Objet du Conseil n. 323 du 11 juin 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 323/81 - DISEGNO DI LEGGE STATALE SULL'ORDINAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE. (Approvazione di ordine del giorno e reiezione di mozione)
Presidente - Do lettura della mozione in oggetto.
MOZIONE
PREMESSO che in data 16 febbraio 1981 il Consiglio regionale aveva espresso parere favorevole, all'unanimità dei voti, in merito allo schema di disegno di legge concernente la revisione dell'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta predisposto congiuntamente dal Ministero del Tesoro e dal Ministero delle Finanze;
CONSIDERATO che, in data 22 maggio 1981, il Consiglio dei Ministri ha approvato il sopraccitato disegno di legge, riducendo però considerevolmente (da nove a sette decimi) la quota parte delle imposte e tasse attribuita alla Regione;
TENUTO CONTO delle particolari condizioni statutarie, economiche e sociali della Valle d'Aosta e delle competenze e funzioni attribuite alla Regione;
POICHÉ il disegno di legge in questione deve essere esaminato dai due rami del parlamento
Il Consiglio Regionale
DELIBERA
di richiedere alle Commissioni parlamentari competenti ed ai Presidenti dei Gruppi parlamentari solleciti incontri con una delegazione unitaria del Consiglio regionale, al fine di illustrare la necessità "di una rapida approvazione da parte del parlamento del Disegno di Legge relativo al Riparto Fiscale tra Stato e Regione".
Presidente - La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (PCI) - Il senso di questa nostra mozione merita qualche approfondimento visto che prima ancora che venisse discussa in Consiglio si sono stabilite numerose polemiche sul suo significato, sui suoi fini ed interpretazioni di vario tipo.
Qual è la proposta sostanziale che noi facciamo attraverso questa mozione? Noi proponiamo che una delegazione unitaria del Consiglio regionale incontri le Commissioni competenti del Parlamento, i Capigruppo della Camera e del Senato per chiedere loro di ripristinare - al momento che il testo del Disegno di Legge sul riparto fiscale andrà in Parlamento - l'articolato che era stato presentato dal Ministero del Tesoro e dal Ministro alle Finanze al Consiglio regionale e che il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità. Perché crediamo che sia opportuno prendere questa iniziativa? Pensiamo che il Parlamento sia ancora oggi, nonostante sovente il Governo abbia indirizzi, per quel che riguarda le Regioni ed i Comuni, anche autonomistici, una struttura che un numero di volte ha cambiato e modificato gli orientamenti del Governo. E pensiamo che il Parlamento possa modificarli anche rispetto al nostro riparto fiscale.
Non proponiamo, come qualcuno ha voluto farci dire, una sostituzione della Giunta con il Consiglio regionale, non proponiamo una prevaricazione assembleare del Consiglio regionale nei confronti della Giunta. Perché? Perché noi chiediamo che rispetto al Parlamento - Parlamento in cui ci sono le forze di maggioranza - con le forze di opposizione si faccia una azione unitaria; la trattativa è stata condotta dalla Giunta regionale con il Governo centrale. In questa fase non siamo più allo stesso punto. Chi deve dare il giudizio è il Parlamento. Nel nostro Parlamento ci sono tutte le forze presenti in questo Consiglio quindi una iniziativa unitaria della forze presenti in questo Consiglio non ha nessun carattere particolare, non toglie prerogative a nessuno bensì permette di far pesare la volontà di tutto il Consiglio sul Parlamento nazionale.
Noi avevamo proposto questa strada non tre mesi fa, ma già nel nostro convegno sui comunisti e l'autonomia della Valle d'Aosta del febbraio del 1980 avevamo suggerito che si procedesse in questo modo, cioè che ci fosse una discussione preventiva nella Commissione Affari Generali per predisporre un testo di disegno di legge per la revisione del nuovo riparto fiscale; che questo testo poi fosse portato alla discussione con il Governo, ovviamente dalla Giunta, ma con il sostegno implicito, quindi nessuna sostituzione, di tutto il Consiglio regionale.
Noi quindi ribadiamo oggi questa nostra proposta. Ci rendiamo conto che, con l'apertura della crisi di Governo e con l'incarico dato al Segretario del Partito Repubblicano non sia facile operare. Esiste comunque la necessità di prendere qualche iniziativa perché l'attesa pura e semplice delle elezioni anticipate, oppure di chissà quale governo, secondo noi ci fa perdere del tempo che invece potrebbe essere utilmente guadagnato per rimediare a quello che è stato un orientamento che noi giudichiamo antiautonomistico del governo nei confronti della nostra Regione.
Qualcuno dice che questa nostra posizione è strumentale e demagogica. Noi non facciamo la rincorsa delle cifre, noi non diciamo che quello che verrebbe con sette decimi è una cifra irrisoria. Noi mettiamo in discussione il fatto che nel mese di maggio il Governo abbia potuto rimangiarsi quello che aveva proposto al Consiglio Regionale nel mese di febbraio.
