Objet du Conseil n. 293 du 9 mai 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 293/VII - COSTRUZIONE DI UN NUOVO EDIFICIO PER IL MOVIMENTO POSTALE - (Interpellanza)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare
INTERPELLANZA
Presa visione della legge 10.2.1982, n. 39, che autorizza: "L'Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni a dare attuazione ad un programma di interventi straordinari concernenti opere e forniture per l'importo complessivo di 2750 miliardi da eseguirsi negli anni dal 1982 al 1987";
Verificato che l'art. 2, punto 5, prevede che lire 350 miliardi siano destinate per la costruzione di edifici per i servizi operativi e del movimento postale da suddividersi tra 37 direzioni provinciali PT, tra le quali Aosta;
Constatato che, l'attuale sede centrale PT è carente di spazi per servizi e per il personale, pertanto alcuni uffici di primaria importanza sono dislocati in un'altra sede inidonea, causando disservizi di vario genere;
Considerando inoltre che alcuni nuovi servizi per l'utenza (pubblicitelex, facsimile) non possono essere attivati per carenza di spazio nel salone delle Poste centrali di Via Ribitel;
Ritenendo che il miglioramento complessivo del servizio postale della sede di Aosta debba necessariamente avvenire con la costruzione di un nuovo edificio per il movimento postale, che renderebbe liberi spazi all'utenza nella sede centrale e consentirebbe il pieno utilizzo dei previsti fondi statali;
INTERPELLA
il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
se sono già avvenuti contatti a tale proposito con i responsabili centrali e periferici dell'Amministrazione PT e quali esiti hanno avuto;
se è già stata individuata un'area urbana dove costruire l'edificio in questione;
entro quanto tempo si prevede potrà entrare in funzione.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare se intende illustrare l'interpellanza.
CARLASSARE - (D.P.N.S.): Uno dei servizi pubblici che risulta essere, nel nostro Paese di santi, navigatori e poeti e a giudizio del nostro Presidente della Giunta troppo espanso verso Sud, estremamente carente è quello postale. Noi tutti penso, abbiamo avuto modo di ricevere lettere o cartoline datate settimane addietro, pacchi postali distrutti e noi tutti abbiamo avuto modo di fare la coda allo sportello per ricevere i servizi forniti dalla sede centrale delle poste di Aosta.
Ora, in data 10.2.1982 è stata approvata la legge n. 39 che autorizza l'Amministrazione della Poste e Telecomunicazioni a dare attuazione ad un programma di interventi straordinari concernenti opere e forniture per l'importo complessivo di 2750 miliardi, da eseguirsi negli anni dall'82 all'87.
Su questa legge abbiamo un giudizio delle organizzazioni sindacali che può essere considerato perlomeno abbastanza positiva. Essi dicono: "l'approvazione della legge, ritardata per quasi due anni per rappresentare per le dimensioni del finanziamento previsto (3100 miliardi circa) un valido strumento, sia per l'ammodernamento dei servizi, che per il contributo che può derivare da una ripresa produttiva dell'economia nazionale nei settori portanti quali quello dell'elettronica e dell'edilizia".
Qui mi pare di dover sottolineare che attualmente, i posti di lavoro che si vanno creando all'interno delle Poste, sono soggetti a concorsi regionali, per cui si tratta di posti di lavoro che riguardano la Valle d'Aosta direttamente, e con questi chiari di luna la cosa deve essere presa in seria considerazioni.
Va da ultimo rilevato che la consistente mole di investimenti ottenuta possa ancora una volta essere distorta nella sua utilizzazione, in mancanza di precisi obiettivi qualitativamente e quantitativamente definiti, con proiezioni sui miglioramenti dei servizi e nell'occupazione, da tempo rivendicati ma finora sempre elusi dal Ministero.
La legge approvata, ed i suoi finanziamenti, rappresenta comunque un importante strumento per l'azione sindacale in direzione degli obiettivi di trasformazione e gli innovamenti da noi perseguiti: sviluppo degli impianti di quartiere in funzione della creazione di uffici zonali con entità autonome di gestione; miglioramento e sviluppo dei trasporti; adeguamento dei mezzi meccanici ed elettronici di base, presso gli uffici e al pubblico, per dare la maggiore funzionalità possibile agli impianti di meccanizzazione e automazione; risanamento delle condizioni ambientali; sviluppo dei servizi di telecomunicazione, in particolare dei telex.
