Objet du Conseil n. 726 du 16 décembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 726/VII - INIZIATIVE PER LA DIFFUSIONE SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE DEI PROGRAMMI DELLA TERZA RETE RAI-TV E PER MIGLIORARE L'INFORMAZIONE DEL SERVIZIO RADIOTELEVISIVO.- APPROVAZIONE DI MOZIONE.
PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dal Consigliere Minuzzo:
MOZIONE
CONSIDERATO che dopo tre anni dall'entrata in funzione della terza rete televisiva RAI la diffusione dei programmi della stessa nella nostra Regione è limitata esclusivamente al bacino di utenza che va da Saint-Vincent a Saint-Pierre e non completamente;
RILEVATO che le notizie diffuse dal TG3 Regione sono in buona parte identiche a quelle trasmesse dalla "Voix de la Vallée" e che quindi viene meno così il principio per il quale era nata la terza rete RAI;
TENUTO CONTO che con il passare del tempo viene sempre meno il significato regionale della terza rete;
RIBADITA l'indispensabile necessità che le strutture RAI favoriscano non solo l'informazione e la crescita culturale all'interno della nostra comunità regionale, ma contribuiscano anche a far meglio conoscere la Valle al di là dei suoi confini;
RAVVISATO che l'informazione oltre che essere maggiormente pluralistica deve assolvere anche ad una funzione formativa facendo conoscere il mondo del lavoro e la vasta problematica ad esso legata;
RICORDATO che in occasione della I° Conferenza regionale di programmazione svoltasi ad Aosta il 13, 14, 15 giugno 1979 erano state formulate proposte concrete per una più organica ed efficace organizzazione del servizio radiotelevisivo in Valle d'Aosta e che risa-sale al febbraio 1979 l'autorizzazione per un gazzettino radiofonico mattutino dalle 7,15 alle 7,30 che avrebbe dovuto andare in onda il 1° marzo dello stesso anno, ma a tutt'oggi nulla è stato fatto di concreto;
RICORDATO che il Prof. Rossini in occasione della I° Conferenza regionale di programmazione ebbe a dire: "il locale pare evidente, dovrà consentire ed incoraggiare la coesistenza fra la terza rete RAI e le televisioni private" e che il 12 giugno 1979 i rappresentanti delle emittenti private nel sollecitare un intervento regionale per aiutare l'emittenza radiofonica e televisiva locale hanno dichiarato di "accettare il principio di sottoporre la propria programmazione al Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo per un coordinamento ed una integrazione con quella della Sede regionale della RAI;
CONSTATATO che le ore di trasmissione radiotelevisiva bilingue irradiate in Valle d'Aosta sono notevolmente inferiori rispetto ad altre Regioni e Province autonome, e che in nessun conto è stata tenuta la minoranza "Walser della Valle di Gressoney";
DELIBERA
al fine di salvaguardare e difendere il patrimonio culturale e linguistico della Valle d'Aosta e garantire un adeguato spazio in riscontro della realtà socio-culturale della Regione al francese, al franco-provenzale e al titsch walser e fornire alla popolazione valdostana una migliore informazione radiotelevisiva da parte della terza rete RAI, di dare mandato alla Commissione consiliare speciale per l'informazione in stretta collaborazione con il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo;
1°) di formulare entro il prossimo mese di gennaio proposte concrete per una sollecita diffusione su tutto il territorio regionale dei programmi della terza rete avvalendosi anche di impianti ripetitori privati, qualora fosse necessario, in attesa che la RAI attui una completa rete ripetitiva adeguata a soddisfare le esigenze di tutta la Regione;
2°) promuovere incontri con i dirigenti della sede regionale RAI per migliorare l'informazione e dare immediata applicazione all'autorizzazione per la diffusione di un gazzettino radiofonico mattutino ed esaminare quali proposte emerse dalla I^Conferenza regionale di programmazione hanno trovato puntuale esecuzione e ciò che non è ancora stato fatto;
3°) di seguire attentamente la stesura della nuova convenzione fra RAI e Regione riferendo costantemente al Consiglio tenendo conto di quanto esposto in premessa.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Questa mozione a prima vista può sembrare analoga a quella votata in un recente Consiglio regionale, però è sostanzialmente diversa. Qui non si entra nel merito di quelli che sono gli impianti ripetitivi della RAI, bensì si cerca di individuare i motivi per i quali il servizio radiotelevisivo della terza rete RAI ed anche della "Voix de la Vallée" non sia consono a quelle che secondo noi sono le esigenze della popolazione valdostana:
Sarò molto breve in questo intervento: ancora una volta penso sia sufficientemente chiara la mozione che i Consiglieri hanno ricevuto in allegato. Devo dire che la sede RAI di Aosta è inadempiente verso certi impegni che aveva assunto già dal 1979; infatti aveva chiesto l'autorizzazione per la diffusione di un notiziario mattutino che peraltro è pervenuta già dal febbraio 1979, ma questo notiziario non è ancora stato messo in onda e sembra addirittura che sia scarsa la volontà di farlo. In seguito a più riunioni svoltesi sia con il CO.RE.RAT. che con i responsabili RAI, riteniamo che non sia stato dato sufficiente spazio alle minoranze etniche in Valle d'Aosta ed alla lingua francese, per cui chiedo con questa mozione, ed in questo caso mi collego strettamente alla precedente mozione, che la Commissione consiliare speciale per l'informazione al più presto porti all'approvazione del Consiglio regionale delle proposte concrete su cui lavorare e su cui far impegnare la RAI in occasione del rinnovo della convenzione. A Bolzano ed a Trento le trasmissioni radiofoniche di carattere regionale e provinciale sono molto più diffuse che non nella nostra Regione, hanno una fascia oraria molto più ampia di quella applicata qui, per cui ritengo che anche questa mozione debba essere votata.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone. Ne ha facoltà.
