Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 753 du 19 septembre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 753/VIII - PROBLEMI CONCERNENTI I GENERI CONTINGENTATI IN ESENZIONE FISCALE - (Interpellanze).

PRESIDENTE: Pregherei il Consiglio, se è d'accordo, di discutere insieme le interpellanze di cui ai punti: 16, 24 e 26 dell'ordine del giorno, che trattano lo stesso argomento. Se non vi sono obiezioni da parte dei Consiglieri proponenti, propongo che le risposte siano unificate.

PRESIDENTE: Do lettura delle interpellanze presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Torrione, Breuvé e Pascale, dai Consiglieri Millet e Bajocco, dal Consigliere Riccarand:

INTERPELLANZA

VISTA la situazione determinatasi in Valle a seguito della mancata approvazione della legge sull'aumento dei generi contingentati in esenzione fiscale da parte del Parlamento;

CONSIDERATO che l'erogazione dei buoni di benzina è stata limitata ad ulteriori tre mesi anziché all'intero secondo semestre dell'anno in corso;

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo sociali sta Gianni Torrione, Lillina Breuvé, e Liborio Pascale

INTERPELLANO

l'Assessore regionale competente per conoscere:

a quale punto sono le trattative con il Governo centrale sulla questione dei generi in esenzione fiscale;

se è prevedibile l'approvazione della nuova legge sui generi contingentati entro l'anno in corso;

in caso di mancata approvazione quali provvedimenti intende assumere al riguardo la Giunta regionale;

se è ipotizzabile, per quanto concerne i buoni benzina, un soddisfacimento delle attuali necessità pur rimanendo invariata l'attuale assegnazione di carburante in esenzione fiscale, alla luce anche del debito maturato dalla Regione nei confronti delle compagnie petrolifere.

F.to: Gianni Torrione, Lilliana Breuvé e Liborio Pascale

INTERPELLANZA

Poiché in un comunicato stampa della Presidenza della Giunta si dà notizia di alcune modificazioni nella distribuzione dei buoni-benzina, la quale peraltro è limitata al solo terzo trimestre 1984:

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore regionale competente per sapere:

quando e se avverrà la distribuzione dei buoni-benzina per il quarto trimestre 1984;

con quale provvedimento la Giunta regionale ha modificato i criteri di distribuzione dei buoni-benzina per le persone intestatarie di autoveicoli e motoveicoli funzionanti a benzina;

il numero degli autoveicoli e quello dei motocarri funzionanti a benzina che hanno usufruito di una ulteriore assegnazione, in quanto appartenenti a titolari di attività commerciali, artigianali ed agricole, alla fine del 1° semestre 1984.

F.ti: Ruggero Millet, Igino Bajocco

INTERPELLANZA

APPRESO dagli organi di stampa che all'inizio dello scorso mese di agosto la Giunta regionale ha impartito nuove disposizioni per l'assegnazione e distribuzione dei buoni benzina;

RILEVATO che sull'argomento non sono state sentite né la Commissione consiliare permanente per lo Sviluppo Economico (che doveva essere sentita ai sensi dell'art. 24 del Regolamento del 20/12/1972); né l'apposita Commissione consiliare che nei mesi scorsi ha svolto un'indagine sulle disposizioni dei generi contingentati;

AL FINE di avere notizie certe in merito al contenuto, alle modalità e alle finalità dei provvedimenti adottati dalla Giunta regionale;

il sottoscritto Consigliere regionale di "Nuova Sinistra della Valle d'Aosta"

INTERPELLA

la Giunta regionale per conoscere:

il contenuto dettagliato delle decisioni adottate nello scorso mese di agosto dalla Giunta regionale in merito all'assegnazione e distribuzione dei buoni-benzina;

gli estremi della Deliberazione di Giunta con cui sono stati adottati i provvedimenti di cui al punto 1) e gli estremi delle precedenti deliberazioni di Giunta che sono state modificate dalle decisioni dello scorso mese di agosto;

se è intenzione della Giunta studiare un piano che (con un'oculata regolamentazione dell'intera materia) permetta fin dal prossimo anno un'assegnazione di buoni benzina per l'intero arco di 12 mesi pur senza un aumento del quantitativo di benzina in esenzione fiscale oppure se si rimarrà in passiva attesa dell'aumento del quantitativo con legge dello Stato;

4) quale rapporto la Giunta intende instaurare con la Commissione consiliare che ha svolto l'indagine sull'assegnazione dei buoni benzina e dai cui lavori potrebbero scaturire utili indicazioni.

F.to: Elio Riccarand

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Noi abbiamo presentato questa interpellanza sollecitati da uno stato d'animo diffuso nell'opinione pubblica, la quale ha manifestato giuste preoccupazioni per il problema dei buoni carburante. Dobbiamo dire però che, al di là delle assicurazioni che il Presidente della Giunta, in sede di comunicazioni, ci ha dato stamane, la situazione, a nostro avviso, si è leggermente modificata, alla luce di alcuni dati ci sono stati forniti proprio ieri sera dall'Assessore competente. Si tratta di dati che io ritengo estremamente precisi e puntuali e non l'ho detto in sede di Commissione ma lo dico pubblicamente sono riconoscente all'Assessore per questa opera di chiarimento che ha voluto portare avanti.

In effetti il problema si prospetta e si presenta in termini sostanzialmente diversi e collego il discorso di questa interpellanza a quello del disegno di legge che nello scorso anno questo Consiglio ha votato e che avrebbe potuto concepire in modo diverso se fosse stato a conoscenza delle cifre che io ho appreso solo ieri sera. Nella legge si è parlato solo della distribuzione dei buoni-benzina e questo è un fatto che io non condivido, perché il discorso dei generi contingentati va affrontato nel suo complesso e lo dissi già in sede di approvazione di quel disegno di legge. Dicevo che se l'anno scorso avessimo avuto a disposizione i dati che abbiamo conosciuto ieri sera potevamo impostare in maniera sostanzialmente diversa quel disegno di legge e presentarci alla trattativa con lo Stato in posizione di maggior chiarezza. Sostenni l'anno scorso che, a mio avviso, l'inserire nel disegno di legge dei generi che non apportano più nessun beneficio (o benefici minimi) alla nostra collettività era un errore, perché si poteva iniziare con lo Stato una trattativa di tipo sostanzialmente diverso, chiedendo l'inserimento di generi in grado di apportare reali benefici alla nostra collettività. Dissi allora che, nella spesa della massaia valdostana, l'incidenza dei generi contingentati come lo zucchero, il caffè, l'alcool e la birra era praticamente nulla ed anzi se teniamo il conto delle spese che la Regione affronta per la stampa dei buoni e per il personale addetto alla loro distribuzione, andiamo addirittura al di sotto di quello che è il beneficio che ne ha la popolazione.

