Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 203 du 25 mars 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 203/VII - EVENTUALE AZIONE DI RIVALSA PER UN CONTRIBUTO STRAORDINARIO A TITOLO DI INDENNIZZO AD UNA DITTA ARTIGIANA DI LA SALLE.- Approvazione di mozione.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Carlassare e Mafrica:

MOZIONE

VERIFICATA la documentazione relativa alla delibera n. 4256 del 4.9.1981 "Lavori di costruzione di difese sponda li nel fiume Dora Baltea, in località Le Pont, in Comune di La Salle.- Appalto dei lavori a licitazione privata.- Approvazione ed impegno di spesa";

CONSTATATO che detto appalto rientra pienamente nella normativa prevista dal capitolato speciale d'appalto per opere di arginatura, delibera della Giunta regionale in data 7.3.1980, n. 1100;

RITENENDO che i danni subiti dallo stabile di proprietà della ditta Alberto Solutore e Renato corrente in La Salle, in seguito ai lavori di difesa sponda-li eseguiti dall'impresa Follioley, su appalto dell'Amministrazione regionale, siano da imputarsi all'impresa stessa che evidentemente non ha osservato tutte le disposizioni previste dal capitolato di appalto, in particolare dall'art. n. 28;

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a revocare la delibera n. 6473 del 26.11. 1982: "Concessione e liquidazione di un contributo straordinario alla Ditta Alberto Solutore e Renato corrente in La Salle, a titolo di indennizzo", e successiva n. 7113 del 23.12.1982 che la modifica parzialmente e di avviare le pratiche per addebitare l'indennizzo in oggetto all'impresa appaltante.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE - (N.S.): Si tratta di riaprire una discussione già effettuata in questa sede all'atto di approvare la delibera di Giunta che riguarda la concessione della liquidazione di un contributo di 100 milioni di lire alla Ditta Alberto Solutore e Renato, corrente in La Salle, a titolo di indennizzo. Con tale delibera si concedeva questo indennizzo in quanto la ditta aveva subito dei danni rilevanti, nello stabile di sua proprietà situato in prossimità di una sponda della Dora Baltea nel Comune di La Salle, dopo che questa era franata parzialmente in seguito a dei lavori di difesa spondali effettuati dalla Ditta Follioley, su appalto dell'Amministrazione regionale.

In quell'occasione la delibera di Giunta era stata presentata in modo un po' bislacco; pertanto ho pensato bene di documentarmi su cosa fosse avvenuto e sul perché era indispensabile dare questo indennizzo.

Lungi da me il mettere in discussione i danni subiti da quella ditta; il problema in discussione è chi deve pagare questi danni.

Ritengo che la prassi adottata dalla Giunta ed approvata dalla maggioranza del Consiglio sia errata e porti ad un danno finanziario notevole alle finanze regionali.

Con questa mozione si vuole azzerare questa situazione, in modo da correggere un errore commesso.

E' necessario fare brevemente la cronistoria di cosa è avvenuto. In data 4.9.1981 è stata approvata una delibera di Giunta, dove si avviava di fatto la prassi per costruire quelle difese spondali in discussione. Nel capitolato d'appalto, al punto 4°, si stabilisce molto chiaramente "di approvare per l'appalto dei lavori di cui sopra, le seguenti clausole e disposizioni complementari del capitolato speciale d'appalto della Regione per le opere di arginatura approvato con deliberazione della Giunta n. 1100 del 7.3.1980, registrata all'Ufficio del Registro di Aosta in data 4.4.1980 al n. 511 serie terza".

Il capitolato speciale d'appalto che viene completato poi con i dati e le caratteristiche specifiche per ogni singolo lavoro, stabilisce in modo inequivocabile i comportamenti e le responsabilità in caso di danni che devono essere subiti dalle persone e dalle cose: si tratta dell'art. 28 "scavi e rilevati in genere", il quale recita: "gli scavi occorrenti saranno eseguiti conformi alle previsioni di progetto salvo le varianti che possa disporre la direzione dei lavori.