TAMONE - (U.V.): Ho molto apprezzato questa iniziativa del Consigliere Minuzzo, forse un po' meno per quello che riguarda la diffusione dei programmi della terza rete perché purtroppo ho già avuto occasione di dire quello che penso su questo argomento ai responsabili del settore della RAI di Aosta. A titolo personale dichiaro che voterò senz'altro a favore di questa mozione, perché qui sono ripresi concetti e problemi che ci riguardano. Innanzitutto perché la RAI e lo Stato italiano sono inadempienti nei confronti della legge n. 119 che prevedeva la possibilità d'irrorazione in Valle di programmi in lingua francese. Purtroppo a questo riguardo lo Stato italiano come sempre si comporta in maniera anomala e strana, perché a Bolzano, là dove le rivendicazioni si fanno in un certo modo e si portano avanti con metodi ai quali sicuramente non è abituata questa Assemblea, si fa presto a concedere; il sud Tirolo gode in questo momento di trasmissioni in lingua tedesca molto ampie, sia dirette - della RAI - che indirette - dalla parte tedesca ed austriaca.
I problemi degli slavi della zona del Friuli sono stati in parte risolti, mentre per noi purtroppo nulla è stato fatto, quindi il Consigliere Minuzzo ha fatto bene a presentare questa mozione per richiamare all'osservanza il Governo italiano prima di tutto della legge, che deve impegnare i fondi per poter irrorare questi programmi in lingua francese.
Vorrei fare però una piccola osservazione al Consigliere Minuzzo, che spero vorrà accettare; è un rilievo di principio. Se facciamo riferimento alla minoranza della Valle del Lys, programmi in lingua Walser difficilmente se ne potranno avere anche perché i Walser sono distribuiti su un'area che è ben conosciuta ed hanno una parlata del tutto particolare. La modifica al deliberato che vorrei proporre è che dopo la parola "franco-provenzale" si elimini la parola "titsch", che è il dialetto di Gressoney-La Trinité e di Gressoney-Saint-Jean, mentre per esempio il dialetto di Issime è diverso. Per cui nell'andare a discutere di questi piccoli dettagli si rischia di compiere qualche errore.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Vice Presidente Faval. Ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Come i Consiglieri regionali sanno, la convenzione RAI-Regione Autonoma Valle d'Aosta è scaduta all'inizio di questo anno. In reazione alle proposte di rinnovo della stessa il Presidente della Giunta mi ha incaricato di prendere contatti con i vari organi della RAI per l'esame della proposta e per contrattare una nuova convenzione. Gli incontri sono avvenuti, e mi corre l'obbligo di aggiungere solo alcune considerazioni.
I problemi sono di due tipi: il primo è che per quanto riguarda l'estensione della terza rete in Valle d'Aosta la RAI è su posizioni corrette rispetto a quelli che sono gli impegni previsti dalla legge. Noi abbiamo evidentemente una situazione abbastanza anomala e atipica perché un terzo della popolazione è concentrata nel capoluogo della Regione e i rimanenti 2/3 sono sparsi nelle Valli laterali, dove per la conformazione orografica della Regione esistono delle grosse difficoltà dal punto di vista tecnico. Si è tenuto conto di questa considerazione nel formulare una nuova bozza di convenzione nei confronti dell'estensione della ricezione dei tre programmi radiotelevisivi in Valle. A questo proposito ho avuto dalla RAI, su mia richiesta, una cartina della Regione che illustra in dettaglio qual è la situazione attuale delle tre reti. Per quanto riguarda la radio, siamo stati informati che in alcune parti della Valle d'Aosta ci sono le cosiddette zone d'ombra. Ho richiesto alla RAI di fornirmi i dati relativi a queste zone d'ombra per conoscere i motivi per i quali non possono essere irradiate le trasmissioni radio miche e per poter assieme risolvere il problema.
L'altro aspetto, quello relativo alla possibilità della sede RAI di Aosta di dare attuazione alla francofonia, è diverso nel senso che non dipende dalla volontà della RAI, quanto piuttosto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la quale ci sono stati contatti all'epoca in cui era sottosegretario Compagna, che poi è deceduto. Questi si sono interrotti e stavano per riprendere con il nuovo sottosegretario Olcese che non ha avuto il tempo di poter intervenire per i noti motivi; adesso abbiamo un nuovo sottosegretario con il quale intendiamo al più presto sollecitare la realizzazione del tutto.