L'anno scorso ci è stato detto che il "buco" relativo alla benzina era di 100.000 quintali e in effetti il discorso era drammatico perché il tasso di aumento della motorizzazione è stato tale che il contingente assegnato, pani a 350 mila quintali corrispondenti a 47.800 litri di benzina, non era più sufficiente a soddisfare le esigenze dei valdostani. Lo ripeto perché è un dato che io ritengo significativo e sul quale bisogna meditare: dal 1977 al 30/6/1984 l'aumento delle immatricolazioni in Valle d'Aosta ha toccato il 59,16%, il che sta significare (ma non ho dei dati di raffronto con il resto del territorio nazionale) che si tratta di uno degli aumenti più consistenti. Dissi allora, e lo ripeto alla luce di questo 60%, che il discorso dei buoni benzina aveva influito anche sul modo di essere e di vivere della nostra collettività e ora ne sono maggiormente convinto.

A prescindere da questa considerazione che è di carattere sociologico, devo dire che i dati che ci ha fornito l'Assessore, con quei correttivi che sono stati apportati dalla Giunta in seguito a quella deliberazione, consentono di dire che il buco non è più di 100 mila quintali ma di gran lunga inferiore, anche perché nel primo semestre del 1984 abbiamo erogato buoni di benzina in esenzione fiscale per 26 milioni 447 mila litri contro i 26 milioni 910 litri del corrispondente semestre dell'anno passato.

Dai calcoli che si sono fatti risulta che, detratto il debito che la Regione ha nei confronti delle compagnie petrolifere ammontante a 10 milioni di litri, restano a disposizione per l'ulteriore fabbisogno 11 milioni e 353.000 litri. In Commissione, a questa mia osservazione, l'Assessore ha risposto che la maggiore disponibilità è dovuta al fatto che in un recente passato il discorso dell'erogazione dei buoni di benzina era impostato come se le vacche dovessero essere sempre grasse, invece poi le vacche sono diventate un pochino più magre e quindi alle persone che godevano di più agevolazioni perché avevano più autovetture la Giunta regionale ha posto un freno e ora a queste persone viene concessa una sola assegnazione.

Il discorso che è emerso ieri sera in sede di Commissione ci deve fare meditare soprattutto sulla superficialità con cui abbiamo affrontato lo scorso anno il problema, perché il buco non è delle dimensioni che ci erano state prospettate. Perù e questo è importante visto e considerato che la situazione non si presentava in termini così difficili come era stata illustrata, sia in Commissione che in aula, il disegno di legge che questo Consiglio ha votato (che non è altro che la fotocopia dei precedenti con l'aggiunta del gasolio e l'aumento del contingente di 100.000 quintali) ebbene, il disegno di legge avrebbe potuto essere sostanzialmente diverso.

Il rammarico è maggiore (e questo al di là del fatto che io sostengo che certi benefici, che non sono più benefici, potevano essere stralciati per evitare che questa Regione passi per il paese di Bengodi, cosa che in effetti non è) perché l'immagine che abbiamo proiettato all'esterno, e che la gente ci rimprovera, è che non paghiamo né benzina né zucchero né caffè. Questo non è assolutamente vero, perché, ripeto, l'utile che trae la collettività per alcuni generi è irrisorio e irrilevante. Concludo questa mia osservazione conoscendo già gran parte delle risposte, che sono state anticipate dal Presidente della Giunta.

Chiedo però di presentarci alla trattativa con lo Stato avendo dei dati a disposizione, senza voler concludere come se questi dati non fossero a nostra conoscenza. Io ritengo che se è corretto e doveroso chiedere, e lo sottolineo tre volte per non essere frainteso, allo Stato quello che è dovuto alla Regione, ciò va anche chiesto in termini corretti, nel senso che la Regione deve porsi nei confronti dello Stato con la stessa correttezza che, giustamente, pretende che lo Stato ponga nei confronti della Regione.

Non andiamo quindi a chiedere 100.000 quintali, ma rifacciamo invece un esame più approfondito del problema, rivediamo la trattativa da reimpostare con lo Stato e non facciamoci abbacinare e affascinare elusivamente dal mito del buono di benzina, perché questo è un dato che pesa in modo sconfortante sul nostro modo di essere autonomi. La benzina in esenzione è un beneficio che ci viene in virtù di un articolo dello Statuto che prevede la concessione della Zona Franca e quindi va difesa come elemento di principio e di contrattazione con lo Stato, ma non va assolutamente mitizzata!

Io credo invece che nel pacchetto di richieste che noi dobbiamo fare allo Stato ci siano cose ben più importanti a favore dell'intera collettività per evitare oltretutto che questa venga scambiata erroneamente per l'autonomia dei buoni di benzina, dello zucchero e del caffè. Credo di essere stato sufficientemente chiaro.

Si dà atto che alle ore 11.36 assume la Presidenza il Vice Presidente DE GRANDIS.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Anche il nostro gruppo ha presentato questa interpellanza per porre alcune questioni e fare delle osservazioni. L'abbiamo presentata il 6 settembre in quanto, in quella data, non eravamo a conoscenza dello strumento col quale la Giunta regionale aveva deciso di tagliare una parte della quantità dei buoni da distribuire. Per noi questa non è solo una questione formale, dal momento che la Terza Commissione allargata ai capigruppo ha discusso a lungo in questi mesi e uno dei problemi di fondo era il non rispetto del regolamento e quindi di una prerogativa del Consiglio regionale.

In questi giorni, dopo aver presentato l'interpellanza, siamo venuti a conoscenza della deliberazione di Giunta n. 4518 del 27 luglio scorso, e questo dopo che un Consigliere si informa presso la Presidenza del Consiglio, alla fine di agosto, gli si dice che non si sa ancora con quale provvedimento verrà presa quella decisione!

Al di là di questa deliberazione, si pone una questione di fondo, perché notiamo che una delibera di Giunta presa il 27 luglio è appesa all'albo il 10 settembre. I Comuni hanno un certo periodo di tempo per apporre all'albo le deliberazioni, perché il fatto di renderle pubbliche dà la possibilità ai cittadini di ricorrere. Chiaramente dal 27 luglio al 10 settembre è passato un po' troppo tempo anche se c'era il ferragosto, perché ferragosto si poteva superare. Voglio sottolineare il fatto che si è continuato ancora una volta, nonostante sia stato evidenziato in Commissione e anche in Consiglio, a non rispettare le decisioni del Consiglio regionale. Evidentemente, come previsto dal regolamento, prima di deliberare la Giunta doveva sentire il parere della Commissione competente: questo è scritto in modo chiaro all'art. 29 del Regolamento relativo alla distribuzione dei generi contingentati e oltretutto non ha senso portare una delibera di competenza della Giunta in ratifica solo dopo che è stata presa. Il problema di fondo è che prima che la Giunta prendesse la decisione doveva sentire il parere della Commissione.

