche con le aziende con cui abbiamo avuto trattative, abbiamo sostenuto l'esigenza che la prima griglia di selezione

non potrà che avvenire sul personale attualmente cassintegrato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Prendo atto delle dichiarazioni dell'Assessore. Di alcune siamo soddisfatti e di altre no, come sull'attività della Giunta regionale per compensare i 500 posti di lavoro perduti. Al di là dei nomi, che pure sono importanti perché nel passato si parlava di pasta, di pomodori, di latte, e poi alla fine non si è visto niente, c'è l'impegno dell'Assessore, nella prima quindicina di novembre, di portare in Consiglio qualcosa di concreto. Anche su queste cose bisogna essere prudenti ed il problema è che ci sono dei punti ancora non molto chiari.

Io capisco le difficoltà che ci possono essere, però è anche vero che ci sono delle situazioni in cui bisogna cercare di dare una risposta concreta, perché alla fine rispetto ai 500 posti iniziali e ai 252 attuali, se tutto va bene, si recuperano oggi 150 posti di lavoro. Infatti l'INTERNATIONAL SERVICE che, al di là dei danni, ha rinviato l'inizio dell'attività, assume a dicembre 10 persone mentre c'era l'impegno di assumerne 22.

Sta di fatto che la Regione continua a versare soldi. Anche questo è un problema: pur di far venire l'imprenditore gli si fanno i ponti d'oro, ma bisogna che anche loro rispettino le convenzioni che hanno sottoscritto, dal mo mento che questa non è la prima volta che accadono fatti simili, ai quali sia mo anzi abituati. Per l'incendio si è trovata una soluzione provvisoria ma, tenendo conto di quello che è successo nel passato, sembrerebbe che si stia andando sempre sulla stessa strada.

Noi prendiamo atto di quanto ha detto l'Assessore sia in Consiglio che in Commissione speciale e cercheremo di seguire i problemi in modo che si possa dare una risposta adeguata, almeno per quanto riguarda l'insediamento nella ex CHATILLON.