Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 765 du 19 septembre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 765/VIII - SITUAZIONE DI CRI SI OCCUPAZIONALE NEI COMUNI DELLA ZONA DI VERRES - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Cout:

INTERPELLANZA

PERMANENDO nella zona di Verrès e Comuni limitrofi la situazione di grave cri si occupazionale e di estrema insicurezza per il futuro delle attività produttive della zona;

RITENENDO sempre più urgente un intervento della Giunta regionale al fine di salvaguardare il residuo patrimonio produttivo della Regione costituito da piccole aziende, sorte e sostenute da ingenti interventi finanziari della collettività;

AVENDO il Gruppo comunista inviato a fine luglio all'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti una lettera in cui si chiedeva un intervento autorevole della Giunta al fine di salvaguardare i 12 posti di lavoro femminile presso la CARVA di Montjovet, messi in pericolo dalla decisione presa dalla proprietà di trasferire macchinari e lavorazioni a San Giorgio Canavese;

NON AVENDO al momento ricevuto precise risposte circa una soluzione per questi e per gli altri posti di lavoro in peri colo nella zona così come per i lavoratori in cassa integrazione (ALLUVER e dipendenti ex IMVA, S.I.V., FORTUNA WEST, CAST, ecc.);

AVUTA NOTIZIA di nuovi problemi sorti anche nella "nuova" Biscuit Vallée, da pochi mesi insediata al posto della DOLFRA e non vedendo procedere rapidamente la creazione di posti di lavoro alla COINCA di Verrès;

il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

quali incontri ha avuto l'Assessore con i proprietari della CARVA di Montjovet e cosa esattamente si prospetta per le 12 lavoratrici;

qual'è l'andamento della situazione occupazionale nelle aziende della zona di Verrès e dintorni e qual'è la situazione della Cassa integrazione in dette aziende;

quali sono le prossime scadenze per eventuali nuovi insediamenti;

quando verranno a scadenza per le singole aziende i periodi di Cassa integrazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Come già ricordavano i Consiglieri Tonino e Mafrica, le tre interpellanze presentate oggi volevano in parte porre il problema dell'industria in generale nella Valle d'Aosta, tanto è vero che alcune indicazioni, le abbiamo già avute dall'Assessore e su queste pensiamo di poter concordare. Siamo d'accordo con l'Assessore quando ci dice che è ferma intenzione dell'Amministrazione regionale che il ruolo dell'industria abbia il suo peso in Valle e che una significativa presenza dell'industria significhi anche una garanzia per l'occupazione, più in generale, anche negli altri settori. Siamo anche noi convinti che una corresponsabilizzazione delle forze politiche, sociali e industriali in Valle sia più che necessaria, in questo momento, e quindi non entrerò in considerazioni di questo tipo e mi limiterò ad entrare un po' più nei dettagli di quella che è una situazione che, secondo il nostro parere, è sempre più pesante e direi, in alcuni casi, anche disastrosa nella zona della bassa Valle ed in particolar modo nel Comune di Verrès e nei dintorni.

Questo lo si sente parlando con gli operai delle fabbriche che hanno una preoccupazione crescente per quello che si verifica nelle zone della bassa Valle. Direi quindi che è sempre più urgente intervenire in questi settori. Abbia mo avuto in due o tre anni in Valle la perdita di 2500 posti di lavoro, è scomparso il settore tessile ed è rimasta la Ciesse scomposta in diverse aziende della BESSON. Per questa industria c'è stato addirittura il problema dell'impossibilità di avviare l'attività del magazzino nella MONTEFIBRE per l'incendio al capannone. Si pone quindi tutta una serie di problemi che vanno dai 500 posti di lavoro della MONTEFIBRE a tutti gli altri posti che ci sono nella zona di Verrès.

Io direi che, in questo periodo, gli unici posti nuovi di lavoro che noi abbiamo avuto sono stati in definitiva, non posti di lavoro individuati con la mappa industriale, ma posti di lavoro che noi abbiamo avuto attraverso il nuovo decreto sul collocamento. Abbiamo avuto diverse richieste di lavoro per giovani dai 15 ai 29 anni per un'esperienza, per un'attività di formazione e di lavoro. Questo è avvenuto tutto in piccolissime aziende della Valle. Direi che questo è un altro dei settori che noi dobbiamo seguire in modo particolare e non solo perché ci offre nuove possibilità di lavoro ma anche perché è un'esperienza, secondo il nostro parere, che deve dare dei buoni frutti.