Non è vero come si dice nel comunicato stampa, che non è cambiato niente: le cose sono state cambiate! Qualcuno che si è presentato agli sportelli e che magari prima godeva dei buoni-benzina per l'autovettura, per l'autocarro o il trattore, per l'ape, per la moto e per il motorino, si è visto tagliare abbondantemente l'assegnazione. La decisione era quindi importante e si poteva essere d'accordo o meno. Io ho voluto sollevare questo problema e spero che in futuro si rispettino le leggi e il regolamento. Una legge si può anche modificare perché non è detto che debba durare per un secolo: importante è comunque che la si rispetti.

Entrando nel merito della deliberazione mi pare che siamo arrivati al dunque. Nel primo semestre infatti si era deciso di non dare più i buoni-benzina alle famose macchine che esigono la patente "E", cioè quelle catalogate per uso "promiscuo", che i "furbi"avevano fatto immatricolare come autoveicoli mentre poi, chiedendo l'esenzione, senza pagare la relativa tassa potevano trasportare quello che volevano. La Regione invece, nonostante tutto, ha continuato come prima e se oggi i cittadini perdono tre mesi di assegnazioni possono anche ringraziare gli Assessori e la Giunta, che non hanno affrontato per tempo questo problema. Io sono convinto infatti che non si tratta solo dei 100.000 litri delle distribuzioni speciali ma di milioni di litri, ed è questa una delle domande che pongo nell'interpellanza: non so ancora se la mancata distribuzione sia dipesa da mancanza di diritto o dalla presenza di casi in cui qualcuno prendeva buoni per tre o quattro macchine (addirittura delle "Porsche" quindi gente che non aveva certo "freddo ai piedi", come si suol dire!)

Ci sono quindi delle responsabilità politiche e noi condanniamo le pretese di quelle forze politiche che vogliono riversare le responsabilità solo sul Parlamento, perché se si agiva come era stato proposto, anche solo in parte, non si sarebbe ricoperto il deficit ma si sarebbe avuta una certa disponibilità e non si sarebbero persi tre mesi, come è anche responsabilità politica il non avere previsto in tempo quelle modifiche per cui oggi si è arrivati a delle riduzioni necessarie per azzerare la situazione. L'azzeramento è peraltro obbligatorio, perché le compagnie non anticipano più. Il problema che mi risulta, e non so se la Magistratura indagherà anche su questo aspetto, è che, chiaramente, dai dati che ci sono stati forniti, nel 1981282 e '83 a Regione ha distribuito più buoni di quello che la legge nazionale permetteva. Questo fatto pone un problema di non poco conto e si fa bene, da questo punto di vista, a non distribuire altri buoni. Noi riteniamo giusto che si vada ad un chiarimento sulla questione.

Voglio ribadire che è poco opportuna la petizione lanciata in questo periodo, perché non so se aiuterà le forze del Governo o le forze degli alleati dell'Union Valdôtaine ad essere più incalzanti su questo problema. Quindi, nell'interesse generale, forse sarebbe stato più opportuno tentare un'azione unitaria per cercare di trovare un accordo con tutte le forze che volevano far pressione. L'Assessore Borbey prima ha criticato il Consigliere Torrione che voleva proprio questo. Ma qui siamo tutti allo stesso livello e non credo che l'Union Valdôtaine faccia un bel servizio ai valdostani, perché non credo che così si aiuti la popolazione: secondo il nostro partito si tratta solo di voler coprire la questione di fronte a certe critiche.

Magari qualcuno dell'Union Valdôtaine o che gravita in quell'area politica, vistosi rifiutare un mucchio di libretti sarà andato a chiedere che cosa stesse succedendo...

(Interruzione)

Presidente Rollandin, siamo in un paese libero! Capisco la delicatezza su questo problema, ma non si può vietare a ognuno di dire quello che pensa su queste cose.

Nell'interpellanza abbiamo posto tre domande e, anche se ieri in Commissione e stamattina in quest'aula il Presidente ha detto che per i buoni di benzina la questione sembra sia quasi risolta, alla luce di questo noi facciamo in Consiglio le nostre previsioni. L'altra questione è quella di sapere con quali provvedimenti la Giunta regionale ha modificato i criteri di distribuzione. La terza domanda chiede il numero degli autoveicoli e degli autocarri funzionanti a benzina che hanno usufruito di ulteriori assegnazioni in quanto appartenenti a titolari di attività commerciali, artigianali ed agricole, alla fine del 1° semestre. Se il Parlamento non approverà la legge, sarà necessario infatti ripensare queste decisioni per risolvere momentaneamente il problema. Noi però riteniamo che sia necessario garantire a tutti i cittadini una distribuzione equa e solo sull'eventuale eccedenza fare delle scelte che tengano conto di una serie di criteri oggettivi. E' necessario quindi distribuire in modo equo queste esenzioni fiscali sui buoni benzina che, tutto sommato, sono un reddito riflesso che entra nelle famiglie valdostane. Noi abbiamo posto queste domande e abbiamo fatto queste osservazioni per poter contribuire alla distribuzione di un reddito che, secondo noi, si può quantificare in una esenzione di oltre trenta miliardi che non sono poca cosa e che vengono ridistribuiti a vantaggio delle famiglie valdostane in attesa dell'attuazione della zona franca. E' un vantaggio certamente sostanzioso.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): L'interpellanza era stata presentata per avere delle notizie ufficiali sui criteri e sulle modalità delle decisioni, adottate dalla Giunta all'inizio del mese di agosto, riguardo alla distribuzione dei buoni di benzina e alle notizie che erano comparse sugli organi di stampa ma di cui i membri del Consiglio non avevano avuto alcun atto ufficiale. Dopo la presentazione dell'interpellanza sono emersi due fatti nuovi: anzitutto è apparsa la deliberazione di Giunta, di cui parla il Consigliere Millet, che è datata del 27 luglio ma che, stranamente, è stata pubblicata soltanto il 10 settembre, cioè dopo la presentazione della mia interpellanza e di quella del Consigliere Millet, interpellanze che sono entrambe datate 6 settembre. Il dubbio è che la delibera di Giunta non esistesse il 6 settembre e che sia stata retrodatata ed è un dubbio piuttosto forte, anche perché fra le deliberazioni di Giunta in ratifica in questo Consiglio non troviamo appunto quella di cui stiamo parlando, che probabilmente arriverà in un prossimo Consiglio per una ratifica senza significato, perché ratificheremo un provvedimento già esecutivo in quanto che i buoni, in quel momento, saranno già stati assegnati, creando una situazione di fatto ormai immutabile. Oltretutto rimane il fatto, già denunciato dal Consigliere Millet, che la deliberazione di Giunta è stata presa senza sentire il parere della competente Commissione, come previsto a chiare lettere dal Regolamento per la distribuzione dei generi contingentati.