Nel mese di febbraio esistevano certe condizioni economiche nel nostro Paese, esistevano situazioni di fatto nei rapporti tra Regione e Stato che non si sono modificate molto nei tre mesi successivi. Se le trattative condotte tra la Giunta regionale ed i Ministeri erano giunte ad una conclusione non ha nessun senso che si rimetta in discussione tutto.
Quindi noi crediamo che a questo occorra dare una risposta, al fatto che si sia trascinata una trattativa per mesi, per anni, per poi rimettere in discussione dopo che invece questa trattativa era data per conclusa.
È questo il senso quindi della nostra richiesta: che si ritorni ai nove decimi. In quanto diciamo in merito alle cifre che ci siamo permessi - e crediamo che sia un nostro diritto - di contestare quelle date dall'assessorato alle finanze e da alcune forze politiche in modo, a nostro giudizio, non rispondenti a confronti validi.
C'è da rilevare - e lo dico qui in Consiglio perché credo che sia la sede più opportuna - che noi ancora il testo del disegno di legge che il Governo ha approvato, il testo definitivo, non lo abbiamo visto, cioè la Giunta regionale non ci ha presentato questo testo e abbiamo, per esempio, dei dubbi in questo senso, cioè che alcune correzioni apportate in Consiglio regionale - per dimenticanze si era detto dovute alla battitura - siano o non siano state poi inserite nel testo definitivo. Vorremmo sapere se è possibile disporre del testo definitivo che il Consiglio dei Ministri ha ratificato il 22 maggio. Anche le cifre stesse o gli elenchi forniti dall'Assessore Ramera alla stampa, probabilmente, sarebbe stato opportuno fossero prima forniti direttamente ai Consiglieri.
Ci sembra che in questo stesso testo ci siano degli elementi non ancora del tutto chiari perché l'Assessore, ad un certo punto, dice che tutti i tributi erariali sono a disposizione della nostra zona; noi partecipiamo a tutti i tributi erariali esistenti mentre mancano nell'elenco proprio quei tributi a cui facevo cenno prima, che erano stati introdotti all'ultimo momento a matita sul testo portato in Consiglio nella discussione del 16 febbraio.
Faccio riferimento alla tassa sugli spettacoli e sul gas e ad un altro di questi tributi che era stato appunto introdotto all'ultimo momento. Allora, se ci sono polemiche sulle cifre queste non nascono da parte nostra. Noi abbiamo posto un problema di principio al Consiglio regionale, crediamo che su questo problema di principio si possa trovare una unità del Consiglio e si possa portare avanti una trattativa comune. Abbiamo contestato alcune argomentazioni portate per dimostrare, diciamo, l'accettabilità comunque del riparto fiscale anche a sette decimi. La principale argomentazione di questo tipo è quella che disse: la nostra Regione si pone al primo posto fra tutte le Regioni italiane in quanto a gettito pro-capite.
Noi diciamo che non accettiamo questo tipo di confronto perché è un fatto tra grandezze tra loro non confrontabili; esistono difatti cinque regioni che sono a Statuto speciale, che hanno un ordinamento finanziario riconosciuto con legge costituzionale; esistono altre 15 regioni che hanno statuti ordinari; non è possibile quindi questo tipo di confronto, perché mette in discussione dei fatti sottoscritti tra lo Stato e queste regioni in altri tempi e che noi crediamo debbano continuare ad essere rispettati. Non è un confronto accettabile perché proprio l'esistenza di questa "specialità" delle regioni a statuto speciale è un riconoscimento della diversità politica, sociale, geografica, economica che esiste in quelle determinate regioni del nostro paese, che continua ad esistere e che deve essere rispettata.
Un altro tipo di confronto che mettiamo in discussione è quello all'interno delle stesse regioni a statuto speciale, tra una regione che ha ottenuto un nuovo testo ed una regione che invece ancora non ha ottenuto il proprio riparto fiscale. Se vi sono regioni che continuano a fruire, per quel che riguarda le loro entrate, dei meccanismi che noi abbiamo criticato per la nostra regione, non è possibile oggi confrontare questo nuovo riparto con riparti ancora non aggiornati.
