Objet du Conseil n. 750 du 19 septembre 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 750/VIII - NOTIZIE CONCERNENTI IL CONVITTO REGIONALE FEDERICO CHABOD - (Interrogazione).
PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Cout e Dolchi:
INTERROGAZIONE
AVENDO AVUTO notizia che tre bambini, segnalati dalle assistenti sociali del territorio per essere ospitati presso il Convitto regionale F. Chabod, non sono stati accettati;
RICORDATO che continuano ad essere aperti altri problemi inerenti al Convitto regionale quali quello del collegamento tra le attività scolastiche ed il Convitto oppure quello della possibilità di iscrizione al Convitto per le bambine o ancora il rapporto interni-esterni nelle classi frequentate dai bambini del Convitto;
REPUTANDO necessario garantire agli scolari delle elementari che ne abbiano bisogno la possibilità di trovare accoglimento presso il Convitto regionale "F. Chabod";
RITENENDO altresì opportuno giungere ad un coordinamento migliore tra le strutture del Convitto regionale, gli operatori sociali presenti sul territorio e la Direzione didattica interessata;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERROGANO
l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per conoscere:
il numero degli attuali convittori e semi convittori, divisi per classi, frequentanti le elementari ed il rapporto interni-esterni con cui essi sono inseriti nelle varie classi;
se sono stati accettati tutti i bambini delle elementari che avevano fatto richiesta o comunque segnalati dalle assistenti sociali; se non sono stati accettati, per quale moti-, vo;
come avviene la programmazione didattica delle attività e quali rapporti esistono tra le attività scolastiche e le attività svolte nel Convitto;
4) come sono attualmente sistemate le bambine che hanno bisogno di essere accolte in una struttura pubblica, e se si pensa per il futuro di permettere l'accesso anche alle bambine al Convitto regionale o ad altra idonea collocazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Nella scuola elementare non vi sono convittori, ma soltanto semiconvittori e le classi sono così formate: nella prima ne abbiamo 9; nella seconda vi sono due sezioni di scuola elementare e ne abbiamo 12, sei e sei; in terza 14, abbiamo anche qui due sezioni, 6 e 8; in quarta 18 e in quinta 11.
Per quanto riguarda la seconda domanda devo dire che a me non risulta che ci siano stati dei rifiuti per quanto riguarda l'inclusione. C'è una lettera dell'ex Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Marcoz, che a suo tempo mi aveva fatto presente la situazione relativa a tre minori e mi risulta, dalle indagini che sono state fatte, che questi non si sono mai materialmente presentati per l'iscrizione. Uno di questi, in particolare, è risultato essere iscritto presso il Villaggio Dora ed è poi stato ritirato perché i genitori non avevano avuto l'assegnazione dell'appartamento in quella zona.
Inoltre esiste il problema che, se dovessero risultare iscritti in sezioni diverse da quelle di Via Crétier, annesse al Convitto regionale, il problema sarebbe stato di accompagnare questi bambini, con il discorso relativo alla proporzione all'interno delle varie classi. Le attività didattiche avvengono come nel resto del circolo e le classi parallele si riuniscono con delle scadenze che non sono fisse, ma in relazione alle varie esigenze.
Risulta inoltre che, all'interno del Convitto stesso, la programmazione avviene per gruppi di classi parallele, che sono strutturate in modo vario, all'interno e secondo delle variabili metodologiche o territoriali. I sottogruppi si riuniscono con frequenze variabili, possono essere quindi settimanali, quindicinali o mensili secondo gli obiettivi e le esigenze. Il gruppo grande rimane un punto di riferimento per la programmazione iniziale e per le verifiche intermedie e finali. La valutazione è strettamente collegata alla programmazione e ai suoi strumenti: griglie, liste e schemi.
Abbiamo invece una situazione difficile per quanto riguarda la domanda n. 4, a livello di struttura pubblica, perché le strutture che possono accogliere bambine che necessitano di questo tipo di servizio e di collocazione esistono e sono il Don Bosco e il San Giuseppe, che sono però degli istituti privati. Ripeto "esiste": se ci si limita a considerare la presenza di una struttura pubblica in questo settore, questa non c'è. Però esiste la struttura privata, alla quale si è ritenuto da sempre di potersi affidare per questo tipo di servizio, dando tutta una serie di garanzie di cui l'età dei fruitori naturalmente necessita. La possibilità di accogliere nel Convitto regionale anche delle bambine non è prevista e in questo momento non se ne ravvisa la necessità.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Dice l'Assessore che non gli risulta siano stati rifiutati dei bambini, mentre a noi risulta che non siano stati accettati non tanto dal Convitto, ma proprio per il fatto del rapporto che vuol essere mantenuto e della impossibilità di dividere le classi delle elementari per mantenere il rapporto del 5O% almeno tra interni ed esterni. Questa purtroppo è una grossa carenza, soprattutto se è vero che questi bambini erano stati segnalati dalle assistenti sociali del territorio. Noi siamo dell'idea che siano proprio questi i casi in cui, prima di altri, debba essere esaminata la possibilità che questi bambini possano essere accettati nei convitti e nelle scuole adeguate. Auspichiamo quindi che per il futuro, poiché nel Convitto vi è spazio a sufficienza, venga trovata una soluzione per ciò che riguarda le iscrizioni alle scuole.
E' proprio per questo che noi siamo dell'idea che vi possa essere un maggiore collegamento tra l'attività delle scuole e l'attività del Convitto se si porrà il problema su basi diverse, cioè se si terrà maggiormente in considerazione il problema degli assistenti e di chi, in definitiva, deve seguire questi ragazzi nel Convitto, aumentandone eventualmente anche il numero in relazione alle varie classi a cui verranno iscritti questi bambini. Se invece di essere 8 saranno 9 dovrà essere prevista senz'altro la possibilità sia di sdoppiare la classe, sia di fare seguire questi bambini da un gruppo adeguato all'interno del Convitto.
Per essere breve, visto che alcune considerazioni sono state già fatte dall'Assessore per quanto riguarda la possibilità delle bambine di essere iscritte nel Convitto, io penso che la norma che impedisce l'accesso alle bambine, che è una norma del 1925, che è valida per i Convitti nazionali, possa essere modificata dal momento che questo convitto è diventato regionale. Non è detto che in Valle d'Aosta, se è vero che abbiamo un minimo di autonomia, si debba ricorrere ad una legge del 1925 per cui le bambine non possono essere ospitate in un Convitto regionale, ma devono per forza essere ospitate in un educandato. Credo che sia una norma un po' vecchia e che si possa esaminare la possibilità di accettare anche le bambine. Penso che le bambine possano essere ospitate anche in una struttura accanto al "F. Chabod". E' un problema che va affrontato.