L'appaltatore dovrà consegnare gli scavi in genere al giusto piano prescritto, con scarpate regolari e spianate, con i cigli ben tracciati e profilati, compiendo a sue spese, durante l'esecuzione dei lavori, gli occorrenti ricarichi e tagli da ripresa sistemazione delle scarpate".

In particolare si prescrive: "Scavi: nell'esecuzione degli scavi l'appaltatore dovrà procedere in modo che i cigli siano diligentemente profilati, le scarpate raggiungano l'inclinazione prevista dal progetto e che sarà ritenuta necessaria e prescritta dalla direzione dei lavori allo scopo di impedire scoscendimenti, restando egli (impresa che esegue i lavori) oltre che totalmente responsabile di eventuali danni alle persone ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franante in caso di inadempienza, ecc.".

Mi pare che con questa frase si chiarisca con molta precisione quelle che sono le responsabilità, per cui si deduce dal capitolato speciale di appalto per opere di arginatura che sarà preciso dovere dell'impresa mettersi nelle condizioni di impedire scoscendimenti, facendo precedere gli scavi da necessari sondaggi ed accertamenti onde evitare che il proseguimento degli scavi possa portare danni a persone e cose.

Nel caso che con questi accertamenti si verifichino, o si presuma possano verificarsi, queste condizioni, sarà suo compito avvisare la direzione dei lavori di procedere ad un riesame di tutto il progetto, che provvederà a stabilire le dovute variazioni.

Ora, senza essere particolarmente edotto su come si svolgono questi lavori, ho a disposizione una fotografia su come si è realizzata questa opera, dalla quale si vede in modo inequivocabile che il metodo adottato è quello di fare lo scavo e di riempirlo successivamente; quando si è arrivati sotto la casa il ciglio non ha tenuto, ci sono stati questi scoscendimenti che hanno determinato i danni.

In questa foto non ci sono tracce di difese o altro che impedisca lo scoscendimento in prossimità della casa. Durante la discussione della delibera, il Presidente della Giunta aveva parlato di una casa sospesa su otto metri di ciglio; qui mi pare che si tratti di una casa che è sospesa a due-tre metri dal greto del torrente.

Resta comunque il fatto che quello articolo nel capitolato speciale di appalto per opere di arginatura è chiaro, per cui si tratta di non far pagare errori commessi a mio avviso dall'impresa, alla ditta artigiana che ha subito i danni, e nel contempo di non far pagare alla Comunità gli errori dell'impresa Follioley; bisogna invece annullare la delibera votata in data 26.11.1982, dove si concedono i cento milioni come Regione alla Ditta Solutore e Renato Alberto, ed avviare immediatamente la pratica affinché la società che ha eseguito quei lavori in un modo non conforme a quanto previsto dal capitolato speciale di appalto rimborsi la ditta che ha subito i danni.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Voglio aggiungere pochissimo a quanto ha illustrato il Consigliere Carlassare.

Credo di dover ribadire che in questo caso è in discussione chi deve pagare i danni; è indubbio che questi artigiani abbiano subito dei danni per effetto di queste opere di arginatura, per cui devono essere risarciti.

A me sembra che la Giunta regionale sia andata con molta leggerezza a risarcire direttamente i danni escludendo qualsiasi responsabilità dell'impresa.

Da questo punto di vista siamo alla solita abitudine per cui chi paga è sempre la Regione e nessun altro ha mai la responsabilità.

I danni, qualora siano danni effettivamente derivanti da forza maggiore, devono essere accertati sempre secondo il capitolato speciale, con la procedura dell'art. 11 che prevede gli accertamenti, la denuncia fatta per iscritto ed il coinvolgimento della direzione dei lavori. Chiedo innanzitutto se i danni sono stati accertati in questo modo, se l'impresa non è invece andata avanti con lo scavo provocando i danni per cui ha per intero la responsabilità dei danni provocati al privato, ed inoltre - siccome mi risulta che all'atto della consegna dei lavori le imprese sono tenute a dichiarare di aver preso visione del sito su cui si eseguono i lavori e di aver fatto i sondaggi relativi - se l'impresa ha firmato questo atto, per cui la nostra opinione è che indubbiamente in questo caso si tratta di danni provocati dall'impresa che incautamente ha continuato gli scavi, provocando la fessurazione dell'edificio.