Terzo elemento che noi contestiamo è il confronto tra regioni dal punto di vista soltanto della popolazione residente; ogni regione ha anche un territorio, ogni regione ha anche una struttura economica: il confronto deve essere più complessivo, non può essere fatto soltanto per quel che riguarda il numero degli abitanti. Si è citato in questi giorni molto la Sicilia, tanto per fare un esempio: le spese di riscaldamento che incidono sulla nostra regione pro-capite sono certamente molto superiori da quelle incontrate dagli abitanti della Sicilia. Il territorio su cui deve intervenire la nostra regione, in proporzione, è molto superiore a parità di denaro rispetto a quello a cui deve badare la Sicilia. Ma tutte queste osservazioni, torno a ripetere, hanno il senso semplicemente di aprire una discussione e di dimostrare che devono essere rispettati i patti che si erano comunque, sottoscritti, al momento che il Ministro Andreatta ci aveva inviato quella lettera in cui ci proponeva - d'intesa col Ministro del Tesoro - questo disegno di legge. Noi non crediamo che se ci darà una posizione unitaria del Consiglio regionale e se questa posizione unitaria sarà illustrata in modo univoco ai capigruppo parlamentari, questo fatto possa provocare alcunché di pericolo. Questo non significa andare a proporre ai capigruppo parlamentari di tornare a nove decimi, non significa assolutamente mettere in discussione quello che già si è ottenuto. Si chiede di andare avanti, di tornare a quel testo che era stato proposto e che noi crediamo che debba essere rispettato. Non accettiamo, questo lo diciamo chiaramente, che alcuna forza politica o alcun esponente politico possa vedere in questo un tentativo del nostro partito di rallentare le cose. Non è assolutamente neppure pensabile per l'azione che il nostro partito ha svolto, per tutte le iniziative che guardano le regioni, per la lealtà che il nostro partito ha sempre dimostrato quando ha preso degli impegni. Può essere successo per altri partiti che si dica una cosa ad Aosta e un'altra a Roma. Può essere successo ad altri partiti che un loro appartenente abbia criticato il Ministro del suo partito. Può essere successo per altri partiti che il centro abbia magari invalidato un congresso di quel partito o messo in discussione. Per il nostro partito senza canali particolari, ma nel rispetto reciproco dei compiti che spettano alle federazioni, dei compiti che toccano gli altri organismi, la coerenza delle posizioni è una delle ricerche più costanti.
Quindi, se noi diciamo oggi che a livello nazionale il partito comunista ha assicurato che osterrà una posizione in Italia del Consiglio regionale della Val d'Aosta, siamo sicuri che questo sarà fatto. Ovviamente se questa posizione unitaria non sarà raggiunta ogni forza politica valuterà poi meglio come dovrà procedere.
Quindi oggi noi invitiamo tutte le forze del Consiglio regionale a lasciar cadere le polemiche, a rendersi conto che le polemiche all'interno delle forze politiche valdostane indeboliscono la capacità di trattativa della popolazione valdostana nei confronti dello Stato ed invece una posizione unitaria delle forze politiche valdostane, soprattutto delle sue istituzioni, in modo particolare del Consiglio regionale, rappresenta un elemento che difficilmente può essere contestato a livello di forze politiche nazionali.
Noi pensiamo quindi che la nostra mozione possa essere approvata: si possa costituire questa delegazione, richiedere un incontro con le Commissioni parlamentari, con i Capi gruppo parlamentari. Attenzione, un incontro. Noi non diciamo di essere ricevuti. A noi la parola "ricevuti" non piace.
L'essere ricevuti pone sempre qualcuno dietro una cattedra o su uno sgabello o qualcun altro davanti alla cattedra o, diciamo, magari in ginocchio davanti allo sgabello. Noi vogliamo incontrare da pari a pari come una delle parti componenti questo Stato, un'altra componente che è il Parlamento e vogliamo a questa componente rivolgere delle richieste che riguardano questa regione. Quindi è un confronto per il rispetto dei diritti della nostra regione e noi siamo propensi a credere che non possa essere facilmente trascurato un atteggiamento unitario da parte del Consiglio regionale e che possa invece aiutare a risolvere la situazione nel senso più positivo.
Ovviamente se altri interpretano questo nostro atteggiamento in modo diverso ce lo dica. Questa è la nostra intenzione.
Presidente - È aperta la discussione sull'oggetto n. 29. Qualche collega si iscrive a parlare?
La parola all'Assessore alle Finanze, Ramera.
Ramera (DC) - Visto il modo, diciamo, diverso con il quale il capo gruppo del partito comunista ha fatto il suo intervento, io faccio altrettanto questo perché altrimenti avremmo iniziato una polemica che non è stata aperta da me, caso strano, ma è stata aperta da voi. Noi non siamo intervenuti la volta scorsa sulle comunicazioni del Presidente perché ritenevamo di andare a finire in un vicolo cieco di discussione che non avrebbe portato a nulla di positivo. Per cui il gruppo della Democrazia cristiana, ed io stesso, per dovere diciamo, di fronte alle comunicazioni del presidente - il Presidente riflette quello che è il pensiero della Giunta regionale - non ha ritenuto intervenire. Ora il modo diverso, diciamo smorzato di polemica portato dal capogruppo del P.C.I. mi obbliga semplicemente a due o tre considerazioni sul piano del principio. È giusto, ma lo abbiamo detto tutti, quello che si dice che il 16 febbraio il Consiglio regionale ha portato un disegno di legge che avevamo concordato insieme ai Ministri finanziari e che quindi è strano che il 22 di maggio il Presidente della Giunta abbia visto il Governo improvvisamente sospendere questo argomento dall'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri per rinviarlo a nuova proposta. Quindi sulla questione di principio siamo stati tutti d'accordo. Però chi ha assistito come noi e come i nostri funzionari ai fatti che sono accaduti a partire da quel giorno 22 maggio e successivamente - e qui non devo fare certo la difesa d'ufficio io del Ministro Reviglio - ha dovuto constatare che ad un certo momento il nostro dirigente di assessorato (questo dal punto di vista tecnico) si è trovato dall'altra parte una équipe di economisti che aveva in mano tutti i dati nuovi del 1980 affluiti in precedenza, naturalmente, al Consiglio dei Ministri. Il Ministro Reviglio, di fronte a questa massa di dati nuovi - vi do solo un esempio per essere chiaro: mentre tutta la trattativa si era svolta sui dati del 1979, per cui a quella data, ad esempio, la voce IVA era 125 Miliardi, mentre nel 1980 giunta naturalmente nei primi mesi di quest'anno, era di 163 Miliardi - è stato posto nelle condizioni, addirittura, di dire "qui è tutto da rifare", come diceva Bartali.
