Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 681 du 27 juin 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 681/VIII - DIMISSIONI DELLA GIUNTA REGIONALE ENTRO IL 4 LUGLIO 1984 (Reiezione di mozione)

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Tonino:

MOZIONE

CONSIDERATO che in data 4 gennaio 1984 il Presidente della Giunta regionale aveva dichiarato in Consiglio che l'attuale esecutivo avrebbe avuto carattere provvisorio e che esso avrebbe rassegnato le proprie dimissioni entro il termine di sei mesi;

AL FINE di permettere alle forze politiche valdostane un confronto aperto e chiarificatore, che porti ad un governo regionale autorevole e capace di affrontare con incisività i gravi problemi economici e sociali della Regione;

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a rassegnare le proprie dimissioni entro la data prefissata del 4 luglio 1984.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): La nostra mozione prende lo spunto da un impegno che questa Giunta regionale, costituitasi il 4 gennaio 1984 dopo gli effetti più clamorosi del cosiddetto "Affaire Casino", aveva assunto con la scadenza riferita al 4 luglio 1984.

Sul come si sono mosse la Giunta e la maggioranza regionale in questo periodo noi abbiamo già espresso la nostra opinione. La scelta della Giunta provvisoria è stata una non scelta in un periodo in cui una serie di avvenimenti avevano messo alla luce criteri e metodi di governo che andavano rapidamente modificati. Questa Giunta regionale si è mossa in questi mesi facendo poche cose, alcune sono state anche fatte bene e le abbiamo approvate nel complesso, però, non possiamo dire che il bilancio di sei mesi sia positivo. C'è stato un impoverimento nella produzione e nella efficacia degli interventi: i 152 miliardi non spesi nel 1983 sono il dato più eloquente di una situazione di sbando e di incapacità della Giunta.

Oltre a questo io aggiungerei la mancanza di un progetto complessivo da parte di questa maggioranza regionale. Il programma che stava alla base di questa coalizione è stato accantonato in questi ultimi tempi, nessuna parte rilevante di questo programma ha avuto attuazione e la sensazione diffusa è che si vada avanti giorno dopo giorno senza un progetto che abbia un minimo respiro. Il risultato è, ovviamente, quello di una decadenza della autonomia regionale e della capacità di autogoverno della nostra Regione.

Si sono inserite in questo quadro le elezioni europee. Ogni elezione in Valle d'Aosta ha la sua storia e la sua particolarità ed è indubbio che sulle elezioni europee abbiano influito diversi elementi. Sarebbe come chiudere gli occhi di fronte alla realtà il non vedere che il voto delle recenti elezioni ha avuto anche un preciso significato ed è un chiaro messaggio politico. I movimenti regionalisti hanno subìto un crollo clamoroso ed in questo crollo si deve anche vedere il segnale di una protesta nei confronti di quelle forze politiche che hanno responsabilità primarie per lo stato della nostra Regione e la sua autonomia e quindi hanno pagato più di altre la risposta insufficiente ai fenomeni di degenerazione politica e di sostanziale immobilismo nel quale è inchiodato il Governo della nostra Regione. Le elezioni sono state un segnale importante e significativo, in una situazione regionale che si è involuta e che ha messo alla luce sistemi, metodi di Governo e scarsità di programmi che sono evidenti e che da anni denunciamo.

La nostra mozione prende lo spunto anche da alcune incertezze che si sono manifestate e sulla opportunità che si dia all'opinione pubblica un chiaro segnale di riflessione anche sui risultati della competizione elettorale. Noi crediamo nella necessità del segnale all'esterno, nella rottura rispetto al passato perchè si faccia ogni sforzo affinché nella nostra Regione si utilizzino tutte le forze in un programma di sviluppo della nostra Regione e di rilancio della autonomia e che metta al primo posto i problemi dello sviluppo del lavoro, della salute, della cultura e dell'abitazione, tutti temi che mi sembra siano stati in ombra o siano stati affrontati sotto tono. La nostra richiesta è di prendere atto di questa situazione.

La Giunta si deve dimettere, deve aprirsi tra le forze politiche un confronto serio sulle cose e sui programmi, in modo che si costituisca una maggioranza diversa da quella odierna, che tenga conto della richiesta di pulizia e di cambiamento che anche il voto europeo ha indicato come urgente in Valle d'Aosta. Noi abbiamo in altre occasioni illustrato le nostre proposte politiche, siamo convinti che un rapporto tra il Partito Comunista, che le elezioni europee hanno sancito come il primo partito in Valle d'Aosta, e gli altri movimenti radicati nella società valdostana, possa dare vita ad un cambiamento, ad un nuovo Governo regionale visto dall'opinione pubblica come la rottura rispetto al passato e rispetto a certi metodi di Governo.

Questo è il senso della mozione che abbiamo presentato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta regionale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Avec cette motion est arrivé ce qui régulièrement se passe au moment d'approuver le budget régional, qui est bon ou mauvais pour certaines forces selon leur position, en majorité ou à l'opposition. Les mêmes discours que, dans une Région où certaines forces sont en majorité, doivent subir, de l'autre côté les mêmes forces sont en train de les faire. Une Junte suivant les lois de la démocratie est toujours l'expression de certaines forces qui discutent un programme et qui s'engagent ensemble à le porter en avant.

