Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 163 du 24 novembre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 163/VIII - INCARICO ALLA COMMISSIONE CONSILIARE PER GLI AFFARI GENERALI DI EFFETTUARE ACCERTAMENTI E VERIFICHE SULLA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT. (Approvazione di ordine del giorno)

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato da U.V., D.C., Fédération D.P.-U.V.P. e P.R.I..

ORDINE DEL GIORNO

Preso atto dell'ampio ed approfondito dibattito svoltosi nella seduta straordinaria del 24.11.1983;

Constatata la gravità della situazione venutasi a creare a seguito dell'intervento della Magistratura teso- ad individuare eventuali collegamenti tra l'attività svolta nelle case da gioco e la criminalità organizzata;

Constatata altresì la complessità e la delicatezza dei rapporti tra Regione Valle d'Aosta e Società gerente le attività nella Casa da Gioco di Saint-Vincent;

Sottolineata l'unanime esigenza manifestata dal Consiglio di giungere al totale chiarimento della situazione e alla individuazione delle eventuali responsabilità;

Valutando in modo positivo l'azione svolta dalla Magistratura e auspicando, nel contempo, che venga rapidamente conclusa l'inchiesta anche al fine di ridare serenità all'opinione pubblica della Valle d'Aosta;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di incaricare la Commissione Affari Generali allargata ai Capigruppo di:

a) chiarire i rapporti tra Regione e Casa da Gioco di Saint-Vincent attraverso l'analisi di tutti gli aspetti delle convenzioni in atto comprese le opere;

b) accertare gli assetti societari della SITAV e della SAISET allo scopo di raggiungere la completa trasparenza della proprietà;

c) verificare la congruità del sistema regionale dei controlli;

d) esaminare eventuali forme diverse di gestione delle attività della Casa da Gioco.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Colgo l'occasione della dichiarazione di voto su questo ordine del giorno per fare un rilievo rispetto alla votazione dei precedenti ordini del giorno.

Nel '79 avevo presentato un ordine del giorno simile a quello votato in precedenza sulla chiusura del Casinò, ci fu un voto favorevole e tutto il resto del Consiglio contrario; oggi c'è un voto favorevole e tutto il resto del Consiglio si è astenuto: chissà che fra 2-3-5 anni le cose cambino ancora, perchè evidentemente qualcosa sta mutando!

Ho votato invece l'ordine del giorno presentato dal Partito Comunista perché era identico, conteneva le stesse richieste di dimissioni del Presidente della Giunta e sostituzione del Commissario regionale contenute in un analogo ordine del giorno che ho provveduto a ritirare.

Sull'ordine del giorno presentato dalla maggioranza e modificato dai capigruppo invece mi asterrò. Ritengo infatti che questo ordine del giorno sia del tutto inadeguato rispetto alle responsabilità e ai compiti che il Consiglio regionale si trova oggi ad affrontare, così come ho trovato del tutto inadeguate le dichiarazioni che il Presidente della Giunta ha fatto al termine di questo dibattito.

Il Presidente della Giunta ha detto, in sostanza, che alcune persone sono incappate nelle reti della giustizia, che dobbiamo aspettare quello che farà e che dirà la Magistratura e nel frattempo dovremo occuparci di cose che già avremmo dovuto fare, come la revisione della convenzione con la SAISET ecc., per cui basta la Commissione Affari Generali ad affrontare questo problema.

Credo vada rilevato che le persone che sono incappate nelle reti della giustizia con imputazioni molto gravi, non sono persone qualsiasi, ma sono persone come Sergio Ramera che è stato uno dei tre pilastri che ha permesso a Mario Andrione di diventare Presidente della Giunta, che è stato per anni Assessore in Giunte presiedute da Mario Andrione, una persona a cui è stata affidata la Presidenza di un Ente così importante e così delicato come la Finaosta regionale che, fino a poco tempo fa, veniva comunemente considerato l'ottavo Assessorato di questa Regione. Non si tratta quindi di una persona qualunque, si tratta di una persona la cui attività è strettamente connessa con la Giunta e con chi presiedeva questa Giunta regionale.

Anche l'altra persona, Bruno Masi, non è una persona nuova e priva di rapporti con la Regione; è l'amministratore delegato che nel 1978 ha firmato la convenzione fra la Regione e la SITAV per la gestione del Casinò di Saint-Vincent, è la persona che ha trattato in tutti questi anni ed ha mantenuto i rapporti con la Regione per quanto riguarda tutte le vicende relative al Casinò di Saint-Vincent.

