Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 282 du 4 mai 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 282/VII - PRESA D'ATTO DELLA PETIZIONE IN MERITO AL TRASFERIMENTO DEL CONSULTORIO DI PONT-SAINT-MARTIN.- REIEZIONE DI ORDINE DEL GIORNO.

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Tonino:

IL CONSIGLIO REGIONALE

VISTA la petizione popolare presentata in data 14 marzo 1983 da un gruppo di cittadini di Pont Saint Martin che richiedono la revoca della decisione di trasferire il consultorio familiare da Pont-Saint-Martin a Donnas;

TENUTO CONTO che tale trasferimento, anche se temporaneo, ha provocato disagi alla popolazione e rischia di vanificare il lavoro positivo svolto dagli operatori del consultorio;

RAVVISATA l'opportunità di tener conto della richiesta avanzata dai sottoscrittori della petizione, avallata da un'analoga richiesta sottoscritta da 1068 cittadini di Pont-Saint-Martin;

INVITA

l'Assessore alla Sanità a predisporre gli atti necessari per la ripresa dell'attività consultoriale nella sede di Pont-Saint-Martin.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, come risulta dal documento allegato all'oggetto in data 14 marzo è stata presentata alla Presidenza del Consiglio una petizione riguardante il trasferimento del Consultorio di Pont-Saint-Martin. Tale petizione è stata istruita dall'Ufficio di Presidenza che nell'adunanza del 21 marzo 1983, ne ha accertato la regolarità ed ha stabilito di richiedere informazioni in merito all'Assessore regionale alla Sanità, assegnando al medesimo il termine del 10 aprile, proprio perchè il caso potesse essere discusso prima della chiusura della legislatura.

L'Assessore alla Sanità ha risposto con una lettera, che non vi rileggo perchè è integralmente riportata nell'allegato. Pertanto la petizione è sottoposta al dibattito del Consiglio.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): A la suite d'une lettre qu'on m'a envoyée de la part du Président de l'ANED "Associazione nazionale emodializzati", je voudrais soumettre à l'attention du Conseil cet ordre du jour, qui a été envoyé à tous les Assesseurs à la Santé de l'Italie. On sait que, malheureusement, on n'a plus la possibilité à niveau de Parlement d'approuver la loi 3800 concernant la transplantation d'organes; il s'agit d'un problème très grave, soulevé maintes fois dans les différentes séances du Conseil surtout de la part des Conseillers Mappelli, Péaquin et Carlassare, lorsqu'on a discuté de la dialyse. Je pense que c'est donc un problème dont le Conseil pourrait se charger s'il veut bien approuver cet ordre du jour et l'envoyer afin que le prochain Parlement puisse l'examiner.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Mappelli, ne ha facoltà.

MAPPELLI - (D.C.): Vorrei dire che il problema dei trapianti è delicatissimo e come vedete al 4° comma,

OSSERVATO che la disciplina innovativa necessita però di modifica all'art. 2 nel senso di consentire il prelievo "in tutti i casi in cui non venga presentato al medico che deve eseguire l'e-spianto una dichiarazione scritta, in cui il soggetto che abbia esplicitamente negato il proprio assenso",

questo significa di lasciare ad ogni cittadino la libertà di scelta della propria disponibilità al trapianto. Ci sarebbe da discutere in merito a questo articolo; penso di interpretare quello che è il punto di vista di tutti i donatori quando si dice che dobbiamo andare comunque avanti in questa legislazione delicatissima e mettendo a disposizione gli strumenti legislativi affinchè o i medici o le strutture ospedaliere possano effettuare il trapianto. Con questo desideravo sottolineare che, anche se questa dicitura non è l'ideale, purchè la legge vada avanti siamo disponibili all'approvazione di questo ordine del giorno.