Bisogna che la Regione intervenga e che controlli che questa sia non solo un'attività di lavoro ma un'attività di formazione di lavoro. Anche perché noi non dobbiamo solo aiutare le piccole aziende, le piccolissime imprese a pagare meno contributi e ad assumere direttamente, al di fuori della graduatoria dell'ufficio di collocamento, con la chiamata nominativa, ma dobbiamo fare in modo che ci sia effettivamente un'attività di formazione, perché noi vogliamo che questi giovani un domani continuino ad avere la possibilità di essere impiegati anche in altre aziende della Regione, ed è quindi un settore senz'altro da incentivare.

Io direi che comunque, per ciò che riguarda in modo particolare la zona di Verrès, ci sono in tutte le aziende del la zona delle situazioni che si fanno via via sempre più difficili. Noi nel mese di agosto avevamo inviato all'Assessore, per ciò che riguarda la CARVA di Montjovet, una lettera in cui chiedevamo di intervenire in modo autorevole, per fare in modo che questa attività che esiste a Verrès e che dà comunque una garanzia di 12 posti di lavoro, non venisse trasferita a San Giorgio Canavese. Ebbene, noi una risposta ufficiale, ci dispiace dirlo, Assessore Lanivi, non l'abbiamo neanche avuta e quindi, assieme alle altre cose, noi con questa interpellanza chiederemmo di illustrarci quali incontri hai avuto con gli imprenditori della CARVA e che cosa si prospetta per questi operai, perché a voce, un giorno, dicevi che forse il problema esisteva solo per tre lavoratori, mentre a noi risulta che il problema esiste almeno per sei persone.

Per la SAIFORM si ha l'impressione che invece di andare avanti vada indietro: gli addetti sono diminuiti. E' vero che è pronta la nuova linea ma è necessario che si avvii. La FORTUNA WEST pagherà sì il 63% delle indennità, dopo il concordato, ma rimangono 150 persone a casa senza prospettiva alcuna di lavoro. Quindi anche in questo caso bisognerà pensare, se possibile, di prorogare almeno di alcuni mesi la cassa integrazione se non si dovesse riuscire a trovare una soluzione alternativa.

Per la S.I.V. si parlava di una ditta che aspettava di avere la disponibilità delle centrali Cravetto, prima che le Centrali Cravetto passassero a Ferrero. Ora questa eventualità è già sfumata. Si parla della OLIVETTI anche per altre fabbriche. A me pare che l'OLIVETTI in questo momento sia un po' l'araba fenice: è dappertutto ma nessuno sa precisamente dove in definitiva debba andare ad insediarsi.

C'è la questione dell'ALLUVER per la quale c'è una garanzia da parte di un acquirente tedesco di prodotti dalla ALLUVER, che dovrebbe aprire per una ventina di persone. Però, a me era parso capire che il problema della ALLUVER esistesse in quanto deve avere una soluzione per tutti e tre i settori in cui opera e non solo per uno di essi. Quindi il problema è di mantenere questa unità e non solo di avere una soluzione in un settore. Esiste poi il problema della Dolciaria dove la nuova ditta, che ha rilevato l'attività e che sembra va dare alcune garanzie, non paga neanche gli stipendi. Anche questo è un grosso problema perché può essere indicativo anche di una prossima chiusura.

Esistono, pare, problemi addirittura alla SADEA di Verrès, dove non c'è più la commessa delle monete, e sembra che una prospettiva potrebbe essere quella di riportare tutti gli operai della SADEA ad Aosta. A noi non pare una prospettiva molto simpatica per gli operai anche perché questo, in definiti va, vuol dire qualcosa di molto peggio, come lo è stato per gli operai della ex FIAT ENGINEERING, che dovevano essere trasferiti a Torino o che dovevano avere una collocazione nella nuova COINCA (la quale doveva sorgere a Verrès entro l'agosto di un paio di anni fa e non è ancora sorta) e che ormai hanno tutti perso il posto di lavoro o comunque se ne sono trovato un altro.

In poche parole, ho cercato di illustrare la situazione della zona, così come mi risulta.