Non si tratta di avvenimenti, di persone che mettono in discussone in modo marginale la Giunta regionale e chi presiede questa Giunta, ma s. tratta di persone e di fatti che mettono in discussione fino in fondo l'attuale Giunta e chi la presiede.

Ritengo che non sia sufficiente oggi nominare una Commissione i indagine, se a monte non ci sono del e scelte di chiarezza. Se rimane questo Presidente della Giunta, se rimane questo tipo di impostazione, se non si coglie questa occasione di evidente mancanza di controllo per sostituire il Commissario regionale al Casinò, vuol dire che anche il lavoro che la Commissione inizierà non potrà dare i suoi frutti.

Questa Commissione, la quale ha scarsissimo potere e si ritroverà di fronte gli amministratori della SAISET e della SITAV, che ben sappiamo di che tipo sono, ben difficilmente potrà raggiungere i risultati che si prefigge, anche perchè non sappiamo quale tipo di comportamento avrà la Giunta nei suoi confronti.

Quindi il mio voto sull'ordine del giorno presentato dalla maggioranza è di astensione.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI - (M.S.I.): Per dichiarazione di voto. Innanzitutto mi asterrò sull'ordine del giorno concordato tra tutti i gruppi presenti in Consiglio, anche se tengo a rilevare un fatto che ritengo molto importante e cioè che, nei giorni scorsi, molti partiti politici hanno portato avanti sui giornali il discorso della Commissione di inchiesta. Tutti chiedevano la Commissione di indagine, persino la D.C.. Oggi invece ho l'impressione di un ripensamento e di un ripiegamento sulla Commissione Affari Generali.

Io sono molto scettico sulla validità di questa Commissione, sulla sua capacità di portare a termine questo grave problema del Casinò di Saint-Vincent; siccome il mio intervento di questa mattina era imperniato proprio sulla Commissione di inchiesta, non voglio tornare indietro e quindi, non trovandomi d'accordo di delegare alla Commissione Affari Generali, mi asterrò da questo ordine del giorno.

Inoltre mi ritengo insoddisfatto della risposta del Presidente della Giunta perchè io avevo posto delle domande ben precise per quanto riguardava il Commissario regionale e le domande sono rimaste senza risposta.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Noi ci siamo astenuti sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand perchè ci sembra che non sia assolutamente il caso di creare problemi di occupazione in Valle d'Aosta chiudendo il Casinò, quando già esiste una grave situazione occupazionale.

Abbiamo invece mantenuto il nostro ordine del giorno perchè aveva due punti, per noi significativi: abbiamo chiesto le dimissioni di Manganone, il quale aveva un incarico fiduciario che i fatti hanno dimostrato non essere stato portato fino in fondo nel modo dovuto. Secondo noi infatti, quando qualcuno si rivela inadeguato ai compiti che gli sono affidati, deve essere sostituito.

Abbiamo ribadito la richiesta delle dimissioni del Presidente della Giunta perchè alla luce di quanto emerso dal dibattito abbiamo la sensazione comune che la situazione sia sfuggita al controllo del Consiglio regionale ma soprattutto della Giunta regionale. Questo è avvenuto per delle scelte sbagliate e per una inadeguata osservanza dei compiti affidati. La scelta di Manganone come Commissario, ad esempio, è una scelta politica, non basata assolutamente sulla sua idoneità e competenza a ricoprire quel particolare incarico.

Ma il motivo per il quale abbiamo ribadito la richiesta di dimissioni del Presidente della Giunta è soprattutto politico. Ci sembra infatti che anche nelle dichiarazioni finali ci sia ancora una sottovalutazione da parte del Presi dente della Giunta della gravità della situazione che si è venuta a creare. Noi avevamo chiesto le dimissioni del Presidente della Giunta perchè era emersa una insufficiente capacità di controllo da parte della Giunta sulle attività della Casa da Gioco. Le dimissioni avrebbero significato un gesto di chiarezza per la popolazione valdostana; perciò voteremo l'ordine del giorno concordato e non quello della maggioranza, in quanto il deliberato è stato completamente rifatto e per quanto riguarda i compiti della Commissione è analogo al nostro ordine del giorno ed a quello di altre forze della minoranza. La Commissione può essere chiamata di inchiesta, di indagine, di ricerca, può essere Affari Generali, dei Capigruppo, non importa come sia chiamata, quello che conta sono i compiti e gli obiettivi che deve perseguire. Secondo noi i compiti di questa Commissione sono tali che, se ci sarà la volontà politica, potrà andare fino in fondo.