En effet, lorsque les forces qui composent la majorité ont accepté et choisi de constituer un gouvernement à terme, elles l'ont fait en tenant compte de certaines considérations très répandues à l'époque. Elles ont accepté de réduire le programme que les mêmes forces avaient accepté six mois avant et pendant les six mois (je ne vais pas au fond des considérations faites par le Conseiller Tonino, car ce n'est pas le moment de faire le compte rendu des bilans) elles ont cherché à travailler en respectant leur rôle, en cherchant la collaboration du monde du travail et des forces syndicales et en tenant en considération les problèmes les plus urgents de notre Région.

Elles ont souligné que le Casino ne représentait pas le seul problème mais d'autres problèmes étaient plus pressants et nécessitaient d'être pris en considération. Les forces politiques ont démontré de savoir résoudre aussi les autres problèmes. Sans doute on n'a pas la prétention d'avoir su dépasser toutes les situations difficiles, on a tout simplement essayé de donner une réponse à certains problèmes.

En plus, les forces de la majorité se sont données un terme. A l'occasion des élections européennes, les différentes forces politiques se sont engagées avant tout à faire voter et seulement ensuite elles ont démontré qu'elles soutenaient une idée d'Europe un peu particulière. Chacun a pu analyser les résultats et ce que les résultats veulent signifier.

Ca n'empêche pas qu'il y ait certaines considérations à l'intérieur des différentes forces et qu'on puisse ouvrir un débat sur les intentions de l'actuelle majorité, à l'égard des autres forces. Après on repoussera cette motion, car elle est improposable. Je pense que ce n'est pas le cas, en ce moment, de demander à la Junte de dimissioner le 4 juillet, selon l'engagement pris au départ.

Les forces de la majorité ont librement choisi et les mêmes forces librement décideront si elles veulent continuer ou non cette Junte. Des pourparlers sont en train de se produire entre les différentes forces par suite des décisions des mouvements et des différentes forces politiques. On verra à la fin et on décidera ce que les forces mêmes veulent et prétendent faire, en tenant compte surtout du programme qu'on n'a pas oublié (on y a même ajouté certains problèmes). On aura le temps de réfléchir surtout ce qu'on a fait pendant les six mois passés, en considérant que le mérite n'est pas uniquement de la Junte mais aussi des forces politiques qui composent le Conseil régional.

L'engagement a été commun: il y a eu des difficultés surtout psychologiques, je le reconnais: on a travaillé pour se donner les moyens de travail. Peut-être on a même ralenti certaines interventions, mais toutes les forces qui ont travaillé pendant cette période ont voulu surtout donner une solution aux problèmes. C'est là l'engagement principal des forces politiques: donner des réponses.

On ne peut pas dire qu'il faut obligatoirement changer la Junte et reprendre après le discours. Le débat que nous sommes en train de faire à l'intérieur des forces de la majorité portera à des décisions que à la fin de notre mandat nous présenterons ici.

Je crois qu'en tant que forces de la majorité, nous sommes contraires à cette motion, mais cela n'empêche pas d'arriver aux solutions que le Conseil même voudra décider.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Io sono rimasto sorpreso dalle parole del Presidente della Giunta, perchè pensavo che avrebbe chiesto al Gruppo Comunista di ritirare la mozione in quanto l'impegno della maggioranza della Giunta di dimettersi il 4 luglio era un impegno unilateralmente preso dalla Giunta e rispettato senza bisogno di ulteriori sollecitazioni.

Mi sembra che il discorso del Presidente della Giunta sia diverso nel senso che si mette in discussione anche la scelta. Dalle parole del Presidente non ho ricavato l'impressione o la conferma esplicita di questa decisione di arrivare comunque al 4 luglio alle preannunciate dimissioni che erano state poste come uno degli elementi caratterizzanti la formazione di questa Giunta e quindi mi stupisce che ci sia un'oscillazione su questo impegno. La valutazione sul rispetto o meno del programma e sui risultati potrà essere fatta più ampiamente nel prossimo Consiglio, quando discuteremo sulla posizione che verrà proposta dalla Giunta, così come quella sarà l'occasione per approfondire le osservazioni fatte dal Consigliere Tonino rispetto agli esiti dei risultati elettorali.

Io credo che debba essere richiamato all'attenzione della Giunta e del suo Presidente l'impegno formale che era stato assunto nei confronti del Consiglio per scelta unilaterale della Giunta. Questo impegno deve essere rispettato e non deve essere il Consiglio a dire alla Giunta se si deve dimettere o meno.

E' una scelta unilaterale che la Giunta deve fare, dopodichè il Consiglio nella sua maggioranza deciderà la nuova formula.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola metto in votazione la mozione presentata dal Gruppo Comunista.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Favorevoli: 10

Votanti: 28

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.