L'interpellanza è stata presentata proprio per avere dall'Assessore delle indicazioni più precise e, speriamo, delle garanzie di un futuro un po' più roseo per l'occupazione nella zona di Verrès e nei suoi dintorni. Chiediamo quindi all'Assessore di illustrarci qual'è, secondo lui, la situazione e quali sono le prospettive che può indicarci per una soluzione dei vari problemi. Per concludere, pensiamo che l'informazione dovrebbe anche essere un metodo continuo nel tempo, senza dover arrivare, dopo le ferie estive, a presentare in Consiglio due o tre interpellanze proprio per avere la situazione di tutte le fabbriche della Valle.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Mi pare che il primo problema sollevato sia quello della CARVA. Ho avuto incontri con la proprietà e anche con le organizzazioni sindacali in modo da avere un quadro definito della situazione CARVA. All'inizio dell'84 i dipendenti erano 19, due di questi sono stati assorbiti dalla VALSTAMP e 8 alla R.V.S., quell'altra impresa che ha affittato i capannoni della CARVA. Quindi attualmente a Montjovet gli occupati sono 9 di cui 6 in cassa integrazione a zero ore e 3 al lavoro. Prospettive: la possibilità di un ulteriore assorbimento di due o tre dipendenti CARVA in aziende vicine e l'impegno dell'imprenditore (perché questi erano stati alcuni timori che mi erano stati sollevati dalle organizzazioni sindacali) di garantire comunque il lavoro per tutto quest'anno, non escludendo la possibilità di espandere l'attività nel 1985.

Non vi nascondo che i problemi che mi ha sottolineato l'imprenditore sono di questo tipo: una certa difficoltà di recuperare manodopera qualificata, cioè una professionalità nell'occupazione per il tipo di lavorazione che ha; secondo, e questo dovrò verificarlo anche con le organizzazioni sindacali, un certo deterioramento nel clima e nei rapporti all'interno dell'azienda.

Mi pare poi che nella lettera, e non mi riferisco alla interpellanza, ma nella lettera firmata dai Consiglieri Tonino e Cout si facesse riferimento nella parte finale a ingenti interventi finanziari. Per quanto riguarda la CAR VA, con deliberazione del 16 maggio 1980, sono stati concessi sui fondi di rotazione per la parte industria, 160 milioni le cui rate sono state regolarmente restituite. Siamo quindi nella fase di esaurimento di questo mutuo. Questo per quanto riguarda la situazione CARVA.

Per quanto riguarda le altre situazioni io, eventualmente, dato che mi sono fatto un elenco delle aziende che gravitano nel comprensorio di Verrès le passerei, facendo le fotocopie, al Consigliere Cout e mi soffermerei invece solo a trattare due particolari situazioni. La prima è l'ALLUVER. Proprio oggi ho avuto un incontro con un secondo imprenditore disponibile a rilevare le due parti, escluse quelle di lavorazione dei beans. Se le condizioni che pone l'imprenditore sono accettabili e commisurate alle garanzie che offre in campo occupazionale, con due imprenditori soltanto risolveremmo non tutta, lo preannuncio, ma parte della situazione occupazionale all'ALLUVER. Vi sono tempi rapidi per la chiusura di questo discorso anche perché l'imprenditore ha esigenza di chiudere la trattativa entro la fine del mese di ottobre.

L'altra situazione che sta procedendo e anche in questo caso un punto fermo dovrebbe essere posto dopo la conclusione delle trattative verso la metà del mese di ottobre è quella della S.I.V.. Questo inserimento risolverebbe quasi completamente il problema occupazionale.

Per la COINCA sono stati avviati i lavori per la costruzione dello stabili mento. Ci sono stati, e credo che il Consigliere Cout ne fosse più a conoscenza di me, dei motivi che hanno prodotto i ritardi nell'inizio di questi lavori, comunque i lavori dovrebbero iniziare nel mese di luglio di quest'anno.

Per quanto riguarda le altre situazioni occupazionali e di cassa integrazione ho qui le note che passerei poi al Consigliere Cout.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Abbiamo avuto dall'Assessore indicazioni per le fabbriche nelle quali forse esiste una prospettiva. Nell'elenco avremo probabilmente le note forse un po' più dolenti che, nostro malgrado, esamineremo e speriamo che possano avere una soluzione nel più breve tempo possibile.

Noi non facciamo che sottolineare, dopo quello che già dicevamo in premessa, la necessità e l'urgenza di un intervento dell'Amministrazione regionale che in questi casi, trattandosi di aziende di una certa dimensione, può incidere in modo notevole per la ripresa dell'attività.