Da parte nostra questa volontà c'è, per cui noi voteremo questo ordine del giorno che è stato concordato tra i rappresentanti dei diversi gruppi e che non è più della maggioranza.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Per motivare anche noi la nostra posizione e per dire che ci siamo astenuti sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand. La nostra posizione era nota; ribadiamo con molta fermezza che riteniamo improponibile la chiusura del Casinò di Saint-Vincent.

Invece abbiamo ritenuto opportuno astenerci sull'ordine del giorno presentato dal Partito Comunista perchè la nostra impostazione era sostanzialmente diversa da quella del-le altre forze di minoranza. Ho cercato di spiegarlo nel mio precedente intervento, lo ha ribadito il collega compagno Pascale. Noi abbiamo scisso molto chiaramente quello che è l'aspetto penale della vicenda quelli che sono i riflessi politici e amministrativi dell'Ente Regione. Devo dire che, obiettivamente, il discorso di chiedere le dimissioni del Presidente della Giunta è un atto che, in questo momento di difficoltà per la Valle d'Aosta, non ritenevamo opportuno richiedere.

Questo perchè la Valle d'Aosta, in questo momento, al di là della persona, o dell'appartenenza ad un movimento o all'altro del Presidente Andrione, ha bisogno di un governo. Abbiamo cercato di impostare la nostra azione in termini assolutamente autonomi e (dobbiamo riscontrare con soddisfazione che è passata la linea che il Partito Socialista aveva illustrato attraverso le sue mozioni e gli atti sottoposti all'esame del Consiglio.

Per certi versi abbiamo, apprezzato l'intervento finale del Presidente Andrione; torneremo su alcune argomentazioni e specificazioni che riteniamo utili fare su una materia così complessa e così difficile. Non riteniamo di dovere soffermarci ulteriormente, invece, su una impostazione che io mi auguro non sia dell'intero Gruppo dell'Union Valdôtaine, anche perchè questa argomentazione il Presidente della Giunta non l'ha ripresa.

Nonostante io apprezzi moltissimo l'amico Voyat, non ritengo di dovere apprezzare il suo intervento in questa sede perchè era di totale chiusura, perchè ribadiva concetti vecchi che ci riportavano indietro invece di farci andare avanti.

Comunque nel prosieguo di questa tornata consiliare avremo il modo e l'opportunità di puntualizzare ulteriormente le nostre impostazioni.

Noi pertanto voteremo l'ordine del giorno concordato in sede di discussione dei Capigruppo; notiamo con soddisfazione che ben 3 punti di quanto contenuto nel nostro ordine del giorno sono stati recepiti in quello della maggioranza e per questo esprimiamo il nostro compiacimento. Ci auguriamo solo che la Commissione lavori con rigore e alacrità, perchè la nostra Regione ha bisogno di risposte e di certezze.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Per dichiarazione di voto. Mi sono astenuto sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand perchè, come ho ribadito nel mio intervento, sono nettamente contrario alla chiusura del Casinò di Saint-Vincent.

Inoltre ho ritirato l'ordine del giorno in cui chiedevo le dimissioni del Presidente della Giunta e del Commissario del Casinò perchè in questo momento accetto ben volentieri l'invito da parte del Presidente di non creare un vuoto di potere, per cui voterò l'ordine del giorno concordato con tutti i gruppi.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.

LANIVI - (Fédération D.P.-U.V.P.): Per dichiarazione di voto favorevole della forza di maggioranza ad un ordine del giorno che sintetizza l'ampio dibattito svoltosi in questa giornata. In effetti, nelle premesse credo che, al di là di una posizione strettamente arroccata della maggioranza, si sono evidenziate preoccupazioni e messi in evidenza impegni che trovano riscontro in questo ordine del giorno.

Devo dire che il rapporto che abbiamo avuto con le forze dell'opposizione ha consentito che da una impostazione più complessiva e forse meno precisata per gli impegni della Commissione, siamo passati ad una stesura che, pur rientrando nella proposta originaria, ha meglio precisato gli impegni di questa Commissione.

Per questo le forze della maggioranza daranno il loro parere favorevole all'ordine del giorno concordato.

PRESIDENTE: Metto in votazione l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza e concordato dai Capigruppo.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 33

Votanti: 31

Astenuti: 2 (Riccarand e Aloisi)

Favorevoli: 31

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Le mozioni che dovrebbero essere discusse nell'ordine del giorno di domani mattina e precisamente le nn. 62, 64 e 66 sono state ritirate.

La seduta è tolta ed il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 9.30.

L'adunanza ha termine alle ore 21.06.