Di fronte alle cifre la contestazione è molto più difficile. Tanto è vero che, proprio per la logica della questione del principio io avevo anche chiesto che venisse inviato un nuovo documento da sottoporre all'esame del Consiglio regionale e mi pare di averlo detto quando il Presidente da Roma mi ha invitato di incontrare i capigruppo il giovedì precedente il Consiglio dei Ministri. Ma io direi che se c'è stato un fatto illuminante in questa vicenda è stata la intuizione intelligente del Presidente della Giunta che, nonostante la questione di principio ci potesse dare ragione, ma non la questione di sostanza, abbia sollecitato in modo che il 22 di maggio si è votato il riparto fiscale; abbiamo se non altro il documento che, qualunque cosa capiti, tranne le elezioni anticipate, ma con qualunque governo, verrà trasmesso alle Camere.
Ora mi chiedo se veramente quello che dice Mafrica è esatto ed è quindi onesto, leale. Quali prospettive abbiamo nel rimuovere questa cifra da 7 a 9 decimi con un incontro con i capigruppo al parlamento? Quando dall'altra parte anche di questi capigruppo, chiunque sia - non so se rimane Ministro Reviglio o meno - ci saranno tale dati, tali elementi per cui penso che nessuno potrebbe contestare al Ministro delle Finanze la veridicità di quei dati. Ora che cosa potrebbe accadere? Questa è la mia paura. Potrebbe accadere che un emendamento mi passi, caso strano, al Senato e poi non venga accettato alla Camera; qui corriamo il rischio di andare poi avanti e indietro da una Camera all'altra perdendo solo del tempo che è prezioso e senza concludere niente.
Mentre io, l'ho detto anche ieri sera nel dibattito promosso dall'Union Valdôtaine ritengo che nulla non sia mutabile a questo mondo, quindi questa legge venga votata nei tempi più brevi possibili così com'è, dopo di ché qualunque discussione potrà essere riaperta con lo Stato. Perché qualunque cosa, ammettiamo il settore scolastico, può determinare l'apertura di nuove trattative così come ieri sera qualcuno ipotizzava la diminuzione di transito che potrebbe diminuire la voce dell'IVA.
Quello che invece non posso capire - scusa Mafrica, se adesso vedi stiamo facendo forse un gioco più leale - è che sul confronto con le altre regioni ci siano delle contestazioni che le altre regioni non hanno avuto, è chiaro che non può esserci una contestazione e che noi siamo i primi. Siamo i primi e siamo anche quasi giudicati male perché lo siamo. Ma se siamo i primi vuol dire che ci siamo mossi prima di altre grandi regioni, come la Sicilia che con i suoi 5 Milioni di abitanti e 70/80 Parlamentari aveva tutto il peso anche politico per passare prima, quindi allora il confronto non può esistere, ma semmai esiste positivamente nei nostri confronti. Come non posso anche accettare quello che tu hai detto sul confronto tra regioni sulla vastità di territorio e sulla popolazione.
Perché, se fosse un piano di sviluppo, se fosse una qualsiasi altra legge promossa dallo Stato andrebbe bene, tanto è vero che in fase di discussione sulla Cassa DD.PP. io ho polemizzato con i funzionari - De Grandis che era presente non so se se lo ricorda - sul coefficiente dato appunto in rapporto territorio e popolazione che pone la nostra regione al limite più basso, diciamo come per il Trentino Alto Adige e come il Molise. Ma questo è un riparto fiscale quindi è una ripartizione delle entrate tributarie e nulla ha a che vedere nel rapporto territorio-popolazione. Qui semmai noi possiamo dire a nostro vanto, nei confronti delle regioni meno privilegiate nel senso del pro-capite, che da noi si pagano le tasse; ci saranno ancora delle evasioni, mi preoccupa infatti quell'enorme distacco che c'è tra IVA prodotta in Valle d'Aosta e quella di transito. Ma vicino alla Sicilia - questa dovrebbe avere un bilancio vicino al nostro - rapportato pro-capite di 15.000 Miliardi, ce l'ha di 4.500. Ma perché? Ma perché non pagano i tributi e la Sicilia ha 10 decimi. Ricordiamocelo bene e con questo ha un riparto che fa veramente pena.
Quindi io di fronte a tutto questo, direi quella battuta detta da un consigliere "pochi, maledetti e subito" - che ha ripetuto anche la volta scorsa il Presidente della Giunta.