La nostra opinione è che la Giunta si è presa la responsabilità di questo danno con troppa leggerezza, per cui chiediamo che sia rivista questa decisione, valutando l'opportunità di far pagare questi danni a chi effettivamente li ha provocati e cioè all'impresa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Leggo solo la parte terminale della relazione che avevo preparato, perché è inutile ripetersi.

So che i Consiglieri si sono interessati, giustamente, presso gli uffici competenti dell'Assessorato dei Lavori Pubblici e ritengo che abbiano avuto tutte le spiegazioni possibili.

C'è una documentazione fotografica completa di queste opere a disposizione dei Consiglieri interpellati, sennonché i Consiglieri chiedono di annullare questa deliberazione e mettono così in dubbio l'operato dei tecnici della Regione.

Nella mozione che esaminiamo viene richiamato il disposto dell'art. 28 del capitolato speciale per le opere di arginatura, mentre allo stato degli atti non risulta che l'impresa abbia contravvenuto al citato capitolato speciale, in quanto la stessa, in corrispondenza delle sezioni 5 e 8 di progetto, non ha proceduto ad alcun movimento di terra e di ciò trovasi riscontro oltre che nella sopracitata documentazione fotografica, anche negli atti contabili.

Per quanto riguarda le ventilate responsabilità dell'impresa costruttrice, ricordo che le proposte su tale argomento sono di competenza dell'ingegnere collaudatore, per cui la questione gli verrà sottoposta al più presto ed a tempo debito.

Quindi ribadiamo la nostra posizione, ma vogliamo dire che ad un certo punto non può un cittadino e operatore economico valdostano rimetterci su un contenzioso che potrà essere aperto fra la Regione Valle d'Aosta, ente appaltante, ed un'impresa; quindi se l'impresa avrà delle responsabilità in fase di collaudo, queste verranno esaminate, e se dovrà pagare dei danni, l'impresa rifonderà la Regione per quanto la Regione invece ha ritenuto doveroso di anticipare verso la ditta artigianale che è stata danneggiata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Quanto ha detto adesso l'Assessore è diverso da quanto si era detto in precedenza. Egli dice oggi che la Giunta ha anticipato per non far aspettare questi artigiani che avevano bisogno di rimettere le loro cose in ordine. Al momento del collaudo sarà aperto un contenzioso con l'impresa e in seguito verrà stabilito dai tecnici competenti di chi era la responsabilità.

Nel caso che la responsabilità risulti della ditta, ci sarà da parte della Regione una rivalsa nei confronti dell'impresa. La volta scorsa di questo non si era parlato.

Noi possiamo trasformare il deliberato se si scrivono queste cose, se cioè viene mantenuto l'impegno di non dare per chiusa la vicenda, per cui la responsabilità in modo indiretto ricade tutta sulla Regione.

Se il problema resta aperto come contenzioso nei confronti dell'impresa al momento del collaudo per cui si accerta e si verifica anche questo punto, credo che possiamo modificare il deliberato della mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): L'Assessore ha anche detto che le sezioni 5 e 6 non sono state scavate e l'ingegnere collaudatore, come qualsiasi ingegnere che farà

il collaudo, dovrà stabilire se i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte non solo come fase terminale, ma anche per tutto il tempo che sono durati. Se il gruppo vuole stilare un quesito per il collaudatore, noi non abbiamo niente in contrario a trasmetterlo.