Su questi obiettivi è necessario che le strutture territoriale riprendano l'iniziativa, sulla base dei piani regolatori PP.TT. dei grandi centri e le proposte da tempo elaborate sulla riorganizzazione dei servizi, iniziando delle vere e proprie vertenze che, con l'aggregazione delle categorie e delle forze politiche e sociali del territorio, siano indirizzate, col pieno sviluppo dei mezzi finanziari stanziati ed evitando la formazione di residui passivi, verso scelte selettive che in seguito possano rispondere alle esigenze dei servizi fungendo da sostegno all'occupazione industriale.
Detto questo, mi pare doveroso sottolineare che tutti questi elementi sono presenti nella realtà aostana, dove ci troviamo di fronte ad un servizio postale che si sviluppa sulla base di due centri: uno, la sede centrale delle Poste, per quanto riguarda i servizi al pubblico, e, per quanto riguarda il movimento postale dei pacchi, una sede ricavata in un condominio sito in Via Battisti, sede abbastanza decentrata e scomoda in quanto non consente l'ampliamento della stessa con l'installazione di nuove strutture e, che tra l'altro, solleva dei problemi con gli abitanti del condominio che, pare, abbiano già presentato una serie molto lunga di denunce, per disturbo della quiete notturna.
Ora, su questa base, mi pare che siano già intervenute delle prese di contatto con il Presidente della Giunta, per quanto riguarda la possibilità di poter reperire un terreno o un edificio localizzato in modo tale da poter concentrare i nuovi e i vecchi servizi della sede di Via Battisti, mantenendo, d'altra parte, ristrutturata, la sede Centrale delle Poste.
Con l'interpellanza mi propongo di sapere a che punto sono questi contatti e quali risultati hanno dato. Inoltre, chiedo se sia già stata individuata un'area urbana avente caratteristiche come quelle richieste dalla sede centrale delle Poste, ed entro quanto tempo si prevede che entrerà in funzione questo nuovo edificio con i relativi nuovi impianti, onde evitare che altre province, aventi i diritti della Sede di Aosta (mi pare siano 37 in Italia) presentino piani e progetti operativi prima della nostra città, per cui si correrà il rischio di vedere esauriti i fondi. In tale ipotesi ci troveremmo con una sede postale come quella attuale, con tutti i disservizi che ne derivano e che si può immaginare rimarrà tale sino agli anni 2000.
PRESIDENTE: Risponde il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Si sono avuti dei contatti, sia con gli organi centrali, che con quelli periferici. Non essendo stato possibile trovare una soluzione all'interno della città di Aosta (in particolare per l'ex Albergo Alpino vi è stato un veto della Banca d'Italia) la Regione ha proposto l'area del capannone "Peloso", in sponda orografica destra della Dora, che corrisponde ai criteri richiesti dall'Amministrazione delle Poste per la costruzione della Centrale di smistamento. Tutti i piani relativi alla topografia con gli allegati tecnici, sono stati trasmessi direttamente al Ministero.
Alla terza domanda non so assolutamente rispondere, perché noi abbiamo fatto questi atti verso gennaio-febbraio in seguito abbiamo preso contatto con il Direttore Generale, che dovrebbe decidere entro breve, però, per adesso, non si sa ancora niente.
PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare intende replicare? Ne ha facoltà.
CARLASSARE - (D.P.N.S.): Mi pare (queste sono voci ufficiose) che il giudizio da parte della Direzione delle Poste sull'area Peloso sia negativo perché non possiede i requisiti che sono stati richiesti. In effetti, si tratta di un capannone molto lontano e ci sono anche problemi che riguardano la distanza eccessiva dalla Stazione ferroviaria; oltretutto, si tratta di una struttura dove devono fare capo tutti i postini della città.
Mi pare che ci siano stati anche dei contatti con il Sindaco della città di Aosta, che dovrebbe aver identificato due ipotetiche aree dove costruire questo capannone: una dovrebbe essere situata in via Chambery, adiacente alla nuova sede della Finanza e, l'altra, vicino al Voltino. Ora, poiché queste due aree, per la loro ubicazione, andrebbero maggiormente incontro alle esigenze delle Poste Centrali (sono più vicine rispetto al Capannone Peloso di Charvensod), sarebbe opportuno che il Presidente della Giunta si incontrasse con il Sindaco Bich e con la Direzione delle Poste onde riuscire a definire in tempi brevi questo problema, proprio perché si corre il rischio che i finanziamenti siano assorbiti da altre Direzioni Provinciali e che ad Aosta permanga l'attuale situazione praticamente all'infinito.
