Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 803 du 8 novembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 803/IX - INTERVENTI PER IL CONTROLLO SULLA QUALITA' DELL'ARIA AI FINI DELLA PROTEZIONE DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE. (Interpellanza)

PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 12 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

PREMESSO che, ai fini della protezione della salute e dell'ambiente, è indispensabile un'attenta azione di controllo sulle qualità dell'aria;

RICORDATO che la Comunità Europea, con apposite direttive, e lo Stato italiano, con il DPR n. 203 del 24 maggio 1988, hanno dettato norme per la tutela della qualità dell'aria;

SOTTOLINEATO che, in base a tali norme, la tutela dell'ambiente dall'inquinamento atmosferico spetta alle Regioni a cui sono affidate ampie e precise competenze;

EVIDENZIATO che, in particolare, è di competenza delle Regioni;

a) la formulazione dei piani di rilevamento, prevenzione, conservazione e risanamento del proprio territorio, nel rispetto dei valori limite di qualità dell'aria;

b) la fissazione di valori limite di qualità dell'aria, compresi tra i valori limite e i valori guida ove determinati dallo Stato, nell'ambito dei piani di conservazione per zone specifiche nelle quali ritengono necessario limitare o prevenire un aumento dell'inquinamento dell'aria derivante da sviluppi urbani o industriali;

c) la fissazione dei valori di qualità dell'aria coincidenti o compresi nei valori guida, ovvero ad essi inferiori, nell'ambito dei piani di protezione ambientale per zone determinate, nelle quali è necessario assicurare una speciale protezione dell'ambiente;

d) la fissazione dei valori delle emissioni di impianti, sulla base della migliore tecnologia disponibile;

e) la fissazione per zone particolarmente inquinate o per specifiche esigenze di tutela ambientale, nell'ambito dei piani di cui al punto a), di valori limite delle emissioni più restrittivi dei valori minimi di emissione definiti nelle linee guida, nonché per talune categorie di impianti la determinazione di particolari condizioni di costruzione o di esercizio;

f) l'indirizzo ed il coordinamento dei sistemi di controllo e di rilevazione degli inquinamenti atmosferici e l'organizzazione dell'inventario regionale delle emissioni;

g) la predisposizione di relazioni annuali sulla qualità dell'aria da trasmettere ai Ministeri dell'ambiente e della sanità.

Al fine di conoscere l'azione finora esercitata dalla Regione per il controllo ed il miglioramento della qualità dell'aria in Valle d'Aosta il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

la Giunta regionale per sapere:

1) in che misura ed in che modo la Regione Valle d'Aosta ha esercitato le competenze che le sono attribuite dal DPR 203/1988 in materia di qualità dell'aria;

2) quali sono le dimensioni e le caratteristiche delle reti di rilevamento per la qualità dell'aria in Valle d'Aosta e quali sono le sostanze inquinanti che vengono tenute sotto controllo;

3) se è stata predisposta la "Relazione annuale" sulla qualità dell'aria in Valle d'Aosta e quali dati sono emersi;

4) in che modo si intende operare per un miglioramento della qualità dell'aria in Valle e, in particolare, per una riduzione dell'inquinamento provocato dall'intensa circolazione di camion e di automobili.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Con questa interpellanza abbiamo voluto chiedere delle notizie sulle iniziative che sono state assunte o che si intendono assumere rispetto al controllo della qualità dell'aria nella nostra Regione.

Esistono precise direttive della Comunità Europea, che poi sono state sostanzialmente recepite dallo Stato italiano con il DPR n. 203 del 1988, con cui sono state dettate delle norme sufficientemente dettagliate sulla disciplina della tutela della qualità dell'aria. Si tratta di un argomento che ritengo molto importante per tutte le Regioni, ma soprattutto per una Regione come la nostra che deve fare particolare attenzione alla qualità dell'ambiente.

Il DPR del 1988 attribuiva in particolare precise competenze alle Regioni che, ad esempio, dovevano formulare dei piani di rilevamento per il controllo della qualità dell'aria; dovevano fissare dei valori limite della qualità dell'aria e dovevano anche fissare i valori per le emissioni degli impianti; dovevano poi, specie per zone di particolare esigenze di tutela ambientale, definire anche i valori inferiori a quelli guida normali; dovevano definire un sistema di reti di rilevazione degli inquinanti atmosferici; infine dovevano predisporre delle relazioni annuali sulla qualità dell'aria, da trasmettere periodicamente anche ai Ministeri dell'Ambiente e della Sanità.