L'altro elemento nuovo, accanto alla comparsa della deliberazione di Giunta, è rappresentato dalla riunione della Commissione di indagine sulla questione dei generi contingentati, riunione che si è svolta ieri dopo tre mesi di interruzione dei lavori e nella quale sono emersi una serie di dati estremamente significativi riguardanti il 1° semestre dell'84 e le previsioni per il terzo trimestre. Già il Consigliere Torrione e il Consigliere Millet ne hanno parlato.

Da questi dati emerge con tutta evidenza una serie di fatti che sono estremamente importanti: il primo elemento, molto evidente è che l'attuale quantitativo di benzina in esenzione fiscale assegnato alla Valle d'Aosta, cioè i 47 milioni di litri, è perfettamente in grado di far fronte al fabbisogno della popolazione valdostana, evidentemente al fabbisogno reale, non artificiosamente gonfiato. Se quest'anno non si potranno distribuire i buoni per l'ultimo trimestre non è perché 47 milioni di litri non sono sufficienti, ma perché si è ereditato dagli anni precedenti un buco di 10 milioni di litri, causato da una serie di fattori che si sono accumulati fra di loro: assegnazioni straordinarie illegittime, perché non potevano essere date, visto il quantitativo carente; assegnazioni speciali, che non sono previste da nessuna forma di regolamento; assegnazione di buoni per due, tre o quattro automezzi alla stessa persona; indiscriminata assegnazione per vetture ad uso promiscuo; assegnazione di buoni a persone con residenza fittizia in Valle d'Aosta... e l'elenco potrebbe continuare.

E' questa mancata regolamentazione dell'assegnazione dei buoni, questa allegra, diciamo, diffusione dei buoni di benzina che ha determinato, col passare degli anni, il buco attuale di 10 milioni di litri. Con le norme adottate dalla Giunta, nella deliberazione di cui parlavamo in precedenza, si prevede che per l'attuale trimestre si assegneranno 11 milioni di litri. Si manterranno quindi gli stessi quantitativi con limitate restrizioni e con 11 milioni di litri si conta far fronte a tutte le richieste. Il che significa che con 44 milioni di litri, cioè 11 milioni di litri per i quattro trimestri, si può far fronte al fabbisogno e alle richieste per gli attuali veicoli circolanti in Valle d'Aosta. Rimangono ancora 3 milioni in più rispetto ai 47 milioni che sono il quantitativo di cui dispone attualmente la Regione Valle d'Aosta. Quindi, l'aumento del quantitativo di benzina in esenzione richiesto allo Stato (100 mila quintali di benzina in esenzione in più richiesti e per cui ci si affanna, si va a Roma ecc.,) non hanno nessuna giustificazione, non sono affatto necessari per garantire un'equa distribuzione ai valdostani che ne hanno bisogno, mantenendo anche gli attuali quantitativi, che già sono alti.

L'aumento di questi quantitativi non è necessario ed i dati lo dimostrano: noi l'abbiamo detto già l'anno scorso ed infatti io non ho mai approvato quella proposta di legge perché non era assolutamente motivata. Questo aumento non sarà necessario neppure in futuro, perché noi oggi ci troviamo in una situazione di motorizzazione individuale in Valle d'Aosta che ha già raggiunto dei livelli che sono, forse in teoria, ancora superabili, ma non è né auspicabile né prevedibile che si vada oltre.

Attualmente in Valle d'Aosta esistono 81.548 autoveicoli a benzina, oltre quelli a gasolio, e 38.574 motoveicoli a benzina; ora, siccome la popolazione adulta è costituita da 90.000 persone, togliendo gli infermi e le persone anziane, sicuramente noi abbiamo più di un autoveicolo a benzina per persona adulta. Quindi siamo già a dei livelli di motorizzazione che sono superio a quelli di qualsiasi regione d'Italia, ma sono anche oltre qualsiasi ragionevolezza. Quindi non é né prevedibile né auspicabile un ulteriore aumento di questo livello di motorizzazione.

Credo allora che, anche alla luce di queste considerazioni, non solo la proposta di legge e la richiesta di un aumento del quantitativo di benzina in esenzione fiscale non sia necessaria ma anzi, secondo me, sia del tutto nociva. La recente petizione dell'Union Valdôtaine, a sostegno dell'aumento del quantitativo di benzina in esenzione fiscale, risulta come una mossa quanto mai demagogica, che indica un basso livello di elaborazione culturale, perché fa appello ad una serie di disinformazioni della popolazione ed a sentimenti che non hanno nessuna motivazione reale, quindi il nostro giudizio su questa iniziativa è nettamente negativo. Il problema è quello di utilizzare bene il quantitativo disponibile, che è sufficiente, perché si riescono a dare, ad ogni persona che ha la patente in Valle d'Aosta, 80 litri di benzina, con cui si fanno circa mille chilometri al mese, 12 mila chilometri all'anno. Sicuramente i 2/3 di coloro che prendono i buoni di benzina con li consumano interamente e quindi usano questi buoni per avere un provento, che può essere comprensibile ma che non è legato sicuramente al bisogno di fare 12 mila chilometri all'anno. Questo è totalmente assurdo. Quindi il problema è di usare bene il quantitativo che noi abbiamo in questo modo: coperto il buco che quest'anno si è determinato, l'anno prossimo con lo stesso quantitativo, 47 milioni di litri, si è in grado di assicurare la distribuzione per i 12 mesi, mantenendo gli attuali criteri che non sono assolutamente restrittivi.

Si potrebbero anche introdurre dei criteri nettamente più restrittivi, senza toccare l'interesse dei cittadini. Facevo esempio in Commissione: non ha nessun significato che in Valle d'Aosta gli automezzi degli enti pubblici, della Regione e dei Comuni, viaggino con benzina in esenzione fiscale, quando questo non è un vantaggio per l'ente pubblico. Se la Regione fa viaggiare i suoi mezzi con benzina in esenzione fiscale, apparentemente ne trae un vantaggio, ma in realtà, se pagasse l'intero prezzo della benzina, i 9/10 dell'imposta ritornerebbero alla Regione in base al riparto fiscale, quindi non è un vantaggio reale e mi sembra talmente ridicolo che non ha nessun significato.

Si fanno grandi pressioni sul Parlamento e sullo Stato per avere questi 100 mila quintali in più, senza renderci conto che lo Stato ce li può benissimo dare domani mattina, perché allo Stato non costano praticamente niente: gli costa un decimo, perché il resto sono soldi che si tolgono dal bilancio regionale! Adesso, con l'attuale quantitativo di benzina in esenzione fiscale, vi sono circa 25 miliardi in meno di entrate per la Regione; se aggiungiamo altri 100.000 quintali, sono 7 miliardi in meno nelle entrate! Certamente è una scelta legittima che si può fare, ma si tratta di vedere se non sarebbe meglio usare questi soldi in modo diverso, incentivando un consumo più oculato di benzina.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Come gli interpellanti hanno già sottolineato, parte degli interrogativi posti hanno già ricevuto risposta dal Presidente della Giunta in apertura di questa seduta. L'intervento del Presidente ha fatto il punto sullo stato dei rapporti tra Governo regionale e Governo nazionale per risolvere questo problema. Quindi siamo in questa situazione: secondo la volontà di questo Consiglio, nell'ottobre scorso l'Amministrazione, e in particolare l'Assessore Pollicini che mi ha preceduto, ha avuto dei rapporti per risolvere prima a livello tecnico, con i vari Ministeri interessati, e poi a livello politico, sempre in sede governativa, questa proposta, che il Consiglio regionale ha approvato a grandissima maggioranza, di adeguamento dei contingenti, in modo particolare della benzina, rispetto ai nuovi bisogni.