Ne approfitto per far presente a tutte le forze politiche che un problema di questo genere non è un problema del singolo cittadino o di una singola forza politica; si tratta di un problema delicatissimo al quale noi forse - io per primo - non diamo la sufficiente valutazione quando affermiamo che le strutture sanitarie in Italia, ed anche in Valle d'Aosta malgrado quindi gli sforzi compiuti dall'Amministrazione regionale, non fanno ancora fronte alle necessità sanitarie. Devo rubare qualche minuto per portare alla vostra attenzione questi grossi problemi. Quando parlo di questo argomento spesso mi riscaldo, come diceva anche qualche nostro amico comune, perchè siamo tutti uguali, perchè abbiamo tutti delle necessità, dei diritti, dei doveri. Anche se è necessario costruire strade e ponti, perchè significa portare il progresso ai villaggi più sperduti delle nostre vallate, dovremo soffermarci un po' di più, non nella polemica, ma nell' impegno e nella sensibilità sociale ed umanitaria quando diciamo che il nostro paese in Europa assume il ruolo della Cenerentola sul piano sanitario, e la Valle d'Aosta non fa eccezioni. Con questo vorrei che tutti nella prossima legislatura fossero più sensibili ai problemi dell'uomo; è probabile che in Valle d'Aosta non si riescano ad effettuare dei trapianti, però possiamo lo stesso fare alcune cose come i prelievi, per i quali non ci sono difficoltà. Sappiamo tutti che con l'emodialisi si può andare avanti per 10-12 anni, poi il risultato è la morte del paziente.

Ne ho approfittato per dire che il Gruppo della DC vota volentieri questo ordine del giorno che però deve rappresentare un punto di partenza, per poter dire - l'Assessore Rollandin con più slancio essendo giovane, zelante e soprattutto non in posizione restrittiva, io con più prudenza avendo già avuto qualche delusione - che vorremmo tutti che ad Aosta si potessero effettuare non solo i prelievi, ma anche i trapianti. Questo è un augurio che facciamo a coloro - e sono tanti - che necessitano oggi di tali trattamenti in Valle d'Aosta, trovandosi in condizioni bisognose e difficili; penso che ormai la chirurgia assieme alla medicina potrà far fronte alle necessità degli emodializzati, i quali sono una parte di coloro che hanno necessità di un trapianto.

Ci sono altre necessità alle quali la scienza medica potrà far fronte in base all'impegno che questa Assemblea, nel prossimo futuro, metterà al servizio di quelli che sono i nostri "fratelli meno fortunati".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.

PEAQUIN - (P.C.I.): Sarò molto breve perchè non credo sia il caso di rifare tutta la storia delle difficoltà che ci sono per il trapianto degli organi, che per altro è stata fatta esaurientemente dal Consigliere Mappelli.

Siamo senz'altro favorevoli all'approvazione dell'ordine del giorno affinchè nelle Commissioni competenti venga rivisto il disegno di legge 3800. Siamo sempre favorevoli quando si tratta di porta re a compimento un iter legislativo di qualunque tipo di legge, a maggior ragione possiamo esserlo quando si tratta di problemi interenti alla salute.

PRESIDENTE: ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE - (N.S.): La mia posizione è favorevole ad un provvedimento che va in questo senso: è necessario, da parte dell'Ente pubblico, attrezzarsi in previsione dei miglioramenti da parte della chirurgia e della medicina in generale, che consentiranno in maniera sempre più larga operazioni di questo genere, altri menti potremmo in futuro trovarci impreparati a far fronte ad una capacità scientifico-tecnologica già avanzata della medicina. Se non c'è la capacità legislativa di coprire questo settore, potrebbe svilupparsi una specie di commercio dei defunti, per poter sopperire alle necessità impellenti, inderogabili, da parte dei malati.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Rispetto alla petizione popolare che dobbiamo discutere con questo oggetto, annuncio subito di aver presentato un ordine del giorno assieme al colleghi del mio Gruppo, in cui chiediamo di accogliere nella sostanza la richiesta che è stata avanzata dai firma tari della petizione. In Consiglio abbiamo già discusso il trasferimento del consultorio familiare da Pont-Saint-Martin a Donnas. Non voglio ripetere le cose già dette in quell'occasione, voglio solo sottolineare alcuni aspetti che mi sembrano però importanti ai fini della valutazione dell'ordine del giorno che oggi abbiamo presentato.

Della questione del trasferimento del Consultorio si era discusso in Consiglio regionale la prima volta il 6 ottobre dello scorso anno a seguito di una interpellanza presentata dal sottoscritto assieme ai Consiglieri Péaquin e Bajocco, che riguardava la situazione generale dei consultori nella nostra Regione e chiedeva notizie all'Assessore Rollandin in merito alla ventilata proposta di trasferire il consultorio familiare da Pont-Saint-Martin-a Donnas.

