Objet du Conseil n. 17 du 12 janvier 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 17/VII - NECESSITA' DI UN SERVIZIO DOMICILIARE DI PRELIEVI PER ANALISI MEDICHE - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura del testo della interpellanza presentata dal Consigliere Minuzzo:
INTERPELLANZA
RILEVATO che nella città di Aosta e forse nel resto della Regione, non è funzionante un efficiente servizio domiciliare di prelievi per analisi alle persone che hanno difficoltà a recarsi ai laboratori;
CONSIDERATO che permanendo tale situazione crea grave disagio per gli utenti di tale servizio ed ancor più non sembra logico che per sottoporsi a prelievi per analisi si debbano ricoverare in Ospedale gli impossibilitati a recarsi nei laboratori per sottoporsi ai prelievi;
PRESO ATTO che, benché tale servizio debba essere svolto dalla USL, il Presidente dell'USL, sollecitato in tal senso, sembra abbia risposto usando toni non proprio ortodossi;
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere se e come intende operare al fine di creare un efficiente servizio domiciliare di prelievi per analisi per coloro che non possono recarsi nei laboratori, soprattutto per le persone anziane che non usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare istituito dai Comuni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Innanzi tutto prima di illustrare l'interpellanza mi corre l'obbligo di dire che il Consigliere Mafrica ha parlato a nome del suo Gruppo, certamente non dell'opposizione, perché il mio partito ha sempre cercato di usare buon senso per l'applicazione del Regolamento interno del Consiglio, per cui chiedo al Presidente della Giunta che quando interviene in replica all'opposizione sappia, a seconda dei casi, valutare se è un comportamento omogeneo di tutta l'opposizione o se è qualche partito dell'opposizione che prende certe posizioni.
Detto questo, concordo con il Presidente del Consiglio che probabilmente si dovrà rivedere il Regolamento per la questione della discussione, della illustrazione delle interpellanze e comunque preciso che al primo appello eravamo presenti sia io che l'Assessore Rollandin, per cui per quanto ci comporta avremmo potuto benissimo iniziare i lavori, evitando tutte queste polemiche.
Per venire all'interpellanza in oggetto, mi sembra chiara l'illustrazione, nella premessa, di quelli che sono gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere come Partito. Conosco la situazione della città di Aosta; ho letto la lettera che il Dott. Vicquéry, Presidente dell'USL, ha inviato al Comune di Aosta in data 14.5.1982, in cui si comunica che l'USL non è in grado di svolgere un servizio domiciliare più efficiente; quindi, secondo noi, è necessario - probabilmente anche per gli altri Comuni della Regione la situazione è la stessa - potenziare alquanto il servizio di assistenza domiciliare, soprattutto per quanto concerne i prelievi di campioni per le analisi. Infatti si sono verificate grosse difficoltà per persone da poco dimesse dall'ospedale che devono obbligatoriamente sottoporsi a prelievi per analisi, le quali, non potendo recarsi ai laboratori preposti al servizio, non sono state in grado di fare queste analisi.
Questo è dovuto al fatto che il Comune di Aosta ha delle grosse carenze ed ha affermato che i prelievi li fa esclusivamente ai suoi assistiti e non a tutti coloro che chiedono di poter utilizzare questo servizio. Succede allora che chi non può muoversi da casa deve necessariamente farsi ricoverare in ospedale per potersi sottoporre alla analisi del sangue.
Con questa interpellanza chiediamo all'Assessore se non ritiene opportuno intervenire al fine di garantire un più efficiente servizio di assistenza domiciliare per il prelievo di campioni per analisi a tutti coloro che non possono recarsi nei laboratori, perché ci sembra paradossale che in questi casi il paziente debba farsi ricoverare in ospedale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Il 13.5.1982 i Consiglieri Nebbia e Tripodi avevano presentato un'interpellanza che verteva sullo stesso problema.
Già in quell'occasione avevo avuto modo di spiegare qual'era la situazione che riguarda il servizio prelievi. Vorrei precisare che il servizio di assistenza domiciliare comprende una serie di servizi che non includono il servizio prelievi, in quanto è un servizio svolto da personale paramedico, talvolta da persone che non hanno affatto la qualifica per svolgere queste funzioni di prelievo. Il problema del Comune di Aosta è che il prelievo a domicilio deve essere comunque fatto da un medico. Ci rendiamo conto che svolgere questa funzione nei termini in cui si diceva è di una difficoltà estrema. Si è cercato di porre rimedio a questo inconveniente ampliando la rete di servizi per i centri di prelievo; il Consigliere Minuzzo si renderà certamente conto di quale potrebbe essere il problema se dovessimo mandare una squadra di medici a fare tutti i prelievi a domicilio, mentre si era già parlato, ad esempio, per l'Ospizio di Aosta, della possibilità di avere un medico all'interno per effettuare i prelievi ai numerosi pazienti che dovevano svolgere delle analisi periodiche.
Questo caso è simile a quello illustrato dal Consigliere Minuzzo e penso che valga la pena di studiare in modo più approfondito un sistema che permetta di fare i prelievi necessari per i casi in cui sia impossibile recarsi a domicilio. Però non è così facilmente realizzabile come sembra, perché ci sono una serie di norme igieniche da rispettare.
Per il resto, l'osservazione è corretta e m'impegno per quanto è possibile; tra l'altro, nel piano socio-sanitario abbiamo previsto un adeguamento di questi servizi che ci dia maggior respiro e quindi una possibilità di valutare correttamente anche questi casi, tenendo conto che, se è necessario avvicinare il più possibile il servizio, non è però immaginabile che si arrivi a tutti. Studieremo comunque un sistema per cui ci si possa avvicinare a tutti i casi dove non ci sia la pratica possibilità da parte dell'utente di accedere al servizio ed uno di questi passi sarà la realizzazione per tutta una serie di persone cosiddette lungodegenti di centri di servizio distrettuali funzionanti. Quindi sia per l'immediato che per il futuro terremo conto anche di queste osservazioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo per la replica. Ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Per ringraziare l'Assessore della risposta che mi ha fornito; spero che tenga fede all'impegno.
Devo peraltro dire che anche gli infermieri professionali sono autorizzati ad effettuare dei prelievi; quindi il problema non è solo dei medici che devono fare prelievi, ma anche delle infermiere, sotto la vigilanza del medico.