Ancora oggi mi preme sottolineare che quella richiesta è valida e giustificata. Secondo me sarebbe un errore pensare a soluzioni diverse e a non tenere conto della obiettiva situazione della nostra Regione e dei suoi bisogni e situazioni particolari, dimenticando la natura del territorio, la diffusione della popolazione sul territorio, la posizione geograficamente decentrata della nostra Regione rispetto ad altri centri urbani. In qualche modo la nostra Regione per questa sommatoria di situazioni, si trova in condizione particolare e originale rispetto alle altre realtà regionali, quindi anche con dei particolari bisogni.

Il contingente benzina non è da considerarsi un regalo ma un'anticipazione su un diritto che non è mai stato riconosciuto alla Regione, un vantaggio che attualmente va al singolo, alla famiglia, al cittadino ma che complessivamente va considerato come beneficio complessivo della comunità, che non può essere solo misurato in termini di maggiori entrate dell'Amministrazione regionale. E' un beneficio che direttamente va alle famiglie. Sono queste considerazioni ed è anche il tipo di trattativa, di condizione, di contrattazione del Governo regionale con il Parlamento e con il Governo regionale, che ci deve fare riflettere. E' un meccanismo che non abbiamo inventato e che ha inventato la Valle d'Aosta.

Il fatto che ciclicamente, ogni 5 o 6 anni, la Valle d'Aosta si trova, mantenendo certe assegnazioni mensili, in situazioni debitorie e di deficit, pone, nel momento in cui si richiede l'adeguamento, anche un problema di prospettiva. La proposta che è stata approvata da questo Consiglio alla fine del 1983 va pensata in una prospettiva di almeno 8 o 9 anni, ed è in questa prospettiva che dobbiamo fare i nostri conti e non cedere a facili tentazioni di discorsi più remissivi di cedimento. Dobbiamo tenere conto delle esigenze che potranno maturare non solo nel 1984, ma dal 1984 fino agli anni '90.

Ecco perché ritengo non solo giustificata ma legittima la richiesta che questo Consiglio regionale ha indicato nello scorso mese di ottobre a proposito della misura del contingente, benzina nella fattispecie, da richiedere al Parlamento nazionale. E' quindi un discorso complessivo da fare senza farci prendere la mano da considerazioni che possono anche avere una loro validità, ma che vanno riconsiderate all'interno di alcune annotazioni che mi sono permesso di fare a questo Consiglio.

Sulla deliberazione di Giunta del 27 luglio, la n. 4518, pregherei il Consiglio di credere che questa vicenda non nasconde assolutamente una volontà della Giunta di prendere decisioni a prescindere o in contrasto con gli organi consiliari. Anche qui, realisticamente, dobbiamo tenere conto di almeno due condizioni. La prima è il rinnovo della Giunta e quindi dovete anche scontare una mia fase di rodaggio, anche se breve, su una serie di problemi molto vasti a cui l'Assessorato all'Industria e Commercio deve far fronte. La seconda, che eravamo in un periodo feriale e la terza dovuta all'urgenza di adottare delle decisioni anche in vista delle assegnazioni che dovevano essere fatte dopo quelle del primo semestre. Questa deliberazione, che mi sono permesso di illustrare ieri alla Commissione, sarà ripresa nel prossimo Consiglio e sono indicate, credo chiaramente, le scelte che l'Amministrazione ha fatto.

Le scelte discendono e sono giustificate dai seguenti fatti: primo, l'insufficienza dell'attuale contingente a fronte delle assegnazioni che tradizionalmente venivano fatte; secondo, la situazione non ancora definita della trattativa tra Regione e Governo, quindi Parlamento nazionale, per la definizione dell'adeguamento; terzo, il fatto che la Terza Commissione, credo con la collaborazione e con le indicazioni della Commissione Conoscitiva Speciale, dovrà contribuire alla revisione e all'adeguamento dello stesso regolamento e dovrà anche fornire indicazioni di modalità di distribuzione che facciano superare quelle voci che, secondo me, non vanno a vantaggio certamente dell'Amministrazione regionale.

Per quanto riguarda i giudizi sulle modalità di distribuzione, anche qui io consiglierei molta prudenza e oculatezza; certi episodi che possono anche esserci stati e che possono anche essere giustificati da una insufficienza organizzativa degli uffici, non devono originare giudizi generalizzati. Creare nell'opinione pubblica l'impressione che un'allegra amministrazione giustifichi del tutto o in gran parte il deficit e la situazione debitoria in questo settore, secondo me, non è un elemento da fare rientrare nelle polemiche più o meno giustificate, tra forze politiche, ma va considerato all'interno di un interesse regionale complessivo. In questo momento l'interesse regionale pretende che noi sosteniamo la richiesta di adeguamento, nei termini in cui il Consiglio regionale l'ha indicata lo scorso anno.

Fatte queste premesse, le conclusioni saranno molto più brevi. Rispetto all'interpellanza dei Consiglieri Torrione, Breuvé e Pascale, mi pare che gran parte delle risposte siano state fornite, intendendo come risposte le dichiarazioni fatte in apertura dal Presidente della Giunta, quelle fatte ieri da me in Consiglio, soprattutto tenendo conto del fatto che questo problema sarà ancora in discussione nel prossimo Consiglio.

Per quanto riguarda l'interpellanza dei Consiglieri Millet e Bajocco, credo che sia stata data risposta alle prime due domande. Per quanto riguarda la terza ripeto le cose che ho detto ieri e cioè che la raccolta delle notizie per la risposta richiederebbe all'Assessorato uno sforzo che gli uffici, in questa fase di distribuzione dei buoni della benzina, non sono in grado di affrontare. Mi sono impegnato a fornire questi dati al termine della distribuzione del terzo trimestre che ha come scadenza il 14 dicembre.

Per quanto riguarda l'interpellanza del Consigliere Riccarand mi pare che, al di là delle risposte specifiche, la domanda numero uno e la numero due siano in pratica rappresentate dal contenuto della deliberazione assunta dalla Giunta regionale il 27 luglio. Per quanto riguarda la domanda numero tre, è evidente che, pur auspicando, sostenendo e mantenendo l'impegno che ci siamo assunti in questo Consiglio, di arrivare positivamente al riadeguamento dei contingenti, possiamo predisporre una situazione di emergenza, augurandoci comunque che ciò non debba verificarsi. Per quanto riguarda invece il rapporto Giunta-Commissioni (la III Commissione Consiliare e Commissione conoscitiva "ad hoc") è intendimento mio e dell'Amministrazione regionale di mantenere il massimo della collaborazione, soprattutto per adeguare i contenuti di un regolamento che ha già qualche anno e che va ripensato anche alla luce delle esperienze recenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Io vorrei fare una premessa: noi abbiamo impostato, per quanto ci riguarda, un discorso di carattere squisitamente politico e non abbiamo mai fatto in quest'aula riferimento ad allegre gestioni o a distribuzioni irregolari di buoni. Questo voglio dirlo per chiarezza, perché abbiamo sempre detto che non spetta a noi giudicare l'operato di chi ha sbagliato o ha fatto cose irregolari. Ha ragione l'Assessore Lanivi quando dice che con l'innestare certe polemiche si fa del facile allarmismo e quindi si crea nell'opinione pubblica uno stato d'animo che poi si ritorce contro la stessa Amministrazione regionale e contro la stessa autonomia, che ne risulta estremamente svilita e priva di contenuti. Io condivido questa analisi.

Bisogna che il comportamento sia coerente e conseguente per tutti e faccio riferimento all'iniziativa della petizione dell'Union Valdôtaine. Se è vero che non vogliamo dare all'esterno un'impressione negativa allora bisogna dire le cose come stanno.

Perché chiedere l'aumento dei buoni, come se lo Stato avesse usato la mannaia nei confronti della Valle d'Aosta, quando invece la mannaia non è stata usata e dai calcoli che tutti hanno sciorinato sul tavolo di questo Consiglio si è dimostrato esattamente il contrario? Non voglio fare della polemica con l'Union Valdôtaine perché voglio solo ristabilire la verità dei fatti e le osservazioni e le considerazioni a carattere generale che ha fatto l'Assessore Lanivi mi trovano consenziente.

Devo dire che condivido anche quanto ha affermato un noto esponente dell'Union Valdôtaine (almeno, credo che sia ancora tale) Emile Chanoux - e non è sospetto perché non è sicuramente Craxi che glielo ha suggerito, sull'uso di certi strumenti di pressione e quindi anche sulla questione della petizione. Cito testualmente: "Preferirei che queste forme di mobilitazione avvenissero su temi più rilevanti sotto l'aspetto politico e autonomistico". Riallacciandomi a quello che diceva l'Assessore, credo che le parole di Emile Chanoux assumano un aspetto e una rilevanza di un certo tipo, anche perché non si può sempre dire che la colpa è degli altri. Ogni tanto è bene dire che la colpa è anche nostra!

Io dico subito che non sottoscriverò per questi motivi la petizione avanzata dall'Union Valdôtaine. Potrei anche ripensarci, ma a condizione che l'Union Valdôtaine dica che alcune cose che sono state dette finora non sono esatte, dopodiché la petizione la firmerò anch'io. Ribadisco che se il quantitativo che abbiamo sentito ieri dall'Assessore è sufficiente per soddisfare le esigenze della Valle d'Aosta, come ho già detto, io sono disposto a sottoscrivere una petizione di tipo popolare che porti al Governo centrale un pacchetto di proposte, che non siano limitate alla benzina, allo zucchero ed al caffè. Credo che l'autonomia valdostana abbia altre esigenze! Ritengo che questa petizione dell'Union Valdôtaine attribuisca alla Giunta regionale una capacità di contrattazione con lo Stato molto ridotta e indebolisca, tutto sommato, l'aspetto, che giustamente sottolineava il Presidente della Giunta, di una Regione che si pone nei confronti dello Stato in termini estremamente corretti. Quando avremo ristabilito il primato del Governo regionale nei confronti di iniziative molto estemporanee solo allora noi saremo nelle condizioni per sottoscrivere tutte le petizioni che difendono in termini concreti e reali questa autonomia. Come ha detto giustamente il Presidente della Giunta: "Non si può essere autonomisti una volta tanto ma bisogna esserlo sempre e costantemente".

Tornando ai buoni-benzina, devo dire all'Assessore che una sua osservazione mi sembra un po' peregrina e non eccessivamente pertinente, pur dando atto all'Assessore, e lo ripeto, di un'estrema correttezza nella gestione di questo argomento. La benzina ci viene data in funzione della posizione decentrata della nostra Valle? Ma per carità! La situazione orografica della nostra Regione è quella che è: valli decentrate, paesi sperduti, ecc.. Ma anche Lampedusa è al di là del mare e quasi in prossimità della Tunisia, ma non credo che si debba dare ai suoi abitanti la benzina per il motoscafo per arrivare nel continente, se riteniamo ancora che Lampedusa possa far parte dello Stato Italiano.

Il discorso della esenzione fiscale può essere trattato in termini diversi e ha ragione il Consigliere Riccarand quando fa l'osservazione sui 9/10, perché se è vero che tutto sommato è immediato il vantaggio che ne ha il cittadino, è altrettanto vero che il cittadino nei tempi più lunghi, potrebbe ottenere dei benefici ben maggiori perché i 9/10 farebbero introitare alla Regione la somma detta dal Consigliere Riccarand, con iniziative di altro tipo.

Non è detto che sia opportuno avere sempre uno stesso beneficio: si può anche cambiare, anzi si deve cambiare perché diversa è la realtà della Regione autonoma Valle d'Aosta del 1984 rispetto a quella di vent'anni fa. Lo Stato va trattato in maniera dura noi siamo d'accordo, nel momento in cui attenta realmente alla nostra autonomia, e su questo tema riprenderemo il discorso con l'amico Perrin, sul piano della difesa della nostra autonomia e su alcune sue affermazioni. Devo però sottolineare che è più corretto chiedere allo Stato delle agevolazioni che sono più vicine alle esigenze di una collettività diversa rispetto a quella che era vent'anni fa, quando, risentendo ancora le conseguenze del periodo fascista e del conflitto che l'aveva estremamente penalizzata, poteva essere più sensibile a certi richiami; ma non mitizziamo, ripeto, il discorso della benzina, perché, nella misura in cui noi lo mitizziamo, svalutiamo il senso della nostra autonomia.

L'Assessore Lanivi asserisce che la richiesta è una proiezione, perché in effetti parte dal presupposto che il tasso di motorizzazione aumenterà in maniera sconsiderata come è aumentato in questi anni, ma mi auguro che lui non ci creda. Vogliamo veramente riempire questa nostra Regione solo di autovetture e vogliamo che il nostro modo di vivere sia condizionato a tal punto che per ogni nucleo familiare esistano tre, quattro, cinque vetture? Non esiste altra via per soddisfare le nostre esigenze e per ottenere una diversa qualità della vita?

Chiudo questo intervento, che vuole essere una puntualizzazione di ordine politico. L'unico argomento che ci pare di cogliere è che, per saldare il debito con le compagnie petrolifere l'ultimo trimestre di buoni non verrà distribuito, oppure lo si distribuirà in aggiunta al primo semestre dell'anno prossimo e questo è bene che lo si dica. Però un momento di vuoto ci sarà nella distribuzione di questi buoni, questo lo dico non per noi ma per doverosa informazione nei confronti del pubblico che ci sta ad ascoltare. In questi termini noi volevamo trattare l'argomento dei buoni in esenzione fiscale e diciamo subito che non siamo noi a trarne le conseguenze perché è la stessa Giunta che deve farsi carico di un corretto e più stringato rapporto nei confronti dello Stato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Voglio ribadire che noi, come gruppo, riteniamo valida la votazione di quella proposta di legge, perché dà la possibilità alla Regione di distribuire il normale quantitativo di buoni-benzina. Quando si parla di "possibilità" non è detto che il quantitativo debba comunque essere distribuito tutto.

Per la questione dell'incidenza sul riparto posta da Riccarand, è vero che l'aumento del contingente avrebbe comunque un riflesso anche sul bilancio regionale, ma è una scelta politica che faranno le varie forze.

Nella richiesta non c'era però solo la questione della benzina, avevamo anche posto la questione del gasolio e vorrei ribadire, dal momento che il Presidente ha affermato che per la benzina non ci sarebbero dei grossi problemi, mentre ci sarebbero sul gasolio, che sarebbe opportuno discutere sull'argomento. Inviterò il Presidente, nel momento in cui la trattativa dovesse portare alla scelta di stralciare il gasolio da questo provvedimento per permettere l'aumento della benzina, a riproporre il problema in Consiglio regionale per ridiscuterne. Noi riteniamo infatti che, se si dovesse fare una scelta, non si dovrebbe dimenticare il gasolio. Se in Valle d'Aosta ci sono strade tortuose, come diceva prima l'Assessore, è anche vero che c'è un clima rigido e che le spese di riscaldamento incidono sul bilancio familiare in modo non indifferente.

Vorrei aprire una parentesi nei confronti dell'Union Valdôtaine, dicendo: meno male che la si può mettere in difficoltà, come si può mettere in difficoltà il P.C.I.! Questo fa parte delle vicende politiche. Mi sembrerebbe assurdo non avere queste possibilità, anche se poi ognuno cerca di sbrogliarsela come può!

Riteniamo che sul tema dei generi contingentati sarebbe opportuno trovare una convergenza maggiore. Ognuno può fare quello che vuole, ed io non avrei nessuna difficoltà a firmare la petizione, soprattutto perché ho votato la proposta di legge ma il problema è: a che cosa serve? Non so se l'Union Valdôtaine si sia posta come obiettivo il raggiungimento delle 60.000 firme, come ha scritto "La Stampa". Se così fosse, sarebbe stato forse più onesto predisporre una proposta di legge popolare, dopo un voto del Consiglio regionale, proposta che avrebbe raccolto il consenso della stragrande maggioranza dei Consiglieri; 33, quasi la totalità. Quale iniziativa può avere più valore e pesane di più sul Governo e sul Parlamento?

Certo non la petizione di 3.000, 5.000, 10.000 o 20.000 firme! Non è forse possibile? Si tenta, ma tutti insieme! Credo che si possa ancora fare e, come noi abbiamo già detto, insieme a questo ci sono anche altri problemi: facciamo un pacchetto di richieste, così l'azione diventa più incisiva e tale da permettere di risolvere realmente i problemi. Se la situazione rimane come prima, copre la coscienza di qualcuno che cerca di scaricarsi come può.

Per quanto riguarda la deliberazione: tutto si può giustificare, però a me pare che l'Assessore avrebbe potuto benissimo essere più rispettoso del regolamento, chiedendo il parere della Commissione; se poi la Commissione non lo avesse dato, sarebbe stata una responsabilità dei Consiglieri. A me pare che il rispetto sia importante in democrazia, se no tutto si giustifica: c'è l'estate, l'inverno, questo è quello.

Per quanto riguarda la "Giunta allegra", non dico che sia stata "allegra" ma certamente disorganizzata e priva di capacità. Ricordiamoci che i cittadini pagano la benzina 6O lire al litro, il che vuol dire che nel bilancio entrano 3 miliardi! E' deprecabile inoltre il fatto che, in tutti questi anni, salvo un tentativo, non sia stata prevista la meccanizzazione per la distribuzione dei buoni. Siamo nell'era del computer e una certa automazione doveva essere introdotta, perché non è possibile che un Consigliere chieda dei dati e l'ufficio non sia in grado di fornirglieli! Ma coma ha fatto l'Assessore ad avere i dati per prendere la decisione di cui stiamo discutendo? Mi pare che un'amministrazione debba avere queste informazioni; se non ce l'ha, come fa?

Vorrei, concludendo, sollecitare l'Assessorato a fare tutti i passi necessari per riorganizzarsi, in modo che la distribuzione sia equa e giusta, perché, al di là della quantità è importante farla bene e con chiarezza, affinché ogni cittadino conosca i propri diritti anche nei più piccoli particolari. Quello che fa arrabbiare, giustamente, i cittadini è vedere il vicino prendere i buoni per tre o quattro macchine e lui solo per una. Questo non è giusto! Nel concludere ribadisco la necessità di equità e chiarezza e noi cercheremo, con la nostra azione all'opposizione di dare il nostro contributo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): La polémique que j'ai entendue à propos de l'initiative d'une force politique vis-à-vis de la distribution des bons d'essence n'est pas complète. En ce qui concerne l'initiative, elle est semblable à celle prise par d'autres forces politiques et je pense qu'on peut constater que, même dans notre Région, il y a eu toujours des initiatives visant à satisfaire certaines nécessités économiques. Le fait qu'il y a eu cette initiative (à part le fait en lui-même et l'évaluation qu'on peut donner du point de vue culturel à cette initiative) peut être l'objet d'une discussion qu'on pourra faire dans d'autres séances ou bien dans d'autres lieux au niveau de Commission. Toutefois ce n'est pas nécessaire de l'appuyer.

Je ne crois pas qu'il y a eu un affaiblissement de la position de la Junte: la Junte avait présenté, au moment donné, un projet de loi qui avait été approuvé par le Conseil et elle attend l'approbation de ce projet pour distribuer les bons d'essence. Dans l'attente que le Gouvernement déclare son avis et donc que le Parlement approuve ce projet de loi, on a eu cette prise de position. Maintenant, malheureusement, le Conseiller Torrione n'est pas présent, mais je voudrais lui dire qu'au niveau culturel la défense du point de vue de l'Union Valdôtaine a été faite dans d'autres domaines et que, de notre façon et sur des faits spécifiques, nous pouvons très bien avoir des prises de position. Je pense que le Conseiller Torrione était un des premiers signataires pour la défense des pigeons; donc, si quelqu'un peut justement défendre les pigeons, quelqu'un d'autre peut aussi défendre le fait d'avoir une certaine distribution d'essence.

Quant à l'augmentation des voitures en Vallée d'Aoste, on peut dire que pas tout le monde habite Place Chanoux et pas tout le monde peut arriver sur sa place de travail tranquillement à pied. Malheureusement il y a déjà trop de services placés dans la Ville d'Aoste, il faudrait en avoir davantage ailleurs. C'est donc trop simple de faire de la polémique à ce sujet. Pour la question des transports, allons voir quelle est la dépense pour les transports publics et après nous ferons la juste comparaison avec ce que nous donnons comme essence.

Il faut aussi tenir compte des difficultés qu'on a dans les vallées latérales d'arriver jusqu'à Aoste ou, au moins, jusqu'au fond de chaque vallée pour aller travailler ou faire ses affaires ou aller n'importe où. Il faudrait revoir les termes de la nécessité réelle de notre Région, en cherchant surtout à protéger la survivance des vallées latérales qui sont encore habitées, car dans la Ville d'Aoste les transports publics fonctionnent presque normalement (même si serait bien qu'ils fonctionnent davantage) tandis que dans les vallées latérales c'est assez différent. Ce serait peut-être le cas d'augmenter et de revoir en même temps la distribution des bons d'essence, en tenant en considération le développement et les projets futurs des petites vallées, car d'un côté on veut défendre les hameaux et les communes et, de l'autre côté, on veut maintenir une égalité inexistante entre les différents habitants de notre Région. Nous, on est pour la défense de la première thèse; donc il ne s'agit pas de renoncer à certaines positions ou d'affaiblir l'autonomie vis-à-vis de certaines requêtes du Gouvernement. Sur l'ensemble des problèmes on a pris une nette position seulement sur un problème spécifique: c'est tout.

Quant à la petite polémique surgie à propos de certaines déclarations, je veux préciser qu'il faut tenir compte de l'ensemble du discours, car il ne s'agit pas de prendre une phrase et de dire: "Mais il y a aussi quelqu'un qui se prononce d'une autre façon.". Je comprends très bien qu'il y a un discours d'ensemble que nous partageons et que nous sommes en train de réaliser. Donc, le problème des bons d'essence doit être pris en considération selon ce qui parait dans les interpellations et les interrogations des différents Conseillers.

PRESIDENTE: Il Consigliere Tonino a quale titolo chiede la parola? Non è un interpellante... Il Presidente della Giunta ha potuto replicare perché le interpellanze che abbiamo discusso sono tre; vi sono state due repliche e ad un'interpellanza non è ancora stata data la replica, dunque il Presidente della Giunta poteva intervenire. Consigliere Tonino, mi scusi, ma il problema sollevato dalle tre interpellanze era sostanzialmente unico e le considerazioni, pur da angolazioni diverse, erano talmente simili per cui era difficile fare una distinzione e rispondere a una interpellanza sì e all'altra no.

Evidentemente il Presidente della Giunta, rispondendo all'ultimo interpellante, il Consigliere Riccarand, ha toccato argomenti che riguardano le tre interpellanze, ma fare una distinzione era praticamente impossibile.

Il regolamento è certamente uguale per tutti, però si dà il caso che delle tre interpellanze discusse una sia ancora aperta, per cui il Consigliere ha diritto alla sua replica. Se poi il Consiglio ritiene all'unanimità di voler concedere una brevissima seconda replica ai Consigliere Torrione e Millet, questo lo stabilirà il Consiglio che in questi casi è sovrano. Mi sembrava ingiusto negare la parola al Presidente della Giunta che ha diritto di intervenire e di rispondere agli interpellanti, come tutti i membri della Giunta. Visto che era stata data una sola risposta complessiva dall'Assessore Lanivi, il Presidente della Giunta poteva intervenire in quel momento, come tutti gli altri Assessore; ha ritenuto di intervenire ed io ho ritenuto che volesse rispondere esclusivamente all'interpellanza del Consigliere Riccarand.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Io non ho molte argomentazioni da aggiungere a quanto detto nella fase di illustrazione dell'interpellanza, anche perché le affermazioni dell'Assessore e del Presidente della Giunta non mi hanno assolutamente convinto e non hanno, a mio avviso, portato degli elementi tali da modificare la tesi che avevo sostenuto nell'interpellanza. Io credo che, se il Consiglio volesse oggi fare un gesto serio e coraggioso, dovrebbe prendere atto del fatto che, alla luce anche dei dati forniti dall'Assessore, l'aumento di benzina in esenzione fiscale richiesto allo Stato non è né necessario, né giustificato, né utile. Quindi bisogna puntare in una diversa direzione.

Mi sembra molto più saggia la proposta del Consigliere Millet, quando suggeriva, nel caso, di lasciar perdere la richiesta di aumento della benzina in esenzione fiscale per puntare invece sulla richiesta del gasolio, che effettivamente può essere un bene utilizzato da una gran parte della popolazione e da un'area di consumatori diversa da quella che ha la patente. Quindi io faccio mia, condivido e sostengo la proposta del Consigliere Millet di chiedere alla Giunta, nel momento in cui si avviasse una trattativa con lo Stato e se viene avanzata l'ipotesi di cedere sul gasolio in esenzione fiscale, di portare la discussione in Consiglio, in modo che il Consiglio possa pronunciarsi sull'opportunità o meno di questa impostazione. A nostro avviso, ripeto, l'aumento della benzina in esenzione fiscale non è necessario e il deficit che si è determinato è stato provocato da una cattiva amministrazione, che si è espressa tra l'altro in una mancata applicazione dello stesso regolamento regionale.

Il Presidente della Giunta, nel suo intervento, ha anche citato l'inadeguatezza dei trasporti pubblici in Valle d'Aosta. Effettivamente questa inadeguatezza esiste ed è grave e costituisce un disagio per la popolazione valdostana. Però credo che sia evidente a tutti che questa inadeguatezza dei trasporti pubblici è strettamente collegata ed in parte derivante dal fatto che si è puntato troppo sulla motorizzazione individuale. E' chiaro che, nel momento in cui si incentiva con il sistema dei buoni l'uso dell'automobile privata, c'è anche una difficoltà oggettiva nel mettere in funzione un servizio di trasporto pubblico che sia effettivamente adeguato. Quindi si tratta di due fenomeni che sono strettamente collegati fra di loro. Se l'utenza viene ridotta, perché gran parte della popolazione usa l'automezzo privato, è anche difficile mettere in funzione una linea che sia adeguata.

Ripeto che su questo problema avremo occasione di riparlarne nei prossimi Consigli in sede di ratifica delle deliberazioni di Giunta ed in sede di valutazione delle notizie che giungeranno da Roma. Credo che il Consiglio dovrebbe fare una valutazione fredda dei dati che sono stati forniti per giungere a dire che forse l'aumento del quantitativo non è necessario e che si può cambiare strada.