In quell'occasione l'Assessore rispose che tale spostamento era nelle previsioni e che quella era l'intenzione della Giunta regionale. Rispondemmo in quell'occasione di non essere soddisfatti di questo atteggiamento della Giunta e chiedemmo all'Assessore di riponderare questa scelta, consultando, prima di prendere qualsiasi decisione, gli organi locali e in particolare il distretto ed il Comune interessati. Malgrado quella discussione, l'Assessore Rollandin ha disposto - questo è il termine usato nelle lettere trasmesse - che il trasferimento del consultorio dovesse avvenire. Di fronte ad una richiesta di chiarimento che è venuta dall'U.S.L., l'Assessore Rollandin risponde che il trasferimento del consultorio deve essere fatto, mantenendo all'interno del distretto socio-sanitario la relativa autonomia operativa, e in merito alla necessità di una motivazione fa riferimento nella lettera del 28.10.1982 al dibattito avvenuto in Consiglio regionale. Per essere più precisi, l'Assessore Rollandin scrive al Presidente della Giunta che l'argomento è stato discusso in Consiglio regionale nella seduta del 6.10. 1982, oggetto n. 501. In quell'occasione, c'era stato un dialogo a due fra l'Assessore Rollandin ed il nostro Gruppo e non si può contrabbandare un'interpellanza per un pronunciamento del Consiglio regionale favorevole a quel trasferimento. La lettera dell'Assessore Rollandin aveva il tono di un ordine che si basava tuttavia su un equivoco che è appunto quello di avere il presunto appoggio del Consiglio regionale. I Consiglieri sanno che su questo complesso di atti, che avevamo già indicato nello scorso dibattito in Consiglio come un atto di prepotenza rispetto al quale l'Assessore è incompetente in quanto tale non essendoci deliberazione nè della Giunta nè del Consiglio a sostegno della sua decisione, ci eravamo pronunciati definendolo la volta scorsa un provvedimento illegittimo. Non spetta comunque al Consiglio regionale stabilire se si tratta di un provvedimento illegittimo o no, ci sarà un pronunciamento del Tar in seguito al ricorso del Comune di Pont Saint-Martin, per cui lasceremo a quell'organo stabilire se c'è stata o meno violazione.

Ribadiamo in questa sede che quella decisione, assunta solo dall'Assessore Rollandin, ha il vizio di incompetenza ed è una violazione anche delle leggi regionali che riguardano l'organizzazione sanitaria nella nostra Regione là dove prevedono la necessità di avere in ogni distretto un centro di base.

Nella lettera che l'Assessore Rollandin ha allegato alla petizione popolare, si ribadisce che si tratta dello spostamento di alcune attività del consultorio, mentre resta salva la relativa autonomia operativa del Consultorio in quella zona. E' bene che si sappia che il Consultorio come locali fisici è stato chiuso, il tutto è stato spostato nella sede poliambulatoriale di Donnas, per cui è impossibile mantenere in quel Comune alcune delle prestazioni che venivano erogate in quella struttura sanitaria. Ho sottomano - non voglio leggerla in toto - una relazione che riguarda i servizi che venivano erogati dal Consultorio familiare di Pont-Saint-Martin che citerò brevemente: la ostetricia-ginecologia, l'assistenza pediatrica preventiva, l'assistenza sociale, psicologica, psichiatrica, ed il servizio iniettivo. Sono funzioni queste che venivano svolte all'interno del consultorio familiare di Pont-Saint-Martin, oggi eliminate, perchè nessuno di questi servizi può essere effettuato in questo Comune per cui non si tratta solo dello spostamento, come sembra intendere l'Assessore, di alcuni servizi più specialistici, motivando questa esigenza con la carenza di personale specializzato, ma si tratta anche di eliminare in quel Comune altri servizi che sono di fondamentale importanza. Per cui, al di là delle questioni giuridiche sulle quali si devono pronunciare altri, solleviamo in questa sede ancora una volta una questione di metodo e di contenuti. La questione di contenuti deriva dalla convinzione, non solo nostra, che il consultorio di Pont-Saint-Martin aveva faticosamente costruito in quel Comune una serie di servizi, ma soprattutto di rapporti con la popolazione, che facevano si che il Consultorio fosse, se non l'unico, uno dei pochi funzionanti nella nostra Regione. L'aver spostato tutta questa attività all'interno di una struttura poliambulatoriale che ha compiti di interesse pluridistrettuale, rischia di vanificare il lavoro svolto finora e credo che gli effetti si siano già visti in termini di disagio, di sconforto per la chiusura di un servizio così importante.