Volevo solo sottolineare ancora una volta che dal punto di vista della legislazione vigente, quel capannone non dovrebbe esistere.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE - (N.S.): Intanto, per chiarire che qui si mischiano molto spesso e volentieri le carte; la delibera con cui veniva data quella cifra ai fratelli Alberto diceva ad un certo punto: "con la scorta di tale valutazione ed a tacitamento della controversia in parola l'Assessore Borbey propone la liquidazione a favore della ditta Alberto della somma di £.100 milioni".

Ora, questo è in contraddizione con quanto detto: lì non hanno scavato la sezione 5 o 6 pertanto non si può considerare il danno subito. E perché? Per il semplice fatto che se così fosse, dovremmo considerarlo non già danno conseguente - come è stato presentato agli scavi di difese spondali, ma danno subito per cause naturali, per cui diamo un contributo non per come è stata impostata tutta la pratica, ma glielo diamo - magari non coprendogli tutti i danni perché non tutte le volte che un privato cittadino o una qualsiasi azienda subiscono dei danni per calamità naturali la Regione rifonde tutti i danni subiti - perché questi danni sono dovuti alla sponda franosa o alle calamità che vogliamo.

Tutta la vicenda è stata impostata invece come responsabilità della Regione che ha appaltato una certa opera; conseguentemente la ditta ha subito dei danni, per cui la Regione si assume la responsabilità di aver commesso degli errori e rifonde i danni a questa ditta.

Il problema di fondo è che se si vuole riaprire il contenzioso nei confronti della ditta appaltante - e non mi pare che questo fosse accennato da nessuna parte, anzi l'interpretazione che se ne ricavava era che questo fosse a chiusura di ogni contenzioso, tant'è che nella stima dei danni tra i danni minimi e i danni massimi si è inteso dare una cifra molto vicina ai danni massimi - bene, lo si faccia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Voglio fare prima di tutto una proposta: se è davvero nell'intenzione della Giunta - ed aspetto quindi una risposta - aprire le pratiche per richiedere i danni anche all'impresa, siamo disposti a ritenere la delibera di Giunta che assegnava il contributo di cento milioni come un anticipo della Regione ed a togliere quindi la prima parte.

Se invece la Giunta tende ad escludere la responsabilità dell'impresa, evidentemente non

siamo d'accordo.

Ricordo che la stessa relazione di stima fatta dall'ing. Giulio Vallacqua per conto della Regione in accordo con il Geom. Lorenzo Castagno designato dai fratelli Alberto, inizia dicendo che durante i lavori di arginatura eseguiti dall'impresa Follioley su appalto dell'Amministrazione regionale, a valle del fabbricato artigianale, si sono verificati dei danni.

Probabilmente si sono verificati dei danni perché incautamente, magari non nelle sezioni 5 o 6, ma nella 4 o 7 si sono provocati smottamenti del terreno. Questa è la questione di fondo; siccome chi paga è sempre Pantalone, vogliamo invece capire di chi sono le responsabilità perché deve pagare il responsabile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Sono d'accordo sulla frase "paga chi è responsabile"; non posso anticipare quello che sarà il giudizio del collaudatore perché solo lui potrà dire se ci sono state delle responsabilità. Conoscendo il posto abbastanza bene, sapendo che sono stati gli stessi proprietari a richiedere l'arginatura perché era stato costruito questo capannone in sponda di Dora e dato che la Dora è una brutta bestia quando si mette a spingere contro certi spigoli che impediscono il suo corso, bisognerà anche che il collaudatore stabilisca qual era lo stato del fabbricato prima che iniziassero i lavori.

Non possiamo anticipare oggi quello che sarà il giudizio del collaudatore; ripetiamo che se il collaudatore trovasse che i lavori non sono stati fatti a regola d'arte, è obbligo suo o nostro quello di computare questi danni alla ditta.

Alla mozione, così com'è formulata, votiamo contro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Proponiamo che il deliberato reciti in questo modo: "delibera di avviare le pratiche per addebitare l'indennizzo in oggetto all'impresa appaltante". Il quesito al collaudatore è un compito che spetta alla Giunta.