Scopo di questa interpellanza è di capire a che punto è la Regione Valle d'Aosta rispetto al controllo sulla nostra qualità dell'aria; in che misure sono state recepite le competenze del DPR 203/1988; quali sono in particolare le dimensioni e le caratteristiche della rete di rilevamento della qualità dell'aria, che è stata istituita o che si intende istituire; quali sono le sostanze inquinanti che vengono tenute particolarmente sotto controllo.

Ci interessa sapere inoltre se questa relazione annuale, che è richiesta dal DPR, è stata fatta almeno nel corso di quest'ultimo anno e quali risultati sono emersi sostanzialmente rispetto alle condizioni della qualità dell'aria in Valle d'Aosta.

Chiediamo infine un riferimento particolare al problema dell'inquinamento derivante dall'intensa circolazione di autoveicoli nella nostra Regione, nel senso che vorremmo sapere se, rispetto a questo fenomeno, si adottano particolari accorgimenti e si effettuano particolari rilevamenti, oppure se non si fa nulla di tutto ciò.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):Condividiamo pienamente le preoccupazioni del Consigliere interpellante riguardo ai problemi dell'inquinamento atmosferico.

Certi pericoli che incombono su di noi e che vanno dall'effetto serra al buco dell'ozono sono, come tutti sanno, di dimensione che potremmo definire cosmica e pertanto ci trovano, a livello della nostra competenza, nell'impossibilità di mettere in atto la benché minima misura protettiva. Così è anche per i rischi derivanti dalle centrali atomiche non lontane dai nostri confini nazionali - ed i colleghi sanno quanto la Giunta se ne preoccupi e cerchi di intervenire, per quanto le è possibile, a tutti i livelli.

Altri problemi devono essere risolti in sede nazionale, anche se è vero che molte competenze in materia di qualità dell'aria sono state attribuite alla Regione dal DPR 203/1988. Va però detto che tutta la normativa statale prevista in materia di inquinamento atmosferico, oltre ad aver presentato grosse lacune ed incongruenze, nonché aspetti di notevole problematicità, si è rivelata praticamente inapplicabile.

Per risolvere i problemi più immediati derivanti dal DPR sopra citato, il Governo ha emanato un apposito atto di indirizzo e coordinamento, con il DPCM 21 luglio 1989 che, affrontando gli aspetti interpretativi e di attuazione di più immediata rilevanza, rinvia di un anno il termine di applicazione della normativa stessa per gli impianti esistenti alla data del 1° luglio 1988.

Da tutto ciò risulta che anche a livello regionale ci si trova ad essere ostacolati sul piano operativo proprio dalla perdurante incertezza della normativa emanata dallo Stato, così che, per quanto riguarda le reti di rilevamento e la relazione annuale, che sono connesse ai decreti che dovrebbero essere emanati dagli organi dello Stato, siamo tuttora in attesa di più chiare e superiori disposizioni.

Va evidenziato comunque che, in materia di reti di rilevamento, la nostra Regione, ai sensi della LR 26 novembre 1987, n. 94, sta procedendo alla costituzione di una rete di rilevamento con finalità di salvaguardia dell'incolumità delle persone e quindi di protezione civile. Tale rete va però distinta dalle finalità previste dalla normativa del DPR 203/1988, che vanno ricondotte alla protezione della salute e quindi agli articoli 2, lettera h) e 4.1 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

In quanto all'inquinamento prodotto dalla circolazione degli autoveicoli va sottolineato che, poiché la normativa prevista dal DPR sopra citato si applica esclusivamente agli impianti industriali e di pubblica utilità, essi pur troppo rimangono esclusi.

Per il controllo di questo tipo di inquinamento ci sono delle centraline di rilevamento, che comunque non sono previste e non rientrano in questo DPR.