Non voglio aggiungere di più, ci sarebbero molte altre cose da dire ma rischierei di ripetere questioni che abbiamo già affrontato sia in Consiglio sia insieme alla popolazione di Pont-Saint-Martin in due assemblee pubbliche, convocate da un gruppo di utenti che ha sottoscritto una petizione di protesta firmata da ben 1068 cittadini. Queste due assemblee pubbliche convocate da questo Comitato sono servite per conoscere meglio il livello di servizi prestato dal Consultorio; purtroppo a quegli incontri non si è fatto vedere l'Assessore Rollandin per motivazioni varie, così come non si sono fatte vedere altre forze politiche che pure avevano scritto sui loro giornali - e mi riferisco soprattutto alla D.C. di non condividere i metodi dittatoriali dell'Assessore. L'Union Valdôtaine, con il suo Presidente e con l'Assessore Rollandin, ha poi convocato una propria riunione con funzione chiarificatrice, e con tanto di "claque" che sosteneva l'Assessore, nella quale si sono ancora una volta ribadite da parte del Comitato le motivazioni contrarie a questo spostamento. In quella sede l'Assessore Rollandin ha parlato per la prima volta di spostamento provvisorio, per cui credo che sia importante oggi chiedere nuovamente all'Assessore Rollandin che cosa significa "spostamento provvisorio". Evidentemente bisogna concludere che l'attività che si svolgeva a Pont-Saint-Martin era utile e dovrebbe essere ripristinata in tempi possibilmente brevi. Per queste ragioni accogliamo quel tipo di richiesta ed abbiamo presentato quell'ordine del giorno in cui il Consiglio dà mandato all'Assessore competente di predisporre tutti i dati necessari per un ripristino della attività consultoriale nel centro di Pont-Saint-Martin.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (D.P.): Non voglio rifare qui le discussioni già fatte in questo Consiglio a seguito di una mozione presentata dal nostro Gruppo, nè ritornare a discutere su tutta quanta la problematica relativa al trasferimento del Consultorio di Pont-Saint-Martin. Voglio solo ribadire che essendo stato investito il TAR di tale competenza ormai la questione è demandata a quell'organo.

Sul piano dell'opportunità di operare questo trasferimento, già avevamo detto che secondo noi non era il caso di mettersi contro i desideri espressi da larga parte della popolazione e consideravamo l'atto intempestivo, per cui ribadiamo la nostra posizione a favore del ritrasferimento del Consultorio da Donnas a Pont-Saint-Martin, affinchè la popolazione interessata possa avere le soddisfazioni che ha chiesto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Je ne veux pas refaire une discussion qu'on a déjà faite soit dans ce Conseil régional, soit dans la dernière réunion qui a été convoquée après avoir eu l'avis favorable du Comité des femmes de Pont-Saint-Martin; au contraire, lorsqu'on avait convoqué les deux précédentes réunions la première fois je n'avais pas été invité, la deuxième fois - M. Tonino le savait bien - je n'étais pas présent et à soutien de cette affirmation il y a la déclaration de mon secrétaire. Peut-être c'est seulement un particulier mais quand même je tiens à faire présent au Conseil ce fait.

Je ne veux pas entrer dans le mérite du fait de distinguer entre le dialogue et la discussion. On dit que le huit septembre il y a eu un dialogue et puis une discussion: il est vrai, on a parlé de ça et moi j'ai dit que j'aurais référé au Comité de gestion de l'U.S.L. qu'on avait parlé à niveau de Conseil régional, donc ce n'est pas "un presunto appoggio del Consiglio, car je n'ai pas parlé en ce sens. Quant à ma lettre, en effet j'ai dit ce que tout le Conseil connaît, qu'on prévoyait de transférer les activités de Pont-Saint-Martin à Donnas. A ce sujet je me permets de faire remarquer une petite contradiction dans cet ordre du jour. D'une part on conteste le fait que"l'Assessore alla Sanità dispone", de l'autre on fait un ordre du jour pour "invitare l'Assessore alla Sanità di disporre gli atti necessari". Cela signifie que j'étais compétent de faire cet acte. Ca c'est un cadeau pour moi inespéré, car c'est la reconnaissance que j'attendais.

Pour le restant je dis simplement qu'on a eu déjà l'occasion de distinguer entre le centre de consultation en tant que centre, et les activités du district. J'ai aussi souligné lors de cette discussion que les activités n'étaient pas seulement celles 'de la "ostetricia e della ginecologia" donc je pensais - en tenant compte du fait qu'on n'avait pas un nombre suffisant de spécialistes qu'on avait la nécessité de transférer pour l'instant les activités qui étaient prévues là et que même le Comité du district prévoyait de les transférer dans les locaux de l'ex INAM, de l'autre côté de Pont-Saint-Martin.; Donnas est situé aux confins de Pont-Saint-Martin, alors il y a un certain nombre de femmes qui habitent tout près de Donnas qui sont plus proches maintenant qu'avant. Pour l'autre question nous sommes convaincus et on l'a mis soit dans la loi que le Conseil a approuvée, soit dans le plan socio-sanitaire que j'espère le Conseil voudra bien approuver - qu'on veut avoir les activités à niveau de district. On sait très bien que ces activités n'ont pas un nombre suffisant d'heures d'application, donc j'espère qu'au plus vite et je l'espère aussi en tenant compte de la signature du nouveau contrat de travail avec lequel on pourra revoir la mobilité - qu'on ait la possibilité de voir les spécialistes de l'hôpital travailler même sur le territoire, par exemple toute une série d'activités, l'assistance sociale qui est faite la plupart à domicile et à niveau local, donc ce ne sont pas des activités qui ont été transférées. Pour l'activité inhérente à gynécologie je me suis renseigné auprès des spécialistes, qui m'ont dit que toutes les femmes qui avaient prévu une consultation, sont allées à Donnas au lieu d'aller à Pont-Saint-Martin sans aucun dégât. Donc je pense que la chose s'est passée sans avoir des répercussions sur l'activité.

Je suis contraire à l'ordre du jour et j'espère pouvoir reprendre une activité qui soit complète à niveau de district mais en tenant compte de certaines difficultés qui sont propres du moment et que j'ai déjà expliquées autrefois.

Lorsqu'il y aura d'autres conditions on verra s'il est le cas de reprendre cette activité à Pont- Saint-Martin.

A ce propos je veux communiquer au Conseil que le Conseil d'Administration de cette IPAB a prévu de faire donation du terrain pour réaliser finalement cette structure, donc je pense qu'on ira dans la direction que M. Tonino avait souhaitée. S'il y aura là des locaux suffisants, on fera l'activité de psychiatrie, donc on ne la fera pas à Pont-Saint-Martin. La polémique autour de ce cas est plus à niveau des représentants politiques qu'à niveau de population, qui est mal renseignée.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (D.P.): Per un'osservazione sul piano formale: l'ordine del giorno non può deliberare, può invitare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Vorrei fare tre considerazioni che riguardano il voto del nostro ordine del giorno. Non ho capito quale contraddizione vi sarebbe contenuta: noi abbiamo contestato inizialmente all'Assessore di aver preso certe posizioni senza aver prima sentito il parere del Consiglio regionale e quello della Giunta regionale, stando a quanto risulta dagli atti.

Invito l'Assessore a predisporre, non a disporre, gli atti, cioè a fare le cose che devono essere fatte secondo la legge; il che mi sembra una cosa completamente diversa da come è stata interpretata dall'Assessore.

Per quanto riguarda i problemi di contenuto, mantengo una riserva su una questione che l'Assessore non ha spiegato mai, cioè per quali ragioni l'attività che aveva dato dei risultati positivi viene oggi trasferita, con lo stesso personale, all'interno del poliambulatorio di Donnas. Mi spiego meglio; se questa funzione può essere svolta sia da una parte che dall'altra, e questo è il problema di fondo, non si capisce perchè si debba eliminare un servizio che funziona per concentrarlo in una struttura che ha un altro tipo di funzione.

Un'ultima osservazione è che il ragionamento che fa l'Assessore Rollandin è in teoria valido, tuttavia questo trasferimento significa far perdere a parte della popolazione un punto di riferimento fisico che erano i locali che ospitavano il Consultorio familiare. Tra l'altro, vista la varietà di attività che venivano svolte dagli operatori del consultorio, l'assistenza di carattere sanitario e preventivo era solo una parte quella struttura svolgeva anche tutta una serie di funzioni nel campo più propriamente sociale, che sono importanti proprio perchè fatte in un punto preciso e che altrimenti è difficile prestare dall'interno di una struttura così grossa e complessa come quella del poliambulatorio. Se è vero che il trasferimento dovrebbe essere provvisorio, in attesa che si riprendano le condizioni favorevoli, non capisco perchè l'Assessore non vota il nostro ordine del giorno.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Rollandin, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Je dis encore une fois que soit dans ce Conseil que lors de la réunion à Pont-Saint-Martin les motivations étaient sans doute deux: le fait que pour l'instant le nombre des spécialistes était suffisant, le fait que ce sont des horaires qui ne sont pas placés dans la même journée, et aussi le fait d'avoir en location un certain nombre de locaux qui à l'instant ne sont pas indispensables; c'est une petite question économique qu'on peut quand même très bien comprendre.