Oltre tutto noi non abbiamo mai discusso, anche quando si parlava di 9 decimi, anche quando io più volte ho cercato di illustrare al Consiglio come andavano le trattative, qual'era quella portata finale, abbiamo sempre parlato di che cosa? Di una cifra oscillante fra i 150 e i 170 miliardi. Questo lo è e quindi non andiamo a fare i più realisti del re e mi auguro che la maggioranza non voti, almeno quella parte della mozione: purché, come dice Mafrica, gli incontri o scontri, questo non importa, lo deciderà il Consiglio, ci siano.
Presidente - La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (PSI) - Rifare la storia della nostra posizione circa questo argomento è superfluo, però vorrei esprimere solo la necessità dell'utenza. Cioè condivido quanto ha detto l'Assessore Ramera sulle possibilità di intoppi parlamentari e quindi sulle possibilità che tutto il lavoro svolto venga annullato. Io farei invece considerazioni di altro tipo, cioè, sempre ammesso che ci debba essere una crisi governativa più pesante di quella che si annuncia e che sia possibile un così detto governo balneare per arrivare alle elezioni ad ottobre, sarebbe indispensabile riuscire a fare approvare il riparto fiscale in questo frattempo ed i tempi sono veramente brevi.
Non sto a dire se erano più validi i 9 decimi o i 7 decimi o i 9 decimi su una quota del riparto, o un'altra percentuale su un'altra quota. Io proporrei, proprio per brevità e per sintesi, di modificare il testo della mozione sostituendo le ultime quattro righe del deliberato che suonerebbe in questo modo: "il Consiglio regionale delibera di richiedere alle commissioni parlamentari competenti ed ai Presidenti dei gruppi parlamentari solleciti incontri con la delegazione unitaria del Consiglio regionale al fine di illustrare la necessità di una rapida approvazione del disegno di legge relativo al nuovo riparto fiscale della Valle d'Aosta". Questo emendamento lo presentiamo noi unitamente al partito socialdemocratico.
Presidente - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - Riconosciamo subito che l'attuale crisi di governo rende difficile il compito sia di presentatore della mozione che di coloro che, come io penso, dimostreranno che questa mozione non ha ragione di essere, in quanto l'orizzonte, essendosi notevolmente oscurato e proponendo forse delle soluzioni radicali come delle elezioni anticipate per la quarta volta di fila nella storia della Repubblica, rischia di riportarci in una situazione di stallo nella quale avremo tempo di ridiscutere il problema rimanendo però digiuni di quell'importante materia prima che si chiama "lira". Sotto delle apparenze di altra natura, questa in realtà è una mozione di sfiducia perché si fa un discorso apparentemente tecnico, di legame con un progetto di legge approvato in maniera estremamente superficiale - di questo ne abbiamo già parlato - da parte di certi ministeri: si contrabbanda questo aspetto puramente tecnico e quindi intorno ai famosi 9 decimi con una chiara, palese smentita di quanto il progetto della Giunta ha fatto in Consiglio dei Ministri, approvando un certo testo di legge con delle riserve. Ora, per quanto il Consigliere Mafrica non sia gentile come il Consigliere Viberti che mi nomina suo 'dio e lume' per immediatamente dopo bestemmiare il nome di quel "dio", non può pensare che sia così stupido da poter accogliere una mozione di questo genere, perché ci sarebbe una contraddizione in termini di comportamento tenuto in una certa occasione - che responsabilmente mi sembra di avere tenuto -; poi, evidentemente, politicamente ognuno può pensare quello che vuole. Io non entrerò nei particolari tecnici, né nella quantità di denaro, né nelle differenti questioni di principio che si possono fare.
Voglio solo notare che il Governo italiano nel mese di fine marzo ha tagliato i fondi a tutte le regioni dichiarando di volere recuperare in questa maniera Mille Miliardi di lire; che quando il riparto fiscale della Valle d'Aosta prevedeva i 9 decimi, l'aliquota di imposta, sull'IGE, che prima era 8/10 e poi 9/10, massima fonte di entrata per le finanze regionali era del 4%; che l'IVA varia dal 14 al 33%, che detta manovra fiscale è fatta teoricamente per cautelare i cittadini italiani dall'inflazione e dai pericoli di bancarotta.
I risultati non sono brillanti. Su questo punto credo che tutti siano informati. Però questa manovra farebbe sì, a nostro avviso, ed è per questo non accettiamo la questione di principio su questa materia, che il giorno in cui necessariamente certe aliquote di imposta debbono essere abbassate perché sono eccessivamente alte ed un certo tipo di evasione fiscale è legata a delle imposizioni che sono astronomiche, quando vengono pagati, calando le aliquote di imposta, devono aumentare la percentuale della Valle d'Aosta. Su questo punto non dovrebbero esserci dubbi. D'altra parte però qui, ripeto, approfittando di quella sciagurata firma che è stata messa da certi Ministri sotto un progetto di legge per poi accorgersi con un certo ritardo che non era coerente con le scelte dello stesso governo fatte contemporaneamente o qualche giorno dopo, si vuole sostenere la questione di nuove leggi.
