Objet du Conseil n. 284 du 4 mai 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 284/VII - PRESA D'ATTO DELLA PETIZIONE PER LA COSTITUZIONE DI UN'OASI DI PROTEZIONE DELLA FLORA E DELLA FAUNA.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, anche per questo oggetto la mia relazione sarà brevissima, vi devo dare i dati che comunque sono già a vostra conoscenza.
Il 21 marzo è stata presentata una petizione recante 1468 firme di cittadini residenti in Valle d'Aosta per la costituzione di un'oasi di protezione della flora e della fauna. Anche questa petizione è stata discussa dall'ufficio di Presidenza ed istruita nella adunanza del 24 marzo 1983; accertatane la regolarità si è stabilito di richiedere le informazioni del caso al Presidente della Giunta ed all'Assessore regionale all'Agricoltura e Foreste. Si è assegnato un termine breve per poter discutere la petizione prima della fine della legislatura. Non vi do lettura della risposta che è pervenuta dall'Assessorato pertanto lascio senz'altro l'incarico al Consiglio di pronunciarsi sulla petizione medesima.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Mappelli, ne ha facoltà.
MAPPELLI - (D.C.): Prendo la parola per richiamare l'attenzione non solo in quest'aula, ma soprattutto all'esterno, affinchè coloro che vengono in Valle d'Aosta, e che forse in altre sedi rivendicano la pulizia della natura, quando si trovano nelle nostre vallate, carichi di alimenti per la giornata che devono trascorrere godendosi le nostre bellezze naturali, abbiano innanzitutto il buon senso di riportare le loro immondizie nei propri sacchi, perchè noi non siamo gli scopini di turno! Penso proprio che sarà un discorso che dovrà affrontare seriamente la prossima legislatura, perchè così non può continuare. Abbiamo fatto delle leggi che sono restrittive e che alcuni hanno anche definito poliziesche, ma la verità è che ci sono degli immondizzai ai piedi dei nostri alberi.
Ai ragazzi che vengono in Valle d'Aosta senza accompagnatori le guide della natura danno indicazioni su come comportarsi, ma sono voci nel deserto; si trovano scatole e rifiuti di ogni genere, si trova del pane per le strade, quel pane che ci mancava quando eravamo ragazzi e che oggi vediamo buttato nelle immondizie e nei boschi! Adesso che è in corso una campagna elettorale approfittiamone, questo è problema non di primogenitura o di parte: gli ecologi della Valle d'Aosta siamo tutti noi che amiamo la nostra Regione. Dobbiamo rendere noto all'opinione pubblica nazionale ed internazionale che quando si viene nella nostra Regione - sempre ospiti graditi - si devono riportare le immondizie a casa propria oppure gettarle dove il Comune lo prevede.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Qualche mese fa avevamo presentato in Consiglio un'interpellanza con la quale si chiedeva al Presidente della Giunta di esaminare quale potrà essere la situazione dell'asta della Dora nel tratto a valle di Aosta, in considerazione delle possibili, e speriamo probabili, opere di scavo e di movimento di inerti, conseguenti alla costruzione di quella che si chiama autostrada oppure tangenziale sud di Aosta. In particolare avevamo preso ad esempio questa zona per far capire come determinati scavi per inerti potrebbero modificare l'assetto naturale di ampie aree, e quindi anche realizzare qualche cosa che oggi non c'è.
Facevamo la proposta di realizzare a valle di Aosta un ampio parco dove si potessero localizzare attrezzature di tipo sportivo, ed avevamo individuato ad esempio dei percorsi tipici o podistici ed altre attrezzature che potessero usare l'acqua come elemento primario, quali canottaggio e al limite vela. Un parco di questo tipo potrebbe benissimo accogliere in una parte una zona tipo un'oasi naturale di protezione che è artificiale, nel senso che è stata creata dall'uomo e determinate specie di volatili nel tempo hanno eletto quali zone di sosta.
Siamo favorevoli ad un tipo di proposta come questa, però gradiremmo che fosse inserita in un contesto più ampio che prevedesse la sistemazione non solo idrogeologica della Dora e degli affluenti, ma anche una sistemazione degli spazi laterali a verde per creare una specie di parco del Valentino o di lungo Po. Questo perchè riteniamo che la popolazione regionale, che è concentrata in Aosta e dintorni, abbia necessità di questo tipo di attrezzatura dove da zone più densamente occupate si possa giungere ad altre di rispetto quasi assoluto della natura.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): Vorrei ricordare che l'appello fatto dal Consigliere Mappelli ha un suo fondo di verità, in quanto i turisti hanno la tendenza a disperdersi un po' ovunque, però vorrei anche ricordare che occorrono delle iniziative da parte nostra per mettere il turista in condizioni di non fare danno. Ad esempio il parco di Champorcher, che è un parco attrezzato, sta a dimostrare che operando in un certo modo si possono contenere gli inconvenienti che derivano dai numerosi turisti che provengono nella nostra Regione.
Per quanto riguarda in modo specifico la petizione vorrei dire che la risposta data dall'Assessore Marcoz mi sembra che non voglia tener conto delle attività che possiamo svolgere in quanto ci ricorda che si tratta di un'oasi di protezione della fauna in cui non si può esercitare la caccia, che per quanto riguarda la flora esiste una legge regionale che riguarda tutto il territorio della Regione, che c'è l'intenzione di emettere un apposito decreto per vietare la pesca lungo il tratto della Dora prospiciente l'oasi. Vorrei dire che occorre fare un passo in più per fare in modo che questa diventi un parco che sia fruibile dagli amanti della natura senza che questa fruizione arrechi una serie di danni. Non basta qui un piccolo decreto, occorre invece un provvedimento di legge per creare il parco, ed occorre inserirlo in un progetto più ampio da studiare, che riguardi parte della Dora.
Voglio ricordare che lungo la Dora ci sono altre zone molto interessanti, da tutelare, che potrebbero invece essere danneggiate da un insediamento in contrasto con il paesaggio che si vede. Sono bellezze irripetibili a mio avviso che dobbiamo in qualche modo tutelare.
Una raccomandazione caldissima la vorrei rivolgere all'Assessore Marcoz perchè metta già in cantiere uno studio per quello che riguarda tutto il percorso della Dora, per vedere quali sono le zone che devono essere tutelate attraverso un disegno di legge, in cui si inserisce anche la zona di Saint-Marcel che ha delle sue caratteristiche peculiari non rinvenibili in altre zone della Regione. Sarebbe istruttivo portare le gite scolastiche in parchi attrezzati di questo genere, dando la possibilità ai ragazzi di verificare cosa avviene in natura, favorendo così automaticamente una forma di educazione dei giovani che dà i suoi frutti perchè il rispetto per la natura lo si trova facendo godere la natura in un certo modo. Gli appelli ai turisti sono troppo poco perchè dobbiamo essere noi per primi a tutelare il nostro territorio e poi pretendere il rispetto da parte degli altri.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (N.S.): Confesso di non aver capito l'appello fatto dal Consigliere Mappelli in occasione della discussione su questa petizione. Le firme sono state raccolte dall'Associazione Ornitologica della Valle d'aosta, ci sarà stato anche qualche turista ma penso che soprattutto si trattava di popolazione valdostana. Siamo tutti d'accordo in assoluto sul fatto che il turista deve avere una sufficiente educazione per non inquinare e d'altra parte ci deve essere una particolare attenzione da parte dell'Ente pubblico e delle Amministrazioni comunali e regionale della Valle d'Aosta affinchè il turista sia messo nella condizione di non portare danno alla natura.
Per tornare all'oggetto in discussione, vorrei ricordare le caratteristiche di questo terreno, che sono quelle di una scarsa praticabilità da tutti i punti di vista, ovvero non sono pensabili insediamenti nè abitativi nè industriali in quanto si tratta di un terreno compreso fra l'autostrada, la ferrovia, la Dora, di natura alluvionale, dove c'è un bosco che potrebbe anche essere sfruttato tagliando il legname. Ci sono delle cave che vengono gestite da privati, e mi pare che ci sia nella gestione anche il Comune di Saint-Marcel che ne ricava un certo introito. Fatto questo quadro, vorrei anche ricordare che l'Associazione ornitologica della Valle d'Aosta, con questa iniziativa, si è proposta di garantire una conservazione delle condizioni naturali che sono venute a crearsi in questa zona da una parte, dall'altra si è detta disponibile a svolgere un'opera di illustrazione dei vari fenomeni alle scolaresche nel caso potessero accedervi, e a chiunque voglia conoscere questa zona, una volta attrezzata, consentendo ai visitatori di percorrerla a piedi, senza disturbare ed alterare gli equilibri. E' stata anche prospettata l'ipotesi di creare un parco attrezzato dal punto di vista del controllo, con apposite guardie, e dal punto di vista delle attrezzature, anche logistiche, quali un parcheggio, un piccolo ristorante o bar in zona limitrofa all'area, in modo da garantire il ristoro a coloro che passano la giornata laggiù.
Il problema dal mio punto di vista si dovrebbe inquadrare all'interno di una politica che tende a creare tutta una serie di zone protette presenti sul territorio valdostano, in modo da impedire che si vada per queste ad un degrado dovuto all'urbanizzazione e ad insediamenti di vario genere. Ritengo che da parte dell'Amministrazione regionale una iniziativa di questo genere possa essere praticata concordando l'intervento anche con i Comuni, in modo che questi non si vedano penalizzati nell'avere una parte del proprio territorio protetto da queste oasi, quindi si devono creare attorno a queste delle sovrastrutture turistico-culturali in grado di fornire anche un certo reddito al Comune.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): La risposta data dalla Giunta mi sembra resti ancora nel limite delle strutture di tutela, di salvaguardia. Credo invece che sia il caso di andare a mettersi nell'ottica della valorizzazione del patrimonio. Si tratta di una linea non facile, rispetto alla quale noi come Regione credo abbiamo perso troppo tempo, una linea che dovrebbe essere fatta secondo noi in accordo con i Comuni.
Si tratta di vedere la tutela dell'ambiente nella nostra Regione anche come valorizzazione di alcune parti interessanti. E' un po' questa la nostra visione dei parchi, delle oasi, che altre volte abbiamo espresso qui in aula.
In questo caso la risposta che dovrebbe dare la Giunta regionale a questa richiesta che viene dall'Associazione ornitologica è quella di dimostrare di voler lavorare nella direzione di una valorizzazione di queste aree, superando le difficoltà che potrebbero sorgere a livello locale, con i fatti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Concordo su alcune delle cose dette, non sull'insieme della discussione.
Punto primo: l'Associazione ornitologica ha richiesto la creazione di un'oasi, e noi l'abbiamo istituita.
Punto secondo: abbiamo già dato l'incarico per uno studio riguardante la Dora, soprattutto come portata d'acqua.
Mi si conceda un esempio: sul Taro, vicino a Fornovo, si era creata un'isola raggiunta da un ponte. Quei pifferi di Italia Nostra hanno detto "l'isola non si tocca, è bellissima, bisogna salvaguardare la flora, la fauna, ecc. ecc.".
Alla piena decennale è sparito tutto: flora, fauna e ... ponte (3 miliardi di danni!).
Per cui, io concordo in primo luogo sulla difesa del suolo, con valorizzazione turistica ai lati, difesa fatta in modo tale da salvaguardare le nuove specie stanziali che un tempo non esistevano.
Io ricordo che da bambino "Les îles" erano una cosa meravigliosa: vi si pescavano persino i gamberi!
Questa zona era stata rovinata soprattutto dagli scarichi industriali; infatti da quando questi sono stati regolamentati, la Dora è tornata a rivivere.
Siamo d'accordo con l'idea espressa dal Consigliere Tonino, molto bene, e dal Consigliere Carlassare, di trattare con i Comuni per vedere quelle che sono le possibilità, però facciamo una cosa alla volta: prima verranno l'oasi, il divieto di pesca, la regolamentazione della Dora.
Il Consiglio prende atto di questa petizione.
PRESIDENTE: Con queste parole del Presidente della Giunta possiamo dichiarare che il Consiglio prende atto dell'oggetto n. 14, della discussione avvenuta sulla petizione.
Terminano così i nostri lavori i quali riprenderanno per l'ultima giornata lunedì mattina alle ore 9,30.
La seduta è tolta.
L'adunanza termina alle ore 19.07