Devo dire che nell'incontro che ho avuto con il Consiglio dei delegati della RAI, da parte loro - e questo va a loro merito - è stata sottolineata l'esigenza di poter attuare in Valle quanto previsto dalla legge citata. Quindi non solo la RAI in questo senso non è inadempiente, ma ha forse gli stessi problemi che possiamo avere noi. Credo che, vista l'atmosfera nella quale si sono svolti questi colloqui,sia da parte della RAI tutta la disponibilità a realizzare il massimo possibile di ciò che è previsto nelle leggi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Approviamo la mozione. La differenza sottolineata anche dal Consigliere Minuzzo fra le due mozioni è che in un caso si chiede di estendere, ed in questo invece si fa riferimento alla legge 119, quindi alla produzione propria.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Per informare il Consiglio che accetto la modifica del Consigliere Tamone. Questo "titsch" era venuto fuori perché nella conferenza regionale che era stata organizzata nel 1979, vi si faceva esplicito riferimento.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione in oggetto nel testo così modificato:
MOZIONE
CONSIDERATO che dopo tre anni dall'entrata in funzione della terza rete televisiva RAI la diffusione dei programmi della stessa nella nostra Regione è limitata esclusivamente al bacino di utenza che va da Saint-Vincent a Saint-Pierre e non completamente.
RILEVATO che le notizie diffuse dal TG3 Regione sono in buona parte identiche a quelle trasmesse dalla "Voix de la Vallée" e che quindi viene meno così il principio per il quale era nata la terza rete RAI;
TENUTO CONTO che con il passare del tempo viene sempre meno il significato regionale della terza rete;
RIBADITA l'indispensabile necessità che le strutture RAI favoriscano non solo l'informazione e la crescita culturale all'interno della nostra comunità regionale, ma contribuiscano anche a far meglio conoscere la Valle al di là dei suoi confini;
RAVVISATO che l'informazione oltre che essere maggiormente pluralistica deve assolvere anche ad una funzione formativa facendo conoscere il mondo del lavoro e la vasta problematica ad esso legata;
RICORDATO che in occasione della I° Conferenza regionale di programmazione svoltasi ad Aosta il 13,14,15 giugno 1979 erano state formulate proposte concrete per una più organica ed efficace organizzazione del servizio radiotelevisivo in Valle d'Aosta e che risale al febbraio 1979 l'autorizzazione per un gazzettino radiofonico mattutino dalle ore 7,15 alle 7,30 che avrebbe dovuto andare in onda il 1°marzo dello stesso anno, ma a tutt'oggi nulla è stato fatto di concreto;
RICORDATO che il Prof. Rossini in occasione della I^Conferenza regionale di programmazione ebbe a dire: "il locale pare evidente, dovrà consentire ed incoraggiare la coesistenza tra la terza rete RAI e le televisioni private" e che il 12 giugno 1979 i rappresentanti delle emittenti private nel sollecitare un intervento regionale per aiutare la emittenza radiofonica e televisiva locale hanno dichiarato di "accettare il principio di sottoporre la propria programmazione al Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo per un coordinamento ed un'integrazione con quella della Sede regionale della RAI;
Constatato che le ore di trasmissione radiotelevisiva bilingue irradiate in Valle d'Aosta sono notevolmente inferiori rispetto ad altre regioni e province autonome, e che in nessun conto è stata tenuta la minoranza "Walser della Valle di Gressoney";
DELIBERA
al fine di salvaguardare e difendere il patrimonio culturale e linguistico della Valle d'Aosta e garantire un adeguato spazio, in riscontro della realtà socio-culturale della Regione al francese, al franco-provenzale, al tedesco e al Walser e fornire alla popolazione valdostana una migliore informazione radiotelevisiva da parte della terza rete RAI, di dare mandato alla Commissione consiliare speciale per l'informazione in stretta collaborazione con il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo:
1°) di formulare entro il prossimo mese di gennaio proposte concrete per una sollecita diffusione su tutto il territorio regionale dei programmi della terza rete avvalendosi anche di impianti ripetitori privati, qualora fosse necessario, in attesa che la RAI attui una completa rete ripetitiva adeguata a soddisfare le esigenze di tutta la Regione;
2°) di promuovere incontri con i dirigenti della Sede regionale RAI per migliorare l'informazione e dare immediata applicazione all'autorizzazione per la diffusione di un gazzettino radiofonico mattutino ed esaminare quali proposte emerse dalla I^ Conferenza regionale di programmazione hanno trovato puntuale esecuzione e ciò che non è ancora stato fatto;
3°) di seguire attentamente la stesura della nuova convenzione fra RAI e Regione riferendo costantemente al Consiglio tenendo conto di quanto esposto in premessa.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 21
Il Consiglio approva all'unanimità