Per quanto concerne il miglioramento della qualità dell'aria, che comunque non riteniamo a rischio, confidiamo sul miglioramento dei tipi di carburante, proprio perché non abbiamo altri metodi di intervento.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND:(NS): Io non sono pienamente soddisfatto della risposta dell'Assessore, che in fondo conferma l'esistenza di incertezze normative a livello nazionale, che creano delle difficoltà...

(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)

Sì... e che quindi creano problemi di applicazione anche a livello locale. Ci sono quindi sicuramente dei problemi per quanto riguarda la fissazione di questi valori guida o valori limite sulle emissioni, le cui responsabilità non si possono individuare solo a livello regionale.

Io credo, però, che ci siano anche delle esigenze che, al di là delle incertezze normative nazionali, noi dobbiamo tener presenti e su cui dovremmo essere più avanti, mentre mi pare che siamo notevolmente in dietro. Queste esigenze riguardano proprio la rete di rilevamento, nel senso che, al di là dei criteri con cui si possono definire dei valori più o meno alti di inquinamento, dei valori guida o dei valori limite, sui quali si può anche discutere, credo nell'esigenza di avere una rete di monitoraggio che non rilevi soltanto le radiazioni nucleari...

(...Interruzione...)

Ma l'Assessore nella sua risposta diceva che bisogna distinguere tra la rete di rilevamento istituita ai sensi della legge 94/1987, che riguarda soprattutto il discorso della protezione civile, e la rete di rilevamento che riguarda più la protezione della salute.

Si tratta ovviamente di vedere se questa rete di rilevamento che si sta mettendo in piedi è in grado di fare anche un'analisi di tutti questi elementi di inquinamento atmosferico. Sarà interessante, ad esempio, sapere quando potrà entrare in funzione o quali dati si potranno avere.

La stessa cosa dicasi per quanto riguarda il controllo sulle emissioni inquinanti dei veicoli. Io credo che i dati che noi abbiamo siano totalmente insufficienti e se teniamo presente che la Valle d'Aosta è la Regione italiana che ha il più alto numero di veicoli circolanti rispetto agli abitanti e che ha anche un intenso traffico di camion dovuto al traffico dei TIR, ecco che noi ci troviamo sicuramente di fronte ad un problema molto grave, su cui bisognerebbe avere dei dati veramente approfonditi, per riuscire a quantificare se ci sono elementi di rischio, a che livello, e per determinare a che punto siamo.

Io credo, quindi, che sotto questo a spetto noi abbiamo una mancanza di dati che forse sarebbe bene superare anche attraverso una prima analisi, affidata magari a qualche istituto specializzato che riesca a darci un quadro della situazione in tempi sufficientemente rapidi. Ritengo importante, infatti, che si riesca ad avere un quadro definito dell'attuale situazione, per poi poterla seguire nel tempo. Quindi, se non ci sono degli strumenti subito operanti, se le strutture della nostra USL non sono attrezzate in questo momento per fare questo, io credo che rivolgendoci a degli istituti specializzati si possa, nell'arco di pochissime settimane o al massimo di qualche mese, avere un quadro definito della situazione, in modo da potersi poi attrezzare per seguirne l'evoluzione.

Un altro elemento di preoccupazione, da cui poi è scaturita anche questa interpellanza, deriva dalla constatazione che abbiamo fatto e dalle informazioni che abbiamo avuto che, ad esempio, nella città di Aosta è in corso un crescente utilizzo della nafta negli impianti di riscaldamento, cosa che è vietata in molte grandi città. La nafta non è vietata ad Aosta per problemi di altezza e per il numero della sua popolazione, ma il suo uso può comportare grossi problemi di inquinamento. Questo ritorno crescente alla nafta è determinato dal notevole vantaggio economico che se ne ricava, perché il suo costo è molto inferiore a quello del gasolio, però questo può comportare dei problemi di inquinamento notevolmente superiori.

Tutto questo, a nostro avviso, non viene tenuto sufficientemente sotto controllo. Per il momento esamino la documentazione che gli Assessori Lanièce e Perrin potranno fornirmi, ma mi riservo di tornare eventualmente su questo argomento, per chiedere che si effettui in tempi brevi uno studio particolareggiato ed analitico della situazione, in modo da avere un quadro preciso della qualità dell'aria nella nostra Regione.