Pour le restant je dis que le fait que Pont-Saint-Martin soit placé d'une façon telle qu'une partie est très proche de Donnas, l'autre partie est de l'autre côté et on le comprend bien, il y aura toujours un certain nombre de femmes qui a un certain dégât du fait d'arriver de l'autre côté. Donc payer une location pour rien ce n'est pas un acte de bonne Administration.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.

NEBBIA - (P.S.I.): Vorrei fare una dichiarazione di voto in quanto la posizione che assumerò sarà di tipo personale per i motivi che dirò.

Abbiamo già discusso in Consiglio sull'argomento e abbiamo fatto diverse valutazioni. C'è stato un incontro in Pont Saint Martin a cui ho partecipato esprimendo le stesse considerazioni già espresse in Consiglio, e adesso ritengo in questa occasione, proprio perchè bisogna assumere una posizione nei confronti di un ordine del giorno presentato, opportuno chiarire meglio la mia posizione personale in quanto su questo argomento noi non assumiamo, in questa sede almeno, una posizione di partito univoca. La scelta di definire i servizi all'interno della Regione e quindi la loro localizzazione in qualsiasi tipo di servizio, da quello scolastico a quel lo sanitario a servizi di trasporto e simili, comporta sempre delle valutazioni di ordine generale che possono essere anche in contraddizione con alcune esigenze, che a livello comunale sono state espresse e possono anche avere una loro vitalità. Purtroppo non sempre, anzi direi quasi mai, si riesce ad organizzare la rete dei servizi regionali in modo globale; spesso si deve invece ricorrere a soluzioni contingenti che evidentemente hanno una parte poco positiva. Nel caso specifico penso che il discorso debba essere globale e debba tener conto non solo di questo tipo di infrastruttura ma anche di altre strutture e servizi che oggi praticamente non esistono; mi riferisco alla situazione complessiva della piccola conurbazione di Pont-Saint Martin, Donnas e anche Hône che dovrebbe essere considerata un tutto unico. Per questo devono esserci dei servizi di trasporto efficienti ed anche dei collegamenti di tipo pedonale e ciclabile che oggi non ci sono.

Per quanto riguarda i trasporti mi risulta che c'è una iniziativa in atto; per quanto riguarda i collegamenti invece, sia pedonabili che ciclabili, sappiamo tutti quale sia la pericolosità di quel tratto di strada e come sia difficile per un pedone e per un ciclista fare anche un solo Km. Il discorso vale anche per il servizio sanitario, che si avvale di strutture fisiche sul territorio ma si dovrà avvalere sempre di più di un servizio decentrato, personalizzato, porta a porta.

Come impostazione generale siamo favorevoli ad un minimo peso delle strutture edilizie in quanto tali, invece ad una massima espansione dell'assistenza sanitaria sul territorio. Nel caso specifico, la nostra posizione quando si è discusso di questo argomento in Consiglio, era quella di una generale valutazione positiva sul tipo di intervento, ma di una valutazione negativa su come si era arrivati a questa decisione e sulla insufficiente spiegazione e illustrazione di questi motivi alla popolazione locale, che d'altra parte è stata fra le prime in Valle d'Aosta ad iniziare un'attività di questo tipo, a gestirla in modo positivo. In questo senso dichiaro la mia personale astensione sull'ordine del giorno perchè mi pare che malgrado il tempo trascorso non si sia riusciti ad arrivare ad un chiarimento di fondo, che oltretutto non ha potuto esserci perchè si è innestata in un periodo pre-elettorale che ha modificato e modifica ancora certe posizioni, che probabilmente trascorse le elezioni potranno essere più smussate.

PRESIDENTE: Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno presentato dal Gruppo comunista e da Nuova Sinistra. Lo metto in approvazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 27

Astenuti: 1 (Nebbia)

Favorevoli: 11

Contrari: 16

Il Consiglio non approva