Allo stato delle cose la nostra opinione è che si debba aprire la controversia con l'impresa, altrimenti il collaudatore dirà che andava tutto bene, perché qui si è partiti con il piede sbagliato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (D.P.): Io credo che a questo punto, sentite le argomentazioni svolte dai presentatori della mozione e dalla Giunta, siamo di fronte ad una situazione particolare, per la quale abbiamo già degli atti che lasciano intendere da una parte che è stata accertata un'eventuale responsabilità da addebitarsi non ancora all'impresa perché c'è il caso fortuito, per cui in questo caso bisognerebbe dimostrare che l'impresa ha mancato della dovuta diligenza; dall'altra che il tutto sia avvenuto in occasione dei lavori di arginatura.

Se i presentatori sono d'accordo proporrei di modificare la mozione in questo senso: "invitare la Giunta a sospendere la liquidazione del contributo di cui alla delibera n. 6473, in attesa che il collaudatore accerti la situazione di fatto in rapporto ai lavori di arginatura".

Altrimenti, invece di sospendere la liquidazione, di "invitare la Giunta ad esercitare l'eventuale azione di rivalsa nei confronti dell'imprenditore nel caso in cui l'esito del collaudo dia questo risultato".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Da una parte c'è l'affermazione che c'è una responsabilità in atto addebitabile all'impresa, da parte nostra c'è solo l'affermazione che quanto dirà il collaudatore sarà obbligatorio per la Giunta: se il collaudatore dovesse riconoscere delle colpe all'impresa, dato che l'impresa deve essere pagata, non c'è niente di più facile che ritenere le somme relative su quello che deve essere versato all'impresa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Il collaudatore avrà incarico preciso oltre che di collaudare le opere eseguite, di valutare le responsabilità dell'impresa inerenti al danno che la ditta ha subito.

Ho voluto essere così onesto da dire, già antecedentemente, che in mano del direttore dei lavori e dell'assistente ci sono determinate dichiarazioni. Poiché l'Amministrazione regionale ha già gli atti, del direttore dei lavori e dell'assistente, che in determinati punti non sono stati eseguiti certi lavori, ho ritenuto doveroso avvisare i colleghi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (D.P.): Per formalizzare l'emendamento che leggerò: "di invitare la Giunta regionale ad esercitare l'eventuale azione di rivalsa nei confronti dell'impresa appaltatrice nel caso in cui in sede di collaudo venga accertata la responsabilità della stessa nel danno subito da parte della ditta artigiana".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE - (N.S.): Vorrei solo modificare la parola iniziale con "impegna".

PRESIDENTE: Metto in approvazione, con la parola "impegnare", l'emendamento del Consigliere Lustrissy, di cui do lettura:

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale ad esercitare l'eventuale azione di rivalsa nei confronti dell'impresa appaltante, nel caso in cui in sede di collaudo, venga accertata la responsabilità della stessa nel danno subito da parte della ditta artigiana".

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione nel testo così emendato:

VERIFICATA la documentazione relativa alla delibera n. 4256 del 4.9.1981: "Lavori di costruzione di difese sponda li nel fiume Dora Baltea, in località Le Pont, in Comune di La Salle. Appalto dei lavori a licitazione privata. Approvazione di impegno di spesa";

CONSTATATO che detto appalto rientra pienamente nella normativa prevista dal capitolato speciale di appalto per opere di arginatura, delibera della Giunta regionale n. 1100 in data 7.3. 1980;

RITENENDO che i danni subiti dallo stabile di proprietà della Ditta Alberto Solutore e Renato corrente in La Salle, in seguito ai lavori di difesa sponda-li eseguiti dall'impresa Follioley, su appalto dell'Amministrazione regionale, siano da imputarsi all'impresa stessa che evidentemente non ha osservato tutte le disposizioni previste

dal capitolato di appalto, in particolare dall'art. n. 28;

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale ad esercitare l'eventuale azione di rivalsa nei confronti dell'impresa appaltante, nel caso in cui, in sede di collaudo, venga accertata la responsabilità della stessa nel danno subito da parte della ditta artigiana.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità