Objet du Conseil n. 760 du 19 septembre 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 760/VIII - SITUAZIONE ATTUALE E FUTURE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER L'ILSSA VIOLA DI PONT-SAINT-MARTIN - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino e Cout:
INTERPELLANZA
E' passato un anno dalla grave decisione della Direzione ILSSA-VIOLA di smantellare l'area a caldo dello stabilimento di Pont-Saint-Martin, con conseguente dimezzamento degli occupati.
Falliti i tentativi di mantenere l'integrità dello stabilimento, ci furono a suo tempo pronunciamenti ed impegni da parte della proprietà ILSSA-VIOLA e della Giunta regionale di favorire sia i processi di ristrutturazione interna (ammodernamento degli impianti, verticalizzazione produttiva, ecc...) che la creazione a Pont-Saint-Martin, nei capannoni rimasti vuoti, di attività alternative.
Non si hanno invece notizie di impegni in tal senso dell'ILSSA-VIOLA, che pure ha risanato i bilanci aziendali e mantenuto i precedenti livelli produttivi, mentre siamo in presenza di una ripresa del mercato.
Il Presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin ha, tra l'altro, recentemente concesso un'intervista al mensile "Jeunesse aujourd'hui" nella quale afferma che: "Pour ce qui concerne l'ILSSA-VIOLA, il y a des perspectives de nouveaux investissements".
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo P.C.I.
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
qual'è l'attuale situazione occupazionale dell'ILSSA-VIOLA e quanti sono i lavoratori in cassa integrazione guadagni;
quali impegni si è assunta la proprietà ILSSA-VIOLA in merito ad investimenti a Pont-Saint-Martin;
quali sono le prospettive di nuovi investimenti di cui parla il Presidente della Giunta regionale e quali e quante aziende hanno manifestato interesse ad insediarsi a Pont-Saint-Martin.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (P.C.I.): L'ultimo deliberato di questo Consiglio regionale relativo all'ILSSA-VIOLA impegnava la Giunta regionale su tre punti: primo, a mantenere uno stretto e solidale collegamento con le organizzazioni sindacali e con le popolazioni e con l'Amministrazione interessata; secondo, a continuare anche nella trattativa in corso a livello ministeriale relativamente allo sbocco della questione ILSSA-VIOLA; terzo, ad insistere responsabilmente nell'azione propositiva della Giunta nei confronti della Società ILSSA-VIOLA.
Perché si parlava allora, e siamo alla fine del 1983, di azione propositiva della Giunta regionale nei confronti dell'ILSSA-VIOLA? Perché in tutte le occasioni di pubblico confronto e di pubblico dibattito alcune possibilità per un futuro dello stabilimento di Pont-Saint-Martin erano rimaste comunque aperte anche con la decisione, che tutti giudicammo molto grave, di taglia re l'area a caldo e di conseguenza di ridurre di 420 gli occupati dello stabilimento. Quali erano queste possibilità comunque aperte? In primo luogo una disponibilità dell'azienda, poi recepita anche negli accordi sindacali, ad intervenire a freddo nelle lavorazioni a freddo dello stabilimento qualora la situazione di bilancio della Società ILSSA-VIOLA fosse migliorata.
Ricordo, per memoria, che allora l'azienda lamentava di perdere circa 200 milioni all'anno e di conseguenza aveva rimandato, pur impegnandosi sulla parte a freddo dello stabilimento, ad una situazione migliore del bilancio.
Nel numero di agosto di un settimanale che si intitola: "Computer Time", ho trovato una classifica delle aziende e dei gruppi che hanno avuto i migliori incrementi per quanto riguarda i bilanci presentati. In quella rivista risulta che l'ILSSA-VIOLA è al secondo posto come crescita e credo sia noto che, per quanto riguarda il bilancio, l'ultimo esercizio finanziario dell'ILSSA-VIOLA di Pont-Saint-Martin si è chiuso sostanzialmente in pareggio, senza gravi disavanzi.
Del resto è noto che l'azienda non ha perso posizioni sul mercato, né nazionale né estero, ma che la produttività dello stabilimento è aumentata e che la produzione si è mantenuta sui livelli precedenti, malgrado la riduzione del personale. Dicevo che allora i punti in discussione, e riprendo gli appunti di quei confronti, anche pubblici, che ci furono alla fine dello scorso anno, riguardavano la necessità di alcuni interventi di modernizzazione e razionalizzazione dei macchinari, tutti in cattivo stato di conservazione, per l'area a freddo. In secondo luogo si discusse la possibilità di inserire nello stabilimento di Pont-Saint-Martin alcune lavorazioni aggiuntive in funzione di quel ciclo produttivo e in terzo luogo, sulla possibilità per il gruppo SMI di effettuare nuovi investimenti, al di là della produzione degli acciai.
Infine si parlò allora della proposta della Regione, da presentare comunque in tempi brevi, di ricercare soluzioni anche alternative in modo da occupare una parte di quegli stabilimenti ormai non utilizzati e in quelle occasioni si parlò (secondo i miei appunti) di un accordo con una società cooperativa, la VMT, per la produzione di macchine a controllo numerico. Io sto alle affermazioni dell'allora Assessore all'Industria Pollicini, anche se mi dispiace tirarlo in causa, fatte in una pubblica assemblea a Pont-Saint-Martin e delle quali conservo gli appunti. Queste erano le cose di cui si discuteva in quel periodo.
Che cosa è cambiato ad un anno di distanza? Questa è la domanda che noi rivolgiamo con questa interpellanza, facendo anche riferimento alle ottimistiche dichiarazioni del Presidente Rollandin il quale, in una situazione della Regione così disastrata, ha indubbiamente il compito di infondere un po' di ottimismo; però un conto è infondere ottimismo e un conto è dichiarare con sicurezza, pare, nell'intervista al mensile "Jeunesse aujourd'hui" che per quanto concerne l'ILSSA-VIOLA ci sono prospettive di nuovi investimenti. Quali sono queste prospettive di cui parla il Presidente della Giunta e, ritornando al serio, quali sono i rapporti intercorsi in questi ultimi periodi con la proprietà ILSSA-VIOLA per comprenderne le intenzioni?
Voglio concludere segnalando, anche se la cosa è nota, che normalmente, nei mesi della chiusura estiva, l'ILSSA-VIO LA impegnava diverse squadre nell'attività di manutenzione dei macchinari, ma quest'anno la manutenzione è stata alquanto scarsa, segno ovviamente che l'azienda non conserva con tanto amore quei macchinari.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): Voglio riprendere il discorso ricollegandomi anche alla parte iniziale dell'interpellanza precedente. Mi pare che ci siano alcune considerazioni da fare per interpretare e intendere la volontà dell'Amministrazione regionale sul rilievo o comunque sul ruolo dell'industria in Valle d'Aosta. Credo che sia doveroso, anche all'inizio dei lavori di questo Consiglio, ribadire che è ferma intenzione e convinzione dell'Amministrazione regionale assegnare all'industria in Valle d'Aosta un ruolo fondamentale, perché essa partecipa in maniera importante non solo alla formazione del reddito ma anche all'equilibrio dell'occupazione nella nostra Regione.
Voglio dire che sarebbe del tutto insano e irresponsabile pensare ad un qualsiasi progetto di equilibrio economico e sociale per il futuro della Valle d'Aosta senza la presenza dell'industria della nostra Regione. Credo che sia noto a tutti, ed è convinzione comune, che alcuni bacini territoriali della nostra Regione (voglio far riferimento alle aree di Pont-Saint-Martin, Verrès, Châtillon e Aosta) possono vivere e svilupparsi soltanto in presenza di una sufficiente e significativa attività industriale.
Vorrei fare una seconda considerazione, che è di ordine più politico e cioè che gli anni che stiamo vivendo indicano una modificazione profonda e molto probabilmente pretendono un diverso rapporto tra le forze politiche, sociali e istituzionali. Mi pare che su questa linea, l'indicazione più valida che è emersa, anche a livello di dibattito al di sopra delle dimensioni regionali, sia di ritrovare delle forme di solidarietà o comunque di corresponsabilizzazione attorno alle scelte molto impegnative e che devono coinvolgere forze politiche e sociali in un momento di riflessione e di impegno comune.
Per quanto riguarda invece l'interpellanza specifica sul caso ILSSA-VIOLA, non ho tralasciato anche nel mese di agosto di cercare dei contatti, così come li ho cercati con la NUOVA SIAS. E' chiaro che il periodo feriale ha fatto trovare parecchie porte chiuse. Comunque con l'ILSSA-VIOLA il contatto è già avvenuto e quindi posso riferire le affermazioni e gli impegni che la direzione dell'ILSSA-VIOLA ha assunto anche su alcuni punti sottolineati dall'interpellanza.
La prima domanda postami è: "Qual è la situazione occupazionale all'ILLSAVIOLA?". I dati si riferiscono al 31 agosto 1984, mentre l'incontro con la direzione dell'ILSSA-VIOLA è avvenuto il 17 settembre. I dati segnalatimi sono: 397 attivi, 163 in cassa integrazione a zero ore, 50 in cassa integrazione a rotazione. Ci sono stati 147 pre-pensionamenti e 40 dimissioni volontarie. La prospettiva occupazionale (parlerò poi degli impegni che si è assunta la direzione dell'ILSSA-VIOLA) è che, in una situazione senza prevedibili modificazioni negative, nel 1985 ci dovrebbe essere un primo segno di inversione, con nuove assunzioni a partire dalla metà dell'anno 1985.
Per quanto riguarda gli impegni ai quali si riferiva il Consigliere Tonino, dirò che nel giugno dell'84 l'ILS SA-VIOLA si era assunta l'impegno di attuare investimenti dell'ordine di 4 miliardi. La direzione mi ha riferito che i 4 miliardi preventivati all'inizio dell'84 stanno diventando 4 miliardi e mezzo o cinque, per effetto della lievitazione dei prezzi. Questi investimenti consistono nella sostituzione dell'attuale cesoia LANDERGRAF, o LANDGRAF, con una più adeguata ai livelli di taglio richiesti dai clienti. Investimento previsto: 1 miliardo. Consistono inoltre nel completamento della linea di trattamento n. 4 e nell'introduzione della sezione chimica per il decappaggio di nastri del peso fino a 14 tonnellate, con un investimento allora previsto di 2 miliardi e mezzo. Un terzo investimento consiste nell'adattamento della linea 3 a linea di saldatura rotoli e codacci, per eseguire saldature laminabili sui rotoli da 7 tonnellate, con un investimento previsto allora di mezzo miliardo (gli investimenti hanno subìto un rialzo anche per effetto dell'aumento dei costi). La direzione ha affermato che sono in fase di perfezionamento i contratti per la realizzazione degli investimenti suddetti che, complessivamente, assumeranno il valore di circa 4 miliardi e mezzo. La realizzazione degli impianti è prevista entro l'agosto del 1985 e la loro totale attivazione entro la fine del 1985.
Questi sono gli impegni che sono stati ribaditi il 17 settembre 1984 ma che erano stati assunti il 22 giugno 1984 dall'azienda con l'allora Assessore Pollicini che mi ha lasciato anche un'annotazione. Quindi la direzione, attraverso l'ing. Geri, ha confermato questi impegni e in qualche modo l'autonomia dell'azienda di Pont-Saint-Martin e anche la responsabilità che all'interno del gruppo ha l'ILSSA-VIOLA.
Per quanto concerne le prospettive, l'azienda ha fatto presente che, ed è stato ricordato dal Consigliere Tonino, in questa fase è stato registrato un miglioramento del conto economico aziendale, sottolineando però che questo non significa ancora essere passati dai conti rossi ai conti blu o neri; è però la conferma che si è in una fase di miglioramento del conto economico.
Mi è stato anche riferito che il rialzo del valore del dollaro in questi ultimi mesi non è un dato positivo per l'azienda che deve rifornirsi di materie prime e pagarle con dollari che giornalmente tendono ad aumentare. Inoltre mi è stato confermato che è obiettivo dell'azienda giungere comunque a realizzare questi investimenti per tendere ad un consolidamento del conto economico, portando i conti il più vicino possibile ai colori blu o nero allontanandosi dal colore rosso profondo.
L'azienda sta mettendo in piedi uno studio per l'utilizzazione razionale e complessiva dell'intero comparto ILSSAVIOLA e questo al fine di aggiungere produzioni diversificate all'interno dell'attuale area oppure, in accordo con l'Amministrazione regionale, per inserire nell'area ILSSA-VIOLA delle nuove attività lavorative. Credo di aver risposto a tutto. Aggiungo ancora che esistono alcune proposte di utilizzazione del capannone all'ingresso dello stabilimento. Sono stati infatti messi in contatto alcuni richiedenti con la direzione ILSSA VIOLA, che non ha particolari problemi o difficoltà ad inserire attività che possono utilizzare questo capannone che si trova dentro l'ILLSA-VIOLA.
Le trattative che sono aperte le seguiamo con attenzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (P.C.I.): Io sono parzialmente soddisfatto della risposta che ha fornito l'Assessore Lanivi relativamente all'ILSSA-VIOLA, nel senso che alcuni tentativi di formalizzare con l'azienda proposte per investimenti cominciano a delinearsi. E' preoccupante il fatto che il processo è molto lento e finora lo dico per non rischiare come altre volte pessime figure, è solo un impegno che è tutto da dimostrare.
Io metto sulla bilancia da un lato questo atteggiamento che si respira nel lo stabilimento di Pont-Saint-Martin, di trascurare tutto e di lasciare in abbandono molte attrezzature, e dall'altra queste manifestazioni di volontà. Perché le metto sullo stesso piano? Perché troppe volte nel passato promesse, addirittura sottoscritte del Presidente della Giunta Andrione con le organizzazioni sindacali, repentinamente e al di là degli accordi, sono state smentite e l'azienda ha usato atteggiamenti completamente diversi. C'è perciò la necessità -e riprendo quello che ha deliberato il Consiglio regionale di insistere responsabilmente nei confronti dell'ILSSA-VIOLA con proposte positive.
Io mi auguro che da queste prime indicazioni la Giunta regionale abbia già concordato con le organizzazioni sindacali una iniziativa propositiva nei confronti dell'azienda e che si lavori attorno a questa dichiarazione di disponibilità per renderla possibile. Questo lo dico perché noi, sulla situazione in generale dell'occupazione industriale, abbiamo e manteniamo serie preoccupazioni.
Io prendo atto ancora una volta che l'Assessore Lanivi parla di ferme intenzioni della Giunta regionale a mantenere il tessuto industriale ed il livello occupazionale esistenti nel settore industriale. Il discorso dei cambiamenti e della difficoltà del momento noi non l'abbiamo mai sottovalutato e risparmio al Consiglio le cose che abbiamo detto proprio partendo dalla realtà dell'ILS SA-VIOLA in due occasioni pubbliche, una a Pont-Saint-Martin e l'altra ad Arnad, proprio su come, a nostro avviso, dovrebbe lavorare una Giunta regionale in questo momento particolarmente difficile di trasformazione.
Riteniamo che rispetto a questo problema non bastino le buone intenzioni ma occorra sapere qualcosa di più concreto. Tuttavia non è una risposta che solo la Giunta regionale deve a noi del Gruppo Comunista, ma è una risposta che noi tutti dobbiamo a quelli che oggi sono ancora in cassa integrazione, e sono tanti, e a quelli che si affacciano al mondo del lavoro e che cercano un'occupazione.
Per tornare alla questione di Pont-Saint-Martin, è vero che gli operai in cassa integrazione sono ormai scesi a 163 + 50 e che ci sarà il pre-pensionamento che potrà ridurli ancora di più. Ci sono dimissioni volontarie crescenti perché la gente non è abituata a percepire la "cassa integrazione" senza far niente e si cerca altre occupazioni. Questo può andare bene, ma il dato che ci deve preoccupare tutti è che 420 posti di lavoro in meno sono comunque un fatto reale che dovremmo in qualche modo cercare di risolvere non solo con il progetto, pur rispettabile, della forestazione. A questi 420 posti si aggiungono ovviamente, risalendo la Valle, altre situazioni che sono altrettanto gravi. In questo senso noi chiediamo a questa Giunta regionale un impegno qualitativamente diverso.