Ora noi vogliamo che su questa questione si faccia chiarezza.
E per quanto ci riguarda noi su questa mozione ci asteniamo ed invitiamo caldamente il partito comunista a presentare l'emendamento in Parlamento, prendendosi, di fronte alla popolazione valdostana, le responsabilità susseguenti. Ognuno saprà esattamente in quanti metri d'acqua naviga e con quali chiari posizioni si ha da fare.
Presidente - È stato presentato un emendamento che viene distribuito. Non ci sono iscritti a parlare? Nessuno intende prendere la parola?
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (PCI) - Il tipo di emendamento proposto dal Consigliere Nebbia ha una sua logica che, diciamo, rispetto alla rapidità dei tempi, noi condividiamo. Siamo d'accordo che i tempi debbono essere rapidi, però cambia radicalmente il senso della mozione.
Quindi se fosse, non so, un ordine del giorno o un'altra mozione, la voteremo volentieri, ma rispetto al nostro testo non possiamo, credo, accettarlo. Il Presidente della Giunta ha giustamente osservato che oggi la discussione rischia di essere sospesa nel vuoto, come altre volte ha affermato lui.
Proprio perché non sappiamo esattamente come si svolgeranno le vicende a livello di governo nei prossimi giorni. Questo non impedisce però che si possa, discutendo di queste cose, fare delle valutazioni, prendere degli orientamenti anche per il futuro, stabilire anche metodi di comportamento del Consiglio regionale per il futuro. La nostra mozione continua ad avere questo senso nonostante le osservazioni fatte dal Presidente della Giunta. Se il Presidente della Giunta la ritiene una mozione di sfiducia, fa benissimo a non votarla, ma questa è una critica che si fa carico lui, perché nella mozione non c'è, la critica è al governo che ha approvato il riparto fiscale e non, almeno nel testo della mozione, al Presidente della Giunta. Questo non c'è nel testo. Noi abbiamo dato a questa mozione il senso della ricerca di un impegno unitario del Consiglio nei confronti del parlamento perché crediamo che a quel livello si possa intervenire. Ovviamente vogliamo vedere come si comportano tutte le forze politiche di questo Consiglio, vogliamo valutare anche noi cosa fare, cosa dire. Fino a questo momento la nostra è la ricerca, e ho detto questo elemento per chiarire al Presidente della Giunta che non è una mozione di sfiducia al Presidente della Giunta, è la richiesta di procedere in un determinato modo per il futuro. Valuteremo in seguito come comportarci anche in base alle risposte delle diverse forze politiche.
Presidente - È iscritto a parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Due brevissime annotazioni. Devo concordare con Mafrica, pregando Nebbia di trasformare quanto aveva proposto in un ordine del giorno, che siamo favorevoli a votare per fare una delegazione unitaria in quanto messo in questo termine il deliberato non corrisponderebbe alle premesse; quindi direi di modificare anche le premesse modificando l'ordine del giorno che penso possa essere scritto in fretta e votato rapidamente dal Consiglio.
Per quanto riguarda Mafrica, io ho detto equivale ad una mozione di sfiducia perché, per diritto costituzionale, se il Presidente della Giunta non fosse stato presente e non avesse dato un parere, anche con riserve specifiche, messe a verbale, favorevole all'approvazione, non passava all'ordine del giorno. Di conseguenza è una responsabilità politica che mi sono preso e come tale intendo difendere quello che è stato l'operato del Presidente della Giunta in quell'occasione, riconoscendo che è diritto del partito comunista di dissentire da quell'operato. Ma questo è un dato di fatto.
Per cui la chiamo equivalente ad una mozione di sfiducia perché non c'è accordo fra quanto è stato fatto e quanto invece sostenete voi che avrei dovuto fare. Questo è il punto.
Presidente - C'è la proposta del Presidente della Giunta di trasformare l'emendamento che, ovviamente, sarebbe stato difficile inserire ed il Presidente se ne è reso conto leggendo tutto il complesso, in un ordine del giorno. Io ricordo che gli ordini del giorno vanno presentati prima della chiusura della discussione generale, pertanto chiedo ai colleghi consiglieri se c'è ancora qualcuno che vuole parlare, altrimenti se il Consigliere Nebbia accetta o considera accettabile la proposta del Presidente della Giunta, il tempo materiale di trasformare il suo emendamento in un ordine del giorno.
Io sono anche disponibile a chiedere che il Consiglio sospenda per un attimo i suoi lavori.
C'è qualcuno che intende prendere la parola? Consigliere Nebbia, c'è una proposta di trasformazione del suo emendamento in un ordine del giorno.
Nebbia (PSI) - Accolgo la richiesta che ha fatto il Consigliere Mafrica e il Presidente della Giunta di trasformare l'emendamento in ordine del giorno poiché effettivamente ci può essere questa contraddizione fra premessa e deliberato.
Quindi possiamo, sempre che il Consiglio lo ritenga, votarlo adesso o magari votarlo anche nella seduta di domani.
Presidente - La Presidenza, anche perché è stata interpellata da alcuni colleghi Consiglieri che vorrebbero concludere questa sera tutti gli argomenti eccetto quelli della sanità, sarebbe propensa allora di chiedere al Consiglio una breve sospensione per la stesura dell'ordine del giorno e poi arrivare alla conclusione dell'ordine del giorno e della mozione.
La parola all'Assessore Clusaz.
Clusaz (UV) - Ma, io direi: è vero che manca l'Assessore alla Sanità, ma è anche vero che questi quattro disegni di legge, all'oggetto 19 - 20 - 21 - 22 - hanno avuto un unanime parere favorevole di tutte le Commissioni ed inoltre anche il parere favorevole dell'Assessorato alle Finanze. Io ritengo che in una mezz'oretta si possono votare tutti e quattro i disegni di legge, non vedo perché si debba aspettare l'Assessore. Hanno avuto un unanime parere favorevole, almeno ce li sbrighiamo oggi.
Presidente - Colleghi Consiglieri, non parliamo di questi argomenti. Ne parliamo dopo, per adesso parliamo dell'ordine del giorno emendato presentato dal Consigliere Nebbia. Dopo faremo discussione se procedere o meno la trattazione dell'ordine del giorno.
Allora sono le 17,51, il Consiglio sospende i suoi lavori per dieci minuti in modo da poter concedere il tempo necessario alla stesura di un ordine del giorno, dopo di che chiuderemo la discussione generale. Se ci sono ancora dei Consiglieri che intendono iscriversi a parlare, possono farlo.
Comunque la seduta è sospesa.
La seduta è sospesa dalle ore 17.51 alle ore 18.05.
Presidente - Colleghi Consiglieri, riprendono i lavori e vi viene distribuito l'ordine del giorno che possiamo chiamare l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Nebbia, anche se altri, credo si sono associati nella compilazione. Siete pregati di prenderne visione, perché se nessuno si iscrive a parlare io considererei chiusa la discussione generale.
Nessuno chiede più la parola? Ovviamente dopo la chiusura della discussione generale discutiamo e sull'ordine del giorno e sul dispositivo della mozione con relative dichiarazioni di voto.
Allora chiudo la discussione generale, il Consiglio è chiamato ad esaminare l'ordine del giorno che viene votato prima della mozione. L'ordine del giorno che chiamiamo Nebbia vi è stato distribuito. C'è qualcuno che chiede la parola sull'ordine del giorno? Ci sono dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno? Non ci sono dichiarazioni sull'ordine del giorno?
La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (IPLI) - A nome del Partito Liberale io dichiaro che votiamo questo ordine del giorno.
Presidente - Altri per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno?
Mafrica (PCI) - Noi votiamo l'ordine del giorno perché sollecita la rapida approvazione del disegno di legge e prevede che ci sia un incontro in cui si solleciti questa parte senza entrare nel merito delle quote che è la questione che abbiamo discusso fino ad ora e che invece presentiamo attraverso la mozione.
Presidente - Altri per dichiarazione di voto?
Allora metto in votazione l'ordine del giorno.
Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio
ad unanimità di voti favorevoli
APPROVA
il sottoriportato:
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nella seduta dell'11 giugno 1981, auspica la rapida approvazione da parte del Parlamento del D.L. relativo al nuovo riparto fiscale tra Stato e Regione.
A tal fine si augura che possano avvenire proficui incontri tra Commissioni Parlamentari competenti, Presidenti dei Gruppi Parlamentari ed una delegazione rappresentativa del Consiglio regionale.
Presidente - Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sulla mozione iscritta all'oggetto n. 29 nel testo originario.
Ci sono dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Pedrini sulla mozione.
Pedrini (IPLI) - Grazie Presidente. Due parole. Ieri sera c'è stata una riunione organizzata dall'Unione Valdostana; molto bene ed io ho già detto il pensiero del partito Liberale e mio.
Noi diamo atto, come ho detto ieri sera, sia al Presidente della Giunta che all'Assessore Ramera, di aver fatto tutto quello che potevano fare, non potevano di più e han fatto benissimo ad accettare i 7/10 perché non c'era altra soluzione. Però quello che noi riteniamo si sarebbe potuto dire almeno una voce, avevamo suggerito: la voce per esempio delle donazioni; si doveva almeno su quella voce provocare un 9/10 che avrebbero potuto in seguito essere ripresi come una formula che era stata messa da parte per non rinunciare definitivamente ai 9/10. Ora per questi motivi noi - votando a favore dell'ordine del giorno perché ci interessano i soldi subito - non rinunciamo ai 9/10 e quindi siamo disposti a trovarci eventualmente a Roma con i nostri gruppi al fine di trovare una soluzione e poter ritornare ai 9/10.
Presidente - Altri per dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (PRI) - Gli accenti gravi che si sono sentiti in questo Consiglio e ieri sera al dibattito pubblico promosso dalla Unione Valdostana mi sembrano poco giustificati, perché se è vero che questo riparto fiscale che pure porta alla Regione una cospicua quantità di denaro non giustifichi gli accenti trionfalistici, mi sembra che giustifichi ancora meno gli accenti tragici o i pianti greci. La mozione che vorrebbe il ripristino dei 9/10 mi sembra intempestiva perché non ritengo, almeno per quelle che sono le mie conoscenze dirette e i contatti diretti avuti con i Ministri Finanziari a Roma, che ci siano attualmente le possibilità di spuntare una vittoria in questo campo; ci si espone invece al rischio di fare sorgere una discussione, riaprire tutto il discorso nell'ambito del Parlamento che potrebbe addirittura portare non solo a dei ritardi ma anche a delle modifiche in senso peggiorativo. Io sono convinto di questi rischi per cui non sono favorevole a questo tipo di mozione. C'è di più, che se è vero che non tocca a me difendere il Presidente della Giunta in quanto avvocato Andrione, mi compete come Consigliere difendere la figura del Presidente della Giunta per quello che il Presidente della Giunta rappresenta. Siccome il Presidente nella sua veste ufficiale ed istituzionale ha assunto un determinato atteggiamento a Roma nell'ambito del Consiglio dei Ministri, credo che se noi accettassimo di andare a Roma con la rappresentanza di tutte le forze del Consiglio a sconfessare quello che ufficialmente ha fatto il Presidente della Giunta ci metteremmo in una situazione veramente ridicola e non faremmo altro che esautorare la figura del Presidente della Giunta.
Esatto. Esiste lo Statuto. È chiaro il diritto di qualunque Consigliere di presentare mozione di sfiducia nei confronti del Presidente, questo è pacifico: ma sono questioni che vanno risolte politicamente qui e che non debbono assolutamente avere ripercussioni negative in campo nazionale o nei rapporti che la Regione ha con lo Stato. Questi rapporti vanno salvaguardati, va salvaguardata non solo la dignità del Presidente della Giunta in sé come istituzione, ma va salvaguardata la figura, la dignità dell'intero Consiglio regionale che non può ad un certo momento assumere atteggiamenti diversi da un momento all'altro. Per cui io sono contrario a questo tipo di mozione e mi asterrò nel voto.
Presidente - Altri per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Mafrica per dichiarazione di voto.
Mafrica (PCI) - Noi voteremo a favore della mozione, nonostante tutte le diverse osservazioni, per quello che la mozione voleva e vuol dire. Il significato della mozione è quello di un tentativo ulteriore del Consiglio regionale per il ripristino di quel disegno di legge che il Consiglio stesso aveva approvato. Se il Presidente della Giunta, con mossa molto abile di cui bisogna dargli atto, per mettere in difficoltà forze politiche della maggioranza ha voluto porre la questione di fiducia, come a volte è successo anche a livello nazionale, questi sono fatti interni alla maggioranza. Noi non abbiamo considerato questo tipo di intervento come una mozione di sfiducia e non lo è perché fino adesso avevamo preso per buono l'argomento portato ripetutamente dal Presidente della Giunta in questo Consiglio che non c'erano altre possibilità, che c'erano state necessità, che ormai - lo ha ripetuto anche l'assessore prima - in quelle condizioni, non si poteva fare in altro modo quindi bisognava per forza di cose dire sì ai 7/10. Il presupposto finora del comportamento del Presidente della Giunta, da lui stesso, appunto, esposto in questo modo, era quello dell'esistenza di una tale necessità. Ponendo invece questa sorta di equivalenza ad una mozione di sfiducia il Presidente della Giunta, diciamo, ha aumentato, se vogliamo, il senso della sua partecipazione a questa decisione, ha diminuito lo stato di necessità ed ha aumentato in qualche misura la sua compartecipazione alla decisione del Governo che noi continuiamo a criticare. Noi chiediamo a chi volesse votare questa mozione, continuiamo a chiarirlo, di prenderla per quella che è: un tentativo per un intervento ulteriore unitario del Consiglio. Se valgono altre cose non sono state poste da noi.
Presidente - Altri per dichiarazione di voto? Nessuno più chiede la parola per dichiarazione di voto, pertanto metto in approvazione per alzata di mano la mozione iscritta all'oggetto n. 29 dell'ordine del giorno.
Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 9
Astenuti: 21
Maggioranza: 16
Favorevoli: 9
Il Consiglio non approva.
Presidente - Voglio chiedere alla Segreteria se le astensioni che devono essere registrate devono essere dichiarate?
Il Consigliere Marcoz non ha votato.
I voti favorevoli sono: il gruppo Comunista, Minuzzo, Nuova sinistra e Pedrini.
Gli astenuti sono: Consiglieri Nebbia, De Grandis, Martin, Faval, Rolando, Voyat, Clusaz, Lustrissy, Maquignaz, Lanivi, Lanièce, Fosson, Bordon, Viglino, Ramera, Andrione, Chabod, Borbey, Pollicini, Tamone, Mappelli.
Allora il Consiglio non approva: 9 voti favorevoli, 21 astenuti su 30 Consiglieri presenti, maggioranza richiesta 16.
